Basta col grigio !

Impressioni del gioiese Matteo Antonicelli sulla marcia della Pace di Assisi.
 
Basta col grigio! In queste poche parole racchiudo tutto il senso della marcia. Perché? Perché il grigio di una fosca cenere che si è accumulata in questo lungo periodo nel nostro modo di essere, nel nostro modo di pensare, nel nostro subire passivamente le falsità che quotidianamente e da più parti ci vengono offerte, almeno per un giorno, in modo intenso e coinvolgente, è stato spazzato via.
 
Due ore prima dell’avvio della marcia ci siamo trovati nella via della partenza proprio a ridosso dello striscione di apertura della manifestazione. Dapprima l’organizzazione è riuscita a contenere, con fatica, il flusso dietro lo striscione ma, in breve ha dovuto desistere per il continuo defluire di gente che, non trovando spazio, ha iniziato la marcia ben prima dell’avvio ufficiale. Piacevole è stato l’affiancare lo striscione della prima marcia del 1961 a quello di quest’anno che riprendeva lo stesso tema di 50 anni or sono:“per la pace e la fratellanza dei popoli”.
 
Anziani e giovanissimi, genitori con figli e mamme con i passeggini, coppie giovani e coppie di nonni, neofiti e irriducibili, singoli e in gruppo, dietro uno striscione istituzionale (scout, sindacato, Amnesty, …..) e dietro uno striscione fatto in casa con le proprie mani e con le proprie idee, con la fascia di sindaco o con il gonfalone comunale, del Nord e del Sud, italiano o straniero, rappresentanti di se stessi o delegati di movimenti, laici o clericali (per la verità quest’ultimi un po’ pochini se si esclude Don Ciotti, Alex Zanotelli e qualche isolato parroco), tutti animati da una medesima fede e mossi da un unico obiettivo: esserci e mostrare con la propria presenza un dissenso verso una diffusa rassegnazione e verso i “grandi fratelli” delle spese militari e del degrado del costume e dei valori.
 
Con un pizzico di soddisfazione ho incrociato il Presidente della Regione Puglia, in una sorta di condivisione delle origini e della formazione cattolica. (Non posso dire altrettanto del presidente della regione in cui vivo, cattolico anch’egli, ma intento a dividere piuttosto che ad unire, preso dai pensieri di secessione dall’Italia – d’altronde sarei rimasto sorpreso se si fosse presentato).
 
Un treno umano di 300.000 persone, lungo 25 chilometri, fin su alla Rocca maggiore dove, al termine anche di una salutare fatica, con piacere ci siamo buttati sull’erba ad ascoltare i numerosi interventi tra i quali quello di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, rete di associazioni che organizza la marcia – che con una formulazione capovolta ha ricordato che la pace non si definisce solo in negativo, come “'assenza” di guerra, ma anche in positivo, come azione per il rispetto di tutti i diritti umani (salute, lavoro, cibo, acqua, casa, …..).
La marcia si è chiusa con un trascinante appello finale a tutti, presenti e non, per tradurre in pratica almeno uno dei 10 impegni formulati, fra gli altri un’economia di giustizia, un lavoro dignitoso per tutti, la difesa dei beni comuni e la pretesa di un’informazione libera e pluralista.
Sono ritornato al mio consueto vivere con un minore senso di solitudine e con una volontà rafforzata per una lotta comune che mi congiunge agli altri per azioni che ci facciano uscire da questo sciagurato presente.
 
Un augurio da un gioiese per essere desti e vigili, sempre.
 
Matteo Antonicelli
 
Fotografie della Marcia della Pace di Assisi di Matteo Antonicelli
 

Mons. Sante Milano alla guida della Parrocchia dell’Immacolata di Lourdes

Il 15 settembre 2011, in occasione del 60° anniversario della morte di don Sante Milano, la comunità parrocchiale della chiesa Maria S.S.Immacolata di Lourdes ha voluto ricordare la figura e l'opera del primo parroco e fondatore della chiesa.

Don Sante: un uomo intorno al quale aleggia un’aura di santità  nel nome,  nel suo apostolato e nelle  opere da lui compiute.

Don Sante Milano nasce a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e qui muore il 15 settembre 1951.

