La Casa Torre
20 novembre 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Storia, Turismo
Non solo al turista poco attento, ma anche al comune cittadino gioiese, se entrambi non prestano attenzione alla modesta segnaletica presente, può sfuggire, a causa dell'angusta strada in cui è ubicata, un'antica Torre sita in via Fontana n. 5.
E' difficile osservarla se non si alza gli occhi, proprio perché la costruzione è " costretta " da un'angusta strada e incassata tra altre abitazioni.
E' stata costruita probabilmente su una preesistente fortificazione medievale.
Tra Via Fontana ( nome del sacerdote Don Francesco Saverio Fontana, nato a Gioia il 1667 e morto Vescovo ad Ascoli Satriano nel 1736, il quale nel 1732 donò il suolo per edificare l'attuale Chiesa di San Francesco), Via Palude e Largo Cisterna, in una zona un tempo paludosa del centro cittadino, sembra che verso la fine del secolo XIII un nobile fiorentino, di nome Perrino, della famiglia De' Rossi ( casato che faceva parte della corte di Federico II a cui è stata intitolata una delle due torri superstiti del castello, quella più alta sul lato sud-ovest ), fece costruire una Torre.
Della Torre abbiamo notizie certe il 14 dicembre 1819 in occasione di una deliberazione con la quale il Decurionato accetta l'offerta di Vito Felice Monte, di Gioia, di prendere a censo capitaneo ( pagamento, da parte di un capo importante della comunità, di un tributo sull'immobile di cui il Comune vende la nuda proprietà, mantenendo il diritto alla rendita che ne deriva ), la Torre diruta di pertinenza del Comune sita alla Palude.
Il Decurionato nella seduta del giorno 11 agosto 1822 approva la richiesta Del Canonico Francesco Saverio Indellicati ( che stava realizzando una nuova costruzione ), per l'acquisto del fondo comunale detto " Torretta di Giuseppino ", perché la nuova costruzione da una parte toglieva lo sconcio e la sporcizia della diruta antichissima Torretta, dall'altra contribuiva anche all'abbellimento del paese con un nuovo e bel Palazzo. Tale alienazione ottiene l'approvazione reale nel 1824. Continua la Lettura
Festa della Madonna del Pozzo
28 agosto 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Primo Piano, Turismo
Gioia si prepara ad accogliere l'immagine della Madonna di Capurso nel settembre 2010
Come tradizione l'ultima domenica di agosto è dedicata alla Madonna del Pozzo non solo a Capurso dove ne è Patrona ma anche qui a Gioia nella chiesa di San Francesco.
Il programma di quest'anno ha previsto come sempre la novena di preparazione dove ogni sera con la recita del Santo Rosario si è meditato giorno per giorno mediante la Sacra Scrittura sulla vita di Maria dall'Annunciazione dell'Angelo, la visita alla cugina Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione al Tempio, lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù, le nozze di Cana, la morte in Croce, la risurrezione e la discesa dello Spirito Santo nel cenacolo.
Il programma di domenica 30 agosto prevede: alle ore 8.00 il Santo Rosario, alle 8.30 la celebrazione della Santa Messa, alle 18.00 il Santo Rosario, alle ore 18.30 Esposizione del SS. Sacramento, liturgia della Parola e Benedizione Eucaristica. Continua la Lettura
La Chiesa di Sant’Andrea
7 giugno 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Storia, Turismo
Se la prima menzione di Gioia risale ad un documento del 1085, dal quale si evince che il normanno Riccardo Siniscalco sviluppa ed ingrandisce un nucleo preesistente del nostro paese, piuttosto che fondarlo, Gioia in un periodo precedente a tale data doveva avere già una Chiesa.
Questa, secondo lo storico ed economista gioiese Giovanni Carano Donvito, doveva essere appunto la Chiesa di S. Andrea, la quale, probabilmente, è dovuta per un certo tempo coesistere con l'antica Chiesa di S. Marco, che vi distava circa un miglio.
