Riformare la giustizia è sviluppo economico.

I pilastri fondamentali su cui costruire lo sviluppo economico di una società civile sono due: equità fiscale ed osservanza delle regole e dunque una giustizia efficace.

Nel precedente mio articolo pubblicato su questo blog dal titolo “Ipertassati” mi sono soffermato sul primo dei due, individuando nell’attuale inequità del prelievo fiscale esistente in Italia tra il reddito delle famiglie e quello delle imprese, la causa dell’inevitabile “recessione” che già ci coinvolge e che il tiepido processo di “liberalizzazione” avviato in questi ultimi giorni dal governo Monti, non potrà fermare né attenuare.   
In questo, mi soffermo sull’altro pilastro ovvero il carente funzionamento della giustizia, il non rispetto delle regole e della conseguente nascita di regole sbagliate che determinano un alto costo per l’economia italiana e ne impedisce il suo sviluppo.
Prendiamo ad esempio il mondo del lavoro. Nel mondo del lavoro, qualunque nuova regola non funzionerà mai, senza una giustizia veloce. I lavoratori e le imprese oggi sono penalizzati dalla lentezza della giustizia quanto l’osservanza di regole sbagliate.
Se un’impresa vuole licenziare un lavoratore assenteista, prima deve provare che c’è la “giusta causa”. Se il lavoratore può esibire certificati medici anche per patologie senza riscontri oggettivi (per esempio un esaurimento nervoso) diventa difficile, per l’impresa, avere ragione in tribunale. Poi, se perde la causa, con l’art.18 l’impresa deve riassumere il lavoratore dipendente. E se la causa dura 15 anni, l’impresa dovrà pagare 15 anni di stipendi arretrati.
Ma soffrono anche i lavoratori e i precari che hanno pochissime possibilità di farsi valere. Possono subire minacce e ricatti e chi è pagato in nero o meno di quanto dovrebbe ricevere, rischia di avere ragione quando ormai l’azienda ha già chiuso i battenti.
Anche la lotta all’evasione ha bisogno di una giustizia fiscale rapida.
Se qualunque contenzioso può trascinarsi per anni per essere giudicato sui cavilli di una legislazione fiscale intricatissima, fare ricorso conviene sempre.
Esiste anche un legame tra giustizia e liberalizzazioni perché liberalizzare non vuol dire solo più concorrenza, ma significa spesso cambiare le regole e farle rispettare.
Come nel caso delle assicurazioni, dove per ridurre le tariffe non bisogna avere più concorrenza tra le società assicuratrici, ma ridurre le frodi dai “colpi di frusta”, che da noi sono da record mondiale.
Dunque, un cambiamento della giustizia civile italiana avrebbe un ruolo enorme nell’evitare che i costi creati dai furbi si scarichino sul resto dei consumatori (es. gli automobilisti onesti).
Riformare la giustizia quindi non significa solo riformare il “rito”. Occorre riformare l’intera organizzazione del settore della giustizia, incominciando dalla professione dell’avvocato. Questa non può essere “liberalizzata” introducendo l’obbligo dei “preventivi” da esibire al cliente né può essere liberalizzata come ruolo, perché in Italia di avvocati ce ne sono già 4 volte più che in Francia ma incentivando l’associazionismo e riducendo l’ipergarantismo della giustizia italiana, (si può andare in appello per una multa ricevuta per una infrazione al “codice della strada”) che causa l’intasamento dei tribunali da migliaia di piccole cause inutili.
Racconto di seguito una storia realmente accaduta per le opportune riflessioni.
Un mio amico eredita un appartamento da una zia. Valore di mercato: 300 mila euro. Nelle pieghe dell’eredità, scopre che l’Agenzia delle Entrate aveva aperto un contenzioso contro la zia e perso i due ricorsi, in primo grado ed in Appello. Non paga, l’Agenzia delle Entrate era ricorsa in Cassazione contro le due sentenze e la Cassazione conferma le sentenze già emesse quando la zia è già scomparsa. Argomento chiuso? Manco per sogno. L’avvocato difensore dell’Agenzia delle Entrate, chiede all’erede mio amico, 19 mila euro di spese processuali per un ricorso che né la zia né lui avevano fatto e che spetterebbe all’Agenzia delle Entrate pagare avendolo perso. Ma, poiché la sentenza parla di “compensazione delle spese di giudizio” (l’Agenzia delle Entrate non è mai condannata a pagarle), con una di quelle decisioni che sollevano sistematicamente la Pubblica Amministrazione dalle sue responsabilità e ne scaricano i costi sui cittadini, a pagarle dovrebbe essere l’erede al quale non è restato altro che sborsare 19 mila euro.
 
