Fra Serafino Melchiorre

26 novembre 2012 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Gioiesi nel Mondo

 

Fra Serafino MelchiorreNasce a Gioia il 2 settembre 1932 in una modesta casa del centro storico, in Via Dei Mori n. 33.

Grazie alle notizie che ci fornisce suo fratello Fabio possiamo ricostruire la storia di questo frate che sembra essere lontano dai nostri tempi, ma indiscutibilmente attuale.

Terzo di sei figli, suo padre falegname lo avvia da piccolo alla scuola del maestro Domenico Procino, un bravo ebanista del suo tempo. Dopo aver completato gli studi presso la locale scuola elementare frequenta a Gioia la Scuola di avviamento professionale  di tipo agrario e contemporaneamente  segue i corsi di calligrafia e disegno, sotto la guida del maestro Iacobellis ed ha come compagni i fratelli Wanvesterhout.

Fra Serafino Melchiorre con Giovanni Paolo IIComincia a disegnare sul retro delle bollette esattoriali e si cimenta subito con lavoretti in terracotta creta, con il cui ricavato decide di partire dalla sua Puglia. Avendo manifestato buone doti artistiche, infatti,  all'età di 14 anni

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Bernardo Terio

Bernardo TerioNasce nel 1911 a San Pietro Vernotico, in provincia di Lecce, da genitori di origine gioiese.

La sua famiglia dopo qualche anno si trasferisce a Gioia, dove il giovane Bernardo frequenta le scuole elementari, quelle medie, le ginnasiali ed infine le liceali.

Sin dall'infanzia e per il periodo della sua carriera scolastica manifesta interesse per tutte le discipline, ma predilige particolarmente quelle scientifiche. La sua innata inclinazione per le materie scientifiche lo porta, nei momenti liberi, a catturare animaletti di  specie diverse, dei quali osserva attentamente sia  i movimenti che le diverse reazioni alle sue sollecitazioni.

Come  studente si segnala e si distingue per il suo spirito vivace e critico, tanto da essere additato ad esempio agli altri coetanei.

Nel 1937  consegue brillantemente la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Napoli, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la pubblicazione della tesi.

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Pasquale Favale

8 settembre 2009 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Gioiesi nel Mondo

Poche sono le notizie riguardanti questo benefattore gioiese. Di certo aveva fatto fortuna andando via da Gioia. Aveva Pasquale Favalesposato una ricca donna inglese, con la quale aveva effettuato numerosi viaggi per l'Europa. Per un periodo, dopo che la moglie è colpita da cecità,  abita a Gioia, ma successivamente si trasferisce a Napoli, dove termina la sua esperienza terrena.

Era un uomo amante delle arti; tra l'altro scrisse una commedia in cinque atti, compose una musica dal titolo Elzira, e una tragedia lirica in tre atti, estratta da una tragedia di Voltaire.

L'8 marzo 1882 Pasquale Favale muore a Napoli, strada Mergellina, palazzo Manette n.84, lasciando a sé superstite due fratelli: Pietro, domiciliato in Napoli e Giuseppe domiciliato in Gioia.

Con testamento pubblico del 24 marzo 1880 il signor Favale dispone della sua eredità  attraverso diversi legati a favore dei signori: Antonietta Ottieri, Donato Favale di Gioia del Colle, Berta Undelfinger dimorante in Riedersletten Wurthenhbergh, al Municipio di Napoli, di Bari, di Gioia del Colle, di Londra, di Parigi e nomina esecutore testamentario il signor Pietro Miletto.

Il Comune di Gioia, tramite il signor De Bellis, nominato come speciale procuratore, e il signor Susca, in qualità di assessore rappresentante il Comune di Gioia che si era recato a Napoli per accettare l'eredità del defunto Pasquale Favale, vengono a conoscenza di due legati: uno per il Comune e l'altro per l'Asilo Infantile. 

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Pasquale Rosati

Pasquale  RosatiRicercatore di fama mondiale nel campo della fragola, nasce a Roma, dalla nobile famiglia gioiese dei Rosati il 24 ottobre 1937, dove il padre si era trasferito per motivi professionali. Dopo aver seguito gli studi liceali si iscrive a Roma alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea in Legge, senza mai esercitare l'attività forense  e successivamente si iscrive a quella di Agraria. Si laurea in Scienze biologiche all'Università di Siena.