La sua vita si snoda, quindi, tra il periodo postunitario e le due guerre mondiali, anni critici per la nostra Italia e per il Sud in particolare.

Dopo aver seguito gli studi in seminario viene ordinato sacerdote nel 1909, all'età di 25 anni.

Il 19 novembre 1919 l’Arcivescovo di Bari, mons. Giulio Vaccaro, tenuto conto che Gioia contava circa 25.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando ad est del paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa,  provvede ad acquistare circa 2.000 mq di suolo su cui erigere la nuova chiesa.

Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo eleva a Parrocchia sia la zona orientale  di Gioia che quella occidentale: le attuali Immacolata di Lourdes e Santa Lucia. Continua la Lettura

I tagli della manovra salvano la casta?

Ricevo e trasmetto : 
 SCANDALOSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 
 
 

 Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti 
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per 
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui 
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza 
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono 
stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza 
denominata Parlamento WikiLeaks.
 Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non 
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per 
volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i 
conviventi more uxorio.
 Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese 
odontoiatriche.
 Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in 
ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche 
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per 
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila 
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai 
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
 Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche 
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno 
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila 
euro di ticket.
 Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, 
tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto – dice la Bernardini - 
quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune 
prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio 
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura 
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per 
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li 
hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non 
accessibili?
 Cosa c'è da nascondere?
 Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il 
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla 
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto 
del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda 
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da 
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire 
le informazioni secondo le modalità richieste".
 Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - 
spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare 
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela 
per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini 
italiani.
 Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un 
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 
25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce 
perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola 
gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi – aggiunge – basterebbe 
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività 
dieci milioni di euro all'anno".
Mentre  a noi   tagliano  sull'assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.
  

 

Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?

Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?
Tanto per cominciare entrambi sono sottovalutate. La storia non è nuova, con l’emergere dei primi computer, negli anni ’50, le donne sono state considerate, e pagate, come delle dattilografe, non come persone capaci di apportare elementi di valore alla progettazione e allo sviluppo di questa tecnologia: e le aziende, ora come allora, non erano pronte a investire in lavoratori che percepivano come inaffidabili e destinati prima o poi al matrimonio e alla gravidanza.
Il presente? Secondo le più recenti statistiche le donne rappresentano oltre il 50% degli studenti nell’istruzione superiore e possiedono anche più del 50% di tutti i dottorati nei 27 membri dell’UE. Ma solo il 20% degli studenti in ingegneria ed informatica sono donne. La generazione più giovane ha grande dimestichezza nell’utilizzo del computer per accedere a Internet, chat-room e reti sociali. Quindi, cosa interviene dopo, perché le ragazze rifuggono dalle carriere tecniche? Le donne hanno paura di scegliere la scienza o vengono dissuase dallo studiare queste materie? O forse non sono consapevoli della ricchezza e dell’ampiezza del settore ICT ? Portare le donne nelle ICT richiede qualcosa di più, del coinvolgimento della tecnologia o del sistema scolastico. Si tratta di far progredire la loro carriera, rendere le retribuzioni uguali a quelle degli uomini, creare strutture che permettano di conciliare la vita familiare e quella professionale e così via. Alcune aziende sono state molto attive nel dare l’esempio giusto, per esempio, Intel ha sviluppato “reti” per sostenere il personale femminile, quali Women’s Initiative Portale globale, trampolino di lancio per idee e progetti, e Women’s Leadership Exchange, che guida le donne con più esperienza a farsi strada per raggiungere i vertici aziendali; un altro esempio interessante si trova in IBM, che ha creato i campi “Excite” per far conoscere alle ragazze più giovani le tecnologie e aiutarle a superare alcuni pregiudizi nei confronti delle donne che scelgono studi e posti di lavoro nelle ICT.
E’ necessario far maturare la consapevolezza che le società “competitive” includono nel bacino dei talenti persone di entrambi i sessi e di ogni genere; d’altro canto si può costatare quotidianamente come i gruppi di lavoro più innovativi e creativi sono quelli più variegati.
 
      Tonio Cafagno

Quanto ci costano i nostri parlamentari?

Ricevo e trasmetto:

Qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il  Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. 
 
