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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Turismo</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Le masserie di Gioia Parte II</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/12/21/le-masserie-di-gioia-parte-ii/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 01:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[masserie]]></category>
		<category><![CDATA[Ville padronali]]></category>

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		<description><![CDATA[Masseria Rosati a Parco Busciglio
	&#160;
	La masseria, che si estende in senso latitudinale,&#160; &#232; caratterizzata da&#160; un arcone che permette l&#8217;ingresso alla corte interna. Un tempo era fortificata, come testimoniava la presenza di un piombatoio sovrastante la grande porta d&#39;accesso. Intorno al cortile si accentra tutta la costruzione con porte e finestre e la cappella.
Le strutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Rosati </strong>a Parco Busciglio<br />
	&nbsp;<br />
	<a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massrosati.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13128" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massrosati-187x295.jpg" width="187" /></a>La masseria, che si estende in senso latitudinale,&nbsp; &egrave; caratterizzata da&nbsp; un arcone che permette l&rsquo;ingresso alla corte interna. Un tempo era fortificata, come testimoniava la presenza di un piombatoio sovrastante la grande porta d&#39;accesso. Intorno al cortile si accentra tutta la costruzione con porte e finestre e la cappella.</p>
<p style="text-align: justify">Le strutture di tutto il complesso denunciano una datazione pi&ugrave; antica rispetto alla chiesetta; questa, &egrave; interna alla corte, unico esempio fra tutte le masserie gioiesi, caso abbastanza raro anche per le tipologie delle masserie della Puglia. Sulla sua facciata si legge la data del 1788, probabile l&#39;anno della sua costruzione. <br />
	Questo complesso architettonico rurale rappresenta il modello della massseria tradizionale, realizzata prima dell&rsquo;utilizzo delle nuove tecniche edilizie delle odierne case coloniche che hanno portato alla sostituzione&nbsp; della civilt&agrave; dell&#39;arco e della volta, della pietra e della calce&nbsp; con la tecnica dei solai.</p>
<p style="text-align: justify">All&rsquo;esterno si trova una cisterna, rialzata rispetto al livello di calpestio, per la raccolta dell&#39;acqua piovana. L&#39;ingresso&nbsp; presenta sul lato sinistro una serie di costruzioni basse, che erano utilizzate come depositi o stalle, mentre balza subito all&#39;occhio la costruzione su due piani, con un grande portone laterale d&#39;ingresso&nbsp; e una elegante bifora al primo piano. Altri ambienti sono presenti sul lato destro del prospetto.&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Eramo </strong>a Marzagaglia<br />
	&nbsp; <br />
	Questa masseria ci ricorda il tipo di masserie fortificate, costruite soprattutto nella seconda met&agrave; dell&#39;Ottocento, epoca in cui nelle nostre contrade imperversava il brigantaggio.<br />
	&nbsp;Infatti appare nel suo complesso come una costruzione massiccia che colpisce per una base o zoccolatura di bugnato calcareo, interrotta dalla presenza di un unico ingresso.<br />
	All&#39;esterno vi &egrave; una piscina, che raccoglie l&#39;acqua piovana, con copertura a spiovente in pietra e rialzata rispetto al suolo.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria si snoda su due livelli; quello inferiore presenta robuste lastre calcaree a bugnato sul prospetto e un&#39;apertura centrale ad arco e quattro piccole finestre, mentre il piano superiore&nbsp; presenta una finestra-balcone sul portone&nbsp; ed altre sei finestre. Alcuni elementi architettonici decorativi presenti al livello della copertura agli angoli e nella parte centrale della costruzione conferiscono alla masseria un tono di eleganza e di possanza.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Soria</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssoria.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13129" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssoria-186x295.jpg" width="186" /></a>E&#39; sicuramente una delle masserie pi&ugrave; signorili. Si trova sulla via per Marzagaglia.<br />
	La facciata principale&nbsp; &egrave; nei pressi del recinto della chiesa, chiusa da un muretto a merlature. La masseria&nbsp; edificata&nbsp; nella seconda met&agrave; dell&#39;Ottocento mostra tracce sia del gusto medievaleggiante del tempo che dello stile neogotico.</p>
<p style="text-align: justify">Appare come un piccolo castello che presenta al suo interno un cortile che funge da corte.&nbsp; Si accede&nbsp; alla corte e all&#39;abitazione del massaro attraverso un arco a sesto acuto.</p>
<p style="text-align: justify">La facciata principale&nbsp; si innalza su due livelli&nbsp; con aperture sui due piani. Il tetto &egrave; caratterizzato dalla presenza di merlature.</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;elemento architettonico che per&ograve; balza subito alla vista &egrave; l&#39;arco centrale a tutto sesto che immette nei locali a piano terra, sul quale si&nbsp; innalza una doppia scalinata esterna con loggetta con parapetto in pietra traforata. Sulla sommit&agrave; della scalinata si apre una finta bifora di stile neogotico che la circonda, attraverso la quale si accede agli ambienti del primo piano e cio&egrave; all&#39;ingresso dell&#39;abitazione padronale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria D&rsquo;Aprile </strong>in contrada Lama delle Vigne&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	<a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massdaprile.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13131" height="186" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massdaprile-295x186.jpg" width="295" /></a>La masseria, unico esempio tra quelle presenti nel territorio gioiese di costruzione con un&nbsp; originario impianto settecentesco, si sviluppa&nbsp; intorno alla corte centrale. Sul portone d&#39;ingresso, sormontato dal campanile a vela, &egrave; incisa la data&nbsp; 1838 che si riferisce, forse,&nbsp; al completamento dell&#39;edificio originario. Nella volta a botte del vano d&#39;ingresso &egrave; presente un&#39;apertura, che &egrave; in comunicazione con il terrazzo sovrastante,&nbsp; che era utilizzata dal massaro per&nbsp;la cernitura&nbsp;&nbsp;del grano. <br />
	Una lapide, che&nbsp; un tempo era presente sulla facciata della chiesa, riporta la data 1788.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo proprietario fu un certo Milano. Nell&#39;Ottocento fu acquistata da&nbsp; Giacomo D&#39;Aprile; dal suo nome ancora oggi viene spesso indicata come masseria don Giacomo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Presenta un recinto all&#39;aperto per il bestiame, formato da uno spesso muro a secco nel quale sono state ricavate arcate sovrapposte adibite a mangiatoia.<br />
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria La Torre </strong>in contrada San Donato&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masstorre.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13132" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masstorre-220x295.jpg" width="220" /></a>L&#39;impianto della masseria segue la tipologia edilizia in uso nel settecento. Attraverso un arco si entra nella corte. Fino all&#39;Ottocento, costituiva uno dei beni del Reale Albergo dei Poveri di Napoli.<br />
	La masseria&nbsp; &egrave; dotata di una chiesa, che si sviluppa all&#39;interno della corte, anche se il suo ingresso &egrave; collocato all&#39;esterno della stessa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Bosco </strong>in contrada Bosco&nbsp; <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	Una&nbsp; lapide apposta sulla facciata della chiesa riporta la data del 1804, presumibile anno della sua edificazione. <br />
	E&#39; una modesta masseria con il piano terra adibito a depositi e locali vari, mentre al primo piano vi erano le abitazioni. Presentava una corte interna, in parte distrutta, a cui si accedeva attraverso un grande arco. Sul fianco laterale della corte vi &egrave; un grande capannone, il cosiddetto lamione, di recente riadattato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria&nbsp;Il Fattore </strong>a contrada Parco La Mandra&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massfattore.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13134" height="239" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massfattore-295x239.jpg" width="295" /></a>La masseria fu costruita nel 1819, come risulta dalla data incisa sull&#39;arco del portone d&#39;ingresso. E&#39; appartenuta fino ai primi anni del Novecento alla famiglia Eramo.</p>
<p style="text-align: justify">Presenta l&#39;impostazione classica della masseria pugliese: una corte-cortile interna su cui si affacciano le stalle, i locali di deposito e l&#39;abitazione del massaro a piano terra e l&#39;abitazione del padrone al primo piano.</p>
<p style="text-align: justify">Manca la chiesa, anche se si presume che la piccola costruzione a lamia datata 1872, quasi adiacente le colonne del cancello d&#39;ingresso della strada, svolgesse la funzione di cappella votiva.</p>
<p style="text-align: justify">Nella lunetta sovrastante il portone d&#39;ingresso su una lamiera di ferro &egrave; dipinta la Madonna del Carmine a ricordo del passaggio del Sergente Romano e della sua truppa dalla masseria, avvenuto il 16 luglio 1861. La lunetta originale, perduta o distrutta, sembra sia stata dipinta dal pittore gioiese Francesco Romano. Sul fianco laterale della costruzione, lungo un vialetto colonnato si sviluppa un atrietto, dove &egrave; possibile ammirare un sedile in pietra. Un fregio scolpito nella pietra dell&#39;architrave dell&#39;ingresso ricorda che don Diego Eramo provvide ad&nbsp; abbellirla nel 1863. <br />