Anche l'Arcidiacono Michele Garruba pensa che l'attuale Gioia abbia avuto origine tra il nono e il decimo secolo, quindi a quell'epoca si potrebbe far risalire la edificazione della chiesa di S. Andrea.
Questa Chiesa ( se si esclude l'ipotesi della costruzione della Chiesa Madre risalente al 506 ), unitamente a quella di S.Maria Maddalena, entrambe situate nel borgo bizantino o prenormanno, si contende il primato del luogo di culto più antico di Gioia.
Come quella, infatti, probabilmente risale al secolo X ed originariamente sembra essere stata chiamata S. Maria del Casale e successivamente dedicata a S. Maria di Costantinopoli.
Questa intitolazione ci spiegherebbe il motivo per cui in essa si officiava il rito greco ( rito seguito dai cristiani ortodossi che riconoscevano come capo della Chiesa il patriarca di Costantinopoli ), in contrapposizione alla Chiesa normanna di S.Pietro, l'attuale Chiesa Madre, in cui si officiava il rito latino ( rito praticato dai cristiani cattolici che riconoscevano come capo supremo della Chiesa universale il Papa di Roma ). Tale dicotomia tra le due Chiese, la cattolica e l'ortodossa, si verifica a seguito dello scisma del 1054, per cui cominciano ad essere chiamate l'una, chiesa latina ( quella che comprende i cattolici di tutto il mondo ) e l'altra, chiesa greca ( quella che comprende gli ortodossi ).
L'abate Francesco Paolo Losapio sostiene che la più antica chiesa della Terra di Gioia è quella di Sant'Andrea.
Tracce della sua antichità sono visibili sul lato Sud, dove si nota la presenza di un arco lunato a tutto sesto. La porticina sormontata da un' architrave, murata sul lato sud della Chiesa farebbe avanzare l'ipotesi del primitivo impianto di un tempietto risalente al XIII secolo. Continua la Lettura
I luoghi del sacro: la Chiesa di Sant’Andrea
7 giugno 2009 Autore: Antonella Campagna
Categorie: Storia, Turismo, Video
Continua la scoperta del patrimonio dell'arte sacra gioiese.
Questa volta, la voce di Don Innocenzo Mondelli descrive il valore sacro, devozionale ed artistico della Chiesa di Sant'Andrea.
Un documentario in tre parti, realizzato con le riprese di Mario Di Giuseppe, nel cuore del centro storico di Gioia.
Ben visibili reperti pittorici, sculture, arredi liturgici ed oreficerie.
Particolarmente interessanti le immagini delle espressioni alla Vergine presenti sulla volta, difficilmente visibili ad occhio nudo, come anche le riprese del più antico organo gioiese collocato nella chiesa nel 1745.
Video di Mario di Giuseppe – Commento di Don Innocenzo Mondelli
Chiesa di Sant'Andrea (prima parte)
La Chiesa Madre o di Santa Maria Maggiore ( Parte II )
17 maggio 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Storia, Turismo
Toccherà al nuovo arciprete, don Franco Di Maggio, di cui il 26 giugno di quest'anno ricorre il centenario della nascita, riedificare quanto il terremoto aveva distrutto nel febbraio del 1942.
Il 6 novembre 1949 viene nominato arciprete mons. Don Franco Di Maggio, il quale provvede alla ricostruzione del Cappellone di S. Filippo, che viene arredato con l’artistico altare maggiore rimosso dalla Cattedrale di Bari, a seguito dei lavori di ristrutturazione. Nel 1950 viene rifatta, con pietra lavorata, la parte antistante l'ingresso principale della Chiesa e si dà inizio ai lavori di ricostruzione del Cappellone di San Filippo. Nel 1951 viene completato il rustico del Cappellone e del grande salone, sorto sulle macerie della sacrestia e della canonica diroccata. Nel 1952 vengono inaugurati il salone e la nuova canonica con la relativa zona sopraelevata. Nel 1955 viene demolita la vecchie cantoria di legno per costruirne una in cemento, poggiante su colonne di cemento. Egli fa adornare la Chiesa con candelabri di cristallo di Boemia. Durante questi lavori per la sistemazione delle fondamenta e per la messa in opera del nuovo pavimento nell’interno della chiesa, vengono alla luce degli ipogei, che erano adibiti anticamente a luogo di sepoltura.
