Haiti, un aiuto comunale tardivo, perché?

14 agosto 2010 Autore: Donato Stoppini  
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In data 4 marzo 2010, sul sito Internet del comune di Gioia del Colle, siamo stati incuriositi dalla pubblicazione di una Delibera di Giunta, la n. 39 del 4/03/2010, avente per oggetto “Emergenza terremoto Haiti, determinazioni”.
 
Una delibera, sottoscritta dopo quasi due mesi da quel catastrofico terremoto che il 12 gennaio scorso colpì l’intero arcipelago haitiano, che contrasta con le affermazioni in essa contenuta, come quella di “esprimere con i fatti la propria solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma”. Oppure quando, a proposito della Croce Rossa Italiana, si evidenzia che “è intervenuta con la professionalità e la celerità che la tragica situazione richiedeva”.
 
Una celerità vanificata dalla lentezza messa in mostra dai nostri amministratori prima che decidessero di intervenire con un “aiuto economico pari a 1.000 euro”. E se per trovare i fondi da inviare fossero stati costretti ad organizzare un concerto, così come hanno fatto i ragazzi del circolo Arci Lebowski, quanto tempo ci avrebbero impiegato?
 
Ma nonostante ciò, anziché inviare direttamente il contributo alla sede nazionale della Croce Rossa, per tramite di un bonifico bancario, un conto corrente postale, oppure on-line, così come pubblicizzavano i numerosi spot pubblicitari nazionali andati in onda in quel periodo, una prassi seguita anche dal locale circolo Arci che in data 5 febbraio ha inviato 1.069 euro alla sua sede nazionale, si è pensato bene di farlo “tramite il Comitato Locale della Croce Rossa Italiana”, come mai?
 
Perché perdere ulteriore tempo che questo inutile passaggio di mani sicuramente avrebbe determinato? E la Croce Rossa gioiese, seguendo l’esempio del circolo Arci, perché non ha divulgato quanto raccolto da destinare alla popolazione haitiana?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

L’opinione di …. Franco Gisotti.

Buona giornata estiva,
vorrei segnalare l'ennesima violazione dei diritti "sacrosanti" dei laici, in un paese laico, ad opera di una giunta comunale "laica?" che per sua natura istituzionale è e deve essere laica.
Nei prossimi giorni sarà inaugurato un monumento in Piazza Dalla Chiesa, in memoria e per l'adorazione di San Filippo Neri, patrono di Gioia del Colle che, pare, da santo avrebbe preservato Gioia e i gioiesi da un terribile terremoto che invece distrusse i comuni vicini. Questa la motivazione dell'erezione del nuovo monumento.
Sarebbe normale se a farlo fossero i devoti del santo, o la comunità di fedeli di qualche parrocchia, o il comitato promotore della feste patronali; non è normale che invece il progetto nasca e venga approvato in giunta, con la presenza autorevole del sindaco che dice di essere il sindaco di tutti.
Non lo è. Con decisione discutibile si delibera di eliminare una fontana dalla piazza – fontana che è costata non poco sia per la costruzione che per l'impianto idrico, e lo smantellamento costerà alla comunità gioiese qualche decina di migliaia di euro, contemporaneamente si delibera di costruire al suo posto un piedistallo su cui installare una statua di San Filippo, ed anche questo costerà non poco, ed infine si delibera di affidare ad uno scultore il compito di modellare e creare la statua del Santo, con un costo di alcune altre decine di migliaia di euro.
Tutto questo senza aver interpellato il consiglio Comunale, senza un confronto con la popolazione, senza chiedersi se tale decisione fosse saggia in un periodo di forte crisi economica, se sia opportuno che una istituzione laica faccia proprie le ragioni di devozione delle credenze popolari ignorando, peraltro, che un altro santo molto amato dai credenti gioiesi, san Rocco, ha preservato Gioia e i Gioiesi da una calamità, la peste.
E che per questo motivo doveva diventare ufficialmente ma lo è nel cuore dei gioiesi, patrono (o co patrono se volete) di Gioia del Colle. Per non dire dell'eventuale risentimento di Santa Sofia poi…vera patrona di Gioia secondo credenze e credenti. Insomma, scavando scavando potremmo trovare altro, ma non è questo il punto. Il punto è che il Comune di Gioia del Colle farà quel che nessun altro comune ha fatto finora, che io sappia, e forse riuscirà finalmente ad ottenere quel primato da Guiness che gli è sempre stato negato: un sindaco che inaugura un monumento ad un uomo non per meriti patriottici o socialmente apprezzabili ma per esoterismo – l'aiuto al santo, dicono le cronache – fu chiesto dalla preghiera collettiva dei gioiesi, per credenze popolari e soprattutto per un miracolo che la Chiesa non ha mai attribuito a San Filippo tra quelli che ne fanno un Santo.
Insomma, dopo lo spostamento dal piazzale del Castello del putto dei Martiri in altro luogo, questo nuovo monumento contribuirà a cambiare il volto di Gioia, ma soprattutto farà ridere di noi chi ne verrà a conoscenza. Il che non farà tanto male al nostro sindaco, il capo del PDL viene deriso nel mondo intero e ciò non scalfisce il suo carisma. Il problema del nostro invece è che non ha carisma e questo bagno nel pantano della ricerca del consenso ad ogni costo, fidando addirittura nei santi, non gli gioverà granchè ai fini elettorali, prossimamente.
A noi laici non resta che vedere quella statua come un'imprudenza che è costata parecchio alla comunità e che forse un domani potrà essere donata dal comune a qualche congregazione e, come per i martiri del 1799, spostata in luogo più consono alle cose di santi.
Credo sia necessaria una riflessione sulla capacità di partecipazione alle scelte dell'amministrazione che quando non è negata (raramente) non ci vede protagonisti attenti.
 