Io mi chiedo, quale effetto positivo si avrà sullo sviluppo economico del nostro Paese con l’aumento del numero dei taxi e delle farmacie se continueremo a mantenere in vita una giustizia fiscale balorda come questa ?
 
Sebastiano Tangorre

L’assessore regionale Fiore si è dimesso

Questa mattina il dott. Tommaso Fiore si è dimesso dalla carica di assessore alla Salute della Regione Puglia.
 
L'annuncio è stato dato dal Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa.
 
Le dimissioni erano già state presentate da Fiore  in Consiglio regionale il giorno 3 febbraio 2011, subito dopo l'incontro che l'Assessore aveva avuto in Regione con una delegazione di cittadini gioiesi, tra i quali il Sindaco, il Presidente dell'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso e alcuni consiglieri comunali di Gioia del Colle, dimissioni che erano state rigettate dal Presidente Vendola.
 
A ricoprire l'incarico di assessore è stato nominato il dott.Ettore Attolini.
 
Questo ennesimo ricambio a livello di Assessorato e di dirigenza ASL/BA la dice lunga sul malessere che in campo sanitario il Piano di Riordino Ospedaliero Regionale ha generato. 
 
Si potrebbe ipotizzare anche una sua  non condivisione delle scelte attuate dalla Regione in campo sanitario.
 
La decisione giunge all'indomani di un'altra scelta operata dal  Governo Regionale, cioè quella di non finanziare più la costruzione dell''Ospedale San Raffaele di Taranto.
 
Nel frattempo gli addetti ai lavori hanno allo studio un Piano di riconversione dell'Ospedale di Gioia, da presentare al Commissario Prefettizio, alla dirigente del Distretto socio-sanitario di Gioia e ai responsabili regionali, così come prospettato dal Direttore Generale della ASL/BA, dott. Colasanto,  nell'incontro del 12 dicembre 2011, con richieste di servizi territoriali e Day Service che vadano al di là delle briciole offerte   sia dal Distretto Socio-sanitario di Gioia che dalla stessa ASL, approvate con protocollo pubblicato il 20 dicembre 2011.

Interrogazione parlamentare dell’On. Zazzera sull’Ospedale Paradiso

L'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso comunica che, grazie all'interessamento del nostro concittadino Mimmo Castellaneta, l'IDV, tramite l'On. Zazzera,ha presentato alla Commissione Difesa e Salute della Camera, una interrogazione sull'Ospedale di Gioia.
Si riporta il testo dell'interrogazione parlamentare sottoscritta dagli Onorevoli Zazzera e Di Stanislao sull'Ospedale Paradiso di Gioia del Colle e un comunicato-stampa dell'On. Zazzera sullo stesso tema.
ZAZZERA e DI STANISLAO.
- Al Ministro della difesa, al Ministro della salute. – Per sapere -
 premesso che:
Gioia del Colle è il quarto comune della provincia di Bari su quarantuno per estensione territoriale (206,5 chilometri quadrati), nono per numero di abitanti (circa 30.000 oltre i militari operanti presso il 36° stormo e le loro famiglie) ed occupa una posizione decisamente strategica, essendo posta esattamente al centro di tre province (Bari-Taranto-Matera) e da loro equidistante; è inoltre dotato di collegamenti con le più importanti arterie di comunicazione Nord-Sud-Est-Ovest. Gioia del Colle possiede anche un casello   autostradale proprio (sul tratto Bari-Taranto), e rappresenta anche un importante snodo ferroviario di rete ferroviaria italiana; Continua la Lettura

Costituito l’esecutivo del PD di Gioia del Colle.

Il Coordinamento del Circolo Pd di Gioia del Colle, riunito alla presenza del Segretario provinciale Avv. Vito Antonacci, dopo aver preso atto delle dimissioni di Enzo Cuscito dalla carica di segretario, e dopo averlo  calorosamente ringraziato per la sua dedizione ed il suo impegno, ha deliberato alla unanimità, di costituire un comitato esecutivo che, in stretto raccordo con il Coordinamento e con l’Assemblea degli iscritti, proseguirà nell’attività del partito sino alle elezioni per poi convocare il Congresso cittadino.
 
L’esecutivo è composto da Gianni Valletta (foto allegata), designato quale coordinatore, da Piera De Giorgi, Vito Ludovico, Filippo Antonicelli, Giorgio Donvito e Paolo Covella.
 
Gioia del Colle, 06 dicembre 2011
Ufficio Comunicazione Pd
Gioia del Colle
pdgioia@libero.it

A Gioia del Colle, la scrittrice argentina Reina Roffé.

