La via del teatro: una pratica per incontrare la parte divina che ci abita

Nella piccola chiesa di San Domenico ha avuto luogo la prima delle “Conferenze del lunedì” promosse dalla Scuola Diocesana di Comunicazioni Sociali “don Vito Marotta”, in collaborazione con Ed INSIEME.
Enzo Quarto, giornalista, scrittore, poeta, direttore della Scuola Diocesana ed amico di don Vito Marotta, presenta il primo dei dodici incontri itineranti tra capoluogo e provincia per comunicare attraverso l’uomo, la sua professione, Dio. Don Vito ne è eccelso esempio, ha contagiato con il suo entusiasmo chi gli era accanto ed oggi è il suo spirito a guidare i passi di chi prosegue il suo cammino.
Teresa Ludovico, direttrice del Kismet OperA, attraverso il teatro, scelta di vita e di professione, ha scandagliato le profondità oceaniche di una umanità in continuo evolversi, esplorando ogni anfratto, “ogni sua piega, scendendo negli inferi”, sfidando leggi di gravità e zone d’ombra ed esorcizzando il buio attraverso una istintiva verticalità, una eterna tensione verso l’alto, presente in ogni suo spettacolo, da Reputi di Medea e Ecuba e i suoi figli – nel cui finale rievoca il dolore di giovani vite distrutte dalla guerra, tragici percorsi di umana follia – a Bella e bestia, La regina delle nevi, Continua la Lettura

Comunicare l’uomo, comunicare Dio. Nelle arti e nelle professioni.

Arcidiocesi di Bari – Bitonto
Scuola Diocesana di Comunicazioni Sociali “don Vito Marotta”
 
Comunicato stampa
 
“Comunicare l’uomo, comunicare Dio. Nelle arti e nelle professioni” è il tema generale delle Conferenze del Lunedì, promosse per il 2011 dalla Scuola Diocesana di Comunicazioni Sociali “don Vito Marotta” di Bari.
 
            L’iniziativa, che intende sviluppare momenti di riflessione sulle tematiche delle comunicazioni sociali aprendo le comunità parrocchiali al confronto con le vitalità culturali del territorio, si svolgerà da gennaio a giugno in 12 Chiese della Diocesi di Bari-Bitonto, tante quante sono le conferenze in programma.
 
Si comincia lunedì 10 gennaio alle 19.45 con la conferenza della regista Teresa Ludovico nella chiesa di San Domenico a Gioia del Colle dal titolo: “La via del teatro: una pratica per incontrare la parte divina che ci abita”.
 
            Poi nell’ordine a seguire si prosegue con altre 11 Conferenze del lunedì, tutte alle 19.45, subito dopo la celebrazione eucaristica serale: Il 17 gennaio alla Parrocchia Cattedrale di Bari, l’artista Michele Damiani parlerà su “L’arte e le nuove epifanie della bellezza”; il 24 gennaio nella Chiesa di Santa Croce a Bari, l’editorialista Giuseppe Giacovazzo parlerà su “Per un’etica della comunicazione”; il 31 gennaio nella Chiesa di Ognissanti a Valenzano, il senologo Francesco Schittulli parlerà su “Il rapporto oncologo-paziente, dialogo tra professionalità e umanità”; il 7 febbraio nella Chiesa di San Marcello a Bari, il criminologo Piero Rossi parlerà su “Pregiudizio, accoglienza e perdono sociale”; il 21 febbraio nella Chiesa di San Giuseppe a Palo del Colle, il magistrato Francesco Saverio Nunziante parlerà su “Obiettivo giustizia: legalità, pace e coesione sociale”; il 28 febbraio nella Chiesa Stella Maris a Palese, gli artisti Maria Teresita Ferrari e Antonio Donadei parleranno su “Bellezza: soffio di Dio nel Creato”; il 7 marzo nella Chiesa dell’Immacolata a Modugno, l’avvocato Maria Laura Basso parlerà su “Essere giuristi cattolici oggi”; il 14 marzo nella Chiesa di San Giuseppe a Bari, il giornalista Antonio Rossano parlerà su “Il giornalismo, che potere è? Che potere ha?”; il 4 aprile nella Chiesa di Santa Maria del Fonte a Carbonara di Bari, la ricercatrice universitaria Benedetta Saponaro parlerà su “L’etica del consulente filosofico”; l’11 aprile nella Chiesa di Santa Cecilia a Bari, il musicista Giovanni Tamborrino parlerà su “Donare il senso. L’arte che resiste a se stessa”; il 2 maggio nella Chiesa del Salvatore a Loseto, il medico di famiglia Franco Ferrante parlerà su “La continuità relazionale tra medico e paziente”. Continua la Lettura

