Le bugie hanno le gambe corte.
10 marzo 2010 Autore: La Redazione
Categorie: La Comunità, Lettere alla Redazione, Primo Piano
Molti ricorderanno un manifesto, apparso in occasione delle festività natalizie, attraverso il quale l’opposizione augurava ironicamente al sindaco Longo “Buone Feste” ricordandogli una serie di impegni non mantenuti.Interrogazione su canile comunale di Via Vecchia Matera.
10 marzo 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società, Primo Piano
Signor Sindaco, la situazione del randagismo nel nostro territorio e gli onerosi impegni finanziari sino ad oggi utilizzati, non hanno di certo risolto tale problematica. La destinazione da parte della precedente amministrazione di 200.000.00 euro per la ristrutturazione del famoso canile sanitario necessario per mettere a disposizione una equipe di dottori Veterinari gestiti dalla ASLE per avviare i controlli previsti per legge e ridurre il fenomeno nel nostro territorio con conseguente riduzione dei costi, ad oggi registra inspiegabili ritardi.Questa amministrazione in continuità con la precedente di cui mi assumo le mie responsabilità, continua ad investire risorse economiche senza un attenta programmazione degli interventi e dei relativi controlli.La situazione del canile di Gioia del Colle, nonostante i numerosi interventi effettuati, ad oggi non si intravedono migliorie funzionali e i circa 600 cani presenti, vivono in condizioni precarie. Una attenzione particolare riguarda lo stato igienico -sanitario dell'area, che nonostante i ripetuti interventi di disinfestazione, al fine di tenere sotto controllo la situazione igienica-sanitaria ad oggi nella zona sono presenti montagne di rifiuti speciali e sacchetti ormai in fase di fermentazione con conseguente inquinamento ambientale senza che nessuno, nonostante abbia personalmente avvisato la SPES, sia ad oggi intervenuto per la raccolta e la bonifica dell'area.Tale problematica rappresenta un serio rischio, sia per quanto riguarda la salute pubblica in quanto rappresenta un serbatoio di zoonosi, che problemi di contaminazione ambientale.Signor Sindaco è arrivato il momento di fare chiarezza sui tanti punti oscuri di questa vicenda, che ha bisogno di risposte certe, con l'individuazione di precise responsabilità.Ci scrive il consigliere Bradascio
13 febbraio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società
Al Sig.Sindaco
Alla Giunta Comunale
Al Presidente del Consiglio
Al Segretario Generale
Al Dirigente UTC
Oggetto: Proposta di esenzione pagamento ICI aree fabbricabili zona industriale D/1.
Interpellanza consiliare ai sensi dell'art.34 del Regolamento sul funzionamento del C.C.
Premesso
che il Comune di Gioia del Colle, oltre che a realizzare in questi anni nella zona artigianale D/2 un Piano di Insediamenti Produttivi per consentire le attività a piccole e medie aziende, ha previsto con delibera n.91 del 20 Dicembre 1999 l'adozione di un Piano di Insediamenti Produttivi nella zona industriale (D/1), con l'obiettivo di dare adeguate risposte agli operatori economici, in un area fortemente strategica e contribuire al rilancio occupazionale del nostro territorio;
Considerato
che nonostante la volontà amministrativa, di agevolare i costi di esproprio delle aree nella zona industriale, pari a 5 euro al mq. per rendere appetibile gli investitori esterni al territorio, in questi dieci anni pur avviando il bando e perseguire azioni di marketing territoriale, non ci sono state richieste, a causa anche di assenza di infrastrutture e servizi connessi;
Constatato
che lo strumento urbanistico di attuazione del Piano di Insediamenti Produttivi nella zona industriale ha una validità di dieci anni e che è prossimo alla scadenza;
Rilevato che questa amministrazione prevede di avviare nel 2011, le procedure di un project financing e/o studi di fattibilità per la realizzazione di eventuali insediamenti produttivi nella zona industriale;
Visto che il Comune di Gioia del Colle, attraverso lo strumento urbanistico di attuazione e il particellario di esproprio, ha di fatto vincolato le aree nella zona industriale e che i leggittimi proprietari ad oggi sono costretti a pagare la tassa ICI pur in presenza di limitate agevolazioni previste dal Regolamento comunale;
Constatato i giustificati ritardi sull'attuazione del Piano da parte dell'amministrazione e tenuto conto che nel corso dei dieci anni attraverso il pagamento ICI, da parte dei proprietari hanno di fatto quasi raggiunto il valore reale delle aree oggetto di futuro espoprio.
Rilevato che nel Regolamento Comunale ICI, all'art. 22 comma 3-4 è prevista l'esenzione dal pagamento nelle zone F5/F6 ( verde pubblico ), mentre per quanto riguarda le aree tipizzate F1-F2-F3-F4 presenti nel tessuto urbano, sono esenti dalla tassazione fino al rilascio della concessione edilizia.
Io sottoscritto Tommaso Bradascio in qualità di Consigliere Comunale alla luce di quanto esposto.
INTERPELLO
il Sig Sindaco al fine di prendere in esame tale proposta e di porre in essere allo scadere dei dieci anni dello strumento urbanistico attuativo PIP D/1, tutti gli atti propedeutici per l'estensione delle agevolazioni previste nelle zone "F", anche nelle zone "D1" e fino al rilascio della concessione edilizia, cosi come previsto dal Regolamento ICI all'art.22 e di modificare nella parte delle Entrate, il Bilancio di Previsione 2010 in corso di approvazione.
Gioia del Colle 25 Gennaio 2010
Tommaso Bradascio
consigliere comunale
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Al Sig Sindaco
Alla Giunta Muncipale
Al Presidente del Consiglio Comunale
Oggetto: Proposta di modifica accordo di collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e il Comune di Gioia del Colle
Premesso che nel passato sono state proficuamente sperimentate diverse forme di collaborazione fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e l'Amministrazione Comunale per la valorizzazione del Castello Normanno Svevo e del Parco Archeologico di Monte Sannace;
Rilevato che esiste una convenzione stipulata fra Soprintendenza e Comune in data 9 Giugno 1999 con delibera di G.M. n.303 e che nel corso degli anni l'Amministrazione Comunale ha integrato l'accordo di collaborazione con la Soprintendenza apportando delle modifiche recepite da un atto di Giunta del 30 Settembre 2005 n.221 e sottoscritto dal Soprintendente Dott. Andreassi il 28 Marzo 2007 per la durata di tre anni;
Evidenziato che la crescita e l'interesse culturale intorno ad un patrimonio della comunità cittadina e le numerose manifestazioni organizzate dal Comune comportano notevoli spese per il personale della Soprintendenza e che incidono notevolmente sul Bilancio Comunale.