	Davanti all&#39;ingresso vi &egrave; un&#39;aia. La facciata bicolore presenta due piani: quello inferiore&nbsp; &egrave; rivestito in pietra a bugnato color marrone, quella superiore &egrave; di colore bianco.</p>
<p style="text-align: justify">Al piano terra c&#39;&egrave; un portone centrale ad arco con lunetta sull&#39;architrave e quattro piccole apertura, segno che quegli ambienti erano utilizzati come deposito, mentre la parte superiore presenta una finestra centrale ampia e&nbsp; sei finestre pi&ugrave; piccole.</p>
<p style="text-align: justify">Sul tetto ai quattro lati e nelle parti centrali dei decori architettonici triangolari si possono osservare pinnacoli che conferiscono alla costruzione un ruolo di difesa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria San Pietro </strong>in contrada San Pietro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssanpietro.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13135" height="238" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssanpietro-295x238.jpg" width="295" /></a>La masseria appartenne alla famiglia Soria fino ai primi decenni del Novecento. Sull&#39;arco di uno dei portoni d&#39;ingresso alle rimesse &egrave; riportata l&#39;iscrizione: A.S. N. MDCCCXXXIV T.S.E. Quella data, il 1834 starebbe ad indicare l&#39;anno della costruzione &nbsp;voluta da Teodorico Soria.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria era fortificata&nbsp;per mezzo di&nbsp;vari elementi difensivi. Sull&#39;angolo destro della facciata principale e sul retro della costruzione sono visibili le sajettere, corpi aggettanti che presentano feritoie ad uso di difesa.</p>
<p style="text-align: justify">Sulla scalinata interna un pianerottolo in legno a forma di ponte levatoio serviva a difendere l&#39;abitazione del padrone da eventuali assalti di nemici.</p>
<p style="text-align: justify">Tutta la tipologia costruttiva conferma lo scopo difensivo della costruzione:&nbsp; un edificio su due livelli con una porta pi&ugrave; grande al piano terra e una serie di porte pi&ugrave; piccole, che permettono l&#39;accesso ai depositi o alle stanze dei coloni. Finestre pi&ugrave; ampie al primo piano denotano la funzione di quegli ambienti come abitazione del padrone. <br />
	La masseria &egrave; dotata di una piccola chiesa.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Vallata </strong>in contrada Vallata&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvallata.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13136" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvallata-188x295.jpg" width="188" /></a>La costruzione probabilmente risale alla seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento.&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Presenta un unico corpo di fabbrica, al centro del quale&nbsp; spicca un torrino merlato, con funzione di difesa. Sulla facciata principale si pu&ograve; ammirare un balcone con una balaustra.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria nel corso degli anni &egrave; stata oggetto di rimaneggiamenti e ristrutturazioni che ne hanno alterato il primitivo impianto.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria &egrave; dotata di una&nbsp; chiesa, che&nbsp; si sviluppa esternamente&nbsp; alla costruzione.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">
	<strong>Masseria Gonnella </strong>a Canale Frassineto&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; una costruzione recente, risalente al principio del Novecento, sita ai piedi della collina di Monte Sannace. Presenta la consueta distribuzione razionale degli ambienti di una masseria: depositi e&nbsp; locali per gli animali al pianterreno e locali adibiti ad abitazione distribuiti al primo piano.</p>
<p style="text-align: justify">Tutta la costruzione si segnala subito&nbsp; per l&#39;eleganza geometrica dei suoi volumi quadrangolari e per la distribuzione della luce, accentuata dalle superfici lisce ricoperte dalla&nbsp; bianca calce.<br />
	E&#39; una costruzione irregolare che si estende su&nbsp;vari &nbsp;livelli di diversa altezza.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Cocevole </strong>in contrada Cocevoli&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
	&nbsp;<br />
	E&rsquo; ubicata in Contrada Cocevoli,&nbsp; sul lato sud della provinciale per Santeramo.</p>
<p style="text-align: justify">Altre costruzioni, in prossimit&agrave; del paese, sono di pi&ugrave; recente costruzione, rispetto alle masserie. Esse si possono considerare Ville signorili. Tra queste si possono citare:&nbsp;-<br />
	- Villa Carano<br />
	-&nbsp;Villa Cassano<br />
	- Villa Indellicati<br />
	-&nbsp;Villa Pagano<br />
	-&nbsp;Villa Colombo<br />
	-&nbsp;Villa Soria</p>
<p style="text-align: justify">
	E&rsquo; consentito l&rsquo;utilizzo del contenuto di questo articolo <strong><u>per soli fini non commerciali</u></strong>, citando la fonte e il nome dell&rsquo;autore.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;<br />
	Le fotografie sono tratte da : <strong>Agrodolce &#8211; masserie a Gioia del Colle di Franco Marvulli &#8211; Foglio d&#39;Identit&agrave; Territorale &#8211; Comune di Gioia del Colle &#8211; Assessorato alla Cultura &#8211; 1998.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Foto di : <strong>Nunzio Ponte</strong></p>
<p style="text-align: justify">
	&nbsp;</p>
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		<title>Le masserie di Gioia Parte I</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 01:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ville padronali]]></category>

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		<description><![CDATA[Masseria,&#160; dal latino&#160;massa, termine che deriva dalla&#160; parola greca &#956;&#945;&#950;&#945; (maza)&#160; che indica l&#39;impasto per fare il pane,&#160;&#160; nell&#8217;alto medioevo significava un grande possedimento terriero costituito da un insieme di fondi o poderi, &#34; pars massaricia &#34;&#160;, dati in affitto per un certo tempo a un conduttore il quale lo faceva coltivare da coloni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Masseria,&nbsp;</strong> dal latino&nbsp;massa, termine che deriva dalla&nbsp; parola greca <span style="line-height: 115%;font-family: 'calibri', 'sans-serif';font-size: 11pt"><font color="#000000" face="Calibri"><span style="font-size: 12px">&mu;&alpha;&zeta;&alpha; (<i>maza</i>)</span></font></span><font color="#000000" face="Calibri">&nbsp;</font> che indica l&#39;impasto per fare il pane,<span style="font-size: 14px">&nbsp;</span><span style="font-size: 10px"><font color="#000000"><font face="Calibri"><span>&nbsp;</span></font></font></span> nell&rsquo;alto medioevo significava un grande possedimento terriero costituito da un insieme di fondi o poderi, &quot; <em>pars massaricia</em> &quot;&nbsp;, dati in affitto per un certo tempo a un conduttore il quale lo faceva coltivare da coloni e servi , in opposizione alla &quot;&nbsp;<em>pars dominica</em> &quot; , terre coltivate&nbsp; dal signore ), &egrave; l&rsquo;azienda rurale diretta da un contadino, massaro, secondo un contratto di colon&igrave;a.<br />
	Sin dal suo sorgere la <em>massaria </em>indicava delle realt&agrave; economiche ed insediative diversificate, pur costituendo in generale&nbsp;un insediamento umano nel territorio rurale, che si configura come centro di produzione, organizzazione del lavoro agrario e dell&#39;allevamento.</p>
<p>Le masserie, infatti, si possono raggruppare in quattro categorie:</p>
<p>1-&nbsp;Masserie di campo, cio&egrave; centri colturali con funzione di intenso sfruttamento di ampi territori agrari o di spazi ai margini degli insediamenti urbani e agricoli;&nbsp;</p>
<p>2- masserie di allevamento, quelle in cui l&#39;attivit&agrave; preminente &egrave; l&#39;allevamento&nbsp; di bovini, suini, ovini ed equini:</p>
<p>3- masserie miste, quelle cio&egrave;&nbsp;in cui si&nbsp;pratica&nbsp; sia l&#39;attivit&agrave; agricola che quella pastorale;</p>
<p>4- masserie&nbsp; costituite da pi&ugrave; soci uniti da&nbsp;contratti agrari, per mettere in societ&agrave; delle terre di propriet&agrave; di Enti ecclesistici, come &egrave; il caso di Gioia, che nel 1312 vede tale forma di cooperazione fra tre privati cittadini relativamente alle terre della chiesa gioiese di S. Pietro de Sclavezzolis, a circa un miglio di distanza dal Paese, terre possesso della Chiesa di San Niccol&ograve; di Bari;</p>
<p>5- masserie regie,&nbsp;aziende che valorizzano la produttivit&agrave; del demanio regio, diversificando gli interventi: non solo la cerealicultura e l&#39;allevamento, ma anche la viticultura e altre culture specializzate.</p>
<p>Gran parte delle masserie pi&ugrave; antiche presenti nell&rsquo;agro gioiese, distanti dal centro abitato, hanno svolto la funzione tipica della curtis medievale, non solo per la presenza della corte, il cortile centrale, che ne costituisce un elemento caratterizzante, ma anche per il ruolo economico e sociale che rivestivano.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria, anche da noi,&nbsp;inizialmente&nbsp;pi&ugrave; estesa rispetto a quelle attuali, da dimora del signore, che faceva lavorare il suo latifondo ai contadini al suo servizio, &egrave; diventata un piccolo centro agricolo in cui oltre alla coltivazione dei cerali, dei legumi e degli ortaggi si praticava&nbsp; l&rsquo;allevamento non solo degli ovini ma anche&nbsp; dei bovini, degli equini, dei suini e degli animali da cortile.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria &egrave; una struttura complessa, con una sapiente organizzazione degli spazi:</p>
