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La Comunità / Lettere alla Redazione'
Gentile Sindaco,
con l'arrivo dell'estate il nostro "salotto buono" si è nuovamente animato di bimbi che appena sgambettano, di nonnini e di chiunque abbia il desiderio di usufruire del piacere di una passeggiata distensiva…peccato però che qualche giorno addietro" bambini cresciutelli" si sono scontrati violentemente con un nonnino, il sig. L.S. di 75 anni,e che nella frenesia di correre, l'ho hanno "abbattuto"! il sig. L.S. è finito al pronto soccorso e dopo una notte di sofferenza è stato trasportato all'ospedale di Altamura(anca e femore rotti!).Il "bellissimo salotto" inoltre anche quest'anno si è trasformato in pericolosa pista ciclabile, "forse perchè quelle già esistenti sono inutilizzabili?". Questi "amanti" della bici disputano vere e proprie corse da guinness, freneticamente schizzano sulla strada anche adulti incuranti dei piccoli che trabballano sulle gambine e….di chiunque altro! E i teppistelli la sera tardi perchè no? Ora ci chiediamo, se ci scappa la tragedia che succede? La scorsa estate di Via Roma e della sua tutela per la nostra sicurezza la sig. Tonia Scarnera ,con una massiccia raccolta di firme, è riuscita ad ottenere un controllo…quest'anno della cosa mi occupo io di cittadinanza attiva. Vorrei gentilmente invitarLa a preoccuparsi della nostra tutela per poter così trascorrere un'Estate tranquilla nel rispetto di tutti!
Cordialmente,
sig.ra Carmela Vegliante
CITTADINANZA ATTIVA
Carissimi amici e concittadini,
mi permetto di scrivervi queste brevi righe perché nonostante la lontananza fisica sono molto vicino alla battaglia ideologica e morale che insieme alle associazioni, ai comitati ed ai cittadini onesti di Gioia del Colle e di tutta Italia, state portando avanti in attesa del referendum popolare del 12 e 13 giugno.
In questo momento storico dove regna la tecnologia più sofisticata, ma assistiamo costantemente alla privazione della libertà personale in ogni parte del mondo; dove secoli di guerre e dittature non ci hanno illuminato contro i massacri ed i genocidi; dove un il saccheggio della nostra Terra, l’unica che abbiamo, continua sotto i pesanti colpi dell’indifferenza e dello sfruttamento indiscriminato; dove ogni giorno c’è qualcuno che lotta con la vita per garantirsi quei beni indispensabili che la Natura ci ha donato gratuitamente e che noi, uomini globalizzati, non riusciamo a far giungere a chi ne ha davvero bisogno, privando queste persone dello stesso diritto di utilizzarli; il nostro Paese si trova ad affrontare una sfida importante per la libertà di opinione, di espressione, di scelta e, non ultimo, di futuro. Non parlo delle elezioni amministrative, a cui tra pochi anni ne seguiranno delle altre, e delle altre ancora, com’è sempre accaduto, e che di volta in volta accenderanno gli animi e gli interessi dei partiti per poi spegnersi una volta conquistate le poltrone ed intascati gli assegni. L’appuntamento che ci aspetta per l’affermazione dei diritti di ogni uomo sulla terra per stabilire il proprio futuro e non danneggiare quello dei propri figli, deriva da lunghe battaglie condotte da persone coraggiose e che hanno sacrificato molto per permetterci di affermarci in quanto uomini liberi. Molto spesso dimentichiamo che tutto ciò di cui disponiamo, dalle tecnologie mediche che ci salvano la vita alle poesie che la addolciscono, derivano dal costante lavoro di chi ci ha preceduti in questa nostra breve passeggiata nel Mondo. Ogni giorno dovremmo essere grati nei confronti della Madre Terra e dell’umanità per quello che abbiamo dinanzi. La possibilità di scegliere in maniera democratica, garantendo ad ognuno la propria libertà di parola, le scelte che accompagneranno e segneranno le esistenze di molte generazioni è, non solo inalienabile, ma sacro.
La spiritualità che vi è nell’atto di determinare con un voto un indirizzo per le scelte dell’umanità rende ciascuno di noi unico e fondamentale. La vita di ogni essere assume quel valore che da tempo, il machismo, la brutalità, la forza e l’oppressione, hanno annullato, rendendoci automi, macchine programmate per asservire gli interessi di pochi burattinai.
Spesso la vita di un uomo si riduce all’espletamento delle poche funzioni vitali consentite, laddove la sopraffazione del lavoro, quantunque ce ne sia, annulla ogni possibilità di esistenza. Il mero guadagno finalizzato al consumo forsennato e compulsivo, ci hanno reso robot incapaci di apprezzare la bellezza che ci sta intorno, di godere del tempo con le persone care, di assaporare i piccoli momenti di gioia e di abbracciare il mondo naturale. Il tempo, il lavoro ed il consumismo ci hanno reso schiavi facendo il gioco di chi, sfruttando menti plagiate, porta avanti i suoi sporchi interessi.
