Il Fungo Cinese

A partire dagli anni '60 Gioia del Colle ha vissuto una fioritura musicale non solo per la presenza del pluripremiato Concerto Musicale Bandistico, ma anche per un consistente numero di gruppi musicali che hanno allietato serate in Gioia ed in altri Comuni della nostra regione.

Tra questi va annoverato, in modo particolare, il complesso denominato Fungo Cinese.

La sua storia risulta travagliata e complessa. Infatti nel 1963 nasce il Gruppo 63, precursore del Fungo Cinese. La formazione annoverava Franco Iacobellis, che si recò in America, alla chitarra e voce, Pippetto Procino alla batteria e voce, e i fratelli Guido e Alberto De Palma alla chitarra e contrabasso.  A questi  si aggiungono successivamente  Valerio Tango e Sandro Corsi, come musicisti, al posto dei fratelli De Palma, ed Elita Terribile, come voce solista .

Nel 1965 il gruppo cambia nome: da Gruppo 63  in Gli Scacchi.

Nel 1965 nasce a Gioia anche un altro gruppo musicale:  I Profani. Della prima formazione facevano parte Peppe Favale, chitarra e voce, Michele Buttiglione, chitarra solista e hawaiana, Peppe Procino, alla batteria e alla voce, Gino Campanale, cantante, e Leo Pomes, basso, ai quali presto si aggiunse alle tastiere Pino Paradiso. Il repertorio era incentrato sul rock melodico e ballabile. Grazie anche alla introduzione della  chitarra hawaiana di  Michele Buttiglione  i Profani riescono presto ad imporsi all’attenzione di impresari e pubblico divenendo una delle band protagoniste della scena locale degli anni 60. Con il passaggio al Fungo Cinese di Pino Paradiso, Peppe Procino e Peppe Favale nei Profani entra Carmelo Malvaso alla batteria. Il gruppo si riuniva in un locale nei pressi dell'Istituto Tecnico Industriale, chiamato "La Casetta", dove si  incontrava per fare le prove  e parlare di musica.

Dal 1965 il gruppo Gli Scacchi per il suo impegno e per la sua professionalità  inizia a farsi notare anche al di fuori del paese d’origine.

Nel 1965 il componenti del futuro Fungo Cinese partecipano alla  Prima Rassegna Canora del festival gioiese per cantanti e autori "Cantano pure loro" , manifestazione che si svolge nel Teatro comunale di Gioia, in qualità di gruppo musicale di accompagnamento dei cantatnti che partecipano alla gara.

 Nel 1967 il quintetto decide di cambiare stile, immagine e quindi nome diventando il Fungo Cinese, gruppo che resta in attività fino al 1976. Nello anno  la band apre a Gioia nei pressi dell’Arco Cimone uno dei primi locali da ballo, paragonabile alle discoteche che erano operanti nel nord d'Italia: il Piper Club Fungo Cinese.

Dal 1969, però, iniziano a susseguirsi senza significative soluzioni di continuità una serie di avvicendamenti nella formazione. Franco Iacobellis e Elita Terribile abbandonano, arrivano Peppe Procino e Pino Paradiso dai Profani e Sandro Corsi fino ad allora alla batteria riprende a suonare la chitarra e torna a cantare. Nel 1971 la tragica scomparsa di Valerio Tango spinge il Fungo Cinese all’ennesimo cambio, entra un altro ex membro dei Profani, Peppe Favale alla chitarra e alla voce;  poi Pino Paradiso esce dal gruppo, Vanni Procino prende il posto del fratello Peppe alla batteria e Antonio Da Costa vero cognome Pellicoro imbraccia chitarra e sax.
Il chitarrista Valerio Tango, uno dei fondatori del gruppo, muore nel 1971 in un incidente d'auto, mentre gli altri componenti decidono di andare avantii. Entra a far parte del complesso  Beppe Favale, proveniente dal complesso "I Profani", e il gruppo registra il suo unico 45 giri a Roma. La formazione comprendeva il cantante e chitarrista Sandro Corsi, il batterista Peppe Procino e i due nuovi componenti Vanni Procino e Antonio Da Costa (il cui nome all'anagrafe è Antonio Pellicoro). 
Il singolo contiene un brano cantato in inglese e uno in italiano. Il disco, intitolato"In the sky" ; il lato A è caratterizzato da venature piuttosto hard, mentre il retro ha sonorità più tranquille ed è accompagnato dal suono del flauto. Entrambi i brani presentano buone parti solistiche di chitarra. 

