Il gioiese Eugenio Macchia vince il prestigioso concorso Flores
24 luglio 2010 Autore: Marco Losavio
Categorie: Acculturi@moci, Attualità, Comunicati, Gioia Nota, La Comunità
Arriva dalla Puglia il nuovo vincitore del Concorso Nazionale di esecuzione pianistica jazz" Luca Flores "2010
Si chiama Eugenio Macchia, ha 29 anni, arriva dalla Puglia esattamente da Gioia Del Colle, ed è il vincitore della terza edizione del Concorso Nazionale di Esecuzione Pianistica Jazz "Luca Flores " 2010. Il "Concorso Luca Flores" è un progetto ideato ed organizzato dall'Associazione Vacanze Musicali di Firenze. L'idea di realizzare questa competizione di pianoforte jazz, è nata soprattutto dal desiderio di ricordare un formidabile pianista prematuramente e tragicamente scomparso: Luca Flores, uno straordinario talento del pianoforte, nonchè compositore di una sensibilità fuori dal comune.
Sabato 3 Luglio ore 21 c/o la Sala Congressi dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze si è tenuta la finale del Concorso, sono stati 7 i finalisti, provenienti da tutta Italia, che si sono contesi il titolo di vincitore di questa edizione e hanno dato vita ad una competizione pianistica senza esclusioni di colpi, dimostrando tecnica, improvvisazione ed interpretazione.
La Commissione composta dal M° Marco Vavolo, pianista, compositore e responsabile artistico del Concorso, da Alessandro Galati, titolare della cattedra di Piano Jazz presso la Scuola Verdi di Prato e da Alessandro Di Puccio, vibrafonista e direttore del CAM di Firenze, hanno ascoltato attentamente le esecuzioni dei finalisti e hanno decretato il vincitore.
La famiglia Flores, che segue sempre da vicino tutte le fasi del concorso, ha offerto ad Eugenio Macchia, primo classificato, una borsa di studio del valore di 500 euro. Inoltre sarà un anno intenso per il pugliese in quanto lo attenderanno diversi concerti premio presso il Teatro Metastasio di Prato (Metastasio Jazz), il Teatro del Sale a Firenze, il Lyceum Club a Firenze e Auditorium Parco della Musica di Roma (Roma Jazz Festival). Lo spirito del concorso quindi, non è stato solo quello di voler ricordare un formidabile pianista come Luca Flores, straordinario talento nonchè compositore di una sensibilità fuori dal comune, ma anche quello di voler essere una vera e propria vetrina per tutti i giovani artisti di talento che hanno voglia di dimostrare quanto valgono.
www.concorsoflores.it
Ufficio Stampa Concorso Flores 2009
Associazione Vacanze Musicali, via Bolognese 63 – 50139 Firenze – Fi tel: 3474946997
Erasmo Pastore
7 aprile 2010 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Gioia Nota
Un gattino nero imperversa gioioso in casa… è il 2 novembre. Erasmo non si sottrae al gioco, intenerito si china per prenderlo in braccio, è un batuffolo assetato di carezze, ma il femore imprevedibilmente cede ed inizia il travaglio di un uomo che mai vorrebbe "dar fastidio ai figli"! 95 anni sono tanti, sia pur spesi bene e sorretti da una salute discreta che consente di affrontare con fiducia "incidenti" di percorso ed interventi di routine. Erasmo si riprende in fretta, scherza sulla sua disavventura, non è superstizioso, ma sui gatti neri si riserva una doverosa riflessione.
Si approccia con ottimismo contagioso alla riabilitazione, quando una subdola complicazione respiratoria lo rende febbricitante, si insinua una bronchite, il tempo di diagnosticarla ed è già polmonite. Il 5 dicembre Erasmo si spegne, lucido e consapevole della sua caducità, tra la costernazione dei suoi cari che nei ricordi conserveranno per sempre il suo cuore, la sua mente, il suo sguardo.
"La vita – ricorda il parroco don Michele Bianco che cinque anni prima aveva benedetto i 60 anni di nozze con Tina Perniola – è stata ricca di gioie e generosa con Erasmo, così come lui lo è stato verso i tanti che con discrezione ha aiutato."