Io sottoscritto Tommaso Bradascio in qualità di Consigliere Comunale ai sensi dell'art. 33 del Regolamento sul Funzionamento del C.C. con risposta scritta.
INTERROGO
il Sig Sindaco, al fine di porre in essere tutti gli atti propedeutici, per una'opportuna modifica della convenzione stipulata fra la Soprintendenza e il Comune, alla luce dell'imminente scadenza del contratto e finalizzata alla promozione, alla riscoperta, tutela , salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali presenti nel territorio di Gioia del Colle, individuati quali massima espressione dell'identità storico-culturale cittadina ed insostenibile risorsa per la comunità locale e la riduzione delle spese attraverso il coinvolgimento di altre Istituzioni.
Gioia del Colle 25 Gennaio 2010
Tommaso Bradascio
consigliere comunale.
Osservazioni di Sinistra Ecologia e Libertà sul Bilancio comunale.
7 febbraio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società, Primo Piano
All'attenzione di
Sindaco di Gioia del Colle
Dott. Piero Longo
Presidente del Consiglio Comunale di Gioia del Colle
Avv. Filippo Tisci
Con la preghiera di lettura.
Oggetto: Le osservazioni di Sinistra Ecologia e Libertà di Gioia del Colle a proposito del Bilancio.
Ci saremmo aspettati un confronto pubblico prima dell'approvazione del Bilancio, strumento fondamentale per lo sviluppo e la crescita di qualsiasi comunità, o quanto meno che, una volta deciso dalla Maggioranza, prima dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale, il Bilancio fosse presentato in pubblica assemblea, per permettere ai partiti non presenti in Consiglio, alle associazioni e a ogni singolo cittadino di poter dare un contributo teso a migliorare la programmazione economica del Comune.
Nel prendere atto che ciò non è avvenuto e che ancora una volta questa Amministrazione si è distinta per mancanza totale di dialogo con la città (se non attraverso il populistico e ormai insopportabile tappezzamento della città con manifesti di ogni sorta), a fronte inoltre della mancanza dell'accompagnamento al Bilancio di una relazione politica, Sinistra Ecologia e Libertà ha deciso di mettere per iscritto la sua posizione, avanzando delle proposte che spetterà al Consiglio Comunale prendere in considerazione o meno.
Noi diamo un fermo giudizio negativo su questo Bilancio, perché in esso non si vede un minimo di programmazione per la nostra città. Leggiamo interventi a pioggia senza un nesso logico, per esempio a proposito del Centro Storico, il cui sviluppo non si capisce se si vuole ottenerlo con interventi tesi a favorire l'insediamento di attività commerciali e la riqualificazione urbana, o non piuttosto intervenendo con qualche opera pubblica di scarso valore sociale, economico e anche architettonico, come è avvenuto fino ad oggi (si veda Corso Garibaldi o Piazza Livia). Continua la Lettura
Omaggio a Chid’ d’ la chiesett’
6 febbraio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: La Comunità, Lettere alla Redazione
Si è conclusa anche quest'anno, dopo un estenuante lavoro durato tutto il mese di gennaio, la rappresentazione teatrale del gruppo Chid' d' la chiesett' con la commedia Ci pzzend' nasc', adattamento in dialetto gioiese del lavoro di De Filippo Miseria e nobiltà.
Ogni anno come già da ormai un decennio, sbalordisce la loro voglia di affinare sempre più le tecniche di recitazione come le già impeccabili scenografie, galvanizzati dal loro "affezionatissimo" pubblico sempre pronto ad accorrere numeroso alle loro serate.
Il "fenomeno" gruppo Chid' d' la chiesett', già da tempo si è fatto conoscere oltre le mura di casa nostra, contagiando numerosi forestieri che giungono nella nostra cittadina entusiasti di vederli all'opera, e per i quali insieme ai loro concittadini, apprezzano la loro bravura, l'impegno e le finalità.
Come si sa questo gruppo di dilettanti solo di professione, è impegnato ad aiutare con i proventi degli incassi, situazioni di disagio economico per le famiglie presenti nel nostro comune, come anche in iniziative di aiuto per le popolazioni dell'Africa.
A loro quindi e a don Franco parroco della chiesa Immacolata, va il mio ringraziamento per la ventata di allegria che invade la nostra cittadina durante il periodo delle rappresentazioni teatrali, portando quella serenità di cui noi avremmo sempre più bisogno.
Franco Minei
Ci scrive Ivana Guagnano
24 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: La Comunità, Lettere alla Redazione, Politica & Società, Primo Piano
Lo scorso 28 dicembre si è consumato l'ennesimo episodio di barbarie, di oltraggio alla vita, al buon senso, al buon gusto e al buon funzionamento della Pubblica Amministrazione cui tutti abbiamo diritto.
Alle ore 13:30 circa, Donato D' Ippolito, presidente dell' Associazione WWF Gioia-Acquaviva-Santeramo, veniva raggiunto telefonicamente da un privato cittadino, che animato da un sentimento di pietà e compassione, o semplicemente convinto di compiere un gesto di civiltà, che dovrebbe essere spontaneo e naturale nel 2010, in un Paese come l' Italia, provvedeva a segnalare la presenza di un cane in gravi condizioni, paralizzato sul ciglio della carreggiata di Via Federico II di Svevia, poco distante della Concessionaria Automobilistica Opel. Lo stesso, aggiungeva inoltre, di avere già informato della vicenda il Comando della Polizia municipale di Gioia, dal quale di tutta risposta si era sentito replicare: "Noi non possiamo farci niente!!! Contatti pure il WWF, ecco a lei i recapiti telefonici…"
Il Sig. D' Ippolito, poco sorpreso, data la pratica frequentissima dei Vigili Urbani di girare all'associazione in questione, qualunque tipo di segnalazione che riguardi animali, da cani moribondi a gatti intrappolati nei tombini o paralizzati sugli alberi, (come se gli attivisti dell' associazione avessero doti o mezzi da MacGyver) si era affrettato a chiarire al segnalante, che purtroppo, la situazione in oggetto, ricadeva nelle competenze esclusive della Polizia Municipale e della ASL veterinaria e invitava pertanto il cittadino a ricontattare i Vigili Urbani, per sollecitarli ad intervenire in un caso di loro competenza.
