Al Sig. Sindaco di Gioia del Colle Dott. Piero Longo
Al Presidente del Consiglio Comunale di Gioia del Colle
Dott. Filippo Gianfranco Tisci
L’aeroporto – la guerra – gli esistenti

Non si può certamente dire che nella nostra città la guerra in Libia stia passando sotto silenzio. In tutte le ore della giornata suoni sgradevoli e cupi ci avvertono che aerei militari stanno decollando dall’aeroporto per bombardare luoghi libici. Saranno soddisfatti coloro che vogliono eliminare fisicamente il colonnello Gheddafi, religiosamente riverito qualche mese fa a Roma e precedentemente accolto con piacere in altre capitali europee. Sopportano la sveglia inopportuna durante la notte o alle prime ore dell’alba coloro che approvano l’uccisione di inermi civili in nome della “guerra umanitaria”.
Ci sono, però, coloro che seguono con profonda tristezza il rumore dei bombardieri. Probabilmente in Libia ascolteranno agghiacciati quel trambusto per gli effetti devastanti che le bombe potrebbero provocare su cose e persone.
C’è chi si indigna poiché migliaia di cittadini inermi (fonti ONU parlano di oltre 15 mila morti) sono cinicamente sacrificati per il dominio sul petrolio in un territorio che non gli appartiene. Il silenzio è rotto da un rumore che non colpisce solo i residenti ma tutti gli esistenti: umani, animali e vegetali; tutti colpiti dall’inquinamento acustico. Continua la Lettura

Il
12 e il 13 giugno gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su
4 quesiti referendari: due in difesa
dell’acqua pubblica, uno per bloccare il
nucleare e uno per cancellare il legittimo impedimento.
Le informazioni in merito sono poche e frammentarie. I telegiornali e i programmi di approfondimento, che rappresentano i principali mezzi attraverso cui i cittadini italiani si informano, non forniscono le notizie necessarie affinché possa formarsi un’opinione pubblica libera e consapevole.
Lo scorso anno l’IDV si è fortemente impegnata nella promozione dei referendum raccogliendo oltre due milioni di firme in tutta Italia. Oggi, a meno di un mese dalla consultazione elettorale, l’esito appare incerto, ci si chiede se verrà raggiunto o no il quorum.
Andare a votare non è solo un fondamentale esercizio di democrazia, ma è anche l’occasione per far comprendere a chi ci governa come i cittadini la pensano su temi di basilare importanza ed è l’unico strumento per esprimere e far valere la propria volontà.
Non votare, invece, lascerebbe aperta una grave incomprensione, che potrebbe portare la classe politica a pensare di essere legittimata a compiere qualsiasi azione sui temi oggetto del referendum. Il risultato che verrà fuori dalle urne potrebbe far emergere un’Italia molto più matura e consapevole di quel che si crede ed è forse per questo che le azioni per boicottare il referendum sono state e sono ancora molteplici.
Il governo, infatti, ha deciso di ignorare la campagna
“Io voto il 29 maggio” e di non accorpare i referendum alle amministrative. Questo avrebbe comportato un
risparmio di 350 milioni di euro, ma soprattutto l’Election Day avrebbe consentito una maggiore affluenza alle urne.
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Nell'ambito del progetto PON C/3 "Legalità nel mondo del lavoro" di cui l'associazione LiberaGioia è tutor "incontro aperto" con il testimone di giustizia sig.Pino Masciari -www.pinomasciari.it-
MARTEDI 7 GIUGNO ALLE ORE 16:30 presso l'auditorium della Scuola Media Carano.
Tutta la cittadinanza e' invitata
Quando tre anni fa la Città scelse Piero Longo, lo fece spinta dal vento del cambiamento. Dopo 13 anni di governo del centrosinistra, inabissatosi al termine di un lento decadimento ma meritorio di aver cambiato il volto di Gioia del Colle con un programma di sviluppo del territorio che ancora oggi, (vedi Piazza Luca D’Andrano), continua a dispiegarsi, la Città scelse di cambiare pagina sull’onda emotiva dell’Ora si cambia.
Ma dopo tre anni e dopo aver assistito agli ultimi Consigli Comunali, a molti è sovvenuta una domanda: che ne è stato del cambiamento promesso? Tutto ciò che di buono è stato fatto è il frutto della programmazione delle Giunte di centrosinistra. Piscina Comunale, Chiostro del Comune, rifacimento del Centro storico, le due ex Distillerie rimesse a nuovo, Palestrone e, come detto sopra, Piazza Luca D’Andrano che, il Sindaco Longo, inaugurerà in pompa magna spacciandola come raccolto del proprio lavoro.
Rimossi dunque queste grandi opere per la Città, merito ancora del buon governo del centrosinistra, che cosa rimane nel bilancio triennale di Longo & C.? Al di là di un’ossessione maniacale verso le festicciuole ed il presenzialismo morboso e spesso importuno, rimangono le epiche (e comiche) invenzioni politiche propagandate a tappeto per la città: il consigliere di quartiere; il vigile di quartiere; la battaglia contro il bullismo; il passaggio a livello aperto in eterno; il chi sbaglia paga; la ricostruzione del vecchio mercato coperto in Piazza Plebiscito e poco altro ancora. Tutte iniziative fantasma, delle quali nessuno, ad oggi, è in grado di vederne l’attuazione. I consiglieri di quartiere sono disoccupati. Non perché i quartieri siano privi di problemi, ma perché i suddetti consiglieri non hanno mai avuto a cuore il ruolo che gli era stato assegnato. Ed i vigili di quartieri? Dove sono? E la politica del chi sbaglia paga? La città continua ad essere in balia delle violazioni quotidiane del codice della strada. Ricordate il listino “multe” contro chi giocava a pallone o girava in bici su Via Roma? Provate a percorrerla e vedrete che tutto è rimasto come prima. Sul passaggio a livello di Via Dante il mensile GioiaDemocratica ha già detto molto, ma ancor di più ci sarà da dire. Di certo oggi si sa che, a detta del Sindaco, quel passaggio verrà chiuso, con buona pace dei residenti del quartiere oltre lo stesso che, in campagna elettorale, avevano votato Longo proprio perché aveva cavalcato la battaglia contro la chiusura.
Ma l’icona desolante di quest’ Amministrazione sono i due Consigli Comunali appena celebrati. Da mesi la maggioranza è a pezzi. Assessori che saltano da una delega all’altra, Consiglieri di maggioranza ballerini , ora critici contro il Sindaco ora pronti a stendergli il tappetino. Un Sindaco che già dalla mattina da inquietanti segni di intorpidimento e di stanchezza e che, durante i Consigli, sprofonda in un silenzio cupo e triste. Come se fosse semplice spettatore di una scena della quale, invece, lui dovrebbe esserne il principale protagonista.
