Shakespeare in love

27 febbraio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Acculturi@moci, Quarta parete

Luca Argentero in Shakespare in LoveFreschezza e giovinezza nel teatro
 
Il nuovo spettacolo di prosa, Shakespeare in love, in scena al Teatro Rossini venerdì 26 febbraio e sabato 27, diventa un evento più ampio partendo da un nuovo appuntamento con le “Lezioni aperte” di introduzione alla visione dello spettacolo, questa volta tenuto dalla Professoressa Orietta Limitone di giovedì 25, passando con l’incontro di venerdì 26 alle ore 19 nel teatro con il protagonista dell’opera Luca Argentero che di fronte a un pubblico ricco di ragazzi delle scuole superiori ha spiegato il percorso che dalle proprie origini televisive porta, con impegno e volontà, alle prove da attore precisando che in generale per chi vuol fare teatro spesso è necessario fare anche Continua la Lettura

Il Barbiere di Siviglia

20 febbraio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Il Barbiere di Siviglia in scena al Teatro RossiniVenerdì 19 febbraio al Teatro Rossini è in scena Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini con la regia di Gerardo Spinelli, che per lo stesso teatro ha diretto "La Cambiale di Matrimonio" sempre di Rossini. L'opera ha come Maestro Concertatore Direttore il maestro Michele Marvulli. La vicenda racconta il conte Almaviva, interpretato da Giuseppe Cacciapaglia, innamorato di Rosina, Tina D'Alessandro.

La ragazza è ambita però dal geloso e burbero Don Bartolo, interpretato da Spinelli. Con la complicità del barbiere Figaro, Gianfranco Cappelluti, il conte riesce ad avvicinarsi a Rosina con la falsa identità di Lindoro.

Don Bartolo si insospettisce riguardo alla vera identità di Lindoro e ingelosito cerca di affrettare le nozze con Rosina e ancora il conte Almaviva torna travestito da Don Alfonso, un presunto sostituto del maestro di canto di Rosina.

Quando Don Bartolo dimostra a Rosina che Lindoro è un impostore Rosina acconsente a sposarlo ma allora il Conte Almaviva si rivela e, poiché il notaio era stato chiamato per le nozze, egli arriva quando sono in casa di Don Basilio soltanto Almaviva e Rosina che vengono sposati.

Questo spettacolo cerca di uscire dal confine del palcoscenico con giochi di luci che vanno fuori scena a rappresentare per esempio il giorno che nasce, illuminando tutto il teatro, e con Gerardo Spinelli che esce ogni tanto dalla quarta parete ammiccando col pubblico per renderlo partecipe. Nel dinamismo dell'opera ed espressività degli interpreti vocale e mimica da segnalare Gianfranco Cappelluti, l'arguto e spiritoso barbiere Figaro. 

Arrivederci Roma

14 febbraio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Arrivederci Roma al Teatrio RossiniSaggio moderno di varietà e comicità

Nello spettacolo Arrivederci Roma, di venerdì 12 febbraio al Teatro Rossini, Simone Tuttobene e Stefano Vigilante danno vita a un lavoro che trae gli auspici, come dichiarano gli attori, dall'ispirazione di Petrolini, della storia del cafè-chantant e del teatro di rivista, volendosene staccare toccando Rascel, Proietti o Sordi, di cui ad esempio viene eseguita l'ironica canzone "Ma Ndo' hawai" del film Polvere di stelle. Tuttobene e Vigilante eseguono una serie di numeri che raccontano a loro modo la città di Roma e le sue caratteristiche. In alcuni momenti i protagonisti sembrano raccontare in prima persona eventi della loro vita e la storia di quartieri dove hanno vissuto. In altri momenti essi diventano personaggi che parodiano figure tipiche del paesaggio romano urbano e dell'Italia in generale, da vigili rigidamente fiscali a infermieri svogliati, comprendendo un numero in cui indossando a ruota diversi copricapi, Vigilante diventa una serie di personaggi assurdi convincendo di essere ognuno di loro a distanza di pochi secondi con un minimo accessorio. Continua la Lettura

Nine: Italia-America

5 febbraio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Una scena di NineIl film di Rob Marshall "Nine" è tratto dall'omonimo musical teatrale ma soprattutto ispirato al film "8½" di Federico Fellini.

