I NOVE LAMPE
15 dicembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Acculturi@moci, Gioiesi nel Mondo, La Gioia di Ieri
Gioia, sono le ore 5 del 15 dicembre 1955 ed una sveglia suona nell'abitazione di Via Paolo Losito al n.11.
Sono già in piedi e, cercando di fare meno rumore possibile effettuo in tutta fretta le mie pulizie personali ed esco di casa.
Suono il campanello dell'attiguo portoncino al n. 13 e salgo quindi in casa di mio zio Orlando, dove mi attende una scodella di fumante caffellatte che trangugio riducendo in tal modo la residua sonnolenza ed il torpore dovuto all'ora inusuale in cui mi sono alzato.
Io e mio zio usciamo in strada e ci avviamo alla nostra mèta.
Percorriamo la via del Castello costeggiando il Convitto Manzoni -validamente diretto dal compianto Don Vincenzo Angelilli-, la cantina della "Pisciamiire" segnalata da una frasche appesa sulla porta di ingresso e la macelleria di Angelina rinomata per la confezione artigianale della salsiccia fatta con carne di maiale tagliata a punta di coltello.
Tutta la strada è pallidamente illuminata da lampioni che irradiano una fioca luce giallognola.
Costeggiato il castello, ci immettiamo in una larga strada lastricata ed in discesa, giungendo al termine sul sagrato della chiesa di San Rocco, dove sono ad attenderci, oltre al Sacerdote Don Nicola Giampetruzzi, Zia Franceschina (Zietta), Nina e Lucia Nico, Chichedda e Finodda ed altre persone giovani, adulte ed anziane.
Salutati tutti, entriamo in chiesa e ci inerpichiamo, accompagnati da un ristretto numero di persone alle quali è consentito, su una scala a chiocciola accedendo ad un soppalco dove si trova un organo a canne da azionare con un mantice a mano.
Mio zio si siede sullo scranno dell'organo e, intonando inni sacri natalizi, segna l'inizio della funzione religiosa detta delle nove lampade (i nove lampe), per le lampade che, una al giorno, verranno accese prima della celebrazione della S. Messa, nei nove giorni di novena che precedono la Notte Santa del Natale.
Durante tutta la funzione religiosa, accompagnati dalla musica suonata da zio Orlando, intoniamo diversi inni natalizi sacri, seguiti nel canto dai fedeli presenti nella navata sottostante della chiesa.
Il tutto dura fino alle sei e trenta circa ed alla fine la chiesa si svuota; io, mio zio ed alcuni dei parenti presenti, decidiamo e stabiliamo quale casa di amici o conoscenti dobbiamo allegramente invadere, con l'affettuosa pretesa di rifocillarci con bevande calde e pasticcini.
Dappertutto siamo accolti con entusiasmo che denota sostanzialmente che l'invasione era attesa.
Al termine dell'abbondante colazione, ciascuno si avvia verso il luogo del proprio impegno ed io, tornato a casa, prendo la mia cartella e mi avvio verso il Liceo Classico, dove frequento il primo trimestre della IV Ginnasio.
Il rituale che ho appena descritto e che dura i nove giorni precedenti la Notte Santa, lo avevo celebrato anche nei tre anni precedenti, ma ho voluto illustrare quello del 1955, perché questo sarebbe stato l'ultimo: infatti la sera del 5 gennaio 1956 (data per altro del mio 15° compleanno), con la mia famiglia prendevo il lungo treno del nord che mi avrebbe condotto a Como, dove mio Padre, ufficiale di carriera dell'Esercito era stato trasferito e dove io, il 7 gennaio, senza soluzione di continuità riprendevo, nel secondo trimestre dell'anno scolastico, il corso della IV ginnasio presso il Liceo Classico "A:Volta"
Affermare che non vi sia stata soluzione di continuità, non è del tutto esatto: uno strappo con la realtà lasciata a Gioia ed il conseguente trapianto nella nuova realtà sociale, non è stata indolore, anzi …
Le difficoltà iniziali di inserimento nel nuovo contesto è stato lento e difficoltoso, forse anche perché mai ho dimenticato i luoghi della mia infanzia ed i miei compagni di scuola lasciati a Gioia: anche adesso che sto terminando la mia sessantottesima primavera, ricordo quegli anni felici e non mi vergogno a dire che gli occhi si inumidiscono ed un dolce languore mi pervade.