<p style="text-align: justify">- abitazioni, che comprendono la dimora del proprietario, del massaro, dell&#39;eventuale custode, dei contadini, dei salariati stagionali ( i cafoni ), dei pastori;</p>
<p style="text-align: justify">-&nbsp;servizi generali, che riguardano gli usi comuni, come la cucina, il forno, le cisterne, la chiesa, la barchessa;</p>
<p style="text-align: justify">- ambienti per gli attrezzi: aratri, finimenti e bardature per gli animali, carrozze, carri agricoli;</p>
<p style="text-align: justify">- ambienti per la conservazione di derrate: ciisterne per cereali, granai, cisterne per olio e per vino o cantine, fienili e foraggiere;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">- ambienti per la lavorazione dei prodotti agricoli: aia, trappeto, palmento;</p>
<p style="text-align: justify">- ambienti per la lavorazione dei prodotti dell&#39;allevamento: caseificio, essiccazione dei formaggi e dei salumi;</p>
<p style="text-align: justify">- ambienti per gli animali: stalle per bovini, equini, ovini, suini, gallinacei, colombaie, jazzi;</p>
<p style="text-align: justify">- strutture di difesa o di avvistamento: torrette, saiettere.</p>
<p style="text-align: justify">Anche nel nostro territorio per poter svolgere tutte queste attivit&agrave; la primordiale costruzione del signore, che prevedeva quasi esclusivamente l&rsquo;abitazione&nbsp;&nbsp; del padrone, la masseria si trasforma per assumere la fisionomia di un piccolo centro agricolo produttivo; si costruiscono altri ambienti per la famiglia del massaro, che porta avanti la conduzione dell&rsquo;azienda agricola, spazi per i salariati fissi (&nbsp; i cosiddetti ualani ), stalle chiuse per i diversi animali che si allevano, spazi recintati&nbsp; da utilizzare come stalle all&#39;aperto per gli stessi ( iazzi&nbsp; o stazzi), vani deposito per paglia e fieno, vani per deposito di attrezzi e macchinari agricoli e mezzi di trasporto ( traino, calesse, carri agricoli&hellip; ), vani per deposito di derrate alimentari ( granai&hellip; ), vani per le diverse lavorazioni di prodotti agricoli ( ricotta, formaggi&hellip; ), vani per frantoi ( i&nbsp; trappeti ) per la lavorazione dell&rsquo;uva e delle olive, cantine.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">La presenza del forno e di grosse cisterne per la raccolta dell&rsquo;acqua piovana completavano quelle strutture, conferendo loro&nbsp; una completa&nbsp;&nbsp; indipendenza dal paese. Un altro elemento costante in questi nuovi complessi agricoli &egrave; costituito dall&rsquo;aia, dove si svolgevano numerose attivit&agrave; agricole ( trebbiatura e&nbsp; cernita di vari tipi di cereali secchi ).<br />
	Spesso nelle masserie pi&ugrave; importanti era presente una cappella, quasi a simboleggiare l&rsquo;autonomia del luogo anche nei bisogni spirituali che ordinariamente erano soddisfatti nel paese.</p>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;immagine che balzava da questa complessa struttura era, quindi, quella di un piccolo sobborgo, autonomo in tutti i suoi bisogni. <br />
	Spesso le masserie vengono ampliate o costruite su due piani indipendenti; quello a livello del suolo viene utilizzato&nbsp; come abitazione del massaro o come deposito o utilizzato come stalle, mentre quello del livello superiore o &egrave; abitato dal signore, che ci vive abitualmente oppure, se questo ha una fissa&nbsp; dimora in&nbsp; citt&agrave;, &egrave; dallo stesso utilizzato nei periodi in cui va a vivere in campagna anche per sorvegliare e seguire il buon andamento di alcuni lavori stagionali.</p>
<p style="text-align: justify">Alcune masserie sembrano dei veri e propri fortilizi, per la presenza di&nbsp; mura che la circondano, di torrette e saiettiere e perch&eacute; sono ornate di merli, per difendere gli abitanti e lavoratori da eventuali assalti di briganti o di malintenzionati. <br />
	Oggi con il termine masseria si intende una costruzione rurale di dimensioni ridotte rispetto a quelle settecentesche o ottocentesche, fatta costruire da modesti proprietari terrieri, che l&rsquo;abitano durante tutto l&rsquo;anno e dove essi svolgono quotidianamente le diverse attivit&agrave; agricole.</p>
<p style="text-align: justify">Tra le numerose masserie dell&rsquo;agro gioiese si segnalano:</p>
<p style="text-align: justify">-&nbsp;la settecentesca Masseria D&rsquo;Aprile con jazzo monumentale (via provinciale Gioia-Turi, vicinale Macchia del Campo),&nbsp;<br />
	- la Masseria Il Fattore del primo Ottocento (via provinciale Gioia-Laterza);&nbsp;<br />
	- la medievaleggiante Masseria Soria della seconda met&agrave; dell&rsquo;Ottocento (via provinciale Gioia-Castellaneta),&nbsp;<br />
	- la Masseria Vallata con la chiesa a doppio campanile a vela (via Vecchia Matera),&nbsp;<br />
	- la settecentesca Masseria Gigante (via provinciale Gioia- Acquaviva),&nbsp;<br />
	- l&rsquo;ottocentesca Masseria Villa Scozia (via provinciale Noci- Castellaneta),&nbsp;<br />
	- la scenografica Masseria La Villa (via Cinque Parieti), dei primi anni dell&rsquo;Ottocento, con la serra del Marangiare,&nbsp;<br />
	- la seicentesca Masseria S. Candida con la suggestiva cappella (vicinale S. Candida).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria&nbsp; La&nbsp; Villa</strong></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvilla.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13118" height="184" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvilla-295x184.jpg" width="295" /></a>Si trova in localit&agrave;&nbsp; Cinque Parieti. La&nbsp; masseria &egrave; compatta ed &egrave; caratterizzata da costruzioni complesse&nbsp; con un numero di ambienti superiore&nbsp; a quelle delle masserie di altri tipi. I vani del piano superiore sono riservati all&#39;abitazione della famiglia del massaro o del proprietario coltivatore diretto. E&rsquo; al centro di una vasta estensione di terreni interessati sia a coltivazione intensiva che diversificata e specializzata: piantagioni arboree, ulivo, mandorlo, vigneto, seminativi.</p>
<p style="text-align: justify">Una tale forma di economia ha richiesto attrezzature e ambienti indispensabili alla lavorazione e conservazione delle olive, dell&#39;uva, delle mandorle, dei cereali, come trappeto ( frantoio costruito nel 1883 ), cantine, magazzini, depositi. In questa masseria assume particolare rilevanza anche l&#39;allevamento del bestiame, principalmente bovini. Tutta la costruzione, dunque, nonostante il suo nome, &egrave; sorta come una vera e propria masseria con attrezzature e strutture da utilizzare per fini rurali.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">La masseria&nbsp;fu fatta &nbsp;edificare dall&#39;abate Francesco Saverio Indellicati nei primi dell&#39;Ottocento su&nbsp; una preesistente costruzione. Le caratteristiche architettoniche dell&rsquo;edificio sono simili a quelle di un&nbsp; palazzo urbano. Intorno alla prima met&agrave;&nbsp; dell&rsquo;Ottocento davanti al fabbricato &egrave; stata aggiunta una serie di vani, tra cui&nbsp; due bracci laterali curvi con arcate cieche&nbsp; che hanno creato un effetto scenografico simile a quello del porticato delle ville patrizie e delle barchesse tipiche delle ville venete.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;ingresso presenta un grande portone ad arco sovrastato da un balcone.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Vicino al corpo di fabbrica principale&nbsp; vi &egrave; una costruzione&nbsp; che sembra una specie&nbsp; di serra. Presenta sulla facciata due belle arcate murate di gusto neoclassico.&nbsp; Da ammirare una finestra ad occhio ovale ed il fregio sull&#39;architrave della porta d&#39;ingresso al trappeto.&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Santa Candida </strong>a Gaudella</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssantacandida.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13120" height="188" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/masssantacandida-295x188.jpg" width="295" /></a>Si trova in contrada Santa Candida, da cui prende il nome. E&rsquo; una masseria di grandi dimensioni, inserita ai margini di ampie zone boschive, ed &egrave; chiusa perimetralmente. La dimora padronale,&nbsp; in pietra calcarea, posta in zona quasi centrale, &egrave; la costruzione di maggiore rilievo. La&nbsp; facciata principale &egrave; arricchita dalla presenza di un campanile a vela. L&#39;angolo che si protende verso est &egrave; chiuso da una cappella sulla cui facciata una iscrizione in latino ci ricorda l&rsquo;anno della sua fondazione, il 1639.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Nel Settecento, probabilmente nel 1740, subisce un ampliamento, mentre nell&rsquo;Ottocento &egrave; oggetto di restauri o ristrutturazione, soprattutto per quanto attiene alla dimora padronale sita al primo piano e alla facciata principale. Tutto il complesso rurale e la sottostante grotta, di vaste dimensioni, che ha portato alla luce&nbsp; resti della presenza remota dell&#39;uomo, provano che questa masseria &egrave; stata abitata da contadini sin da tempi remoti. La masseria &egrave; composta di vari ambienti. Il primo piano comprende due edifici bassi; al centro &egrave; presente un grande arco rientrante che immette nella masseria, che si svluppa su&nbsp;&nbsp; due piani.