L’ I.T.I.S., ex Lanificio Lattarulo
30 novembre 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Scuola, Storia
Fino alla prima metà del Novecento Gioia è stato un paese florido non solo nel settore agricolo, ma anche in quello industriale; ciò è testimoniato sia dalla presenza di industrie di trasformazione di prodotti agricoli, come distillerie, frantoi oleari e enologici, mulini e pastifici, molte delle quali oggi fanno parte dei monumenti dell'archeologia industriale locale, sia dalla presenza di altri opifici, come il Lanificio Lattarulo.
Quest'anno ricorre il 50° anniversario dalla deliberazione del Comune di Gioia di acquisto dell'opificio ex Lattarulo, che successivamente verrà destinato a sede dell'ITIS.
Alla fine dell'Ottocento un giovane di Fasano divenuto ormai nostro concittadino, Angelo Lattarulo di Onofrio, dopo aver iniziato a lavorare come garzone nello stabilimento di Saverio De Bellis a Castellana Grotte, dà avvio alla sua attività lavorativa a Gioia come tintore, andando in giro per il paese con un carretto e chiedendo alla gente se avesse abiti e indumenti da tingere. Successivamente impianta anche una modesta tintoria a carattere artigianale in alcuni locali presi in fitto in via Monte Sannace.
Il 4 giugno 1885, dopo aver provveduto ad acquistare 60 fusi, cinque telai a mano e due piccole cardatrici, impianta anche un piccolo laboratorio tessile. Man mano che i suoi figli, Onofrio, Oronzo e Michele crescevano, questi, insieme al padre e allo zio Giuseppe Ciaccia, ampliano l'industria con l'aggiunta di nuovi reparti.
Nel 1908, dovendo ampliare ulteriormente l'azienda e quindi avendo necessità di nuovi locali, i proprietari decidono di acquistare un suolo edificabile, in Via Mazzini, per costruire un opificio per poi trasferirvi l'azienda.
Allorquando il fondatore, Angelo Lattarulo, decide di ritirarsi dall'attività lavorativa dona una metà del fabbricato del lanificio, compresi i macchinari, le attrezzature e gli impianti, ai figli e ai nipoti Angelo, Franca, Onofrio ed Oronzo. (Il figlio Michele muore tragicamente il 12 -4-1944 ).
Questi signori il 4 giugno 1944, esattamente 59 anni dopo la primitiva fondazione, costituiscono a Gioia una Società, che chiamano " Lanificio Lattarulo ".
Il fondatore del Lanificio, Angelo Lattarulo senior, per la sua costante operosità e per la sua intraprendenza nel suo settore lavorativo, sarà insignito dell'onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
L'attività del Lanificio non si limita alla produzione di tessuti di lana, ma prevede altresì la lavorazione del cotone e della bambagia e la produzione di abiti, di costumi, di materassi, di coperte e di stoffe. Oltre ai lavori di tintoria l'attività dell'azienda sconfina anche nella produzione di divise per le Forze Armate. A tal proposito, come ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno del 26-12-1938, il Lanificio, che forniva divise alle Forze Armate, viene visitato dalla fiduciaria del fascio femminile di Bari, che esprime parole di elogio sia per i proprietari che per gli operai impegnati in un meritorio e delicato compito e nella costruzione della nuova Patria.
Il ciclo di produzione del Lanificio era completo e andava dal lavaggio, alla filatura, alla cardatura, alla tessitura, alla tintura, al candeggio, all'asciugamento, al finissaggio per finire all'imballaggio, prima della definitiva spedizione dei tessuti lavorati.
E' probabilmente un errore ( un colore non perfettamente riuscito nella produzione di divise per la Marina, nonostante il nipote dell'industriale, anche lui di nome Angelo, fosse diplomato come Perito Chimico Colorista ) che costituisce l'inizio della crisi dell'azienda, in quanto quell'episodio comporta la mancata vendita dell'ordinativo richiesto, i mancati introiti per pagare materie prime ed operai e il mancato utile per i proprietari.
Il Lanificio, che aveva sede in via Mazzini n. 91, è stato ampliato alla fine degli anni quaranta a seguito dell'ampliamento dei reparti e per far fronte ai crescenti ordinativi richiesti da parte di operatori del settore tessile. Nella fase di massima espansione si estendeva su una superficie di circa mq. 6.500. Anche dopo la costruzione dell'ala sud, quella sita di fronte alla Chiesa dell'Immacolata di Lourdes, costituiva un unico corpo di fabbrica costruito a scopo industriale. Si sviluppava intorno ad un cortile centrale e comprendeva due livelli: il piano terra era costituito di quattro grandi vani, mentre il primo piano ne comprendeva undici. L'opificio era suddiviso in 5 reparti, ciascuno dei quali aveva uno specifico utilizzo.