Qualcuno capirà il mio stato d'animo? Chiedo scusa a tutti per lo stato malinconia soffusa che eventualmente questo scritto potrà provocare.
Grazie comunque per la comprensione.
Arnaldo AMORESE (Angelo)
Gioiesi nel Mondo
6 dicembre 2009 Autore: Francesco De Carlo
Categorie: Foto, Gioiesi nel Mondo, La Comunità
Fotografie di Autori Vari
La rassegna delle foto dei Gioiesi sparsi nel mondo, inviaci la tua foto e sarà pubblicata in questa gallery fotografica.
Gioiesi nel Mondo – Arnaldo Amorese
9 novembre 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Primo Piano
Mi chiamo Arnaldo Amorese, da amici e parenti chiamato Angelo.
Sono nato a Mogadiscio (Somalia) il 5 gennaio 1941 da genitori gioiesi e sono giunto a Gioia del Colle nel luglio del 1943, con mia madre Bice Losacco, scacciato dal mio suolo natale.
Sono rimasto a Gioia fino al 4 gennaio 1955, trasferendomi con la mia famiglia di origine in quel di Como, dove tutt'ora abito con mia moglie – comasca- e con mio figlio che mi ha reso felicemente nonno di tre deliziose nipotine.
Durante la mia permanenza in Gioia ho compiuto i miei primi studi frequentando la scuola elementare "Mazzini" -Maestro il prof. De Benedictis-, dove hanno insegnato per tanti anni le mie zie Rosetta Prisciantelli e Maria Losacco Tancorre e quindi la scuola media "P.Losapio" Preside Birra imperante e segretario mio zio Tonino Amorese, avendo come insegnante di lettere il carissimo e rimpianto Prof. Donvito.
Unisco a questa mia richiesta di ospitalità una foto di un gruppo di miei parenti (mia madre è la terza da sinistra delle quattro sorelle), nonché due foto dei miei compagni delle elementari con il Maestro De Benedictis (io sono il terzo da sinistra di chi guarda nella terza fila dall'alto ed ho al mio fianco Gaeta) e delle medie (sono il primo della seconda fila con al mio fianco il caro Antonio Cirsella Sergio, Nino Cuscito ed il Prof.Donvito).
Anche se con un po' di fatica mnemonica, ricordo tutti con grande affetto e chiedo, se qualcuno che legge si riconosce e si ricorda di me, di contattarmi al mio indirizzo mail amorese_arnaldo@libero.it o al mio cellulare 338 206 13 53.
Grazie comunque per l'ospitalità.
Arnaldo Amorese
Pasquale De Bellis
28 settembre 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, Gioiesi nel Mondo, Salute

Un mese fa è venuto a mancare nella sua città di adozione, Genova, un nostro illustre concittadino: il dottor Pasquale De Bellis.
Il professore De Bellis nasce a Gioia del Colle nel 1942, dove segue gli studi fino al conseguimento della maturità presso il Liceo Classico " P. V. Marone ". Si trasferisce successivamente a Genova, dove si laurea a pieni voti in Medicina e Chirurgia. Prosegue gli studi e si specializza in anestesiologia e rianimazione. Successivamente consegue la specializzazione in tossicologia medica, in farmacologia applicata, in medicina legale e delle assicurazioni, in farmacologia clinica e in pediatria.
Dal 1971 Pasquale De Bellis presta servizio presso l'Ospedale San Martino di Genova, dapprima come Assistente, quindi come Aiuto del prof. Giancarlo Minola, che è, indubbiamente, un altro protagonista dell' Anestesiologia ligure . Egli alterna la sua attività sindacale nell'ALARO e nell'AAROI ( Associazioni che riuniscono i rianimatori ospedalieri italiani ) a quella scientifica ed a quella clinica, con una brillante attività presso il prestigioso Ospedale Galliera ove organizza, unitamente ad Antonio Bertieri, un efficiente Reparto di Rianimazione.
