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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Scuola</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Scuola: emozioni o razionalità?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 00:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio del nuovo anno scolastico &#8220;la scuola ricomincia con tagli e anche pollaio&#8221;. Cos&#236; si sono espressi giornali e televisione in questi giorni. 
&#160;
Ho provato un sentimento di scoramento, bench&#233; fossi gi&#224; in parte preparata al cambiamento in peggio che dalla Moratti alla Gelmini questo governo sta apportando ad una istituzione fondamentale e importante per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-16735" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/12/scuola-269x295.jpg" title="scuola" width="269" />All&rsquo;inizio del nuovo anno scolastico &ldquo;la scuola ricomincia con tagli e anche pollaio&rdquo;. Cos&igrave; si sono espressi giornali e televisione in questi giorni. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Ho provato un sentimento di scoramento, bench&eacute; fossi gi&agrave; in parte preparata al cambiamento in peggio che dalla Moratti alla Gelmini questo governo sta apportando ad una istituzione fondamentale e importante per una nazione, quale &egrave; la scuola, per la nostra Italia, un tempo culla della cultura, elemento distintivo di evoluzione e di civilt&agrave;. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Dal dopoguerra in poi migliorare la scuola nel suo complesso non &egrave; stato facile, tuttavia non &egrave; stata mai vilipesa come ora; tagli &#8211; che io ricordi &#8211; ce ne sono stati sempre, ma pian piano si riusciva ad ottimizzare l&rsquo;istruzione cui affidiamo i nostri figli. Il numero degli scolari per classe (garantito dal Consiglio di Stato), era arrivato a 25 e a 20 l&agrave; dove ci fosse un disabile, la figura dell&rsquo;insegnante di sostegno fu ritenuta indispensabile per l&rsquo;inserimento dei disabili nella scuola, venne dato impulso all&rsquo;edilizia scolastica, dotata anche di spazi per attivit&agrave; non curriculari e furono stanziati fondi in denaro per avviare progetti per combattere l&rsquo;evasione scolastica e la devianza. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Oggi vengono formate classi numerose (a Bari 42 scolari, cronaca recente) stipate in aule che prevedevano 25 alunni, e per questo motivo definite &ldquo;pollaio&rdquo;. In questo stato di cose non &egrave; pi&ugrave; garantita l&rsquo;attivit&agrave; del docente che possa tener conto delle esigenze di ogni alunno, che possa curare non solo l&rsquo;istruzione ma soprattutto la formazione. In questi giorni nel mondo della comunicazione giornalistica e dei media in genere, mi &egrave; capitato di ascoltare, da parte di addetti ai lavori osservazioni, critiche e suggerimenti per cercare di rianimare una scuola in agonia. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Leggo con curiosit&agrave; mista a sdegno, un articolo a firma dell&rsquo;esimio Marco Dattoli, giornalista di Repubblica, che titola il suo articolo cos&igrave;: &ldquo;Basta con la scuola del cuore. Le emozioni non si insegnano, ricominciamo a far pensare&rdquo;. La razionalit&agrave; prima di tutto. A me risulta, invece, che raramente la scuola doni emozioni. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Mi piace ascoltare i giovani su questo argomento e persino i bimbi della scuola primaria sono capaci di giudicare quella di oggi una scuola monotona, scontata, nozionistica, con un carico di compiti a casa che causa disagio anche alle famiglie. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Forse ci saranno delle isole felici, luoghi in cui si induce gli alunni a ragionare, ad emozionarsi, a problematizzare, ad esprimersi, ma sono sicura che ce ne sono veramente poche anche per l&rsquo;indisponibilit&agrave; di molti docenti, forse delusi e demotivati o incapaci. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Di contro, come riuscire ad emozionarsi in scuole fatiscenti, deprivate di tutto? La scuola vera &egrave; quella che sa suscitare interesse e l&rsquo;interesse &egrave; procurato dalle emozioni, quelle positive. Dattoli dice che le emozioni non si possono insegnare, &egrave; vero, ma si possono suscitare e possono trainare verso un tipo di insegnamento vivace, utile, proficuo, avvincente che non significa rinunzia alla logica, alla razionalit&agrave;, all&rsquo;analisi e alla sintesi. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Molti ricercatori la pensano come Dattoli, altri si rifanno addirittura al grande Aristotele (sensazioni e razionalit&agrave;), altri ancora &#8211; al servizio del mercato &#8211; sostengono una scuola ai fini della ricerca di un lavoro e auspicano che i discenti diventino possibili clienti di beni materiali ai fini di un consumismo sfrenato. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Una corrente di pensiero, cui mi sento di appartenere, afferma che le emozioni sono propedeutiche alla razionalit&agrave; o concomitanti nel provocare un comportamento di disponibilit&agrave; da parte degli alunni verso l&rsquo;apprendimento. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Solo cos&igrave; si potr&agrave; formare &ldquo;uno spirito libero e critico, educare a un gusto, risvegliare delle doti&rdquo;, ma soprattutto far ragionare con la propria testa. Se questo percorso non dovesse verificarsi c&rsquo;&egrave; in agguato la devianza per ragazzi delusi, alla ricerca di emozioni sbagliate ed estreme che mettono a rischio la loro stessa vita e quella degli altri, basta leggere la cronaca di ogni giorno. </span></div>
<div align="right" style="text-align: right"><span style="letter-spacing: 1pt">Anna Romano Fasano</span></div>
<div align="right" style="text-align: right"><span style="letter-spacing: 1pt">Tratto da &ldquo;la Piazza&quot; di ottobre 2011</span></div>
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		<title>Università della Terza Età: inaugurazione 10° anno accademico</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 00:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[Terza Età]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#39;Universit&#224;&#160; della terza Et&#224; e del Tempo Libero di Gioia del Colle compie 10 anni. 
Il Consiglio Direttivo, nel ringraziare docenti e corsisti per aver sostenuto la crescita e lo sviluppo dell&#39;Associazione,&#160;in occasione dell&#39;inaugurazione del decimo anno accademico&#160;organizza un incontro con il prof. Giacomo Martielli, docente dell&#39;Universit&#224; degli Studi di Bari.
Le lezioni del corrente Anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><font face="Verdana">L&#39;Universit&agrave;&nbsp; della terza Et&agrave; e del Tempo Libero di Gioia del Colle compie 10 anni. </font></p>
<p style="text-align: justify"><font face="Verdana">Il Consiglio Direttivo, nel ringraziare docenti e corsisti per aver sostenuto la crescita e lo sviluppo dell&#39;Associazione,&nbsp;in occasione dell&#39;inaugurazione del decimo anno accademico&nbsp;organizza un incontro con il prof. Giacomo Martielli, docente dell&#39;Universit&agrave; degli Studi di Bari.</font></p>
<p style="text-align: justify"><font face="Verdana">Le lezioni del corrente Anno Accademico avranno inizio luned&igrave; 17 ottobre 2011, secondo il calendario distribuito ai corsisti.</font></p>
<p style="text-align: justify"><font face="Verdana">A tutti i corsisti l&#39;augurio di trascorrere un nuovo anno accademico&nbsp;all&#39;insegna del benessere e ricco di approfondimenti culturali e di&nbsp;fruttuose esperienze di&nbsp;socializzazione.</font></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><font face="Verdana"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/terzaeta.jpg"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-16141" height="660" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/terzaeta.jpg" width="458" /></a></font></p>