In passato gli attivisti dell'associazione non hanno esitato ad intervenire su questioni inerenti anche animali d'affezione o sul randagismo, sia al fine di sollecitare Polizia Municipale, ASL veterinaria e Pubblica Amministrazione al rispetto della legge nazionale 281/91, che regolamenta la materia, sia prodigandosi in operazioni di soccorso di animali agonizzanti, feriti o in difficoltà. Sia ben chiaro però, che operazioni di questo tipo, esulano dagli obbiettivi e dalle finalità di un' associazione, quale il WWF, che si configura come ambientalista e non animalista e che quindi, le stesse, sono state condotte dai singoli volontari a titolo personale, assumendosene rischi e costi, per sopperire alle mancanze degli organi competenti ed evitare agli animali la morte o lunghe e strazianti agonie. Ed è proprio sul nostro sentimento di amore e di compassione verso gli animali, che Polizia Municipale e ASL veterinaria fanno leva, venendo spesso meno ai propri doveri, come accaduto è per l' ennesima volta lo scorso 28 dicembre. Alle 16.00, sono stata raggiunta telefonicamente da un ‘ altra volontaria dell' associazione, che mi riferiva che il cane agonizzante segnalato alle 13:15 alla Polizia Municipale, era ancora sul ciglio della strada. A quel punto mi sono affrettata a contattare personalmente il comando dei Vigili Urbani, per sollecitare un intervento tempestivo e chiedere delucidazioni in merito al fatto, che a distanza di ore, non fosse ancora intervenuto nessuno. Come tutte le volte, mi sono sentita rispondere dall'agente al telefono, che lui era all'oscuro di tutto e che la segnalazione era stata recepita dal piantone del turno precedente, il quale ho buone ragioni per credere, che alle 13:15, deve aver avuto troppa fame per fare l'unica operazione che gli spettava e cioè contattare l' ASL veterinaria, o semplicemente lasciare mandato al suo collega del turno successivo. Ma infondo era solo bestia moribonda, sul ciglio di una strada!
Dopo aver ricordato, come ogni volta, all'agente, la procedura che avrebbe dovuto mettere in atto, mi sono recata sul posto tranquillizzata dal fatto che la ASL veterinaria sarebbe intervenuta, di lì a poco, in soccorso dell' animale.
Alle ore 17.15, accanto al cane agonizzante e terrorizzato c'erano solo due cittadini, tra cui la ragazza che ne aveva segnalato la presenza diverse ore prima ormai e l' attivista dell' associazione che aveva provveduto ad avvisarmi. A distanza di un‘ora e un quarto dalla mia segnalazione alla Polizia municipale, mi sono permessa di contattare il veterinario della ASL, responsabile comunale per il randagismo, che, come spesso accade in queste occasioni, non era in servizio, giustificato da impegni istituzionali. Alle ore17:30 al Comando della Polizia Municipale stavano ancora cercando di capire come formulare il numero di telefono di un veterinario ASL di turno, che sarebbe dovuto arrivare da chissà dove. E solo alle 18.30 è giunto sul luogo un veterinario del servizio pubblico, proveniente dal Comune di Sammichele, il quale ha specificato di essere stato contattato solo un quarto d' ora prima e che ha candidamente ammesso di essere privo di qualunque mezzo per il soccorso dell'animale, per cui l' unica cosa fattibile, era il trasporto dello stesso, presso clinica veterinaria, che distava poco più di dieci metri dal luogo in cui il cane agonizzava ormai da ore. Ma anche per compiere questa semplicissima operazione, era necessaria la presenza degli agenti della Polizia Municipale, che con tutta la calma possibile, sono arrivati sul posto intorno alle 18:45, bacchettando per giunta i presenti, che da ore attendevano accanto al cane, di "fare largo e lasciarli lavorare!"
Le condizioni cliniche in cui versava l'animale erano tali da giustificarne la soppressione, come poi di fatto è avvenuto, ciò che risulta ingiustificabile invece, è il comportamento vergognoso delle autorità preposte, che per superficialità e leggerezza hanno lasciato che il cane agonizzasse per ore, esposto alla pioggia e al gelo, un cane, che sulla base della testimonianza della segnalante, era lì presente addirittura dalle prime ore del mattino e forse anche da prima, il che non esclude, che lo stesso possa essere stato segnalato alla Polizia Municipale anche prima delle 13:15.
Ciò che risulta ingiustificabile ed inaccettabile, è il fatto che la polizia Municipale abbia impiegato quasi sei ore, per compiere un' operazione banalissima, una telefonata alla ASL veterinaria,( dopo tutto nessuno gli avrebbe chiesto di sporcarsi le mani, soccorrendo in prima persona l'animale, compito questo, di competenza della ASL ) che avrebbe potuto essere compiuta in poco meno di un minuto, risparmiando all' animale un lungo e inutile travaglio.
Ciò che risulta scandaloso e indecente, è quello che mi sono sentita rispondere da un agente della Polizia Municipale, un tipo alto, magro con occhiali e capelli brizzolati, che di fronte alla mia, credo giustificata indignazione, per un modus operandi che si trascina ormai da anni, non ha saputo fare altro che replicare a muso duro, quanto non perdo occasione di riportare letteralmente: "Lei non ha ancora capito che a noi, non ce ne frega un c…o, dei suoi cani, dei suoi gatti e dei suoi falchi grillai!"
Ora, non posso fare a meno di far presente a questo grandissimo cafone in divisa, che se vogliamo soffermarci su un discorso di proprietà e responsabilità di animali vaganti, quei cani e gatti o altri animali cui fa riferimento, sono sicuramente più "suoi" che "miei", perché è la legge stessa che gliene attribuisce la responsabilità, come indicato in svariate leggi che regolamentano la materia, da quelle per la prevenzione del randagismo e la tutela di animali d' affezione, alle disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento. Per cui la Polizia Municipale, oltre che gli altri Organi del caso, non possono esimersi dall' intervenire perché semplicemente non hanno a cuore, per così dire, la causa animalista. Essi SONO TENUTI a farlo perché è la legge che lo impone loro. Lunedì 28 dicembre quindi, la Polizia Municipale, non solo potrebbe essere incorsa nel reato contemplato dall' art. 328 del Codice penale, al comma 1, "Delitti contro la Pubblica Amministrazione: rifiuto d' atti d' ufficio e omissione", ma vi sono buone ragioni per credere, che la stessa, possa essersi macchiata anche del reato di maltrattamento di animale, previsto dalla L. 189 del 2004. La Cassazione infatti ha più volte affermato che perché vi sia maltrattamento, "non è necessario che si cagioni una lesione all' integrità fisica dell' animale, potendo la sofferenza consistere in soli patimenti, pertanto il reato di maltrattamento può essere ravvisato anche nel caso in cui l' animale sia sottoposto a sofferenze di tipo ambientale, comportamentale o logistico- operativo". Reato che, risulta ancora più grave, se si tiene conto che il decreto Ministerile del 23 Marzo 2007, individua tra gli altri, proprio la Polizia Municipale, come Organo di vigilanza per la prevenzione e la repressione del reato di maltrattamento.