Nel 1973, dopo l'uscita dal gruppo di Pino Paradiso, il complesso già ridotto a quattro elementi ( Sandro Corsi, Peppe Favale, Pippetto Procino e  Peppone Procino) si registra anche  la defezione di Peppe Procino, chiamato a svolgere il sevizio di leva, rimpiazzato da Vanni Procino alla batteria  e Antonio Pellicoro alla chitarra e sax.

Fino al 1976 con questa formazione il Fungo Cinese ha calcato i palchi di tutta Italia, soprattutto sulla costiera amalfitana e su quella romagnola, accompagnando artisti famosi ,come i Pook, Patty Pravo, Jimmy Fontana, Newil  Cameron e Caterina Caselli, suonando in qualità di ospiti in programmi come Miss Italia e la Caravella in RAI incidendo un 45 giri per la RCA In the sky.  Nel1976 il Fungo Cinese si scioglie; una parte dei suoi componenti continua ad impegnarsi nel campo musicale mentre altri scelgono di intraprendere una nuova vita professionale, pur non abbandonando completamente di coltivare saltuariamente il proprio hobby musicale.  

Sandro Corsi continua tuttora a portare in giro il suo blues avendo come uniche bussole anima e passione per la musica, come anche si registra per Antonio Pellicoro, alias Antonio Da Costa.

Il ricordo del Fungo Cinese è ancora vivo a Gioia, nonostante i lunghi anni di inattività e la scomparda di uno dei fondatori storici del gruppo: Pippetto Procino, scomparso prematuramente.

Proprio per non perdere il ricordo di una stagione musicale importante per Gioia del  Colle, nell'anno sociale 2015-16 il Lions Club Monte Johe ha voluto posizionare una targa commemorativa al Fungo Cinese a fianco alla porta d'ingresso della "Casetta" dove il gruppo musicale si riuniva per le prove. La targa riporta la seguente iscrizione: Tra queste mura, un gruppo di giovani gioiesi, animati dal fuoco sacro della musica, diede vita al complesso  IL FUNGO CINESE fulgido ed inimitabile esempio per le future generazioni che ne seguirono l'appassionata scia. In particolare a PIPPETTO che con animo semplice e gioioso ha saputo allietare tante serate di musica e risate. Il Lions Club Monte Johe con affetto al socio fondatore Filippo Procino.

Il fumettista gioiese Roberto Pastore, erede del proprietario dello stabile di cui fa parte anche la "Casetta" non ha voluto far mancare il tocco della sua originalità dipingendo la porta d'ingresso di quelle stanze che furono utilizzate come sala prove dei concerti del Fungo Cinese con un'immagine storica del gruppo musicale Il Fungo Cinese.

 

Il prof. Francesco Svelto nuovo Rettore dell’Università di Pavia

Non finisce di stupirci la famiglia Svelto. Dopo i fratelli  prof. Orazio Svelto, uno dei padri del laser, accademico del Politecnico di Milano e il prof. Vito Svelto, accademico presso l'Università di Pavia, dopo la  sorella, la prof.ssa Maria Svelto, Preside della facoltà  di Scienze Biotecnologiche dell'Università di Bari, dopo il prof. Francesco Svelto, figlio del dott. Cesare, che nel 1988 è entrato a far parte dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), come responsabile del settore delle tecnologie di base fino al 2008, co-leader della squadra di terra che ha seguito le due missioni dello Space Shuttle NASA, dedicate al satellite al guinzaglio  ( TSS ), in cui hanno volato i primi tre astronauti italiani, Franco Malerba, Umberto Guidoni e Maurizio Cheli. Dal 2009 al 2011, responsabile della partecipazione italiana alle attività della Stazione Spaziale Internazionale e in questo ruolo ha coordinato gli esperimenti della missione di Roberto Vittori nel 2011 ed ha rappresentato l’Italia al conferimento del brevetto ESA di astronauta a Luca Parmitano e a Samanta Cristoforetti e ha inoltre coordinato lo storico lancio dello Space Shuttle, in questi giorni è il prof. Francesco Svelto, figlio del prof. Vito, a regalarci gioie e riconoscimenti dal mondo accademico, con la sua recente nomina a Rettore della prestigiosa Università di Pavia. 