L'attesa che ha accompagnato questo film fino alla sua uscita ha riguardato la curiosità di come si potesse interpretare l'assolutamente personale visione di Fellini che ha illustrato la crisi creativa di un regista e i suoi pensieri, nel nuovo musical del regista di "Chicago".

Il risultato finale può essere apprezzato se non ci si illude che si possa ricreare l'atmosfera del film di Fellini, cosa generalmente impossibile e soprattutto in questo caso. "Nine" è un particolare dialogo tra un'impostazione americana come il musical e l'immagine del cinema e dell'Italia trasmesse all'America anche attraverso Fellini.

Per questo il film ha un po' l'anima di entrambi i Paesi e di due stili che si incontrano nel raccontare sprazzi di pensiero del personaggio del regista Guido Contini che incontra e dialoga con le donne della sua vita, evocate spesso dalla sua coscienza, con canzoni che aprono e chiudono questi momenti surreali. Continua la Lettura

Bari per il cinema

30 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Il teatro Petruzzelli di BariIl Bifest, Bari International Film e TV Festival 2010 che vede sabato 30 gennaio la sua conclusione ha accolto vari film ed eventi come l'incontro di venerdì 29 gennaio con il compositore Armando Trovajoli, il quale ha musicato "La Ciociara" e "Riso amaro" per esempio, intervistato per l'occasione da Walter Veltroni nel Teatro Kursaal Santa Lucia.

Son comunque tanti gli incontri e seminari sul cinema e con gente di cinema oltre a una rassegna di film storici e recenti, nonché alcune anteprime internazionali, proposti in questi giorni; tra cui c'è l'interessante "Tutta colpa di Giuda" di Davide Ferrario che racconta l'allestimento di una recita in un carcere, con detenuti veri che hanno recitato, in cui si inscena una Passione di Cristo molto umana, dove si discute il senso dell'umanità come ricerca della vita e felicità rispetto al dolore e si suggerisce una riflessione sulla stessa legittimità del sistema di credenze e usanze che portano ad accettare lo stato delle cose in un carcere, come nella vita, dove politica e religione, che a volte son la stessa cosa, tendono a voler mantenere la consuetudine e i ruoli per la tranquillità sociale.

Questo festival patrocinato anche dalla Apulia Film Commission, che continua la vocazione di portare risorse e cinema in Puglia, avrà la sua premiazione per i migliori film italiani del 2009 nella suggestiva cornice del rinato Teatro Petruzzelli, uno dei luoghi del festival dalla prevedibile espansione e importanza già dalla prossima edizione.

La cambiale di Matrimonio

24 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

La Cambiale di MatrimonioAl Teatro Rossini venerdì 22 gennaio era in scena "La cambiale di matrimonio" opera buffa che scrisse Gioacchino Rossini da giovanissimo, diretta qui da Gerardo Spinelli. L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto didattico per l'introduzione dell'opera comprendendo anche seminari, lezioni e guide all'ascolto rivolte espressamente alle scuole, oltre che al grande pubblico. In quest'ambito giovedì 21 gennaio, alle ore 18.30, nel foyer del Teatro la Professoressa Teresa Balacco ha introdotto con una conversazione la farsa giocosa di Rossini andata il giorno dopo in scena.

L'atto unico dell'opera narra la storia di una figlia promessa in sposa per mezzo di una cambiale, la qual cosa è poco gradita alla vittima poiché ella è segretamente già innamorata. Quando il mercante canadese che ha stipulato la cambiale con il padre della ragazza giunge per "ritirare il prodotto" scopre il tutto e viene dissuaso, anzi gira la cambiale a favore dell'innamorato della figlia. La vicenda scorre velocemente e semplicemente con il rapporto tra il padre, il duetto degli innamorati, il mercante e due servi che cercano di aiutare i giovani. I poli d'azione si esprimono anche attraverso le voci e i numeri composti da arie, duetti, terzetti e alcuni vivaci momenti corali. Continua la Lettura

Fenomeno Avatar

21 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

AvatarIl lungo percorso produttivo e le annunciate novità introdotte nell'immaginario cinematografico fanno di "Avatar", l'ultimo film di James Cameron, un fenomeno di massa che non si può ignorare, come e forse più del precedente film dello stesso regista: "Titanic".