</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; una&nbsp;delle&nbsp; pi&ugrave; antiche tra le masserie presenti nel territorio gioiese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Perniola </strong>a Corvello</p>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;impianto rurale iniziale, che &egrave; molto antico,&nbsp; era costituito da modeste costruzioni a piano terra. Presentava&nbsp; originariamente una forma quadrangolare con cortile, su cui si affacciavano le costruzioni a piano terra. In tempi pi&ugrave; recenti a questo primo nucleo abitativo si &egrave; affiancata una costruzione pi&ugrave; grande, che si sviluppa su due livelli con ambienti a primo piano ed altri ambienti rurali, tutti prospicienti sulla vasta aia antistante la masseria. Il primo piano presenta un balcone, al posto delle tradizionali finestre, elemento architettonico rivelatore di una costruzione pi&ugrave; recente. L&rsquo;ingresso nella masseria si effettua attraverso un&#39;ampia porta ad arco.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Masseria Villa Scozia</strong> in contrada Mandorlamara&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvilla-scozia.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13121" height="185" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massvilla-scozia-295x185.jpg" width="295" /></a>La masseria &egrave; composta da due distinti corpi di fabbrica, siti&nbsp; a poca distanza l&#39;uno dall&#39;altro. La costruzione della villa,&nbsp; pi&ugrave; propriamente denominato&nbsp; casino, come risulta dall&#39;iscrizione sulla porta della chiesa &nbsp;risale al 1849 e rispecchia in pieno tutte le caratteristiche costruttive di un palazzo urbano.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti era l&#39;abitazione padronale dei signori De Luca Resta, antichi proprietari della masseria. Le&nbsp; costruzioni di pertinenza, come trulli, jazzi e lamie, sono&nbsp; distaccate dalla masseria&nbsp;e risultano pi&ugrave; antiche rispetto alla stessa. In un locale a piano terra della villa &egrave; stata ricavata una cappella.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">La facciata della villa si presenta lineare, squadrata, semplice e bicolore con portone d&#39;ingresso ad arco&nbsp; e quattro piccole finestre al piano terra&nbsp; e cinque finestre pi&ugrave; ampie al piano superiore.</p>
<p style="text-align: justify">
	<strong>Masseria Gigante </strong>in&nbsp; contrada Gigante<br />
	&nbsp; <br />
	<a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massgigante.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-13123" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/12/massgigante-191x295.jpg" style="width: 156px;height: 216px" width="191" /></a>E&rsquo; sita sulla via per Acquaviva, in contrada Gigante.</p>
<p style="text-align: justify">La masseria &egrave; probabilmente d&#39;impianto settecentesco, come si legge nell&rsquo;iscrizione V.G.G.F. AD 1753, che &egrave; incisa su una pietra oggi murata nel corpo di fabbrica delle cantine che furono costruite&nbsp;&nbsp; nel 1884. Fu completamente ristrutturata e riadattata&nbsp; dalla famiglia Cassano nella seconda met&agrave; dell&#39;Ottocento. Fa parte del complesso rurale anche una&nbsp; chiesa, che &egrave; esterna all&#39;insieme&nbsp; della struttura principale.&nbsp;&nbsp; Da ammirare la preziosa doppia scalinata&nbsp; in pietra con passamani in pietra lavorata e traforata e l&rsquo;imponente scalinata interna.</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; consentito l&#39;utilizzo &nbsp;del contenuto di questo articolo <strong><u>per soli fini non commerciali</u></strong>, citando la fonte e il nome dell&#39;autore.<br />
	&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Le fotografie sono tratte da : <strong>Agrodolce &#8211; masserie a Gioia del Colle di Franco Marvulli &#8211; Foglio d&#39;Identit&agrave; Territorale &#8211; Comune di Gioia del Colle &#8211; Assessorato alla Cultura &#8211; 1998.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Foto di : <strong>Nunzio Ponte</strong></p>
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		<title>Due gioiesi a New York</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 11:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gioiesi nel Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Produce di sicuro un certo effetto e una piacevole sensazione di benessere&#160; e l&#39;impressione di ritrovarsi a casa, incontrare, mentre si &#232; in giro per il mondo, nostri concittadini, affermati in diversi settori o positivamente impegnati in alcune attivit&#224; lavorative o produttive.
Mi piace, oggi, giorno in cui&#160;&#160; ricorre il 9&#176; anniversario dell&#39;attacco terroristico alle Torri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/resta.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12066" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/resta-295x221.jpg" title="Giuseppe e Tiziana Resta con un gruppo di amici allo Smeralda's" width="295" /></a>Produce di sicuro un certo effetto e una piacevole sensazione di benessere&nbsp; e l&#39;impressione di ritrovarsi a casa, incontrare, mentre si &egrave; in giro per il mondo, nostri concittadini, affermati in diversi settori o positivamente impegnati in alcune attivit&agrave; lavorative o produttive.</p>
<p style="text-align: justify">Mi piace, oggi, giorno in cui&nbsp;&nbsp; ricorre il 9&deg; anniversario dell&#39;attacco terroristico alle Torri Gemelle di New&nbsp; York, portare all&#39;attenzione dei lettori una realt&agrave; positiva che ho riscontrato in quella metropoli.</p>
<p style="text-align: justify">A Long Island, in una zona immersa nel verde e a poca distanza dal mare di Long Beach, a circa 30 minuti da Manhattan, due gioiesi, Beppe e Tiziana Resta,&nbsp; qualche tempo prima di quel tremendo avvenimento che oggi richiamiamo alla mente, hanno dato vita ad una attivit&agrave; ricettivo-turistica, mettendo a disposizione una serie di appartamenti sia per studenti italiani e internazionali che vogliono approfondire la conoscenza dell&#39;inglese sia per famiglie che vogliono trascorrere le loro vacanze in America e visitare la &quot; Grande Mela &quot;.&nbsp;<span id="more-11956"></span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/io-e-peppe.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12100" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/io-e-peppe-225x295.jpg" title="Tiziana e Giuseppe Resta" width="225" /></a>Anche la mia famiglia ha potuto fruire di questa opportunit&agrave;. E&#39; stata, la nostra, una positiva esperienza, che da un lato ci ha permesso di creare uno stacco dal frastuono della grande metropoli e dall&#39;altro ci ha consentito di stabilire rapporti di amicizia e di collaborazione con altri gioiesi e pugliesi, dandoci l&#39;impressione di trovarci tra mura domestiche in un&#39;oasi di tranquillit&agrave; e di pace.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Con il suo viso tondetto, il suo sorriso contagioso e gli occhi&nbsp;vispi e curiosi, Tiziana ci ha colpito per la sua esuberante vivacit&agrave; e dinamicit&agrave;, per nulla frenate dalla sua prestanza fisica,&nbsp;e per la sua buona padronanza e conoscenza del territorio che la circonda: in quattro giorni ci ha permesso di entrare nei meandri della Grande Mela come nessun americano verace ci avrebbe mai consentito di fare.</p>
<p style="text-align: justify">Beppe e Tiziana Resta non si sono limitati a questa attivit&agrave; turistico-alberghiera; stanno sperimentando altre attivit&agrave;: organizzazione di <em>scambi di corsi di inglese e multipropriet&agrave; scambio casa, perch&eacute; sono due cose che in Italia sono molto rare e chiunque le sente ne rimane meravigliato e si incuriosisce, </em>afferma Tiziana.<em> Vorrei far smuovere un p&ograve; le finestre chiuse che ci sono nel nostro paese, e ce ne sono tante, e soprattutto dare ai giovani l&#39;opportunit&agrave; di vivere esperienze formative in un posto che sia un esempio per la nostra piccola societ&agrave;.</em></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldas.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12061" height="221" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldas-295x221.jpg" title="Smeralda's" width="295" /></a>Inoltre i due germani hanno ideato anche un nuovo reality che mette alla prova l&rsquo;ambientamento di ragazzi italiani che arrivano per la prima volta a New York. Tiziana spiega (fonte Ansa): <em>L&rsquo;idea &egrave; nata dopo che abbiamo soccorso un gruppo di amici sulla Quinta Strada, beffati da un&rsquo;agenzia che aveva fittato loro un appartamento inesistente. L&rsquo;incubo a New York sono gli alloggi troppo cari oppure inadeguati. E&rsquo; per questo che io e mio fratello abbiamo deciso di iniziare un&rsquo;attivit&agrave; di ospitalit&agrave; turistica, spostata per&ograve; a Long Island, un posto immerso nel verde, a due passi dal mare e a mezz&rsquo;ora di treno da Manhattan.</em> Suo fratello Beppe puntualizza: <em>Da sempre abbiamo pensato che tutto quello che gli italiani portavano nella nostra casa era un buonumore e uno zaino di libert&agrave; sulle loro spalle. La politica di condivisione all&rsquo;interno della nostra casa, ci ha portato in tutti questi anni ad acquisire un&rsquo;esperienza tale da poterci scrivere su un copione.</em></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldasg.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12102" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldasg-200x295.jpg" title="smeraldas" width="200" /></a>Il reality doveva essere girato prima dell&rsquo;estate e i casting erano stati aperti su Facebook e sul proprio sito web: i candidati devono avere una et&agrave; compresa tra i 20 e i 35 anni ed essere persone comunicative. L&rsquo;intento finale &egrave; quello di far passare il concetto di scoperta, curiosit&agrave;, condivisione, conoscenza e non di vetrina. Per riuscirci i due creatori stanno pensando alle regole del gioco: il gioco prevede un percorso di scoperta nelle diverse zone di Manhattan, abbinate ad una figura dei tarocchi; per esempio nel percorso dedicato agli &lsquo;Amanti&rsquo;, ognuno dei partecipanti potr&agrave; tirar fuori le proprie passioni: per l&rsquo;amicizia, per l&rsquo;arte, e cos&igrave; via. In base alla ricerca pi&ugrave; bella si guadagnano dei bonus. Chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; vince.</p>