1 dicembre 2011 Autore: La Redazione  
Categorie: Acculturi@moci, Attualità, Primo Piano

Sabato 3 dicembre il Presidio di Gioia del Colle ospiterà Reina Roffé, scrittrice argentina, che presenterà L'ONDA CHE SI INFRANGE, romanzo, e UCCELLI RARI ED ESOTICI, cinque racconti di donne straordinarie. R. Roffé incontrerà gli studenti dell' I.I.S.S. R. Canudo alle ore 11.00 presso l'Auditorium del Liceo Scientifico, in via A. Moro, e la città alle ore 17.30 presso la libreria" La librellula", sita in c.so R. Canudo 132 a Gioia del Colle.
 
Orietta Limitone
 

L’Osservatorio scrive al Commissario Prefettizio

L'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso di Gioia del Colle comunica che in data 21-11-2011 ha inviato la seguente missiva al Commissario Prefettizio del Comune di Gioia, come da accordi intercorsi durante l'incontro del giorno 18  u.s.     
EGR. DOTT.ssa MARIA  F. DABBICCO
COMMISSARIO PREFETTIZIO DEL
COMUNE DI GIOIA DEL COLLE
                                                           Gioia del Colle 21-11-2011
Oggetto: richiesta incontro con il Direttore Generale ASL/BA e l’assessore regionale Fiore
                                                                                                   

Il sottoscritto GIANNINI Francesco, in qualità di Presidente dell’Osservatorio Permanente Ospedale “ Paradiso “ di Gioia del Colle,  facendo seguito agli accordi intervenuti nell’incontro tenutosi il 18 u.s. tra alcuni membri dell’Osservatorio, l’ex Presidente della III Commissione consiliare, l’ex Vice Sindaco di Gioia e la S.V.,
Le invia una breve relazione sullo stato dell’arte dell’Ospedale “ Paradiso “ di Gioia del Colle.
Sarebbero in atto, dal 2003 ad oggi, tentativi di depotenziamento dell’Ospedale Paradiso di Gioia del Colle, come dimostrerebbero:
      -   La mancata applicazione del Piano di Riordino Fitto (70 posti attivati invece dei previsti 107),
      -    la mancata riparazione di alcune attrezzature: OPT e laser oculistico,
-          il mancato acquisto di ambulanze per il locale nosocomio,
-          il mancato potenziamento del Pronto Soccorso,
-          lo scarso utilizzo del mammografo, pur essendo stato individuato, l’Ospedale Paradiso, dall’ex Direttore Generale ASL/BA, dottssa Cosentino, Centro Pilota per lo screening mammografico,
-          l’invio da Putignano della vecchia TAC, nonostante le promesse de Presidente della Regione Fitto di acquisto di una nuova TAC, acquistata invece per l’Ospedale di Putignano,
il minor numero di medici e paramedici a Gioia in rapporto al numero dei degenti,
-          il tentativo di trasferire alcune attrezzature frutto di donazioni esclusive per l’Ospedale Paradiso,
-          la vendita da parte dell’ASL, di alcuni beni immobili donati all’Ospedale di Gioia da parte di cittadini gioiesi, il cui ricavato non è stato reinvestito a favore dell’Ospedale Paradiso, come previsto dalla volontà dei testatori,
-          una specie di comunicazione  di mobilità per il personale paramedico di Gioia del Colle, fatta circolare senza data, senza numero di protocollo e senza firme degli estensori della stessa.
L’Osservatorio fa presente che:
-   Gioia è il Comune più esteso, più popoloso del Presidio ( Gioia-Noci-Putignano ), quello che
     registra le migliori performances dal punto di vista economico-gestionale,
-          A Gioia ha sede il 36° Stormo dell’A.M., la Base NATO più importante del Mediterraneo,  ( punto strategico nella Guerra del Golfo, nella crisi ex Iugoslavia, nella crisi del Kossovo e nella crisi Libica ), che si è già espansa e si sta rinfoltendo con l’arrivo di nuovi Gruppi di Volo,
-          Gioia del Colle è strategicamente baricentrica tra tre provincie ( Bari, Taranto e Matera ), anche ai fini dell’emergenza-urgenza sul territorio; infatti è attraversata da arterie viarie provinciali, regionali e interregionali di grande importanza, nonché ha un’autostrada con casello proprio, due linee ferroviarie statali ed una zona artigianale ed industriale di tutto rispetto,
-          Gioia non ha collegamenti pubblici con Putignano, sede dell’Ospedale di riferimento del Presidio.
L’Osservatorio Le ricorda che il Comune di Gioia ha in atto un ricorso presso il TAR Puglia avverso il Piano di Riordino Ospedaliero della Regione e che lo stesso Osservatorio ha presentato nel mese di ottobre del 2010 un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Bari, in cui ipotizzava una probabile lobby territoriale tendente a favorire l’Ospedale di Putignano e depotenziare quello di Gioia ed ipotizzava una probabile interruzione di pubblico servizio ( diritto alla salute, art. 32 della Costituzione ).
Vorrei comunicarLe che nell’ultimo incontro tenutosi tra il Sindaco di Gioia e il Direttore Generale della ASL/BA si concordava che ogni ulteriore decisione che riguardasse Gioia sarebbe stata presa solo dopo essere stata condivisa con la nostra Amministrazione comunale.
Atteso che la S.V., nel ruolo di Commissario Prefettizio di questo Comune riveste anche il ruolo di responsabile della sanità locale e dell’ordine pubblico,
poiché questi continui tentativi di depotenziamento dell’Ospedale di Gioia stanno creando preoccupazione e malcontento da parte della popolazione gioiese, onde evitare di privare i cittadini di Gioia del diritto alla salute e l’insorgere di conseguenti azioni di massa, che potrebbero comportare problemi per l’ordine pubblico, il sottoscritto, a nome dell’Osservatorio,
                                                                   LE CHIEDE
di farsi promotrice di un incontro, da tenersi nel Palazzo di Città di Gioia del Colle, con il Direttore Generale della ASL/BA, dott. Domenico Colasanto e con l’assessore regionale alla Salute, dott. Tommaso Fiore, con la presenza anche di una delegazione dell’Osservatorio, al fine di conoscere le determinazioni eventualmente assunte dagli stessi, di metterli al corrente della situazione sanitaria a Gioia e di concordare con loro le eventuali ulteriori decisioni riguardanti l’Ospedale Paradiso, che non penalizzino una popolazione di circa 29.000 abitanti.
In attesa di un riscontro,
distinti saluti                  
                                              IL PRESID.  DELL’OSSERV. PERM. OSPEDALE PARADISO
                                                                        prof. Francesco GIANNINI
 