Ma ciò che più di qualunque inadempienza, mi indigna e mi disgusta è la superficialità, la leggerezza e l' indifferenza con la quale ancora, ci rapportiamo alla sofferenza degli altri esseri viventi. De Lamartine sosteneva che :"Noi non abbiamo due cuori, uno per gli animali, l' altro per gli umani. Nella crudeltà verso gli uni e gli altri, l' unica differenza è la vittima." E non è crudeltà lasciare che un essere vivente, investito, con la spina dorsale fratturata, giaccia per ore, al freddo e sotto la pioggia, sul ciglio di una strada, aspettando che chi di dovere, faccia una banalissima telefonata, mentre la Polizia Municipale era probabilmente impegnata nella più nobile causa di sorvegliare le statuette dei presepi da possibili "rapimenti", come avvenuto lo scorso anno?
E ancora una volta qualcuno, a giustificare i soliti colpevoli, leggendo questa lettera, sentenzierà: "I soliti animalisti…"
Che mondo è quello in cui, chi chiede il rispetto della vita in tutte le sue forme, deve essere inscatolato in una categoria e la compassione e la pietà, per un essere vivente che soffre, a qualunque specie esso appartenga, debba essere appannaggio dei "soliti animalisti" ? Che mondo è quello in cui, chi si indigna e non tollera che la terra ingurgiti i nostri veleni e venga stuprata tutti i giorni per l' affarismo di pochi, debba essere chiamato "ambientalista"? Come se chi rivendica il rispetto della persona o dei diritti umani, fosse chiamato "Umanista" . Non dovrebbe essere naturale, spontaneo, scontato, esigere il rispetto di tutte le creature viventi, indignarsi e rifiutare qualunque comportamento che imponga loro delle sofferenze o quanto meno prodigarsi per alleviare quelle di coloro che soffrono, degli animali, come degli uomini, per quel sentimento che si chiama compassione? Non dovrebbe essere spontaneo rivendicare il rispetto per la Terra sulla quale e della quale viviamo, non foss' altro per una forma indiretta di rispetto di noi stessi e indignarci di fronte ad ogni violenza contro di essa?
Inscatolare la gente in categorie umane come "ambientalisti", "animalisti" e via dicendo, fa comodo a chi, nel non riconoscersi in nessuna di esse, si sente legittimato a pensare : "Non è affar mio!" e nel volgere lo sguardo dall' altra parte, può sentirsi in pace con la propria coscienza.
Non è dunque una questione di animalismo, ma di decenza e di rispetto della vita nella sua interezza, oltre che delle leggi, perché solo quando avremo imparato a rispettare gli essere viventi diversi da noi, saremo in grado di rispettare veramente i nostri simili.
Einstein diceva che: "Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione, attraverso l' allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includere tutte le creature viventi e l' interezza della natura nella sua bellezza."
Ringraziando la Redazione per lo spazio concessomi, porgo cordiali saluti.
Ivana Guagnano
Stranieri ed immigrati: i prediletti del Dio di Gesù Risorto.
23 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Attualità, Lettere alla Redazione, Politica & Società, Primo Piano
"Il Signore disse ad Abram: Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre"(Genesi 12,1). Comincia così la storia della Rivelazione. La storia, cioè, del progetto di Dio di ricondurre l'umanità dispersa e divisa dal peccato alla comunione d'amore tra sé e con il suo Creatore. Gesù sintetizzerà tutto nei due precetti"amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso"(Matteo 22,37).
La Rivelazione di Dio, dunque, il disvelamento cioè del suo volto e del suo progetto per l'uomo e per il mondo, parte dal patriarca Abramo e, attraverso duemila anni di storia, giunge a Gesù di Nazareth. In Cristo, Dio, sceglie di "squarciare" ("Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti" brama il terzo Isaia) i cieli per discendere in mezzo agli uomini. In quei secoli di Parole di Dio, raccolte in quel libro che i cristiani definiscono Sacro, la Bibbia, emerge chiaro come il Dio biblico sia il Dio dell'immigrato, del povero, del debole.
Appare vera la definizione dell'intera Bibbia come Vangelo dell'immigrato. Partiamo da Abramo. Il brano che ho citato all'inizio è emblematico. Abramo, per aderire al disegno di Dio, deve lasciare la sua terra e partire. Diventa errante in terre straniere per volontà divina. E Dio lo protegge dai ripetuti pericoli che il suo status di errante minacceranno il suo peregrinare. Da Abramo in poi le grandi epopee bibliche hanno sempre avuto a che fare con esodi, fughe in terre straniere e severe invettive di Dio contro potenti imperi oppressori. C'è persino un libro che prende il nome di Esodo.
Racconta di una liberazione, di una fuga, di un uomo di nome Mosè, di un Dio che prende difesa di un popolo schiavizzato, migrante e senza difesa, opponendosi alla potenza economica e militare del più grande impero dell'antichità, l'Egitto. Tra le pieghe delle Dieci Parole che Dio donerà al popolo sul monte Sinai, nel terzo comandamento, spicca questa: "Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso" (Deuteronomio 5,15). Si tratta dell'esortazione alla memoria della schiavitù che Jahvé rivolge al popolo. Affinché si rammenti di non oltraggiare altri uomini allo stesso modo in cui, in Egitto, esso stesso venne disprezzato e calpestato.
Poi verrà la tragedia dell'esilio babilonese, molti secoli dopo. Il popolo ebraico diverrà di nuovo esule in terre ostili e lontane. E Dio, il suo Dio, sarà nuovamente li a prendersene cura, a proteggerlo, attraverso i profeti Isaia, Geremia, Ezechiele. Infine arriverà Gesù. La sua nascita avviene da straniero. Nasce durante una migrazione. E da immigrato è costretto a venire alla luce fuori dalla città, Betlemme, in un gretto tugurio. Poi, affinché non ci scordassimo di questa opzione preferenziale verso lo straniero, la Sacra Famiglia migra in Egitto, per sfuggire alla persecuzione di Erode.