A lui le congratulazioni per l'alto incarico ottenuto e l'augurio di continuare nell'opera dei suoi predecessori, volta a portare sempre più in alto a livello internazionale la prestigiosa Università che gli è stata affidata.

Di seguito riporto un articolo apparso sul settimanale "La Voce del Paese" e sul blog "Gioianet", a cura di Dalila Bellacicco.

E’ con orgoglio che apprendiamo del prestigioso incarico di cui è stato insignito il professor Francesco Svelto, il 29 maggio eletto Rettore dell’Università di Pavia presso cui è docente ordinario di Ingegneria elettronica. In questa stessa facoltà nel 1991 si è laureato ed a giudicare dalle modalità con cui ha raggiunto questo risultato, anche molto stimato ed apprezzato.

Infatti è stato eletto al primo scrutinio con 784 voti. L'altro candidato, Roberto Bottinelli, ordinario di fisiologia al dipartimento di medicina molecolare, ha ottenuto 247 preferenze e sono state 45 le schede bianche. Un record sia per la giovane età, Francesco Svelto ha solo 53 anni, che per l'affluenza registrata del 79,27% (1591 voti), decisamente superiore rispetto alle precedenti elezioni. 

Il rettore, figlio del gioiese Vito Sveltocon suo fratello Orazio e sua sorella Maria tra le eccellenze che vanta Gioia, è nato a Milano ma entrambi i genitori sono gioiesi e le sue radici sono nella nostra città che diede i natali a suo nonno Cesare Svelto. Prorettore uscente alla "terza missione" – si è occupato di "trasferimento tecnologico" e dei rapporti esterni dell'Ateneo -, assumerà il suo nuovo incarico dal prossimo 1° ottobre. Sino a quella data l'Università di Pavia verrà guidata dall'attuale rettore, Fabio Rugge.

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Consegna alla città di Gioia di altri 5 pannelli turistico-informativi

Il giorno 31 maggio, a partire dalle ore 11,15, saranno scoperti altri cinque pannelli turistico-informativi, frutto del  progetto PON-FSE 'Per la Scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento'  Inclusione sociale e lotta al disagio, sottotitolo 'Malum granatum: ritrovare il senso di appartenenza'.

Il progetto, ideato e ammesso a finanziamento europeo, è a meritoria iniziativa della prof.ssa Giulia Notarnicola, docente di lettere dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, che, nonostante gli ostacoli e le numerose  difficoltà  organizzative incontrate durante la conduzione del percorso educativo, ha tenacemente creduto e perseguito gli obiettivi che si era prefissati. La prof.ssa Notarnicola si è avvalsa della collaborazione dell'esperto prof. Francesco Giannini, della prof.ssa Piera De Giorgi, del Liceo Scientifico 'R. Canudo ' di Gioia del Colle, che con la prof.ssa Maria Laricchia dell'ITT 'Galilei'  ha curato la traduzione in lingua inglese delle prime bozze dei testi  e della collaborazione della prof.ssa Rosa Donvito, dello stesso Liceo Scientifico, che ha curato la stesura definitiva e aggiornata in lingua inglese dei testi stampati sulle 12 targhe.

I cinque pannelli, che saranno scoperti alla presenza del Commissario Prefettizio dott. Umbero Postiglione, del Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "R. Canudo" di Gioia del Colle, della prof.ssa Giulia Notarnicola, del prof. Francesco Giannini, degli alunni partecipanti al Progetto e di tutti i cittadini che vorranno essere presenti, sono i seguenti:

Monumento ai Martiri del 1799

Casa Torre

Casa Sala-Buttiglione

Palazzo Tateo De Bellis, ex Scuola Media Losapio e futura Biblioteca comunale

Villa Cassano.

Presentazione pannelli turistici di Gioia del Colle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno 17 maggio 2019 alle ore 9,30  nell'Aula Magna del Liceo Classico 'P. V. Marone' di Gioia del Colle saranno presentatie12 targhe turistico-informative che saranno apposte su altrettanti siti del Comune di Gioia del Colle.

Tali cartelli costituiscono la conclusione di un PON-FSE 'Per la Scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento'  Inclusione sociale e lotta al disagio, sottotitolo 'Malum granatum: ritrovare il senso di appartenenza'.