Dal 1988 svolge la sua attività come Primario del Servizio di Anestesia e Rianimazione Pediatrica presso gli ospedali Galliera di Genova, in cui ha prestato ininterrottamente servizio a partire dal 1971, dapprima come Assistente e poi come Primario del servizio di anestesia e rianimazione, dirigendo il reparto di rianimazione, il laboratorio di fisiopatologia applicata e l'ambulatorio di terapia del dolore e cure palliative, coordinando l'attività anestesiologica delle varie specialità chirurgiche. Successivamente, dal 1990, lo ritroviamo come Primario del 1° Servizio, del Centro di Rianimazione, del Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria applicata e dell'Ambulatorio di Terapia del dolore e Cure Palliative. Continua la Lettura
Mio cugino del … Canada
4 agosto 2009 Autore: Sebastiano Tangorre
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Mio cugino Frank D'Aprile vive a Toronto (Canada); mi ha inviato la cartolina che vi allego, con il seguente testo:
Cari cugini:
Non so se questi attachments gli avete visto prima.
Spero che voi e le vostre famiglie state bene e spero di vedervi quest'anno.
Se Dio vuole. Saluti ai zii. Pardon la grammatica.
Buon Giorno e Buona Fortuna.
Francesco
Aggiornamento dal KIVU
19 giugno 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Lettere alla Redazione
Ciao,
aspettavo l'uscita della legge che, come indicai nella mia ultima lettera di aggiornamento, darebbe cittadinanza congolese a tutte le migliaia di ruandesi infiltratisi ultimamente nel nostro Kivu, dal tempo della rivolta di Nkunda fino all'operazione congiunta congo-ruandese di gennaio-febbraio scorso. Visto che tarda ancora, preferisco dare subito quest'altro aggiornamento.
Anzitutto, la brutta notizia (come già predetto) della recente legge di amnistia, del 27 maggio scorso. Per far piacere al CNDP (gruppo militare pro Rwanda), il governo ha approvato una simile legge. Sono quindi tornati in libertà tutti i massacratori di milioni di congolesi; così potranno continuare il lavoro di sterminio che ancora resta da fare, come spiegherò subito.
Ogni giorno ci giungono notizie di gravi violenze (case incendiate, saccheggi, stupri, ferimenti e uccisioni in gran numero) contro la popolazione del Nord e Sud Kivu. Come ho già riferito, queste violenze sono compiute sia dai gruppi ribelli, in special modo dal FDLR (hutu ruandesi rifugiatisi qui fin dal 1994) sia dagli stessi soldati congolesi. Il fronte di queste violenze sta avvicinandosi sempre più alla città di Bukavu. A Nord di Bukavu, in questi giorni sono state attaccate nell'Urega le mie vecchie missioni di Mwenga e Kasika. Invece a Sud di Bukavu è stata assaltata la nostra attuale missione di Luvungi: i padri sono stati legati e picchiati per molte ore, il tempo necessario ai banditi per saccheggiare tutta la casa.
All'udire dell'avvicinarsi o dei ribelli o dei soldati governativi la gente scappa in ogni direzione, abbandonando tutto, casa e campi, pur di salvarsi in qualche modo, ma spesso per sfuggire a un gruppo cade nelle mani dell'altro; e allora per loro non c'è alcuna pietà. Si calcola che in tutto il Kivu il numero degli sfollati oltrepassi già il mezzo milione.