Il Dio che si fa carne si fa così migrante, sin da piccino. Non lo dimenticherà mai, Gesù. Percorrendo in lungo e in largo le lande or verdeggianti or ispide e inospitali della Palestina, più di 30 anni dopo, divenuto impetuoso e audace Maestro di parole nuove e antiche, scomode e radicali, rimarcherà in ogni racconto, in ogni gesto, il Suo amore preferenziale per lo straniero. Lo farà narrando la parabola del Buon Samaritano (Cfr Luca 10, 29-37), in risposta ad un ebreo nazionalista che, dopo aver udito l'esortazione ad amare il prossimo, avrebbe voluto accertarsi che quel Gesù non volesse proprio includere, in quel prossimo, anche forestieri e miscredenti. Miscredenti come i samaritani che, all'epoca, erano visti come il diavolo, diversi, brutti, sporchi e cattivi. Ma il Cristo provocatore, in tutta risposta, mise proprio un samaritano, quel samaritano, come paradigma dell'Amore. In quell'esule mal'accetto e denigrato, compresero già i Padri della Chiesa, Gesù identificava se stesso.
Ma è evocando il giudizio finale che il Figlio dell'Uomo risalta la sua tenera predilezione verso esuli e migranti. Tra le opere meritorie di vita eterna, insieme al dar cibo agli affamati e da bere agli assetati, al vestire gli ignudi e visitare malati e carcerati, vi aggiungerà l'accoglienza dello straniero: "ero straniero e mi avete ospitato" (Matteo 25, 35). Quando avverrà il giudizio, Gesù non porterà a testimone l'agenda delle presenze a liturgie e sacramenti, né avrà interesse sulla provenienza etnica, culturale e religiosa degli uomini. "Al tramonto della vita, saremo giudicati sull'amore" aveva scritto San Giovanni della Croce. E, stando alle parole del Cristo, sull'amore donato ai poveri, ai miserabili, ai dimenticati, agli stranieri. Purtroppo. Purtroppo per leghisti e per i fanatici della superiorità della razza, della patria, della religione e del viso pallido. Purtroppo per tantissimi cattolici da bene, che frequentano assiduamente messe e processioni, sermoni e sacramenti.
Cattolici che, come insegnava Jean Guitton "hanno così rispetto della Bibbia, che non la toccano nemmeno". Poiché il cristiano che guarda con odio e inimicizia il volto dello straniero, che non l'accoglie, che non lo considera fratello, ignora il senso di quel dirsi cristiano. Ignora che in quel "negro, in quello sporco straniero", c'è quel Cristo crocifisso di cui si proclama orgoglioso difensore. E non perché lo dice un povero prete o un cattocomunista. Ma perché è scritto nelle Scritture, dall'inizio alla fine. Perché il Dio di Abramo, di Giacobbe, di Mosè, di Isaia, si proclamava il Dio dello straniero, il Signore dei popoli oppressi, il Santo dei poveri. Perché quel Cristo che ci ha resi cristiani è stato chiaro: chi accoglierà gli immigrati accoglierà me. Chi invece avrà rigettato lo straniero, avrà rigettato me. "E se ne andranno, questi al supplizio eterno e i giusti alla vita eterna" (Cfr. Matteo 25, 31-45).
Perché, per le corte memorie dei difensori dell'italianità, della pelle bianca ed occidentale e della religione appesa al muro delle tradizioni, per i difensori del crocifisso prima e crocifissori dello straniero subito dopo, anche la vita di ciascuno di noi è un esodo, un migrare da un principio ad una fine. Rassegniamoci, dunque. Siamo tutti pellegrini erranti, stranieri su una terra che non ci appartiene e che ormai mal ci sopporta.
Enzo Cuscito
Perché la politica ha bisogno della “propaganda”?
19 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: La Comunità, Lettere alla Redazione, Politica & Società
Durante le vacanze natalizie molti come me avranno notato il riapparire sui muri di una quantità sproporzionata di manifesti. Erano beneauguranti ma anche e soprattutto autoelogiativi, dichiaranti bilanci politici e amministrativi pieni di strade rifatte, di opere compiute e di meriti ad esclusivo appannaggio dell'attuale governo della città. Naturalmente tutti i demeriti, gli sfregi e le inadempienze, secondo gli autori dei manifesti, erano invece esclusivamente addebitabili ai loro predecessori.
Allora, pur avendo inviato tempo fa, proprio su questo blog, un intervento sui manifesti /propaganda del nostro Sindaco sono andata a ridocumentarmi sul significato e le metodologie che la propaganda politica adotta e perché le adotta e il ripasso mi è servito per capire che i nostri attuali amministratori e in particolare il Sindaco, ne sta abusando abbondantemente.
Innanzi tutto la parola propaganda significa letteralmente "cosa da propagare", "che deve essere diffusa".
Dunque, per fare ciò, la propaganda è un tipico messaggio mirato ad influenzare le opinioni o il comportamento delle persone. Spesso essa è deliberatamente mistificatoria e non fornisce informazioni imparziali, ma tende invece a falsificare la realtà poiché è suo scopo imprimere negli individui valori, credenze e codici di comportamento atti a integrarli nelle strutture istituzionali della società di cui fanno parte. Continua la Lettura
Il Consigliere Bradascio scrive al Sindaco.
14 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società
Oggetto: Situazione SPES-GIOIA s.p.a.
Signor Sindaco, l'aggiornamento del Consiglio Comunale al 28 Dicembre 2009, doveva chiarire le tante incomprensioni e colpi di scena scaturite nel precedente Consiglio, con l' annunciazione delle dimissioni dalla SPES del Presidente On. Gallo e approfondire la relazione presentata alle forze politiche di maggioranza sul nuovo Piano Strategico della società.
PURTROPPO LA VERITA' E LA CHIAREZZA DI QUESTA MAGGIORANZA E' ANCORA NASCOSTA:
- In Consiglio Comunale non erano presenti sia il Presidente della SPES-GIOIA s.p.a che il Direttore Generale;
- La maggioranza non ha voluto entrare nel merito della relazione, pretendendo dalla minoranza una proposta;
- La relazione sullo stato degli immobili comunali redatta dall' Ing.Vincenzo Nuzzi nella qualità di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha riportato l'elencazione di situazioni di rischio, riferite a carenze strutturali, impiantistiche ed igienico-sanitarie dell'immobile comunale evidenziando una carenza di documentazione tecnico-amministrativa che oggi la Società SPES non possiede. Dove sono finiti tutti gli atti di collaudo ed il fascicolo dell'immobile comunale ex AMIU?