Don Vito Marotta – “Vorrei essere volto di Dio”

“Se tratteniamo solo per noi il ricordo delle persone amate, finiamo per morire di malinconia…”, e la malinconia che aleggia sui visi dei presenti è subito fugata dall’emozione di un ricordo condiviso e rigenerato da altri ricordi. Così, in occasione del primo anniversario della morte di don Vito Marotta la comunità gioiese e non solo si è ritrovata in sala De Deo per la presentazione de “La messa è finita – Vorrei essere volto di Dio”, una raccolta di preghiere, le stesse che don Vito era solito scrivere su singoli foglietti e distribuire tra i fedeli, a fine messa. “Un volantinaggio dello spirito – a detta di Luca Marotta, fratello del sacerdote – per entrare in contatto non solo con il fedele, ma anche i suoi famigliari, che forse non erano a messa… un rituale per far meglio comprendere il messaggio della celebrazione eucaristica”.
 
L’incontro organizzato dall’associazione “Puglia-Europa” è stato moderato dal giornalista Andrea Mongelli.
 
Don Vito non aveva dubbi: un buon pastore deve radunare il suo gregge, non esitava, quindi, ad andar di casa in casa e con il suo sorriso fanciullesco, conquistare la fiducia dei parrocchiani.
 
Al suo sorriso si ispira Marisa D’Elia per ricordare “poeticamente” vissuti, incontri, ricordi, sogni, speranze… e poi concludere con queste parole: “Le viole incensarono l’ora, ci sentimmo improvvisamente soli… La tua messa non è finita!”.
 
Legge quindi il messaggio pervenuto da Vito Mastrovito, “assente” giustificato. Anche nelle sue parole torna il sorriso di don Vito, alle riflessioni danno forza gli stessi versi tratti dal libricino donato ai presenti. “…il suo entusiasmo derivava da una fede incrollabile e da una grande disponibilità all’ascolto – scrive Mastrovito – ed era lì, nel suo sguardo, nel suo disarmante sorriso… “.
Enzo Lavarra lo ricorda compagno di giochi di quartiere e di condivise passioni, dagli studi liceali a quelli universitari a Padova, poi la vita li divise, ma ritrovarsi era sempre una gioia, anche nell’ultimo, estremo tender la mano per ospitarlo a Bruxelles, quando la malattia già incalzava. Rocco Fasano ne traccia un profilo indimenticabile, ricorda il sorriso mite, l’indole buona e generosa, la semplicità, il profondo rispetto.
 
Enzo Quarto, dei relatori il più vicino dal punto di vista professionale, avendone ereditato il ruolo di direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Bari-Bitonto, con convinzione e profonda emozione sottolinea quanto la sua assenza generi presenza, quanto lo senta vicino “nei momenti di sconforto, di stanchezza, di sopraffazione subita da un mondo troppo distratto dall’effimero, dall’inutile…”. A don Vito dedicò lo scorso anno una carezza poetica: “Ed anche se non ha più/tempo la mia carezza/amica/resta lì indelebile,/inesauribile, immensamente/protesa a cercarti./Non ha più tempo/perché è per sempre”.
 