Un primo padiglione, che aveva una superficie di circa mq. 745, era allocato su due livelli; quello inferiore era destinato al reparto lavaggio e tintoria, mentre quello superiore era utilizzato come deposito-magazzino. In questo modulo erano presenti diverse attrezzature: Una macchina Obermaier con cesto da Kg.140, un impianto per candeggio al cloro, due vasche per acidificare, un impianto Leviatan con 4 vasche in cemento e tre spremitoi, tre vasche in acciaio per la tintura delle matasse, due vasche in cemento con rivestimento a piastrelle, un forno-essiccatoio con attrezzature per l'asciugatura delle matasse.
Un secondo modulo, anch'esso disposto su due livelli, ma più ampio del primo, di circa mq. 1320, era adibito alla tessitura. La parte superiore, che non era edificata, ma solamente terrazzata, era utilizzata per far asciugare la lana. Nel modulo, oltre ad alcune attrezzature e vari contenitori erano installati 22 telai Jacquard ( per ottenere tessuti a maglia con disegni geometrici o variamente figurati, permette l'esecuzione di complessi disegni e intrecci sul tessuto), 18 telai a Raties, 13 telai per lana a doppia altezza, altri due telai, due ordinatoi a sezione per il cotone e tre per la lana.
Anche il terzo modulo, di circa mq. 615, era disposto su due livelli. Il primo piano, dove erano impiantate 4 macchine per classificare le diverse fibre tessili, era utilizzato come reparto cardatura, operazione effettuata con attrezzature brevettate dalla stessa ditta, mentre il primo piano era adibito per la filatura.
Anche il quarto modulo era composto di due parti. La prima, utilizzata come opificio, aveva una superficie di circa mq. 340; in essa erano presenti sia una sfilacciatrice, che produceva ogni ora 25 chili di ritagli di lana per panni militari che un aspiratore per la lana sporca, mentre l'altra zona, di circa mq. 680, era utilizzata come sede per uffici, come abitazione del custode e fungeva da magazzino e da autorimessa.
L'ultimo modulo, di circa mq. 290, era utilizzato per il finissaggio; in esso erano presenti due macchinari che rendevano uniforme il tessuto e una spazzolatrice- ripianatrice.
La struttura era dotata di due cabine di trasformazione di elettricità e di alta e bassa tensione per il funzionamento dell'opificio. Inizialmente aveva macchinari che sviluppavano una forza motrice di 40 cavalli vapore, 400 fusi e dieci telai meccanici per la lavorazione di diversi prodotti: cotone, lana, drappi, coperte e filati. Durante gli anni che vanno dal 1930 al 1940, in media lo stabilimento produceva 94.000 chili annui di tessuti di cotone e 71.250 chili di filati di lana cardata. Il buono stato di salute della fabbrica è confermato dal fatto che negli anni '40 il numero dei telai passa a 42, i fusi diventano 1200 e la potenza complessiva dei motori arriva a 190 cavalli vapore.
A pieno regime tra operai ed impiegati lavoravano circa 250 persone; gran parte della manodopera era costituita da donne.
Nel 1954 lo stabilimento presenta una situazione delicata, tanto che la proprietà è costretta a licenziare 220 operai. L'allora Sindaco di Gioia, Pietro Rubino, in una lettera al Prefetto evidenzia le preoccupazioni sue e della cittadinanza per la perdita del posto di lavoro per 220 famiglie gioiesi e per l'economia locale, anche a seguito dell'aumento della disoccupazione, sottolineando che il fallimento era divenuto esecutivo a causa del mancato fido da parte delle banche.
Non si riesce a scongiurare il fallimento, nonostante la missiva che il Presidente dell'Assoindustria di Bari invia il 17-1-1956 al curatore fallimentare del Tribunale di Bari, con la quale chiedeva che il Lanificio Lattarulo fosse mantenuto in vita, perché ritenuto ancora valido, produttivo e necessario per l'economia di Gioia e della Provincia.
Nonostante pressioni operate da più parti, dopo il periodo di commissariamento, affidato a Severino Cavallone, il fallimento viene deliberato il 25-6-1955.
Il fallimento interessa anche altre aziende della famiglia Lattarulo: una fabbrica di ghiaccio, un opificio di produzione di manufatti per l'edlizia, una società operante nel settore dei lavori pubblici, il mulino pastificio ex Alfredo Pagano.
L'eco di questa tragica conclusione giunge anche in Parlamento; infatti il 13-7-1955 il Sottosegetario di Stato risponde alla Camera dei Deputati alla seguente interpellanza presentanta dall'Onorevole Ernesto De Marzio ai Ministri del Tesoro e del Lavoro e della Previdenza Sociale: Per conoscere se non ritengano opportuno d'intervenire per la grave situazione verificatasi nel lanificio Lattarulo di Gioia del Colle ( Bari ) per la mancata concessione di un prestito di £. 50 milioni da parte del Banco di Napoli, richiesto in base alla legge Sturzo; si tratta di un'azienda che dispone di un complesso industriale del valore di circa 700 milioni e che ha dovuto cessare la sua attività per i debiti veramente modesti in confronto al valore reale e potenziale di cui dispone, con la conseguenza della disoccupazione nelle famiglie dei suoi 200 dipendenti.