In queste cripte, risalenti probabilimente all’epoca della primitiva fondazione della cattedrale normanna e che la ricostruzione del 1764 aveva lasciata intatta, furono rinvenute numerose tombe gentilizie. La più recente era quella del principe Carlo III De’ Mari, Principe di Acquaviva e di Gioia, la cui salma, deposta il 6 gennaio 1825, presentava simboli che ne contraddistinguevano il casato.
A perpendicolo di questa tomba principesca, sull’arco della cappella sovrastante, oggi si può ancora vedere lo stemma della famiglia De’ Mari a ricordo dell’ultimo feudatario gioiese.
Purtroppo i tecnici che effettuarono i lavori, temendo che uno sfaldamento dei muri perimetrali delle fondamenta avrebbe potuto compromettere la stabilità della Chiesa, fecero colmare di detriti e cemento armato quella cripta, dopo aver fatto traslare nell’ossario del Cimitero i resti dei defunti che vi erano sepolti. Continua la Lettura
Festa di San Filippo Neri. Programma Liturgico e Civile
11 maggio 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Primo Piano, Turismo
Programma Liturgico
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Traslazione dell'Immagine di San Filippo dalla Chiesa Madre alla Parrocchia del Sacro Cuore.
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Percorso: Chiesa Madre – Via Siniscalco – C.so Vittorio Emanuele – Via Bernal – Via Gabriele D'Annunzio – Via Della Pace – Via XXV Aprile – P.zza Dalla Chiesa – Via G. Di Vittorio – Sacro Cuore
Sabato 16 Maggio ore 20.00
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Traslazione dell'Immagine di San Filippo dalla Parrocchia del Sacro Cuore in Chiesa Madre.
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Percorso: Via S.Rosa – Via Speranza – Via Manin – Via Rossini – Via Schiavoni – Via Arc.Gatta – Via Losito – Via Boscia – Chiesa Madre
Domenica 17 Maggio ore 19.00
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Inizio Novena a S.Filippo in Chiesa Madre
20-21-22 Maggio ore 19.00
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Triduo predicato da Mons. Antonio Talacci, Parroco della Parrocchia Maria SS.ma del Rosario di Bari
Lunedì 25 Maggio ore 18.00
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Santa Messa – A seguire, traslazione della piccola Immagine del Santo dalla Chiesa Madre alla Chiesa di S.Francesco
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Percorso: Via Stefano da Putignano – Via Mastandrea – Via Carano – Via Orsini – Via Ugo Bassi – P.zza Umberto I – P.zza Plebiscito – Chiesa S.Francesco
Martedì 26 Maggio
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SS.Messe: Chiesa S.Angelo ore 07.00 – Chiesa Madre ore 06.00 – 08.00 – 09.30 – 11.00
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Ore 17.00 Solenne Concelebrazione
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0re 18.00 Processione con rito della consegna delle chiavi al Santo Patrono : Percorso: Via P.Amedeo – C.so Vittorio Emanuele – C.so Garibaldi – P.zza Plebiscito – Via Roma – Via Diana – Via Dante – C.so Cavour – Via Manin – P.zza XX Settembre – Via Gioberti – Via Cairoli – Via Don L.Tosco – Via Ricciotto Canudo – C.so Garibaldi – C.so Vittorio Emanuele – Via P.Amedo – Chiesa Madre
Mercoledì 27 Maggio ore 18.00
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In P.zza Plebiscito Santa Messa con la partecipazione degli anziani e degli ammalati celebrata da Mons. Domenico Ciavarella, Vicario Generale della Diocesi Bari - Bitonto.