<p style="text-align: justify">La speranza dei due fratelli &egrave; quella che, il loro reality, inizialmente autoprodotto, possa avere un seguito, magari televisivo: <em>Ci piacerebbe molto avere una partnership con Rai International che &egrave; la rete pi&ugrave; vista dagli italiani all&rsquo;estero e testimonial come Jovanotti e Fabio Volo, appassionati di New York nonch&eacute; italiani con uno spirito comunicativo molto forte.&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify">Sempre Tiziana afferma: <em>163 stream blvd &egrave; il nome che abbiamo dato al nostro progetto mediatico che stiamo cercando di realizzare grazie anche alla collaborazione di amici gioiesi e non, come regia e casting.</em></p>
<p style="text-align: justify">Il documentario vede in uno scambio di destinazioni, 10 ragazzi italiani arrivare per la prima volta a New York e 10 americani in Italia: ognuno alla ricerca di un posto nuovo e di una parte nuova &nbsp;di s&egrave; da tirare fuori.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Tra i temi del documentario, oltre al viaggio, alle passioni di ogni partecipante, ci sar&agrave; anche quello dell&#39; obesit&agrave;, osservato da un punto di vista diverso dal solito.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Uno dei requisiti, infatti, di selezione &quot;fisica&quot; dei nostri casting &egrave; proprio la taglia delle ragazze, questa volta non inferiore alla 48, ma superiore.</em></p>
<div style="text-align: justify"><em>L&#39;&nbsp;idea &egrave; nata dal fatto che accogliendo molti turisti italiani a smeraldas, si &egrave; capito quanto nei nostri contesti sia importante un tipo di immagine e molti tipi di ruoli-maschere di cui la maggior parte di chi arriva qui, se ne &egrave; liberato facilmente, stimolati dalla condizione della terra straniera. In pi&ugrave; l&#39; accoglienza statunitense dell&#39;incoming estero dovrebbe necessariamente essere preso come esempio da noi&#8230;che puntiamo molto sul turismo&#8230;</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>L&#39; intenzione &egrave; quella di generare uno scambio di destinazioni, di media e di rapporti mediatici, radiofonici tra Italia e New York al fine di poter anche avvicinare tutti i residenti italiani a New York che non vedono la loro terra da molto tempo.</em></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><em><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldas1.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-12101" height="200" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/09/smeraldas1-295x200.jpg" title="smeraldas" width="295" /></a>L&#39; elemento forte e guida vuole essere uno: la comunicazione </em><em>tra et&agrave;, popoli, culture, lingue differenti e tradizioni che indipendente dall&#39;epoca, dalle lontananze e dalle appartenenze, segue un unica legge per integrarsi che &egrave; quella del VOLERE.&nbsp;</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>Volere comunicare &egrave; potere&#8230;</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>La parola, lo streaming di pensieri e di idee, su una strada a doppia direzione, con l&#39; augurio che sia sempre quella giusta per il raggiungimento dei propri sogni.</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>Per il momento siamo in attesa di ricevere finanziamenti da sponsor che appoggiano anche la nostra causa.</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>Una parte dei futuri ricavati verr&agrave; donata in beneficienza a comunit&agrave; di accoglienza per persone con disturbi alimentari, centro di accoglienza per genitori che non riescono ad accettare l&#39;omosessualit&agrave; dei propri figli e per omosessuali che non riescono ad esprimere liberamente la propria sessualit&agrave;.</em></div>
<div style="text-align: justify"><em>163, infatti , &egrave; l&#39; apice di un progetto pi&ugrave; grande che dar&agrave; vita ad una lotta contro l&#39; emarginazione-discrimazione degli obesi e degli omosessuali che rappressenta ancora oggi nel nostro paese un elemento di disturbo o un tab&ugrave;, a differenza di tanti altri come New York dove, nonostante le differenze etniche parlino lingue diverse, la sensazione di libert&agrave; e di uguaglianza parla chiaro e regna sovrana.</em></div>
<div style="text-align: justify">Partito quindi come reality , il&nbsp; lavoro di Beppe e Tiziana&nbsp;diventer&agrave; pi&ugrave; che altro un documentario sull&#39;esperienza di italiani a New York.</div>
<div style="text-align: justify">Il progetto <em>verr&agrave; girato a Smeraldas, che, fin dall inizio, sembra che si sia prestata in modo favorevole a questa operazione come un presagio.</em></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">I due fratelli cercano&nbsp; anche <em>volontari, che appoggino la causa e vogliano donare soldi per la realizzazione del documentario, oltre che aziende pugliesi che, come sponsor, vogliano rappresentare la&nbsp;loro iniziativa</em>.</div>
<div style="text-align: justify">Tiziana e Beppe Resta non hanno intenzione di fermarsi a New York, tanto che stanno pensando di proporre lo stesso format a campi invertiti, con dieci ragazzi americani alla scoperta di Roma, Firenze e la Puglia (la loro terra di origine).&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ai due nostri concittadini l&#39;augurio di proseguire positivamente nel loro impegno non solo nel nel settore turistico-alberghiero, ma di sperimentare nuove opportunit&agrave; soprattutto per i giovani, portando sempre in alto nel mondo, e particolarmente nel continente americano, il nome di Gioia del Colle.</div>
<p style="text-align: justify">Per chi volesse maggiori informazioni &egrave; possibile consultare il sito <a href="http://www.smeraldas.com" target="_blank">www.smeraldas.com</a> o il sito <a href="http://www.163streamblvd.com" target="_blank">www.163streamblvd.com</a> oppure cercare su Facebook la pagina <a href="http://www.facebook.com/?ref=logo#!/smeraldas.nyc?ref=ts" target="_blank">&#39;Smeraldas Nyc&#39;</a>.</p>
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		<title>I sepolcri di tipo dolmenico di Masseria della Madonna</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 00:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A sud-ovest di Gioia&#160;in localit&#224; &#160;Masseria della Madonna, a circa due chilometri da un analogo sito,&#160;Murgia Giovinazzi, il 1980 il prof. Antonio Donvito negli anni ottanta&#160;individua tra la vegetazione steppica e cumuli di pietre una zona interessata alla presenza di dolmen a galleria e sepolcri di tipo dolmenico a tumulo.
&#160;
L&#8217;area&#160;colpisce l&#8217;attenzione del prof. Donvito perch&#233; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen02.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11251" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen02-295x455.jpg" width="191" /></a>A sud-ovest di Gioia&nbsp;in localit&agrave; &nbsp;Masseria della Madonna, a circa due chilometri da un analogo sito,&nbsp;Murgia Giovinazzi, il 1980 il prof. Antonio Donvito negli anni ottanta&nbsp;individua tra la vegetazione steppica e cumuli di pietre una zona interessata alla presenza di dolmen a galleria e sepolcri di tipo dolmenico a tumulo.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;area&nbsp;colpisce l&rsquo;attenzione del prof. Donvito perch&eacute; si presentava come una grande specchia con un gran cumulo di pietre disposte in forma circolare ed enormi lastroni litici piatti che facevano pensare alla presenza di sepolcri dolmenici del tipo a tumulo circolare. Ben altri individui avevano precedentemente effettuato tale scoperta; infatti l&rsquo;area appariva gi&agrave; violata da frettolosi e clandestini scavatori.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Dopo averne ottenuta segnalazione il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali nel 1985 autorizza una campagna di scavi nella zona di propriet&agrave; del signor Giuseppe Serino e dai signori eredi Giannico.<span id="more-10406"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen03.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11252" height="250" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen03-295x518.jpg" width="142" /></a>Tale campagna,&nbsp;resa possibile grazie ai fondi messi a disposizione&nbsp;dal Ministero della P.I. e dall&rsquo;Istituto di Civilt&agrave; Preclassiche dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari, &egrave; eseguita sotto la direzione del professor Rodolfo Striccoli e porta alla luce 5 sepolcri, quattro dei quali sono dolmenici a tumulo circolare con cista centrale non sempre intatta ed uno appare come una galleria dolmenica facente parte di&nbsp;un grande tumulo a pianta ellittica.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Quasi tutti i&nbsp;tumuli presentano delle caratteristiche comuni: sono situati su uno sperone roccioso ed erano ricoperti da vegetazione steppica che li occultava; sono stati riutilizzati da popolazioni vissute in epoche storiche successive e appartenenti a diverse culture.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il primo sepolcro ad essere esplorato &egrave; stato una galleria dolmenica, un&rsquo;imponente costruzione&nbsp;megalitica con tumulo&nbsp;a pianta ellittica, che, nonostante evidenti segni di violazione, presenta una struttura e i lastroni ben conservati.