La risposta è la seguente: Il predetto lanificio ebbe a presentare alla sezione di Credito industriale del Banco di Napoli una domanda di finanziamento per lire 50 milioni, ai sensi della legge 16 aprile 1954, n. 135. Tale domanda fu sottoposta alla normale istruttoria prevista, al termine della quale il Banco fece presente alla ditta che il suo accoglimento doveva considerarsi subordinato ai seguenti adempimenti: 1°) accordo con i maggiori creditori per una ratizzazione dei debiti fluttuanti in atto; 2°) concretizzazione di impegni per l'assorbimento della produzione al fine di assicurarne il rapido collocamento. La ditta, con sua lettera del 9 maggio scorso, assicurò il Banco di Napoli che entro breve tempo avrebbe fornito la prova sia delle transazioni concordate con i creditori sia degli impegni contratti per l'assorbimento della produzione e si impegnò inoltre ad espletare le formalità necessarie per la sua trasformazione da " in nome collettivo " in " società per azioni ". Il 24 dello stesso mese, poi, la stessa ditta comunicò al Banco che la documentazione richiesta era in corso di approntamento, e precisò che avrebbe presentato i relativi incartamenti entro breve termine. Pertanto, non appena detti documenti saranno stati prodotti, la domanda di finanziamento sarà sottoposta al Comitato tecnico amministrativo della sezione, per le determinazioni di competenza.
Ancora l'11-7-1967 l'onorevole Genco, durante la discussione per l'approvazione del programma economico-nazionale per il quinquennio 1966-70, in Senato afferma: Che cosa ne è, per esempio, del lanificio Lattarulo, che stava a Gioia del Colle, con 250 operai e che si chiuse solamente perché l'istituto di credito temeva per i 70 milioni che aveva erogato? Oggi, i soli suoli di quello stabilimento valgono il triplo o il quadruplo; se l'istituto avesse atteso, si sarebbe rifatto largamente della somma anticipata.
I macchinari, perfettamente funzionanti, dopo la dichiarazione di fallimento vengono smontati, trasferiti in un'industria al Nord per essere lì utilizzati.
Il 19-4-1956 il Comune di Gioia approva l'istituzione di Corsi di qualificazione professionale per operai tessili della fallita Lattarulo. Il 12-10-1956 il Commissario Prefettizio, dott. Emanuele Loperfido, delibera il pagamento del fitto di 6 telai per 4 corsi di qualificazione per operai tessili della fallita Lattarulo, tenuti a Gioia. Tali corsi erano finalizzati ad un reintegro degli operai in una nuova azienda tessile.
Infatti, da una deliberazione dello stesso Commissario del 4-3-1959 apprendiamo che da accordi tra l'Amministrazione comunale e l'Amministratore delegato della Società per Azioni Lanificio Gioia del Colle sarà costruito un lanificio industriale e che il Comune si impegna a costruire la condotta della fogna all'opificio da costruirsi.
Cinquant'anni fa, esattamente il 24-10-1959, per evitare che la fabbrica finisse in mano di privati, a seguito del processo di liquidazione, l'Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Tommaso Surico, con deliberazione consiliare decide di acquistare l'immobile contraendo un mutuo di 50 milioni di lire.
Si pensava inizialmente di utilizzare la struttura come sede di un mercato ortofrutticolo all'ingrosso, mentre il 24 novembre 1959 viene discussa la modifica della delibera di acquisto dell'edificio per uffici pubblici , acquisto, escluso il 2° lotto, da effettuare per la somma di £. 65 milioni attraverso il ricorso a un mutuo.
Neppure questa seconda destinazione trova attuazione perché l'utilizzo finale diventa quello di scuola e precisamente diventa sede dell'Istituto Tecnico Industriale Statale. Infatti il 17-6-1960 la Giunta delibera di richiedere al Ministero della P.I. l'istituzione in Gioia di una sezione staccata dell'Istituto Tecnico Industriale di Bari.
Il 20-12-1960 il Consiglio ratifica la delibera di Giunta del 17 giugno 1960 riguardante l'istituzione di una sezione staccata dell'Istituto Tecnico Industriale di Bari.
Il 6-4-1961 il Consiglio riduce da £. 65 milioni a £. 46 milioni il mutuo per l'acquisto dell'ex Lanificio.
Il 24-4-1961 il Consiglio delibera di assumere gli oneri ( acqua, illuminazione e riscaldamento) per i locali dell'istituendo ITIS.