Erasmo Pastore nasce il 24 giugno del 1914, le stelle hanno già in serbo per lui progetti ambiziosi. Studente modello consegue il diploma di geometra, esercita e al contempo si laurea in Economia e Commercio con lode e massimo dei voti. Tra i suoi ricordi "scolastici", le lunghe attese nella stazione, il cibo frugale "due robuste fette di pane fatto in casa, unte di olio… fichi secchi con le mandorle" ed una proibitiva passione: il costoso panino "al telefono" venduto da un certo Fileri in via Sparano" negli anni '30, una vera tortura per le papille gustative avvezze a ben altro, frugale cibo. Continua la Lettura
Nicola Maria Bàrbera
28 marzo 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Gioia Nota
Nel corso del concerto dedicato ai progetti umanitari di servizio per l'infanzia offerta dal Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle e dalla sua presidente Margherita Pugliese, il 12 dicembre nel teatro Rossini fu ricordato il socio ed amico Nicola Barbera, già direttore della Termosud, nel decennale della sua prematura scomparsa, attraverso un video, tra la commozione di tanti presenti, virtualmente stretti intorno ad Anna Martoscia, ai suoi figli, ad Angelo Prudentino ed Enzo Bux. "Un gesto d'amore – dichiarò Anna con voce rotta dall'emozione – solo un gesto d'amore spontaneo da parte della sua famiglia per ricordare Nicola con i suoi amici!"
Nel suo breve saluto il sindaco di Gioia, Piero Longo, dopo essersi congratulato con il Club per le meritorie iniziative, annunciò l'intitolazione di una strada al compianto gioiese. Di seguito un profilo tracciato da Nicola Castellaneta.
Dalila Bellacicco
Chi è stato il geometra Nicola Maria Bàrbera?
La sua identità può sintetizzarsi nel trittico «Dirigente d'Azienda, Sindacalista e Politico», tre differenti anime sempre contemporaneamente presenti e coese nella sua mente e nel suo cuore.
Come Dirigente d'Azienda, pur sprovvisto di pergamena in un'epoca in cui la stessa costituiva titolo quasi indispensabile per ascendere significativamente nel triangolo verticistico del mondo lavorativo, è stato, per un triennio, Direttore Generale della Termosud, l'unico capo azienda non mercenario, non di passaggio, pervenuto a quell'incarico per meriti sia aziendali che sindacali ma, anche, per indissolubili rapporti personali. Costruì pazientemente con consapevolezza e con lungimiranza, giorno dopo giorno, tra luci e ombre, la scalata a quell'ambita posizione, facendolo senza soluzione di continuità sin dal 1967, iniziando dal basso blocco di partenza di responsabile del reparto saldatura. Continua la Lettura
Antonio Donvito
19 marzo 2010 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, Primo Piano, Scuola, Storia
Figlio di Giovanni e Maria Domenica Martoscia, Vito Antonio Donvito nasce a Gioia del Colle il 13 agosto 1914, dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza, e dove completa gli studi nel Liceo classico.
Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1936 si iscrive e frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università di Napoli, dove si laurea con una tesi in Archeologia, sulla ceramica peuceta, conseguendo il massimo dei voti.
Suoi professori sono stati insigni Maestri e archeologi, come Amedeo Maiuri e Domenico Mustilli. Il primo è stato Direttore del Museo archeologico di Rodi, Sovrintendente agli scavi nel Dodecanneso, Direttore del Museo archeologico di Napoli e degli scavi di Ercolano e Pompei, libero docente di Archeologia e storia dell'Arte e incaricato dell'insegnamento di antichità greche e romane nell'Università di Napoli. Il secondo è stato titolare della cattedra di Archeologia, nell'Università di Napoli.
Con entrambi ha stabilito e mantenuto legami di studio fino alla loro scomparsa ( rispettivamente il 1963 e il 1966 ). Continua la Lettura
“I fanove de San Geseppe: ‘ngere ‘ngere …”
18 marzo 2010 Autore: La Redazione
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Gioia Nota
Cari amici,
venerdì 19 alle ore 19,30 la Pro Loco insieme all'Associazione Culturale "Le vie dell'arte" e Patatrac, vi aspetta numerosi in Arco Cimone per festeggiare San Giuseppe, come tradizione vuole.
Intorno al falò intrattenimento con musiche popolari, ambientazioni scenografiche, giochi del passato e sapori della tradizione.
Degustazione: fave bianche, focaccia, ceci e crostata.