Tra tanta barbarie, il crimine più disgustoso e frequente è quello degli stupri di donne e di bambine, a volte piccolissime. Come spiegavo in una mia lettera dell'anno scorso, lo stupro è programmato ed eseguito cinicamente, perché esso distrugge sia la persona individua (anche fino alla morte, in caso di stupro di gruppo o in caso di infezione di AIDS), sia la sua vita familiare e sociale. Per tale motivo lo scorso anno l'ONU ha dichiarato lo stupro un crimine di guerra. Ma qui, a causa della totale impunità di militari eribelli, esso viene commesso ordinariamente e senza alcuno scrupolo. Secondo Nestor Yombo, responsabile dell'OCHA (servizio umanitario dell'ONU), in questi ultimi tre mesi sono stati calcolati come minimo 463 stupri nel nostro Sud Kivu, ossia la metà degli stupri di tutto il 2008. Dalle notizie di prima mano provenienti dalle varie parrocchie di questa diocesi risulta che bisogna più che raddoppiare quella cifra, in quanto moltissime donne preferiscono non denunziare la violenza subita (le varie ragioni le ho spiegate lo scorso anno). E dire che siamo appena all'inizio dell'operazione congiunta congo-ruandese contro il FDLR nel Sud Kivu (operazione militare perfettamente inutile, com'è successo nell'analoga operazione di gennaio-febbraio nel Nord Kivu; ma tutti sappiamo che si tratta di una cortina fumogena per coprire interessi di tutt'altra natura, come ho spiegato ultimamente). Un rapporto di International Crisis Group dice che nel 2008 gli stupri denunziati nel Nord Kivu sono oltre 2.200 ; e tutti quelli non denunziati a quale livello disumano arrivano ? Si può solo immaginare la devastazione e l'immane sofferenza che quotidianamente si abbatte sulle donne del Kivu. Qui l'essere umano da tempo ha finito di essere umano; è stato declassato al livello animale; ragion per cui egli viene facilmete braccato ed ucciso, proprio come una qualsiasi selvaggina della foresta e della savana.
Il gruppo più feroce è il RASTA, un miscuglio di disertori hutu e congolesi ; per risparmiare le pallottole e per puro sadismo, essi preferiscono usare le armi bianche (pugnali e machette) contro la malcapitata gente incappata nelle loro mani. Se proprio non finiscono la vittima sventrandola o decapitandola, spesso passano a mutilazioni del sesso, di seni, mani, piedi o altro. La verità, che sappiamo bene da tanto tempo, è che i RASTA fanno un doppio gioco, nel senso che si fanno passare per un sottogruppo del FDLR allo scopo di scaricare ogni colpa di atrocità su questo gruppo e così demonizzarli a livello internazionale. In realtà, questi RASTA sono pilotati da mandatanti nazionali e internazionali vogliosi di mettere le mani sul ricco Kivu. Quello che questi RASTA stanno compiendo da anni è un'autentica pulizia etnica finalizzata all'occupazione, al controllo e allo sfruttamento di grandi territori ricchi di minerali preziosi da parte dei loro mandanti.
La settimana scorsa i vescovi del Kivu hanno scritto una lettera per denunziare apertamente l'attuale situazione.
Anche se in ritardo, alcuni osservatori stanno finalmente prendendo atto della situazione e cominciano a parlare apertamente. Ma è risaputo che le denunzie interne non servono a nulla; hanno invece un grande impatto quelle internazionali, come abbiamo constatato diverse volte in questi tredici anni di sconvolgimenti. Purtroppo però qui cresce lo scetticismo.
Comunque, visto che la speranza è l'ultima a morire, noi continuiamo a sperare che la comunità internazionale possa intervenire qui rapidamente e non a scoppio ritardato, quando il sangue starà già scorrendo a fiumi e ci si ritroverà ancora una volta impotenti davanti a una ennesima tragedia umanitaria.
Una preghiera per tutti noi, affinchè il Signore cambi il corso degli eventi e liberi questa povera gente da un'altra tragedia.
Ciao, PioDM
Ercole e Francesco
17 marzo 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo, La Comunità, Lettere alla Redazione, Primo Piano, Video
All'inizio dell'anno scolastico i miei colleghi, che si occupavano dei progetti "accoglienza e orientamento" , si ponevano il quesito di come affrontare e ridurre il sempre più crescente disagio scolastico che gli alunni manifestavano negli ultimi tempi. Tra le numerose attività (sportello didattico, sportello ascolto, ecc.) che abbiamo progettato nella mia scuola: Istituto Professionale F. Besta – Sondrio, è stato realizzato questo video (il video è sonorizzato a partire dal 2° minuto).