Sembra, però, finalmente arrivato un punto di svolta. Un momento fondamentale nella storia del nostro Paese, come non capitava da anni, per fermare questo processo di annullamento delle coscienze. Quello del 12 e 13 giugno è un appuntamento fondamentale per la libertà dell’Italia, non solo perché vede concretizzarsi un referendum voluto con sudore e qualche perplessità iniziale da molti definiti utopisti, ma anche per il fatto di contenere in sé alcuni elementi fondamentali della libertà di uno Stato. Come la favola del nucleare, ridicolmente spacciato come unico appiglio energetico di salvezza nel Paese del sole, per garantire gli interessi delle poche aziende che in Italia gestiscono davvero le politiche nazionali e che si trovano ora a far fronte alla legge della natura, che sta esaurendo il “loro” petrolio ed il “loro” carbone. Un nucleare che ha mostrato tutte le sue falle nei tristemente noti incidenti avvenuti negli ultimi 50 anni e che non ha nulla di inesauribile come si vuol far credere, visto che anche la disponibilità di uranio e plutonio, che alimentano quelle centrali, avrà presto un fase di declino, come sta avvenendo per i combustibili fossili.
Come il voler privatizzare il bene più indisponibile di qualunque Stato, che mantiene la vita sulla Terra da miliardi di anni prima dell’avvento dell’umanità. Far pagare non un servizio, ma un bene, come se l’acqua fosse di proprietà privata, garantendo alle aziende profitti su qualcosa che ci è assicurato dalla nascita, come l’aria, come la luce del sole, ha dell’assurdo. Solo un uomo la cui mente assomiglia più a quella di una macchina in tilt, donerebbe il diritto alla vita, che è racchiuso in un fiume, in lago, in un bicchiere d’acqua, nelle mani di affaristi senza scrupoli che asseterebbero persino le proprie madri, per poterne trarre profitto.
La Natura ci ha donato tutto gratis chiedendoci unicamente di garantire la vita, come unica ragione dell’esistenza di ciascuno. Forse, presi dal mondo artificiale che ci siamo costruiti attorno abbiamo dimenticato questo dono e l’impegno che ci siamo assunti insieme alle altre specie che popolano il pianeta.
Ma questo referendum diventa ancor più un esercizio di libertà poiché, oltre a garantire il diritto ad un’energia pulita che non minacci l’umanità e a disporre dell’acqua gratuitamente, annullando i privilegi che i potenti vogliono costruire intorno a sé per proseguire nell’opera di distruzione del bene comune e dell’accumulo di ricchezza personale, stabiliscono l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge, che non è solo quella dei tribunali, ma è una legge universale. Purtroppo nel “medioevo tecnologico” della nostra epoca, annichilita dal denaro, si è dimenticato con quanto sacrificio e quanto spargimento di sangue innocente abbiamo ottenuto un eguale trattamento per ogni essere umano. Purtroppo, ancora, in Italia e nel mondo popoli, persone, etnie e civiltà vengono annullate dal mancato riconoscimento dell’uguaglianza dei propri diritti.
Nel nostro Paese abbiamo assistito negli ultimi decenni ad un’appropriazione indebita del potere, delle comunicazioni e dell’informazione, dei beni comuni, della gestione energetica e dei rifiuti, dell’acqua e del lavoro, per favorire gli interessi politici ed industriali di pochi individui che sfruttano le posizioni conquistate in maniera più o meno democratica, per gli interessi privati e non del popolo di cui sono rappresentanti e dipendenti.
Lo strapotere di cui questi uomini si stanno appropriando, cercando di aggirare anche la legge che per tutti gli altri sarebbe invece stata impugnata, sta conducendo il Paese verso una grave crisi ideologica e culturale. L’Italia, patria della cultura, dell’arte, della scienza e della letteratura, del cibo e delle bellezze naturali, che ha dato i natali a Dante, Leonardo da Vinci, Enrico Fermi, Giacomo Leopardi e tanti altri uomini illustri, è diventata una barzelletta, nel vero senso della parola, per il resto del mondo. Non dobbiamo farne una questione di sciocco patriottismo o di faziosità politica. Quello che stiamo perdendo, giorno dopo giorno, è la straordinarietà di una terra unica. Se permetteremo di privatizzare l’acqua, di cospargere il territorio di centrali nucleari e di sancire la diversità degli uomini dinanzi ai tribunali, avremo perso quella libertà per cui per anni, i nostri nonni hanno lottato, a costo della loro stessa vita. Avremo perso quello splendore costruito albero dopo albero, fiume dopo fiume, animale dopo animale, in miliardi d’anni dalla Natura.
Essere italiani, essere uomini, cittadini del mondo, vuol dire garantire alla vita la possibilità stessa di esistere, garantire il diritto di disporre dei beni comuni in maniera gratuita e la consapevolezza che non esistono privilegi determinati dal potere.