Il progetto, ideato e ammesso a finanziamento europeo, è a meritoria iniziativa della prof.ssa Giulia Notarnicola, docente di lettere dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, che, nonostante gli ostacoli e le numerose  difficoltà  organizzative incontrate durante la conduzione del percorso educativo, ha tenacemente creduto e perseguito gli obiettivi che si era prefissati. La prof.ssa Notarnicola si è avvalsa della collaborazione dell'esperto prof. Francesco Giannini, della prof.ssa Piera De Giorgi, del Liceo Scientifico 'R. Canudo ' di Gioia del Colle, che con la prof.ssa Maria Laricchia dell'ITT 'Galillei'  ha curato la traduzione in lingua inglese delle prime bozze dei testi  e della collaborazione della prof.ssa Rosa Donvito, dello stesso Liceo Scientifico, che ha curato la stesura definitiva e aggiornata in lingua inglese dei testi stampati sulle 12 targhe.

Al progetto hanno partecipato circa 30 alunni, frequentanti in diverse classi dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia e  residenti a Gioia e in  diversi  paesi limitrofi.

Obiettivo del progetto: La riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa, attraverso interventi di sostegno agli studenti con particolare fragilità. Il tutto finalizzato all'acquisizione nei giovani di competenze sociali e civili che riguardano la capacità di impegnarsi in modo efficace con gli altri nella sfera pubblica, di mostrare soladarietà e interesse per risolvere i problemi che riguardano la collettività locale e la comunità allargata.

Il progetto gode dela collaborazione del Comune di Gioia del Colle, che ha creduto nella bontà dell'iniziatica educativo-culturale e, tramite il Commissario Prefettizio, dott. Umberto Postiglione,  ha sottoscritto  l'accordo di partenariato  che prevede il contribuito economico necessario per la realizzazione delle dodici targhe.

I siti su cui saranno installati i pannelli sono i seguenti:

– Palazzo Tateo-De Bellis, ex Scuola Media Losapio, prossima Biblioteca comunale, in Piazza Umberto I

– Casa Torre, in via Fontana

– Chiesa di Santa Maria Maddalena, in via Santa Maria Maddalena

– Caffeaus, in via Padre Semeria

– Cippo del Primitivo, in via Le Carrare, contrada Liponti

– Il Monumento ai Martiri del 1799, nell'omonima Piazza

– Il Molino-Pastificio Pagano ed ex Campo di concentramento, in Via Paolo Cassano

– Il Museo della Civiltà Contadina, in Via Di Vittorio

– L'ex Monastero di San Domenico, Municipio Comunale, in Piazza Margherita di Savoia

– Il Palazzo Sala-Buttiglione, in Via Bartolomeo Paoli

– La Villa Cassano, in Via Roma

– L'ITT 'Galileo Galilei' ex Lanificio Lattarulo, in Via Mazzini.

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Alla presentazione dei pannelli interverranno: il prof. Rocco Fazio, dirigente dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "R. Canudo" di Gioia del Colle nonché del Liceo Classico "P. Virgilio Marone" di Gioia del Colle e dell'Istituto Tecnico Tecnologico "Galileo Galilei " di Gioia del Colle, il Commissario Prefettizio del Comune di Gioia del Colle, dott. Umberto Postiglione e il Presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano, imparentato con la famiglia Lattarulo, alla quale è dedicato uno dei pannelli, che parlerà della "Famiglia Lattarulo: un esempio di imprenditoria illuminata a Gioia del Colle".

Poiché molto resta ancora da studiare ed approfondire su Gioia del Colle, si spera che altre iniziative simili possano essere messe in campo da Istituti scolastici o Associazioni turistiche e culturali, in modo da  valorizzare la conoscenza di altri luoghi storici significativi di Gioia non solo ai nostri concittadini, ma anche ai turisti che, spesso, associano il nome di  Gioia solamente alla presenza del Castello Normanno-Svevo, del Museo Archeologico e degli scavi archeologici di Monte Sannace.

 

I 150 anni del Circolo Unione di Gioia del Colle

Il Circolo Unione di Gioia del Colle,  per ricordare i 150 anni (1868-2018) della sua fondazione, sabato 13 aprile 2019 propone una conversazione con il prof. Francesco Giannini sul tema “Il Circolo Unione: Centocinquanta anni nella storia di Gioia del Colle”.

L’incontro, che  si terrà nel salone del Circolo Unione alle ore 18,30, prevede la proiezione di immagini e documenti che illustrano la storia del Circolo Unione negli anni della sua lunga vita, con riferimenti a risvolti nella vita sociale, economica e politica di Gioia del Colle durante la sua presenza nel nostro Comune. Una Storia nella Storia, che mira a recuperare il nostro passato e le nostre eccellenze sia in termini di risorse umane sia di sviluppo culturale e di positività nei vari settori della vita del nostro paese.