Negli ultimi due Consigli Comunali, dinanzi ad un’opposizione compatta e al completo, la maggioranza ha dato il peggio di se. Incapace di approvare un singolo punto all’ordine del giorno, spaccati su tutto, pronti a darsene di santa ragione anche sulle inezie, il centrodestra, o quel che rimane (dopo le infinite dimissioni di Consiglieri dai propri gruppi di origine), ha dato sfoggio del peggior governo che questa Città avesse mai potuto immaginare. Le urla si udivano sin dall’ingresso principale del Palazzo di Città. Dinanzi ad una minoranza allibita, tra i Consiglieri di maggioranza esplodeva una battaglia verbale, grottesca e avvilente, da far impallidire le leggendarie bettole dei pirati. Il tutto incensato da quella coltre di fumo che, da quando amministra Longo, annebbia l’aula Consiliare. Nonostante il “vietato fumare” ben affisso ovunque, i corridoi adiacenti pullulano di fumatori incalliti. In barba al rispetto delle norme, anche minime, che poi chi Amministra pretende siano onorate dai cittadini.
In un contesto (politico e culturale) simile quale bene per la Città? Quali prospettive? All’orizzonte un dissesto finanziario senza eguali nella storia di Gioia del Colle. I conti parlano chiaro. In tre anni Longo ha sperperato risorse senza alcuna razionalità e senza aver prodotto nulla di sostanziale per la Città. Miliardi delle vecchie lire che stanno creando il panico nel Palazzo. Si sta cercando così di correre ai ripari aumentando la Tarsu, l’Ici, la mensa scolastica, inserendo il grattino per i parcheggi, tagliando i servizi, la cultura, le politiche sociali.
Per questo noi del Partito democratico chiediamo con forza che l’esperienza fallimentare del centrodestra venga al più presto scaraventata alle spalle. Ogni giorno che passa, infatti, aumenta l’aggravio che ogni famiglia, ogni cittadino, sarà costretto a pagare. Per le colpe di un Sindaco fantasma ed inadeguato. Un Sindaco senza carisma e forza, responsabile del clima acre di perenne battaglia che si respira in ogni Consiglio Comunale tra i banchi della maggioranza. Una maggioranza senza numeri e quindi bloccata, incapace di governare i processi politici che servono al presente ed al futuro di Gioia del Colle.
Solo così, con la fine di questa avvilente esperienza Amministrativa, la Città potrà ricominciare a ricostruire ed a riprogettare il proprio futuro. Una rinascita della quale il Partito Democratico saprà farsi sempre più promotore ed artefice.
Enzo Cuscito
Segretario Partito Democratico Gioia del Colle

Il Comitato è felice per la buona partecipazione della cittadinanza gioiese all’appuntamento della scorsa domenica in Via Roma. In realtà non poca gente è caduta dalle nuvole dopo aver udito che il 12 ed il 13 Giugno si andrà a votare per il Referendum, in molti hanno affermato che seguendo solamente i telegiornali tra i mezzi di comunicazione disponibili non hanno avuto modo di apprendere la notizia.
Quasi la metà dei cittadini non aveva ben chiare le idee riguardo i quesiti referendari, falsa la diceria di chi sostiene che non si andrà a votare il quesito che riguarda il nucleare, perché la Corte di Cassazione verrà chiamata ad esprimere il suo giudizio solamente nei prossimi giorni.
Molto interesse ha destato il “mercatino radioattivo” presentato per sottolineare che la presenza di centrali nucleari ha da sempre danneggiato il territorio circostante ed il suo sistema produttivo.
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In data 2 Maggio 2011 in 2° convocazione il Consiglio Comunale ha aggiornato i lavori del Consiglio convocato per il 28/05 /2011 per discutere i restanti argomenti iscritti all’o.d.g. La maggioranza nel corso della seduta ha richiesto di posticipare il punto riguardante l’approvazione della convenzione per la realizzazione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile denominati “parchi fotovoltaici” motivando che per la trattazione dell’argomento era auspicabile un ulteriore rinvio per maggiori approfondimenti…..Dopo la trattazione degli argomenti l’opposizione ritenendo la richiesta priva di motivazioni valide e tenuto conto dei numerosi rinvii che questa maggioranza continua a proporre,con insistenza ha preteso che l’argomento venisse affrontato almeno per conoscere il contenuto della proposta ed entrare nel merito del provvedimento. Dopo tante ore di dibattito e chiarimenti in cui si registra sempre più la scarsa presenza dei consiglieri, la stessa maggioranza sempre più frammentata e disunita, chiedendo una ennesima sospensione ormai di routine, decide di mettere ai voti il rinvio dell’argomento ed approva a nuova data per approfondire la convenzione. L’assessore all’Ambiente invece comunica al Consiglio Comunale che è in itinere la predisposizione di un regolamento comunale. In qualità di consigliere comunale sento il dovere di fare chiarezza nei confronti della città,sui metodi adottati da parte di questa amministrazione che continua a portare all’attenzione del Consiglio Comunale provvedimenti già confezionati e decisi, annullando il ruolo del Consiglio Comunale preposto agli indirizzi ed al controllo della programmazione e pianificazione del territorio.
I FATTI:
Pur consapevole che l’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia è considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità e che sono favorevole allo sviluppo delle fonti energetiche alternative rispetto agli impianti nucleari, devo precisare che non è stato rispettato dal Comune quanto riportato in premessa della proposta di delibera e che prima del rilascio dell’Autorizzazione Unica prevede l’acquisizione da parte del proponente, di apposito atto di indirizzo o di delibera del C.C., di accoglimento delle proposte per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Tutto questo non è stato attuato, ed ancora una volta il Consiglio Comunale viene chiamato solo a cose già decise ed autorizzate. Alcune mie osservazioni che puntualmente non hanno avuto risposta in C.C. li sottopongo alla vostra attenzione per cercare di fare chiarezza ai tanti punti oscuri di questa amministrazione.
-Perché sulla richiesta presentata da parte di una società in data 27/10/2008 per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 8 MW in un area agricola di 24 ettari in località “ Don Martino” a pochi kilometri dal centro abitato, l’ Ufficio Tecnico e l’Amministrazione non hanno informato il C.C. per un preventivo atto di indirizzo o di delibera di accoglimento della proposta cosi come riportato in delibera?
-Perché l’UTC ha rilasciato in data 06/05/2010 ( dopo 19 mesi ) parere favorevole alla realizzazione dell’impianto senza una verifica della scelta localizzativa che di fatto comporta una sottrazione di aree da coltivare con conseguente dequalificazione del contesto territoriale?