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE 
 
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese 
 
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
 
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese 
 
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI  ESENTASSE
 
+TELEFONO CELLULARE gratis 
TESSERA DEL CINEMA gratis 
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis 
FRANCOBOLLI gratis 
VIAGGI  AEREO NAZIONALI gratis 
CIRCOLAZIONE  AUTOSTRADE gratis 
PISCINE E PALESTRE gratis 
FS gratis 
AEREO DI STATO gratis
 AMBASCIATE gratis 
CLINICHE gratis 
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis 
ASSICURAZIONE MORTE gratis 
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
 RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( 41 anni per il pubblico impiego !!!) 
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) 
 
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! 
Far circolare.

Si sta promuovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari………….. queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……
 

Aggiornamento dall’Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso

 .

In data  21 giugno 2011 una rappresentanza  della III^ Commissione consiliare, congiuntamente a quella dell'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso, ha effettuato un ennesimo  sopralluogo alla locale struttura ospedaliera, motivando la stessa  come ordinario controllo e verifica della status quo.

Da quanto abbiamo potuto constatare ed udire dal locale direttore sanitario,  sia la III Commissione che l'Osservatorio ritengono che si stia continuando ad  attuare quel processo di depotenziamento dell'Ospedale Paradiso, preludio per una imminente chiusura.

Infatti l'OPT, guasto da quasi quattro anni, non è stato nè riparato nè sostituito, il laser oculistico,   nonostante le precedenti rassicurazioni è ancora inutilizzabile dal mese di aprile del 2010, la TAC funziona solo sporadicamente per mancanza di personale.

Nel frattempo si chiude Noci e un cardiologo lì operante viene trasferito a Putignano. Tre mesi fa, in occasione dell'ultima visita ispettiva era stato comunicato che un radiologo era stato spostato da Noci, il cui reparto era in chiusura, a Putignano.

Il locale Direttore sanitario ha affermato che dal 1° luglio 2011, per  garantire la fruizione delle ferie al personale medico e paramedico l'U.O. di Geriatria passa da 20 a 10 posti letto e la'U.O. di Medicina passa da 20 a 12 poti letto per acuti + 4 posti letto di lungodegenza ( provenienti da Noci,  la cui struttura verrà chiusa a quella data). Sempre a partire dal 1°  luglio nell'Ospedale Paradiso sarà operante un solo cardiologo  dalle ore 8 alle ore 14, sarà chiuso agli esterni l'ambulatorio di cardiologia, sarà presente un solo fisioterapista, per pensionamento dell'altro attualmente operante, sarà ridotta una unità nel laboratorio di analisi. A ciò si aggiunge che attualmente  il reparto di radiologia lavora con un'unità medica in meno per il pensionamento del primario e con un numero di tecnici inadeguato  a causa di alcuni pensionamenti, mentre da Noci, coome già evidenziato,  un radiologo era già stato spostato a Putignano nei mesi scorsi, continuando a potenziare quel nosocomio.

Tutto ciò, oltre che a depotenziare in modo subdolo il nostro Ospedale, sottraendogli mezzi e risorse umane porta ad un potenziamento della struttura ospedaliera di Putignano, struttura in passivo rispetto a quella di Gioia, come i dati più volte segnalati e forniti dalla ASL ci confermano.

Il sottoscritto ha espresso la forte preoccupazione sua, dell'Osservatorio e dell'intera città, per questo stillicidio che si sta operando nei confronti di   Gioia e, pur ribadendo la ferma volontà di mantenere in vita l'Ospedale Paradiso, alla luce di questi dati allarmanti ha chiesto al locale direttore sanitario di scrivere ai suoi superiori ed esprimere loro il suo disappunto per il trattamento riservato al nostro nosocomio, abbandonato a  se stesso e reso pericoloso dal punto di vista della sicurezza dei suoi fruitori  e, in mancanza di risposte adeguate, di provvedere alla chiusura dell'Ospedale, chiarendo che tale scelta è motivata dalla sua responsabilità derivante dal non poter garantire i minimi ed indispensabili requisiti assistenziali in regime di  sicurezza.