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen06.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11253" height="250" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen06-295x425.jpg" width="174" /></a>Lo scavo ha portato alla luce una consistente variet&agrave; di reperti archeologici, che vanno da frammenti di ceramica ( vari tipi di vasellame come ciotole, vasetti e scodelle e un grattatoio ) a resti antropici appartenenti ad un individuo adulto e a un bambino, a prodotti artigianali in bronzo, tra cui un ago con la relativa cruna.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Tali reperti si possono far risalire ad una popolazione appartenente alla civilt&agrave; e alla cultura proto appenninica&nbsp;del Bronzo antico e subappenninica dell&rsquo;et&agrave; del Bronzo recente ( XIII-XII secolo a.C. ). Il rinvenimento in uno strato superiore di vasellame in ceramica di tipo buccheroide, di ceramica nera&nbsp;e di argilla molto depurata insieme a resti di animali domestici ( pecora, capra, tartaruga ) fa pensare ad una ulteriore e tardiva utilizzazione del sepolcro da parte di individui appartenenti al periodo dell&rsquo;insediamento peuceta, compreso tra il VI e il IV secolo a. C.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen08.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11254" height="250" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen08-295x431.jpg" width="171" /></a>E&rsquo; la tomba a galleria&nbsp;pi&ugrave; antica della zona ed &egrave; l&rsquo;unica a presentare il tumulo a pianta ellittica.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il secondo sepolcro ad essere esplorato &egrave; anch&rsquo;esso dolmenico e a tumulo.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ha portato alla luce sia reperti riferibili alla cultura subappenninica, col rinvenimento di vasellame d&rsquo;impasto buccheroide, sia resti di ceramica di argilla molto depurata, caratteristica attribuibile alla cultura e alla civilt&agrave; peuceta. Scarsi sono i resti antropici portati alla luce a seguito dello scavo.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Un terzo sepolcro, il migliore come stato di conservazione, &egrave; di tipo dolmenico e presenta una consistente dimensione del tumulo a forma circolare. E&rsquo; in buono stato di conservazione e presenta una particolare cura e perizia&nbsp;sia costruttiva che architettonica.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Attraverso gli scavi sono venuti alla luce sia reperti di vasellame ad impasto buccheroide che di argilla molto depurata. Inoltre sono stati ritrovati un&rsquo;accetta di pietra levigata, una punta di freccia in silice, un punteruolo, una valva di conchiglia, un grano di collana e resti antropici.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen10.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11255" height="250" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen10-295x447.jpg" width="165" /></a>Nello strato superiore dello scavo sono emersi reperti appartenenti ad animali appartenenti alla fauna locale ( pecora o capra ). Anche questo sepolcro sembra essere stato utilizzato da popolazioni stanziate in loco in ere diverse: nel periodo del Bronzo recente-finale e nel periodo &nbsp;peuceta.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; probabile che nell&rsquo;et&agrave; del Bronzo sia stato usato come sepolcro e successivamente sia stato utilizzato dai peuceti per scopo cultuale o domestico-conviviale, come testimonierebbero i resti rinvenuti appartenenti ad animali domestici.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il quarto sepolcro appare come il pi&ugrave; malandato; pur essendo stato depredato precedentemente ed essendo privo di resti antropici, andati dispersi durante lo scavo clandestino, e di significativo corredo funerario, per la presenza di frammenti di ceramica di tipo buccheroide, appartenenti alla cultura subappennica del Bronzo recente-finale e di argilla depurata del tipo utilizzato dai peuceti, fa ipotizzare una duplice utilizzazione, rispettivamente nei secoli XIII-XII a. C. e VI-IV a. C.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen12.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11256" height="250" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/dolmen12-295x442.jpg" width="167" /></a>L&rsquo;ultimo sepolcro in ordine di scoperta e di studio, si trova in posizione pi&ugrave; elevata rispetto agli altri ed &egrave; stato segnalato per la prima volta dai proprietari del terreno su cui lo stesso insiste.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; un tumulo a pianta circolare che presenta due strati differenti: in quello inferiore, oltre a frammenti di ceramica sono emersi ossa di un individuo adulto deposto in posizione contratta, in quello superiore&nbsp;anche ossa di animali domestici ( capra&nbsp;o pecora ). Il sito &egrave; stato utilizzato da popolazioni risalenti all&rsquo;et&agrave; del Bronzo e al periodo peuceta.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La concomitante presenza in questo territorio di numerosi &nbsp;insediamenti, interessati dalla presenza di diversi&nbsp;tipi di sepolcro a tumulo, &egrave; sicuramente indice di un&rsquo;evoluzione culturale e sociale delle popolazioni residenti e probabilmente del passaggio da&nbsp;seppellimenti collettivi a sepolture singole.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Non &egrave; da escludere che altri sepolcri possano venire alla luce a seguito di ulteriori scavi, atteso che il sito ricade in una zona molto ricca di antichi insediamenti. Tali nuove scoperte potrebbero chiarire alcuni aspetti poco noti degli antichi&nbsp;abitanti di questo territorio del nostro Comune.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Le foto&nbsp;sono tratte da R. Striccoli, Domen a galleria&#8230;&nbsp;&nbsp; in&nbsp;&nbsp; Gioia&nbsp; Una citt&agrave; nella storia e civilt&agrave; di Puglia, vol.II, Schena Editore.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; consentito l&rsquo;utilizzo del contenuto di questo articolo <b><u>per soli fini non commerciali</u></b>, citando la fonte e il nome dell&rsquo;autore.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">.</div>
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		<title>Le necropoli dolmeniche di Masseria del Porto: la Castelluccia e Murgia San Benedetto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 00:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[A differenza dell&#8217;insediamento di Santo Mola, abbastanza esteso e vicino all&#8217;abitato di Gioia,&#160;caratterizzato dalla presenza di cave di calcarenite, che vengono utilizzate per ricavarne materiale da costruzione,&#160; altri antichi siti, posti tutti a sud ovest del paese sono localizzati in un&#8217;area molto vasta, poco distanti tra di loro, in localit&#224; Masseria del Porto, a circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro02a.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11272" height="199" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro02a-295x199.jpg" width="295" /></a>A differenza dell&rsquo;insediamento di Santo Mola, abbastanza esteso e vicino all&rsquo;abitato di Gioia,&nbsp;caratterizzato dalla presenza di cave di calcarenite, che vengono utilizzate per ricavarne materiale da costruzione,&nbsp; altri antichi siti, posti tutti a sud ovest del paese sono localizzati in un&rsquo;area molto vasta, poco distanti tra di loro, in localit&agrave; Masseria del Porto, a circa 10 Km. da Gioia, ai confini tra il Comune di Gioia e quello di Castellaneta, in un lembo di territorio gioiese tra i pi&ugrave; affascinanti da un punto di vista naturalistico.</p>
<div style="text-align: justify">Con Masseria del Porto vengono indicati anche gli insediamenti e le necropoli dolmeniche, risalenti al II-I millennio avanti Cristo, di Murgia Giovinazzi, Murgia San Benedetto, Murgia San Francesco,&nbsp; Masseria San Benedetto e Masseria della Madonna, che sono territorialmente limitrofi e connotati da ritrovamenti di&nbsp;diverse epoche e&nbsp;di varie tipologie.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&#39; il prof. Antonio Donvito nel 1971 a scoprire in localit&agrave; <strong>Masseria del Porto </strong>la presenza di tombe che presentano una struttura a tumulo.&nbsp;I risultati della sua scoperta vengono pubblicati nello stesso anno nell&rsquo;articolo &ldquo; Dolmen e tombe a tumulo dolmenico a Masseria del Porto &ldquo;.<span id="more-9066"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">A seguito delle sue segnalazioni&nbsp; il prof. Rodolfo Striccoli ( professore di Preistoria e Protostoria Europea presso Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia dell&rsquo;Universit&agrave; di Bari, Dipartimento di Scienze dell&rsquo;Antichit&agrave;, sezione Archeologia Classica ), dal 1978 al 1986 conduce in loco alcune campagne di scavo che portano alla luce numerosi tumuli sepolcrali e resti di un centro abitato sulla collina detta &quot;<strong>La Castelluccia</strong>&quot;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Un&rsquo;altra necropoli di tipo dolmenico &egrave; stata esplorata nel 1980 a <b>Murgia San Francesco</b>, sito archeologico posto a nord del territorio di Masseria del Porto.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nello stesso anno il prof. Striccoli attraverso una campagna di scavi ha portato alla luce un sepolcreto di tipo dolmenico a <b>Murgia Giovinazzi</b>,&nbsp;ad ovest di Masseria del Porto.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1983 una serie di scavi porta alla luce 12 sepolcri nella necropoli di&nbsp;<strong>Murgia San Benedetto</strong>, a est di Masseria del Porto.