-Perché alla luce delle richieste presentate,l’Ufficio Tecnico e l’Assessore all’Ambiente non ha preventivamente informato il Consiglio Comunale di ciò che stava accadendo e che era urgente definire una mappatura territoriale degli insediamenti fotovoltaici per un corretto inserimento a salvaguardia della vocazione agroalimentare del nostro territorio?
-Perché prima del rilascio del parere da parte dell’UTC, non è stato applicato quanto previsto dal Dlg. 387/03 art.12 comma 7 che tutela la biodiversità del patrimonio culturale e paesaggistico rurale?
-Perché da parte della Giunta non sono state avviate preventivamente le procedure per la redazione del PEC ( piano energetico comunale ) al fine di pianificare la produzione energetica sul territorio con un accurato screening delle aree potenzialmente idonee?
-Perché non è stato preso in considerazione il PEAR adottato dalla Regione Puglia che con la DGR n.827 del 8/6/2007 che auspicava a livello locale la definizione di opportuni regolamenti?
-Perché in base alle normative vigenti, non è stato attivata da parte della P.A. il necessario coinvolgimento dei cittadini in un processo di comunicazione ed informazione preliminare alle autorizzazioni e realizzazione degli impianti?
-Perché si sono opportunamente fatti trascorrere i 180 giorni cosi come previsto dal Dlg. 387/03 art.14 comma 7 ( silenzio assenso ) per eventuali proposte alla tutela della salute pubblica, paesaggistica ed ambientale?
-Perché in data 16/09/2010 è stato sottoscritto tra la Regione Puglia, la Società ed il Comune, l’atto di impegno e la convenzione per 20 anno prorogabili ed oggi il Consiglio Comunale viene chiamato solo per approvare una convenzione in cui si prevedono 40.000.00 euro all’anno di ristoro ambientale dovuto ad una esclusiva volontà della società?
.Perché su espressa mia richiesta fatta in Consiglio Comunale. il Dirigente dell’UTC ha affermato che ci sono solo alcune richieste ulteriormente presentate con potenze inferiori?
LA VERITA’ NASCOSTA
Esercitando il ruolo di consigliere Comunale e preoccupato di una situazione che richiedeva assoluta chiarezza, ho dovuto tempestivamente rendermi conto di quante autorizzazioni realmente sono state rilasciate ad oggi da parte del Dirigente dell’UTC.
Infatti da una consultazione degli atti ho potuto riscontrare che oltre alle numerose DIA per la realizzazione di piccoli impianti, ed all’attuale impianto di 8 MW in un area agricola di 24 ettari, sono stati rilasciati ulteriori pareri favorevoli da parte del Comune e successive autorizzazione Regionali per altri 3 impianti e precisamente:
- n.1 impianto di circa 5 MW con parere favorevole da parte del Comune del 12/5/2010 e relativa autorizzazione Regionale del 20/7/2010 in Località Masseria “il bambino “ in un area agricola di circa 15 ettari;
- n.1 impianto di circa 1 MW con parere favorevole da parte del Comune del 9/9/2010 e relativa autorizzazione Regionale del 22/4/2010 in Località “ Scappacipolla” in un area agricola di circa 20 ettari;
- n.1 impianto di circa 8,5 MW con parere favorevole da parte del Comune del 13/8/2010 e relativa autorizzazione Regionale del 4/2/2011 in Località “sotto il canale” in un area agricola di circa 16 ettari.
Ci troviamo di fronte quindi a circa 75 ettari di terreno agricolo di particolare pregio( seminativo, vigneti ed alberature varie ) sottratte al settore agricolo e alla mancata valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali di un territorio.
A cosa servono i finanziamenti della Unione Europea ( POP-POR-PSR ) che la Regione ha
promosso per valorizzare le produzioni tipiche e di qualità del nostro territorio?
Ancora una volta mi vedo costretto a denunciare una cattiva gestione della cosa pubblica, in cui si prendono decisioni importanti che modificano l’assetto e l’uso del territorio, senza il coinvolgimento preventivo del Consiglio Comunale e tenendo in segreto provvedimenti adottati che conoscevano solo gli interessati ai lavori. Pertanto sento il dovere di rivolgere un appello a tutti i cittadini, alle associazioni sensibili a questi problemi di fermare questi processi di programmazione adottati senza il necessario coinvolgimento della città. Ribadisco la mia piena condivisione di preferire gli impianti a fonti alternative rispetto al nucleare, ma il tutto deve essere applicato con precise regole per la salvaguardia del territorio. Dagli atti predisposti e dalle autorizzazioni rilasciate risultano evidente gli interessi che sono in gioco, e l’approfondimento da parte della maggioranza solo su questa proposta e la promessa di un Assessore all’Ambiente che si ricorda solo ora di predisporre un regolamento comunale a mio parere è solo una ennesima farsa che non giustifica tali comportamenti. Anche questa volta le proposte arrivano in Consiglio Comunale a cosa già autorizzate ed eventuali revoche dei permessi già rilasciati comporterà nuovi contenziosi cosi come è avvenuto per le torri-faro ed RFI. Non si comprende inoltre il perché solo questa società intende dare un contributo al Comune, rispetto ad altre società che realizzeranno gli stessi impianti e senza alcun contributo. Risulta evidente che alla luce dei fatti che ho dovuto personalmente approfondire, la richiesta della maggioranza di rinviare l’argomento ad un prossimo Consiglio Comunale è solo strumentale e demagogico. Sarebbe più opportuno come senso di responsabilità che il Sindaco convochi personalmente un Consiglio Comunale urgente per chiarire alla Sua maggioranza, all’opposizione e soprattutto alla città i motivi di questi comportamenti. In caso contrario sarò costretto a presentare una interpellanza consiliare per conoscere i tanti punti oscuri di questa vicenda.
Tommaso Bradascio
Consigliere comunale

In data 18 aprile 2011 ho provveduto ad inviare alla Presidenza della Repubblica, presso il Quirinale, il seguente comunicato:
Ill.mo On. Presidente,
gli ultimi eventi, collegati alla crisi libica, hanno portato alla ribalta dei media il ruolo che la base aerea di Gioia del Colle, sede del 36° Stormo dell'Aeronautica Italiana, ha avuto, ha e avrà nell'ottica della sicurezza nazionale ed internazionale, per essere utilizzata da forze aeree di nazioni appartenenti alla NATO.