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		<title>Uomini e Caporali</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/25/uomini-e-caporali-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 00:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/leogrande.jpg"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-15806" height="702" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/leogrande.jpg" title="Uomini e Caporali" width="497" /></a></p>
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		<title>Lavorare nella Legalità</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 00:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/centrone.jpg"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-15803" height="702" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/centrone.jpg" title="Lavorare nella Lagalità" width="497" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Asilo d&#8217;Infanzia &#8221; E. De Deo &#8220;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 22:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/emdedeo.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-15676" height="226" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/emdedeo.jpg" width="223" /></a>Gi&agrave; all&rsquo;inizio dell&rsquo;800 a Gioia funzionavano le Scuole elementari.</p>
<div style="text-align: justify">Infatti, prima ancora della disposizione regia del 1810, che imponeva <i>che in ogni Citt&agrave;, Terra o luogo abitato del regno vi fosse un Maestro che insegnasse i primi rudimenti e la Dottrina Cristiana ai fanciulli e li istruisse del metodo normale</i>, il Decurionato di Gioia l&rsquo;8-2-1810 ricorda che nel nostro Paese vi &egrave; una scuola nella quale dal 1806 &egrave; stato nominato Maestro l&rsquo;abate Francesco Paolo Losapio.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Sette giorni dopo il Plebiscito, che sancisce l&rsquo;unificazione&nbsp; delle nostre Terre all&rsquo;Italia di Vittorio Emanuele, e precisamente il 28 ottobre 1860, i Decurioni di Gioia si riuniscono per deliberare sulla richiesta del Governo, &nbsp;se cio&egrave; il Comune vuole istituire gli Asili Infantili.</div>
<div style="text-align: justify">Il 19 dicembre 1866 il Consiglio comunale, preso atto che gli Ordini religiosi sono stati soppressi e che il Convento dei Padri Riformati &egrave; rimasto vuoto, pensa di utilizzare quei locali per un Asilo infantile e per il miglioramento dell&rsquo;Ospedale.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nella successiva riunione del 21 gennaio 1867&nbsp; si parla ancora di allocare nel Convento dei Frati Riformati&nbsp; l&rsquo;Asilo infantile e di istituire anche &nbsp;asili rurali d&rsquo;infanzia.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il Consiglio comunale di Gioia nelle sedute dell&rsquo;8 e del 17 luglio 1868 delibera di impiantare un Asilo Infantile, che potesse ospitare 50 bambine e 50 bambini.<span id="more-15443"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 15 novembre 1868 il Consiglio, in sede di approvazione di bilancio, a seguito dell&rsquo;accertamento di un deficit di &pound;.24.000 per maggiori esiti&nbsp; per la Pubblica Istruzione e per la Guardia Nazionale, tenuto conto che la popolazione in quell&rsquo;anno era stata flagellata a sangue con le tasse, propone di sopprimere l&rsquo;Asilo infantile.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;8 luglio 1869 il Consiglio delibera l&rsquo;impianto dell&rsquo;Asilo Infantile e il 19 settembre approva lo Statuto.</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1869 l&rsquo;Asilo viene eretto in Ente morale con Regio Decreto del 21 dicembre e funziona come scuola di grado preparatorio ( come l&rsquo;attuale scuola dell&rsquo;infanzia ).</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1871 l&#39;asilo non &egrave; ancora istituito, tanto che il Prefetto ne sollecita l&rsquo;apertura; nel caso contrario avrebbe provveduto lui ad aprirlo. In quell&rsquo;anno, il 23 settembre, viene solamente approvato lo Statuto organico dell&rsquo;Asilo Infantile.</div>