In data 22 giugno dall'ambulatorio di Endoscopia sono partite due richieste di ricovero di due pazienti che presentavano gravi sintomatologie. Sia nell'U.O. di geriatria che da quella di Medicina sembrerebbe che non sia stato possibile ricoverare i due pazienti, perchè  dalla Direzione sanitaria sarebbe venuta la comunicazione della riduzione a 10 posti in geriatria e a 12 in medicina, con arrivo di 4 pazienti di lungodegenza da Noci. 

Poiché ci siamo battuti, con dati di fatto e motivazioni di opportunità logistiche  e non per motivi campanilistici, per la salvaguardia  ed il potenziamento dell'Ospedale Paradiso, come ha dimostrato anche la partecipazione della Città alle  manifestazioni da noi organizzate in difesa della salute comune, abbiamo  segnalato agli organi di stampa questo subdolo progetto che qualcuno sta mettendo in atto per continuare a mettere in difficoltà il nostro Ospedale, per depotenziarlo e quindi farlo agonizzare, esprimendo la rabbia nostra e  di tutta la città che viene gradualmente defraudata del diritto alla salute.

Queste nostre preoccupazioni sono condivise da molti nostri concittadini e la difesa del " Paradiso " ce la chiede con maggior forza ed insistenza l'intera città  per l'attacamento ad un bene collettivo che da oltre 600 anni la Città ha voluto con forza e che ha sostenuto nei secoli con continue e cospicue donazioni.

L'Osservatorio è fiducioso nelle sagge e puntuali decisioni degli Organi istituzionali, ma  al di là delle decisioni del TAR e dell'azione investigativa che fa seguito al suo esposto alla Procura della Repubblica, è fortemente preoccupato per il silenzio e l'indifferenza del mondo politico, l'unico in grado di raddrizzare una barca in balia delle onde.

Infatti dopo le interrogazioni dei consiglieri regionali Marmo, Palese e Boccardi e dopo l'incontro-ispezione del consigliere Boccardi tenutosi nell'Ospedale di Gioia, ci saremmo aspettati una continuità e l'istituzione di quel tavolo di concertazione ipotizzato dal consigliere Boccardi, alla luce della presenza in loco della base aerea del 36° Stormo. Alle parole,però, non sono seguiti i fatti.  Le  lamentele nostre e della Città  resteranno, dunque, tali e cadranno sulle pietre, come sta accadendo, se  i politici, di qualsisi appartenenza e ordine, ma soprattutto tutti quelli a livello comunale, ad eccezione di  uno sparuto numero, quelli provinciali e regionali continueranno ad ignorare le giuste richieste non solo di circa 30 mila abitanti, ma anche di un comprensorio più ampio, che comprende tra l'altro anche  i Comuni di Sammichele, Casamassima e Turi. 

Portiamo a conoscenza della Città che l'Osservatorio continua nel suo vigile controllo e ha interessato del " caso" dell'Ospedale Paradiso: Report, Striscia la Notizia e Fabio e Mingo,  Le Iene, Indignato Speciale, L'Osservatorio Sanità, il Presidente della Repubblica Italiana, l'on, Leoluca Orlando, il direttore de Il Giornale. 

Alla luce della nomina del nuovo direttore generale dell'ASL BA, dott. Domenico Colasanto, l'Osservatorio ritiene opportuno un confronto con lo stesso e invita il sindaco a farsi promotore di un incontro tra l'Amministrazione comunale, la III Commissione consiliare,  l'Osservatorio e il nuovo direttore generale, per notiziarlo sulle problematiche e sulla situazione dell'Ospedale Paradiso.

Riflessioni sul Meeting “Tutti per Gioia, Gioia per tutti”.

Il Meeting “Tutti per Gioia, Gioia per tutti” ha proposto la variegata composizione dell’associazionismo gioiese attraverso una serie di incontri e attività. Oltre 20 associazioni hanno collaborato con un duplice fine: stimolare la cittadinanza ad impegnarsi in attività che possono permettere un miglioramento costante della comunità stessa, e creare una rete tra le diverse associazioni allo scopo di convogliare le sinergie nella realizzazione di progetti.
 