Quello che siamo chiamati ad esprimere il 12 ed il 13 giugno è molto più di un semplice voto referendario, è la possibilità di sconfiggere la dittatura che sta distruggendo la nostra democrazia. Che sta distruggendo la nostra Madre Terra.
Nella speranza che questi pochi pensieri possano servire a convincere tutti a votare per ribadire i propri sacrosanti diritti, al di là delle convinzioni politiche, vi invito a non demordere in questa nobile battaglia, perché la giustizia trionferà,
Roberto Cazzolla Gatti
Ciao,
ho trovato nella rete un video splendido che racconta una storia splendida, quella breve storia del movimento 15M della spanishrevolution dei giorni scorsi che ha scosso la Spagna e ha fatto riflettere l'Europa intera.
Ancora una volta sono i giovani a reinventare nuovi modi di protesta, nonviolenti ed efficaci.
Il motto è: Indignatevi!!!!
Vorrei aggiungere allora: Indigniamoci!!!
Sebbene si corra il rischio di passare per "copioni", propongo un'azione simile, collettiva e trasversale a tutti i movimenti e partiti politici, anzi, fuori dai movimenti e partiti politici.
Trasversale a tutte le appartenenze, giovani e anziani insieme, genitori e figli, insegnanti e alunni, medici e malati, comunisti, fascisti e anarchici, cattolici laici e atei, tutti insieme.
E potremmo farlo già in occasione della mobilitazione per i referendum di metà giugno.
Ognuno conservando le proprie scelte sia per il SI che per il NO ma tutti insieme per far sentire e vedere la nostra indignazione.
Temo che la rete da sola non basti (almeno qui a Gioia) e che per una mobilitazione come questa – che sulla carta dovrebbe essere spontanea – ci sia bisogno di altri media come giornali online e quelli stampati, delle associazioni, delle parrocchie, dei sindacati.
Penso che il luogo per questa chiamiamola così "performace" potrebbe essere la rinata Piaza Luca D'Andrano, che potrebbe essere il luogo definitivo anche per le successive manifestazioni di pensiero e indignazione collettiva, un luogo simbolo insomma perchè accomuna i sentimenti della vecchia e della nuova gestione politica del nostro comune
Un luogo che si presta per dimensioni, logistica e centralità per quanto riguarda la visibilità.
Protetta e poco inquinata da tubi di scarico e clacson.
Pensiamoci, parliamone, e se il progetto interessa divulghiamone le motivazioni, anzi l'unica motivazione: si deve far ascoltare e vedere l'ignazione che ognuno di noi ha verso tutto quel che non va (disoccupazione giovanile, scuola, sanità, assistenza…) e che ora alberga nel silenzio dei nostri pensieri.
Per far questo ci vorrebbe un coordinamento e, nell'attesa di sapere semmai nascerà, per il momento mi candido ad esserne l'embrione, l'indirizzo email è qui sotto.
Francesco Gisotti
Al Sindaco del comune di Gioia del Colle
Al Presidente della SPES
Vorrei sottoporre alla Vs. attenzione, l'incresciosa situazione venutasi a creare per la carente distribuzione dei sacchetti biodegradabili che la SPES avrebbe dovuto fornire alla cittadinanza, per favorire la raccolta differenziata dei rifiuti organici.
A distanza di solo pochi giorni dall'entrata in vigore del servizio, partito già con notevoli difficoltà dovuta in primo luogo ai giorni in cui si sarebbe effettuata la raccolta (x poi cambiarli il giorno dopo con un altro avviso);
per la mancanza di cassonetti adatti, dando indicazioni ai cittadini di porre i sacchetti dei rifiuti in strada, e ritrovandoci in una situazione di sporcizia che non si vedeva da anni;
per la mancata distribuzione degli stessi, tanto che non si sapeva come e dove conferire i rifiuti;
e quando sono stati consegnati (6 sacchetti x 2 settimane), il giorno in cui sono finiti non si è avuto più notizie di un ulteriore loro rifornimento.
Per circa 10 gg. ho dovuto recarmi c/o la SPES per chiedere se fossero arrivati, e solo dopo quasi 2 settimane, mi vengono dati solo 3 sacchetti dicendomi che la fornitura arrivata con consentiva di averne altri.
Quindi dopo appena una settimana si dovrebbe ritornare per chiederne altri, sempre chè il cittadino non abbia perso la pazienza e la volontà per una iniziativa vicile quanto si vuole, ma organizzata in modo tale che indurrebbe a non collaborare.
Ci auguriamo quindi che il tutto possa risolversi con una più attenta ed oculata gestione del servizio, provvedendo quanto prima ad una capillare distribuzione dei sacchetti, aspettando che possa decollare anche nel nostro comune la raccolta porta a porta ,che certamente sarà accolta con maggiore entusiasmo e partecipazione di tutti, e più rispondente alla salvaguardia del nostro ambiente.