La sua  vera vocazione di studioso della frutticoltura e di imprenditore frutticolo, in quanto erede e titolare di due aziende agricole, da lui direttamente curate, rinnovate   e portate a livello di avanguardia con l'applicazione di moderne tecnologie, la prima a Cesena e la seconda a Porto San Giorgio ( Ascoli Piceno ), lo portano a percorrere una brillante carriera universitaria come sperimentatore e ricercatore in campo agrario.    

La sua formazione, in controtendenza rispetto al mondo accademico, gli preclude la possibilità, negli anni ’60-’70, di avviare la carriera di ricercatore scientifico all’Istituto Sperimentale di Frutticoltura di Roma (I.S.F.), dove rimane poi come volontario e borsista per vari anni, sotto la guida dei professori Filippo Lalatta ed E.C. Branzanti. Già da allora concorre alla costituzione di numerose varietà di pesche, nettarine e susine, ciliegie e mele.

Poiché la sezione di Forlì dell’I.S.F. non disponeva di una propria azienda sperimentale, mette subito a disposizione della sperimentazione uno dei suoi poderi di Cesena (insieme al relativo personale), instaurando una preziosa collaborazione fino alla sua morte,  con il dr. Walther Faedi, suo valido braccio destro, nel campo del miglioramento genetico della fragola.

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Franco Belgiorno Nettis

francobelgiornonettisNasce il 20 giugno 1915 a Cassano delle Murge, da Belgiorno-Nettis Giovanni, ferroviere, nativo di Gioia del Colle e da Teresa Massaro, originaria di Cassano, e muore nel 2006 per postumi da caduta, che mettono fuori uso il suo pace-maker, mentre nella sua villa di Portovenere si accingeva a completare l'allestimento di un museo di arte. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Gioia del Colle, dove ha frequentato fino alla terza elementare; successivamente la sua famiglia si trasferisce dal nostro paese.

Dopo aver frequentato la Scuola di Avviamento Professionale  e un anno presso il laboratorio Scuola Thaon de Revel di Taranto, si iscrive al Liceo Scientifico di Taranto dove consegue il diploma di maturità.

Nel 1933, dopo aver superato un concorso nelle Ferrovie dello Stato, è nominato sottocapostazione a Trebisacce ( CS ).

Supera altresì il concorso di ammissione all'Accademia Militare di Torino, dalla quale esce con il grado di tenente, specializzazione Genio. Durante il secondo conflitto mondiale per atti di eroismo sul fronte africano ottiene una medaglia d'argento al valore  militare. Dopo la caduta di Tobruch nel 1942 è fatto prigioniero dagli inglesi e confinato in India fino al termine del conflitto mondiale.

Quei cinque anni di prigionia gli permettono di perfezionare la conoscenza e la pratica della lingua inglese, di coltivare gli studi di ingegneria e la sua passione per l'arte.

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Gioiesi nel Mondo … Unitevi !!!

12 febbraio 2008 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo

famiglia gioieseQuanti sono coloro che, nati a Gioia del Colle, risiedono oggi in un altra città italiana o in uno degli stati del mondo ?

O, ancora, quanti sono coloro che pur non essendo nati a Gioia, sono comunque figli o nipoti di gioiesi emigrati a partire dalla fine del secolo scorso ?

E' una stima particolarmente difficile da calcolare : I gioiesi iscritti nell'anagrafe dei residenti all'estero sono ad oggi circa 1500 ripartiti in circa 750 famiglie, ma tra questi non sono compresi coloro che si sono trasferiti all'estero partendo da un altro comune italiano; a questi sono da aggiungere coloro che sono fuori temporaneamente e coloro che risiedono in altro comune italiano (la maggior parte) di cui si perdono le tracce.

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Francesco Romano

Francesco Romano nasce a Gioia del Colle il 9 settembre 1880 in strada Calzolaio n.37, da Giovanni, Francesco Romanocalzolaio, e Antonia Rosa Benedetto, filatrice. Il padre, che gestiva anche un modesto negozio di calzature desiderava che il figlio continuasse ad esercitare il suo lavoro e che per ricavare maggiori proventi  si trasformasse da artigiano in venditore bottegaio. Il piccolo Francesco, però sin da tenera età mostra una innata predilezione e predisposizione per il disegno, tanto che tappezzava con vari disegni le pareti della bottega di suo padre.