Franco Gisotti

“Star” per aver rigato una vettura

1 agosto 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

 Nel numero 11 di maggio 2010 a pag. 3 del periodico “Gioia Oggi”, in un articolo dal titolo: “Riga un’auto dei vigili urbani e la prende a sputi: denunciato!”, a firma di un “anonimo”, non possiamo fare a meno, dopo aver letto di questa “bravata”, messa in atto da “Vincenzo V., un uomo di 37 anni originario di Gioia del Colle”, di pensare a tutti quei “bravi ragazzi” che puntualmente e giornalmente esercitano con impegno, ma anche impunemente questa “attività” sulle autovetture di tantissimi ignari cittadini gioiesi residenti, senza che nessuno dica o faccia nulla per contrastarli. Perché anche loro non vengono assurti agli onori della cronaca dai periodici nostrani? Forse perché non sono proprietari “di una pizzeria d’asporto” o di un bar “in una centralissima piazza”, o politici mancati? Certo, fa più audience ed effetto riportare una notizia comparsa su internet in cui si raccontava di un ex cittadino gioiese che aveva “sputato diverse volte verso un furgoncino della Polizia municipale”, che aveva “usato una chiave per rigare tutta la fiancata del mezzo”, soprattutto se lo stesso si era anche “candidato per la Lega Nord alle elezioni comunali del 2009” (bene hanno fatto a non votarlo visto che ha “racimolato una sessantina di preferenze”), piuttosto che parlare e scrivere di sconosciuti “ragazzacci” della nostra città o delle nostre periferie che nessuno si “fila”. Se si scrivesse delle loro “gesta”, si potrebbe riempire tranquillamente pagine e pagine di giornali. E se ciò è potuto accadere è perché i vigili di Padova non hanno lasciato correre, come spesso accade dalle nostre parti, o non si sono fatti intimorire. E questo andava evidenziato, quanto e forse più del reato commesso dal “gioiese colto in flagrante”, e non liquidare il tutto con un semplice “è stato denunciato per danneggiamento”.
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

La politica che non c’è!