Saluti
Sig. Franco Minei
Al Sig.Sindaco
Alla Giunta Comunale
Al Presidente del Consiglio
Ai Consiglieri Comunali
e.p.c. Al Segretario Generale
Al Dirigente U.T.C.
Ai Revisori dei Conti
Comune di Gioia del Colle
Oggetto: Osservazioni del consigliere Tommaso Bradascio sulle procedure adottate per la realizzazione di una area mercatale.
Cronologia degli avvenimenti
Delibera C.C. n. 64 del 1 Dicembre 2008 “Approvazione piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliare”.
La maggioranza decide di mettere in vendita, permuta o parziale permuta il mercato coperto comunale di Via Regina Elena e di trasformarlo da zona F ( servizi di quartiere ) a zona B1, che prevede su una area di 2467 mq. un volume di 21.192 mc.
Tale approvazione è finalizzata alla demolizione di una struttura pubblica, per sistemare due sagome di corpi di fabbrica con altezza di 14 e 11 metri per la realizzazione di appartamenti a vendere. Il tutto per un importo di 2.029.838,40 euro.
Determina dirigenziale n. 424 del 2 Dicembre 2008
L'Amministrazione Comunale individua un'area limitrofa al centro cittadino ( compresa tra Via D'Annunzio, Via Della Pace e linea ferroviaria ) per spostare l'attuale mercato coperto e conferisce un incarico ad un professionista per un importo di 8.568,00 euro, per la redazione di uno studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione dell'opera da finanziare, o con la procedura del Projet Financing, o con la procedura di finanziamento pubblico da ricercare nell'ambito della Programmazione Regionale, o con una procedura di permuta dell'attuale mercato coperto di Via Regina Elena.
Il 28 Maggio 2009. la società PROMEM SUD-EST s.p.a. di Bari presenta al Comune di Gioia del Colle una offerta consulenziale in materia di finanza di progetto.
Il 24 Agosto 2009 prot. 19616 ilprogettista incaricato di redigere lo studio di fattibilità, trasmette al Comune di Gioia del Colle la relazione tecnica, l'inquadramento territoriale ed il progetto architettonico dell'area mercatale. Nella relazione tecnica si evidenzia che l'area oggetto di intervento è tipizzata F1 ( servizi di quartiere ) per complessivi mq. 10.080 e F2 ( verde di quartiere ) per complessivi mq. 10.900.
A tal proposito, si precisa che:
Le zone F1 individuate ai sensi del D.M. 2/4/68 n° 1444, sono destinate ai servizi per l'urbanizzazione secondaria relativi alle zone residenziali. In tali zone è consentita la costruzione di asili nido, scuole dell'obbligo, attrezzature di interesse comune e per pubblici servizi, ed è consentita inoltre solo la costruzione di abitazioni per l’eventuale personale di sorveglianza. In tali zone il P.R.G si attua per intervento diretto, applicando gli indici previsti dalle N.T.A.
Le zone F2 individuate ai sensi del D.M. 2/4/68 n° 1444, sono destinate alle aree di verde attrezzato a servizio delle zone residenziali. In tali zone è consentita la costruzione di attrezzature per il gioco, costruzioni provvisorie per chioschi da adibire a bar ristoro, impianti sportivi per allenamento, oltre che alla cura delle alberature e posa in opera di nuove piante.
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UN ESEMPIO DI SUPERFICIALITA' DELLA SPESA PUBBLICA
Al Signor Sindaco
e.p.c. Ai Revisori dei Conti
Al Dirigente di Regioneria
Comune di Gioia del Colle
Signor Sindaco, in data 27 Aprile 2009 prot. n.10376 attraverso una interrogazione consiliare segnalavo a Lei e alla Giunta Comunale, che era in scadenza il primo anno della Polizza Assicurativa per la copertura dei rischi di responsabilità civile dell'Ente verso terzi stipulata il 04/05/2008 con la Compagnia Assicurazioni AIG Europe, per la durata di 5 anni, con un importo di 147.600 euro all'anno.Nel documento, facevo rilevare che nel capitolato è stabilito uno scoperto del 10% con un minimo di 2.500 euro e un massimo di 10.000 euro e che per le restanti garanzie, è stabilita una franchigia di 2.500 euro per sinistro.Dato che negli ultimi, le richieste di risarcimento danni di vario genere presentate al Comune, sono aumentate notevolmente e tenuto conto di una franchigia che stabilisce il pagamento da parte del Comune fino a 2.500 euro, proponevo una più attenta gestione,del problema, ed una puntuale verifica di monitoraggio, al fine di avere un quadro conoscitivo sottocontrollo e non trovarsi difronte a spese non previste in Bilancio.In data 25 Maggio 2010 prot.n. 16233 presentavo una ulteriore interrogazione per conoscere gli sviluppi e la reale situazione risarcitoria di un problema che a mio avviso se sottovalutato, potrà incidere notevolmente sulle casse comunali.