Il suo pensiero è condiviso da tutti coloro che con don Vito vivevano nel quotidiano. La parrocchia era la sua famiglia allargata, chiamava i bambini per nome, li ricordava proprio tutti… Per loro aveva messo un biliardino nel giardino dietro casa. Preziosi i suoi consigli durante la catechesi ed ai catechisti. Comunicatore istintivo, ricorreva spesso a cineforum o alla filmografia più diffusa per ricavarne metafore ed insegnamenti valoriali ed etici, “vicinissimi” al Vangelo. Molti studenti ne ricordano le lezioni, i consigli, gli incoraggiamenti ricevuti negli anni ’90, quando insegnava nel Liceo Scientifico gioiese, alcuni, tra cui Massimo L’Abbate, devono a lui la passione per il giornalismo.
 
Se si era in gruppo, pur parlando con altre persone ascoltava tutto, ma proprio tutto ed i suoi interventi spesso lasciavano senza parole per l’acume e la felice intuizione della soluzione del problema. “Passeggiare con lui era “una via Crucis” – ricorda Augusto Angelillo – ci si fermava ad ogni passo, perché qualcuno lo voleva salutare o riceveva una telefonata. Spesso faceva cenno a chi gli era accanto di aspettare, poi se ne dimenticava ed andava via… era fatto così!”. Amava anche far scherzi, ben lo sanno i parrocchiani di Loseto, da lui portati a recitare in teatro, indignati da una telefonata ricevuta dal politico di turno, perfettamente imitato da don Vito. Il loro affetto è commovente, in lui avevano trovato un padre, un fratello, un amico… “Non ricordo di aver mai fatto una confessione in chiesa – dichiara uno dei suoi più vicini parrocchiani – mi prendeva sotto braccio e mi diceva: “… facciamo una passeggiata, dimmi tutto, cos’è che non va? ”, ti metteva a tuo agio, non ti sentivi “giudicato” ma compreso e perdonato prima ancora di esserti aperto a lui. La sua capacità di ascolto era profonda… Amava Loseto, se in tanti, pur nel degrado, si sono avvicinati alla fede, lo si deve a lui, che ha saputo trasformare in un giardino di anime un luogo condannato ad esser “ghetto”, e di questo gliene saremo sempre grati! E’e sarà sempre con noi!”.
 
Per la seconda volta al cospetto del sindaco Piero Longo, anch’egli al tavolo dei relatori, Enzo Quarto ha suggerito un premio, una rassegna, una borsa di studio per giovani attori e registi, impegnati in produzioni (cortometraggi, documentari…) con finalità sociali. Che sia la volta buona?
 
Le intuizioni spirituali di Don Vito sulla vita hanno un’aura mistica, sono perle di saggezza, non solo da ricordare ma da cui lasciarsi guidare.
“Quello che semini non torna a vivere se non muore prima… Siamo immortali, dal momento del nostro concepimento. Siamo immensamente di più di ciò che appariamola nostra vita, per quanto realizzata, non potrà mai riempire il bisogno assoluto di pienezza che portiamo nel nostro intimo… L'eternità è già iniziata, giochiamocela bene, non aspettiamo la morte, non evitiamola, ma pensiamoci con serenità per rivedere la nostra vita, per andare all'essenziale.”.
 
Dalila Bellacicco
  
Tratto da “la Piazza” giugno 2010

GIOIA DEL COLLE RICORDA DON VITO MAROTTA

L'associazione Pugliaeuropa è lieta di invitarLa all'iniziativa: in ricordo di

DON VITO MAROTTA

Lunedì 3 Maggio, ore 18.00
Sala De Deo, Gioia del Colle

Presentazione del libro
"LA MESSA E' FINITA"

Saluto:

Piero Longo, Sindaco di Gioia del Colle

Testimonianze di:

Rocco Fasano, Enzo Lavarra, Vito Mastrovito,

Don Domenico Pietanza, Enzo Quarto

La Vostra presenza sarà particolarmente gradita

On. Enzo Lavarra
Presidente Associazione Pugliaeuropa

—————————

info: pugliaeuropa@libero.it, 3387056911

La Messa è finita. “Vorrei essere volto di Dio” – di Luca Marotta

“La messa è finita” è un titolo che vuole ricordare un momento, un luogo, un personaggio, una missione e una passione.
Il momento è quello che segna la fine della celebrazione eucaristica domenicale. In quel preciso momento, che si ripete all’infinito, venivano proclamate e distribuite le preghiere di questa raccolta.