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Negli anni Ottanta sono stati rinvenuti nei pressi di <b>Masseria della Madonna</b>, localit&agrave; posta a sud ovest di Gioia, a nord ovest di Murgia Giovinazzi, a due chilometri da essa, cinque tra dolmen a galleria e sepolcri dolmenici a tumulo .</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&#39;intera area su cui sorge la necropoli,&nbsp;Murgia Giovinazzo, Murgia San Benedetto, Murgia San Francesco, Masseria San Benedetto e Masseria della Madonna,&nbsp; che comprende&nbsp; 33 sepolcri dolmenici, ha restituito inoltre tracce di frequentazione umana che vanno dal Neolitico antico (circa settemila anni fa) all&#39;et&agrave; peuceta. La zona &egrave;&nbsp; ancora tutta da esplorare.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">I sepolcri hanno diversa tipologia;&nbsp;sei tombe sono a galleria ( dolmen, con funzione di&nbsp;tombe collettive ), 15 con cista dolmenica e 11 sono tumuli semplici.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Si tratta di opera di&nbsp;pastori vissuti durante l&rsquo;et&agrave; del bronzo ( XIII-XI secolo a.C. ) in quella zona murgiana, come &egrave; attestato dal corredo rinvenuto ( scarse tracce di ceramica e qualche oggetto in bronzo ).</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;estensione dei tumuli che sottraggono spazio alla coltivazione e la mancanza di resti di un abitato fisso,&nbsp;inducono a&nbsp;pensare che&nbsp;gli antichi frequentatori e abitanti del sito&nbsp;&nbsp;erano individui nomadi&nbsp;&nbsp;per cui si riparavano&nbsp; in grotte o caverne, presenti numerose in loco.</div>
<p style="text-align: justify">La presenza umana scompare tra il XII e l&#39;XI secolo a. C., probabilmente&nbsp;sostituita dall&#39;affermarsi di popolazioni limitrofe&nbsp; appartenenti alla successiva civilt&agrave; del ferro e quindi culturalmente pi&ugrave; evolute.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LA CASTELLUCCIA </strong></p>
<p style="text-align: justify">Tra Murgia Giovinazzi e Murgia San Francesco a Ovest della Masseria del Porto, sulla collina <strong>La Castelluccia</strong>, dopo la scoperta effettuata dal prof. A. Donvito, nel 1981 il professor Rodolfo Striccoli ha effettuato un saggio di scavo, che ha portato alla luce vari frammenti di ceramica e resti di strutture murarie di abitazioni, segni della presenza di un modesto villaggio indigeno peuceta, i cui abitanti dal VI al I secolo a. C. praticavano sia una modesta attivit&agrave; agricola che l&#39;allevamento del bestiame, come dimostrano i numerosi reperti di ovini, caprini e bovini&nbsp; ed equini l&igrave; rinvenuti e la presenza di resti di muri a secco. Nei due siti i sepolcri pi&ugrave; grandi sono stati riutilizzati in periodi successivi al primo impianto, in due momenti diversi, nei secoli VI e IV a.C.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>MURGIA SAN BENEDETTO </strong></p>
<p style="text-align: justify">Gli scavi effettuati nel 1983 dal professor&nbsp; Striccoli hanno portato alla luce 12 sepolcri di tipo dolmenico a <strong>Murgia San Benedetto</strong>, anch&#39;essa parte del comprensorio di Masseria del Porto.</p>
<p style="text-align: justify">I frammenti di ceramica &quot; impressa &quot;&nbsp;rinvenuti, che risalgono al periodo neolitico fanno pensare che la zona era abitata molto prima della costruzione della necropoli,&nbsp;e cio&egrave;&nbsp;in epoca neolitica, da popolazioni che dovevano essere dedite essenzialmente alla pastorizia, data l&#39;asperit&agrave; del suolo di tipo murgioso. Probabilmente la forma circolare riscontrata nei tumuli a dolmen richiama la struttura della capanna di forma circolare, che era l&#39;abitazione tipica di quelle prime popolazioni nomadi che vi si erano stanziate.</p>
<p style="text-align: justify">I 12 sepolcri, risalenti all&#39;Et&agrave; del Bronzo dal XIII al X secolo a.C., come &egrave; confermato dai reperti ceramico-vascolari,<strong> </strong>si possono catalogare in tre tipologie: tombe a corridoio a tumulo dolmenico, tombe dolmeniche a tumulo e tombe a tumulo con cista pseudodolmenica. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Tali differenze sono dovute alla diversa situazione economica e socio-culturale degli&nbsp; abitanti che si sono avvicendati in questo territorio. &nbsp;La presenza di muri a secco di recinzione nell&#39;interno della necropoli, interrotti in alcuni punti fa pensare ad accessi a un villaggio&nbsp;contemporaneo alla necropoli o ad un intervento operato in seguito a successivi insediamenti.</p>
<p style="text-align: justify">La zona recintata pu&ograve; essere stata utilizzata come recinto per gli animali; &egrave; stata abitata dal IV al I secolo a. C. E&#39; probabile che dalla vicina collina denominata &quot; La Castelluccia &quot; la popolazione per timore della&nbsp; presenza dei romani si sia spostata a Murgia San Benedetto. Anche in questo caso i tumuli presentano una povert&agrave; di corredo funerario, segno il tenore di vita degli abitanti doveva essere modesto.</p>
<p style="text-align: justify">Sono stati&nbsp;probabilmente i numerosi scontri con la citt&agrave; di Taranto, che portarono alla distruzione del centro peuceta di Monte Sannace,&nbsp;i motivi che &nbsp;alla fine VI secolo portarono allo spopolamento della zona, che torna ad essere abitata dopo due secoli. Ci&ograve; &egrave; testimoniato dal rinvenimento di un abitato che presenta case con base in pietra. La popolazione era dedita all&#39;allevamento tradizionale e a quello dei suini e utilizzava tombe a fossa o a cassa. Tali manufatti presentano corredi funerari, tra i quali sono giunti a noi frammenti di vasi che fanno propendere per riti in onore di antenati sepolti nelle precedenti tombe a tumulo. Questo villaggio rimane abitato fino al II-I secolo a.C.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro01.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11270" height="196" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro01-295x196.jpg" width="295" /></a>Un <strong>primo</strong>&nbsp;sepolcro<strong>&nbsp;</strong> ad essere esplorato,&nbsp;di tipo dolmenico a tumulo circolare e orientato in senso nord-sud, conteneva frammenti di ceramica, un bulino semplice&nbsp; su scheggia triangolare silicea, una scheggia silicea biancastra, resti antropici, consistenti in alcuni denti, parte del cranio, ossa lunghe, appartenenti ad un individuo di et&agrave; infantile deposto in posizione rannicchiata o contratta.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro02.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11271" height="196" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro02-295x196.jpg" width="295" /></a>Un <strong>secondo</strong>&nbsp;sepolcro, posto a sud del precedente, &egrave; risultato un tumulo circolare e&nbsp;fa pensare a una tomba a corridoio, con deposito&nbsp;quasi integro, articolata in un corridoio antistante e una cella retrostante, separati da un lastrone-tramezzo. Nonostante fosse stata depredata&nbsp; poco prima dello scavo, in un piccolo&nbsp;spazio&nbsp; del corridoio sono state ritrovate tre deposizioni con i relativi corredi funerari. Sono stati rinvenuti resti antropici, ossa lunghe di arti superiori e inferiori, frammenti di cranio, della mandibola e di denti, e di corredo, frammenti ceramici di vari recipienti e una citola monoansata, due bulini in pietra. Delle&nbsp;tre deposizioni rinvenute, due sono riferibili a individui adulti e sistemate in posizione contrapposta, una rannicchiata e una contratta e un&#39;altra singola, di un individuo di et&agrave; infantile. Inizialmente il corridoio fungeva da ingresso, che&nbsp; portava alla cella funeraria; in un&nbsp;&nbsp;successivo periodo&nbsp;&egrave; stato utilizzato come luogo di sepoltura. Modesto &egrave; il corredo funerario recuperato, a causa degli scavi&nbsp; effettuati clandestinamente; il materiale rinvenuto&nbsp;&nbsp;fa pensare che si si tratti di&nbsp;&nbsp;manufatti &nbsp;riferibili&nbsp;&nbsp;all&#39;Et&agrave; del Bronzo.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro03.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11273" height="195" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro03-295x195.jpg" width="295" /></a>Il&nbsp; <strong>terzo </strong>sepolcro, anch&#39;esso di tipo dolmenico a tumulo, con cista a pianta rettangolare, che presenta anche dei contrafforti laterali, &egrave; localizzato a sud ovest, a circa 200 metri dal precedente e sembra pi&ugrave; antico dello stesso. Gli scavi hanno portato alla luce ossa lunghe appartenenti ad un individuo adulto in posizione rannicchiata e frammenti di ceramica &nbsp;appartenenti a &nbsp;contenitori utilizzati dagli abitanti della zona, un raschiatoio in selce, una scheggia in silice.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro04.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11274" height="196" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro04-295x196.jpg" width="295" /></a>Il <strong>quarto </strong>sepolcro, che&nbsp;dista dal precedente 30 metri circa e oltre 200 metri dagli altri&nbsp; &egrave; dolmenico a tumulo con cista rettangolare. Presenta due caratteristiche: si innalzava a forma tronco-conica ed era ricoperta da un lastrone su cui erano sovrapposti blocchi in pietra, simili a quelli dei muretti a secco.&nbsp; Anche questo sepolcro ha subito manomissioni da parte di scavatori clandestini per cui gli scavi regolari hanno&nbsp;portato&nbsp;alla luce&nbsp;solo pochi reperti: alcuni denti, frammenti di ossa umane di un individuo adulto, un piccolo frammento in ceramica e una scheggia silicea.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro05.