La cittadinanza è invita a partecipare.

L’UTE di Gioia presenta ‘La Passione e il Servo di Jahvè’

Come è consuetudine da alcuni anni il 17 aprile prossimo, in preparazione alla ricorrenza della Pasqua,  l’Università della Terza Età e del Tempo libero di Gioia del Colle presenta una rievocazione della Passione di Gesù sul tema ‘ La Passione e il Servo di Jahvè’, tratta da ‘ Il Vangelo secondo Matteo’ di P.P. Pasolini, ‘ Mathaus Passion’ di J.S.Bach, ‘Profeti’ dell’Antico Testamento.

I testi sono elaborati da Vito Mastrovito, che ne cura la regia.

La rappresentazione si terrà nel Chiostro del Comune di Gioia del Colle alle ore 19,00  e vedrà il coinvolgimento di  molti iscritti ai corsi UTE e che frequentano: il laboratorio corale con il prof. Francesco Lorusso, il laboratorio teatrale con il docente Ugo Maurino  e il corso di fotografia con il docente  Giovanni Addabbo.

Accompagneranno la rievocazione, al violino  la prof.ssa Vincenza Romano e al violoncello la prof.ssa Rossella Tinelli.

Consulenza e allestimento scenico a cura di Giovanni Addabbo e Francesco Giannini.

L’iniziativa messa in campo dall’UTE di Gioia si inserisce nell’alveo degli obiettivi educativi che sono peculiari dell’Università e ha preminentemente lo scopo di offrire alla città una valida occasione di riflessione durante la Settimana Santa, in preparazione alla ricorrenza della  Santa Pasqua.

L’evento, che gode del  patrocinio del Comune di Gioia del Colle, è offerto alla cittadinanza nel ricordo di don Vito Marotta, sacerdote gioiese, nella ricorrenza del decennale della sua morte, avvenuta il 2 aprile 2009.

L’ingresso è libero ed aperto a tutta la cittadinanza.

Il cippo commemorativo al Generale Wladislaw Anders

15 Dicembre 2018 Autore:  
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Storia


Il giorno 16 dicembre 2018, a cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, in un’aiuola  del versante NE di Piazza Pinto alle ore 10  sarà inaugurato un cippo commemorativo in memoria del Generale e politico polacco Wladyslaw Anders (1892-1970), il quale per sua volontà è sepolto nel cimitero polacco di Montecassino, luogo in cui aveva combattuto con i suoi soldati contro l’esercito tedesco e teatro di morte per molti suoi commilitoni.

La stele commemorativa è il frutto della sinergia di due cittadini gioiesi:il prof. Leonardo  Losito e il sig. Angelo Antresini.

L’idea dell’installazione è partita dal prof. Losito, amico, ricercatore, storico, docente, giornalista free lance, residente a Varsavia. E’ lo stesso professore ad indicare le motivazioni della decisione assunta, scelta condivisa dall’Amministrazione comunale, nella persona del Commissario Prefettizio, perché rientrante nell’ambito della collaborazione  da parte dei cittadini per la cura e la rigenerazione degli spazi urbani. Attraverso documentazioni e testimonianze orali  sono venuto a conoscenza che nel dicembre 1943, quindi 75 anni fa, a seguito dello sbarco in Puglia dei soldati del Secondo Corpo d’Armata polacco, guidato dal generale Anders, nei giorni di domenica i soldati venivano a Gioia a piedi dalla periferia di Taranto e di San Basilio per assistere alla

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Inaugurazione XVII A.A. Università della Terza Eta’ di Gioia

Il giorno 23 ottobre 2018, alle ore 18,00,  nel chiostro del Comune di Gioia del Colle, in occasione dell'inaugurazione del XVII Anno Accademico 2018-2019 la prof.ssa Floriana Esposito, docente di Ingegneria della Conoscenza e Sistemi esperti, del Dipartimento  diInformatica dell'Università degli Studi  'A. Moro' di Bari, terrà una conferenza dal titolo " Intelligenza artificiale: scenari,sviluppi, campi di applicazione.