Se da una parte il Governo italiano riconosce a Gioia del Colle il ruolo di assolvere al compito della sicurezza dell'Italia e dell'Europa, dall'altra parte il Governo della Regione Puglia disconosce il diritto alla salute degli abitanti di Gioia, privandolo dell'Ospedale, per il quale sta decretando la definitiva chiusura. E' già previsto il trasferimento nella base di Gioia del 63° SAR di Brindisi e probabilmente del 37 ° Stormo di Trapani, che potenzieranno ulteriormente il ruolo strategico della base aerea gioiese nel contesto europeo. Gioia, inoltre, costituisce l'unico caso in Europa di una base aerea distante circa 500 metri dall'abitato, quindi bisognevole di un Ospedale attrezzato per l'emergenza-urgenza.
Il depotenziamento e la definitiva chiusura dell'Ospedale di Gioia avvengono in barba alle considerazioni che Gioia è la città più popolosa e il Comune più esteso e più popoloso ( 206 kmq. e circa 30.000 abitanti ) tra quelli del Presidio Ospedaliero ( Gioia-Noci-Putignano ), che il suo attuale Ospedale realizza le migliori performances sia dal punto di vista sanitario che da quello gestionale, che il Comune di Gioia è servito da oltre 10 arterie tra provinciali, interprovinciali ed interregionali, due linee ferroviarie RFI, un'autostrada con casello, una zona artigianale ed industriale di tutto rispetto. Inoltre Gioia è sede di numerosi Uffici, tra cui: Ufiicio delle Entrate, INPS, Camera di Commercio, Comunità Montana, Ufficio del Lavoro, Compagnia dei Carabinieri, Tenenza della Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Comando Corpo Forestale, Ufiicio Regionale Agricoltura…
Il Piano di Rientro Sanitario della Regione Puglia prevede la chiusura dell'Ospedale di Gioia e il potenziamento di quello di Putignano, che dai dati ASL risulta essere passivo in 7 dei 10 reparti lì presenti, a dispetto dei positivi risultati di gestione e di costi, dei dati di occupazione di posti letto e di ricoveri provenienti da altre ASL e da altre regioni, dell'Ospedale " Paradiso " di Gioia del Colle.
L'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso, di cui sono Presidente, ha inutilmente relazionato ai responsabili della Regione Puglia e della ASL/BA tali dati positivi e la realtà e la situazione strategica di Gioia, anche con dovizia di dati ufficiali della ASL Bari, ma senza alcun riscontro.
Si fa presente altresì che:
- in data 20 gennaio 2009 il Direttore Generale della ASL BA comunicava al Comandante del 36° Stormo e al Sindaco di Gioia del Colle che prevedeva il potenziamento e rinforzo dell'Ospedale di Gioia dal punto di vista tecnologico e delle risorse umane… evidenziando che il Plesso Ospedaliero di Gioia del Colle, nel suo complesso costituisce un elemento importante dell'intera rete Ospedaliera della ASL BA… che contribuisce ad affrontare adeguatamente le problematiche assistenziali in regime di emergenza-urgenza sull'intero ambito territoriale della Provincia;
- l'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso ha inviato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Bari, in cui tra l'altro evidenzia la scarsa attenzione al nosocomio gioiese da parte della Direzione sanitaria ed amministrativa della ASL BA, nonostante le positive performances che realizza;
- il Sindaco di Gioia del Colle ha presentato un ricorso al TAR Puglia avverso il Piano di Rientro Sanitario della Regione, che prevede la chiusura del locale nosocomio;
- tre consiglieri regionali hanno presentato due interrogazioni al Presidente e all'Assessore alla Sanità della Regione Puglia, per chiedere il mantenimento e potenziamento dell'Ospedale di Gioia, anche alla luce della crisi libica e per la presenza del 36° Stormo, base utilizzata dalla NATO, base operativa strategica per la difesa del territorio italiano ed europeo.
Pertanto SI CHIEDE UN SUO AUTOREVOLE INTERVENTO E INTERESSAMENTO PER LA SALVAGUARDIA DELL'OSPEDALE PARADISO DI GIOIA DEL COLLE, atteso che l'Osservatorio, congiuntamente all'Amministrazione comunale di Gioia, ha avanzato ai dirigenti della Regione e della ASL/BA una proposta che è in linea con la filosofia del piano di Rientro dalla spesa sanitaria della Regione: garantire un'equa distribuzione delle strutture sanitarie sul territorio e contenere il tetto della spesa sanitaria ( la proposta avanzata e approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Gioia, prevede un ulteriore risparmio di circa un milione e duecentomila euro rispetto al Piano di Rientro regionale ).
Le auguro buon lavoro e Le porgo distinti saluti.
Francesco Giannini
Convegno in programma a Gioia del Colle il 2 maggio 2011.
PRIMA DI TUTTO IL LAVORO
FAVORIRE LO SVILUPPO,
SCONFIGGERE LA PRECARIETA’,
GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI AL LAVORO.
Il piano per il lavoro presentato dalla Regione Puglia, unitamente alle proposte del PD per lo sviluppo e per l’inserimento dei giovani sul lavoro, saranno al centro di un dibattito pubblico.
Lunedì 2 maggio ore 19
Piazza Cesare Battisti
Introduzione e coordinamento
Gianni VALLETTA (Responsabile Lavoro PD Gioia)
Intervengono
Claudia ADDABBO (dottoranda Storia della Scienza presso Università di Pisa)
Prof. Michele CAPRIATI (docente di economia all’Università di Bari)
On. Ludovico VICO ( Deputato PD e comp. Commissione lavoro della Camera)
In caso di pioggia l’incontro si terrà presso la Sala De Deo.
Gioia del Colle, 25 aprile 2011
Resp. Comunicazione Pd
Gioia del Colle
Luigi Mongelli
cell. 3395967647
La segreteria IDV Gioia del Colle ha il piacere di invitarvi all'incontro – dibattito intitolato "Fra incertezze e speranze… Quale futuro per l’ospedale Paradiso?" che si terrà giovedì 28 aprile presso il Chiostro Palazzo S. Domenico, con la presenza del dott. P. MAZZA, Vice presidente commissione regionale sanità.
L'evento si svolgerà secondo il seguente programma:
17,30 Visita dei Reparti e Servizi Ospedale Paradiso
18,30 Incontro con la città presso il Chiostro di Palazzo S. Domenico
Interverranno:
Dr. Piero Longo – Sindaco di Gioia del Colle
Tommaso Bradascio – Presidente 3° commissione sanità
Prof. Francesco Giannini – Presidente Osservatorio Ospedale Paradiso
Mimmo Castellaneta – Segretario Circolo IdV Gioia del Colle

Segreteria IDV Gioia Del Colle
tel. 328.2486.232,
indirizzo: via Santa Maria Maddalena, 27, Gioia del Colle
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione" (Piero Calamandrei).
