<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gioiadelcolle.info &#187; La Gioia di Ieri</title>
	<atom:link href="http://www.gioiadelcolle.info/category/acculturiamoci/la-gioia-di-ieri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gioiadelcolle.info</link>
	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 01:51:47 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>In ricordo del 60° anniversario di morte di Don Sante Milano</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/12/16/in-ricordo-del-60%c2%b0-anniversario-di-morte-di-don-sante-milano/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2011/12/16/in-ricordo-del-60%c2%b0-anniversario-di-morte-di-don-sante-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 00:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[don Mimì Ciavarella]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Giannini]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Girardi]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Fasano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/?p=16497</guid>
		<description><![CDATA[Una commemorazione particolarmente suggestiva, quella tenutasi nella Chiesa Maria S.S. Immacolata di Lourdes il 15 settembre, data in cui ricorre il 60&#176; anniversario della morte di don Sante Milano.
&#160;
Mentre vengono proiettate su uno schermo le immagini del sacerdote e della chiesa di cui fu fondatore, prestate per l&#8217;occasione da Filippo Pastore ed &#8220;ereditate&#8221; da zia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano001.jpg"><img align="right" alt="" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano001-211x295.jpg" width="211" /></a>Una commemorazione particolarmente suggestiva, quella tenutasi nella Chiesa Maria S.S. Immacolata di Lourdes il 15 settembre, data in cui ricorre il 60&deg; anniversario della morte di <b>don Sante Milano</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Mentre vengono proiettate su uno schermo le immagini del sacerdote e della chiesa di cui fu fondatore, prestate per l&rsquo;occasione da <b>Filippo Pastore</b> ed &ldquo;ereditate&rdquo; da zia Rosina, sgorgano irrefrenabili i ricordi, alcuni impeccabilmente &ldquo;storici&rdquo;, altri rievocati da vissuti familiari, tramandati nel tempo, altri ancora intrisi di pura emozione ed affetto.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b><span>Patrizia Nettis</span></b><span> invitata a raccordare gli interventi di <b>Franco Giannini</b>, <b>don Mim&igrave; Ciavarella</b>, <b>Vito Mastrovito, don Carlo Lattarulo e Rocco Fasano</b>, di ritorno da Roma presso cui ha reso omaggio a <b>Renato Javarone</b> nella mostra tenutasi nel Palazzo Valentini, lascia la parola a <b>don Carlo</b>, parroco che a breve dovr&agrave; affidare la sua &ldquo;Chiesetta&rdquo; &ndash; luogo in cui ha vissuto l&rsquo;infanzia ed espresso la sua vocazione per 15 anni &#8211; a don <b>Alessandro Manfridi</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Don Sante aveva un volto ieratico! Un accenno di sorriso era sempre presente sulle sue labbra</i> &ndash; ricorda il parroco &#8211; <i>anche quando tornava dalle questue in campagna sul suo calesse. Era umile e corretto, durante i funerali cedeva la stola a don Franco Di Maggio, in segno di rispetto</i>.&rdquo; </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Don Carlo, da bambino residente in via Mazzini al civico 30, &egrave; chierichetto nella processione che porter&agrave; il viatico e con esso l&rsquo;unzione degli infermi ad un sempre pi&ugrave; sofferente don Sante, a fine anni &lsquo;40. </span></div>
<div style="text-align: justify"><b><span>Franco Giannini</span></b><span> contestualizza e traccia un profilo storico-geografico di Gioia nel periodo in cui fu affidato al giovane don Sante il compito di erigere una nuova chiesa.<span id="more-16497"></span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Don Sante,</span><span> il cui nome di battesimo &egrave; <b>Vito Michele,</b> nasce a Gioia il 7 luglio del 1884. I suoi genitori sono agricoltori, possiedono un piccolo podere. Studia in seminario e all&rsquo;et&agrave; di 25 anni, nel 1909, viene ordinato sacerdote. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b><span>Vito Mastrovito</span></b><span> ne ricorda l&rsquo;impegno civico quando ventiseienne &egrave; tra i fondatori della <b>banca rurale cooperativa S. Filippo Neri </b>di Gioia, istituto sorto per aiutare i piccoli imprenditori nel difficile periodo del dopoguerra. Soci fondatori della banca anche <b>l&rsquo;arciprete Francesco Giove, Filippo Marazia, Giovanni Prisciantelli e Leonardo Capurso</b>, </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il 19 novembre 1919</i> &ndash; afferma Giannini &#8211; <i>l&rsquo;Arcivescovo di Bari, monsignor <b>Giulio Vaccaro</b> affida a don Sante il compito di far nascere una nuova chiesa</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Gioia possiede circa 25.000 abitanti, sta crescendo sulle direttrici est ed ovest, &egrave; necessario offrire nuovi spazi e luoghi di culto ai fedeli, per cui la Curia acquista un suolo di circa 2.000 metri quadri posto all&rsquo;ingresso del Lanificio Lattarulo, su&nbsp;di esso sorger&agrave; la &ldquo;Chiesetta&rdquo;. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span>Ad ovest, sul versante opposto si scavano le fondamenta della chiesa di Santa Lucia. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il 3 febbraio 1920, monsignor <b>Domenico Del Buono</b>, ausiliare dell&rsquo;Arcivescovo di Bari, conferisce a don Sante, rettore della chiesa di S. Andrea, il canonico possesso della Parrocchia. Le prime messe, in attesa di poter agire la nuova chiesa, vengono dette in un sottano di palazzo Colapinto</i>.&rdquo; Nel 1921 con l&rsquo;approvazione della Curia iniziano i lavori che si completeranno tra sacrifici, non poche traversie e varie vicissitudini nel 1946.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>La posa in opera verr&agrave;, infatti, bloccata &ldquo;sul nascere&rdquo; a seguito della denuncia di due proprietari confinanti, i signori<b> Eramo</b> e <b>Francesco Continolo</b>, i quali lamentano danni a causa &ldquo;<i>dell&rsquo;ostruzione di due strade provenienti dal Corso principe di Napoli (Via Caputo e via IV Savonarola&rdquo;</i>. Don Sante nel comunicare i lavori e presentare il progetto non ha pensato fosse necessario anche chiedere al sindaco l&rsquo;autorizzazione agli stessi, trattandosi di opere di pubblica utilit&agrave;. In consiglio la questione non si dirime, viene nominata una commissione edilizia, anch&rsquo;essa divisa tra due &ldquo;scuole di pensiero&rdquo;. Per alcuni l&rsquo;edificio pubblico di carattere monumentale, per altro dotato di canonica e ricreatorio, va in deroga alle norme del piano regolatore, per altri &egrave; necessario spostare di qualche metro la costruzione e modificare il progetto.&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il 27 settembre 1921</i> &ndash; continua Giannini &#8211; <i>il Consiglio comunale, convocato per deliberare sull&rsquo;istanza di don Sante, la rigetta, considerando che solo la chiesa ha il requisito di edificio pubblico, quindi non soggetto a norme comunali. In realt&agrave; la chiesa necessita dell&rsquo;approvazione comunale poich&eacute; la nuova Parrocchia, nata dal ridimensionamento della Chiesa Madre, non &egrave; fornita di rendite n&eacute; al Parroco spetta la &ldquo;congrua&rdquo;, per cui non ha una autonomia finanziaria ed amministrativa.</i>&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Don Sante, incoraggiato dal visto e da una nota sibillina apposta in fondo alla delibera consiliare dal Sottoprefetto, il 14 novembre del 1921 avvia la cerimonia per la posa in opera della prima pietra. Un&rsquo;ordinanza comunale sospende nuovamente i lavori.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Vaccaro provvede affinch&eacute; la neonata parrocchia abbia una propria rendita ed esorta don Sante a procedere senza indugi, confidando nel sostegno della Curia. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Da fine &lsquo;800 &egrave; presente a Gioia una comunit&agrave; evangelica che nel 1919 contava 42 comunicanti e 5 catecumeni, il cui luogo di culto era situato proprio in via Mazzini, al civico 24.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Dallo scambio epistolare tra don Sante e Vaccaro, esaminato dal professor <b>Mario Girardi</b> nel corso delle sue ricerche, emerge il disappunto ed il forte disagio del sacerdote, costretto a ricorrere alle forze dell&rsquo;ordine per consentire alle maestranze di lavorare alla costruzione della chiesa, nonostante il disturbo arrecato da &ldquo;picchetti&rdquo; di numerosi (parrebbe diverse decine) facinorosi protestanti.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>In quegli anni il pastore <b>Liutprando Saccomani</b>, ottimo relatore di &ldquo;<i>facile eloquio</i>&rdquo; e fervente attivista, miete non pochi consensi nei suoi interventi in teatro comunale, in piazza e persino nella scuola elementare, al cospetto di 900 persone, molte delle quali &ldquo;<i>deluse dal clero locale, indifferente ai problemi sociali</i>&rdquo; ed in particolare dall&rsquo;arciprete Francesco Giove e dalla sua controversia con il Capitolo, decidono di divenire protestanti. [cfr. 20&deg; foglio di identit&agrave; territoriale &ldquo;Il calice della memoria&rdquo; di <b>Giuseppe B. Milano</b>]</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il 30 luglio 1922</i> &ndash; precisa <b>Giannin</b>i &#8211; <i>si apre al culto il locale che nel progetto sarebbe stato utilizzato come sacrestia, quello accanto alla chiesa, la cosiddetta &ldquo;Chiesetta&ldquo;, davvero troppo piccolo per le esigenze della comunit&agrave;</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Nel 1925 don Sante incontra l&rsquo;ingegner <b>Giuseppe Colacicco</b>, <b>direttore del Consorzio della Bonifica foggiana</b> che sin dall&rsquo;inizio offre consigli ed il suo contributo professionale con totale gratuit&agrave;, un vero galantuomo &#8211; a detta non solo di suo nipote <b>Nicola Colacicco</b> &ndash; che torna volentieri a Gioia anche per andare a caccia. <b>Rocco Fasano</b>, a sua volta, lo ricorda ingiustamente &ldquo;stracciato&rdquo; dalla feroce critica di <b>Tommaso Fiore</b> ne &ldquo;Il cafone all&rsquo;inferno&rdquo;. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>La situazione &egrave; compromessa</i> &ndash; continua il professor Giannini &#8211; <i>l&rsquo;area&nbsp;a disposizione per la chiesa tra la chiesetta e la casa del parroco &egrave; stretta</i>.&rdquo; </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Colacicco suggerisce nel suo bozzetto a don Sante lo stile romanico-pugliese, di cui nel paese non vi &egrave; alcun esemplare. La spesa si aggira intorno al milione e mezzo di lire.</span><span> <b><span style="color: black">Monsignor Curi</span></b><span style="color: black">, arcivescovo di Bari, d&agrave; la sua approvazione pur esprimendo riserve sull&rsquo;ingente costo.</span></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>I lavori di costruzione della chiesa hanno inizio nell&rsquo;aprile del 1930, don Sante ha da poco estinto il debito di 33 mila lire per i lavori della prima costruzione.