Signor Sindaco, come si evidenzia dalle vostre risposte pervenute, il quadro conoscitivo presenta una situazione poco chiara sia dal punto di vista gestionale, che economica.
Nel corso dell'anno 2008 ( con decorrenza 04 maggio, data di sottoscrizione del contratto di assicurazione de quo) risultano proposte n.95 richieste di risarcimento danni per un importo di Euro 167.636,00 di cui circa il 50% sono formulate senza indicazioni del quantum bebeatur.I danni richiesti sono prevalentemente derivanti da insidie stradali e che allo stato non risulta definita alcuna pratica risarcitoria.
Nel corso dell'anno 2009 risultano proposte n.108 richieste di risarcimento danni per un importo complessivo di Euro 58.264,00, con la dovuta precisazione, che solo in n. 27 casi la controparte ha quantificato il danno presuntivamente patito.I danni richiesti sono prevalentemente derivanti da insidie stradali e che allo stato non risulta definita alcuna pratica risarcitoria.
Nel corso dell'anno 2010, alla data del 31 maggio, risultano proposte n. 36 richieste di risarcimento danni, di cui una quantificata in 1.682,00 euro.I danni richiesti sono prevalentemente derivanti da insidie stradali e che allo stato non risulta definita alcuna pratica risarcitoria.
Come è possibile che dal maggio 2008 ( stipula del contatto ), per il tramite del Broker non è stato rivisto il capitolato che prevede una onerosa franchigia di 2.500,00 euro per sinistro a carico del Comune?
Come mai ad oggi, non risulta definita alcuna pratica risarcitoria, tenuto conto che nel Capitolato Polizza, è previsto che ogni tre mesi l'Assicuratore deve redigere il “rendiconto” dei sinistri indennizzati e che il Comune, è tenuto a corrispondere allo stesso Assicuratore l'ammontare degli scoperti e/o delle franchigie, ed eventuali somme da ripartire per le spese legali.
Signor Sindaco, ancora una volta si continua a gestire la cosa pubblica con approssimazione e superficialità.Non è possibile pagare circa 150.000,00 euro all'anno di polizza assicurativa e non conoscere a distanza di circa 3 anni le spese di oltre 250 sinistri che saranno risarciti esclusivamente dal Comune con inevitabili debiti fuori bilancio che a mio parere devono superare 500.000,00 euro.
Non comprendo i motivi della Sua politica spendacciona e senza limiti sulle cose che interessano l'immagine ed il consenso,mentre si continuano ad ignorare i veri bisogni ed il costante controllo della spesa pubblica.Non mi stancherò Signor Sindaco in qualità di consigliere comunale di mettere in evidenza tutte le problematiche che prima o poi, porteranno il Comune di Gioia al mancato rispetto del Patto di stabilità ead un conseguente dissesto finanziario che pagheranno i cittadini.
Pertanto ancora una volta, con spirito costruttivo, invito la S.V. a verificare di persona i tanti punti oscuri di questa vicenda e a relazionare in tempi brevi in Consiglio Comunale per informare i consiglieri comunali e la città sulle problematiche evidenziate che ritengo di grande importanza sia sotto gli aspetti contabili, che sulla trasparenza amministrativa.
6 Ottobre 2010
Tommaso Bradascio
consigliere comunale
Nella diatriba tra giornalisti, che vogliono fare gli scoop senza fare delle inchieste serie, partiti politici che vogliono dimostrare che gli avversari sperperano denaro pubblico, bilanci regionali e statali, dipendenti licenziati che hanno voglia di vendicarsi, “CI SIAMO ANCHE NOI”, gli Hanseniani venuti alla ribalta in questi ultimi giorni e ricordati su vari articoli di giornale come i Lebbrosi.
I giornalisti hanno parlato di noi usando il termine biblico “Lebbroso”, proprio per ribadire che una volta eravamo quelli che andavano tenuti lontani dalla società, in questa vicenda tutti hanno espresso giudizi su tutto, ma nessuno si è preoccupato di chiedere a noi che siamo i diretti interessati come stanno realmente le cose.
Di colpo il quotidiano “LA REPUBBLICA” in data 19/08/10 si è accorto che “ci siamo anche noi” parlando di sperpero di denaro pubblico ed accusando la diocesi di Altamura –Gravina – Acquaviva di lucrare sulla nostra condizione fisica e psichica, tenendoci volontariamente reclusi al suo interno (il giornalista della Repubblica è mai stato presso questa struttura?).
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A conclusione del laborioso anno scolastico, ogni estate, i nostri bambini trascorrono gran parte del loro tempo nel soleggiato cortile di casa, condividendo idee e scoperte. Da un anno, il tutto avviene sotto gli occhioni vigili di una gatta arancione che sembra partecipare attivamente ad ogni loro iniziativa.