Sono trascorsi 150 anni dal Risorgimento. Da quell’impeto patriottico che, pervaso dagli ideali di libertà, aveva riconsegnato l’Italia agli italiani. Da allora la storia d’Italia e d’Europa è stata attraversata da terribili sorti. La prima guerra mondiale, l’ascesa dei fascismi, il secondo conflitto mondiale. Tremende vicende dalle quali il coraggio e lo spirito più nobile di tanti italiani hanno saputo trarre quella linfa vitale che ha dato origine alla nostra Repubblica, alla Costituzione, alla Democrazia. Dal sangue di tutti quei giovani italiani che, come ricorda Calamandrei, ebbero la forza e la passione di battersi contro il nazi-fascismo per amore della libertà, è nata la pagina più bella e nobile della storia d’Italia. Una pagina che vede nella nostra Costituzione la sua Legge più alta, il suo baluardo, il punto d’arrivo e di partenza di una civiltà nuova, fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla pace, sul lavoro.
Smarrire la memoria di questa nostra storia significa uccidere il futuro. Spezzare il cordone che ci lega al sacrificio dei nostri padri che seppero lottare, sino alla morte, per la nostra libertà, preannuncia l’imminenza di nuove catastrofi, l’avvento di nuovi e più terribili fascismi, di un’eclissi della democrazia e di quei diritti vitali della nostra civiltà libera e umanizzata. Aveva scritto Cesare Pavese: “Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia”. Facendo così eco ad Epicuro che amava ammonire così: “Chi non ricorda non vive”.
Eppure, guardandoci intorno, ascoltando il frastuono caotico della politica dei nostri giorni, emerge inquietante la sottile volontà di “revisionare” il passato per eliminarlo del tutto. Così che, sotterrando quella memoria, gli anticorpi posti a baluardo dei diritti e delle libertà possano essere facilmente epurati. Attorno a noi, sopra di noi, è in atto una guerra silenziosa. Una guerra che non lascia sangue, non uccide la carne, non distrugge le case. E’ una guerra contro la memoria per uccidere il futuro. Chi morrà sarà il diritto ad essere liberi, ad esprimere le proprie opinioni, il diritto ad essere considerati tutti eguali davanti alla legge, il diritto al lavoro, alla dignità di essere uomini e non numeri. Ci stanno rubando la libertà ad essere noi stessi, omologandoci nel modo di pensare, di vestirci, di guardare l’altro.
Non possiamo non fare memoria del 25 Aprile e di quanto questi rappresenti. Non possiamo indietreggiare di un solo passo su quei diritti per i quali i nostri padri si batterono e morirono. Perché ogni passo indietro è uno avanti verso l’abisso di nuovi e più violenti fascismi, anticamera di nuove violenze, persecuzioni e macerie.
Per questo l’invito che, a nome di tutto il Partito Democratico, voglio consegnare a tutta la Città e ai suoi giovani figli, alle Associazioni laiche e cattoliche, ai Partiti Politici, ai Sindacati, alla Società Civile e a quanti hanno a cuore la Libertà, è a non smarrire la memoria del 25 Aprile. Cominciando, innanzitutto, con l’esserci, sventolando il Tricolore, alla manifestazione Istituzionale che, come sana consuetudine (ci rattrista e ci inquieta la scarsa attenzione e rilevanza che l’Amministrazione Longo dedica all’evento, anche quest’anno), si terrà lunedì 25 Aprile, alle ore 10.30, dinanzi al Monumento ai Caduti. Affinché non prevalga l’opera di quanti vorrebbero spegnere la memoria della Liberazione, mistificandola, anestetizzandola e cancellandola per rubarci, alla fine, la nostra Libertà.
Dal segretario cittadino del PD, Enzo Cuscito, l’invito a partecipare alla manifestazione.
Vi aspettiamo.

La richiesta di autoconvocazione da parte della minoranza per riesaminare la delibera consiliare n. 82 del 13/12/2010 che dava la possibilità ai cittadini della zona 167 di richiedere al Comune la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà a fronte di un corrispettivo da versare al Comune è stata iscritta all’o.d.g. del Consiglio Comunale del 10/03/2011 per cercare di affrontare congiuntamente le problematiche emerse alla luce di una più approfondita analisi delle procedure adottate. Purtroppo ancora una volta le richieste avanzate dalla minoranza vengono disattese. L’argomento in questione è stato discusso con la presenza di soli 3 consiglieri comunali di maggioranza compreso il Presidente del Consiglio ed il dirigente dell’U.T.C., che hanno solo preso atto di una procedura anomala richiedendo il rinvio dell’argomento a causa delle numerose assenze. La richiesta della minoranza attraverso la presentazione di un o.d.g. di revocare la delibera n. 82 non è stata presa in considerazione per un vizio di procedura e l’uscita dall’aula dei restanti consiglieri di maggioranza hanno costretto il Presidente del Consiglio a sciogliere la seduta per mancanza del numero legale. Considerato che l’argomento in questione deve essere assolutamente riportato in C.C. per revocare un atto che attualmente ha l’immediata esecutività, auspico che l’amministrazione in tempi brevi si faccia carico di convocare il C.C. e per definire con chiarezza le procedure che devono essere trasparenti e soprattutto nel rispetto delle normative di legge in materia. Al contrario saremo costretti a presentare una ennesima richiesta di auto convocazione per la soluzione del problema che non può essere affrontato con l’organizzazione di incontri e senza una metodologia che rispetti la legge. Dopo questa preliminare informativa sento il dovere in qualità di consigliere comunale di mettere a conoscenza tutti i cittadini del mio intervento fatto in C.C. che in sintesi evidenzia i dubbi e le perplessità del provvedimento deliberato.
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE TOMMASO BRADASCIO
Signor Sindaco Signor Presidente .Sigg. Assessori, Sigg, Consiglieri Comunali, la richiesta di auto convocazione da parte della minoranza per riportare in aula un argomento che l’amministrazione Comunale con atto di C.C. n. 82 del 13/12/2010 ha proposto e che è stato votato all’unanimità dei presenti e reso immediatamente esecutivo, scaturisce da una serie di problematiche e dubbi che i cittadini diretti interessati hanno evidenziato e che nonostante le varie riunioni organizzate dall’Amministrazione Comunale, non hanno chiarito del tutto le procedure adottate dagli uffici competenti.
