
Ci avviamo alla fine della pubblicazione degli stralci tratti dal libro I parole de tatarànne.
Mi piace, in qualità di autore del libro, esprimere qualche considerazione.
A otto mesi dalla pubblicazione del repertorio, si ha la sensazione che nel paese sia cresciuto l'interesse per tutto ciò che in qualche modo ha a che fare con il dialetto.
Questa sensazione trova riscontro nelle attestazioni di compiacimento e incoraggiamento ricevute da amici, conoscenti, concittadini a me non noti e dalla presenza di pubblico numeroso a manifestazioni di genere popolare.
Tutto ciò non solo con esclusivo riferimento alla pubblicazione, ma anche alla riproposizione dei nostri canti dialettali nel corso della"Notte Bianca" del settembre 2007 e della "Notte di San Lorenzo" del 9 agosto 2008.
Il recupero del dialetto come strumento di comunicazione sta favorendo i rapporti di interrelazione fra generazioni.
Sempre più spesso si trovano a interagire giovani diciottenni e maturi ultrasettantenni accomunati dalla passione per la musica popolare o per i balli e i canti tradizionali.
Si colgono fermenti per dare vita a gruppi che coltivino gli interessi su menzionati (a parte quelli già consolidati ed egregiamente concretizzati del teatro in vernacolo).
Se così fosse, e mi piacerebbe trovare conferma nelle pagine elettroniche di questo sito, chiunque ha le competenze e la possibilità di favorire questo processo, non dovrebbe lasciarsi sfuggire l'occasione per rendere a se stesso e a tutta la città opera meritoria.
Per una volta, invece che scendere nell'arena con bighe dai mozzi armati per eliminare dalla competizione gli avversari, uniamo gli sforzi e, ciascuno con le sue competenze e le sue peculiarità, facciamo in modo che il prodotto sia competitivo e valorizziamo la gioiesità.
Ringrazio la Direzione e lo staff redazionale del sito per la cortese ospitalità concessa e augurando ulteriori successi, saluto cordialmente,
Pino Romano
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