Il 4 9- 1961 la Giunta approva il progetto di sistemazione del comprensorio immobiliare ex Lattarulo, per il mercato ortofrutticolo ed altri servizi pubblici, complesso che il 25 novembre 1959 il Consiglio comunale deliberava di acquistare dal Tribunale di Bari, escluso il 2° lotto, per un importo di £. 65 milioni. Il relativo mutuo con la Cassa di Risparmio di Puglia di £. 46 milioni per finanziare l'acquisto viene deliberato dalla Giunta il 18-2-1962.
Il 5-12-1961 la Giunta, in merito all'acquisto dal Tribunale di Bari dell'ex comprensorio Lattarulo, provvede alla nomina del legale del Comune, avv. Matarrese, per assistere il Sindaco.
Il 2-2-1962 la Giunta delibera di liquidare l'onorario all'avv. Matarrese e delibera il deposito presso la Cassa di Risparmio di Puglia della somma residua del mutuo di £. 46 milioni per l'adattamento dell'immobile ex Lanificio Lattarulo: £.35 milioni erano per l'acquisto e £. 11 milioni per l'adattamento dello stesso a mercato ortofrutticolo.
Il progetto di adattamento e trasformazione a scuola viene eseguito a cura dell'Ufficio Tecnico del Comune. Il 30-3-1962 la Giunta approva il progetto per i lavori di adattamento dell'opificio Lattarulo, 1° lotto, per l'Istituto Tecnico Industriale. I lavori sono appaltati all'impresa Nicola Antonio Putignano.
L'1-10-1962 la Giunta approva il preventivo di spesa EAAP ( Ente Autonomo Acquedotto Pugliese ) per la costruzione del tronco idrico e fognante all'immobile ex Lanificio Lattarulo e il pagamento del contributo alla SGPE ( Società Generale Pugliese di Elettricità ) per l'allacciamento elettrico allo stesso edificio. Il 26 ottobre vengono approvati i lavori di adattamento di due locali dell'opificio ad officina meccanica e palestra per l'ITIS.
L'ITIS inizia a funzionare il 1° ottobre 1961 in alcuni locali presi in fitto dalla parrocchia del Sacro Cuore, mentre la sede della Scuola viene inaugurata il 12-12-1962, come sezione staccata dell'Istituto tecnico Industriale " Marconi " di Bari. La Giunta comunale il 21-12-1962 delibera la liquidazione delle spese di rappresentanza per tale inaugurazione.
Il 27 novembre 1962 la Giunta approva il preventivo spese per la demolizione di un vano a piano terra e la sistemazione di un locale per il custode.
Nel 1965 viene completato un prefabbricato per ospitare nuovi corsi, vista l'affluenza di studenti che si iscrivevano a tale Istituto.
L'ITIS è diventato un Istituto autonomo dal 1-10-1966. Successivamente l'Istituto è stato dotato di una palestra coperta. Nell'anno scolastico 1972-73 è stata istituita ad Altamura una sezione staccata dipendente dall'ITIS di Gioia, con un'ulteriore specializzazione in Chimica. Dall'a.s. 2006-07 la sede di Altamura è diventata sede associata dell'ITG " Nervi " di Altamura.
Attualmente nell' ITIS " Galileo Galilei " di Gioia sono operative le specializzazioni in Meccanicanica, Elettrotecnica e Automazione, Elettronica e Telecomunicazioni, Informatica.
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Foto tratte dal volume : Gioia del Colle … in bianco e nero – Storia fotografica degli ultimi cinquant'anni della "Città di Federico" a cura di Carlo Maria Tangorra. Suma Editore.
A proposito dei Test di Ammissione all’Università
7 ottobre 2009 Autore: Francesco De Carlo
Categorie: Primo Piano, Scuola
Nei primi giorni di settembre, si sono svolti in tutta Italia, i test di ammissione per l'accesso alle facoltà a numero chiuso delle Università Italiane, interessando centinaia di migliaia di giovani: una lotteria del numero chiuso che decreta quali studenti potranno accedere ai corsi di studio desiderati.
Giovani costretti a giocarsi le proprie ambizioni e i loro sogni marcando con la matita delle crocette su un foglio, come al superenalotto. Un gioco molto rischioso, d'azzardo, che mette in palio l'accesso agli studi universitari e quindi la possibilità di una carriera professionale, la possibilità di un futuro lavorativo che sta diventando sempre più difficile anche solo da immaginare per le giovani generazioni italiane.
Il numero chiuso, oltre a limitare il numero di studenti nelle aule universitarie per una Università che meglio prepara i professionisti del domani, serve a programmare il numero di laureati, in funzione di quelle che saranno le future richieste provenienti dal mercato del lavoro.