Si muovono agilmente saltando e correndo da una parte all’altra del cortile; liberi e felici pedalano fieri sulle loro “importanti” bici; seduti in cerchio come indiani, chiacchierano e si raccontano mentre lanciano dadi e scoprono carte da gioco. Come una silenziosa bambinaia, Birba, la dolce compagna dal brillante pelo, si aggira morbidamente scrutando i loro vivaci movimenti, fino a coccolarsi tra le loro piccole gambette.
I bambini vivono con profondo affetto la sua presenza e sono molto attenti alla sua cura. La dolcezza che traspare nell’osservarli, in questo meraviglioso connubio con la natura, non è facilmente trasferibile in parole. Dovremmo soffermarci più spesso a contemplare certe immagini… in modo da sentir riaffiorare sulla pelle il nostro antico legame con la natura e la doverosa responsabilità che abbiamo verso essa.
Dall’amore per questa baffuta amica, quest’estate, i nostri bambini hanno scelto di dedicare parte del loro tempo ad un piccolo mercatino fatto di oggettini vari e piccoli manufatti realizzati con le loro manine, scegliendo di donare il ricavato all’Associazione WWF di Gioia del Colle.
Venerdì 6 agosto, presso la sede WWF sita in via Orsini, i responsabili del centro hanno accolto con entusiasmo e gratitudine i bambini, organizzando per loro un incontro che potesse sensibilizzarli ulteriormente al rispetto per la natura. Ivana Guagnano, ha ricordato quanto si può fare, nelle scelte quotidiane, per promuovere modelli di vita sostenibili, spiegando che “il mondo in cui viviamo è un grande essere vivente e se si ammala ci ammaliamo anche noi. Dobbiamo essere la voce di chi non ha voce: la voce delle piante, la voce degli animali, la voce dell’ambiente”.
Orgogliosi e fieri del loro operato, i nostri piccoli volontari sono tornati a casa con una spilletta del WWF sul petto e nel cuore il dolce eco della voce della natura.
Mariana Borrelli
Gent.mi Consigliere Falcone, Associazione Libera ed amici di gioiadelcolle.info.
Prendo spunto dall’articolo pubblicato su questo blog dal titolo “Trasparenza Trasparente” per esporre in merito alcune mie riflessioni, in qualità di cittadino e di amministratore di una società che fornisce servizi e prodotti per la pubblica amministrazione.
Dalle lettere sottoscritte dal Consigliere Comunale e condivise dall’Associazione Libera, avverto l’avvio di una’azione politica completamente generica e vaga che, a mio avviso, non concretizza l’obiettivo a cui la delega istituzionale conferita al consigliere dovrebbe ambire.
Nella circostanza, si chiede, in nome della “Trasparenza” l’adozione di “turnover” tra le ditte, nell’affidamento dei lavori pubblici.
Diciamola meglio l’assurdità, il “turnover” panacea per ottenere trasparenza e legalità nell’affidamento di lavori pubblici.
A mio avviso ritengo questa azione al pari di una “distribuzione” equa di soldi pubblici per accontentare tutti, bravi e meno bravi, belli e brutti e non dispiacere nessuno. Ma dov’è la trasparenza e la legalità.
Credo che sia il caso invece, di fissare e far rispettare alcune elementi da aggiungere alle norme di legge esistenti in materia di forniture della Pubblica Amministrazione per disciplinare la selezione per l’iscrizione di ditte all’Albo dei fornitori dell’Ente. In particolare, occorre pubblicizzare al massimo l’opportunità che viene offerta agli operatori economici di iscriversi all’albo, nella diffusa convinzione che la competitività eleva la qualità della fornitura.
I fornitori che ne fanno richiesta, occorre iscriverli dopo averli selezionati e valutati per potenzialità economica, struttura organizzativa, competenze, ubicazione geografica dell'unità produttiva e/o commerciale, per le eccellenze professionali dichiarate e dimostrate e per la legalità contributiva da dimostrare con il DURC.
Sulla base di questi elementi, da verificare periodicamente, occorre quindi redigere l’elenco delle ditte.
Limitare la propria azione politica nel caldeggiare l’adozione di un semplice e banale “turnover” come fa il consigliere e l’associazione Libera preoccupandosi così di cogliere l’obiettivo della trasparenza, magari sacrificando, per questa, la qualità professionale della ditta che compie lavori pubblici, liquidati con danaro pubblico, non è sufficiente per affermare il principio della trasparenza nell’affidamento dei lavori pubblici.
Nel contempo, le ditte che investono nella crescita professionale, che qualificano i propri prodotti e servizi seguendo le norme ISO o che adempiono regolarmente ai loro obblighi contributivi e retributivi nei confronti dei loro dipendenti, sono mortificate perché equiparati ai “nuovi competitor” divenuti tali per grazia ricevuta dal “turnover” e pertanto devono aspettare, per lavorare con il Comune di Gioia del Colle, semplicemente il loro “turno”.