<p style="text-align: justify">L&rsquo;Asilo viene aperto il 7 febbraio 1872, dopo aver nominato la Direttrice e la Vice Direttrice. Il costo d&rsquo;impianto dell&rsquo;Asilo &nbsp;ammonta a &pound;. 3538,91, parte delle quali vengono versate dall&rsquo;Amministrazione Provinciale. L&rsquo;Asilo, inaugurato nel centenario della morte di Emanuele De Deo, viene intitolato a lui, protomartire del Risorgimento italiano.</p>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/lapdedeo.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-full wp-image-15678" height="255" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/lapdedeo.jpg" width="198" /></a>All&rsquo;inaugurazione, a cui partecipa anche l&rsquo;Ispettore Scolastico Circondariale, professor Filippo Ciccimarra, che si complimenta per l&rsquo;iniziativa, il Sindaco Pompeo Lippolis legge una lettera nella quale il Prefetto esprime le sue lodi al Comune per l&rsquo;opera portata a termine.</div>
<div style="text-align: justify">Eugenio Canudo, padre del pi&ugrave; famoso Ricciotto,&nbsp;il 28 aprile 1872 compone un&#39;ode, per l&#39;inaugurazione dell&#39;Asilo d&#39; Infanzia.&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Gi&agrave; nel 1874 il Consiglio, visti i risultati e alcuni inconvenienti che l&rsquo;Asilo presenta, propone di rimuoverli.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nella seduta consiliare del 16-6-1876 si parla della continuazione del concorso municipale per il mantenimento dell&rsquo;Asilo d&rsquo;Infanzia. In tale circostanza il consigliere Francesco Cassano si dimostra contrario all&rsquo;istituzione dell&rsquo;Asilo&hellip; <i>imperocch&egrave; la educazione a cui i bimbi vi si assoggettano, li abitua ad una vita comoda, delicata, gentile, cosa che ripugna all&rsquo;avvenire di un agricoltore, il quale deve avere per suo capitale e ricchezza mani robuste e gambe ferme&hellip;</i> Il Consiglio per&ograve; delibera di concedere l&rsquo;anno assegno comunale di &pound;. 3.750 per tre anni, a cominciare dal 1877 e che tale assegno fosse subordinato alla condizione che la Direzione dell&rsquo;Asilo fosse tolta alle Signore borghesi e affidata alle Monache della Carit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1880 il gioiese Pasquale Favale con suo testamento lascia parte della sua eredit&agrave; per l&rsquo;Asilo Infantile.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Alla fine del 1880, a causa del cattivo funzionamento, l&rsquo;Asilo si chiude, anche perch&eacute; il Comune&nbsp; il 2 aprile 1881 nega il sussidio annuo sperato.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Si riapre alla fine del 1882, grazie anche al sussidio comunale in &pound;. 3.750.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 6 febbraio 1890 il Consiglio esamina una domanda del Presidente dell&rsquo;Asilo Infantile per sussidio infantile e per sussidio per la scuola di istruzione&nbsp; delle fanciulle ai lavori donneschi.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 16 novembre 1894 il Consiglio delibera che si pu&ograve; trasferire l&rsquo;Asilo Infantile al palazzo San Francesco, sede della disciolta Scuola Enologica, in attesa&nbsp; di costruire il nuovo asilo, lasciando liberi i locali che occupa nel Palazzo Municipale, dove saranno allocati gli uffici della Pretura.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 31 maggio 1913 in Consiglio si ricorda che l&rsquo;Asilo da 40 anni &egrave; in locali angusti ed &egrave; privo di giardino.</div>
<div style="text-align: justify">La Giunta nella seduta del 23-8-1919 delibera la costruzione di un Edificio&nbsp; per l&rsquo;Asilo d&rsquo;Infanzia, progettato dall&rsquo;ingegnere Milano, che prevedeva la spesa di &pound;. 250.000.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 1 settembre 1939 viene modificato lo Statuto dell&rsquo;Asilo Infantile De Deo.</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;Asilo si &egrave; stato mantenuto oltre che con il&nbsp; contributo annuo del Comune, anche grazie ai lasciti di numerosi concittadini benefattori, tra cui: Dorotea Taranto Indellicati, Cesare Giuseppe Soria, Camilla De Luca-Losito, Eramo Giuseppe ( testamento olografo dell&#39;1-4-1943 comprendente i seguenti beni: fabbricato&nbsp; in via Arco Cimone civici 32-34; fabbricato in via Arco Nardulli civico 24; vigneto in contrada Piledda, di are 12,32; met&agrave; del fondo seminativo alberato in contrada Marchesana, di are 53,08;&nbsp;fondo rustico con fabbricato rurale in agro di Turi&nbsp; alla contrada Lezzi, di ettari 25.58.10).