Se da un punto di vista pastorale, questo rituale rappresenta un tentativo di far meglio cogliere il messaggio della celebrazione eucaristica, da un altro punto di vista, rappresenta certamente il tentativo di superare la parola “fine”, cercando di creare un continuum che affondi le sue radici nella mente e nel cuore delle persone.

Il luogo è l’aula liturgica, dove si celebra la messa. L’aula liturgica concepita come luogo di “insegnamento dello spirito”. Non ci si pone dall’alto verso il basso, ma si parte da un “sentire” individuale, inteso come sensazioni che derivano dall’ascolto della Parola, per conseguire un’elevazione spirituale, che ci tende verso Dio, verso una dimensione superiore.

Il personaggio è il Sacerdote. Il sacerdote che deve testimoniare il Vangelo, che è Pastore che ama e cura le sue pecore. Non si limita alla celebrazione eucaristica, contenente il sermone del giorno, che rischia di diventare un rituale meccanicistico, ma va oltre: rende partecipe del suo vissuto spirituale e conduce verso la via della Verità.

La missione è quella evangelizzatrice. La nostra periferia è terra di missione. In questi ultimi decenni, a causa della secolarizzazione, si sta invertendo la dinamica del rapporto sacerdote-fedeli. Adesso il sacerdote se aspetta i fedeli nel tempio, rischia di rimanere da solo. Deve uscire dalla chiesa, fare il “porta a porta”. In questa ottica la consegna del foglio contenente la preghiera domenicale diventa “volantinaggio dello spirito”. E’ uno strumento che serve per entrare sia nell’intimo spirituale del fedele che nelle sua casa, cercando un contatto con quei familiari che forse non sono andati a messa.

La passione è quella del cinema. Forse questa raccolta è una risposta a Don Giulio, il sacerdote personaggio del film di Nanni Moretti, che scappa, perché, preso da un forte senso d'impotenza, non riuscendo ad affrontare i problemi, i dolori, i drammi grandi e piccoli, che siano, dei suoi parrocchiani. La risposta “Vorrei essere Volto di Dio” è la stabilitas, nella certezza della Fede, di un vissuto reale caratterizzato dal “già ma non ancora”. Forse i problemi non si risolveranno, ma, se si ha la certezza che la parola fine non esiste, assumeranno una dimensione relativa.

Luca Marotta

Per gentile concessione di Luca Marotta, fratello del compianto don Vito, questa raccolta di preghiere può essere visionata e scaricata gratuitamente dal nostro sito.

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La Messa è finita. “Vorrei essere volto di Dio” – di Enzo Quarto

“Vorrei essere /volto di Dio”, scrive don Vito, … “vorrei essere/pane spezzato”.

Sappiamo bene a distanza di un anno dalla sua morte quanto sia stato fino in fondo “volto di Dio” con quel suo sorriso onnipresente, anche nel dispiacere.

Sappiamo bene, quanto sia stato condivisione per tutti noi, che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo, frequentarlo, e di essere amati e considerati da lui alla pari, anche noi “volto di Dio”.

Don Vito cercava in ogni uomo il volto di Dio, instancabilmente.

Ci manca. Ci manca terribilmente. Ci manca il suo abbraccio, la sua voce, i suoi scherzi, la sua amorevole ed inesauribile amicizia. Ma non possiamo dire di provare la sua assenza. Lui è presente nelle nostre vite, forse più di prima.

Sappiamo di poter contare sempre su di lui nei momenti di sconforto, o di stanchezza, di sopraffazione subita da un mondo troppo distratto dall’effimero e dall’inutile.

Sappiamo di poterci appellare al suo esempio da condividere con entusiasmo, cercando anche noi, come lui, negli altri, il volto di Dio.

Lo sanno bene gli amici di facebook, che nel gruppo a lui intitolato nel giorno della sua morte, continuano a postare messaggi. E gli amici che leggono quei messaggi.