31 luglio 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

 Dopo l’ultima tornata elettorale, prescindendo dai freddi numeri, dalle statistiche o dalle analisi post voto, possiamo affermare senza ombra di dubbio che Gioia del Colle è un paese dove “la Politica non esiste più”. Politica intesa come necessità di pensare al futuro della comunità, di rappresentarla degnamente, in qualsiasi sede o contesto politico, con propri candidati autoctoni, per meglio tutelare e potenziare le necessità dell’intera cittadinanza o del proprio territorio. Purtroppo, con sempre maggiore frequenza si assiste, sia a destra che a sinistra, a un decadimento di questa forma di tutela delle locali necessità, presenti e future, per una non meglio identificata linea dettata non da esigenze di partito ma addirittura dall’agenda politica della coalizione, almeno questo si è voluto far credere per giustificare i mortificanti risultati raggiunti. In realtà, in modo sempre più evidente, sicuramente meno sotterraneo ma più trasversale rispetto al solito o alle scorse provinciali, in queste elezioni regionali è venuto fuori il vero leitmotiv politico nostrano, fatto di diatribe non soltanto interne ai partiti ma, addirittura, rivolte nei confronti dei singoli candidati che, ironia della sorte, erano tutti gioiesi residenti, non soltanto di nascita o di adozione. Una lotta intestina che ha determinato l’esclusione dall’assise regionale di tutti i candidati nostrani, ad esclusione del dottor Giammarco Surico, che tutti si ostinano a considerare chissà perché gioiese, quando in realtà è nato a Bari e da sempre vive ed opera in altri lidi. Tanti cittadini elettori auspicavano l’elezione di almeno tre candidati che avrebbero difeso le sorti di Gioia del Colle (Sergio Povia, per il PD, Giammarco Surico, per il Pdl, e Claudio De Leonardis, per “la Puglia prima di tutto”) o, come minimo speravano in una riconferma dei consiglieri uscenti, non immaginando minimamente quello che era stato orchestrato, non solo dietro le quinte delle segreterie dei vari partiti direttamente coinvolti nella contesa elettorale, ma anche nei vari salotti che contano da singoli assessori e consiglieri comunali, sindaco e segretari di partito compresi. Una lotta fratricida in cui più che pensare alla città, “sponsorizzando” un rappresentante locale inserito nella propria lista, si è pensato bene alla difesa del proprio interesse, o alla distruzione del proprio amico-nemico in casa, “dedicando” anima e cuore, oltre che tempo e personale credibilità, alla promozione dell’immagine di rappresentanti forestieri, in alcuni casi non appartenenti nemmeno alla lista del proprio partito. Risultato? Tutti i candidati gioiesi se ne sono tornati a casa con le pive nel sacco, tante recriminazioni e rabbia in corpo, mista ad incredulità. Come quella che hanno provato migliaia di cittadini che speravano in un vero cambiamento, sempre ventilato ma mai attuato dai politici locali. Un bel quadretto davvero, che risulta essere ancor più brutto e desolante nel vedere l’esultanza di quei politicanti mignon nostrani che ci guidano, nel sapere della sconfitta di quelli che fino a ieri consideravano loro amici, con cui andavano, sempre fino a ieri, altrettanto allegramente a braccetto o con cui avevano per anni condiviso opere e azioni. Amici abbandonati al loro destino per dispetto, per invidia o perché sostituiti da altri più “freschi” e “generosi”, oltre che più “desiderosi” di conquistarsi un posto al sole? Una lezione di “vita” politica difficile da dimenticare per tutti, nella buona e nella cattiva sorte, soprattutto per la città di Gioia del Colle che, con questi presupposti e questi rappresentanti di dubbia qualità politica, rischia di perdere ulteriori colpi rispetto ad altre realtà limitrofe sempre più all’avanguardia e in costante crescita politica, economica e sociale.  
Donato Stoppini
 

“Mandiamoli tutti a casa”, non solo chi fa “porcherie”!