</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">All&rsquo;interno dell&rsquo;Asilo una&nbsp; targa marmorea ricorda i suoi benefattori: Al generoso appello / la gratitudine dei teneri cuori / per i benefattori di Quest&#39;Opera Pia./ Taranto Dorotea Indellicati &#8211; Soria Cesare scolopio &#8211; FavalePasquale fu donato &#8211; Losito Camilla De Luca &#8211; Comm. Cassano Marcellino fu Giuseppe &#8211; Tancorra Grazia Girardi &#8211; S.M.S. Gioia del Colle New York &#8211; Tagariello Michele New York&nbsp;- Eramo Giuseppe fu F.sco Paolo &#8211; Mons. Franco di Maggio Arciprete.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Fino agli anni &rsquo;70 ha accolto e ha assistito gratuitamente i bambini poveri gioiesi dai tre ai sei anni d&rsquo;et&agrave;, contribuendo a sviluppare l&rsquo;educazione morale, intellettuale e fisica degli stessi e fornendo loro anche la refezione calda.</div>
<div style="text-align: justify">Con il decreto di scioglimento del Consiglio di Amministrazione dell&#39;Asilo De Deo, emanato dalla Regione Puglia in data 15/9/1982 n.120 e il conseguente affidamento della provvisoria gestione dell&#39;Ente al Comune di Gioia del Colle,&nbsp;i beni ad esso attribuiti&nbsp; confluiscono nel patrimonio del Comune.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Attualmente alcuni locali sono utilizzati da uffici comunali, mentre il grande salone &egrave; utilizzato come sala conferenze.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/emdedeo2.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-15681" height="278" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/08/emdedeo2.jpg" width="181" /></a>Ed ora alcune notizie su <b>Emanuele De Deo</b>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E. De Deo &egrave; considerato il protomartire del Risorgimento italiano, Risorgimento che, grazie anche a lui, &nbsp;ha portato, 66 anni dopo la sua morte, alla proclamazione dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il 14 febbraio 2011 Gioia ha ricordato il 222&deg; anniversario dell&rsquo;eccidio dei martiri del 1799, gli stessi uomini che incarcerati con il De Deo furono incarcerati e liberati e continuarono a lottare per la libert&agrave; della Patria.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Gioia con numerose&nbsp; manifestazioni ha reso onore a&nbsp; questo suo eroico concittadino; ultima la celebrazione del 239&deg; anniversario &nbsp;della sua nascita, l&rsquo;11 giugno 2011.</div>
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<div style="text-align: justify">Pur non essendo nato a Gioia, &egrave; stato sempre annoverato tra i suoi figli pi&ugrave; cari ed illustri. Egli, infatti venne a Gioia con la sua famiglia all&rsquo;et&agrave; di 5 anni e vi rimase ininterrottamente&nbsp; per 16 anni, cio&egrave; fino al 1794 anno della sua carcerazione, per cui a buon diritto si pu&ograve; definire figlio e non solo figlio di adozione.</div>
<div style="text-align: justify">Infatti, a conferma della gioiesit&agrave; &nbsp;di Emanuele vorrei citare tre episodi: il primo riguarda &nbsp;Mons. Domenico Forges-Davanzati, che, sulla colonna che il Governo repubblicano aveva deliberato di innalzare in Piazza Castello a Napoli, in onore del nostro e di altri martiri, volle che fosse riportata la seguente epigrafe: <i>Ad Emanuele De Deo di Gioja / primo martire della libert&agrave; / morto per l&rsquo;ingiusta scure / di Ferdinando il Tiranno</i>.</div>