- L'isola ecologica della SPES non è conforme alla vigente normativa regionale e nazionale di recente pubblicazione, pertanto è urgente affidare uno studio di fattibilità ad un tecnico di Potenza e nel contempo pubblicare un avviso pubblico per reperire nuovi immobili e aree idonee per la realizzazione di un centro comunale di raccolta ( ex isola ecologica );
Perchè il Comune non ha risposto al Presidente del Consorzio ATO Bari/5 sulla possibilità di ottenere dei finanziamenti Regionali sui centri comunali di raccolta POR 2007-2013 per un importo di euro 1.450.000.00, contrariamente a quanto hanno fatto i Comuni di Mola ,Noicattaro e Putignano;
- Perchè questi Comuni hanno beneficiato di un progetto preliminare per i lavori di potenziamento ed ammodernamento delle strutture dedicate alla raccolta differenziata redatto dallo stesso tecnico di Potenza, mentre la SPES -Gioia affida uno studio di fattibilità che qualcuno prima o poi deve pagare?
- Perchè è stato affidato uno studio di fattibilità ad un tecnico di Potenza per l'ingegnerizzazione di una filiera globale innovativa finalizzata al trattamento e valorizzazione dei sottoprodotti dell'industria casearia ( Siero ) per la realizzazione di un impianto di produzione di biogas, per un investimento pari a circa 20.000.000.00 di euro, quando invece è stato cantierizzato nella zona artigianale di Gioia del Colle un impianto per il trattamento del siero, finanziato dalla Regione Puglia e dalla Comunità Montana?
- Quali sono i costi della raccolta differenziata e il contributo del CONAI visto che la differenziata è passata da 3300t nel 2006 a 4500t nel 2008 pari al 31%? e perchè i rifiuti solidi urbani sono passati da 11.200 ton nel 2006 a 16.000ton nel 2008?
- Quali sono i criteri di raccolta smaltimento e trasporto in discarica?
- Come mai i ricavi della società erano e restano solo i servizi che il Comune affida alla SPES?
- Come mai ad oggi non è stata conclusa la procedura di acquisizione dele quote azionarie dell'ACAM con conseguenti dimissioni dell'Amministratore Delegato^
Signor Sindaco, Lei rappresenta il Socio di maggioranza di una Società a prevalente capitale pubblico come la SPES-GIOIA s.p.a, dove nel Bilancio 2008 si sono spesi circa 4 milioni di euro e a questi interrogativi posti in Consiglio Comunale non ho avuto risposte.
Auspico che il silenzio della Sua maggioranza sia un momento di riflessione e che dopo il Bilancio 2009 della SPES, venga fatta chiarezza sulla futura gestione e sui tanti punti oscuri di questa vicenda che non deve ricadere sulla testa dei cittadini, con l'applicazione di ulteriori tasse.
Gioia del Colle 29-12-2009
Tommaso Bradascio
consigliere comunale
Angelo Lamanna. Un artista ignorato.
11 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Lettere alla Redazione
Paestum, domenica 30 giugno 2009; con le retine ancora impressionate dai millenari templi, torniamo in albergo; ma ad un certo punto restiamo bloccati, qualcuno del posto ci avverte che ne avremo per molto, perchè c'è la classica processione! non ci resta che aspettare; il fastidio però, va via in un attimo, quando nell'aria sentiamo risuonare imperiose le note di "Cinesina"; non mi sorprendo, ma la soddisfazione è tanta.
Negli stessi giorni su L'ora del Salento veniva pubblicato un bellissimo articolo, ancora su Cinesina.
Siamo contenti che qualcuno ne parli e che la sua musica continui ad essere suonata dagli Abbruzzi alla Sicilia; però dopo qualche anno dalla morte, di cui tra qualche giorno cade il quinto anniversario, torno a chiedermi: perchè Gioia lo ha sempre ignorato?
Certo la musica per banda è una musica minore.
Certo in vita lui amava starsene in disparte essendo incapace di qualsiasi interessata relazione e non credo che da anima si dia troppa pena che i suoi concittadini non lo abbiano granchè considerato.
E in fondo anche a noi in famiglia è sufficiente ricordarlo nelle sue parole e nei suoi gesti quotidiani.
Ma forse, anche attraverso queste poche righe, la Comunità gioiese che alla sua Banda musicale assegna un posto importante nella storia della città, potrebbe (o dovrebbe?), dopo tanti anni di ottuso silenzio ricordare colui che – della musica per bande - è stato un grande compositore.
In memoria di mio padre.
Leggi l'articolo su Angelo Lamanna
20 dicembre 2009, Rocco Lamanna.
Le mie domande senza risposta
7 gennaio 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione
Ho letto sul sito del Comune della gara di pubblico incanto per l'affidamento dell'incarico di redazione dello studio di fattibilità del centro logistico – intermodale del comune di Gioia del Colle e ho posto, per e-mail, al sindaco Longo le seguenti domande:
-
Che cos'e' un centro logistico intermodale?
-
A cosa serve?
-
Se rientra in un progetto più articolato, qual'e'?
Fiducioso in sua risposta, nell'attesa, ho voluto condividere con voi queste domande sperando in una vostra più celere risposta.
Ne approfitto per ricordare a me stesso che attendo altre risposte a domande precedenti quali:
-
Le polizze fidejussorie del Rosamora al Teatro;
-
Chi paga per la pista ciclabile;
-
La discarica di contrada terzi che fine ha fatto?
-
Quanto e' costato il lavoro di restauro di Piazza Pinto?
E se le parole hanno significato spiegatemi: Che cos'e' il palazzo della cultura di Gioia del Colle?
Un buon anno a tutti.
Giorgio Gasparre
Quale sarà il futuro della SPES ? Luci o ombre esterne ?
27 dicembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società, Primo Piano
Prima l'interpellanza sulla situazione della SPES presentata dai consiglieri Tommaso Bradascio e Vito Ludovico e successivamente la richiesta di autoconvocazione a firma di otto consiglieri di minoranza, hanno portato alla luce nel Consiglio Comunale del 17/12/2009 le vere contraddizioni esistenti tra l'Amministrazione Comunale e il Presidente della SPES-Gioia s.p.a.