Il municipio di Gioia del ColleNel numero sei, mese di maggio 2010, a pag. 3 del periodico “Gioia Lab”, con riferimento all’articolo dal titolo “Ventaglini: Mandiamoli a casa, stanno facendo porcherie”, e all’intervista rilasciata da Vito Ludovico, intitolata: “Chi è stato inaffidabile, fuori dal nuovo progetto”, entrambi inserti nella rubrica “Politica”, a cura di Massimo L’Abbate, restiamo senza parole nel leggere le argomentazioni di Franco Ventaglini sul comportamento delle forze politiche di centrosinistra, soprattutto quando sostiene che “il centrosinistra sta a dormire mentre questo governo sta facendo delle autentiche porcherie”. Dimenticando quanto è accaduto negli anni scorsi, sia durante l’amministrazione condotta da Vito Mastrovito, che nelle ultime elezioni comunali, soprattutto nel periodo pre-elettorale. Periodi in cui furono messe in atto azioni, anche dalla sua fazione politica, che contribuirono alla caduta della giunta Mastrovito, prima, e alla vittoria della coalizione di centro destra, guidata da Piero Longo, poi. E a nulla serve auspicare che “Povia o De Leonardis, o magari entrambi, prendano l‘iniziativa per mandare a casa al più presto questa amministrazione”, quando, avendo avuto l’occasione di farlo, grazie all’aiuto insperato di 5 consiglieri di maggioranza che l’estate scorsa dimostrarono con un documento di sfiducia ufficiale il loro dissenso sull’operato del sindaco Longo, lui per primo non ha avuto il coraggio di dare a questa amministrazione la spallata decisiva. Così come l’affermazione, nella sua intervista, dell’ex candidato sindaco, Vito Ludovico, che “chi ha dimostrato inaffidabilità in passato non può far parte di progetti futuri”, lascia perplessi. Proprio perché, anche lui è stato un protagonista attivo di “quello che è accaduto nel recente passato, e che è sotto gli occhi di tutti”. E il sostenere che dal prossimo congresso del partito esca “un PD forte, con una guida altrettanto forte ed autorevole, che sia in grado di mantenere armonia interna”, restano e rimangono solo belle parole o inutili speranze, che si infrangono contro una realtà interna del suo partito e della sua coalizione lontana anni luce dai suoi propositi. E l’aver silurato alle scorse elezioni regionali, nel bene o nel male, inconsapevolmente o scientemente, un rappresentante autorevole come Sergio Povia, ne è una riprova. Se poi si inizia a perorare, viste le prossime elezioni a segretario del partito, la causa di candidati che hanno remato contro lo stesso partito, allora crediamo che l’autocritica, oltre che d’obbligo, debba valere per tutti i componenti, storici o meno, del PD, non solo per gli alleati.

 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

“Spendi a Gioia” e vinci una crociera, forse!

1 luglio 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ..., Primo Piano

In data 4 maggio 2010, sul sito “Gioialive”, è stato pubblicato un articolo dal titolo: “Spendi a Gioia e parti in crociera”, a firma de la Redazione, in cui si informa che “L’Amministrazione cerca di rilanciare il commercio in città” con un’iniziativa, “organizzata dall’assessorato al commercio in collaborazione con la Confcommercio, la Confesercenti e la Confartigianato”.
 
Una iniziativa che “prevede la possibilità di concorrere alla vincita di premi dopo aver effettuato acquisti in negozi di Gioia che avranno aderito”.
 
Premi consistenti in “un buono per partire in crociera”, offerto dall’Amministrazione, oltre ad altri premi, sempre sorteggiati, di valore inferiore.
 
Una operazione, secondo molti cittadini consumatori, di dubbia valenza ed utilità, proprio perché rivolta a salvaguardare gli interessi dei soli commercianti. 
 
Una volontà, quella di aiutare il commercio e i commercianti gioiesi, che i nostri amministratori hanno da sempre manifestato, ma che fino ad oggi ha prodotto scarsi risultati, se non autentici flop, come nel caso della famigerata “Family Card”.
 