In conclusione, sono convinto che lo sforzo va profuso nella fase di definizione delle regole e in questo caso sono quelle che dovranno disciplinare la selezione delle ditte da iscrivere all’Albo che, se fatte bene, possono dare un considerevole contributo nella riduzione della piaga sociale “principe” della nostra città che si chiama “lavoro nero”.
Basta poco per evitare di dare appalti e forniture liquidate con soldi pubblici a ditte, piccole o grandi che siano, che adottano nella loro azienda la moderna forma di schiavitù che gentilmente chiamiamo tutti noi “lavoro nero”.
La trasparenza e la legalità la ritroviamo quando si ha il coraggio di scegliere una ditta per un incarico di fornitura, tra ditte iscritte all’Albo ma “seriamente qualificate” o selezionate, attraverso un percorso concorsuale pubblico. La ritroviamo anche quando la scelta avviene sulla base del criterio che tutela la spesa pubblica ovvero la qualità, da ricercare nel prodotto o servizio e della ditta fornitrice, evitando di affidare forniture o l'esecuzione di lavori pubblici, sulla base della convenienza economica che, spesso, è solo apparente.
Saluti
Sebastiano Tangorre
Salve sono il dott. Palmieri Pantaleone da decenni alla scoperta della storia dei miei antenati vedi
palmierineltempo@virgilio.it ho visto sul vostro sito che a Gioia c'è il Borgo Palmieri, vorrei sapere di più: se deriva da un Palmieri o dai Palmieri in genere.
So che da voi era molto attivo il religioso Lorenzo Palmieri.
Grazie
Gentili amici di gioiadelcolle.info
sono un ricercatore che si occupa di un sito dedicato al trio Lescano
www.trio-lescano.it nel ricostruire le biografie dei vari compositori che collaborarono con questo gruppo,ho incontrato Luigi (Gigi) Pagano,nato a Gioia nel 1906.
Cerco qualcuno che mi può gentilmente fornire alcune note biografiche e magari una foto.
Cordialmente
Paolo Piccardo
Savona
Il presidio di Gioia del Colle dell’associazione Libera è venuto a conoscenza della lodevole iniziativa del professor Gasparre, che con i suoi alunni della classe 3° A della scuola media E. Carano porterà in scena mercoledì 30 giugno, testi tratti dal best seller di Roberto Saviano, Gomorra.
I ragazzi protagonisti, che in orario extra-scolastico hanno dedicato il loro prezioso tempo all’iniziativa, sono un esempio davvero positivo da elogiare e il regista Gasparre ha saputo infondere in loro un gran senso civico ed etico.
Rappresentare teatralmente Gomorra è sintomo di come sul territorio si stia lavorando per promuovere il tema della legalità; il presidio di Libera manifesta un sentito riconoscimento per questa iniziativa.
Discutere, portare in scena, dare visibilità agli scottanti temi affrontati da Saviano, proprio per promuovere la legalità non è mai abbastanza, pertanto il Presidio di Libera auspica che anche in futuro si possano organizzare iniziative altrettanto interessanti e costruttive.
L’associazione Libera nasce a livello nazionale con l’intento appunto di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, e sono questi gli obiettivi che il Presidio di Gioia nel suo piccolo tenta di perseguire. Uno dei prossimi è quello di creare una sinergia con le diverse scuole presenti sul territorio per portare i temi di Libera tra i banchi, lì dove si formano i cittadini del futuro.
Un plauso al dirigente scolastico e a tutti coloro che hanno consentito la riuscita dell’iniziativa, senza i quali forse nulla sarebbe stato possibile, per la loro sensibilità alla tematica e per aver puntato sull’impegno e sulla responsabilità dei loro ragazzi.
Cordialmente
Presidio Libera Gioia
A seguito dell'incontro che, in data 17/5/2010, si è tenuto fra il Consiglio Comunale di Gioia del Colle e l' Assessore alla Sanità della Regione Puglia, prof. Tommaso Fiore, sono emerse chiaramente le problematiche che da anni attanagliano il locale Stabilimento Ospedaliero.
In relazione a tale stato di cose e per tutte le eventuali future necessità, sulla spinta spontanea della Società Civile, si propone di istituire un Osservatorio Socio-Sanitario Permanente, funzionale alla Città di Gioia del Colle, composto da esponenti della Società Civile costituiti volontariamente ed a titolo gratuito.
Scopo di tale Osservatorio sarà quello di rendersi parte diligente, quale organismo di osservazione e proposizione relativo ai vari aspetti della sanità della Città di Gioia del Colle. Tutte le varie ed eventuali osservazioni ed iniziative verranno preventivamente pesate e condivise fra i Componenti di tale Osservatorio, per poi essere eventualmente sottoposte dallo stesso e dalla Amministrazione Comunale nelle idonee Sedi Istituzionali, con il primo ed unico fine di tutelare e garantire il miglior Servizio Sanitario locale e territoriale possibile.