 
                                                                                                    

Crisi economica, povertà e miseria.

Lo hanno sottolineato in molti, senza essere tuttavia ascoltati: la profonda crisi economica di questi anni avrebbe potuto favorire ed in verità lo potrebbe ancora, una seria e rigorosa riflessione sulla natura stessa dell’economia e sul contenuto di alcuni concetti di fondo, come ad esempio quelli di “ricchezza” e di “povertà”.
 
Si è preferito invece scegliere altre strade, insistendo in particolare solo sulla necessità di rilanciare i consumi per salvaguardare un sistema che si continua a considerare senza alternative.
 
In Italia, poi, ci si è accontentati di denunciare i costi dei pranzi dei parlamentari per provare il brivido della “lotta contro gli sprechi e dimostrarsi a favore della povera gente”. Diciamoci la verità, sono cose  che possono tutto al più incrementare le vendite di qualche libro, perché questa crisi bisognerebbe invece tentare di comprenderla, se non proprio di risolverla con ben altro coraggio e ben altre intelligenze.
 
Tra i concetti che a tale riguardo meriterebbero un approfondimento vi sono quelli già citati di “ricchezza” e di “povertà”. La questione è semplice da formulare ma estremamente complessa da affrontare:  che cosa fa di un uomo un essere “ricco” o “povero” ? Secondo quale criterio noi percepiamo e definiamo un uomo come “ricco” o come “povero” ?
 
E’ necessario quindi svolgere, oggi più di ieri, una riflessione attorno a un concetto, quello di povertà, che si tende spesso a relegare a oggetto di interesse solo di alcune “buone persone”.
 
Com’è ovvio, se ne fa esperienza tutti i giorni, l’uomo comune, il povero, l’umile, colui che non ha alcun tratto del cosiddetto “uomo di successo” , può senz’altro essere un uomo felice, realizzato, in pace con se stesso e con gli altri. E’ lui stesso l’artefice di un’arte di vivere ricca e piena di soddisfazioni.
 
Questa idea di povertà connessa ad uno stato e non a un possesso, come propria di un certo modo di essere e di vivere  e non come relativa al possesso o meno di oggetti, è una delle costanti della tradizione umanistica di cui Seneca, ad esempio, è certamente uno dei padri nobili: “la povertà, se è bene accolta, non è più povertà. E’ povero non chi possiede poco, ma chi brama di avere di più.
 
Accanto a questa concezione della povertà, che coincide anche con una certa idea di ricchezza (ciò che basta non è mai poco), c’è un’altra, quella moderna,  che ha poi finito per imporsi: povero sarebbe colui che manca di qualcosa, che non possiede determinate cose e oggetti. Il povero è un essere caratterizzato da ciò che non ha piuttosto che da ciò che è.
 