Lo sanno bene tutti gli amici che ogni giorno gli dedicano un pensiero, nei momenti più impensati della giornata, anche quando magari bisogna fare i conti con chi non sa ascoltare, con chi non sa aprire il proprio cuore ed il proprio sguardo all’altro.

Ci manca don Vito, ma non lo sentiamo assente.

Per dirla con i suoi stessi versi: “Nella memoria/ i nostri defunti/ restano tra noi,/ donandoci pace”.
Che il nostro abbraccio con don Vito sia per l’eternità.

Enzo Quarto

Per gentile concessione di Luca Marotta, fratello del compianto don Vito, questa raccolta di preghiere può essere visionata e scaricata gratuitamente dal nostro sito.

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24° Anniversario di Sacerdozio di Don Vito Marotta

13 ottobre 2009 Autore: La Redazione  
Categorie: Gioia Nota, Ricordando Don Vito Marotta

Don Vito MarottaChi ha conosciuto don Vito e le sue grandi doti di comunicatore sarà certamente felice di partecipare a questa celebrazione eucaristica oltre a quella della dedicazione della sala della comunità a Don Vito con relativa esposizione di una sua immagine.

Questa cerimonia, voluta dai parrocchiani e fortemente sostenuta dal nuovo parroco don Lino Modesto, è solo una delle molteplici iniziative, presenti e future, in memoria di don Vito. Certamente saprete che presso la Curia Arcivescovile di Bari-Bitonto la scuola di comunicazione sociale è stata intitolata a don Vito Marotta che ne è stato anche fondatore.

La presenza a Bari di mons. Domenico Pompili, direttore nazionale delle comunicazioni sociali della CEI, a cui è stato chiesto di presiedere la celebrazione dell'Eucarestia è un altro segno tangibile della presenza eterna del caro don Vito.

Vi accoglieremo con grande piacere.

LA COMUNITA' DI LOSETO
Parrocchie "SALVATORE" e "SAN GIORGIO MARTIRE"


Francesco LOMBARDI
Tesoriere Unione Cattolica Stampa Italiana – Puglia

Capo Redattore: NUOVO LUSITUM
redazione.nlusitum@libero.it
Periodico di informazione di Loseto e della IV Circoscrizione
Via R. Perrone, 2
70129 – BARI
Fax 080 500 70 35

Poesie per Don Vito Marotta scritte dal prof. Gianni Vasco

Con Vito siamo cresciuti insieme, "dietro" la Chiesa Madre. Poi, ci siamo ritrovati da Insegnanti presso il Liceo Scientifico di Gioia del Colle. Ogni suo incontro ti lasciava , dentro, pace e serenità.   Ricchezze autentiche per la vita.

" VOCI "
(PER  DON VITO MAROTTA ) ( 3 APRILE 2009)

LEGGERO SORRIDEVI

A TUTTE LE PAROLE

POI LE VIVEVI DENTRO

PER CRESCERE CON LORO

CAPIVI I CUORI

NEL LAMPO

DI UNO SGUARDO

POI LI INVITAVI

ACCANTO

A DIALOGAR CON  DIO

TU CONOSCEVI  BENE

LA   CROCE DI GESU'

L'AVEVI GIA' BAMBINO

DENTRO L'  ANIMA

DA SOLO COME UN TEMPO

HAI FATTO LA TUA  LA STRADA

SENZA SCHIAMAZZI INTORNO

CERCANDO  SOLO "VOCI"

OGGI PAROLA

ETERNA NEI  TUOI SOFFERTI  LIBRI

RICANTI DELLA VITA

LA POESIA…

" SORRISO…INVITO "
(PER  DON VITO MAROTTA) (3 APRILE 2009)