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>La nuova chiesa</i> &ndash; afferma Giannini &#8211; <i>ha una lunghezza massima di 44 metri, &egrave; larga 16 ed alta nel punto pi&ugrave; alto 18 metri, lo sviluppo della superficie &egrave; di circa 700 metri quadri. Un&rsquo;opera davvero monumentale. </i></span><i><span style="letter-spacing: 1pt">La facciata esterna&nbsp;sar&agrave; scandita dalle tre navate separate da lesene piatte, dal grande rosone, dalla linearit&agrave; del nudo carparo e dai fregi a forma di archetti digradanti lungo i tetti spioventi. Il rosone presenter&agrave; nella parte centrale una croce quadrata, simile a quadrifoglio inscritto in una circonferenza contornata da otto archi intersecanti in giochi geometrici, il tutto sormontato da un archivolto in pietra lavorata e aggettante, sorretto da due colonne. L&#39;interno della Chiesa, a croce latina, sar&agrave; suddiviso in tre navate con volte a crociera e cinque arcate laterali. </span></i><i><span>Il progetto viene approvato dal Consiglio comunale il 5 marzo del 1931</span></i><span>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>I lavori procedono lentamente, in economia, sostenuti dalle elemosine e dalle offerte dei fedeli. Per far fronte ai costi don Sante ha ottenuto &ldquo;onerosi esoneri&rdquo; dalla Curia. I dettagli architettonici e i decori sono affidati allo scalpellino <b>Vincenzo Nardulli, </b>le opere murarie al capo mastro <b>Paolo Brescia</b>, aiutato da <b>Donatone</b> e da uno zio di <b>Vito Mastrovito</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Grazie alle generose offerte dei gioiesi e persino&nbsp;dei Papi Benedetto XV, Pio XI, Pio XII e degli Arcivescovi di Bari Vaccaro, Curi e Mimmi, la costruzione procede</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Ogni tufo costa lacrime e sangue</i>&rdquo;, a detta di <b>Michele Ferulli</b>, un atto eroico costellato &ldquo;<i>da prove dure e ore tristissime</i>&rdquo; cui viene apposto il sigillo del dolore, per don <b>Vincenzo Angelilli</b>. </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Nel settembre del 1943, i tedeschi inflissero una umiliante violenza a don Sante, lo ricorda con emozione <b>Vito Mastrovito</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>All&rsquo;angolo di via Moncenisio abitavano i miei nonni, raccontavano di aver visto dai sopraluce della porta di casa don Sante, ammanettato e spinto dai tedeschi con il calcio dei fucili. Lo prendevano a calci, senza ritegno n&eacute; rispetto per la tonaca, trascinandolo malamente fino in piazza, dove venne sottoposto a pubblico ludibrio, affinch&eacute; fosse di esempio a tutti. Era sospettato di aver aiutato e nascosto nel cantiere della chiesa alcuni alleati. Fu tenuto prigioniero per alcuni giorni, da allora non fu pi&ugrave; lo stesso</i>&hellip;&rdquo;.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il 23 aprile del 1946, a 15 anni dall&rsquo;inizio dei lavori</i> &ndash; afferma Giannini &#8211; <i>al cospetto di monsignor <b>Marcello Mimmi</b> la chiesa venne consacrata alla Bianca Regina dei Pirenei Maria SS. Immacolata di Lourdes ed aperta al culto, come ricorda l&rsquo;epigrafe presente sulla facciata interna</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><i><span>&ldquo;La tenacia, la fede e soprattutto il coraggio che don Sante ha esplicato in questa sua opera, hanno compiuto il miracolo; ed &egrave; bene che venga chiaramente detto, per chi non lo sa, o non vuol saperlo, che &egrave; esclusivo merito suo se il Paese si &egrave; arricchito di questa nuova chiesa.&rdquo; </span></i><span>[cfr. Omaggio del Clero e della citt&agrave; a don Sante Milano, 1946]</span><span>.<span style="color: black">Con queste parole l&rsquo;ingegner Colacicco ringrazia don Sante</span><span style="color: black">.</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span>L&rsquo;allora sindaco di Gioia, Berardino Bruno, ne esalta la modestia leggendo l&rsquo;incisione sul portale del nuovo tempio<i> &ldquo;Sante Milano Parroco erexit.&rdquo;</i></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i><span style="color: black">Anche il Papa</span></i><span style="color: black"> &ndash; ricorda Giannini -&nbsp;<i>invia un messaggio augurale dalla Citt&agrave; del Vaticano il giorno di Pasqua del 1946:</i> &ldquo;<i>S.S. Pio XII loda e plaude al monumentale Tempio, compiuto dal Parroco don Sante Milano; dalla Vergine di Lourdes implora copiose benedizioni per Lui, Benefattori e Citt&agrave;.&rdquo;</i></span> <i><span style="color: black">Per l&rsquo;occasione don Sante &egrave; nominato Monsignore e Cameriere segreto di S.S., mentre per i meriti conseguiti per un periodo di trent&rsquo;anni nella costruzione della chiesa parrocchiale, Colacicco sar&agrave; nominato Cavaliere dell&rsquo;Ordine Equestre di san Silvestro</span></i><span style="color: black">.&rdquo;</span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span>Don Sante, uomo di poche parole non particolarmente brillante nell&rsquo;arte oratoria, come ricordato da <b>Fasano</b>, in quell&rsquo;occasione dir&agrave;: &ldquo;<i>Poco ho dato del mio, nulla ho preso per me, molto &egrave; vostro e tutto sia per la maggior gloria di Dio e per il bene delle anime.&rdquo;</i></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Dopo 43 anni di sacerdozio, trentuno dei quali trascorsi come parroco della Chiesetta, don Sante, sessantasettenneil 15 settembre del 1951, cinque anni dopo la consacrazione della chiesa, muore.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Avevo otto anni</i> &ndash; ricorda <b>Vito Mastrovito</b> &#8211; <i>erano le tre del pom</i></span><span><i>eriggio, sentivo i rintocchi delle campane, trentatre rintocchi prolungati, strazianti, interminabili che ancora oggi mi fanno rabbrividire. Era morto don Sante! Lo ricordo avvolto nel suo mantello, tossiva di continuo. Un bagno di folla accompagn&ograve; il suo funerale, lo stesso che due anni prima aveva seguito il feretro di don <b>Luigi Tosco</b>. Ero un giovane chierichetto quando la sua salma fu traslata in chiesa. <b>Vincenzo Nardulli</b> aveva scolpito il sarcofago all&rsquo;esterno della chiesa, mentre il distico di <b>Francesco Cortese</b>, &ldquo;Hic qui te voluit templum sacrare Mariae illius cinerem protegat umbra tua&nbsp; &#8211; Qui giace, o tempio, colui che ti volle consacrare a Maria. La tua ombra protegga la sua cenere&rdquo;</i></span><i><span> <span style="color: black">lo incise all&rsquo;interno</span></span></i><span>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Il nuovo parroco, don <b>Giovanni Ingravallo</b>, nel giugno del 1952 inoltra la pratica per la traslazione della&nbsp; salma di don Sante dal Cimitero alla chiesa dell&rsquo;Immacolata. Il 3 giugno 1953 l&rsquo;Alto Commissariato per l&rsquo;Igiene e la Sanit&agrave; Pubblica autorizza la tumulazione privilegiata della salma. Il 10 ottobre 1953 la Sacra Congregazione del Concilio concede l&rsquo;autorizzazione religiosa in riconoscimento degli eccezionali meriti del venerato Parroco. La data della traslazione &egrave; fissata per il 1&deg; novembre 1953, festa onomastica di don Sante mentre era in vita. Il pomeriggio di tale data la salma, accompagnata dall&rsquo;Arcivescovo di Bari, Monsignor Enrico Nicodemo, dal clero, dalle autorit&agrave; e da una folla di fedeli viene traslata dal Cimitero per essere portata nella chiesa dell&rsquo;Immacolata, dove &egrave; meta di un continuo e commosso pellegrinaggio fino al giorno successivo. </i></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Il 2 novembre la bara viene deposta nel sarcofago. L&rsquo;Amministrazione comunale di Gioia, per eternare il suo ricordo, gli intitola una strada nei pressi della chiesa.&rdquo; </span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Don <b>Mim&igrave; Ciavarella</b> pur non avendo incontrato don Sante, esalta il suo coraggio, il suo operato e il continuo perseguire la comunione pastorale del suo successore &#8211; don <b>Giovanni Ingravallo</b> &#8211; con il quale ha condiviso pi&ugrave; di un momento.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b><span>Rocco Fasano,</span></b><span> in perenne idiosincrasia con microfoni e amplificazioni, esalta l&rsquo;acustica della chiesa, ricorda don Sante &ldquo;<i>accasato senza casa</i>&rdquo; e docente di religione con la tonaca sempre troppo corta, tanto da lasciare le caviglie scoperte. Rievoca l&rsquo;enfatica recitazione dell&rsquo;atto di dolore, le lezioni &ldquo;erudite&rdquo; del sacerdote, fermo al centro dell&rsquo;aula, quindi ribadisce con convinzione che la storia non sta nei fatti ma nel costrutto delle cose accadute.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Ha dell&rsquo;incredibile che un maestro muratore e uno scalpellino abbiano eretto questa chiesa&hellip; tre soli uomini&hellip; ognuno portava la sua pietra. Don Sante non si risparmi&ograve;, spese una fortuna per avere pittori come <b>Giuseppe Ciotti</b>, di cui <b>Giuseppe Van Westerhout</b> fu collaboratore, eppure tutto fu costruito con elemosine e offerte</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Toccante anche la testimonianza di <b>Giuseppe Moretti</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Che io ricordi, mio <b>zio Giovanni Moretti</b> ogni volta che tornava a Gioia veniva in chiesa per pregare sulla tomba di don Sante, prima di recarsi al cimitero per salutare i suoi genitori. Negli ultimi anni &ndash; ormai ottantenne &#8211; lo accompagnavo nell&rsquo;Immacolata e notavo con stupore la sua commozione. Un giorno mi raccont&ograve; che il sacerdote lo aveva aiutato ad entrare in seminario a Taranto, per studiare. Non vi era alcuna vocazione ma tanto bisogno. Quando, finito il liceo decise di uscirne, scoppiarono liti terribili con il nonno. Suo figlio doveva diventare sacerdote, non voleva sentir ragioni. Fu don Sante a parlargli e placarlo. Lo zio si laure&ograve; a Bari, divenne avvocato e poi direttore regionale dell&rsquo;Ufficio delle Entrate ad Ascoli</i>.&rdquo;</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>Don Sante dot&ograve; la sua chiesa di </span><span style="letter-spacing: 1pt">fonte battesimale,&nbsp;acquasantiere in pietra, affreschi, persino di mosaici sulle porte d&#39;ingresso e vari arredi in ferro battuto che costarono ben due milioni di lire. </span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="letter-spacing: 1pt">Altri lavori di completamento: il campanile, la canonica, le vetrate dei rosoni, i vari arredi e la costruzione sui 3.000 metri quadri acquistati dopo la sua morte, della nuova canonica, del teatro, dell&rsquo;asilo, delle aule di catechesi e persino di un piccolo centro sportivo, si devono a <b>don Giovanni Ingravallo</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span>&ldquo;<i>Qui si prega bene</i> &ndash; conclude don Carlo &#8211; <i>l&rsquo;acustica &egrave; meravigliosa, purtroppo siamo noi ad essere diventati un po&rsquo; sordi&#8230;.</i>&rdquo;, a conferma che oggi, il diffuso benessere consente di erigere splendide cattedrali alle virtuali virt&ugrave; dell&rsquo;apparenza, ma vi &egrave; sempre pi&ugrave; povert&agrave; di spirito e latente &ldquo;sordit&agrave;&rdquo; al richiamo della fede.</span></div>