Pro Loco Gioia del Colle
Gli Archi Parte II
24 febbraio 2010 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, La Gioia di Ieri, Storia, Turismo
Vi sono degli archi che, piuttosto che fungere da chiusura, con portone attraverso il quale si entra nella corte, sono delle volte a botte che reggono una abitazione soprastante. Anche questi archi hanno la funzione di immettere in un largo.
Alcuni archi, quelli più antichi ed in pietra sono di particolare pregio architettonico, altri costruiti in tempi a noi più recenti, sono in tufo, costituiscono la base di edifici sovrastanti e non sono di particolare pregio. Tra questi sono da segnalare: Arco San Nicola, Arco Paradiso, Arco su Vico Spada, Arco di Vico Sardella, Arco di Vico Serpente, Arco Arcobaleno, Arco di Via Palude.
ARCO SAN NICOLA
E' localizzato nell'omonimo antico rione, che venne così chiamato perché Gioia faceva parte della diocesi della Chiesa di San Nicolò di Bari e nel secolo XII e nei successivi nel nostro Comune risiedeva una rappresentanza della Basilica barese.
Si affaccia su una piazzetta, delimitata da via Carlo III di Borbone, vico Santa Maria Maddalena e vico Chiuso e addossato a due edifici, che presenta complessivamente cinque scalinate per accedere ad altrettante abitazioni. L'arco immette in un cortile di modeste dimensioni, in cui esisteva un forno, detto di San Nicola, un tempo proprietà del Comune, che lo utilizzava per la cottura del pane necessario alla popolazione che viveva in quel vecchio borgo gioiese. Il cortile presenta tre abitazioni, alle quali si accede attraverso due scalinate, e alcuni locali che sono sottoposti al livello stradale.
E' unico tra tutti gli altri per la sua struttura. E' affiancato da una scalinata che porta al di sopra dell'arco, il quale viene utilizzato come ponte e via di passaggio per accedere ad una abitazione. E' costruito in tufo e porta in alto la scritta Arco San Nicola. Qualcuno avanza l'ipotesi che in quel punto in passato fosse presente un'antica chiesa. Continua la Lettura
Gli Archi Parte I
22 febbraio 2010 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Storia, Turismo
Il primo nucleo di Gioia risale al periodo bizantino e normanno, in pieno periodo medievale.
Nel nostro centro storico sono tuttora presenti numerosi archi. Essi fungevano, caratteristica che mantengono ancora oggi, da porta di accesso in uno spiazzo, che in tempi recenti è stato chiamato " Largo ". Tale spiazzo, che è caratterizzato dalla presenza di una serie di scale esterne e di piccoli loggiati, nel periodo medievale era chiamato " corte ", perché racchiudeva alcuni edifici di proprietà di un unico signore, tra i quali spiccava quello, più ampio e artisticamente più raffinato, abitato dal signore stesso.
La funzione della corte era anche quello di difesa dell'abitazione del nobile ( come dimostra il portone ligneo o metallico originariamente presente e che fungeva da chiusura dell'arco ), la quale era già difesa dai primi assalti nemici dalle esistenti mura cittadine.
In tempi più vicini a noi la corte perde la connotazione di unica proprietà e di luogo di residenza del signore, per diventare un piccolo borgo o caseggiato di proprietà di più famiglie; ciò è evidenziato dalla scomparsa del portone che originariamente serviva a chiudere l'arco e dalla presenza al suo interno di costruzioni abitate da diverse famiglie.
Lo spiazzo che si apre al di là dell'arco, quindi, da essere un luogo privato diventa proprietà pubblica, è accessibile a tutti i cittadini e a volte finisce per innestarsi con le altre strade e vicoli cittadini attraverso un altro arco opposto a quello principale. Inoltre il pozzo che era quasi sempre presente all'interno della corte dopo aver varcato l'arco, diventa anch'esso da privato, di uso pubblico e quindi viene utilizzato da quei cittadini che abitano nel Largo o che ne avvertono il bisogno. Continua la Lettura
Giuseppe Labrocca
16 febbraio 2010 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Foto, Gioia Nota, Primo Piano
Figlio di Giacomo e di Camilla Cuscito, nasce il 23 giugno 1908 a Gioia del Colle.
Rimasto subito orfano, manifesta una naturale inclinazione per l'arte pittorica e inizia giovanissimo l'attività artistica. Studia inizialmente nell'Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo e, successivamente, per l'interessamento del principe Borromeo, viene ammesso a frequentare l'Accademia di Brera a Milano, dove completa la sua formazione artistica.