I consumatori, gioiesi o forestieri Continua la Lettura

Piero Longo e le autorità ospiti fantasma

22 giugno 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Sul settimanale Fax del 15 maggio 2010 a pag. 7, siamo stati più che attratti da un articolo, riportato a caratteri cubitali, dal titolo: “L’ambasciatore del Marocco a Gioia – La visita si terrà domenica alla presenza del presidente della Regione Vendola e quello della Provincia Schittulli”, a firma di Lucia Rizzi.
 
Un titolo così interessante che presupponeva la successiva lettura di un avvenimento, organizzato dall’amministrazione e stante i nomi altisonanti e prestigiosi delle autorità invitate nel nostro paese, a dir poco straordinario e prestigioso.
 
Siamo però rimasti alquanto delusi nel constatare, fin dalle prime battute, che si trattava di una mera elencazione di “una serie di iniziative per la primavera gioiese”, inserite nel “cartellone Maggio di Gioia” e curato personalmente dall’avv. Lucio Romano.
 
La notizia di queste “onorevoli” presenze, che ha acceso il nostro interesse, era stata relegata nel fondo dell’articolo, senza che però ci fosse un esplicito collegamento tra le iniziative riportate precedentemente e il lungo elenco di autorità invitate dalla nostra amministrazione.
 
Anche l’indicazione del giorno, domenica, riportato nel titolo, differiva da quello inserito nell’articolo, cioè sabato.
 
Una delusione accentuata non soltanto da una curiosità “insoddisfatta”, ma anche dall’aver saputo che gran parte di quelle stesse autorità, date dall’articolista per certe, non sono mai arrivate.
 
L’ambasciatore del Marocco non c’era, così come il presidente della Regione Nichi Vendola, né tanto meno c’era quello della provincia Schittulli.
 
Una bufala o una serie di fortuite e negative coincidenze di cui è stata vittima la nostra amministrazione e con essa anche l’autrice del pezzo?
 
E’ da evidenziare, però, che un segnale premonitore di una congiuntura negativa per il sindaco, Piero Longo, c’era già stato la domenica precedente a Roma, dove, in occasione delle celebrazioni in onore di San Filippo, compatrono di Roma, insieme alla banda e al sindaco di Gioia del Colle, era stata prevista e pubblicizzata la presenza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che nessuno dei presenti però ha mai intravisto.
 
Della serie “sempre meglio un annuncio che niente”! E di questo passo, per caso è d’obbligo ipotizzare il verificarsi a breve di un “non c’è due senza tre”?
 
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” giugno 2010
 
 

La tivù è…

14 giugno 2010 Autore: La Redazione  
Categorie: Acculturi@moci, Opinione di ...

La tivù è: logorroica (parla, litiga, giudica); volubile, dice tutto e il contrario di tutto; cinica, vedi tette e sederi e mentre su Rai Uno c’è la guerra in Congo, il terremoto in Cile, su Italia Uno qualcuno copula in prima serata e i politici, sotto gli occhi di tutti, rubano, si insultano, diventano star dello spettacolo.
E’ impietosa, la telecamera inquadra gente che ha avuto un lutto mentre il giornalista di turno chiede al poverino cosa prova; ti porta in casa guerre – morti – orfani – frane – tsunami – terremoti – stragi e tu li guardi mentre mastichi a pranzo e a cena.
E’ schematica, perché non tiene conto dell’evoluzione spirituale delle persone e propone sempre la stessa umanità (liti, ripicche, rancori ecc.) in  tema di amore, di rapporto di coppia, di famiglia.
E’ cattiva nel proporre, specialmente ai giovani, modelli di bellezza finta irraggiungibile o il cosiddetto successo a tutti i costi.
Qui e là ha dei momenti di bellezza, ma troppo pochi rispetto al pattume che trasmette in maggiore quantità. Continua la Lettura

Le diffide circospette del consigliere Lamanna

16 maggio 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

In data 19 febbraio 2010 il consigliere comunale Vincenzo Lamanna ha provveduto a pubblicare, sul proprio sito internet, una “Diffida ad adempiere nei confronti della Vigeura S.r.l.”. Una diffida i cui contenuti mal si conciliano con il messaggio inviato, a corredo della stessa diffida, tramite Facebook o utilizzando i commenti di un sito web locale. Un messaggio in cui sottolinea la sua “volontà di rescindere ogni rapporto che questo Comune ha in essere con VIGEURA SRL, circa la gestione dei parcheggi a pagamento”.
 