<div align="right" style="text-align: right"><span>Dalila Bellacicco</span></div>
<div align="right" style="text-align: right"><span>Tratto da &ldquo;la Piazza&rdquo; di ottobre 2011</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gioiadelcolle.info/2011/12/16/in-ricordo-del-60%c2%b0-anniversario-di-morte-di-don-sante-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Socialismo e antifascismo a Gioia del Colle. (Nicola Capozzi)</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/24/socialismo-e-antifascismo-a-gioia-del-colle-nicola-capozzi/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/24/socialismo-e-antifascismo-a-gioia-del-colle-nicola-capozzi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 00:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sebastiano Tangorre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo e antifascismo a gioia del colle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/24/socialismo-e-antifascismo-a-gioia-del-colle-nicola-capozzi/</guid>
		<description><![CDATA[.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/11/Capozzi-libro150.jpg"><img align="right" alt="" border="3" class="alignnone size-full wp-image-16571" height="231" hspace="0" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/11/Capozzi-libro150.jpg" title="Capozzi libro150" width="150" /></a></font></span></span>Le lotte del movimento bracciantile, l&rsquo;antifascismo, le delusioni e le speranze della Puglia nelle contraddizioni del Novecento: le vicende biografiche di Vito Nicola Capozzi (1889-1976), antifascista gioiese e personalit&agrave; di rilievo del socialismo pugliese, ci consentono di riflettere su alcuni passaggi nodali che emergono dall&rsquo;intreccio che lega la storia locale agli avvenimenti della &ldquo;grande storia&rdquo;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div>
<div style="text-align: justify">Alle nuove generazioni si pu&ograve; dire che Capozzi ha saputo interpretare e dare voce alle esigenze di un&rsquo;Italia povera e dimenticata ed ha combattuto la sua lotta contro il fascismo e per la giustizia sociale, pagandone di persona le conseguenze pi&ugrave; dolorose. In un momento storico in cui chi alza la voce sembra farlo solo per perseguire interessi personali, la figura di Nicola Capozzi ci ricorda che sono gli ideali di giustizia e solidariet&agrave; sociale a dare senso e significato alla storia di una comunit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"><font color="#000000">Nelle edicole di </font></span></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><font color="#000000"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Bari</span></b><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">: librerie Feltrinelli, Laterza, Roma, La Goliardica, Egafnet</span></font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><font color="#000000"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Gioia del Colle</span></b><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">: librerie Minerva, Arcadia, Aretusa, Librelulla, Agor&agrave;, Pegaso, Curione, Carmen; edicole Dafne, Eureka, Il Giocattolaio</span></font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><font color="#000000"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Sammichele di Bari</span></b><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">: Suma editore, cartoleria Fortunato, Casa In</span></font></span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-size: 12px"><font color="#000000"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Noc</span></b><span style="mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">i: libreria Trisolini</span></font></span><font color="#000000"><span style="font-size: 11pt; mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"><o:p></o:p></span></font></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt"><font color="#000000"><span style="font-size: 11pt; mso-ascii-font-family: cambria; mso-hansi-font-family: cambria; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"><o:p></o:p></span></font></p>
</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<h4>&nbsp;&nbsp;</h4>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/24/socialismo-e-antifascismo-a-gioia-del-colle-nicola-capozzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gioia e i Cavalieri di Malta</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/04/gioia-e-i-cavalieri-di-malta/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/04/gioia-e-i-cavalieri-di-malta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 00:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalieri di Malta]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[S. Maria di Picciano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/?p=15450</guid>
		<description><![CDATA[Tra gli enti religiosi, possessori di beni ecclesiastici nel territorio di Gioia figurava in passato anche il Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. Tale Ordine, che era rappresentato dalla Commenda di S. Maria di Picciano, possedeva due feudi nell&#8217;agro di Gioia.
&#160;
Il primo, soprannominato Piscina della Tufara, si snodava &#160;lungo la via per Matera, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16033" height="196" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/cavalierimalta.jpg" width="257" />Tra gli enti religiosi, possessori di beni ecclesiastici nel territorio di Gioia figurava in passato anche il Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. Tale Ordine, che era rappresentato dalla Commenda di S. Maria di Picciano, possedeva due feudi nell&rsquo;agro di Gioia.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il primo, soprannominato Piscina della Tufara, si snodava &nbsp;lungo la via per Matera, in un territorio compreso tra la via per Matera e quelle per Montursi e Laterza; era &nbsp;esteso circa 4311 tomoli e due stoppelli. &nbsp;Ne facevano parte diverse contrade: le Piscine, le Tufare, Murgia di Montursi, Lago Magno, parchi della Mandra, lago Savino. Al suo interno erano presenti vigneti, frutteti e piscine di acqua sorgiva.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>I Cavalieri di Malta</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Il secondo feudo, che&nbsp; si trovava a nord-ovest del paese ed era soprannominato San Giovanni Gerosolimitano o Santa Maria del Vurzale, era esteso per circa 272 tomoli. Esso si estendeva verso la contrada Marchesana e&nbsp; le vie per Cassano e Santeramo ed era ricco di piscine di acqua sorgiva, di frutteti,&nbsp;giardini, parchi, seminativi e vigneti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>&nbsp;</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span id="more-15450"></span></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;Il Padre Bonaventura da Lama, nel suo libro &nbsp;Cronica de&rsquo; Minori Osservanti&nbsp; della Provincia di S. Nicol&ograve;, Lecce 1724, afferma che <i>l&rsquo;Universit&agrave; di Gioia fu costretta a pagare un affitto annuo alla Commenda di Malta finch&eacute; non fu completata la costruzione del complesso conventuale di Sant&rsquo;Antonio. Si trattava della Commenda di S. Maria di Picciano, in provincia di Matera, che era incaricata di riscuotere le decime sulle terre che l&rsquo;Ordine di Malta, che non aveva sede a Gioia, possedeva nel territorio gioiese. Tra gli enti religiosi, proprietari di terre demaniali ecclesiastiche, in passato era annoverato anche il Sovrano Ordine Militare di Malta</i>.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">I Cavalieri di Malta, detti anche Cavalieri Ospedalieri o di San Giovanni Gerosolimitano ( ovvero di Gerusalemme ), delegavano la riscossione dei redditi nei loro territori di Puglia ( Bari, Bitetto, Bitritto, Carbonara, Ceglie del Campo, Acquaviva, Gioia, Noicattaro, Rutigliano, Mottola, Massafra, Laterza, Ginosa, Spinazzola ) e di Basilicata ( Matera, Miglionico e Pomarico ) alla Commenda di Santa Maria di Picciano,&nbsp; famoso santuario che si trova in Provincia di Matera.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Tali notizie le apprendiamo dai documenti presenti nell&rsquo;Archivio Reale di Malta e nel Fondo del Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta, che contiene l&rsquo;inventario del 1699 dello stesso Ordine, relativamente alla propriet&agrave; e ai censi&nbsp; della Commenda di Picciano nella terra di Gioia.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><img align="left" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16035" height="247" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/blasonemalta.jpg" width="204" />La nascita dell&rsquo;Ordine risale al <b>1048</b>.&nbsp;Inizialmente sembra che&nbsp;alcuni mercanti della Repubblica marinara di Amalfi abbiano ottenuto dal Califfo d&rsquo;Egitto il permesso di costruire a Gerusalemme una chiesa, un convento e un ospedale in cui potessero assistere tutti i pellegrini al di l&agrave; della loro fede religiosa e della loro razza. L&rsquo;Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, quindi, sorto come comunit&agrave; monastica dedita alla gestione dell&rsquo;ospedale per l&rsquo;assistenza dei pellegrini&nbsp;nella Terra Santa,&nbsp;in seguito&nbsp;&nbsp;diviene indipendente sotto la guida del suo fondatore, il <b>Beato Gerardo.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div>
<div>
<div style="text-align: justify"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16037" height="218" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/beatogerardo.jpg" width="154" />Il Papa Pasquale II, con bolla del 15 febbraio 1113, pone l&rsquo;ospedale di San Giovanni sotto la&nbsp; tutela della Chiesa cattolica, concedendo</p>
<div style="text-align: justify"><strong>Blasone dell&#39;Ordine</strong></div>
<p>			all&#39;Ordine di essere esente dalla Chiesa con&nbsp; il diritto di eleggere liberamente i suoi capi, senza interferenza da parte delle altre autorit&agrave; laiche o religiose.</p></div>
<div style="text-align: justify">Tutti i Cavalieri erano religiosi ed erano&nbsp;sottoposti ai&nbsp; tre voti monastici: castit&agrave;,&nbsp;obbedienza e povert&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;Allorquando i crociati costituiscono il &nbsp;Regno di Gerusalemme l&rsquo;Ordine,&nbsp; alla originaria missione&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Beato Gerardo</strong></div>
<div style="text-align: justify">ospedaliera aggiunge anche i compiti della difesa della cristianit&agrave;, della difesa militare dei malati, dei pellegrini e dei territori sacri alla cristianit&agrave;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">In seguito&nbsp;viene adottata la bianca Croce Ottagona, che&nbsp; ancora oggi rappresenta il simbolo dell&rsquo;Ordine. Nel 1291 dopo la perdita dell&#39;ultimo baluardo dei Cristiani in Terra Santa, la citt&agrave; di S. Giovanni d&rsquo;Acri, l&rsquo;Ordine si stabilisce dapprima a Cipro e dal 1310 nell&rsquo;isola di Rodi, sotto la guida del Gran Maestro Fra&rsquo; Foulques de Villaret.<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></div>