E' subito evidente un impatto visivo unico,aiutato da un ottima realizzazione tridimensionale delle scene, un 3 D nuovo studiato apposta per questo film. E' stato inventato un intero pianeta con piante e animali particolarissimi, come pure una popolazione locale realizzati in digitale.

Il tutto produce un effetto di meraviglia però realistica che non stanca l'occhio durante la lunga visione.

Le scene con attori reali convivono con le riprese digitalizzate in modo "naturale" tuttavia l'inventiva di moltissimi particolari del Pianeta "Pandora" conquista la meraviglia dello spettatore per originalità e altissimo livello di realizzazione.

La generale accuratezza del film elabora così anche la storia con i suoi snodi che reinventa il cinema di riferimento basato su storie di colonizzazione a cui, in modo più o meno conscio, si ispira. E' facile perciò farsi trasportare nella vicenda in cui l'incontro con un mondo e cultura diversa avviene attraverso lo scontro tra la speculazione economica e l'interesse scientifico degli inviati della Terra, cioè l'America.

La cupidigia di chi cerca ricchezze è sorda alla bellezza di un incredibile ecosistema in cui l'equilibrio vitale si fonda su una connessione tra creature che è alla base della religiosità del pianeta. Il contatto con questo mondo avviene attraverso la mente di alcuni ricercatori terrestri che viene "ospitata" negli "avatar" corpi geneticamente e visivamente simili a quelli dei nativi di Pandora.

Colonialismo, contatto tra popoli e con la natura tra ecologia e New Age; il film "Avatar", di cui già si prevedono due seguiti, mostra la creazione di un intero mondo e vuole riproporre una nuova epopea nel cinema dopo "Guerre stellari" e "Il Signore degli Anelli". Resterà nella Storia?

“A me gn’occhi, please!”

16 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Il cabarettista Antonello CostaQuesto spettacolo, di venerdì 15 gennaio, di Antonello Costa si inserisce nel filone del cabaret ospitato al Teatro Rossini.

La scelta di integrare un tipo di spettacolo per così dire più leggero allarga l'offerta e contiene il proposito di avvicinare il pubblico che solitamente non frequenta il teatro. Si attinge perciò a generi di spettacolo più vicini al più grande pubblico televisivo.

Anche lo show di Antonello Costa è ricco di gag e interazione con il pubblico che accompagna le battute facendone il coro. Il repertorio è vario e dimostra la poliedricità dell'artista in grado di impersonare diversi personaggi, cantare e ballare.

Si potrebbe pensare che la bravura di Antonello Costa sia superiore a quello che ha mostrato che era comunque ricco di comicità molto immediata e poco ricercata. Se le scene si trascinavano, come spesso diventa consuetudine attesa dai più, su giochi di parole e tormentoni l'attore dimostra duttilità nella voce, nella mimica e nel corpo, regalando delle parti cantate carine e un momento inevitabilmente emozionante quando rende omaggio ai miti Charlie Chaplin e Michael Jackson che fa incontrare idealmente in un numero.

Un corredo di tre ragazze contorna i numeri musicali facendo anche da spalla al protagonista oltre che essere presenti da sole nei sipari tra un'esibizione e l'altra di Costa con alcuni balletti.

La varietà delle situazioni e la versatilità dell'artista consente in qualche modo anche al non appassionato di reggere lo spettacolo grazie alla partecipazione e presenza scenica di Costa, benché ci si chieda come sarebbe il tutto andando oltre una comicità meno stereotipata da standard di cabaret televisivo degli ultimi tempi.