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A seguire, traslazione della piccola Immagine del Santo dalla Chiesa di San Francesco alla Chiesa Madre
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Percorso: P.zza Plebiscito – C.so Garibaldi – C.so Vittorio Emanuele – Via P.Amedo – Chiesa Madre
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Le Sante Messe saranno animate dal Coro Polifonico Interparrocchiale
Programma Civile
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Ore 12.00 Sagrato Chiesa Madre Matinée Musicale
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Storico Gran Concerto Bandistico Città di Ailano (CE)
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Maestro Direttore Nicola Hansalik Samale
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Pranzo di S.Filippo per gli ospiti del Centro di Ascolto "Dal Silenzio alla Parola"
Lunedì 25 Maggio
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Premiato Concerto Musicale Paolo Falcicchio Città di Gioia del Colle – Maestro Direttore Concertatore Prof.Michele Marvulli
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Premiato Gran Concerto Bandistico Città di Lanciano – Dirige Michele Milone
Martedì 26 Maggio
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Ore 12.00 Sagrato Chiesa Madre: Matinée Musicale
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Gran Concerto Bandistico Città di Giovinazzo – Direttore Concertatore Prof.ssa Dominga Damato
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Storico Premiato Gran Concerto Bandistico Città di Conversano – Direttore Concertatore Gerardo Garofalo
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Servizio Mensa per gli ambulanti presso il gazebo allestito in P.zza Plebiscito a cura del Centro di Ascolto "Dal Silenzio alla Parola"
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NOVITA' ore 00.30 presso il Cinema Seven – Fuochi Piromusicali a cura della Pirotecnica Pugliese – Putignano
Mercoledì 27 Maggio
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Ore 10.00 P.zza Plebiscito
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Matinée Musicale a cura del Concerto Bandistico "Giacomo Argento" Gioia del Colle
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La stessa banda curerà tutto il cerimoniale
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Ore 21.00 NOVITA': "Ai bei tempi dell'operetta" – Spettacolo in costume in 4 quadri con: Il paese dei campanelli, La principessa della czarda, Scugnizza, La vedova allegra
Manifestazioni ulteriori
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Luminarie Artlux (AV)
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Fuochi Pirotecnici Firework di Martino De Carlo
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Lunapark (c/o Palazzetto dello Sport) Biglietti gratis per i bambini in distribuzione il 23 Maggio
Domenica 24 Maggio
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Fiera di Primavera
Domenica 24 Maggio
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Ingresso libero al Castello Normanno Svevo
Dal 01 al 30 maggio
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In mostra nel chiostro del Comune "Vita, Morte e Miracoli di S.Filippo Neri"
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Maggio Conosciamo il nostro Santo: Proiezione del film "State buoni se potete" presso il Cinema Seven
28-29 Maggio
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Spettacoli a cura delle scuole gioiesi e dell'Associazione Pro Loco
Sabato 30 Maggio
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Ore 21.00 P.zza Plebiscito – Orietta Berti in concerto
La Chiesa Madre o di Santa Maria Maggiore (Parte I)
10 maggio 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Storia, Turismo
L'arciprete gioiese Paolo Catucci intorno al 1772 afferma che la Chiesa più antica di Gioia fu eretta nel 506, come si leggeva su una lapide in marmo che riportava A nativitate Christi 506; tale affermazione è riportata anche da Padre Bonaventura da Lama.