Tale proposta, spontaneamente avanzata da alcuni esponenti della Società Civile, verte su considerazioni intimamente legate alla serie di eventi che hanno determinato un drastico depotenziamento del nosocomio gioiese e, soprattutto del " Sistema " della Sanità locale.
La centralità della persona rappresenta il punto di partenza degli intenti dell'Osservatorio e l'identificazione di un sistema che intenda la salute come diritto da promuovere e tutelare, così come sancito dalla Carta Costituzionale, e non come un bene negoziabile o sacrificabile a differenti logiche. Una " vision ", questa, mirata su un'urgente ed indispensabile necessità tesa ad evitare il prevalere di logiche " ragioneristiche " che impongono il mero razionamento della spesa, disattendendo il concetto per cui il paziente ( quale figura in stato di bisogno per antonomasia ) è sempre e solo da porre al centro delle attività sanitarie, della solidarietà sociale ed assistenziale.
Quindi, pur restando fondamentale l'obiettivo di ridurre la spesa, in ossequio alle necessità contingenti, per Gioia del Colle risulta non più dilazionabile nel tempo la riqualificazione del " Sistema " locale, operando un proficuo utilizzo di risorse. Inoltre, non può essere disattesa la posizione strategica ed irripetibile che la Città occupa geograficamente.
Tale Osservatorio sarà decisamente attento nel tempo a qualsivoglia evento, al fine di superare le logiche che considerino come unica soluzione, per il recupero del deficit, la politica dei " tagli indiscriminati " ( con i facilmente ipotizzabili rischi per la struttura ospedaliera della Città ), certamente da ritenere non efficaci e con effetti negativi soprattutto sulla popolazione cittadina e del Territorio, specie sulle fasce socialmente più deboli.
A tale scopo il Gruppo Promotore, riunitosi in data 03-06-2010, ha deliberato di convocare per il giorno 18- 06- 2010 alle ore 18,30 presso la Sala Comunale De Deo ( Via Rossini ) una Conferenza, aperta a tutti i Cittadini ed alle Associazioni, per formalizzare la costituzione dell'Osservatorio e tracciare le linee operative per la realizzazione degli obiettivi sopra descritti.
I Componenti del Gruppo Promotore
Con l'approvazione della Delibera Consiliare n. 13 del 25/03/2010, che ha cancellato l'ordinanza Comunale che proibiva l'attendamento di circhi con animali nel nostro Comune e l'immediato rilascio di autorizzazioni al Circo Europeo, con tanto di "Grande Parco Zoologico, con oltre quaranta razze di animali diversi" (come testualmente riportato sui biglietti dello stesso circo) questa Amministrazione Comunale, ha dimostrato, non solo, di non avere rispetto degli animali, ma neanche della legge e quindi dei cittadini!
Il comma 3 dell' Art. 134 del D.Lgs n. 267 del 2000 "Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali", prevede infatti che le Deliberazioni consiliari diventino esecutive a partire dall'undicesimo giorno dopo la pubblicazione, se non per i casi in cui viene predisposta l' immediata esecutività dell'atto(che si configura nei casi di emergenza e pubblica sicurezza). Tale immediata esecutività non è stata prevista, ne è prevedibile nel caso in oggetto, in quanto l'attendamento di un circo sul un suolo comunale non costituisce certamente un'urgenza. Continua la Lettura

Molti ricorderanno un manifesto, apparso in occasione delle festività natalizie, attraverso il quale l’opposizione augurava ironicamente al sindaco Longo “Buone Feste” ricordandogli una serie di impegni non mantenuti.
Pronta la risposta dell’Amministrazione che, viceversa, ne confutava il contenuto dettagliando le cose realizzate. Tra queste si ventilava la “soluzione del problema allagamenti di via Acquaviva”.
Le foto che allego, non hanno bisogno di commenti. Sono state scattate questa mattina e mostrano gli effetti di quella “soluzione”.
Forse l’opposizione qualche motivo l’aveva per giudicare inadeguati quei lavori, dimostratisi inefficaci e pura propaganda.
In effetti la questione è molto più complessa e non può essere risolta con alcune perforazioni, che secondo le intenzioni di qualcuno sarebbero sufficienti a smaltire la massa di acqua che lì arriva dalla parte alta del paese. Occorre viceversa realizzare una rete di fogna bianca che garantisca la captazione e lo smaltimento delle acque a monte del catino costituito dal rondò di via Acquaviva.
Se non si comprende questo… ogni altra soluzione sarà solo e semplicemente un paliativo ed un inutile spreco di denaro pubblico.
Modesto D’Addabbo
Giornalista/Pubblicista
9 marzo 2010. Ecco come si presentava stamattina Gioia del Colle. I problemi sul rondò di via Acquaviva sono tuttora irrisolti e l'amministrazione comunale non ha ancora preso degli opportuni accorgimenti per risolvere una volta per tutte i pericolosi allagamenti di questa zona.
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