Per combattere il senso di smarrimento degli alunni, che si manifestava con mancanza di autostima, scarse motivazioni e evidenti fenomeni di bullismo; abbiamo individuato l'obiettivo di far riscoprire ai ragazzi gli antichi universali valori della tradizione contadina (famiglia, religione, patria, morale) ormai soppiantati dal dilagante fenomeno del consumismo. Di conseguenza la scuola si ribella a certi modelli sbagliati e rovescia tutti gli schemi. Contro ogni pregiudizio e ipocrisia esce dalle sue mura e va incontro a un essere tra i più emarginati che ci sia sulla faccia della terra. Continua la Lettura
Lettera di Padre Pio De Mattia
5 febbraio 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Attualità, Gioiesi nel Mondo, Lettere alla Redazione
Carissimi amici di gioiadelcolle.info,
ho ricevuto la seguente lettera dal nostro concittadino Padre Pio De Mattia, missionario in terra d'Africa. Pur non essendo completa nella sua stesura, è un resoconto delle difficili condizioni in cui si trova ad operare, a causa della guerra che sconvolge quelle terre. Esse, infatti, nonostante numerosi lustri di lotte, continuano ad essere martoriate non solo da guerre civili, ma anche dai disastrosi effetti prodotti dagli aiuti militari di numerosi Paesi, che appoggiano le diverse fazioni belligeranti, spinti da meri interessi economici.
Franco Giannini
Carissimo Franco, penso che tu sia al corrente di quanto sta succedendo da noi, nella regione del grande Kivu.
L'altro sabato, 17 gennaio, RFI (Radio francese) ha dato la notizia che il generale Bosco Ntaganda e altri ufficiali si sono staccati dal gruppo ribelle CNDP guidato dal famigerato Nkunda, insieme alle loro truppe hanno chiesto al governo congolese la cessazione delle ostilità e di essere incorporati nell'esercito nazionale. In sè è una bella notizia, ma in me e nei miei confratelli (conoscendo bene tanti altri casi di simili gesti sia in Congo che nel vicino Burundi) rimane un certo dubbio che…. Vedremo; saranno non le parole ma i fatti a confermare la sincerità di quella scelta. Continua la Lettura
Auguri e notizie dall’Africa
24 dicembre 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Lettere alla Redazione
"Un altro Natale arriva col suo dono di pace per noi e per tutta l'umanità. Visto che, a tutti i livelli, navighiamo in una mare sempre più tempestoso di crisi, di conflitti e di guerre, ci converrebbe afferrare la mano di aiuto che il Signore ci tende, come fece con Pietro che affondava nelle acque agitate del lago di Tiberiade. Se accettiamo il progetto che il Natale ci propone (cuore aperto a Dio e al prossimo), la pace, la gioia e l'amore che il Signore verserà in noi si trasformeranno in dono di pace, di fraternità e di solidarietà per gli altri: i nostri cari, la nostra società e il mondo intero. Potremo così passare dall'attuale disumanità a una nuova umanità. Ciò che a noi, da soli, sembra essere una lontana utopia, col Signore può diventare una meravigliosa realtà. Proviamo, e di sicuro ci andrà molto bene.
E' questo il vero senso degli AUGURI di SANTO NATALE e BUON ANNO 2009 miei e dei miei numerosi ragazzi di strada.
La disumanità, di cui parlavo, è cibo quotidiano qui in Congo, specie nel nostro Kivu, . Continua la Lettura
Comunicato del Comitato “Salviamo il Rossini”
9 dicembre 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Associazioni, Attualità, Comunicati, Gioiesi nel Mondo
Nonostante la notevole e quasi quotidiana produzione di manifesti e comunicati stampa, il Sindaco Longo non ha avvertito la necessità di rispondere ad una lettera inviata recentemente dal Comitato "Salviamo il Rossini" in cui, dando voce alle perplessità di moltissimi cittadini, gli si chiedevano notizie sui lavori effettuati nel Teatro, in ordine al rispetto delle norme di sicurezza per gli spettatori e alla presenza di un progetto complessivo di risistemazione degli spazi del teatro, nonché l'ammontare dei costi dell'intero intervento.
Rispetto a tutto questo, l'unica risposta data in Consiglio Comunale è stata "Rispondo a lei ( Consigliere Povia) in qualità di consigliere, ma non alla lettera di un sedicente comitato che mi ha chiesto le stesse cose senza per altro avere il coraggio di firmarsi alla fine". Continua la Lettura
Una mail da Padre Pio Demattia
30 ottobre 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Lettere alla Redazione
Ciò che si temeva è arrivato. La città di Goma, capitale del Nord Kivu, (a nord di Bukavu) da ieri pomeriggio è accerchiata dai ribelli proruandesi, e può cadere nelle loro mani da un momento all'altro.