Tutto questo, in teoria, concettualmente è sacrosanto: Meno studenti in aula maggior profitto degli stessi; meno laureati (ma bravi) maggiori possibilità di trovare un lavoro dignitoso e non precario.
In teoria se uno studente neodiplomato di buon livello studia e supera i test, molto probabilmente sarà anche un buon studente universitario e in futuro un ottimo professionista.
Per una Università che prepara seriamente i professionisti del domani appare quindi giustificabile l'uso di una selezione la quale, se avvenisse seguendo le regole, sarebbe accettata dalla stragrande maggioranza degli stessi studenti e dai loro genitori. Continua la Lettura
La Scuola elementare San Filippo Neri
16 settembre 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Scuola, Storia
Quest'anno ricorre il novantesimo anno dalla deliberazione di istituzione della Scuola Elementare San Filippo Neri.
Infatti il 21 giugno 1919 la Giunta comunale di Gioia prende atto che l'Edificio scolastico esistente è insufficiente ai bisogni della popolazione; ha 32 aule con 52 alunni, oltre il massimo consentito dalla legge. Si avverte quindi l'esigenza di costruire un nuovo Edificio scolastico a Nord di Corso Vittorio Emanuele per la provinciale che per Acquaviva porta a Bari. Il suolo è libero, si può impiantare la scuola; c'è la possibilità di una palestra all'aperto e quella di utilizzare un campicello ad uso scolastico. Occorrono non meno di 20 aule, destinate a crescere in futuro, almeno a 27, oltre a sale varie. C'è già un il progetto dell'ingegnere Giovanni Milano che prevede una spesa di £.700.000 comprese £.19.602,70 per esproprio e £. 20.071,23 per spese impreviste. La Cassa DD. PP. finanzia entro il 30-6-1919 con mutuo al 3% e il Ministero della Pubblica Istruzione corrisponde ai Comuni sussidi pari alla metà della spesa prevista, non superiore però a £. 50.000. E' approvato il progetto e si chiede alla Cassa DD. PP. Un mutuo di £. 650.000 al 3% estinguibile in 35 anni e il sussidio di £. 50.000 al Ministero della P. I. Si avrà così il lavoro per fronteggiare la disoccupazione.
Il 19-1-1920 nella Giunta comunale si parla di un mutuo di £.900.000 senza interessi per l'Edificio Scolastico.
A seguito delle osservazioni fatte dal Genio Civile ( 24 aule e non 27, alleggerire le volte, abbellire la facciata, ampliare la palestra, eliminare il muro di cinta, ridurre l'area da occupare, portare il costo da 900.000 a £.950.000 ), il 27 -3-1920 la Giunta apporta le variazioni al progetto del nuovo Edificio Scolastico.
In Consiglio comunale il 7-12-1920 si afferma che c'è una legge obbligatoria per l'istruzione pubblica. Si chiede di costruire un nuovo Edificio Scolastico all'estremo di via Bari, per servire altri quartieri del paese. C'è infatti un solo Edificio scolastico e ci sono anche 70 e più bambini in aule inadeguate, con 2 o più classi nello stesso locale, con orario ridotto o alternato. Il 27-12-1920 il Consiglio delibera di contrarre un mutuo senza interessi per l'Edificio scolastico. Il 27-9-1921 e il 28-11-1921 il Consiglio delibera la richiesta di mutuo di £. 950.000 per costruire il nuovo Edificio scolastico e l'Asilo Infantile. Il 20-3-1924 il Consiglio modifica il progetto dell'edificio scolastico. Continua la Lettura
Antonia Divella: Dopo una vita a scuola… promossa a pieni voti
5 settembre 2009 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Scuola
San Filippo Neri, una scuola di frontiera nel '78: locali fatiscenti, riscaldamento inesistente, bagni di fortuna, infissi cadenti, infiltrazioni… l'asilo non è da meno, confinato nelle aule anguste ed umide di antichi palazzi… Un istituto non certo d'elite, in uno dei rioni più poveri di Gioia.
Una sfida importante per Antonia Divella, fresca di nomina dirigenziale dopo dodici anni di gavetta. Il suo esordio didattico ha inizio in un'aula-stalla presso una masseria dell'agro santermano, assurta al ruolo di scuola rurale per conquistare titoli (un "ottimo" del direttore che, in pieno temporale, controlla il suo operato, è davvero guadagnato in trincea) e seimila lire per alunno, se promosso.