Questa certezza economica moderna è quella che alimenta il consumismo di cui la parola d’ordine è la seguente: bisogna vendere tutto, bisogna vendere tutto a tutti, ma soprattutto tutti devono consumare. Per cui “il povero” è identificato sulla base delle sue presunte carenze piuttosto che delle sue capacità.
 
Oggi l’economia va male, bisogna aiutare l’economia e per far questo è necessario consumare di più, bisogna trovare il modo di incrementare a ogni costo i consumi. E come fare?
 
Seguendo la logica del “consumismo”, occorre cerare di incrementare la domanda ovvero di inculcare nelle coscienze il bisogno di consumare, creare i cosiddetti “bisogni indotti”.
 
La creazione di quelli che giustamente sono stati definiti “bisogni indotti” avviene secondo due momenti strettamente connessi tra loro: innanzitutto bisogna rendere molto appetibile, fino a farlo percepire come necessario, il bene da consumare (è questa l’opera che vede impegnata tutta la pubblicità e gran parte del sistema dell’informazione); contemporaneamente bisogna anche indurre l’idea che chi con possiede quel determinato bene è in qualche modo un fallito, un mancante, insomma un miserabile.
 
Si tratta, in altre parole di convincere il soggetto consumatore che il mancato possesso e consumo di quel determinato bene (povertà) ha lo statuto di una vera e propria colpa (miseria). La qualificazione dl mancato possesso di un bene come “miseria” è funzionale alla creazione di quel senso di colpa che è il grande strumento attraverso il quale si riesce a trasformare il consumo in una sorta di dovere morale.
 
La povertà è quindi percepita da tutti come miseria.
 
E’ doveroso tuttavia chiedersi:  il mancato possesso di qualche cosa può essere realisticamente interpretato come il sintomo di una possibile “miseria” ?
 
Io penso, non da romantico sognatore o adolescente impegnato nel volontariato ma semplicemente da uomo, che l’esperienza della vita quotidiana mostra come la vera ricchezza sia quella formata soprattutto da affetti, legami, amicizie, tradizioni, fedi, in fondo tutte non cose che non si inventano da un giorno all’altro e che non si possono acquistare in un centro commerciale.
 
Sebastiano Tangorre

Non c’è due senza tre

Alla cortese attenzione di TUTTI
 
Carissimi amici,
sono passati tre anni dall’apertura del Dormitorio dei Senza Fissa Dimora “don Vito Diana”. Anche questa volta non si può far passare in sordina questo momento importante anche per fare una verifica del cammino svolto e comunicare a tutte le comunità parrocchiali l’andamento e lo svolgimento delle attività svolte e da svolgere.
 
Il Dormitorio è un segno visibile della carità, ma è patrimonio di tutta la comunità della chiesa locale.
 
Continuo ad esprimere il mio grazie a tutti:
 
·       ai volontari che ininterrottamente, anche nel pieno dell’estate, hanno tenuto aperto il dormitorio;
·       alle signore che hanno prestato il loro servizio per le pulizie generali ogni quindici giorni;
·       ai giovani che si sono affacciati anche per un momento;
·       a tutte le comunità parrocchiali che hanno offerto materiale per l’igiene intimo e della casa, coperte e lenzuola, asciugami e accappatoi;
 
·       a tutti/e coloro che presteranno il loro contributo nel prossimo anno che spero sempre più numerosi.
 
  
Vi invito a partecipare GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE presso il   Dor­mi­torio dei Senza Fissa Dimora “don Vito Diana” a due momenti par­ticolari:
 
  • Ore 18.30:CELEBRAZIONE DELLA MESSA;
  • Ore 19.15: PRESENTAZIONE DEI DATI STATISTICI di “un anno di Dor­mi­torio” a cura di Michele Alloggio, giovane che sta svolgendo il Ser­vizio Civile presso la Caritas di Bari

Ore 20.15: MOMENTO DI FRATERNITÀ tra volontari ed ospiti.

 DIRETTORE CARITAS DIOCESANA

Don Antonio Ruccia
Caritas Diocesana di Bari-Bitonto
Via dei Gesuiti, 20 – 70122 Bari
Tel e fax 0805237311 – 3394909894
e-mail: anruccia@virgilio.it
ww.caritasbaribitonto.it
Ulteriori informazioni possono essere richieste alla Caritas Diocesana
ai numeri 0805237311 – 3394909894.

 

 

Scuola sulla legalità e sulla storia del diritto.