Le forze di minoranza hanno voluto fortemente che l'argomento si discutesse in Consiglio Comunale, proprio perchè era nell'aria il sapore di una crisi dovuta a mio avviso principalmente ad interessi contrapposti e che nulla hanno a che vedere con il rilancio dell' azienda e alla salvaguardia dei posti di lavoro.
PERCHE' il Sindaco Longo in qualità di rappresentate maggioritario insieme alla sua Amministrazione, tiene in parcheggio le richieste di servizi avanzate dal Presidente della SPES, per il rilancio dell'azienda?
PERCHE' la relazione generale del piano strategico della SPES predisposta dal Presidente della società è stata presentata alle forze politiche di maggioranza a pochi giorni dalla convocazione del C.C. e senza che la minoranza sia stata messa a conoscenza?
PERCHE' la società SPES intende avviare una serie di provvedimenti, studi di fattibilità e ipotetici investimenti, senza il dovuto coinvolgimento del socio di maggioranza?
PERCHE' l'Amministratore delegato del socio privato si è dimesso dalla carica, senza che sia ancora stato risolto la problematica riguardante la cessione delle quote societarie?
PERCHE' durante il Consiglio Comunale del 17/12/2009 il Presidente della SPES-Gioia dopo una serie di affermazioni e di accuse reciproche con la maggioranza, ha dichiarato apertamente le dimissioni da Presidente della SPES-Gioia?
Questi e tanti altri interrogativi devono essere chiari alla città.
E' sotto gli occhi di tutti che esiste una crisi profonda, e che non si può scherzare sulla pelle di 50 dipendenti e sul futuro dell'azienda.
La decisione del Consiglio Comunale, di rinviare l'argomento SPES al 28 Dicembre 2009, nelle more di approfondire la relazione di un Presidente della SPES dimissionario….. e sopratutto capire i tanti punti oscuri di questa maggioranza, è la soluzione che auspichiamo porti ad una aperta e leale discussione, senza porre veti sulla durata degli interventi, che spesso frenano un dibattito che a mio personale avviso deve essere mirato esclusivamente a costruire e non a distruggere.
Gli equivoci, i pregiudizi condizionati e il clima dei sospetti, laddove ci fossero, devono uscire allo scoperto, per una reale trasparenza delle istituzioni e per il bene della collettività gioiese.
Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale
Quale sarà il futuro dell’ospedale alla luce del Piano Attuativo Locale ( PAL ) ?
14 dicembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società
Al Signor Sindaco
Alla Giunta Comunale
Al Presidente del Consiglio Comunale
Signor Sindaco, premesso che le politiche della salute e del benessere devono a mio avviso essere affrontate in maniera integrata dove il ruolo dei Comuni non deve essere marginale e senza distinzione di colore politico.
La III Commissione Consiliare ha effettuato una indagine conoscitiva nella struttura ospedaliera di Gioia del Colle al fine di conoscere la situazione della sanità locale e porre eventuali suggerimenti utili al rilancio dei servizi sanitari e sopratutto a garantire la qualità degli stessi.
La situazione del locale nosocomio, malgrado gli sforzi e gli impegni del personale medico e paramedico si trova ad affrontare una serie di problematiche gestionali, che spesso incidono sulla efficienza ed efficacia dei servizi. Nel dettaglio si è rilevato quanto segue:
1) Sotto-organico il comparto medico ed infermieristico in tutte le UU.OO. e servizi a differenza di Putignano dove oltre al personale infermieristico hanno, in organico più anestesisti che al Policlinico di Bari );
2) La TAC, che in un primo momento era stata acquistata per il nostro Ospedale, è stata destinata presso l'Ospedale di Putignano ereditando una vecchia apparecchiatura obsoleta. Frequenti sono gli interventi manutentivi, decisamente costosi e senza una garanzia di continuità sul funzionamento ( attualmente è ancora guasto ) e con impiego discutibile di danaro pubblico per il mantenimento in servizio di un "residuato bellico".
Quali sono le garanzie di un paziente sottoposto a tali esami?
Inoltre c'è da segnalare, l'apparecchiatura radiologica per l'esecuzione delle ortopantomografie (OPT), anch'essa obsoleta e tuttora guasta, determinando una completa assenza di tale servizio al cittadino che deve necessariamente rivolgersi ad altre strutture ( anche private ) per effettuare gli esami frequentemente richiesti dagli odontoiatri;
3) Le U.O. di Medicina Generale e Geriatria per acuti hanno raggiunto elevati indici di DRG,grazie alla professionalità e l'impegno dei rispettivi primari, assicurando un servizio efficiente ed efficace anche in assenza di apparecchiature come la TAC e altri supporti di prima necessità ( personale infermieristico sala operatoria ecc. ). Ci sono forti preoccupazioni sul trasferimento della Pneumologia a Putignano e l'imminente collocamento in pensione del primario di Medicina. E' opportuno che ci siano delle garanzie sulla continuità assistenziale e sul potenziamento della Medicina e Geriatria nel nosocomio di Gioia, motivando i medici ed evitare che qualcuno pensi di depotenziare opportunamente i servizi, per poi trasferirli presso la struttura ospedaliera di Putignano o di Noci.
4) Per quanto riguardo gli interventi di edilizia sanitaria, sono stati fatti interventi di facciata, con spreco di danaro pubblico, a differenza di una seria programmazione di interventi radicali e necessari nei reparti di laboratorio Analisi,Radiologia,Cardiologia, Endoscopia Pronto Soccorso e Farmacia peraltro previsti in Bilancio e che non si conosce la destinazione. Si segnala inoltre che vi sono ampi locali di proprietà comunale e dati in comodato d'uso, adibiti a deposito archivi, in cui è indispensabile una ricognizioni del materiale depositato, al fine di riutilizzare gli spazi necessari per altre attività.
5) Le proposte avanzate alla Direzione Amministrativa e Sanitaria da parte dei medici e paramedici, finalizzate a consigli per un risparmio sulla gestione e sopratutto ad evidenziare gli sprechi, rispetto all'interesse della qualità sanitaria, spesso hanno provocato tensioni e incomprensioni a tal punto da mettere in dubbio i guasti e le manutenzioni effettuate.