A 18 anni vince il concorso, si abilita ed insegna in un paesino calabro: Palude. Un luogo desolato di nome e di fatto, con pochissimi abitanti e dodici insegnanti, tra cui un supplente "armato" di chitarra. Trasferirsi è difficile, Antonia decide di ritentare il concorso, questa volta in Puglia. Conquista la seconda abilitazione, viene assegnata a Gravina, in contrada Serrone e poi all'Umberto I di Santeramo. Tornata a casa intraprende un percorso politico che la porterà a rivestire le cariche di assessore all'Urbanistica e vicesindaco. Continua la Lettura
Progetto Pace – Uomo mondo for unity: Classico e I.T.I.S. in Albania e Macedonia
15 luglio 2009 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Primo Piano, Scuola
Ci sono percorsi didattici che educano al dialogo tra diverse culture, nei quali sensibilità, cuore e mente si coniugano dando vita ad un linguaggio universale. Nella "grammatica" del Progetto Pace - Uomo mondo for unity, si declinano le emozioni e la condivisione di una sintassi "solidale" di respiro internazionale. In questa quarta annualità sei studenti dell'I.T.I.S. Galilei (Giampiero Angelillo, Luigi Viespoli, Giuseppe Colapietro, Giuseppe Grande, Sabino Radicci e Gianni Antonicelli) ed otto del Liceo Classico P.V. Marone (Anna Colapietro, Isabella Girardi, Maria Chiara Fiorino, Francesca Chimienti, Elena Latorraca, Lisanna D'Onghia, Daniela Caporusso, Giusy Lentini e Amelia Dell'Orco) sono approdati a Scutari, in Albania per partecipare al 2° meeting internazionale organizzato in rete. Ad accompagnarli i docenti Maria Altamura, coordinatrice del progetto in Puglia, Antonio Scarale e Gianna Barile.
Per loro intercultura e solidarietà sono apprendimenti diretti e sia pur tra mille difficoltà organizzative, centellinando gli scarsi fondi destinati dalla Regione al Progetto, hanno "traghettato" i ragazzi verso le sponde di una cultura mediterranea affine nei sapori, nei profumi eppur tanto diversa ed assetata di pace. Continua la Lettura
Scuola S. Filippo Neri: progettualità e formazione: L’apprendimento in chiave interculturale
10 luglio 2009 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Primo Piano, Scuola
Per Rita Goffredo, "madrina" della sede C.R.I.T. del 2° Circolo S. F. Neri e docente del corso "L'apprendimento in chiave interculturale" conclusosi a metà maggio, quella di Gioia è una realtà virtuosa: vi è molta attenzione, sensibilità, partecipazione e collaborazione istituzionale alle problematiche legate all'immigrazione. La formazione rivolta a docenti di ogni ordine e grado trova un terreno fertile, il corso diviene interattivo e le singole esperienze condivise assumono una valenza didattica particolarmente costruttiva.
"Si è giunti alla terza generazione di immigrati, alle iniziali problematiche, tuttora presenti, se ne aggiungono di nuove – afferma Rita Goffredo – la stessa formazione è in dinamico divenire, occorre tenersi aggiornati ed in contatto con le singole realtà". L'urgenza di un diverso approccio, di un'estrema flessibilità non solo didattico-pedagogica ma soprattutto psicologica, disorienta.
Si lavora tanto, spesso in cattività, mettendo a punto strategie "su misura" per ogni singola situazione, per poi scoprire che tali provvedimenti sono inadeguati. Nasce così il timore di non essere stati all'altezza, di aver fatto poco rispetto al dovuto. Continua la Lettura
I.T.I.S., Liceo Classico e Scientifico – Lezioni di teatro
9 giugno 2009 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Primo Piano, Scuola
Passione, drammaticità, ironia, comicità esasperata, valori senza tempo… Rileggere una rappresentazione teatrale ancor prima di applaudirla, analizzarne il contesto, comprenderla, "metabolizzarla" divenendone interpreti e voci narranti, respirare pause, silenzi, applausi è un alchemico, propedeutico imprinting culturale. Soffermarsi su quei dettagli, su quelle sfumature che consentono di entrare in empatia con l'autore, di penetrare nell'intimità del suo universo in dialogo con altre realtà anche virtuali, in vertiginoso, funambolico equilibrio tra il proprio e l'altrui sentire consente di assimilare per osmosi, con naturalezza, quei sottili insegnamenti che a scuola si decodificano attraverso un apprendimento passivo che sedimenta solo se il carisma del docente riesce a scalfire la noia. Una lezione di teatro può rivelarsi lezione di vita e lasciare traccia di sé quando si entra in gioco, si vince la timidezza, si imbriglia la smania di protagonismo e si lascia che sia l'emozione a dar voce al non detto, a veicolare la propria interiore visione di una scena, di una battuta, di un'entrata.