Lunedì 24 ottobre alle ore 10,30 nell’Aula magna del Liceo classico “P. Virgilio Marone” di Gioia del Colle si terrà la conferenza dal titolo “La centralità della legge come fondamento della società nel diritto romano e nella legislazione europea”.
Relatori: il prof. Sebastiano Tafaro, già Ordinario di Istituzioni di
Diritto romano presso l’Università degli Studi di Bari e il dott. Alfonso Pappalardo, giudice presso il Tribunale di Trani.
Introdurrà il prof. Leopoldo Attolico, docente di Lettere del Liceo Classico e referente alla legalità.
L’incontro si inserisce nel percorso avviato all’interno della scuola sulla legalità e sulla storia del diritto a partire da quello romano, fondativi della legislazione europea.

Buon giorno: sono quello delle “nove lampe” ….

Buon giorno: sono quello delle "nove lampe" e voglio esternare le mie nuove emozioni.
 
E' venerdì 23 Settembre 2011 e, d'accordo con mia Moglie ed anzi su sua sollecitudine, ho in tasca due biglietti aerei che, dall'aereoporto di Milano Linate, ci porteranno all'aereoporto di Bari Palese. Abbiamo l'aereo alle ore 12,15 circa, ma noi già alle ore 9,00 siamo in attesa di effettuare le operazioni di imbarco: pensate, oggi ricorre il nostro 43°anniversario di matrimonio e siamo ben felici di trascorrerlo in parte tra le nuvole in viaggio verso il………passato, verso le mie origini .
 
Finalmente si decolla e, dopo circa un'ora e trenta minuti siamo sulla pista di atterraggio di Bari, dove c'è ad attenderci il marito di mia cugina Tita che in una interminabile mezz'ora (questo succede quando si ha fretta di …..rincasare!) mi porta fino all'albergo dove alloggeremo.
 
Incomincia così la full immersion nei ricordi e degli incontri con parenti e vecchi compagni di scuola già preventivamente allertati dal carissimo Antonio Cirsella-Sergio e dalla sua Gentile Signora, la carissima Anita Buono.
 
I due, d'accordo con altri della simpatica combriccola, ci organizzano per la sera di sabato una escursione alle grotte di Castellana per farci assistere e partecipare, coinvolti, ad una stupenda quanto impressionante rappresentazione di brani dell'Inferno dantesco brani che si concludono con l'uscita a "riveder le stelle" cui fa seguito la degustazione di una squisita pizza sempre  in quel di Castellana Grotte.
I giorni che si sono susseguiti (ahimè troppo in fretta) sono stati intensi di incontri e sedute conviviali che mi hanno fatto tornare ai gusti e sapori semplici ma piacevoli di Gioia.
 
Tanti gli amici e parenti incontrati e Domenica 25, ascoltata la S.Messa in Santa Lucia, tutti i presenti siamo stati immortalati nella foto qui unita: siamo tutti cambiati, ma tutti siamo pieni di entusiasmo e vitalità e felici di riabbracciarci……anche con chi non ha potuto essere presente o purtroppo non c'è più: è la vita che passa e comunque ci porta tutti verso un unico inevitabile capolinea.
 
Nei giorni trascorsi "a casa", abituato ad alzarmi di buon'ora ogni mattina lasciavo la mia Signora a dormire ancora un po' e uscivo in strada per lunghe passeggiate a piedi nei vari quartieri, visitando le diverse Chiese disseminate nella città (S.Domenico, SS.Medici, Crocifisso,S.Rocco,S.Vito, S.Francesco, Chiesa Madre) ricordando vari episodi della mia infanzia legati alla frequentazione di tali Chiese.
 
Venerdì 30 Settembre siamo di nuovo in aereoporto a Bari: la piacevole avventura per me e mia Moglie volge al termine; l'aereo che ci riporterà agli "affetti futuri" è già in fase di decollo e, mentre sento che le ruote del carrello si staccano dal suolo, un groppo mi stringe alla gola; mia Moglie, seduta al mio fianco, se ne accorge e mi stringe la mano ricordandomi che a Como mi attendono mio figlio, mia nuora e, innanzitutto le mie tre splendide nipotine che già pregustano le mozzarelle che ho loro promesso di portare.
 
Non so quanto mi rimane ancora da vivere, ma comunque, dopo questa immersione negli affetti più profondi, sono pronto a tutto…….e perchè no: anche a ritornare fra un anno a casa.
 
Vivo con questa speranza e grazie per l'ospitalità che vorrete darmi.
 
Non so perchè ho scritto e chiedo scusa per avervi importunato. 
 
Angelo

Basta col grigio !

Impressioni del gioiese Matteo Antonicelli sulla marcia della Pace di Assisi.
 