Fatto questa premessa, ritengo che il riesame della delibera n. 82 del 13/12/2010 con cui si dava la possibilità di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà, approvando una scheda elaborata dall’UTC in cui venivano fissati i parametri e le modalità per la determinazione dei costi, necessita di una più approfondita analisi alla luce di una serie di considerazioni scaturite da una più attenta valutazione degli atti e dalle istanze presentate dai vari cittadini residenti della zona. L’art. 31 della legge 448/98 ha consentito ai Comuni di poter trasformare in diritto di proprietà il diritto di superficie già concesso sulle aree destinate all’edilizia economica e popolare ( cosiddette aree 167 ). La trasformazione del diritto può avvenire a seguito di proposta del Comune, che potrà essere liberamente accettata dal singolo proprietario di alloggio a titolo oneroso, indipendentemente dalla volontà del condominio cui appartiene. Ai fini della determinazione delle aree bisogna tenere presente l’art. 37 del D.P.R. 328/2001 così come modificato dalla legge 244/2007. In pratica va calcolato il valore venale dell’area che non può essere maggiore di quello stabilito dal Comune per aree cedute direttamente in proprietà al momento della trasformazione del diritto. Il valore venale dell’area così determinato viene ridotto del 25% trattandosi di interventi di riforma economico –sociale. Calcolato l’importo da pagare da parte di ciascun proprietario di alloggio, in base ai propri millesimi, si detrae il prezzo corrisposto all’epoca della concessione del diritto di superficie, opportunamente rivalutato ad oggi.
Gli effetti del’acquisizione del diritto di proprietà previsti dalla legge 448/98 possono essere così sintetizzati:
- L’acquirente diventa proprietario, in rapporto ai propri millesimi della quota parte dell’area su cui sorge la costruzione comprendente l’alloggio di sua proprietà ( ma non ne potrà disporre autonomamente in quanto in comunione con gli altri proprietari dell’immobile );
- L’alloggio può essere venduto anche a chi non ha i requisiti ( salvo che l’acquirente non debba ricorrere a finanziamento pubblico ) considerato anche che i vincoli sull’alienabilità degli alloggi posti dall’art. 35 della legge 865/71 ( richiamati nelle convenzioni sottoscritte ) sono ormai decaduti o per decorso del termine o perché abrogati dalla legge 179/92 giusto anche chiarimenti forniti dal Consiglio di Stato con parere 139/2009;
- Il valore dell’appartamento può aumentare perché la sua proprietà non è più limitata al periodo dei 99 anni della convenzione ( ma il prezzo dipende dall’andamento del mercato immobiliare ).
Mi permetto a questo punto di fare alcune considerazioni sul contenuto dell’atto deliberativo del 13/12/2010 che seppure votato all’unanimità dei consiglieri comunali presenti e quindi senza mettere in discussione la legittimità delle decisioni assunte dall’Amministrazione Comunale, ha bisogno di ulteriore verifica e chiarezza circa l’esattezza e la correttezza delle scelte operative e politiche effettuate.
1) I dati presi a riferimento per la quantificazione del costo unitario di trasformazione espresso a mc. è stato rapportato al valore medio di tutte le aree incluse nel piano di edilizia economica e popolare, senza tenere presente la situazione dei diversi comparti edificatori;
2) Non è stato applicata la riduzione del 25% prevista dalla legge 244/2007.
Per chiarire meglio il mio intervento, partiamo dalla considerazione che l’attuazione della 167 ha avuto due tempi ben diversi tra loro:
1° tempo
piano di acquisizione delle aree 167 che interessò i comparti 3-4-5 con un esproprio generalizzato per la cessione alle cooperative edilizie che ne avevano fatte domanda. Le cooperative, come giustamente viene riportato nella premessa della delibera consiliare n.82 del 1312/2010, pagarono le aree concesse in diritto di superficie allo stesso prezzo di quelle concesse in piena proprietà. Per giunta, a seguito della famigerata sentenza della Corte d’Appello sul ricorso promosso da Giannelli-Melchiorre, le cooperative furono successivamente chiamate dal Comune a conguagliare il prezzo del suolo al valore venale di mercato determinato dallo stesso Tribunale, maggiorato di spese legali e processuali, indipendentemente dai proprietari iniziali dei suoli. Il Comune scelse di non riconoscere alcuna riduzione di prezzo per la cessione del suolo in diritto si superficie, e i concessionari pagarono l’intero costo del suolo, nonostante che il comma 12 dell’art.35 della legge 865/71 prevedesse che i corrispettivi della concessione in superficie non dovevano essere superiori al 60% del prezzo di cessione dell’area. Il Comune quindi si garantì la copertura di tutte le spese sostenute per l’acquisizione delle aree comprese nel primo piano di esproprio e senza alcuna distinzione. Viene spontaneo chiedersi perché oggi si dovrebbe pagare un conguaglio per la trasformazione del diritto di superficie, in diritto di proprietà quando nel comparto 3-4-5 tutti hanno pagato la stessa somma?
2° tempo
Diverso è il caso del secondo piano di acquisizione delle aree 167 che interessò il cosiddetto esagono grande previsto dal PRG. Mi riferisco alle aree comprese tra via Putignano e il giardino Giovanni Paolo II (Colle delle Gioia) richieste ed assegnate alla C.E.I. per poi essere trasferite successivamente e dopo alcune vicissitudini, alla società Acquafresca. Questo secondo piano di interventi è stato avviato e realizzato quando il primo intervento riferito alle cooperative si era già concluso da diversi anni con una autonoma procedura e con criteri completamente diversi soprattutto sulla determinazione del prezzo di cessione delle aree. Infatti, a differenza di quanto avvenuto con le cooperative “ La Casa-Esperia e Junior”, alla C.E.I. furono ceduti in diritto di superficie mq. 25.595 al prezzo scontato del 60,87% su quello stabilito per il diritto di proprietà , esattamente come previsto dal citato comma 12 art.35 della legge 865/71.
Conseguentemente trattandosi di due momenti differenti le modalità e le formule da applicare non possono essere le stesse per aree appartenenti ai due diversi piani di acquisizione e. per quanto detto, la trasformazione del diritto sulle aree C.E.I. deve essere assoggettata a un diverso conguaglio da parte dei richiedenti. Di contro l’eventuale trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà delle aree cedute alle cooperative nei comparti 3-4-5 dovrà attuarsi con una procedura del tutto diversa da quella della C.E.I. e questo per l’elementare e costituzionale principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Infatti delle due l’una:
1) o il conguaglio deve interessare tutti e quindi anche gli acquirenti in diritto di proprietà
2) oppure la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà deve avvenire a costo zero per le cooperative del comparto 3-4-5 in quanto i destinatari del diritto di superficie hanno pagato all’epoca, lo stesso prezzo dei concessionari in diritto di proprietà, corrispondente al valore venale di comune mercato delle aree cedute.