Una prima valutazione, che allo stesso tempo si colloca come elemento positivo ma anche negativo, è la partecipazione di oltre 20 associazioni. Se da un lato lo si può ritenere un numero elevato, proprio perché è stato di fatto un primo esperimento, dall’altro manifesta l’attuale difficoltà nel riuscire a convogliare su di un progetto la presenza delle oltre 70 associazioni che ufficialmente risultano operanti sul territorio gioiese. In alcuni casi è stato dovuto a difficoltà comunicative, per alcune non se ne conoscono ne gli intenti ne i rappresentanti, in altri casi sembra esserci un disinteresse a condividere progetti e sinergie a favore di un preponderante ecgocentrismo. Continua la Lettura

Lettera aperta al Sig. Sindaco.

Gentile Sindaco,
con l'arrivo dell'estate il nostro "salotto buono" si è nuovamente animato di bimbi che appena sgambettano, di nonnini e di chiunque abbia il desiderio di usufruire del piacere di una passeggiata distensiva…peccato però che qualche giorno addietro" bambini cresciutelli" si sono scontrati violentemente con un nonnino, il sig. L.S. di 75 anni,e che nella frenesia di correre, l'ho hanno "abbattuto"! il sig. L.S. è finito al pronto soccorso e dopo una notte di sofferenza è stato trasportato all'ospedale di Altamura(anca e femore rotti!).Il "bellissimo salotto" inoltre anche quest'anno si è trasformato in pericolosa pista ciclabile, "forse perchè quelle già esistenti sono inutilizzabili?". Questi "amanti" della bici disputano vere e proprie corse da guinness, freneticamente schizzano sulla strada anche adulti incuranti dei piccoli che trabballano sulle gambine e….di chiunque altro! E i teppistelli la sera tardi perchè no? Ora ci chiediamo, se ci scappa la tragedia che succede? La scorsa estate di Via Roma e della sua tutela per la nostra sicurezza la sig. Tonia Scarnera ,con una massiccia raccolta di firme, è riuscita ad ottenere un controllo…quest'anno della cosa mi occupo io di cittadinanza attiva. Vorrei gentilmente invitarLa a preoccuparsi della nostra tutela per poter così trascorrere un'Estate tranquilla nel rispetto di tutti!
 
Cordialmente,
                  
sig.ra Carmela Vegliante
 CITTADINANZA ATTIVA

“I Virgiliani all’operArte”

In occasione della giornata dell’arte e della creatività studentesca che si terrà mercoledì 8 giugno p.v. dalle ore 9,30 alle 12,30, la comunità studentesca del Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle si impegnerà in   varie attività che esprimono le più originali energie e qualità degli studenti in campo fotografico, pittorico-grafico, musicale e della scrittura poetica.
 
Studenti ed ex-studenti   in un clima di vivace partecipazione si esibiranno ed esporranno le loro realizzazioni, alcune estemporanee, nell’atrio del Liceo.
 
La comunità scolastica e locale è invitata a partecipare.

La 12^ lezione della Scuola Socio Politica di Gioia – “Il lavoro in una società che cambia”.

Carissimi Amici
 
Vi invio il lavoro fatto sulla dodicesima lezione sul tema "IL LAVORO IN UNA SOCIETA' CHE CAMBIA".
La lezione è stata divisa in quattro parti.
 
Un saluto fraterno
 
Carlo Antonio Resta
 
 

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

 

La 11^ lezione della Scuola Socio Politica di Gioia – “Le Mafie Globali”.

Carissimi amici Vi invio il lavoro fatto per l'11^ lezione del dott. Nisio Palmieri sul tema "Le mafie globali".
 
La lezione è stata divisa in 5 parti.
 
Un caro saluto.
 
Carlo Resta
 
L’undicesima lezione, della scuola sociopolitica del Centro Studi Erasmo Onlus di Gioia Del Colle in collaborazione con l’associazione “Cercasi un Fine”, è tenuta dal dott. Nisio Palmieri responsabile dell' “Osservatorio Regionale della Legalità e della Sicurezza – Centro Studi e Documentazione” di Bari. A presentarlo è il prof. Franco Ferrara che dice: “Col dott. Nisio, è stato impostato anche il lavoro della conoscenza del fenomeno mafioso pugliese, fortunatamente questo fenomeno non è allo stesso livello d’intraprendenza, di forza e di estensione di quello siciliano, campano e calabrese. Il segnale della mafia nella guerra nel Nord-Africa, l'ho notato con un articolo comparso su avvenire qualche settimana fa, il quale ci ha fatto capire la rete dei tiranni africani tra cui il capo rete è Gheddafi……
 

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

QUINTA PARTE

Regolamento aliquote ICI. L’opinione del Consigliere Bradascio.