Basta col grigio! In queste poche parole racchiudo tutto il senso della marcia. Perché? Perché il grigio di una fosca cenere che si è accumulata in questo lungo periodo nel nostro modo di essere, nel nostro modo di pensare, nel nostro subire passivamente le falsità che quotidianamente e da più parti ci vengono offerte, almeno per un giorno, in modo intenso e coinvolgente, è stato spazzato via.
 
Due ore prima dell’avvio della marcia ci siamo trovati nella via della partenza proprio a ridosso dello striscione di apertura della manifestazione. Dapprima l’organizzazione è riuscita a contenere, con fatica, il flusso dietro lo striscione ma, in breve ha dovuto desistere per il continuo defluire di gente che, non trovando spazio, ha iniziato la marcia ben prima dell’avvio ufficiale. Piacevole è stato l’affiancare lo striscione della prima marcia del 1961 a quello di quest’anno che riprendeva lo stesso tema di 50 anni or sono:“per la pace e la fratellanza dei popoli”.
 
Anziani e giovanissimi, genitori con figli e mamme con i passeggini, coppie giovani e coppie di nonni, neofiti e irriducibili, singoli e in gruppo, dietro uno striscione istituzionale (scout, sindacato, Amnesty, …..) e dietro uno striscione fatto in casa con le proprie mani e con le proprie idee, con la fascia di sindaco o con il gonfalone comunale, del Nord e del Sud, italiano o straniero, rappresentanti di se stessi o delegati di movimenti, laici o clericali (per la verità quest’ultimi un po’ pochini se si esclude Don Ciotti, Alex Zanotelli e qualche isolato parroco), tutti animati da una medesima fede e mossi da un unico obiettivo: esserci e mostrare con la propria presenza un dissenso verso una diffusa rassegnazione e verso i “grandi fratelli” delle spese militari e del degrado del costume e dei valori.
 
Con un pizzico di soddisfazione ho incrociato il Presidente della Regione Puglia, in una sorta di condivisione delle origini e della formazione cattolica. (Non posso dire altrettanto del presidente della regione in cui vivo, cattolico anch’egli, ma intento a dividere piuttosto che ad unire, preso dai pensieri di secessione dall’Italia – d’altronde sarei rimasto sorpreso se si fosse presentato).
 
Un treno umano di 300.000 persone, lungo 25 chilometri, fin su alla Rocca maggiore dove, al termine anche di una salutare fatica, con piacere ci siamo buttati sull’erba ad ascoltare i numerosi interventi tra i quali quello di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, rete di associazioni che organizza la marcia – che con una formulazione capovolta ha ricordato che la pace non si definisce solo in negativo, come “'assenza” di guerra, ma anche in positivo, come azione per il rispetto di tutti i diritti umani (salute, lavoro, cibo, acqua, casa, …..).
La marcia si è chiusa con un trascinante appello finale a tutti, presenti e non, per tradurre in pratica almeno uno dei 10 impegni formulati, fra gli altri un’economia di giustizia, un lavoro dignitoso per tutti, la difesa dei beni comuni e la pretesa di un’informazione libera e pluralista.
Sono ritornato al mio consueto vivere con un minore senso di solitudine e con una volontà rafforzata per una lotta comune che mi congiunge agli altri per azioni che ci facciano uscire da questo sciagurato presente.
 
Un augurio da un gioiese per essere desti e vigili, sempre.
 
Matteo Antonicelli
 
Fotografie della Marcia della Pace di Assisi di Matteo Antonicelli
 

Mons. Sante Milano alla guida della Parrocchia dell’Immacolata di Lourdes

Il 15 settembre 2011, in occasione del 60° anniversario della morte di don Sante Milano, la comunità parrocchiale della chiesa Maria S.S.Immacolata di Lourdes ha voluto ricordare la figura e l'opera del primo parroco e fondatore della chiesa.

Don Sante: un uomo intorno al quale aleggia un’aura di santità  nel nome,  nel suo apostolato e nelle  opere da lui compiute.

Don Sante Milano nasce a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e qui muore il 15 settembre 1951.

La sua vita si snoda, quindi, tra il periodo postunitario e le due guerre mondiali, anni critici per la nostra Italia e per il Sud in particolare.

Dopo aver seguito gli studi in seminario viene ordinato sacerdote nel 1909, all'età di 25 anni.

Il 19 novembre 1919 l’Arcivescovo di Bari, mons. Giulio Vaccaro, tenuto conto che Gioia contava circa 25.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando ad est del paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa,  provvede ad acquistare circa 2.000 mq di suolo su cui erigere la nuova chiesa.

Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo eleva a Parrocchia sia la zona orientale  di Gioia che quella occidentale: le attuali Immacolata di Lourdes e Santa Lucia. Continua la Lettura

I tagli della manovra salvano la casta?

Ricevo e trasmetto : 
 SCANDALOSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 
 
 

 Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti 
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per 
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui 
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza 
privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono 
stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza 
denominata Parlamento WikiLeaks.
 Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non 
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per 
volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i 
conviventi more uxorio.
 Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese 
odontoiatriche.
 Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in 
ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche 
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per 
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila 
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai 
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
 Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche 
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno 
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila 
euro di ticket.
 Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, 
tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto – dice la Bernardini - 
quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune 
prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio 
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura 
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per 
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li 
hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non 
accessibili?
 Cosa c'è da nascondere?
 Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il 
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla 
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto 
del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda 
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da 
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire 
le informazioni secondo le modalità richieste".
 Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo - 
spiega la deputata Rita Bernardini – che la Camera debba provvedere a dare 
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela 
per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini 
italiani.
 Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un 
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 
25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce 
perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola 
gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi – aggiunge – basterebbe 
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività 
dieci milioni di euro all'anno".
Mentre  a noi   tagliano  sull'assistenza  sanitaria e  sociale  è deprimente scoprire che alla casta  rimborsano  anche massaggi e chirurgie plastiche private – è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini – e sempre nel massimo silenzio di tutti.
  

 

Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?

Donne e ICT hanno molto in comune. Cosa?
Tanto per cominciare entrambi sono sottovalutate. La storia non è nuova, con l’emergere dei primi computer, negli anni ’50, le donne sono state considerate, e pagate, come delle dattilografe, non come persone capaci di apportare elementi di valore alla progettazione e allo sviluppo di questa tecnologia: e le aziende, ora come allora, non erano pronte a investire in lavoratori che percepivano come inaffidabili e destinati prima o poi al matrimonio e alla gravidanza.
Il presente? Secondo le più recenti statistiche le donne rappresentano oltre il 50% degli studenti nell’istruzione superiore e possiedono anche più del 50% di tutti i dottorati nei 27 membri dell’UE. Ma solo il 20% degli studenti in ingegneria ed informatica sono donne. La generazione più giovane ha grande dimestichezza nell’utilizzo del computer per accedere a Internet, chat-room e reti sociali. Quindi, cosa interviene dopo, perché le ragazze rifuggono dalle carriere tecniche? Le donne hanno paura di scegliere la scienza o vengono dissuase dallo studiare queste materie? O forse non sono consapevoli della ricchezza e dell’ampiezza del settore ICT ? Portare le donne nelle ICT richiede qualcosa di più, del coinvolgimento della tecnologia o del sistema scolastico. Si tratta di far progredire la loro carriera, rendere le retribuzioni uguali a quelle degli uomini, creare strutture che permettano di conciliare la vita familiare e quella professionale e così via. Alcune aziende sono state molto attive nel dare l’esempio giusto, per esempio, Intel ha sviluppato “reti” per sostenere il personale femminile, quali Women’s Initiative Portale globale, trampolino di lancio per idee e progetti, e Women’s Leadership Exchange, che guida le donne con più esperienza a farsi strada per raggiungere i vertici aziendali; un altro esempio interessante si trova in IBM, che ha creato i campi “Excite” per far conoscere alle ragazze più giovani le tecnologie e aiutarle a superare alcuni pregiudizi nei confronti delle donne che scelgono studi e posti di lavoro nelle ICT.
E’ necessario far maturare la consapevolezza che le società “competitive” includono nel bacino dei talenti persone di entrambi i sessi e di ogni genere; d’altro canto si può costatare quotidianamente come i gruppi di lavoro più innovativi e creativi sono quelli più variegati.
 
      Tonio Cafagno

Quanto ci costano i nostri parlamentari?

Ricevo e trasmetto:

Qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il  Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. 
 
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE 
 
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese 
 
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
 
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese 
 
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI  ESENTASSE
 
+TELEFONO CELLULARE gratis 
TESSERA DEL CINEMA gratis 
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis 
FRANCOBOLLI gratis 
VIAGGI  AEREO NAZIONALI gratis 
CIRCOLAZIONE  AUTOSTRADE gratis 
PISCINE E PALESTRE gratis 
FS gratis 
AEREO DI STATO gratis
 AMBASCIATE gratis 
CLINICHE gratis 
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis 
ASSICURAZIONE MORTE gratis 
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
 RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( 41 anni per il pubblico impiego !!!) 
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) 
 
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. 
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! 
Far circolare.

Si sta promuovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari………….. queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……
 

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