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<div style="text-align: justify">Il secondo ed il terzo episodio riguardano Gioia. Nel centenario della nascita di Emanuele Gioia ha voluto intitolargli &nbsp;l&rsquo;Asilo Infantile, come luminoso esempio per le giovanissime generazioni di amore per gli studi, per la libert&agrave;, per la patria, Asilo che fu impiantato proprio nel 1872 e nello stesso periodo&nbsp; prese il suo nome la strada in cui lui e la sua famiglia sono vissuti. Nel bicentenario della nascita l&rsquo;Amministrazione comunale di Gioia ha voluto ricordare questo figlio eroico, apponendo una targa marmorea sulla facciata della sua abitazione gioiese, con la seguente scritta: <i>Qui Emanuele De Deo ed i patrioti gioiesi si riunirono il 26 maggio 1793 per diffondere la Dichiarazione dei diritti dell&rsquo;uomo. Traditi da una spia borbonica il giovane De Deo primo martire del Risorgimento italiano, fu impiccato a Napoli il 18 ottobre 1794. L&rsquo;Amministrazione comunale nel culto della sua memoria e dei permanenti valori della libert&agrave; ed indipendenza ricorda l&rsquo;olocausto</i> <i>della giovane vita nel bicentenario della nascita 11 giugno 1972</i>. &nbsp;Ad Emanuele &egrave; intitolata una sala conferenze all&rsquo;interno dell&rsquo;ex Asilo.</div>
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<div style="text-align: justify">Ora brevi cenni sul <b>quadro &nbsp;storico</b> in cui si inseriscono gli eventi di Gioia al tempo di E. De Deo.</div>
<div style="text-align: justify">Gioia alla fine del &#39;700 annoverava tra gli&nbsp; 8 / 9 mila abitanti. Il naturalista svizzero Carlo Ulisse de Salis Marchlins passando da Gioia nel 1789 dice: Arrivammo ai grandi boschi di querce che circondano Gioia. In questa foresta, che misura 50 miglia di circonferenza e 24 nella sua massima larghezza, i due paesetti Gioia e Acquaviva hanno dissodato un buon tratto di terra che oggi&nbsp; produce grano e gran quantit&agrave; di fave, le quali, insieme a poco pane, formano l&rsquo;elemento abituale&nbsp; dei lavoratori di queste campagne. L&rsquo;occupazione prevalente era dunque l&rsquo;agricoltura e quindi l&rsquo;analfabetismo era elevato, anche se gi&agrave; agli inizi dell&rsquo;800 il&nbsp; nostro Comune &egrave; tra i primi ad annoverare un&nbsp; maestro pubblico.</div>
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<div style="text-align: justify">Nel 700 Gioia &egrave; un feudo della famiglia De Mari, che se l&rsquo;erano aggiudicato nel 1664. Essi governarono in maniera dispotica e la loro presenza fu contrassegnata da abusi, prepotenze, arresti, liti demaniali, catastali, appropriazione di beni demaniali con conseguente abolizione dell&rsquo;uso civico, aumento di tasse, tanto che furono costretti a trasferirsi a Napoli per un breve tempo.</div>
<div style="text-align: justify">Nel secolo 18&deg; &nbsp;Gioia fu segnata anche da numerosi eventi tristi: siccit&agrave; 1716 e 24, terremoti 1731, carestie 1755 oltre alle angherie dei De Mari.</div>
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<div style="text-align: justify">Oltre ai contadini in Gioia troviamo alcuni esponenti dell&rsquo;aristocrazia agraria, della borghesia agraria ( i cosiddetti Magnifici ),&nbsp; alcuni ricchi commercianti e liberi professionisti. Tra di loro nel 700 si acuisce il conflitto sociale ed economico, come testimoniato da episodi che vedono i contadini, a seguito della Prammatica ferdinandea de administrazione Universitatum del 1792, nel 1793 &nbsp;&nbsp;l&rsquo;assalto non solo alle propriet&agrave; baronali, ma anche a quelle di privati cittadini e perfino ai beni degli enti ecclesiastici e dei monasteri. Sempre nel 1792 la vendita di alcuni beni degli enti ecclesiastici aveva deluso la speranza dei contadini di accaparrarsi un pezzo di terra.</div>
<div style="text-align: justify">I tempi sembrano cambiare e si diffondono nel Sud, a Napoli in particolare nuove idee liberali.</div>
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<div style="text-align: justify">A Napoli&nbsp; agli inizi dell&rsquo;ultimo decennio del 700 erano stati creati dei club dove gli esponenti della nuova cultura, quella delle idee della rivoluzione francese, che miravano a mutare l&rsquo;ordine costituito. &nbsp;Con l&rsquo;avvento di Carlo di Borbone si parla di illuminato dispotismo e si sviluppa a Napoli l&rsquo;Associazione dei Liberi Muratori con le sue logge, che riconosce l&rsquo;autorit&agrave; del sovrano e misconosce quella del Papa. I Del Re, i Losapio, di ritorno da Napoli dove frequentano gli studi