SAPERE

DI UNA STELLA

GIA' INVOLATA IN CIELO

E UN POCO RIMANERE

A RIPENSARE IL TEMPO

SOSPESO TRA I RICORDI

DI   POCHI ANTICHI  INCONTRI

E OGGI  NEI PENSIERI  

DEL MATTINO

SEMPRE UN SORRISO

MI RITORNA AL CUORE

ED UN INVITO SEMPRE

APERTO E CALDO

IL RESTO SENSAZIONE

DI UNA FELICITA' COMUNQUE

E DI UNA PACE ETERNA

NELL'ATTIMO  PER SEMPRE

Prof. Giovanni Vasco

Don Vito Marotta – Lezione Scuola di Politica

Scuola di formazione socio politica di Gioia del Colle – Primo Anno

Lezione del 7 Marzo 2009 tenutasi a Gioia del Colle c/o la Sala lettura della Biblioteca Comunale

sul tema : Fede e politica in democrazia

Docente: Don Vito Marotta

Ascolta l'AUDIO cliccando qui.

Don Vito Marotta – Il ricordo del fratello Luca

Don Vito Marotta – La Preghiera di Don Biagio Lavarra

Signore, cammino incontro a Te…

 Signore, cammino incontro a Te…
cerco di comprendere ciò che mi succede.
Ti chiedo perché mi sono innamorato.
Non riesco a darmi una risposta.
So che ciò che vivo è bello.
Entro in una buia Chiesa.
Mi siedo su un vecchio banco.
Chiudo gli occhi… mi raccolgo
e mi appare lei.
Comprendo che attraverso l'amore
Tu mi chiami ad amarti in una Chiesa
che è madre, sposa, donna…
E' lei custodita in me,
come in un tabernacolo.
Ed attraverso questa donna
che trovo i segni della Tua presenza.

… da una poesia di Don Vito Marotta

Ricordando Don Vito Marotta

Don Vito MarottaIl 2 aprile 2009 ci lasciava, tornando alla Casa del Padre Nostro, il nostro amico e Sac. Don Vito Marotta.

Un uomo di grandi capacità umane ed intellettuali, ha fondato il suo impegno pastorale sulla cura delle relazioni e l'attenzione alle persone. Inguaribile ottimista, sempre pronto al sorriso, ha messo al servizio di Dio e della Chiesa diocesana le sue doti e competenze di comunicatore. Uomo di carità, sempre attento ai bisogni delle persone.

Le Comunità che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato l'impegno lo ricorderanno in occasione del trigesimo della morte secondo il seguente calendario:

In occasione del trigesimo è stato organizzato il seguente programma liturgico in memoria di Don Vito Marotta:

  • Sabato 2 Maggio: ore 19.00 Messa presso la Parrocchia  di Loseto
  • Domenica 3 Maggio: ore 19.00 Messa presso la Chiesa Madre di Gioia del Colle
  • Lunedì 4 Maggio: ore 19,30 Messa presso la Chiesa Matrice di Bitritto (è il giorno del compleanno)
  • Giovedì 7 Maggio: ore 19,00 Messa presso la Chiesa di S. Agostino di Modugno

 

La Redazione di http://www.gioiadelcolle.info/ , di cui Don Vito era convinto sostenitore, lo vuole ricordare con le testimonianze dell'amico di sempre, il Sac. Don Biagio Lavarra e del fratello Luca. Le riprese sono state effettuate il 3 aprile a Bitritto durante le esequie. Lo ricordiamo anche con l'audio della sua lezione svolta il 7 marzo scorso sul tema : Fede e Politica in Democrazia, nell'ambito della Scuola di Formazione Socio Politica di Gioia del Colle, organizzata dal Centro Studi Erasmo, la Rivista Cercasi un Fine ed http://www.gioiadelcolle.info/.

CIAO VITO

Don Vito MarottaDON VITO MAROTTA CI HA LASCIATO !

LA REDAZIONE DI GIOIADELCOLLE.INFO,  DEL QUALE VITO ERA COLLABORATORE E CONVINTO SOSTENITORE,  E' VICINA ALLA FAMIGLIA ED ALLA SUA COMUNITA' PARROCCHIALE DI MARIA SS. DI COSTANTINOPOLI DI BITRITTO.

E' deceduto questa mattina a Bitritto, assistito dai genitori e dal fratello. 

