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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Posta dei Lettori</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Un&#8217;omelia di Don Vito Marotta.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 00:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Posta dei Lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Vito Marotta]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Commemorazione dei defunti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="/public/2009/11/vitomarotta-295x378.jpg" alt="Don Vito Marotta" title="Don Vito Marotta" width="230" height="295" align="right" />Cari Amici,</p>
<p align="justify">mi permetto di disturbarVi per sottoporre alla Vostra cortese attenzione e/o meditazione un&#39;omelia di mio fratello Don Vito Marotta.</p>
<p align="justify">Il motivo per cui Ve la invio di seguito &egrave; dettato essenzialmente dalla circostanza che ha determinato il fatto del suo ritrovamento casuale: stavo per svuotare il cestino gettacarte vicino alla scrivania di mio fratello e per caso sono fuoriusciti due fogli contenenti l&#39;omelia che leggerete di seguito, che se non fossero fuoriusciti avrei buttato tranquillamente.</p>
<p align="justify">E&#39; un&#39;omelia del 2 novembre 2008, predicata nella Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in Bitritto, sul tema della morte.</p>
<p align="justify">La circostanza mi ha richiamato alla mente l&#39;episodio narrato da Mogol riguardante la stesura della canzone &quot;L&#39;Arcobaleno&quot;, cantata da Celentano. Ho avuto la sensazione che&nbsp;il ritrovamento non fosse casuale ma&nbsp;che fosse un tentativo di comunicare qualcosa. Avrei potuto trovare nel cestino anche prediche su temi diversi, ma la circostanza o il caso ha voluto che trovassi un predica sul tema della morte.</p>
<p align="justify"><em>Saluti Luca Marotta</em></p>
<p align="justify"><strong>*****</strong></p>
<p align="justify"><strong>Commemorazione Defunti Vg: Gv 6,37-40</strong></p>
<p align="justify"><strong>Oggi ci mettiamo davanti al mistero della morte.</strong> <u>Mistero un po&#39; fastidioso</u>. Un giorno che obbliga a riflettere ma che sempre pi&ugrave; si vede insidiato dalla strisciante logica del &quot;<strong>meglio non pensarci</strong>&quot;.</p>
<p align="justify"><strong>Si parla poco e male della morte</strong>: da una parte ceniamo davanti al televisore che ci porta in casa stragi e fatti di cronaca, dall&#39;altra importiamo tradizioni che tentano di esorcizzare la morte mettendola sul ridere.</p>
<p align="justify"><strong>Ma chi ha avuto una persona amata che se ne &egrave; andata</strong>, <u>prende sul serio la morte</u>, anzi la risposta al dilemma della morte in realt&agrave; dona senso alla nostra vita.</p>
<p align="justify"><strong>Dobbiamo morire, certo</strong>. Davanti alla morte non sentiamo forte la ribellione e la rabbia? <strong>Dio tace, sulla morte </strong>e <u>l&#39;uomo<strong> </strong>&egrave; l&#39;unico essere vivente che percepisce la morte come un&#39;ingiustizia</u>. <strong>Questa rabbia rivela il mistero che ciascuno di noi &egrave;</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Ges&ugrave; ha una buona notizia sulla morte</strong>. <u>La morte, sorella morte</u>, &egrave; una porta attraverso cui raggiungiamo la dimensione profonda da cui proveniamo, <strong>quell&#39;aspetto invisibile in cui crediamo</strong>, diceva il saggio Petit Prince &#8211; <u>l&#39;essenziale &egrave; invisibile agli occhi</u>.</p>
<p align="justify"><strong>Siamo immortali</strong>, dal momento del nostro concepimento. <strong><u>Siamo</u> immensamente di pi&ugrave; di ci&ograve; che appariamo</strong>. <strong><u>Siamo</u> di pi&ugrave;: la nostra vita</strong>, per quanto realizzata, non potr&agrave; mai riempire il bisogno assoluto di pienezza che portiamo nel nostro intimo.</p>
<p align="justify"><strong>E Ges&ugrave; ce lo conferma</strong>: la tua vita continua, sboccia, fiorisce, cresce. <strong>Fa strano dirlo, ma l&#39;inferno</strong> &#8211; che &egrave; l&#39;assenza di Dio &#8211; <strong>esiste </strong>ed &egrave; l&#39;opportunit&agrave; che tutti abbiamo di respingere per sempre l&#39;amore di Dio.</p>
<p align="justify"><strong>Certo tutti ci auguriamo che sia vuoto</strong> e <u>Dio si svela come un cocciuto che vuole a tutti i costi la salvezza dei suoi figli</u>. <strong>L&#39;eternit&agrave; &egrave; gi&agrave; iniziata</strong>, giochiamocela bene, <u>non aspettiamo la morte</u>, non evitiamola, ma pensiamoci con serenit&agrave; per rivedere la nostra vita, per andare all&#39;essenziale.</p>
<p align="justify"><strong>I nostri defunti &#8211; che affidiamo alla tenerezza di Dio &#8211; ci precedono nell&#39;avventura di Dio</strong>. Dio vuole la salvezza di ognuno, ma ci lascia liberi, <u>di rispondere a questo amore o di rifiutarlo</u>. <strong>La nostra preghiera ci mette in comunione con i nostri defunti</strong>, fanno sentire loro il nostro affetto, nell&#39;attesa dei cieli nuovi e della terra nuova che ci aspettiamo.</p>
<p align="justify"><em>Don Vito Marotta</em></p>
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