<div style="text-align: justify"><img align="left" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16039" height="84" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/blasone8punte.jpg" width="75" />Nel 1523, dopo sei mesi di assedio e di&nbsp;duri scontri con la flotta e l&rsquo;esercito del Sultano Solimano il Magnifico, i Cavalieri sono costretti ad arrendersi e ad abbandonare anche&nbsp;l&rsquo;isola di Rodi.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;<strong>Croce dell&#39;Ordine con 8 punte</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16041" height="202" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/modellinimalta.jpg" width="249" />L&rsquo;Ordine rimane per alcuni anni&nbsp; senza&nbsp;sede, finch&eacute; nel 1530 il Gran Maestro Fra&rsquo; Philippe de Villiers de l&rsquo;Isle Adam torna nell&rsquo;isola di Malta, che, a seguito&nbsp;dell&rsquo;approvazione del Papa Clemente VII viene donata all&rsquo;Ordine dall&rsquo;Imperatore Carlo V&nbsp;.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;L&rsquo;Ordine con propria&nbsp;delibera&nbsp; decide di&nbsp;restare neutrale nelle guerre tra nazioni cristiane.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1565 i Cavalieri, guidati dal Gran Maestro Fra&rsquo; Jean de la Vallette (dal quale prende&nbsp; nome la capitale dell&rsquo;isola di Malta, La Valletta), difendono l&rsquo;isola&nbsp; per pi&ugrave; di tre mesi a seguito del suo&nbsp;assedio da parte dei Turchi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Modellini di armature dell&#39;Ordine</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La missione di difendere il mondo cristiano richiedeva la presenza di una forza navale per cui&nbsp;l&rsquo;Ordine&nbsp;si dota di una potente flotta, impegnandosi a difendere la Cristianit&agrave; in numerose battaglie e in diverse crociate. La flotta dell&rsquo;Ordine, considerata una delle pi&ugrave; potenti del Mediterraneo, contribuisce&nbsp;anche alla sconfitta &nbsp;della flotta degli Ottomani nella battaglia di Lepanto del 1571.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La sovranit&agrave; internazionale dell&rsquo;Ordine viene sancita da atti pontifici, che gli permettono di mantenere ed utilizzare forze armate pur conservando la propria indipendenza dagli altri Stati.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Fin dal quattordicesimo secolo le istituzioni dell&rsquo;Ordine e i cavalieri che giungevano a Rodi da ogni parte d&rsquo;Europa si riuniscono in Lingue. Dapprima queste erano sette: Provenza, Alvernia, Francia, Italia, Aragona (Navarra), Inghilterra (con Scozia e Irlanda) e Alemagna. Nel 1492 viene costituita l&rsquo;ottava Lingua, quella di Castiglia, che, insieme al Portogallo, si era separata dalla Lingua d&rsquo;Aragona. Ogni Lingua comprendeva Priorati o Gran Priorati, Baliaggi e Commende.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;Ordine &nbsp;era composto da religiosi di varia nazionalit&agrave; ed&nbsp;&nbsp;era governato dal Gran Maestro ( il Principe di Rodi ) e dal Consiglio; coniava moneta e intratteneva &nbsp;rapporti diplomatici con gli altri Stati. Le cariche dell&rsquo;Ordine venivano attribuite ai rappresentanti delle diverse Lingue.</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1798 Napoleone Bonaparte, mentre &egrave;&nbsp;impegnato nella campagna d&rsquo;Egitto, occupa l&rsquo;isola di Malta per il ruolo strategico che rivestiva nel Mediterraneo.&nbsp;I Cavalieri, anche a causa della Regola dell&rsquo;Ordine che vietava l&rsquo;uso delle armi contro i cristiani, sono costretti ad abbandonare l&rsquo;isola. Anche quando nel 1802&nbsp;il Trattato di Amiens riafferma i suoi diritti sovrani, l&rsquo;Ordine non riesce a far&nbsp; ritorno a Malta.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Dopo essersi trasferito a Messina e successivamente a Catania e a Ferrara, nel 1834 l&rsquo;Ordine si stabilisce definitivamente a Roma dove possiede, garantiti da extraterritorialit&agrave;, il Palazzo Magistrale, in Via Condotti 68, e la Villa Magistrale sull&rsquo;Aventino.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Da quel momento la missione &nbsp;principale &nbsp;dell&rsquo;Ordine, che si intensifica nel corso del&nbsp; secolo scorso, ritorna ad essere quella originaria dell&rsquo;assistenza ospedaliera, &nbsp;grazie al contributo delle attivit&agrave; dei Gran Priorati e delle Associazioni Nazionali presenti in numerosi paesi del mondo. Le attivit&agrave; ospedaliere e di assistenza vengono&nbsp; svolte sistematicamente durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale sotto il Gran Maestro Fra&rsquo; Ludovico Chigi Albani della Rovere (1931-1951).</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Sotto i Gran Maestri Fra&rsquo; Angelo de Mojana di Cologna (1962-1988) e Fra&rsquo; Andrew Bertie (1988-2008), gli interventi assistenziali&nbsp;&nbsp;si intensificano fino a raggiungere nuove nazioni, anche&nbsp; molto lontane tra di loro.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>I nomi dell&rsquo;Ordine</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel corso dei suoi 963 anni di storia &nbsp;molteplici sono stati i nomi con cui sono stati chiamati sia l&rsquo;Ordine che &nbsp;i suoi membri. La pluralit&agrave; di appellativi &egrave; dovuta, oltre alla&nbsp;quasi millenaria storia dell&rsquo;Ordine anche&nbsp;&nbsp;alla circostanza che i suoi cavalieri spesso hanno svolto la loro missione in &nbsp;diversi territori.</div>
<p style="text-align: justify">Oggi il nome ufficiale e legale dell&rsquo;Ordine di Malta &egrave;: <b>Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta</b>. Come abbreviazioni si usano anche: Sovrano Militare Ordine di Malta, Sovrano Ordine di Malta o Ordine di Malta.</p>
<p style="text-align: justify"><img align="left" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16043" height="115" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/ordinemalta.jpg" width="82" />I Cavalieri dalla loro fondazione assumono il nome di <b>Cavalieri Ospitalieri (o Ospedalieri</b>, proprio in riferimento alla loro originaria missione ).&nbsp;&nbsp;Vengono chiamati anche <b>Cavalieri di San Giovanni &nbsp;( </b>con riferimento al Santo protettore dell&rsquo;Ordine, San Giovanni Battista ) e quindi anche <b>Giovanniti</b> o&nbsp; <b>Gerosolimitani </b>( con riferimento a Gerusalemme, luogo di fondazione dell&rsquo;Ordine ). Nel passato a volte veniva utilizzato anche il termine <b>La Religione, </b>per sottolinearne la sua caratteristica di confraternita religiosa.&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify">Dopo la conquista dell&rsquo;isola di Rodi nel 1310 i membri si chiamano anche <b>Cavalieri di Rodi</b>. Quando nel 1530 l&rsquo;Imperatore Carlo V cede all&rsquo;Ordine l&rsquo;isola di Malta i suoi membri prendono la denominazione che ancora oggi &egrave; la pi&ugrave; usata: <b>Cavalieri di Malta.</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Per proteggere questa tradizione, l&rsquo;Ordine di Malta ha registrato legalmente 16 diverse varianti del suo nome e dei suoi emblemi in oltre 100 paesi del mondo.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Gli ordini di San Giovanni</b><b>&nbsp;</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Oltre all&rsquo;Ordine di Malta nel mondo sono 4 gli Ordini di San Giovanni non cattolici riconosciuti come ordini cavallereschi. Questi Ordini si distinguono da altri Ordini nazionali per la loro fede cristiana e per le loro tradizioni di religiosi cristiani laici. I quattro Ordini di San Giovanni di Gerusalemme sono parte dell&#39; &ldquo;Alliance&rdquo; degli Ordini di San Giovanni e hanno in comune coll&rsquo;Ordine di Malta la vocazione per la cura dei malati e dei poveri. Sono riconosciuti dalle autorit&agrave; sovrane nei paesi dove hanno sede.</div>
<p style="text-align: justify">Segue una &nbsp;breve descrizione dei quattro Ordini di San Giovanni riconosciuti dall&rsquo;Ordine Sovrano di Malta.</p>
<p style="text-align: justify">Immagine Blasone Ordine</p>
<div style="text-align: justify"><b><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-16045" height="219" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/ordinemalta2.jpg" width="231" />Baliaggio di Brandeburgo di San Giovanni e Gerusalemme </b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&#39;Ordine di San Giovanni durante il XII e XIII secolo si stabilisce in Germania, dove&nbsp; fonda il Gran Priorato. Durante il XVI secolo parte del Gran Priorato, il Baliaggio di Brandeburgo dell&#39;Ordine, diviene protestante. Il Baliaggio manteneva cordiali relazioni con l&#39;Ordine Sovrano di Malta.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1811&nbsp;&egrave; soppresso dal re di Prussia che poi fonda l&rsquo;Ordine Reale di Prussia di San Giovanni come Ordine di merito. Nel 1852 riprende &nbsp;il nome di Baliaggio di Brandeburgo e diviene un Ordine della nobilt&agrave; Prussiana.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Blasone dell&#39;Ordine</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1918, con la caduta della monarchia, diviene indipendente. Presente&nbsp; oltre che in vari paesi europei, anche in Canada e negli Stati Uniti, opera in Germania con ospedali e case di cura per anziani ed &egrave; responsabile di un&rsquo;importante servizio di ambulanze, la &ldquo;Johanniter Unfallhilfe&rdquo;. Ha anche alcuni distaccamenti autonomi in Finlandia, in Francia, in Ungheria e in Svizzera.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong>&nbsp;<b>Ordine di San Giovanni dei Paesi Bassi</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;Ordine di San Giovanni si&nbsp;diffonde nei Paesi Bassi a partire dal XII secolo. Con la soppressione del Baliaggio di Brandeburgo nel 1811, alcuni olandesi cercano di rifondarlo nel 1852. Nel 1909&nbsp;viene costituito un distaccamento che si stabil&igrave; nel Regno di Olanda. Nel 1946 si separa dall&rsquo;Ordine tedesco ed &egrave;&nbsp;&nbsp; annesso alla Corona Olandese, ma non come Ordine di Stato.</div>
<div style="text-align: justify">