Un messaggio a dir poco fuorviante rispetto alle parole da lui pronunciate nel corso dell’incontro organizzato dall’amministrazione nella Sala Conferenze del Comune. Parole pronunciate a difesa dell’operato della sua amministrazione, che i commercianti e i residenti delle zone interessate dalle strisce blu hanno avuto modo di ascoltare e che di certo non hanno dimenticato. Continua la Lettura

Investire sul nucleare per rilanciare il Paese.

Inoltro un articolo dal titolo "Investire sul nucleare per rilanciare il Paese" che presenta il mio modo di vedere il problema del nucleare in Italia.
 
“Nuclearisti inconsapevoli” o “protagonisti attivi”.
E’ questa l’alternativa su cui si gioca la sfida del ritorno all’energia atomica in Italia: la scelta di fronte a cui si trovano gli italiani a 23 anni dal no al nucleare.
 
Sono stati valutati prospettive, vantaggi ed esigenze del mercato dell’energia nucleare in Italia nella giornata conclusiva della prima Conferenza annuale di diritto dell’energia. Organizzata il 28 e 29 aprile all’Auditorium “Via Veneto” di Roma dall’Università degli studi Roma Tre, con il sostegno del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) e il patrocinio del ministero dello Sviluppo Economico: un’iniziativa che ha registrato la partecipazione dei principali protagonisti del nucleare in Italia.
 
E’ stata fotografata la situazione del Paese aprendo la tavola rotonda su “Le prospettive delle imprese nel mercato dell’energia nucleare”. E lo si è fatto partendo da una duplice constatazione. Se da un lato è evidente che il Paese “sconta un gap infrastrutturale nel campo energetico” e paga un “differenziale di costo che è sotto gli occhi di tutti”, dall’altro è vero che oggi ha l’occasione di cominciare a recuperare il tempo perduto.
 
L’Italia è l’unico Paese del G8 senza nucleare, eppure “il 15% dell’energia che utilizziamo nella vita quotidiana è già nucleare”, insomma “è rimasta nucleare anche senza saperlo”. Ed il fatto che poco oltre i nostri confini siano operative 27 centrali atomiche da cui acquistiamo energia ai prezzi dell'energia prodotta con il prezioso gas naturale non fa altro che confermare la situazione: siamo “nuclearisti inconsapevoli”, ma possiamo diventare “protagonisti attivi”.
 
Perché tornare al nucleare? Per esempio perché “aiuta a risolvere il tema del cambiamento climatico”. E poi perché guardando all’esperienza dei Paesi più vicini che non hanno mai abbandonato il nucleare “si vede che riduce il costo dell’energia per cittadini e imprese”.
 
I 23 anni di buio sul nucleare patiti dall’Italia, oggi si pagano non solo per i limiti in cui è stato costretto il sistema energia del Paese. Bisogna fare i conti con una preclusione ideologica che non permette di comprendere a pieno cosa significhi tornare al nucleare oggi.
 
La tecnologia del nucleare per Enel “non è antagonista alle altre forme di energia, ma complementare”, serve per far fronte alla sempre crescente domanda permettendo “un utilizzo più intelligente delle risorsa gas”. “Serve un mix combinato tra tecnologie” che comporta “più efficienza”, “maggiore rispetto dell’ambiente ed eco-compatibilità”.
 