Maria S.S. della Croce e la festa agreste della lattuga

La popolazione gioiese è solita festeggiare  il 3 maggio, giorno della Croce in questa Chiesetta. La chiesetta  Madonna della Croce è una delle cappelle rurali più vicine al centro abitato di Gioia. Essa è situata  quasi frontalmente al nuovo Cimitero,  lungo la via vicinale La Villa, su una piccola altura rocciosa e dista dal paese circa un chilometro. La sua data di fondazione risale agli inizi del 1700. La piccola chiesa appartiene alla famiglia Fiorentini ( Proprietà Fiorentini F.lli ed Eredi ). Proprio a devozione di Pasquale Fiorentini Senior e Junior è stato oggetto di restauri negli anni ottanta, ma oggi versa in condizioni critiche.

La chiesetta è circondata da un giardino. Dopo aver oltrepassato un cancello in ferro, una scalinata di pietra, in leggera salita, fiancheggiata da alberi, porta alla chiesetta. Il piccolo sagrato è racchiuso da una balaustra in tufo traforato.Il prospetto presenta una facciata, di colore rosso,  che è semplice.  lineare, con copertura a spiovente tronco, scandita da lesene laterali e stipiti della porta di accesso leggeremente aggettanti. Sulla porta d'ingresso è presente un'apertura circolare racchiusa da una inferriata a forma di Croce, che svolge la funzione di dar luce  e creare la necessaria ventilazione di aria all'interno della chiesa. Al  di sopra dell' oculo è presente la seguente iscrizione: Proprietà Fiorentini f.lli ed erede.  Questo restauro a devozione di Pasquale Fiorentini seniore e juniore.  La facciata termina con un piccolo campanile a vela, dotato di una campana.

Internamente la chiesa si presenta ad una navata con volte a botte, è grande e spaziosa e di una semplicità che non rivela uno stile particolare.   Di particolare interesse è l'altare, che è poggiato sulla parete di fondo ed è sostenuto da due colonne lavorate. La parte frontale e sottostante l'altare presenta un'artistica lavorazione nella quale è incastonata l'immagine del Cristo risorto. Sull'altare sono presenti tre affreschi: quello centrale, più grande degli altri due, rappresenta la Madonna con il Bambino Gesù in grembo che stringe tra le mani una Croce, elemento che probabilmente ha dato il nome alla chiesa. L'affresco laterale sinistro raffigura un Santo con il volto chinato, nell'atto di scrivere su una pergamena, mentre sul lato destro è dipinto un altro Santo, probabilmente san Giuseppe, come si potrebbe dedurre dal fatto che stringe  un giglio con la mano sinistra.

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Palazzo Romano

E’ un palazzo storico gentilizio sito in via N. Sauro n.10 a Gioia del Colle, progettato dall’architetto gioiese Cristoforo Pinto per conto della famiglia Romano.

L'architetto Pinto (1837-1915)  dopo essere vissuto a Gioia, nel 1878 si trasferisce a Milano. Numerose sono le progettazioni da lui realizzate sia nella nostra che in altre regioni. Tra le opere progettate per Gioia ricordiamo: alcune ville dei signori Cassano, il Cimitero comunale, il Macello comunale, la Chiesa di Santa Lucia, i quattro plessi Gemmati-Castellaneta, la torre dell'orologio del palazzo San Francesco. Ha progettato anche il palazzo Cavallino ad Acquaviva delle Fonti, il palazzo De Sanctis a Santeramo, una Chiesa a Casamassima. A Milano, oltre che alla progettazione del Cimitero Musacco e di numerosi palazzi, riesce vincitore al concorso per il restauro del Duomo della città. Il 19 agosto 1869 la Reale Accademia delle Belle Arti di Milano lo giudica meritevole di una menzione onorevole per gli esperimenti eseguiti nel concorso assegnato alla Scuola Superiore di Architettura. A lui è stata intitolata la Villa comunale di Gioia del Colle con la relativa Piazza.

Tornando a parlare del Palazzo Romano, dai documenti dell'Achivio storico del Comune di Gioia del Colle veniamo a conoscenza che il 9 agosto 1934 la Giunta Comunale di Gioia prese in fitto questi locali dal signor Romano Giuseppe per allocarvi la Regia Scuola di Avviamento professionale, fitto rinnovato anche il 27 aprile 1936.

Il contratto fu stipulato tra il Direttore della Scuola, il prof. Giuseppe Antonicelli, e il rappresentante del Comune di Gioia, che in quel periodo era  il podestà, l' avv. Vincenzo Castellaneta.

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