L'abate Francesco Paolo Losapio ( Quadro Istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari detta anche Livia ) parla del 1040 come data di edificazione della Chiesa Maggiore. Afferma che il Dinasta Riccardo Siniscalco Normanno dopo aver fondato il Castello e la Terra di Gioja, fondò e dotò in seguito la Chiesa palatina di San Pietro,( nome originario della Chiesa Madre ) avvalendosi dell'opera e della direzione dell’architetto che impiegò Ruggiero nella costruzione della Chiesa superiore di S. Nicolò di Bari, col medesimo ordine architettonico. Lorenzo Giustiniani… assegna l'epoca del 1040 alla fabbrica della Chiesa di S. Nicolò, di maniera che si può credere ragionevolmente che la fabbrica della nostra Chiesa di S. Pietro dovè essere terminata verso il 1050, ed addette al pubblico culto verso quest'ultima epoca… Lo stesso Riccardo e poi Federico II l'arricchirono e la dotarono di vastissimi feudi serrati, demani aperti e ricche possessioni, facendone una Chiesa Palatina Collegiale, che ben tosto andremo a vederla anche Collegiata insigne, gloriosa e rispettabile.
Alcuni identificano questa Chiesa con una dedicata a S. Marco ( l'attuale, tra le altre reliquie, conserva un dito dell'evangelista Marco ) o con quella di Santo Stefano; numerose sono le denominazioni che le sono state attribuite nel corso dei secoli: Natività della Vergine, Santa Maria Maggiore o della Neve, S. Pietro. Un diploma normanno del 1180 cita questa Chiesa con il titolo di Santa Maria. Di certo si officiava secondo il rito latino.
La testimonianza dell'esistenza della Chiesa di Santa Maria Maggiore si trova in un testamento rogato nel 1291 per conto del gioiese Reone Guarnita. Continua la Lettura
Reportage sulla Chiesa Madre
3 maggio 2009 Autore: Antonella Campagna
Categorie: Primo Piano, Storia, Turismo, Video
Con le riprese di Mario di Giuseppe ed il commento di Don Innocenzo Mondelli, viceparroco della Parrocchia di santa Maria Maggiore è stato realizzato un puntuale e rigoroso reportage, in sei parti, che descrive la Chiesa Madre negli aspetti culturali ed architettonici più salienti.
Si parte dall'esterno con le immagini del campanile e della facciata anteriore senza dimenticare l'antica Chiesa del Purgatorio.
Dopo un breve excursus storico si prosegue con le immagini e la descrizione degli altari, degli arredi, delle navate. Il tutto è arricchito da cenni sulla storia e la vita dei santi che nella Parrocchia sono rappresentati in numerosi dipinti e affreschi.
Particolare attenzione è prestata alla cappella dedicata a Maria Bambina ed alla descrizione delle scene della vita della Madonna in essa rappresentate.
Video di Mario di Giuseppe – Commento di Don Innocenzo Mondelli
Chiesa Madre (prima parte)
Chiesa Madre (seconda parte)
Chiesa Madre (terza parte)
Chiesa Madre (quarta parte)
Chiesa Madre (quinta parte)
Chiesa Madre (sesta parte)
La Festa di San Giuseppe Lavoratore
30 aprile 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Storia, Turismo
Dichiarando San Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica, Papa Pio IX, nella " Quomadmodum Deus " del 1870, non faceva altro che esprimere il sentimento del popolo cristiano e, allo stesso modo, prolungare l'insegnamento dei suoi predecessori. Questa strada fu seguita dai suoi successori, tra cui spicca Leone XIII che chiedeva alle famiglie cristiane di consacrarsi alla Sacra Famiglia di Nazaret esemplare perfettissimo della società domestica e, insieme, modello di ogni virtù e di ogni santità.
Il Primo Maggio 1955, Pio XII istituisce la festa di San Giuseppe Lavoratore, per sottolineare l'importanza e la dignità del lavoro, anche quello svolto umilmente e nel silenzio della propria dimora. Quella di San Giuseppe sembra un'esistenza non molto diversa da quella di tanti altri uomini del suo tempo. In realtà, per la Chiesa, è un'esistenza degna di essere proposta come modello per ogni lavoratore, perché è un'esistenza tutta proiettata all'ascolto della Parola di Dio e posta al servizio del Suo disegno di salvezza.