Tra i tanti vantaggi del nucleare quello della “diversificazione geopolitica dell’approvvigionamento”. L’uranio destinato alle future centrali italiane viene da Paesi come Australia e Canada, cioè da fornitori diversi da quelli a cui il Paese si rivolge per approvvigionarsi di materie prime oggi. Questa diversificazione interviene sulla volatilità che oggi caratterizza i prezzi dell’energia e realizza un riequilibrio delle forniture oggi sbilanciate verso fonti più costose come gas naturale e petrolio.
 
“Le emissioni di CO2 con il nucleare si abbattono in maniera quasi totale”. Così sono stati quantificati i vantaggi dell’impatto ambientale spiegando che “le quattro centrali Enel per l’Italia significherebbero 35 milioni di tonnellate di CO2 in meno”.
 
E la sicurezza del nucleare? “14mila anni di lavoro ininterrotto senza problema”. È la somma totale del tempo di attività delle centrali nucleari che hanno operato sino a oggi senza intoppi. A questo dato si aggiungono le garanzie offerte dalla tecnologia European pressurized water reactor (EPR): maggior efficienza, maggior sicurezza anche nel trattamento delle scorie.
 
La scelta del governo italiano di riprendere con decisione il tema del nucleare offre ora l’occasione all’Italia di riallinearsi con i Paesi vicini. Due esempi: Germania e Francia. Per Berlino l’energia atomica rappresenta il 25% del totale utilizzato, per Parigi addirittura il 77%. L’Italia, invece, prevede una strada all’insegna del “mix energetico”: 25% nucleare, 25% rinnovabili e 50% gas e carbone.
 
Secondo il suo amministratore delegato Enel si propone per produrre la metà della quota di energia nucleare prevista dal governo. E “non chiede incentivi, ma la possibilità di un mercato di lungo termine per dare visibilità ai vantaggi del nucleare e per render visibile agli investitori la finanziabilità del progetto”.
 
Tornare al nucleare per l’Italia non vorrà dire solo un sistema energetico più equilibrato e al passo con gli sviluppi dello scenario internazionale. Conti ha usato le cifre per spiegare cosa possono significare per l’Italia le quattro centrali che vuole costruire Enel. L’investimento previsto di 16 miliardi di euro darà lavoro in media a 2-3mila persone per impianto e comporterà un coinvolgimento del sistema Paese che va anche oltre gli operatori del settore energetico.
 
Esempio: l’effetto che il progetto lanciato dal governo potrà avere anche sul mondo dell’istruzione. Per fare una centrale nucleare servono ingegneri così come tecnici specializzati. Quindi politecnici e scuole tecniche secondarie potranno riportare in Italia competenze perse negli ultimi 25 anni.
 
Se tutto il programma nucleare italiano verrà applicato, la cifra complessiva sarà di 33 miliardi di euro. Confindustria prevede che il 70% di questo investimento andrà a beneficio delle aziende italiane coinvolte nel progetto. A chi fa notare che con la stesso stanziamento la Germania ha sviluppato l’industria del fotovoltaico, si ribadisce che con quella cifra Berlino è arrivata a produrre solo l’1,4% dell’energia consumata nel Paese, mentre il programma nucleare italiano ne produrrà il 25%.
 
Frandalex

Parcheggi: qualcuno crede ancora al sindaco Longo?

Sul quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 10 marzo 2010, con riferimento al titolo di un articolo “Il giallo dei disabili multati risolto in una bolla di sapone”, a firma di Luigi Mongelli, sembrerebbe che l’intera vicenda inerente le multe improvvisamente comminate ai disabili, per aver parcheggiato nelle strisce blu senza il pagamento del ticket, sia dovuto solo ed esclusivamente a “un errore di trascrizione di una ordinanza sindacale del 30 ottobre 2009 che regola i parcheggi a pagamento”. Continua la Lettura

Affissioni selvagge: da che pulpito arriva la predica!