Pertanto poiché la delibera consiliare non fa alcun riferimento alle aree cedute in proprietà, che perciò risulterebbero escluse dal provvedimento, ne consegue che la prima ipotesi non è applicabile per scelta dell’Amministrazione. Di conseguenza non resta che la seconda ipotesi in quanto il Comune a suo tempo ha incassato l’intero costo di acquisizione dell’area come previsto dal già citato art.35 della legge 865/71. Se così non fosse , il Comune ricaverebbe un indebito maggior profitto, lucrando su una parte dei beneficiari degli interventi realizzati nel P.d.Z, con un indebito arricchimento finalizzato a fare cassa in maniera illegittima.
Tommaso Bradascio
Consigliere comunale
PRESIDIO DI GIOIA DEL COLLE
Via Pantera 18 , GIOIA e-mail:liberagioia@gmail.com
Ill.mi Signor SINDACO dott. Piero Longo
dott. FILIPPO TISCI Presidente CONSIGLIO COMUNALE
e. p .c. ai CAPI – GRUPPO CONSILIARI COMUNE di GIOIA DEL COLLE
O G G E T T O : Campagna contro la CORRUZIONE
Come a Voi ben noto LIBERA, in collaborazione con AVVISO PUBBLICO, ha lanciato una grande mobilitazione nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e richiedere urgentemente azioni concrete da parte dello Stato per combattere la corruzione ed esigere la ratifica ed applicazione immediata dei trattati internazionali, approvati da tempo in sede internazionale,( Convenzione di Strasburgo sulla corruzione del 1999), che l’Italia ha firmato ma mai ratificato.
Con la convalida della Convenzione verrebbero introdotti nel nostro codice alcuni reati ritenuti essenziali a livello internazionale come il traffico di influenze illecite, la corruzione fra privati e l’autoriciclaggio.
Siamo convinti che gli amministratori di soldi e beni pubblici per primi devono garantire trasparenza e dare dei segnali di esempio nella lotta alla corruzione in tutte le sue sembianze. Questo è gia avvenuto in molti Comuni italiani per cui nei giorni scorsi i rispettivi consigli comunali hanno approvato l’ordine del giorno di appoggio alla campagna di Libera e Avviso Pubblico, in Puglia: Toritto (Ba), Mesagne (Br), a Giovinazzo (Ba) il 10 gennaio si è svolto un consiglio comunale aperto dedicato alla lotta alla corruzione e il 24 gennaio lo stesso ordine del giorno è stato discusso a Follonica (Gr).Anche la città di Bari ha aderito all’iniziativa.
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Al Signor Sindaco
Al Presidente del Consiglio comunale
Al Segretario Generale
Alla Giunta Comunale
Comune di Gioia del Colle
LETTERA APERTA
Oggetto : agevolazioni pagamento ICI zona industriale D/1
Signor Sindaco, in data 25 Gennaio 2010 Prot. n.2437, ho presentato una interpellanza consiliare per una proposta di estensione delle agevolazioni sul pagamento della tassa ICI ai cittadini proprietari della zona industriale D/1, tenuto conto che era imminente la scadenza dello strumento urbanistico attuativo PIP D/1 ( novembre 2011 ) e di modificare nella parte delle Entrate il Bilancio di Previsione 2010 in corso di approvazione.
Dopo un ritardo di oltre tre mesi, è stato convocato il Consiglio Comunale e precisamente il 11 Maggio 2010 Delibera n.25, per discutere la mia proposta, che è stata presa in considerazione da parte dell’amministrazione, con l’impegno di riportare la proposta nella competente commissione consiliare, al fine di valutarne la fattibilità sia sotto il profilo tecnico che finanziario, oltre che la conseguente modifica del Regolamento Comunale sulla disciplina dell’ICI.
Dopo numerosi solleciti, la 1° Commissione consiliare, ha approfondito la proposta con il funzionario competente e in data 4 Febbraio 2011 ha trasmesso la proposta di modifica del Regolamento ICI per i relativi pareri che sono stati rilasciati il 17 Febbraio 2011 per la regolare iscrizione all’o.d.g. del Consiglio Comunale e propedeutico all’approvazione del Bilancio di Previsione 2011.
Signor Sindaco, la 1° Commissione consiliare, congiuntamente con il funzionario, hanno apportato tutte le modifiche legislative intervenute successivamente al vigente regolamento comunale, oltre che a prendere in esame la proposta oggetto dell’interpellanza e delle successive indicazioni del C.C.. La proposta sulla riduzione dell’ ICI dal 7 per mille al 4 per mille per le zone D/1, la previsione di estendere il pagamento dell’ICI alle zone F1-F2-F3-F4 dal vigente regolamento e la conferma dell’esenzione per le zone tipizzate F5-F6 era il punto di partenza per garantire un equità sociale ai tanti cittadini proprietari, che hanno visto vincolato la propria proprietà ad una destinazione urbanistica mai decollata e di contro essere costretti a pagare una tassa che nei dieci anni trascorsi ha sicuramente superato il valore dell’area oggetto di esproprio.
Signor Sindaco, ero convinto che malgrado i ritardi da quando ho segnalato il problema, era arrivato il momento di affrontare l’argomento in C.C. per la sua definitiva risoluzione prima dell’approvazione del Bilancio 2011. Purtroppo devo constatare che ancora una volta le mie proposte sono inascoltate e disattese.
-Perché la proposta del nuovo regolamento comunale ICI fornita di pareri favorevoli, non è stata iscritta all’o.d.g. del Consiglio Comunale prima del Bilancio di Previsione 2011?
-Perché si vuole rimandare un problema che nel merito ci sono più entrate nel Bilancio Comunale?
- Quali altri interessi questa amministrazione vuole eventualmente tutelare?
Inoltre devo precisare che sono decorsi i termini stabiliti per l’attuazione dei piani esecutivi, mentre ai fini espropriativi, sono decaduti gli effetti della pubblica utilità delle opere previste sia nella zona artigianale D/2 che nella zona industriale D/1 senza che ad oggi l’amministrazione e gli uffici competenti si siano preoccupati di trovare la soluzione.
Signor Sindaco confidando in un vostro diretto interessamento, La invito a porre in essere tutte le procedure per convocare urgentemente il Consiglio Comunale con un ordine aggiuntivo sulla proposta n.12 del 11/02/2011 di cui all’oggetto “ Approvazione nuovo regolamento comunale ICI” e comunque prima dell’approvazione del Bilancio di Previsione 2011.
Gioia del Colle 24/02/2011
Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale
Carissimi lettori, vi Invito a leggere la lettera sul permesso a costruire sul suolo "ex arena Castellano" che il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Gioia del Colle ha inviato al Presidente della Regione Puglia – Nichi Vendola, Presidente della Giunta Regionale – Onofrio Introna, Assessore all’Urbanistica della Regione Puglia – Angela Barbanente, Prefetto di Bari – S.E. Carlo Schilardi, Presidente della Provincia di Bari – Francesco Schittulli, Sindaco di Gioia del Colle – Piero Longo, Dirigente dell’UTC di Gioia del Colle – Nicola Bartolomeo Laruccia.