				Opera attualmente con ospedali e ospizi e collabora con l&rsquo;Ordine Sovrano di Malta in diverse attivit&agrave; caritative.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Ordine di San Giovanni di Svezia</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;Ordine di San Giovanni si stabilisce nella penisola scandinava nel XII secolo e diviene protestante nel 1530. Il nuovo Ordine di Svezia, che inizialmente faceva parte del Baliaggio di Brandeburgo,&nbsp;&nbsp;&egrave; riorganizzato nel 1920 come dipendente dall&rsquo;Ordine tedesco ma sotto la protezione della Corona svedese. E&rsquo; diventato autonomo dall&rsquo;Ordine tedesco nel 1946. Attualmente opera nel campo dell&rsquo;assistenza agli anziani e ai malati e collabora con gli ospedali svedesi, con alcune organizzazioni caritative e con le comunit&agrave; cristiane. E&rsquo; impegnato altres&igrave; in attivit&agrave; internazionali a favore &nbsp;dei rifugiati e dei prigionieri politici.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><b>Venerabile Ordine di San Giovanni</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">L&rsquo;Ordine di San Giovanni si stabilisce nelle isole britanniche nel 12&deg; secolo e, tranne un breve periodo sotto la monarchia della Regina Maria, cessa di esistere sotto il regno di Enrico VIII. &nbsp;Il Venerabile Ordine, dopo un inutile tentativo nel 1830 di ricostruire nel Regno Unito l&rsquo;Ordine di San Giovanni, si sviluppa nel 1870 come fondazione umanitaria.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Nel 1888&nbsp;&egrave; riconosciuto dalla Regina Vittoria come Ordine della Corona. Oggi &egrave; noto per il servizio di ambulanze, attivo in diversi paesi, per l&rsquo;ospedale oftalmico a Gerusalemme e per il servizio di soccorso e di infermeria.&nbsp;Questo Ordine ha priorati e associazioni in circa 40 paesi, quasi tutti di lingua inglese. Fra tutti gli Ordini che hanno l&#39;appellativo di San Giovanni &egrave; l&rsquo;unico&nbsp;&nbsp; che non presenta restrizioni riguardo alle procedure di ammissione.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><strong>I Cavalieri di Malta a Gioia</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/cavmalta.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-16164" height="185" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/10/cavmalta-295x185.jpg" width="295" /></a>A Gioia attualmente opera un gruppo di Cavalieri dell&rsquo;Ordine di Malta, con un Gran Maestro e che persegue&nbsp;&nbsp;i fini&nbsp; previsti dall&rsquo;Ordine.</div>
<div style="text-align: justify">Sulla volta dell&#39;antica cappella dell&#39;Addolorata, annessa al palazzo Sala-Buttiglione, in via Bartolomeo Paoli, chiesetta che fu utilizzata per conservare l&#39;immagine di Santa Lucia nel&nbsp; 1885, a seguito del terremoto che distrusse la vecchia cappella della Santa di Siracusa, &egrave; ancora visibile la croce dei Cavalieri di Malta. Tale circostanza potrebbe essere la conferma che i proprietari di detta cappella fossero membri dell&#39;Ordine dei Cavalieri di Malta.</div>
<div style="text-align: justify">The Knights hospitallers of the Sovereign Order of Saint John of Jerusalem Knigts of Malta di Gioia, che&nbsp;fa&nbsp; parte&nbsp; del Priorato di san Nicola, nel 2002 ha celebrato il 1&deg; anniversario della nascita&nbsp; dell&#39;Ordine in Puglia.</div>
<div style="text-align: justify">Il Priorato di San Nicola &#8211; Bari ha il seguente giuramento:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<strong>Investitura di un Cavaliere dell&#39;Ordine di Malta</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Noi indossiamo questa Croce Bianca come segno di purezza; La portiamo dentro di noi e fuori, La preserviamo senza macchia o disonore. Questa Croce ha quattro bracci e otto punte, non senza ragione.</div>
<div style="text-align: justify">I quattro bracci rappresentano le quattro virt&ugrave; cardinali:<strong> Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza</strong>; mentre le otto punte sono i simboli delle otto Beatitudini che si devono sempre preservare:</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><strong>1) Gioia Spirituale.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>2) Vivere senza malizia.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>3) Piangere i propri peccati.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>4) Essere umili con coloro che ti offendono.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>5) Amare la giustizia.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>6) Essere pietosi.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>7) Essere sinceri e puri di cuore.</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>8) Sopportare le persecuzioni.</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><strong>Agnelli al suono della campana</strong></div>
<div style="text-align: justify"><strong>Leoni al suono della tromba</strong>.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">E&rsquo; consentito l&rsquo;uso del contenuto di questo articolo <b><u>per soli fini non commerciali</u></b>, citando la fonte e il nome dell&rsquo;autore.</div>
</p></div>
</p></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gioiadelcolle.info/2011/11/04/gioia-e-i-cavalieri-di-malta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Madonna del Rosario &#8211; Non solo Fede</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/28/madonna-del-rosario-non-solo-fede/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/28/madonna-del-rosario-non-solo-fede/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 00:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi & Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[La Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna del Rosario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/28/madonna-del-rosario-non-solo-fede/</guid>
		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
&#160;
Domenica 2 ottobre, con i riti religiosi collegati alla festa della Madonna del Rosario, si chiuder&#224; la parte liturgica di una di quelle ricorrenze che rappresenta lo zoccolo duro della cristianit&#224; gioiese.
&#160;
Dopo la Messa del mattino (ore 8:00), quella solenne (ore 10:30), seguir&#224; la processione, quindi la Supplica, officiate dal padre spirituale don Tonino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><b><u><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/Santi-domenicani.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15904" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/Santi-domenicani-191x295.jpg" title="Santi domenicani" width="191" /></a>COMUNICATO STAMPA</u></b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Domenica 2 ottobre, con i riti religiosi collegati alla festa della Madonna del Rosario, si chiuder&agrave; la parte liturgica di una di quelle ricorrenze che rappresenta lo zoccolo duro della cristianit&agrave; gioiese.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Dopo la Messa del mattino (ore 8:00), quella solenne (ore 10:30), seguir&agrave; la processione, quindi la Supplica, officiate dal padre spirituale don <b>Tonino Posa</b>.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">In serata, alle 18:00, S. Messa celebrata dal Vicario Generale della diocesi Bari-Bitonto, Mons. <b>Domenico Ciavarella</b> e benedizione finale.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Poi spazio al rito civile, per il quale l&rsquo;antica Confraternita del Rosario ha previsto il concerto del Gran Concerto Bandistico &ldquo;<b>Paolo Falcicchio</b>&rdquo; di Gioia del Colle, diretto dal maestro <b>Jorge Egea</b>, pronto ad esibirsi fra l&rsquo;invidiabile cornice di luci della ditta <b>Faniuolo Illuminazioni&rdquo; di Putignano (BA).</b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Intanto la Confraternita del Rosario, coglie l&rsquo;occasione per rivolgere un accorato appello non solo ai devoti della Madonna del Rosario, ma a tutti i gioiesi.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">A questi chiede di ritrovare l&rsquo;antico orgoglio e contribuire a salvare alcune opere d&rsquo;arti presenti in S. Domenico (vedi lettera-manifesto e foto allegate alla presente nota).</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Ufficio comunicazione</div>
<div style="text-align: justify">Confraternita SS. Rosario</div>
<div style="text-align: justify">Gioia del Colle</div>
<div style="text-align: justify"><a href="mailto:Conf.rosario@libero.it">Conf.rosario@libero.it</a></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><strong>Lettera Manifesto</strong></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">
<div style="text-align: justify"><b><u>NON SOLO FEDE</u></b></div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/San-francesco-di-paola.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15908" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/San-francesco-di-paola-96x295.jpg" title="San francesco di paola" width="96" /></a>La chiesa di San Domenico &egrave; una testimonianza di fede, di storia e di cultura, le cui radici affondano nel passato della nostra comunit&agrave; cittadina caratterizzata dalla presenza di ben tre ordini monastici: i Domenicani, i Francescani e i frati minori Riformati.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Essa rappresenta indubbiamente l&rsquo;anima del convento di San Domenico, oggi sede del Palazzo Municipale. Questa antica chiesa, pi&ugrave; volte oggetto di restauro, costato tanta fatica e impegno agli amministratori che ci hanno preceduto, necessita di urgenti ed indifferibili interventi di restauro.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Bisogna riportare all&rsquo;antico splendore sia la tela dei tre santi domenicani (San Pietro da Verona, S. Tommaso D&rsquo;Aquino e San Vincenzo Ferrer), sia la scultura lapidea raffigurante S. Francesco di Paola. Quest&rsquo;ultima &egrave; un&rsquo;opera di indubbio valore artistico e culturale, oggetto di sentita devozione da parte dei nostri padri. Lo dimostra la presenza di antiche iconografie e i tanti Francesco che festeggiano il proprio onomastico il 2 aprile.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">La Confraternita del Rosario, nell&rsquo;elevare la Supplica a Maria, rivolge un accorato appello non solo ai devoti della Vergine, ma a tutti i gioiesi, nella certezza che, pur in un momento di profonda crisi dei valori, sapranno ancora una volta contribuire a salvare, con la chiesa di San Domenico, la storia, l&rsquo;arte e la tradizione pi&ugrave; genuina di Gioia del Colle.</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">LA CONFRATERNITA&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify">Gioia del Colle, settembre 2011</div>
<div style="text-align: justify">N.B. Si pu&ograve; contribuire utilizzando il codice <b>IBAN</b> della nostra confraternita: <b>IT 3410306741480000000000590</b></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/28/madonna-del-rosario-non-solo-fede/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mons. Sante Milano alla guida della Parrocchia dell&#8217;Immacolata di Lourdes</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/19/mons-sante-milano-alla-guida-della-parrocchia-dellimmacolata-di-lourdes/</link>
		<comments>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/19/mons-sante-milano-alla-guida-della-parrocchia-dellimmacolata-di-lourdes/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 13:42:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[La Gioia di Ieri]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi@mo & ...]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa dell'Immacolata di Lourdes]]></category>
		<category><![CDATA[don Giovanni Ingravallo]]></category>
		<category><![CDATA[don Sante Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ing.Giuseppe Colacicco]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[prof. Francesco Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Nardulli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/?p=15817</guid>
		<description><![CDATA[Il 15 settembre 2011, in occasione del 60&#176; anniversario della morte di don Sante Milano, la comunit&#224; parrocchiale della chiesa Maria S.S.Immacolata di Lourdes ha voluto ricordare la figura e l&#39;opera del primo parroco e fondatore della chiesa.