 

Teatron. Principio attivo per la didattica teatrale

15 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Paola BigattoL'iniziativa "Teatron" viene scherzosamente presentata come un medicinale, con tanto di scatola e foglio illustrativo, che contiene un elenco di iniziative per il Progetto di formazione teatrale finanziato dalla regione Puglia e organizzato dall'associazione culturale Ombre "per stuzzicare la curiosità verso il teatro e liberarlo dai soliti luoghi comuni." Questi sono i propositi dell'iniziativa che ha in corso seminari tenuti da artisti ed esperti teatrali, laboratori finalizzati alla messa in scena di spettacoli e tre spettacoli di giovani compagnie pugliesi.

L'incontro di giovedì 14 gennaio alle 18:30 nel Teatro Rossini ha visto Paola Bigatto, docente della Scuola Civica di Arte drammatica di Milano e allieva del maestro Luca Ronconi, tenere un incontro sulla didattica teatrale: i metodi d'insegnamento, l'approccio e lo studio del testo teatrale.

L'attrice divenuta poi insegnante dichiara l'importanza del trasmettere il sapere a giovani allievi che magari possono anche mettere in scena idee dei maestri.

TeatronIl punto centrale riguarda comunque l'attenzione al testo drammaturgico inteso come differente dalle altre forme letterarie come la narrativa o la saggistica. L'approccio che Paola Bigatto vede nel rappresentare è la lettura del testo cosicché l'attore capisca innanzitutto l'azione da compiere rispetto al testo, al di là delle letture critiche che si fanno solitamente sui testi teatrali.

Il discorso specifico sulla didattica e il lavoro teatrale si porta, insieme agli interventi del pubblico, ad una riflessione sul teatro italiano di oggi dal punto di vista della regia. Se non ci sono più grandi registi, spesso negli allestimenti attuali ci sono collaboratori esterni che aiutano lo spettacolo senza delegare tutto ad un unico carismatico regista.

Altre interessanti iniziative si possono conoscere presso l'Associazione Culturale Ombre e il Teatro Rossini.

Pene d’amor perdute

9 gennaio 2010 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Acculturi@moci, Quarta parete

Marina Suma in "Pene d'amor perdute"Il nuovo anno riapre anche al Teatro Rossini, questa volta con la messa in scena di "Pene d'amor perdute" di William Shakespeare con la regia di Stefano Artissunch, visto ieri sera venerdì 8 gennaio con una replica oggi. La storia del giuramento di segregazione e di studi di tre uomini nella corte di re Ferdinando di Navarra, rinunciando all'amore, vede l'infrangere del giuramento con l'arrivo della figlia del re di Francia e le sue dame, per reclamare l'Aquitania in nome del suo vecchio padre.

Come altre trame shakespeariane anche qui c'è un intreccio tra ragioni politiche e imprevisti del cuore, così come la conquista dell'oggetto d'amore passa per gli ostacoli e l'inganno delle donne che si prendono gioco dei loro seduttori.. Se le storie sono ormai classiche e di altissimo stile, lo stesso Shakespeare viene rappresentato da secoli, così gli allestimenti provano sempre a rinnovare la rappresentazione, a trovare nuove sfumature. E' a proposito interessante è la scelta di avere un uomo per interpretare un ruolo femminile, proprio come ai tempi di Shakespeare. La recitazione colorisce il testo, già ricco di giochi linguistici, con virtuosismi che si accompagnano ai movimenti quasi danzati dei personaggi realizzando scene vive e spigliate. L'atmosfera sognante si avverte già dalla scenografia e costumi che possono ricordare le più artistiche esposizioni di moda, con contrasti tra drappi chiari e rose di colore acceso che decorano la gioia dello scoppio degli innamoramenti.

Marina Suma in "Pene d'amor perdute"Particolare è il ritratto di alcuni momenti in un angolo della scena avvolto nelle tende: lì vediamo la croce del re di Francia che illuminandosi ad intermittenza ne esprime la salute precaria; in un'altra situazione la lettura di una lettera d'amore materializza il suo autore che la reinterpreta con tutta la passione che ha in corpo. Così all'interno di queste tende c'è la magia di un racconto fuori dalle scene che è già avvenuto o è in corso molto lontano dal luogo dove sono i protagonisti.