Scelta di stile attraverso la lettura di Shakespeare per gli studenti dell'I.T.I.S. Galilei coordinati da Giuliana Notarnicola, a ridosso de "La dodicesima notte" con l'impagabile Mario Scaccia, una formula rivelatasi vincente per coinvolgimento e interesse. Seguirà il raccordo attento, discreto e ad ampio raggio di Vitina Tafuri, eccellente nella regia e nella direzione di scena. Spazio e riflettori sugli studenti del Liceo Scientifico R. Canudo invitati a narrare, commentare e recitare stralci delle opere più famose di Pirandello, tra cui l'"Enrico IV" di Flavio Bucci, con interludi musicali alla chitarra di Gianluca Procino e Gianluca Montanaro. Un successo annunciato! I ragazzi entrano in scena con disinvolta consapevolezza, qualche incertezza, un sorriso e conquistano applausi. Continua la Lettura
La lettura teatrale di Gomorra alla Carano
2 giugno 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Scuola
Mercoledì 3 giugno alle ore 19,30 sei ragazzi di seconda media della CARANO "leggeranno" il testo teatrale di GOMORRA.
Presso l'auditorium della scuola CARANO.
Vi aspettiamo
Giorgio Gasparre
Padre Giovanni Semeria
28 maggio 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, La Gioia di Ieri, Scuola, Storia
In quest'anno, precisamente il 19 ottobre, le Poste Italiane ricorderanno Padre G. Semeria e Padre G. Minozzi con l'emissione di un francobollo commemorativo.
Giovanni Semeria nasce nel Comune di Colla, che diventerà una frazione di Sanremo con il nome di Coldiroli, il 26 settembre 1867. La sua famiglia era conosciuta con il soprannome di "Semeria buon Gesù".
Il padre di Giovanni, anche lui di nome Giovanni, muore qualche mese prima della sua nascita. Prima di morire prega la moglie, Carolina, di far nascere il figlio nel paese natale, richiesta che la moglie esaudisce.
A 15 anni entra, come novizio, tra i Padri Barnabiti del Carrobiolo a Monza. Viene ordinato sacerdote il 5 aprile 1890, a meno di ventitré anni. I primi impegni del suo apostolato riguardano: la questione dei rapportiti tra Stato-Chiesa, il confronto-scontro tra Scienza e Fede, il rinnovamento del Pensiero Cristiano, l'attenzione alla popolazione povera del Mezzogiorno d'Italia, territorio reso ancor più povero e sottosviluppato a causa dei disastri causati dalla prima guerra mondiale.
Esponente di primo piano del nuovo pensiero cristiano, diviene uno degli oratori sacri più popolari e più seguiti a Roma. Nei suoi discorsi ritroviamo un richiamo costante alla speranza coniugato con l'esigenza di un rinnovamento della società e dei cristiani, posizioni che paradossalmente incontrano ostacoli proprio all'interno della Chiesa del suo tempo, ma che in seguito diventeranno un punto di riferimento per molti giovani ed intellettuali. Continua la Lettura
Orazio conquistato – Un’alunna del Liceo Classico “P. Virgilio Marone” di Gioia del Colle vince il primo premio al XXIII Certamen Horatianum di Venosa
27 maggio 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Scuola
Orazio ha disertato l'Ofanto impetuoso. Per un giorno almeno ha dimenticato la sua terra, qua violens obstrepit Aufidus "dove strepita impetuoso l'Aufido", e ha preferito le aride Murge, Gioia del Colle in particolare. Qui è stato blandito da una fanciulla che meglio di altri ha dimostrato di intendere le lusinghe del carpe diem. La Leucònoe, la fanciulla dalla mente candida che Orazio ha preferito è Chiara Visceglia, alunna di Santeramo del penultimo anno del Liceo Classico "P. Virgilio Marone" di Gioia del Colle, vincitrice del XXIII Certamen Horatianum, gara di traduzione dal latino delle opere di Orazio, svoltasi a Venosa lo scorso 8 maggio. Umile e silenziosa, ma vigile e acuta, non le sono sfuggite le suggestioni delle lezioni del prof. Viscanti, fine interprete e appassionato cultore di Orazio, che a Gioia ha tenuto conversazioni sulla struttura retorica del I libro delle Satire di Orazio.
E questo nell'ambito del progetto finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze che quest'anno l'Istituto di Istruzione superiore "R. Canudo", di cui il Liceo "Virgilio" è sezione associata, ha attivato con fondi europei nel PON Per aspera ad astra. La nostra Leucònoe con ostinato impegno ha colto inoltre le intuizioni illuminate della giovane esperta del corso, Giuseppina Cafarchia e la sagace, puntuale attività della sua docente di latino, Giuseppina Spinelli. L'ha fatto in compagnia di un suo coetaneo, Raffaele Cataldo, anch'egli alunno del Liceo Classico di Gioia, che al Certamen oraziano ha ottenuto una menzione fra i migliori classificati, forte della perdurante guida della sua docente Carla Gentile, oltre che del suddetto corso di latino, attivato da questo Liceo.