Don Sante: un uomo intorno al quale aleggia un&#8217;aura di santit&#224;&#160; nel nome,&#160; nel suo apostolato&#160;e nelle&#160; opere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano001.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15847" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano001-211x295.jpg" width="211" /></a>Il 15 settembre 2011, in occasione del 60&deg; anniversario della morte di don Sante Milano, la comunit&agrave; parrocchiale della chiesa Maria S.S.Immacolata di Lourdes ha voluto ricordare la figura e l&#39;opera del primo parroco e fondatore della chiesa.</font></span></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante: un uomo intorno al quale aleggia un&rsquo;aura di santit&agrave;<span>&nbsp; </span>nel nome,&nbsp; nel suo apostolato&nbsp;e nelle&nbsp; opere da lui compiute. </font></span></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante Milano nasce a Gioia del Colle il 7 luglio 1884 e qui muore il 15 settembre 1951.</font></span></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">La sua vita si snoda, quindi,&nbsp;tra il periodo postunitario e le due guerre mondiali, anni critici per la nostra Italia e per il Sud in particolare.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Dopo aver seguito gli studi in seminario viene ordinato sacerdote nel 1909, all&#39;et&agrave; di 25 anni. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il 19 novembre 1919 l&rsquo;Arcivescovo di Bari, mons. Giulio Vaccaro, tenuto conto che Gioia contava circa 25.000 abitanti e che un nuovo quartiere si stava sviluppando ad est del paese ed era il caso che si dotasse di una chiesa, <span>&nbsp;</span>provvede ad acquistare circa 2.000 mq di suolo su cui erigere la nuova chiesa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il 16 dicembre 1919 lo stesso Arcivescovo eleva a Parrocchia sia la zona orientale<span>&nbsp; </span>di Gioia che quella occidentale: le attuali Immacolata di Lourdes&nbsp;e Santa Lucia.<span id="more-15817"></span></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il primo legame di don Sante con la Parrocchia dell&rsquo;Immacolata risale al 3 febbraio 1920, giorno in cui Mons. Domenico Del Buono, Ausiliare dell&rsquo;Arcivescovo di Bari, gli conferisce il canonico possesso della Parrocchia. A quel tempo don Sante era rettore della chiesa di Sant&rsquo;Andrea.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Da rettore di Sant&rsquo;Andrea, chiesa nella quale l&rsquo;8 dicembre festeggiava e si festeggia l&rsquo;Immacolata Concezione, don Sante diventa parroco della chiesa che sar&agrave; intitolata alla Madonna Immacolata di Lourdes.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">In mancanza di un&rsquo;apposita struttura da adibire a chiesa don Sante utilizza come chiesa provvisoria un sottano del palazzo Colapinto,<span>&nbsp; </span>una costruzione sita in via Mazzini, poco distante dalla odierna sede religiosa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante si mette all&rsquo;opera e presenta alla Curia di Bari, per ottenere<span>&nbsp; </span>la debita approvazione, un progetto riguardante la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano002.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15852" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano002-183x295.jpg" width="183" /></a>Nel 1921 hanno inizio i lavori per la costruzione della nuova chiesa e iniziano altres&igrave; i primi problemi, i primi sacrifici e le prime sofferenze per don Sante.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Infatti due proprietari, Eramo e Continolo, si sentono danneggiati dalla costruzione della nuova chiesa e presentano un reclamo al Sindaco. <span>&nbsp;</span></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante, venuto a conoscenza del fatto presenta una istanza al Sindaco.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il 22 settembre 1921 il Sindaco, vista l&rsquo;istanza di don Sante, dichiara in Consiglio comunale che <em>il parroco della nuova chiesa di Sant&rsquo;Andrea, don Sante Milano, aveva iniziato la costruzione di una nuova chiesa all&rsquo;estremo di Via Mazzini senza dare regolare preavviso al Comune. Informato del fatto, l&rsquo;Assessore ai lavori<span>&nbsp; </span>Pubblici, mediante reclamo presentato dal signor Francesco Continolo, ordin&ograve; la sospensione dei lavori invitando il parroco a produrre le piante e il progetto della nuova costruzione per sottoporli all&rsquo;esame della Commissione edilizia, che immediatamente convoc&ograve; perch&eacute; esprimesse il suo parere sia sull&rsquo;ubicazione prescelta sia sulle prescrizioni da osservare in conformit&agrave; al Regolamento edilizio e al Piano regolatore. In seno alla Commissione si manifestarono due tendenze, notando taluni che nel caso in essere, trattasi di edificio di pubblico interesse avente carattere monumentale, potesse derogarsi dalle comuni prescrizioni riguardanti il prolungamento ed allineamento stradale ed altri, invece, di rispettare incondizionatamente il Piano regolatore, nel senso di impedire che si creassero ostruzioni e deviamenti alle strade, tanto pi&ugrave; che<span>&nbsp; </span>la chiesa, sostenevano, poteva costruirsi senza far subire al progetto gravi aberrazioni, sol che si spostasse la costruzione di qualche metro in avanti e si stralciassero dal progetto stesso la canonica e il ricreatorio che potevano trovar posto alle spalle della chiesa dall&rsquo;altra parte della strada.</em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><em><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;Assessore giustifica la sospensione con il danno che si andava a perpetrare: l&rsquo;ostruzione di due strade provenienti dal Corso principe di Napoli </font></span></em><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">( Via Caputo e via IV Savonarola ). </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><em><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Se si considerava di pubblica utilit&agrave; la chiesa e anche la canonica<span>&nbsp; </span>allora si sarebbe potuto riprendere i lavori, in caso contrario gli stessi sarebbero rimasti sospesi.</font></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Poich&eacute; in Consiglio sorgono queste due contrastanti posizioni, si decide di nominare una Commissione con l&rsquo;incarico di andare sul luogo per effettuare una verifica,<span>&nbsp; </span>esaminare le due proposte e relazionare nella successiva riunione consiliare.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">E infatti<b><span>&nbsp; </span></b>il 27 settembre 1921 il Consiglio comunale, convocato per deliberare sull&rsquo;istanza di don Sante in merito all&rsquo;ubicazione della nuova chiesa, a seguito del lavoro della Commissione, rigetta l&rsquo;istanza, considerando che solo la chiesa ha il requisito di edificio pubblico, quindi non soggetto a norme comunali, mentre la canonica &egrave; da considerarsi un edificio privato. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il Consiglio, pertanto, invita don Sante a presentare un nuovo progetto.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">In realt&agrave; la chiesa aveva necessit&agrave; dell&rsquo;approvazione comunale poich&eacute; la nuova Parrocchia, nata dal ridimensionamento di quella della Chiesa Matrice, non era fornita di rendite e il Parroco non fruiva della congrua, per cui non aveva una autonomia finanziaria ed amministrativa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Poich&eacute; don Sante vuole andare <span>&nbsp;</span>avanti caparbiamente nel suo progetto e il 14 novembre 1921 viene celebrata la cerimonia<span>&nbsp; </span>per la posa in opera della prima pietra dell&rsquo;erigenda chiesa, la questione approda<span>&nbsp; </span>nuovamente in Consiglio comunale il 5 dicembre 1921, a seguito di una interrogazione. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">In essa si dice che si sta continuando a costruire la chiesa in modo da ostruire una pubblica strada. Il parroco, infatti, poich&eacute; la nota del Sottoprefetto che ha vistato la precedente delibera consiliare fu redatta in termini equivoci, si era sentito autorizzato a non tener conto alcuno della deliberazione comunale e aveva fatto continuare la costruzione in base al progetto respinto dal Consiglio, in modo da ostruire il prolungamento di via Caputo.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;Amministrazione, ricevuto il rapporto dai suoi agenti, provvede<span>&nbsp; </span>con ordinanza del 12 dicembre 1921 a far sospendere i lavori per cui si sarebbe decisa la questione in altra sede ( quella legale ).</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante produce ricorso contro il Comune dinanzi alla G.P.A. ( Giunta Provinciale Amministrativa ) per cui l&#39;Amministrazione comunale decide di resistere. Infatti la Giunta il 18 febbraio 1922 delibera di nominare l&#39;avvocato Siciliani Tommaso per difendere il Comune nel giudizio promosso contro di esso davanti alla G.P.A. dal parroco don Sante.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Non&nbsp;&egrave; stata&nbsp;questa l&#39;unica azione legale che don Sante ha dovuto promuovere nei confronti dell&#39;Amministrazione comunale. Infatti quando,&nbsp;dopo la marcia di Roma e l&#39;avvento del fascismo, il 30 ottobre 1922 un gruppo di fascisti occupa e requisisce per propri scopi la sede del circolo religioso di don Sante&nbsp;&quot; Fides et labor &quot;, il Parroco adisce le vie legali per ottenere la restituzione del locale e il risarcimento dei danni subiti.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il 30 luglio 1922 si apre al culto il locale che nel progetto sarebbe stato utilizzato come sacrestia, quello accanto alla chiesa, la cosiddetta &ldquo; Chiesetta &ldquo;.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il 23 ottobre 1922 l&rsquo;Arcivescovo di Bari, Mons. Giulio Vaccaro, invia al Santo Padre una lettera di don Sante e esorta il sacerdote ad andare avanti nel nome del Signore.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/giuseppecolacicco.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15848" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/giuseppecolacicco-187x295.jpg" width="187" /></a>La Chiesetta &egrave; troppo piccola per cui don Sante <span>&nbsp;</span>nel maggio del 1925 incontra l&rsquo;ingegnere Giuseppe Colacicco con cui ha i primi scambi di idee per la progettazione di una nuova chiesa. Pur essendo specializzato in idraulica e pur svolgendo il ruolo di direttore del Consorzio di bonifica di Foggia, l&rsquo;ingegnere accoglie l&#39;invito di don Sante.