Il prof. Gennaro Minei, direttore della locale Scuola Popolare di Disegno, constatando in quei disegni uno spiccato talento artistico convince il padre ad iscriverlo alla sua Scuola, nella quale  avrebbe conseguito una preparazione professionale per la futura attività lavorativa.

La natura non fu benigna nei suoi confronti, perché all'età di 12 anni, a causa di una forma di tubercolosi ossea, ritenuta allora incurabile, gli viene amputato il braccio sinistro.

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Gioiesi nel Mondo – La testimonianza di Barbara Tatiana Anzalone

Barbara Tatiana AnzaloneAbbiamo ricevuto da Bendorf in Germania, questa testimonianza di Barbara Tatiana Anzalone, ci fa molto piacere pubblicarla.

Ciao "Bella Gioia"
 
faccio parte di uno dei tanti nomi iscritti nelle pagine dell`AIRE, quindi residente all`estero e precisamente a Bendorf(Germania) nella Renania Palatinato. Vivo da 23 anni in questo paesetto nelle vicinanze della città di Coblenza(dal latino Confluentia),dove il Reno e la Mosella s'incontano.

Sono nata nella Grande Mela italiana cioè Milano, ma il mio cuore, le mie radici, i miei ricordi più belli e i più cari amici sono a Gioia dove ho vissuto parte della mia infanzia e gli anni più belli della gioventù. I ricordi che ho di Gioia sono infiniti e non tutti belli, ma perchè soffermarsi sui brutti se i belli sono molto piu`numerosi e ovviamente piacevoli?

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Pietro Argento

Foto autografata Pietro ArgentoPietro Argento nasce a Gioia del Colle il 7 marzo 1909. Figlio d'arte, (suo padre Giacomo infatti in qualità di solista di flicorno-tenore suonava nella Banda Musicale di Gioia e insieme all'altro solista, Raffaele Chiaia e al Maestro Paolo Falcicchio contribuì a rendere famoso e insuperabile il Complesso bandistico gioiese nel Novecento), ancora giovinetto è avviato dal padre  agli studi musicali.

Venuto a conoscenza  dell'esistenza del legato Favale, un lascito eseguito dal  gioiese Pasquale Favale, (morto in Napoli l' 8 marzo 1882 ) di L. 24.000 per il mantenimento di un giovane da 12 a 15 anni, che dimostrasse attitudini alla composizione, in un Istituto Primario Musicale, il padre Giacomo nel 1923 presenta la domanda per concorrere al conferimento della borsa di studio per un decennio a favore del figlio Pietro, che aveva conseguito la promozione alla  classe quarta ginnasiale, a partire dal 1924.

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Ricciotto Canudo

R. CanudoRicciotto Canudo nasce a Gioia del Colle il 2 gennaio 1877, 5° di 7 figli, da Eugenio Canudo e da Emilia Stampacchia, in via Cavour, 77. Suo padre, agente superiore delle imposte dirette aveva lavorato a Palermo, Catanzaro,  Messina, Bari  prima di essere  stato trasferito a Gioia nel 1868.

Sin da giovane manifesta interesse per la letteratura e per l'arte. A 16 anni partecipa a due concorsi,  l'uno con due novelle e l'altro con una lirica,con la quale ottiene la vittoria. A 17 anni scrive alcuni poemi, tra cui Piccole  anime senza corpo, un'imitazione in prosa dell'opera di Baudelaire,  pubblicato a Castrocaro nel 1898 e una raccolta di poesie. Si propone di scrivere la prosa in poesia perché sosteneva che la parola umana è già poesia. Diplomatosi presso l'Istituto Tecnico di Palermo nel 1895 e dopo aver iniziato a frequentare la facoltà di ingegneria, abbandona gli studi universitari per arruolarsi come allievo ufficiale nell'esercito regio. Collocato in congedo nel 1898 manifesta la sua poliedrica attività di letterato,scrittore, poeta,critico e conferenziere. Nel periodo compreso tra il 1898 e il 1899 è a Firenze e diventa amico di Prezzolini  e di Amendola, l'amico di Togliatti. Si interessa di lingue ( ebraico e cinese ), di storia, geografia dell'estremo oriente, di musica, di poesia e manifesta il desiderio di andare a vivere a Parigi, fervido centro culturale dell'Europa del suo tempo.

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