Pio XII volle cristianizzare la festa del lavoro del 1°maggio istituendo in quel giorno la festa di san Giuseppe Lavoratore. Volle presentare San Giuseppe come protettore ideale di tutte le classi della società e di tutte le professioni. Continua la Lettura
Processione dell’Addolorata, iniziano i riti della Settimana Santa
2 aprile 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Turismo
Il tutto culminerà Venerdì 3 Aprile, giorno nel quale si fa memoria della Vergine Addolorata, con la S. Messa mattutina alle ore 8.30 e con la processione che partirà alle ore 18.00 dalla Chiesa di San Francesco proseguendo per Piazza Plebiscito, Corso Garibaldi, Via B. Paoli, Via G. Rocca, arrivo in Chiesa Madre alle ore 19.00 per la S. Messa al termine della quale Continua la Lettura
Siamo quasi giunti alla fine del cammino quaresimale e già si respira nell'aria l'atmosfera dei riti della Settimana Santa, che si aprono, con una antica tradizione locale, con la processione della Vergine Addolorata venerata nella Chiesa di San Francesco. Le celebrazioni inizieranno il prossimo 27 marzo alle ore 18.00 con il Settenario di preparazione durante il quale, nella celebrazione della S. Messa, si medita di giorno in giorno sul significato dei Sette dolori della Vergine Maria.
Presentazione del libro “Pietre Maestre”
29 marzo 2009 Autore: Pino Romano
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E' il titolo del volume che la Pro Loco pubblica sulle testimonianze dell'arcaica e affascinante Architettura della pietra a secco presenti nel territorio di Gioia del Colle.
La prima parte del testo contiene un elaborato tecnico del Dottor TOMMASO BIANCO, noto e compianto professionista gioiese.
La seconda parte ospita incursioni di PINO DENTICO e GIANFRANCO AMATULLI tra le strutture dell'Architettura vernacolare.
Oltre 170 immagini a colori.
Data e luogo della presentazione: giovedì, 02 aprile 2009, alle ore 18.30, nell'Aula Magna della Scuola Elementare "G. Mazzini" di Gioia del Colle.
Interventi qualificati di
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MICHELANGELO DRAGONE, architetto e vice presidente della Società Internazionale per la Pietra a Secco
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FERDINANDO FELICE MIRIZZI, docente di antropologia culturale – Università della Basilicata
La Chiesa di Santa Maria Maddalena
26 marzo 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Storia, Turismo
Nel borgo bizantino ( o prenormanno ) di Gioia, precisamente in via Santa Maria Maddalena, fino a qualche anno addietro nota come vico Vittorio Emanuele II, in un pianterreno sito al n. 6, una trentina di anni fa sono stati individuati i resti di un'antica Chiesa, che, ad un primo esame, farebbe pensare all'edificio di culto più antico di Gioia.
L'edificio potrebbe costituire il momento di transizione tra il definitivo abbandono dell'antico insediamento peuceta di Monte Sannace e lo sviluppo del primo nucleo abitativo che dal Casale di Joa porterà allo sviluppo della città di Gioia.
La Chiesa, che oggi chiameremmo meglio Cappella, è di modeste dimensioni: mt. 12,70x 4,50 ed è posizionata secondo l'asse Est-Ovest; l'ingresso era posto sul lato ovest, opposto alla piccola abside semicircolare sulla cui parete si notano resti di affreschi policromi.
La navata dell'edificio, che doveva avere una copertura con tetti a spiovente, è scandita nel suo sviluppo da due grandi archi a sesto acuto, oltre quello che sostiene la porta d'ingresso, arconi che partono poco più in alto rispetto al livello del pavimento. Continua la Lettura
La Chiesa di Santa Lucia
13 dicembre 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Turismo
La Chiesa di S. Lucia è stata un tempo una modesta Cappella rurale, di rito greco, costruita alla periferia del paese probabilmente nel secolo XVI. Nel verbale della prima Santa Visita dell'Arcivescovo di Bari Antonio Puteo, tenutasi a Gioia il 24 ottobre 1578 si parla del culto di Santa Lucia de' Greci.