6) Il Pronto Soccorso incontra giornalmente difficoltà operative, con mancanza di figure professionali, come l'anestesista, il cardiologo H24,l'autista , l'autombulanza, oltre che il monitor multiparamedico e la carenza di strumentazione chirurgica indispensabili nella emergenza/urgenza. Non si può organizzare un Pronto Soccorso di cui non si può né definire Pronto Soccorso Attivo, né di primo intervento. L'attività di Pronto Soccorso spesso è svolta su strutture e figure specialistiche poste a 20 Km ( Putignano ), ignorando che le patologie delle quali spesso sono portatori i pazienti che giungono al P.S. , non devono essere subordinate ai tempi della politica e della burocrazia. Non si può negare il ricovero ad un paziente, che spesso è costretto ad affrontare un lungo e pericoloso pellegrinaggio per ospedali, con perdite di tempo che mettono a repentaglio la vita, con il rischio di esporre gli operatori e la struttura a pericolose implicazioni di ordine medico-legale.
7) Gli ambulatori garantiscono un servizio sanitario di qualità, ma a causa di numerose specializzazioni la sala di attesa risulta sottodimensionata rispetto ai pazienti, oltre che al rispetto della privace.
Pertanto Signor Sindaco in un momento particolare , dove non sono stati sufficienti i tanti Consigli Comunali e gli ordini del giorno approvati e alla luce di un Piano Regionale di Salute dove le indicazioni di politica sanitaria e le indicazioni metodologiche per guidare la messa a punto dei Piano Attuativi Locali ( PAL ) presenta forti ritardi, è opportuno che venga convocato un Consiglio Comunale monotematico con la presenza del nuovo Direttore Generale, per esporre le problematiche emerse e conoscere il futuro dell'Ospedale di Gioia, prima che sia troppo tardi.
Il Presidente della III Commissione Consiliare
Tommaso Bradascio
Interrogazione consiliare sulla gestione dei mercati e dei mercatini.
9 dicembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Lettere alla Redazione, Politica & Società
Al Sig. SINDACO
Al Presidente del Consiglio
Comune di Gioia del Colle
Egregio Signor Sindaco, devo prendere atto che questa Amministrazione, ha preso a cuore l'attivazione di mercati e mercatini nei vari punti della città. Non ci sono dubbi che gran parte dei cittadini hanno apprezzato queste iniziative, ma tutto questo ritengo debba essere fatto nel rispetto delle regole e delle norme di legge. Tutto questo prevalentemente si sta realizzando con la Confesercenti di Gioia del Colle, nella persona del Presidente Sig. Milano Alessio, che si è offerto per organizzare le iniziative e la gestione dei mercati, e il Comune di Gioia del Colle che oltre a garantire il Patrocinio, spesso ha assegnato un contributo economico a favore del Presidente della Confesercenti per l'organizzazione delle manifestazioni. Tutto questo può essere normale se vengono perseguite le finalità di promozione e valorizzazione del territorio. Signor Sindaco, presento questa interrogazione ai sensi del art. 33 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale con risposta scritta, ancora una volta per conoscere molte cose non chiare sul tipo di gestione e precisamente:
- E' stato rispettato il regolamento che disciplina lo svolgimento delle attività commerciali sulle aree pubbliche del territorio comunale?
- Quali sono i criteri e le norme di legge sull'assegnazione dei posteggi e il pagamento o l'esenzione della tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche?
- Chi è preposto a vigilare e alla compilazione di un registro per ogni mercato, al fine di verificare le autorizzazioni, gli spazi occupati e il pagamento del suolo pubblico?
- E' previsto presso l'Ufficio Commercio la planimetria di mercato con l'indicazione dei posteggi, nonché la pianta organica con indicati i dati di assegnazione di ogni concessione e la superficie assegnata?
- E' previsto il controllo da parte della Polizia municipale per il Servizio di vigilanza commerciale oltre che a predisporre un piano di sicurezza, tenuto conto che le attività si svolgono nei centri abitati?
- Con quali atti sono state autorizzate tali concessioni?
- Chi effettua la riscossione della tassa di occupazione del suolo pubblico? E con quali criteri?
Queste mie perplessità sono i dubbi che tanti cittadini mi hanno rivolto in qualità di consigliere comunale.
Pertanto chiedo una relazione dettagliata, al fine di tutelare l'interesse pubblico e fare chiarezza su una gestione che a mio avviso presenta tanti punti oscuri.
Gioia del Colle 30/11/2009
Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale
Le associazioni denunciano la mancanza di una politica culturale.
7 dicembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Acculturi@moci, Associazioni, La Comunità, Lettere alla Redazione
Al Sindaco e Assessore alla Cultura
del Comune di Gioia del Colle
dott. Pietro Longo
Direzione del Teatro Rossini
Prof. Vito Marvulli
Sig. Giancarlo Castellano
Presidente della III Commissione
Sig. Tommaso Bradascio
Nell'incontro svoltosi il 25 novembre u.s. presso la sede sociale dell'Associazione Musicale e Culturale "Daniele Lobefaro" di Gioia del Colle, sul tema: "Modelli culturali, quale futuro per le associazioni gioiesi; sopravvivenza, problemi, mezzi e metodi di confronto", è emersa l'assenza di chiarezza nelle scelte relative alla politica culturale della nostra città.
Nel registrare la discrezionalità degli interventi a favore delle iniziative culturali legate all'associazionismo, nel ribadire la matrice apartitica delle associazioni intervenute, le stesse chiedono:
-
trasparenza della macchina amministrativa in riferimento all'assegnazione dei contributi;
-
rispetto delle specificità di ciascuna associazione, considerazione e riconoscimento del contributo offerto negli anni alla comunità;
-
individuazione e destinazione di luoghi pubblici idonei allo svolgimento delle molteplici attività proposte dall'associazionismo;
-
indicazione di un referente o ufficio designato, cui rivolgersi in via unica per chiedere informazioni e acquisire dati e risposte.
Esprimono, inoltre, dissenso per lo scempio perpetrato ai danni del foyer inferiore del teatro Rossini, denaturato della sua funzione di spazio di prima accoglienza e riconvertito in caffè letterario che svolge, di fatto, attività commerciale a tempo pieno.
In considerazione di quanto sopra esposto, le associazioni aderenti chiedono, pertanto, di essere convocate in un incontro formale e aperto, alla presenza delle figure istituzionali preposte: Assessore alla Cultura, Direzione del Teatro, Presidente della III Commissione Cultura.
In attesa di un cortese riscontro,
Gioia del Colle 25, novembre 2009
Le associazioni:
Associazione Musicale e Culturale "Daniele Lobefaro"
Amici della Musica "P. Falcicchio"
Bande a' part
Arci "Lebowski"
Officine Musicali
Recta Civitas
Teatro del V.A.G.O.
Università della 3^ Età