In data 5 marzo 2010 sul sito istituzionale internet del Comune di Gioia del Colle è stato pubblicato un comunicato dal titolo: “Lotta alle affissioni selvagge nel Comune di Gioia”. Una lotta che sarà intrapresa utilizzando “tre dipendenti del Comune di Gioia già all'opera per la rimozione dei manifesti fuori posto” e che fa seguito “ad una segnalazione della sezione locale di Legambiente che denuncia l'immancabile abuso di partiti e comitati elettorali nell'invadere spazi altrui o non ancora assegnati”.
Un argomento, quello posto da Legambiente, a cui il sindaco Piero Longo è “molto sensibile”, tanto da suggerire, “alla sezione di Legambiente di Gioia di contestare, al di la degli schieramenti, i candidati che inquinano”. Fino al punto di proporre “un'azione sulla falsariga di quella di associazioni romane che hanno distribuito un volantino con la scritta: CHI INCARTA ROMA VA SCARTATO! Non votare i candidati e i partiti che deturpano la città con manifesti abusivi. Non essere loro complice”. Continua la Lettura

Family Card, un flop, ma nessuno lo ammette

28 aprile 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Nel sito ufficiale del Comune di Gioia del Colle, in data 26 febbraio 2010, l’Ufficio Stampa comunale, con la pubblicazione del comunicato dal titolo: “178 Family Card consegnate a Gioia”, a distanza di quasi un anno dalla sua “istituzione”, delibera di giunta n.112 del 28 maggio 2009, comunica che “Le famiglie interessate al ritiro della family card, possono rivolgersi all'Assessorato ai Servizi Sociali”.
Una comunicazione istituzionale dovuta ma di cui, probabilmente, avrebbero fatto volentieri a meno, considerando l’esiguo numero degli aventi diritto. Tanto è vero che alla stessa notizia, a differenza di tante altre, non è stato dato alcun risalto, almeno non così evidente come in altre circostanze, del tipo “Chi sbaglia paga”, “Parcheggi gratis”, “La festa dei nonni”, “Le cose fatte e da fare”, “Facciamo piazza pulita”, e così via. In questo caso nessun manifesto, nessun battage pubblicitario mediatico. Continua la Lettura

Le stizzite risposte del consigliere Lamanna

8 aprile 2010 Autore: Donato Stoppini  
Categorie: Opinione di ...

Sul numero 3 del 23 gennaio 2010 del settimanale Fax, a pag. 5, con riferimento ad un articolo dal titolo "Lamanna risponde al Pd", a firma ignota, non possiamo fare a meno di sorridere nel leggere i suoi contenuti.

Non soltanto per le giustificazioni addotte dallo stesso consigliere di maggioranza, ma anche per i numerosi errori commessi nella loro stesura che, ci auguriamo, siano solo frutto della fretta dell'articolista e non della suscettibilità nelle risposte palesata dal simpatico consigliere a sua difesa.

Dichiarazioni, le sue, che fanno seguito ad accuse di "false dichiarazioni", rivoltegli da Enzo Cuscito "attraverso degli articoli pubblicati dal giornale Gioia Democratica". Una versione dei fatti su quello che è stato il suo operato nella 167 che lascia sorpresi. Continua la Lettura

Gioia è cresciuta! … di 68 abitanti

30 marzo 2010 Autore: Donato Stoppini  
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Il 19 gennaio scorso, l'Ufficio Stampa del Comune di Gioia del Colle ha provveduto ad inviare a destra e a manca, un comunicato stampa, pubblicato anche sul suo sito internet ufficiale e ripreso da alcuni organi di stampa (Fax del 23 gennaio 2010), che ha dell'incredibile.

Un comunicato che così recita: "Si rileva dall'anagrafe un incremento della popolazione di Gioia. Alla data del 31 dicembre 2009, per la prima volta dopo decenni, si registra il superamento della soglia dei 28 mila abitanti. Dalle statistiche di fine anno emerge infatti un dato in crescita che porta i residenti al numero di 28.017".

Ci si chiede, perché dare questa informazione? A chi avrebbe potuto interessare una simile notizia? Continua la Lettura

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