La Confraternita di S. Lucia, istituita il 15 luglio 1882 dall'Arcivescovo Pedicini, che tra i suoi scopi statutari si occupa di culto e di attività caritative, il 6-12-1881 ottiene la concessione di un suolo al Camposanto per costruirvi dei loculi per i suoi confratelli.
Da una delibera della Giunta comunale del 19-6-1882 veniamo a conoscenza della decisione di migliorare alcune piazze di Gioia e tra queste il marciapiede che dalla Cappella di S. Lucia porta alla stazione ferroviaria.
Nel 1885 la Cappella viene distrutta dal terremoto; si salva solo una immagine della Santa, che viene portata nella Cappella dell'Addolorata, di proprietà della famiglia Buttiglione, che si trovava all'inizio di via Bartolomeo Paoli. Tale Cappella viene sconsacrata nel 1921.
Della vecchia Cappella oggi non restano che le fondazioni sulle quali sono stati costruiti gli ambienti della casa canonica e una piccola statua in pietra raffigurante S. Lucia, in via Cappellini strada adiacente al lato destro della chiesa, situata sul tetto della costruzione addossata all'abside. Continua la Lettura
La Chiesa dell’Immacolata Concezione di Lourdes
8 dicembre 2008 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Storia, Turismo
L'Arcivescovo di Bari, Mons.Giulio Vaccaro, il 19 novembre 1919, tenuto conto che Gioia contava oltre 23.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando nella zona orientale del Paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, provvede ad acquistare circa 2.000 mq. di suolo su cui erigere la nuova chiesa..
Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo di Bari eleva a Parrocchia sia la zona orientale che quella occidentale di Gioia le future chiese dell'Immacolata e di Santa Lucia.
Il 3 febbraio 1920 Mons. Domenico Del Buono, Ausiliare dell'Arcivescovo di Bari conferisce il canonico possesso parrocchiale a don Sante Milano, sacerdote nato a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e rettore della chiesa di Sant'Andrea.
Agli inizi degli Anni Venti don Sante presenta alla Curia di Bari, per la debita approvazione, il progetto riguardante la costruzione di una nuova Chiesa a Gioia, nei pressi di quella Cappella, progetto dell'ingegnere gioiese Giuseppe Colacicco.
S. E. Mons. Augusto Curi, Arcivescovo di Bari, considerò un'utopia la realizzazione di quel progetto, il cui costo sarebbe stato proibitivo, per la maestosità del Tempio che si voleva erigere e per i costi relativi anche al suo artistico arredamento.
Per nulla scoraggiato da quelle parole, don Sante Milano mostra tenace perseveranza nel suo proposito.
Il 14 novembre 1921, infatti, dà inizio ai lavori di costruzione della nuova Chiesa in via Mazzini, con la cerimonia della posa della prima pietra della nuova Chiesa, senza richiedere un regolare permesso del Comune.
I lavori vengono sospesi per ordine del Comune e don Sante Milano presenta domanda per ottenere l'autorizzazione per costruire la nuova Chiesa con annesso ricreatorio e casa del parroco. Continua la Lettura
Vito: un nome, le origini di un culto
6 dicembre 2008 Autore: Rossana D'Addabbo
Categorie: Storia, Turismo
Lo ritroviamo frequentemente nell'onomastica tradizionale, solo o associato in prima posizione a nomi come Antonio, Donato, Filippo, Leonardo etc. Chi lo porta, riceve gli auguri il 15 giugno, festa del suo patrono, forse un po' offuscata dai solenni festeggiamenti di appena due giorni prima in onore del francescano Antonio di Padova, ben noto e venerato in tutto il mondo. Cosa sappiamo, invece, di s. Vito, a parte la "qualifica" di martire, segnalata dai calendari, e la giovanissima età suggerita dalle statue di culto nelle nostre chiese, che lo rappresentano nelle fattezze di adolescente abbigliato da soldato romano? Continua la Lettura