&nbsp;Prende visione del fatto che il capomastro aveva dato inizio al primitivo progetto con la costruzione della sacrestia, adibita poi a chiesetta, e che don Sante non&nbsp;&egrave; soddisfatto dei risultati raggiunti.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">La situazione era compromessa perch&eacute; l&rsquo;area<span>&nbsp; </span>disposizione per la chiesa era stretta e si trovava incastrata tra la chiesetta e la casa che successivamente divenne dimora del parroco. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;ingegnere, con assoluto disinteresse e intelligente e premurosa cura,&nbsp;<span>&nbsp;</span>presenta dei bozzetti di vari stili e consiglia a don Sante di scegliere quello romanico-pugliese, di cui nel paese non vi era alcun esemplare. Don Sante si dimostra subito entusiasta e, bench&eacute; disponesse solo di pochi soldi, non si scoraggia di fronte alla realt&agrave; delle cifre, che facevano ascendere la spesa, in linea di massima, a un milione e mezzo di lire, valore che riferito all&#39;anno 2009 corrispondeva a&nbsp; 2 miliardi 202 milioni 536.400 lire.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;Arcivescovo di Bari, Mons. Curi, approva l&rsquo;iniziativa, pur avanzando delle riserve sulla pratica realizzazione di un&rsquo;opera di tale entit&agrave;, per la quale<span>&nbsp; </span>erano disponibili scarsi mezzi finanziari.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Qualcuno parl&ograve; addirittura di un&rsquo;utopia, a proposito della realizzazione della chiesa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">I lavori di costruzione della chiesa hanno inizio solo nel mese di aprile del 1930 poich&eacute; tra il 1929 e il 1930 don Sante, grazie alla generosit&agrave; dei fedeli, riesce ad estinguere una passivit&agrave; di 33 mila lire, circa 52 milioni di lire, riferiti all&#39;anno 2009.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Secondo il nuovo e&nbsp;realizzato&nbsp;progetto la chiesa ha una lunghezza massima di mt. 44, la larghezza di mt. 16, l&rsquo;altezza massima della volta nella navata centrale di mt. 18 e una superficie coperta di circa mq. 700.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il giorno 18 gennaio 1931 la Consulta comunale esprime parere favorevole alla richiesta di don Sante di esenzione dal dazio, cio&egrave; dall&rsquo;imposta di consumo, per i materiali da costruzione per la chiesa, perch&eacute; essa &egrave; un edificio pubblico. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Tale decisione viene confermata dal Consiglio comunale il 5 marzo 1931.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/vincenzonardulli.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15849" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/vincenzonardulli-215x295.jpg" width="215" /></a>In questa impresa don Sante consuma quasi tutto il suo patrimonio e si affida alla generosit&agrave; dei fedeli, subendo l&rsquo;umiliazione e il sarcasmo degli scettici che pronosticavano che la chiesa sarebbe rimasta incompiuta.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">I lavori infatti proseguono lentamente a causa di difficolt&agrave; finanziarie e per deficiente finanziamento, come risulta dai<span>&nbsp; </span>registri di amministrazione, nonostante fossero condotti in economia diretta da don Sante, con cottimi affidati al capo mastro Paolo Brescia e allo scalpellino Vincenzo Nardulli.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">I lavori possono proseguire non solo grazie <span>&nbsp;</span>alla richiesta di offerte, da parte di don Sante, che rivolgeva&nbsp; in paese&nbsp;e recandosi in calesse nelle campagne gioiesi ( nelle quali intraprendeva lunghe peregrinazioni a somiglianza di pellegrino benedicente, per portare dovunque e a chiunque, la parola di fede, di conforto, di esortazione, accettando spontanee, e talvolta umili offerte per la sua erigenda chiesa ), ma anche per la generosa risposta dei concittadini e persino&nbsp;dei Papi: Benedetto XV, Pio XI, Pio XII e degli Arcivescovi di Bari: Mons. Vaccaro, Mons. Curi e Mons. Mimmi.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Alcuni&nbsp; gioiesi, delusi dal comportamento del clero gioiese e soprattutto dall&#39;incoerenza&nbsp;dell&#39;arciprete, si erano avvicinati alla chiesa cristiana evangelica battista che stava facendo proseliti nella nostra citt&agrave;;&nbsp;il gruppo pi&ugrave; facinoroso di questi prov&ograve; ad impedire la costruzione della nuova chiesa, causando non pochi problemi&nbsp; a don Sante.&nbsp; &nbsp;</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">I lavori di costruzione della chiesa vanno avanti, quindi, con alterne vicende per 15 anni, pietra su pietra, tufo su tufo.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><em>Ogni tufo ed ogni blocco costa sangue e&nbsp; lacrime; ogni pietra &egrave; un cantico di gioia e di dolore; da ognuna di queste scorre ancora una lacrima e spunta un sorriso&#8230; tutte queste pietre, che sembrano dare la scalata al cielo sino a congiungersi ed a congiungerci al Sommo Fattore, sono nate da un cuore e da un&#39;anima intemerata e vergine.</em> ( Michele Ferrulli )</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Un piccolo grande eroismo lo defin&igrave; don Vincenzo Angelillo: &#8230; <em>un eroismo tutto nascosto ed interiore; eroismo, cio&egrave;, di persona che, pur combattendo come il soldato, la sua faticosa giornata; pur evangelizzando le anime come il missionario; pur sollevandosi a Dio come un asceta; pur compiendo di ora in ora il suo sacrificio, ha voluto privarsi di quell&#39;aureola, che circonda la fronte di quegli eroi. L&#39;eroismo di don Sante Milano, velato e chiuso nel segreto di una umilt&agrave; profonda, sfugge alle masse che si commuovono pi&ugrave; facilmente all&#39;apparato scenico, alla grandiosit&agrave; esteriore, al prodigio che affascina, al lampo che abbaglia, alla folgore che schianta. Oggi quell&#39;eroismo umile e nascosto balza vivace, fiammante e brilla nella magnificenza del Tempio che Egli offre alla nostra Fede ed alla nostra Citt&agrave;, alla terra ed al Cielo&#8230; eroismo che sopravvive alle vicende dei tempi, per rimanere esempio di volont&agrave; incoercibile e di sacrificio; eroismo che ci richiama alle tradizioni due volte millenarie di quella Chiesa Cattolica, che si abbell&igrave; sempre della grandezza, dello splendore anche umile dei suoi umilissimi&nbsp; apostoli che, in ogni epoca ingioiellarono la povera vita, come le stelle il firmamento&#8230; Alla ascensione graduale di questo sacrificio eroico si dispogli&ograve; di ogni comodit&agrave; umana, quasi d&#39;ogni necessit&agrave; terrena. La sete per il compimento dell&#39;opera lo divorava, non gli lasciava tempo per s&egrave;, affatto. Alla edificazione del Tempio parrocchiale doveva donarsi. E si don&ograve;. .. Certo conobbe prove dure e ore tristissime. Ma il sigillo del dolore non fu sempre il sigillo del cielo?</em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Oltre a subire l&rsquo;umiliazione e il sarcasmo degli scettici don Sante nel mese di settembre del 1943, a seguito dell&rsquo;armistizio e della precipitosa fuga dei tedeschi dal Sud al Nord della nostra Italia, subisce anche la violenza fisica da parte della soldatesca tedesca. Sospettato di aver aperto la sua chiesa ad alcuni militari alleati e di aver dato loro rifugio ed ospitalit&agrave;, a settembre&nbsp;viene incatenato, percosso con il calcio di fucile e con calci ed &egrave;&nbsp;condotto in piazza, per mostrare ai gioiesi a quali pericoli sarebbero andati incontro nel caso di collaborazionismo con gli alleati. Per alcuni giorni rimane in mano dei tedeschi, subendo le loro violenze.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Sicuramente sia le preoccupazioni economiche che quelle burocratiche, ma soprattutto le violenze fisiche lasciano un segno incancellabile nel fisico di don Sante.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il cugino don Sante Milano, detto don Santino,&nbsp;&nbsp;ad aprile del 1945 afferma: <em>Ed &egrave; cos&igrave; che in soli 25 anni &#8211; dopo la costituzione della Parrocchia &#8211; &egrave; sorta la nuova Chiesa, che non ha nulla da invidiare alle migliorime pi&ugrave; grandi Chiese di Puglia. Non esagero affermando che, in fatto di Chiese costruite con offerte popolari, &egrave; un vero primato di rapidit&agrave; costruttiva!</em></font></span></font></span></p>
<p><span style="font-size: 14px"><span style="font-size: 16px"><span style="font-family: times new roman, times, serif"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/Immacolata.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15843" height="202" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/Immacolata-295x202.jpg" width="295" /></a>Finalmente il 23 aprile 1946, festa di San Giorgio, marted&igrave; di Pasqua, con la presenza dell&rsquo;Arcivescovo di Bari Mons. Marcello Mimmi, la chiesa viene consacrata, intitolata alla Bianca Regina dei Pirenei Maria SS. Immacolata di Lourdes, ed &egrave; aperta ufficialmente al culto</span></span></span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;epigrafe presente sulla facciata interna della chiesa<span>&nbsp; </span>ricorda tale avvenimento.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Erano trascorsi 15 anni dall&rsquo;avvio dei lavori e 26 dalla decisione di don Sante di costruire la nuova chiesa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><i><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Quanto &egrave; stato realizzato nei 15 anni di lavoro &egrave; enorme, e rappresenta un vero record, se si tiene conto che tutto &egrave; stato fatto con elemosine e il periodo comprende i terribili anni della guerra. La tenacia, la fede, e soprattutto il coraggio che don Sante ha esplicato in questa sua opera, hanno compiuto il miracolo; ed &egrave; bene che venga chiaramente detto, per chi non lo sa, o non vuol saperlo, che &egrave; esclusivo merito suo se il Paese si &egrave; arricchito di questa nuova chiesa. <span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span>Resta ancor molto da fare affinch&eacute; la chiesa possa dirsi veramente completa e che non &egrave; meno ponderoso specie con i tempi che corrono. Don Sante non &egrave; uomo da spaventarsi ed il gi&agrave; fatto gli sar&agrave; da incoraggiante ed augurale viatico per l&rsquo;avvenire.