Il rito funebre si svolgerà domani 3 Aprile, alle ore 16.00, in piazza A. Moro a Bitritto dove don Vito ricopriva l'incarico di parroco nella chiesa madre "Santa Maria SS. di Costantinopoli".

Alla celebrazione, che sarà presieduta dall'arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, parteciperanno i presbiteri della diocesi e tutti i fedeli che lo hanno conosciuto. 

Alleluia.

Amo il Signore perché ascolta 
il grido della mia preghiera. 
Verso di me ha teso l'orecchio 
nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, 
ero preso nei lacci degli inferi. 
Mi opprimevano tristezza e angoscia 
e ho invocato il nome del Signore: 
"Ti prego, Signore, salvami". 
Buono e giusto è il Signore, 
il nostro Dio è misericordioso. 
Il Signore protegge gli umili: 
ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, 
poiché il Signore ti ha beneficato; 
egli mi ha sottratto dalla morte, 
ha liberato i miei occhi dalle lacrime, 
ha preservato i miei piedi dalla caduta. 
Camminerò alla presenza del Signore 
sulla terra dei viventi.

Alleluia.

Ho creduto anche quando dicevo: 
"Sono troppo infelice". 
Ho detto con sgomento: 
"Ogni uomo è inganno".

Che cosa renderò al Signore 
per quanto mi ha dato? 
Alzerò il calice della salvezza 
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore, 
davanti a tutto il suo popolo. 
Preziosa agli occhi del Signore 
è la morte dei suoi fedeli.

Sì, io sono il tuo servo, Signore, 
io sono tuo servo, figlio della tua ancella; 
hai spezzato le mie catene. 
A te offrirò sacrifici di lode 
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore 
e davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore, 
in mezzo a te, Gerusalemme.

Salmi Capitolo 116 – Del Ringraziamento

"Preziosa è la morte dei giusti": sembra un paradosso per tutti questa frase della Bibbia. La verità è che la gioia cristiana non è semplicemente piacere. L'amore affonda alle radici del cuore e trae anche dal dolore la sua linfa vitale. Per questo la morte dei giusti è preziosa. E per questo tra le beatitudini ne esiste una apparentemente contraddittoria: beati quelli che piangono, perché saranno consolati". Una speranza per la famiglia, ma anche per la città.

DON VITO MAROTTA

Il sacerdote era nato a Gioia del Colle il 4 maggio del 1955 e ordinato presbitero il 17 ottobre 1985.

Don Marotta è stato incaricato regionale per la Conferenza episcopale pugliese delle comunicazioni sociali, direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Bari-Bitonto.

Giornalista, presidente regionale e consigliere nazionale della Unione Cattolica Stampa Italiana, ha conseguito il dottorato in teologia pastorale alla Facoltà Teologica dell'Italia meridionale e il master di scienze della tecnica dell'opinione pubblica alla Lateranense di Roma.

Direttore responsabile de "L'Odegitria", bollettino della diocesi di Bari-Bitonto e del notiziario diocesano, ha fondato la Scuola di comunicazione per operatori pastorali della cultura e della comunicazione.

Collaboratore del quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" con la rubrica "Dal Pulpito", don Vito Marotta ha scritto alcuni libri di poesie, il saggio "Gesù nel Cinema" (Ed. Ecumenica, 2006) e "Una Chiesa, un Quartiere", relativo alla sua esperienza di pastore a Bari-Loseto.

Sacerdote di grandi capacità umane ed intellettuali, ha fondato il suo impegno pastorale sulla cura delle relazioni e l'attenzione alle persone. Inguaribile ottimista e uomo sempre pronto al sorriso, ha messo al servizio di Dio e della Chiesa diocesana le sue doti e competenze di comunicatore. Uomo di carità, sempre attento ai bisogni delle persone.

Don Vito Marotta è stato assistito dalle cure amorevoli delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo di Bitritto, dal papà Aldo, dalla mamma Francesca, dal fratello Luca, dai confratelli sacerdoti, in particolare da don Domenico Pietanza, vice-parroco, e dai tanti amici che gli hanno voluto bene.