11 aprile 2011 Autore: La Redazione  
Categorie: Attualità, Politica & Società, Primo Piano

Il 1° aprile finalmente è giunta in consiglio comunale la mia insistente richiesta di rivedere il regolamento comunale per la disciplina dell’ICI alla luce delle recenti normative, ma soprattutto delle situazioni di fatto venutesi a creare in questi ultimi anni. Con la mia interpellanza consiliare di oltre un anno fa, infatti, chiedevo la revisione dell’ICI nelle aree tipizzate D1 (zona industriale) dove i proprietari dei terreni erano costretti a continuare a pagare una aliquota del 7 per mille per un’area che, pur tipizzata edificabile dal PRG e oggetto di uno strumento attuativo (il piano per gli insediamenti produttivi), non ha mai visto il decollo non avendo il Comune proceduto agli espropri finalizzati agli insediamenti produttivi, anche per le scarse richieste da parte degli imprenditori e per gli eccessivi costi necessari alla realizzazione delle opere di urbanizzazione e dei servizi. E’ evidente che in queste condizioni non era possibile tollerare che i proprietari dei terreni continuassero a pagare l’aliquota massima. A conti fatti, quei terreni restano ancora agricoli senza alcuna reale suscettibilità di incremento di valore di mercato. E questo perché, a differenza delle zone F (aree a servizi), nelle zone D l’intervento è possibile solo attraverso uno strumento pubblico attuativo. Inoltre la mia interpellanza chiedeva di rivedere l’applicazione dell’ICI nelle zone F, sulla base di un principio di equità fiscale fra tutte le aree non residenziali.
 
Gli emendamenti da me proposti nella seduta consiliare erano finalizzati a:
·    ridurre al minimo, se proprio non era possibile l’esenzione totale, l’imposizione ICI sui terreni della zona D1, sui quali per giunta è scaduto anche il PIP per decorrenza dei termini;
·    esentare dall’ICI la zona a valenza ambientale della zona D1;
·    riequilibrare l’imposizione sulle aree edificabili delle zone F, alla luce delle situazioni di fatto venutesi a creare negli ultimi anni
·    rivedere la perimetrazione della zona A oggetto di agevolazioni e incentivi, essendomi reso conto che la modifica apportata l’anno scorso estendeva il trattamento di favore anche a locali di particolare pregio (per esempio quelli di via Garibaldi).
 
La seduta consiliare è stata molto animata e non priva di momenti di particolare tensione. Gli emendamenti, proposti da me in uno spirito collaborativo e non ostruzionistico (come qualcuno della maggioranza si è permesso di dire), erano dettati da principi di giustizia e di tutela degli interessi collettivi delle persone, e non certo da interessi personali e di bottega. Questo lo testimonia l’intera mia azione amministrativa.
Posso dire che il risultato ottenuto può considerarsi positivo, pur con alcune incongruenze, anche se non tutte le mie proposte sono passate come avrei voluto. Sta di fatto che la maggioranza ha dovuto piegarsi di fronte alla mia determinazione nel porre con forza emendamenti basati esclusivamente su principi di equità e di giustizia sociale. Per questo ho dato il mio voto favorevole sull’intero provvedimento, essendo riuscito a ridurre i “danni collaterali” con questi risultati:

1. suoli non ancora edificati delle zone D:

·    l’aliquota si riduce dal 7 al 4 per mille;
·    l’imposta così determinata viene ulteriormente ridotta del 60% in quanto lo strumento urbanistico di attuazione è scaduto
·    l’imposta si riduce di un ulteriore 30% in mancanza del lotto minimo di intervento

2. terreni inseriti nell’area a valenza ambientale della zona D1

·    l’aliquota si riduce dal 7 al 4 per mille e l’imposta subisce un ulteriore 90%, senza condizioni.
 