Il Segretario SEL
- Gioia del Colle -
Antonio Grandieri
Al Signor Sindaco – Comune di Gioia del Colle
LETTERA APERTA
FUORI LA VERITA’ SULLA GESTIONE DELL’ASILO NIDO
Signor Sindaco,
con delibera n. 97 del 21 maggio 2009, la sua Giunta, insieme con Lei deliberò la ristrutturazione e l’adeguamento alle norme in materia di sicurezza dell’asilo nido comunale di Via Mascagni, utilizzando un finanziamento della Regione Puglia pari a Euro 545.000,00, di cui 136.000,00 a carico del Comune.
Nell’atto deliberativo si riteneva necessario che il funzionamento dell’Asilo Nido Comunale per l’anno educativo 2009-2010 cessasse il 31 Marzo 2010. Questa procedura avrebbe consentito di espletare regolarmente le procedure di appalto secondo la normativa vigente, e portare a compimento i lavori necessari nel tempo previsto di sei mesi, senza pregiudicare lo svolgimento dell’anno educativo 2010-2011 che perciò avrebbe potuto partire dal 1° settembre 2010 anche con una nuova sezione.
Nonostante alcune garanzie, si è invece preferito continuare il servizio fino al termine dell’anno educativo, con la promessa che entro il 31 Dicembre 2010 i lavori dovevano essere completati, ed invitando le famiglie ad un ulteriore sacrificio.
Constatato i ritardi sulle procedure di appalto, dopo inutili solleciti fatti dai responsabili del 3° Settore e dalla 3° Commissione consiliare, il 23 Giugno 2010 sono stato costretto ad inviare una nota a Lei e alla Sua Amministrazione per conoscere i motivi di tali ritardi, evidenziando che non era stato ancora pubblicato il Bando di gara, compromettendo così seriamente la consegna dei lavori promessa per il 31 Dicembre 2010 dall’ Ufficio Tecnico Comunale.
Finalmente con la pubblicazione del Bando di Gara da parte dell’UTC solo all’Albo Pretorio, e con procedura anomala segnalata da me personalmente il 14 Luglio 2010, e con la successiva determina. dirigenziale n.265 del 21 Luglio 2010, venivano aggiudicati i lavori alla Ditta con un ribasso del 25,586%.
Senza più considerare da parte di chi di dovere l’urgenza dell’intervento, i lavori sono iniziati solo nel Ottobre 2010. Inoltre, puntualmente, nel corso dei lavori come da prassi è stato rideterminato un nuovo quadro economico da parte del U.T.C., alla luce di ulteriori interventi non previsti in sede di appalto.
Signor Sindaco, non avevo dubbi sull’ improvvisazione di una programmazione che lascia intravedere precise volontà non ancora svelate, ed è per questo che sono a significarle numerose perplessità che sento il dovere di esternare a Lei come capo di una Amministrazione, ma soprattutto alla città che ha il diritto di sapere e conoscere la verità.
Il 23 Giugno 2010 avevo segnalato i ritardi nell’inizio dei lavori, al fine di scongiurare l’ipotesi poi verificatasi di intralciare da parte di qualcuno il cronoprogramma previsto e stabilito, paventando la preoccupazione che ulteriori ritardi, aggiunti ai prevedibili imprevisti nel corso dei lavori, fossero artatamente decisi per ridurre la spesa annuale del servizio pubblico con la conseguenza di scoraggiare e mettere in difficoltà tante famiglie.
Dopo numerosi rinvii sull’apertura dell’Asilo Nido (si è passati dal 1 settembre 2010 al 1 gennaio 2011, e per ultimo al 1 marzo 2011) è legittimo avanzare una serie di dubbi e perplessità che il servizio verrà garantito per il 1 marzo 2011, tenuto conto che sarà necessario osservare tutte le precauzioni igienico–sanitarie e le norme di sicurezza e di agibilità dell’immobile comunale appena ristrutturato, prima di far entrare nuovamente i bambini.
La presunta volontà dell’amministrazione di affidare il servizio dell’Asilo Nido all’esterno non trova giustificazioni, tenuto conto che tale servizio è il fiore all’occhiello del nostro Comune per qualità ed efficienza, ma anche perché bisogna essere corretti e coerenti nel rispettare gli obiettivi e le linee guida della Regione Puglia che continua a erogare finanziamenti pubblici per garantire il sostegno ai servizi per la prima infanzia.
Non si comprendono i motivi del mancato utilizzo di circa 80.000,00 euro finanziati dalla Regione Puglia per l’anno 2010 al fine di venire incontro alle famiglie che necessitano di un orario più ampio di apertura e che non possono permettersi, dal punto di vista economico, un costo di accodamento pomeridiano elevato ed aggiuntivo a quello mattutino.
L’aumento delle tariffe decise dalla Giunta dal 1 gennaio 2011 non solo non ha tenuto presente i disagi delle famiglie nel corso dell’anno, ma non ha ancora precisato con estrema chiarezza il futuro di un servizio che a mio avviso presenta ancora punti oscuri che devono necessariamente essere chiariti.
Come verrà assicurato il servizio dell’Asilo Nido per l’anno 2011-2012 per 48 bambini tenuto conto che in Bilancio di Previsione 2011 la spesa occorrente per le educatrici non è totalmente coperta?
Con quali fondi si intende finanziare la spesa per N° 5 educatrici a tempo determinato, tenuto conto che la graduatoria scade ad Agosto 2011 e che per un nuovo bando è necessaria la copertura di spesa non prevista in Bilancio?
Chi garantisce il servizio dell’Asilo per 48 bambini per l’anno 2011-2012, tenuto conto che la finanziaria pone dei limiti di assunzione (a tempo indeterminato e determinato) per il personale e quindi sicuramente non sarà possibile assicurare l’intero servizio?
Perché negli anni 2008-2010 questa amministrazione non ha espletato il concorso di N° 2 educatrici, e che la sola ammissione dei candidati ha solo illuso i tanti giovani alla ricerca di un lavoro, compromettendo di fatto le attuali assunzioni non più possibili e di cui ci sono delle precise responsabilità?
Signor Sindaco, come capo di una amministrazione, è arrivato il momento di vigilare in prima persona e prendere i dovuti provvedimenti su una situazione che gli è sfuggita di mano.
La cittadinanza ha bisogno di chiarezza e soprattutto vuole essere partecipe preventivamente dei processi decisionali senza tatticismi e strategie varie.
Gioia del Colle 22 Febbraio 2011
Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale
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