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11275" height="198" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro05-295x198.jpg" width="295" /></a>Il <strong>quinto </strong>sepolcro,<strong>&nbsp;</strong> di tipo dolmenico a tumulo, con cista rettangolare, &egrave; situato a sud-est dei due precedenti, dai quali dista circa 60 e 80 metri. Anch&#39;esso &egrave; stato precedentemente &quot; visitato &quot; per cui ha portato alla luce solo alcuni denti e resti di ossa umane appartenenti ad un individuo adulto e pochi frammenti in ceramica del tipo &quot; impressa &quot; risalente al periodo Neolitico.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro06.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-11276" height="197" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/06/sepolcro06-295x197.jpg" width="295" /></a>Il <strong>sesto</strong> sepolcro<strong>, </strong>anch&#39;esso dolmenico a tumulo, con cista rettangolare e contrafforti laterali, si trova<strong> </strong>a sud-est del n.3 e a sud-ovest del n.4 ed &egrave; distante circa 50 e 90 metri dagli stessi. Sembra sia stato costruito su un tumulo sepolcrale pi&ugrave; antico e ha&nbsp;portato alla luce&nbsp;la presenza di denti, frammenti di cranio e di ossa umane appartenenti ad un soggetto di et&agrave; infantile e a un individuo adulto. La scarsit&agrave; del corredo, consistente essenzialmente in&nbsp;un pezzo di fibula ad arco, un bulino in silice e qualche frammento&nbsp;di ceramica&nbsp;fanno ritenere che gli antichi abitanti della zona erano culturalmente arretrati e di&nbsp; condizioni economiche molto modeste.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>settimo</strong> sepolcro&nbsp; si trova a sud del n.4 e a sud-est del n.6, dai quali dista circa 60 e 90 metri. E&#39; di tipo dolmenico a tumulo circolare, come i precedenti, ma rispetto agli stessi &egrave; stato costruito con una tecnica elementare. Lo scavo, inoltre, &nbsp;ha permesso di recuperare pochi frammenti di ossa umane e qualche oggetto&nbsp; in silice.</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;<strong>ottavo</strong> &nbsp;sepolcro, di tipo dolmenico con cista<strong>, </strong>dista da nord circa 30 metri dal n.7 e<strong> </strong>da sud-ovest circa 10 metri dal n.9.<strong> </strong>E&#39; l&#39;unico che &egrave; privo blocchi perimetrali&nbsp;in pietra,&nbsp;con&nbsp;il compito di fungere da&nbsp; argine, e conserva dei contrafforti nella parte posteriore. Scarsi sono stati i reperti rinvenuti: frammenti di ossa umane di un individuo adulto deposto in posizione fetale insieme a&nbsp;&nbsp;pochissimi &nbsp;frammenti ceramici.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>nono</strong> sepolcro&nbsp; &egrave; a sud del n.7, da cui dista circa 30 metri. Sono stati rinvenuti resti di ossa di un uomo adulto; per&nbsp;il ritrovamento di pochi reperti,&nbsp;&nbsp;tra&nbsp;j quali&nbsp;un raschiatoio in silice, si ritiene che vi era stato sepolto un individuo economicamente povero.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>decimo</strong> sepolcro&nbsp; e i due successivi, sono quelli pi&ugrave; lontani dalla Masseria del Porto. Questo, in particolare,&nbsp;presenta una piattaforma circolare ed una tecnica costruttiva molto approssimata. Ha portato alla luce denti ed ossa di un uomo adulto e alcuni frammenti di ceramica, segno che l&#39;individuo sepolto era anch&#39;esso di modeste condizioni economiche.</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;<strong>undicesimo</strong> &nbsp;sepolcro&nbsp; si trova in posizione sud-est dal n.10, dal quale dista circa 50 metri.&nbsp;Ha subito&nbsp;gravi danni a seguito di scavi clandestini. Sembra essere stato costruito su un precedente manufatto utilizzato come sepoltura,&nbsp; come si evince dalle modifiche apportate&nbsp;al primitivo&nbsp;impianto funerario. Sono stati rinvenuti pochi reperti in ceramica ed alcuni resti umani di un individuo adulto. Per la sua particolare struttura architettonica e la sua imponenza costruttiva&nbsp;&egrave; sicuramente uno dei migliori tumuli della zona.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>dodicesimo</strong> sepolcro si trova a sud dei due precedenti e&nbsp;presenta uno sviluppo&nbsp;perimetrale circolare. Pur essendo stato oggetto di scavi clandestini che ne hanno sottratto numerosi reperti,&nbsp; il sepolcro ha consentito di recuperare frammenti ossei di un individuo adulto, un bulino&nbsp;in silice&nbsp;insieme a &nbsp;modesti reperti ceramici.</p>
<p style="text-align: justify">La presenza nella zona anche di una serie di muretti a secco, sia pure senza fossato, disposti in modo concentrico,&nbsp;fa pensare ad un ingrandimento del nucleo abitativo primitivo&nbsp;o alla creazione di una serie di elementari sistemi di difese multiple alle capanne che dovevano essere &nbsp;presenti all&#39;interno dell&#39;abitato. L&#39;andamento irregolare dei muri e la sua molteplicit&agrave;, per&ograve;, inducono ad ipotizzare&nbsp;&nbsp;lo sviluppo del villaggio attraverso vari periodi e ad un conseguente allargamento delle sue difese. &nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">La presenza, quasi al centro dell&#39;insediamento, di un muro di&nbsp;maggiore&nbsp;spessore e&nbsp;sviluppo,&nbsp;potrebbe&nbsp;far pensare&nbsp;che&nbsp;quel luogo fosse la residenza di un individuo socialmente importante, forse un&nbsp; capo-villaggio, la&nbsp;cui abitazione&nbsp;&nbsp;doveva essere convenientemente difesa,&nbsp;ponendo una particolare cura nella costruzione dei muri&nbsp; a secco di recinzione.</p>
<p style="text-align: justify">Il responsabile del WWF di Gioia del Colle, Roberto Cazzolla, a proposito della distruzione, operata da parte dell&#39;uomo, del territorio su cui insistono le necropoli, allo scopo&nbsp; di sottrarre alla Murgia &nbsp;terra da coltivare, il 3 novembre 2008&nbsp; cos&igrave; scriveva su Controcorrente:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em> Masseria del Porto: distruzioni per l&#39;uso</em></strong></p>
<p style="text-align: justify"><em>Ambiente, storia e paesaggio distrutti nel silenzio generale</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Siamo a pochi chilometri dal confine tra Gioia e Castellaneta. Scendendo lungo la provinciale che porta verso Montursi si imbocca il raccordo per Castellaneta, la SP 104.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Dopo poca strada si intravedono sulla destra delle traversine ferroviarie a fungere da staccionata. La recinzione separa un terreno con rocce affioranti di murgia dalla strada. Pini piantati un po&#39; casualmente sollevano la strada per qualche decina di metri. Al termine della curva si apre la vista su una delle pi&ugrave; antiche e belle masserie del territorio: Masseria del Porto. Questa, con le sue volte alte, la chiesa rurale ed il frontone maestoso, chiude la straordinaria gravina che da essa prende il nome. Gravina del Porto &egrave; certamente un angolo di paradiso per gli amanti della natura. Una pineta ne apre le porte, una magnifica insenatura naturale dove volano falchi e poiane, con pareti alte pi&ugrave; di 40 metri, ne segnano il cammino. Intorno i segni di un passato di sfaceli. Affacciato su di una parete, un terreno agricolo a pochi metri dallo strapiombo. Senza pi&ugrave; massi, senza pi&ugrave; vegetazione. Solo terra rossa volatile. Solo l&#39;ombra di una murgia che fu. In un&#39; area individuata da sempre come paesaggisticamente rilevante, inclusa nel SIC (Sito di Interesse Comunitario) e nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) denominati Murgia Alta, Alta Murgia, insomma il famoso parco, in una zona inserita nei fogli territoriali, nei catasti archeologici, nelle mappe floristiche, in un luogo di magia e storia dove nell&#39;antico abitato della Castelluccia si svolgeva la vita dei nostri avi, dove vi sono raccolti in poche decine di metri dolmen, monumenti funerari della civilt&agrave; preistorica appenninica, jazzi, ovili e numerosissime grotte, in un paesaggio che farebbe invidia ai pi&ugrave; grandi parchi naturali si sta consumando l&#39;ennesimo atto vandalico nei confronti della nostra terra.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Via la storia, ben servito alle grotte. Cos&igrave; d&#39;un colpo. In due tre giorni.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>L&igrave; dove, c&#39;era la Murgia ora c&#39;&egrave; un bel campo di grano, l&igrave; dove regnava la storia di Puglia ora c&#39;&egrave; una distesa di pietre bianche sgretolate, l&igrave; dove dalle forze dell&#39;ordine preposte ed allertate in tempo, un campo arato sulle grotte, un cumulo di polvere di pietre al posto di dolmen e monumenti funerari, uno stelo di paglia al posto del magnifico lentisco.</em></p>
<p style="text-align: justify">Data l&#39;estensione degli insediamenti e della variet&agrave; dei siti nella zona di Masseria del&nbsp; Porto &egrave; da sperare che la Soprintendenza ai Beni Archeologici provveda a vincolare l&#39;area e successivamente a trovare i fondi per ulteriori campagne di scavo e per rendere i vari siti visitabili non solo a studiosi di storia locale, che potrebbero fare maggior luce su tali insediamenti, ma anche a turisti provenienti da altri paesi e regioni.</p>
<p style="text-align: justify">Le foto&nbsp;sono tratte da R. Striccoli, Masseria del Porto &#8230;&nbsp;&nbsp; in&nbsp;&nbsp; Gioia&nbsp; Una citt&agrave; nella storia e civilt&agrave; di Puglia, vol.I, Schena Editore.</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; consentito l&#39;utilizzo di questo articolo &nbsp;<strong><u>per soli fini non commerciali</u></strong>, citando la fonte e il nome dell&#39;autore.</p>
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