Nel Nord Kivu, da agosto il generale ribelle Nkunda, sostenuto da truppe ruandesi, ha sferrato una vera guerra contro l'esercito congolese. La sua superiorità di fuoco (usa la montagna di armi moderne catturate nella battaglia di dicembre scorso, come riferii in modo dettagliato nella mia lettera di Natale), l'ha portato di vittoria in vittoria fino alle porte di Goma, ieri pomeriggio. Nkunda non intende occupare di forza la città per non terrorizzare tutta la popolazione, non creare confusione e massacri (come successe quando nel 2004 egli occupò Bukavu), e non subire le condanne della comunità internazionale. Sicuro della vittoria, aspetta che sia l'esercito governativo a commettere errori, e così darsi un pretesto per occupare definitivamente Goma e tutta la regione. Continua la Lettura
Non solo mozzarelle… (di Vincenzo Tancorre – gioiese a Milano)
26 giugno 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo
- "Gioia del Colle, in provincia di Bari…".
- "Ahah!!! Dove fanno le mozzarelle buone!!!"
Questa è la risposta che ho ricevuto da molte persone che mi hanno chiesto da dove provenissi. La mozzarella è sicuramente "il simbolo" di Gioia e dei gioiesi in Italia (se non nel mondo). Al secondo posto metterei senza dubbio il volley, ho incontrato gente che ricorda bene la nostra squadra ai tempi in cui militava in A1. Proseguendo la classifica dei simboli che ci "identificano", l'aeroporto militare può occupare il terzo posto.
Sono da poco trascorsi 8 anni da quel mattino del mese di giugno del 2000 in cui partii da Gioia con destinazione Milano Continua la Lettura
Una storia di altri tempi – di Francesco Resta
5 aprile 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Questa storia mi piacerebbe pubblicarla perchè racconta l'amicizia vera che si è creata tra me ed Ercole. Lo scopo principale è di farla conoscere ai gioiesi perchè ha fatto notizia da queste parti ma nel meridione non credo. In una delle foto c'è mia figlia Alessia. Ciao
Francesco Resta
Finalmente il mio amico Ercole ha riabbracciato il suo Bamby
Oggi in II C è compito in classe, una noia infernale. Mi tocca fare il dobermann per due ore di fila in una gabbia di matti.
Mi avvicino alla finestra e osservo dall'ampia vetrata la catena innevata delle Orobie Continua la Lettura
Franco Belgiorno-Nettis
3 aprile 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Gioiesi nel Mondo
Nasce il 20 giugno 1915 a Cassano delle Murge, da Belgiorno-Nettis Giovanni, ferroviere, nativo di Gioia del Colle e da Teresa Massaro, originaria di Cassano, e muore nel 2006 per postumi da caduta, che mettono fuori uso il suo pace-maker, mentre nella sua villa di Portovenere si accingeva a completare l'allestimento di un museo di arte. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Gioia del Colle, dove ha frequentato fino alla terza elementare; successivamente la sua famiglia si trasferisce dal nostro paese.
Dopo aver frequentato la Scuola di Avviamento Professionale e un anno presso il laboratorio Scuola Thaon de Revel di Taranto, si iscrive al Liceo Scientifico di Taranto dove consegue il diploma di maturità. Continua la Lettura
Mimmo Alfarone
5 marzo 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Gioiesi nel Mondo
Quest'anno, in concomitanza con il suo cinquantesimo genetliaco, sta per essere dato alle stampe un catalogo completo dell'esperienza artistica di Mimmo Alfarone.
Egli, infatti, nasce a Gioia del Colle il 5 giugno 1958 dove trascorre la sua giovinezza.
Sin dai primi anni della sua carriera scolastica mostra una particolare propensione per l'arte pittorica, ereditata probabilmnte dal prozio Sabino Torelli (zio del padre), pittore allievo del paesista gioiese Francesco Romano.
Un suo maestro della Scuola Elementare, visionando un suo album di disegno, intuisce che in quel giovane studente si nasconde un animo sensibile che mostra una spiccata attitudine per il disegno e le attività manuali.
Anche gli insegnanti della Scuola Media apprezzano Continua la Lettura