La festa del libro 2009
17 maggio 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Scuola
Leggere… tra piacere e sapere" – "Un gomitolo di storie"
LA SCUOLA "SAN FILIPPO NERI"
"LA FESTA DEL LIBRO" – PROGETTO LETTURA 10a EDIZIONE
CHIOSTRO DEL PALAZZO MUNICIPALE
18-23 maggio 2009
Nel corso della settimana gli alunni delle classi e delle sezioni che partecipano al Progetto Lettura socializzeranno ai genitori il lavoro svolto durante l'anno:
"UNITI PER LA FESTA MA ANCHE NELLA SOLIDARIETÀ" VICINI AGLI ALUNNI DELL'ABRUZZO CHE NON HANNO PIÙ UNA SCUOLA. RACCOLTA VOLONTARIA DI UN CONTRIBUTO Continua la Lettura
Incontro-dibattito alla Scuola ” E. Carano “
16 aprile 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Salute, Scuola
LA SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO " ENRICO CARANO " DI GIOIA DEL COLLE
in collaborazione con:
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LIONS CLUB GIOIA DEL COLLE " MONTE JOHE "
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LEO CLUB GIOIA DEL COLLE " BIANCA LANCIA "
e con il patrocinio del COMUNE DI GIOIA DEL COLLE
ORGANIZZA per il giorno 18 APRILE 2009 alle ore 17,00 nell'Auditorium della Scuola Carano il 2° INCONTRO-DIBATTITO SCUOLA E FAMIGLIA sul tema:
" EDUCAZIONE NUTRIZIONALE " Obesità e disturbi del comportamento alimentare
In programma:
SALUTI
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PROF. GIOVANNI STANO – Dirigente Scolastico S.S.S. " E. Carano "
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DOTT. PIERO LONGO - Sindaco di Gioia del Colle
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AVV. DOMENICO BIANCO - Presidente Lions Club Gioia del Colle " Monte Johe "
INTRODUZIONE
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DOTT. PASQUALE DE LEONARDIS -Direttore Distretto S.S. ASL BA
RELATORI
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DOTT. PIERMARIANO SANSONETTI – Dirigente Medico Dietologo ASL BA
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DOTT.SSA M. GRAZIA CIRSELLA SERGIO - Psicologa
CONCLUSIONI
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DOTT.SSA VINCENZA MONTENEGRO - Coordinatrice del P.O.N. Salute e Benessere
Riparte l’iniziativa BICIBUS
9 marzo 2009 Autore: La Redazione
Categorie: Scuola
Lunedì 9 Marzo riparte il BICIBUS. La Scuola Media "E:CARANO" riprendere a "pedalare" con i suoi ragazzi per stare insieme in salute e in amicizia.
Si partirà da Piazza Dalla Chiesa ( scuola S.F.Neri) alle ore 8,00 in punto.
Prima fermata presso la chiesa di S.Vito (ex S.S.100). Partenza alle ore 8,07 per giungere a scuola alle ore 8,15 in punto per cominciare la giornata scolastica.
I ragazzi accompagnati da un insegnante e dalla polizia municipale pedaleranno lungo un percorso ben definito. Continua la Lettura
Studenti dell’I.T.I.S. Galilei alla Bosch
24 gennaio 2009 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Attualità, Lavoro, Scuola
Tra i dieci studenti iscritti al 4° anno degli istituti tecnici che hanno aderito al progetto "Alternanza Scuola – Lavoro" con la Bosch di Bari, dopo aver superato severi test in meccanica e relativo colloquio, selezionati ben tre ragazzi del Galileo: Gianfranco Bellacicco, Giuseppe Marotti e Donato Radicci. Il progetto li vedrà impegnati nell'arco di due annualità per undici mesi in formazione teorica con esami di verifica intermedi, tre saranno dedicati all'addestramento sulle linee di produzione, anche in questo caso con verifica finale, quindi una settimana di stage nella sede Bosch in Germania e 50 ore di corso in lingua tedesca. Obiettivo: formare operatori meccatronici da inserire nel mondo del lavoro. Un progetto "in continuità" con lo stage che portò nella stessa azienda altri sei studenti dell'I.T.I.S. Galilei lo scorso anno. Continua la Lettura
Progetto Slow Down Show
11 dicembre 2008 Autore: La Redazione
Categorie: Attualità, Comunicati, Scuola
Il giorno 13 Dicembre alle ore 10,30 c/o il Auditorium Scuola Media Superiore " R.Canudo" di Gioia del Colle (BA), inaugurazione del Progetto SLOW DOWN SHOW, Lo Spettacolo della Sicurezza Stradale Itinerante e alla legalità dei giovani, che prevede un tour nella città di Gioia del Colle dal 13 Dicembre 2008.
Il progetto è promosso dall' Autoscuola XDRIVE e il Comune di Gioia del Colle ed è finalizzato allo sviluppo di una Cultura della prevenzione stradale attraverso l'impiego di strumenti e metodologie ampiamente sperimentati. Continua la Lettura