Un angolo che ricorda la magica sfera di cristallo e la più recente "magia" della televisione che racconta tempi passati e luoghi lontani. Così senza accorgercene Shakespeare è attualizzato ma classico, in un'atmosfera sospesa nel tempo.

 

La Principessa e il Ranocchio

24 dicembre 2009 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Attualità, Quarta parete

La Principessa e il RanocchioLa nuova freschezza dell'animazione tradizionale

L'atteso "La Principessa e il Ranocchio" rappresenta il ritorno al disegno e animazione fatti a mano, dopo alcuni anni in cui la computer grafica poteva sembrare l'unico mezzo espressivo di questo tipo di film, almeno nelle grandi produzioni.

Questo nuovo lungometraggio della Disney, casa fondatrice del genere, rimane fedele al proprio stile reinventandolo. Viene raccontata una favola con contenuti e stile moderni.

La protagonista ha l'ambizione di aprire un ristorante, il principe è un perdigiorno. In questo film torna la magia del cattivo che qui si affida a rituali voodoo, una tecnica verosimile in quanto molti vi credono, e in questi momenti le scene si tingono di nero con l'esibizione di spiriti e ombre che allontanano pure un po' la storia dall'etichetta, infelice ed ingiusta, di film per bambini.

I personaggi sono parecchi, compresi tanti animali parlanti di cui alcuni che sono veri protagonisti secondari. La gran ricchezza nell'esibirli non è troppa e dà ad ognuno il suo spazio mantenendo lo svolgimento della storia fluido.

Forse può restare la curiosità dello spettatore di soffermarsi su alcuni punti e conoscere meglio alcuni personaggi e magari alcune gag possono sembrare non sempre necessarie ma, tutto sommato, la vicenda, e il film in quanto simbolo cinematografico, sembra una festa del ritorno di un certo modo di raccontare, sebbene rivisto in modo originale. Il film si coglie quindi ancor meglio con visioni successive.

L'ambientazione nella New Orleans anni Venti caratterizza la musica di stampo jazz davvero curata e canzoni piacevoli e in tono con il contesto.

La tecnica sembra ancor più avanti degli anni Novanta e i fondali sono veri dipinti. C'è da sperare che questo ritorno preluda una nuova grande tradizione artistica dei film animati.

A serious Man

17 dicembre 2009 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

A serious ManIl nuovo film dei Coen

Il nuovo film dei Coen "A serious Man", che si può ancora recuperare in sale come il cinema Kursaal Santa Lucia di Bari, racconta di un uomo ebreo che fa di tutto per essere "serio" e rispettabile. Intorno a lui succede però di tutto. Il figlio che fuma gli spinelli mentre l'altra figlia, intenta a lavarsi sempre i capelli per uscire la sera, ha l'unico obiettivo di rifarsi il naso.

Suo fratello ha vari problemi, anche con la giustizia, e vive con lui che cerca di aiutarlo. Ci sono conflitti in corso con il vicino circa i confini di proprietà e uno studente che cerca di corromperlo poi lo denuncia. Su tutto poi c'è la richiesta di divorzio rituale della moglie affinché possa risposarsi con un altro in piena armonia con la fede.

L'avventura di questo inetto che cerca il semplice riscatto di avere una vita normale e magari vincere una cattedra è osteggiata dall'ironia beffarda del destino in cui un problema segue l'altro e il protagonista è sempre impegnato a cercare di risolverli, mentre cerca risposte divine presso tre diversi rabbini che si fanno portavoce di battute sconnesse che danno a tutto il film un ilare effetto nonsense.

Si riconosce lo stile Coen nel soggetto e nell'ironia che pervade tutto illustrando in modo divertito l'inadeguatezza goffa di personaggi e situazioni assurde mostrando un'ironia tragica del destino umano. E' stato detto che questo film cerca un approfondimento più personale del pensiero dei Coen, un film più interiore che universale, più pessimista rispetto ad ironie a volte più scanzonate. Uno stile registico riconoscibile ma meno fruibile, quasi un diario di pensieri e di stile sottile nel corso di una carriera cinematografica.