</font></span></i></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Queste alcune delle parole pronunciate dall&rsquo;ing. Colacicco il giorno della solenne consacrazione della chiesa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">E il Sindaco di Gioia, Bruno, in quella stessa occasione ebbe a dire: <i>Don Sante nella sua modestia senza pari ha rivelato grandezza di virt&ugrave; di fede e di sacerdote. Raccogliendo il voto dell&rsquo;Eccellentissimo Presule dell&rsquo;Archidiocesi e della cittadinanza che il nuovo quartiere orientale della Citt&agrave; in via di sviluppo fosse dotato della sua Chiesa, accolse con semplicit&agrave; e sorridente tale voto e si prodig&ograve; a portarlo a realt&agrave;. Dopo 15 anni di paziente appello al concorso dei fedeli e pi&ugrave; con personali sacrifici che impegnarono tutto il suo patrimonio, don Sante Milano superando e vincendo ostacoli imprevisti ed imprevedibili a causa della guerra e dei derivati sbalzi economici e finanziari, a differenza degli enti pubblici </i><span>&nbsp;</span><i>che fermarono ogni lavoro, mettendo pietra su pietra, comp&igrave; e port&ograve; a termine la sua Chiesa che si ammira come Tempio e come opera d&rsquo;arte, degna della Gran Madre di Dio cui andr&agrave; consacrata e testimonier&agrave; nei secoli della fede del nostro popolo e della virt&ugrave; invitta di questo nostro sacerdote. Al forgiatore di s&igrave; insigne costruzione, destinata a ravvivare la fede e nella fede la fraternit&agrave; umana e la purezza dei costumi, sia espressa la gratitudine cittadina ed eternato il suo nome incidendo sul portale del nuovo tempio Sante Milano Parroco erexit. </i></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Anche il Papa invia un messaggio augurale dalla Citt&agrave; del Vaticano, il giorno di Pasqua del 1946: <i>S.S. Pio XII loda e plaude al monumentale Tempio, compiuto dal Parroco don Sante Milano; dalla Vergine di Lourdes implora copiose benedizioni per Lui, Benefattori e Citt&agrave;.</i></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Per l&rsquo;occasione don Sante &egrave; nominato Monsignore e Cameriere segreto di S.S., mentre per i meriti conseguiti per un periodo di trent&rsquo;anni nella costruzione della chiesa parrocchiale l&rsquo;ingegnere Colacicco sar&agrave; nominato dal Santo Padre Cavaliere dell&rsquo;Ordine Equestre di san Silvestro.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante nel ringraziare tutti per la fiducia<span>&nbsp; </span>e per aver condotto a termine l&rsquo;ardua impresa<span>&nbsp; </span>ebbe a dire: <em>Poco ho dato del mio, nulla ho preso per me, molto &egrave; vostro e tutto sia per la maggior gloria di Dio e per il bene delle anime. Non lascio triste eredit&agrave; di debiti ai miei successori; ma rivolgo loro in anticipo un misericordioso invito di essere memori dei miei sacrifici e generosi di spirituali benefici. A tal fine, faccio propria la estinzione di una passivit&agrave; di circa due milioni di lire eccedente sull&rsquo;entrata pro erigenda chiesa </em>( 114 milioni e 500 mila lire, valore&nbsp;riferito all&#39;anno 2009 )&nbsp;<em>e raccomando ai benvolenti la continuit&agrave; della cooperazione nel proseguire il completamento delle rimanenti opere di rifinitura, secondo le indicazioni e le norme dell&rsquo;ing. Colacicco.</em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Sembra un testamento, quasi che don Sante sia conscio che il suo percorso terreno sta per concludersi.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Sante&nbsp;ha dato l&#39;avvio&nbsp;anche alla costruzione del campanile, ma &nbsp;non riusce a completare il campanile e alcuni arredi della chiesa, la canonica e il ricreatorio, come lui auspicava e come gli augura l&#39;ing. Colacicco il giorno della consacrazione: <em>N</em><em>on resta che formulare l&#39;augurio che don Sante possa, con rapidit&agrave; pari a quella con cui &egrave; giunto alla consacrazione, portare a fine i restanti lavori, in maniera che la Chiesa dell&#39;Immacolata di Lourdes rimanga legata al Suo nome di integrale realizzatore.</em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano004.jpg"><img align="left" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15850" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano004-211x295.jpg" width="211" /></a>Dopo 43<span>&nbsp; </span>anni di sacerdozio, 31 dei quali trascorsi come parroco della Chiesetta, don Sante<i> </i>il 15 settembre del 1951, cinque anni dopo la consacrazione della chiesa, all&rsquo;et&agrave; di 67 anni, torna alla casa del Padre.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><span>&nbsp;</span>La sua salma viene accompagnata al Cimitero da una folla di fedeli e conoscenti che piangono la sua prematura scomparsa.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><font color="#000000"><i><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt">Una grande sciagura, certamente anticipata dai sacrifici sovraumani a cui l&rsquo;organismo di don Sante non aveva potuto reggere</span></i><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt">:<span>&nbsp; </span>queste le parole proferite dall&rsquo;ing. Colacicco in occasione della morte di don Sante.</span></font></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Il nuovo parroco, don Giovanni Ingravallo, non solo raccoglie l&#39;eredit&agrave; di don Sante, portando a termine i lavori rimasti incompiuti, ma ritiene che sia doveroso far costruire dallo stesso&nbsp;scalpellino che aveva&nbsp;prestato la sua opera per abbellire la chiesa,&nbsp;&nbsp;Vincenzo Nardulli, un sarcofago in cui deporre la salma di don Sante. Il<span>&nbsp; </span>sarcofago&nbsp;&egrave; l&rsquo;ultima fatica dello scalpellino&nbsp;Nardulli, che, <span>&nbsp;</span>dopo aver ultimato l&rsquo;opera, il giorno 1 marzo 1953 passa a miglior vita.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Per realizzare quell&#39;obiettivo don Giovanni a giugno del 1952 inoltra la pratica per la traslazione della&nbsp; salma di don Sante dal Cimitero alla chiesa dell&rsquo;Immacolata. Il 3 giugno 1953 l&rsquo;Alto Commissariato per l&rsquo;Igiene e la Sanit&agrave; Pubblica autorizza la tumulazione privilegiata della salma di don Sante nella chiesa dell&rsquo;Immacolata. Il 10 ottobre 1953 la Sacra Congregazione del Concilio concede l&rsquo;autorizzazione religiosa in riconoscimento degli eccezionali meriti del venerato Parroco.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">La data della traslazione &egrave; fissata per il 1 novembre 1953, festa onomastica di don Sante mentre era in vita. Il pomeriggio di tale data la salma, accompagnata dall&rsquo;Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Enrico Nicodemo, dal clero, dalle autorit&agrave; e da una folla di fedeli viene traslata dal Cimitero per essere portata nella chiesa dell&rsquo;Immacolata, dove &egrave; meta di un continuo e commosso pellegrinaggio fino al giorno successivo.&nbsp;</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano003.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-15851" height="237" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2011/09/donsantemilano003-295x237.jpg" width="295" /></a>Il 2 novembre la bara viene deposta nel sarcofago, sul quale &egrave; stato scolpito il seguente distico del prof. Francesco Cortese: <em>Hic qui te voluit templum sacrare Mariae illius cinerem protegat umbra tua<span>&nbsp; </span></em>Qui giace, o tempio, colui che ti volle consacrare a Maria. La tua ombra protegga la sua cenere.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">Don Giovanni Ingravallo in quella circostanza dice: <i>Mons. Milano semin&ograve; nel pianto e raccolse nell&rsquo;esultanza. D&rsquo;ora in poi chi entrer&agrave; in questo Tempio, dopo aver adorato il Re dei re, soster&agrave; davanti ala tomba del Fondatore ed elever&agrave; per lui una prece al Signore. E Mons. Milano dal silenzio della sua tomba sapr&agrave; a tutti ispirare la pratica di quelle virt&ugrave; cristiane che egli esercit&ograve; con esemplare edificazione. Ai piccoli <span>&nbsp;</span>ispirer&agrave; l&rsquo;innocenza, ai giovani la fortezza e il segreto della vittoria nelle santa battaglie<span>&nbsp; </span>dello spirito, ai genitori il conforto e il sollievo nelle difficili prove quotidiane, ai vecchi rasserener&agrave; il tramonto degli anni terreni con la speranza di una beata eternit&agrave;. Ma pi&ugrave; degli altri si fermeranno davanti al sarcofago di Mons. Milano i suoi successori e tutti i sacerdoti. Dai suoi luminosi esempi essi attingeranno l&rsquo;ideale di una vita santa e irreprensibile, tutta consumata in un ardente e fecondo apostolato per la dilatazione del regno di Dio. Come la tua anima dal Cielo, cos&igrave; il tuo corpo in questa Chiesa sia sempre<span>&nbsp; </span>l&rsquo;angelo tutelare di ogni anima di questa Parrocchia che amasti fino alla completa immolazione.</i></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">La sua fedelt&agrave; continua verso la sua missione sacerdotale e&nbsp;il suo anelito&nbsp;verso il completamento della chiesa terrena,&nbsp;per la quale&nbsp;aveva &nbsp;speso con tenacia &nbsp;tutte le sue forze, affiorano anche&nbsp;nel suo testamento; in esso don Sante tra le altre cose afferma:<em> Umile, ma convinto Sacerdote della Chiesa Cattolica di Cristo, mi professo profondamente ortodosso al Suo dogma e alle sue tradizioni secolari e se nel corso della mia Vita Sacerdotale, avessi potuto, per umana fragilit&agrave; mancare al mio dovere, ne domando perdono prima a Dio, poi agli uomini ed in particolare ai miei parrocchiani, presso i quali ho dal 3 febbraio 1920, esplicate le mie energie nella missione parrocchiale. Ai miei parenti carissimi chiedo venia se delle mie provvidenze lascio parte in favore di quell&#39;idea e missione alla quale ho servito tutta la mia vita: cos&igrave; sar&ograve; stato Sacerdote non solo in vita, ma anche in morte.&nbsp;</em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;<span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">L&rsquo;Amministrazione comunale di Gioia, per eternare il ricordo di un suo figlio amatissimo, lasciandone memoria presso le generazioni future&nbsp;e per&nbsp;esprimere un doveroso ringraziamento a don Sante per l&rsquo;opera culturale, sociale, umana e religiosa&nbsp;da lui svolta in favore della&nbsp;cittadina gioiese gli ha intitolato una strada cittadina, che &egrave; ubicata nei pressi della chiesa dell&rsquo;Immacolata, sulla cui comunit&agrave;&nbsp; il suo spirito sembra vegliare perennemente. </font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">&nbsp;</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="line-height: 115%;font-family: 'times new roman', 'serif';font-size: 12pt"><font color="#000000">E&rsquo; consentito l&rsquo;utilizzo del contenuto di questo articolo <b><u>per soli fini non commerciali</u></b>, citando la fonte ed il nome dell&rsquo;autore.</font></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gioiadelcolle.info/2011/09/19/mons-sante-milano-alla-guida-della-parrocchia-dellimmacolata-di-lourdes/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