universitari, diffondono a Gioia i nuovi principi: lotta per la conquista della libert&agrave; e dell&rsquo;eguaglianza civile. Il 1789, anno della approvazione della Dichiarazione dei diritti dell&rsquo;Uomo e del Cittadino,&nbsp; il Re proibisce con suo decreto qualsiasi specie di unione o di societ&agrave;; infatti la Massoneria&nbsp; aveva avuto una evoluzione in senso democratico: aspirazione alla libert&agrave;, all&rsquo;uguaglianza, beni supremi che si possono realizzare con lo sterminio dei despoti e la&nbsp; negazione della religione ufficiale, intesa come superstiziosa rivelazione di chi vuol togliere all&rsquo;uomo la naturale libert&agrave; e a Dio la suprema potenza. Nel 1791 le logge massoniche subiscono&nbsp; la reazione monarchica borbonica, che spinge i giovani della massoneria ad aderire al regime repubblicano affermatosi in Francia e alla simpatia verso le teorie rivoluzionarie. Nelle logge si discute dei principi politici della Francia rivoluzionaria oltre che affrontare problemi economico-sociali. I soci si propongono di conseguire la trasformazione&nbsp; della societ&agrave; attraverso la distruzione della monarchia e l&rsquo;istituzione&nbsp; del Governo popolare. Il movimento massonico si trasforma in movimento giacobino e le logge diventano veri e propri circoli rivoluzionari e antiborbonici.</div>
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<div style="text-align: justify">In questo clima di incertezze, di crisi politica, economica, sociale e culturale vi era a Gioia &nbsp;un drappello di giovani, di famiglia benestante , che frequentavano gli studi universitari a Napoli, tra i quali i De Deo, i Del Re, i Losapio, i Bonavoglia, gli Indellicati,&nbsp; dapprima vicini al Movimento dei Liberi Muratori,&nbsp; per i principi di libert&agrave; che perseguivano e poi divenuti giacobini, perch&eacute; traditi dalla politica borbonica. &nbsp;Altri aderiscono al movimento liberale: Silvio Bonavoglia, Antonio e Colombano Losito,&nbsp; Filippo Giordano il domenicano Padre Gisotti, Anna Innocenza Sala Buttiglione, Pasquale Soria.</div>
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<div style="text-align: justify">E&rsquo; in questo clima politico, economico, sociale e culturale che si trova ad operare anche il nostro concittadino: E. De Deo.</div>
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<div style="text-align: justify">Un&rsquo;ultima&nbsp; annotazione sulla sua sfortunata, ma eroica sorte. Il malprete Patarino, che denunci&ograve; i giacobini gioiesi non aveva come &nbsp;mira principale il giovane De Deo, ma&nbsp; inizialmente&nbsp; voleva perseguire i Del Re; egli infatti, come ribadisce in una lettera al concittadino Colombano Losito&nbsp; il 25 ottobre 1793 dice: Ho impegno d&rsquo;inabissare questi signori Del Re; per tale assunto &egrave; necessaria una fede dell&rsquo;Universit&agrave; dove si dica che la famiglia Del Re &egrave; gente di pessima indole, fomentatrice di discordie e gente odiata da tutto il paese per il suo male operare. Gli eventi, invece andarono diversamente e, ironia della sorte, i Del Re furono incarcerati e scarcerati ed il giovane&nbsp; E. De Deo perse la vita, ma acquist&ograve; fama ed onore.</div>
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<div style="text-align: justify">Emanuele De Deo, martire gioiese per la libert&agrave; delle nostre Terre, fu giustiziato a Napoli il 18 ottobre 1794 per aver preso parte alla nascita della Repubblica Partenopea.</div>
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<div style="text-align: justify">Questa ricerca vuole essere un modestissimo contributo per ricordare Emanuele De Deo, protomartire del Risorgimento italiano, in occasione della celebrazione dei 150 anni della proclamazione dell&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia.</div>
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<div style="text-align: justify">&nbsp;E&#39; consentito l&#39;uso del contenuto di questo articolo <b><u>per soli fini non commerciali</u></b>, citando la fonte e il nome dell&#39;autore.</div>
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