A Christmas Carol

12 dicembre 2009 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

 A Christmas CarolIl nuovo film di Robert Zemeckis riprende il racconto di Natale scritto da Charles Dickens proprio per conto della Disney, che già nel 1983 realizzò la storia in un cortometraggio animato.

Questo film è parecchio fedele al testo originale e ci si avvicina con un approccio tecnologico invece innovativo, la tecnica della performance capture, la rielaborazione in digitale di riprese reali.

Il protagonista, Ebenezer Scrooge, interpretato da Jim Carrey che impersona anche due degli spiriti del Natale, è reso in tutta la sua taccagneria arcigna anche fisicamente, il digitale lo rende un vecchio adunco e scheletrito, che manifesta sprezzante la sua ostilità al festeggiamento del Natale come tempo improduttivo sottratto al lavoro.

La visita degli spiriti del Natale passato, presente e futuro gli rivela impietosamente quanto sia stata povera la sua vita passata solo alla ricerca del guadagno e trascurando tutto il resto, guadagnandosi lo sdegno e l'antipatia di tutti.

I voli da un tempo e da un luogo all'altro permettono lo sfogo della fantasia e della versatilità delle riprese digitali in tre dimensioni, con voli spettacolari, oltre alle tantissime inquadrature mirabolanti del film e i particolari volutamente in rilievo. Continua la Lettura

Il berretto a sonagli

una foto del cast dopo lo spettacoloAl Teatro Rossini, giovedì 3 dicembre, è andato in scena "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, l'allestimento della regia di Mauro Bolognini, è ripresa da Sebastiano Lo Monaco, qui anche interprete nel ruolo dello scrivano Ciampa, personaggio coinvolto nelle manovre di Beatrice Fiorica, la moglie gelosa del suo principale, la quale è convinta che la moglie dello scrivano abbia una tresca con suo marito e organizza ai due una trappola per scoprire l'inganno.

La storia ambientata nella Sicilia di inizio novecento viaggia sui luoghi comuni dell'onore, il rispetto, la fedeltà e sulle turbe di una moglie afflitta dal tradimento e sempre sull'orlo di una crisi di nervi ogni volta che qualcuno, come la ruffiana informata di tutto e di tutti, accenna a situazioni che insospettiscono la donna. Lo scrivano è altrettanto provato dalla situazione che minaccia di svelare quello che lui finge di non vedere: la moglie come amante del suo più giovane principale.

Così egli tenta di dissuadere la signora Beatrice dal disegno che ha intuito, per salvare le apparenze. Continua la Lettura

Al nuovo Cantagiro 2009, vince la nostrana Nausicaa

29 novembre 2009 Autore: Andrea Di Cosmo  
Categorie: Quarta parete

Nausicaa (Nicoletta Alfani) ha vinto il Cantagiro 2009La rinascita dello storico concorso canoro aiuta il sogno di una giovane cantante Pugliese

Chi conosce o ha sentito parlare del famoso concorso musicale itinerante italiano, potrebbe gioire nel sapere che una nuova organizzazione sta riportando in auge questa manifestazione che ha fatto esibire molti nomi della canzone italiana, da Battisti a Celentano, Gaber e Modugno, oltre a tanti esordienti di belle speranze. Dopo un periodo di crisi in cui, in alcune edizioni del concorso, si sono esibiti solo gli esordienti, e poi vari anni in cui la manifestazione non ha avuto luogo, il Cantagiro si riprende fino a registrare la vittoria dello scorso anno del gruppo de Le "Yavanna", saltate poi alla ribalta dello show televisivo "X Factor".

La storia del mitico Cantagiro ha incontrato la sorte di una giovane conterranea, Nicoletta Alfani, in arte Nausicaa, il 19 novembre scorso, la sera della finale tenutasi nell'altrettanto mitico "Piper" di Roma, tempio della musica e di artisti italiani e non solo.

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