3. suoli inseriti nelle zone F
 
·    riequilibrio fra le diverse tipologie e applicazione dell’aliquota ridotta del 4 per mille in assenza di permesso di costruire.

4. inserimento nel corpo della delibera dell’impegno dell’Amministrazione a:

·    predisporre atto consiliare di variante urbanistica per riperimetrare la zona D1 sulla base delle reali esigenze, esonerando così fiscalmente i proprietari dei terreni esclusi;
·    predisporre una ricognizione complessiva delle aree tipizzate “F” nel vigente PRG al fine di tentare l’elaborazione di un piano concreto dei servizi, coniugando le legittime esigenze del pubblico e del privato attraverso la perequazione urbanistica prevista dalla legge Regionale n. 20
 
Egoisticamente parlando potrei sentirmi anche soddisfatto del risultato. Ma così non è perché, dal mio punto di vista, nel corso della seduta consiliare si è verificata una situazione a dir poco assurda e non priva di conseguenze. Di fronte ad una maggioranza allo sbando, arruffona e priva di prospettive progettuali, la minoranza non ha saputo o voluto approfittarne incartandosi in un incomprensibile atteggiamento non collaborativo con le proposte e gli emendamenti sostenuti da colui che è stato nominato “coordinatore dell’opposizione consiliare”. Difatti sulla perimetrazione della zona A, l’emendamento non è passato per un voto (favorevoli 8 consiglieri; contrari 9 di cui 4 dell’opposizione; astenuti 2). Sugli altri emendamenti l’opposizione ha avuto posizioni ballerine e non sempre in sintonia col suo “coordinatore”. Il documento complessivo, nonostante gli emendamenti approvati e il parere favorevole della 1° Commissione che ha predisposto il regolamento, ha visto il voto contrario di 6 consiglieri dell’opposizione ed è stato approvato con 13 voti favorevoli, fra i quali il mio per le motivazioni che ho detto prima.
 
Alla luce dei fatti, così come si sono svolti, mi sento costretto a trarre le dovute conclusioni conseguenti ad una delegittimazione di fatto del mio ruolo di “coordinatore dell’opposizione consiliare”. Deduco perciò che la mia persona viene malamente considerata a uso e consumo di alcuni maggiorenti e messa da parte quando la mia azione rischia di andare in rotta di collisione con interessi che potrebbero apparire trasversali e sicuramente indecifrabili. Credo allora che sia giunto il momento di dover amaramente riprendermi la mia libertà di giudizio e di azione, e quindi di rinunciare al ruolo di “coordinatore dell’opposizione”, nel solo scopo di mantenere fede agli impegni da me assunti nei confronti della città e degli elettori.
 
Tommaso Bradascio
Consigliere Comunale

Le Tradizioni di Pasqua.

I volontari del Centro di Ascolto "Dal Silenzio…alla Parola" vi aspettano per le "Tradizioni di Pasqua" l'11-12-13-14 Aprile presso la Biblioteca Comunale C.so V. Emanuele, 11 dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 20,30.

 

“Dieta Mediterranea”: patrimonio dell’Umanità.

In programma il prossimo 11 aprile, alle 18:30 presso il chiostro di palazzo S. Domenico a Gioia del Colle, l’attesa conferenza che ha per tema: “La dieta mediterranea, patrimonio dell’Umanità”. Appuntamento rimandato il 25 febbraio scorso.
L’evento, organizzato dal Forum Politiche Agricole del Pd, di cui è responsabile l’on. Enzo Lavarra e dalla commissione agricoltura del circolo cittadino di Gioia del Colle (quest’ultima coordinata da Melina Procino e Filippo Antonicelli), vede anche la preziosa collaborazione dell’associazione Puglia Europa Med. L’incontro si propone di illustrare gli effetti benefici dell’alimentazione mediterranea sulla salute dei consumatori. E per farlo sono stati chiamati Rosa Inguaggiato (Laboratorio Epidemiologico e Nutrizione IRCC Castellana Grotte), Francesco Mastrangelo (presidente Consorzio Vini doc Gioia), Matteo Antonicelli (direttore Gal “Terra dei trulli e del Barsento”), Andrea Cantore (Associazione Italiana frantoiani Oleari), Ottavio Surico (noto chef gioiese) e Dario Stefano (Assessore Regionale Agricoltura), mentre le conclusioni sono state affidate all’on. Enzo Lavarra. Modererà la serata la prof. Melina Procino (responsabile agricoltura Pd Gioia, già assessore provinciale alle politiche agricole).
A seguire, un momento di spettacolo con l’esibizione del gruppo teatrale Àtrebil  e l’intervento dell’ensemble Antonio Dambrosio che presenterà: “Vino in versi di jazz”. Seguirà una degustazione di prodotti tipici locali.
 
Gioia del Colle, 06 aprile 2011
 
Resp. Comunicazione Pd –    Gioia del Colle
 
Luigi Mongelli
pdgioia@libero.it
cell. 3395967647
 

L’Indice di Dio.

27 febbraio 2011 Autore: Sebastiano Tangorre  
Categorie: Acculturi@moci, Attualità, Primo Piano

Si comunica che l’alunna santermana Maria Natile Martino della classe V sez. C del Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle ha ottenuto la menzione di merito nella sezione under 16 del concorso internazionale di poesia “Castello di Duino”, alla sua settima edizione.

Il concorso aperto a tutti i giovani fino ai 30 anni intende diffondere il valore della solidarietà anche con la promozione e la conoscenza del linguaggio poetico e in questa edizione vi hanno partecipato 1200 giovani di 80 paesi.

Quest’anno il tema proposto ai giovani poeti era “Orizzonti” e la poesia della giovane poetessa virgiliana è intitolata “L’indice di Dio”, una prova poetica originalissima e matura.

La giovanissima poetessa è stata finalista ad ottobre scorso del premio internazionale di poesia “Ciro Coppola” di Ischia .

Prof.ssa Grazia Procino

Funzione strumentale per l'area studenti

 

L’INDICE DI DIO
 
Anche nella quiete, alcova del mio cuore,
anche nel silenzio, sudario dei miei pensieri,
ovunque la Tua presenza mi tange,
e l’occhio Ti cerca,
ma troppo piccolo il suo abbraccio per cingerTi,
troppo veloce Ti neghi al mio sguardo.
 
Eppur ogni cosa nel mondo
il Tuo canto innalza.
Dice a noi
soli, e ciechi, e anelanti
che non al cielo dobbiamo esser volti,
ma al Tuo silente guidarci in una vita sol nostra.
 
E la via non sarà conosciuta,
né già scritti i cartelli.
Sarà nel destino perdersi,
lasciare o incontrare vari e tanti compagni e fratelli,
vagare di miraggio in certezza, di illusione in realtà,
il Tuo dito puntato verso i diversi orizzonti di sogno.
 
È l’indice di Dio
non in Sacri biblici versi,
ma negli incrostati muri
che pur cari al bambino parlano di casa,
del familiare suo piccolo frammento di universo.
 
È l’indice di Dio
non in una dritta e battuta strada
ma nella polvere sul ciglio
che sollecita affretta il piede del pellegrino
e danzando nel vento gli cela la lunghezza del percorso.
 
È l’indice di Dio
non nel grandioso e festante traguardo,
ma nella stanchezza nel cammino
che perseveranza istilla nel vegliardo,
le membra stanche trascinate verso l’ormai vicino limite.
 
È l’indice di Dio
non in miracoli e risurrezioni,
ma sul Calvario, teatro di morte,
che con sipario rosso di sangue dietro al monte occulta infiniti tramonti forieri d’attesa.
 
È l’indice di Dio
non in un accecante sole estivo
ma nel nuvoloso stendardo squarciato da lame di luce
che, come occhi di bue, inondano lo svaporante profilo del globo.
 
È l’indice di Dio
non in un accusatorio dito puntato
ma in un tenero indicarci
che ci elegge Suoi figli nell’Amore.
 
È il Tuo indice, o Dio,
nel sentore di una carezza, la Tua, lesta,
mentre il cielo si china per sentire il lento rimescolare
nel tondo ventre gravido della Madre Terra.
 
Maria Natile Martino
Classe V sez. C
Liceo Classico "Publio Virgilio Marone" – Gioia del Colle

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