Giovanissimo si impone all'attenzione della critica, tanto che ottiene subito successi ed elogi e raggiunge una vasta notorietà sia a livello nazionale che internazionale.
Ha svolto la sua attività pittorica nella città natale, dalla quale si è allontanato solo per partecipare a mostre e concorsi nazionali e internazionali.
Tra tutte le sue esperienze professionali va segnalato un un episodio che ci fa comprendere il suo animo e il suo costante impegno nella ricerca e nell'affermazione del bello che è presente nel creato e del bene che è nel Creatore. Il 23-11-1962 la Giunta comunale delibera un contributo a Giuseppe Labrocca perché lo stesso partecipi, come pittore, alla Mostra Artistica del Concilio Ecumenico Vaticano II con un quadro da donare alle Chiese povere.
Dopo una vita profusa in una lunga attività artistica si è spento a Gioia il 17 marzo 1994.
Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte – Le passioni
11 febbraio 2010 Autore: Rossana D'Addabbo
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, La Gioia di Ieri, Storia
Il collezionismo archeologico, una passione "atavica"
"Le radici del mio essere affondano nell'humus della Magna Grecia dove fiorì l'arte e la vita. E i documenti di quell'arte e di quella vita ci sono significati dai vasi, dalle terrecotte, dalle monete".
Vero polo d'attrazione per gli ospiti di Angelo Signorelli erano le grandi vetrine del salotto con i reperti archeologici della sua terra in bella mostra. Da piccolo, durante le vacanze estive, la sua occupazione preferita era, infatti, assistere alla ricerca di oggetti antichi in località Monte Sannace. Ciò che emergeva dal "ventre della madre terra" lo estasiava. Quei reperti costituirono il primo nucleo della sua collezione, che in seguito egli avrebbe arricchito con la partecipazione a vendite all'asta, su consiglio di clienti e antiquari, tra cui i fratelli Jandolo di Roma, Vincenzo Fioroni di Tarquinia e Ceppaglia di Gioia, lasciandosi persino guidare nelle ricerche, tra il 1911 e il 1914, da un archeologo suo amico, Wolfang Helbig. Le monete antiche erano riposte, invece, nello studio, dove fino agli ultimi anni soleva ritirarsi la sera, a rimirarle, dopo un'estenuante giornata di lavoro. Lo ricordava così Maria, la sua primogenita, alla quale si deve un'interessante biografia e la pubblicazione postuma di vari scritti paterni.
La "Medicina sociale" (1914-1926)
Angelo Signorelli si adoperò in modo particolare per il progresso e la cura della sofferenza umana: nel 1914 inaugurò un servizio di "assistenti sanitarie" a domicilio, compiendo il primo giro di visite con la marchesa di Roccagiovane, e nel 1919 fondò, come direttore e docente, una scuola che, da semplice istituzione privata, sarebbe diventata una delle più importanti attività assistenziali femminili, tanto da fargli meritare una medaglia d'oro della Croce Rossa. Continua la Lettura
Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte – Gli ideali e la carriera
10 febbraio 2010 Autore: Rossana D'Addabbo
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, La Gioia di Ieri, Storia
La giovinezza nel segno della "ribellione" ovvero al servizio degli ideali
I ricordi paterni di imprese eroiche, sedimentatisi sin dalla fanciullezza nel suo animo irrequieto, facevano, intanto, emergere impetuosamente in lui il desiderio di difendere gli oppressi. Quando nel 1897 scoppiò la guerra tra Grecia e Turchia, Angelo si arruolò come volontario garibaldino in una legione di studenti, la "colonna Bertet", ma quello stesso anno i giovani vennero sbarcati a Bari, "sicuri di essere tutti arrestati. Eravamo in prevalenza socialisti e anarchici. Invece ci accolse una folla di popolo festante e ci portarono in trionfo e ci acclamarono ovunque passammo. Io mi distaccai dagli altri e andai a casa, al mio paese che dista appena due ore da Bari. Fui festeggiato dalla mamma. Mio padre era morto da quattro mesi. Alla fanciulla che allora amavo e che non si fece vedere, lasciai partendo sulla soglia di casa sua un fiore che avevo raccolto sui campi di Grecia e una cartuccia di fucile".
Lo ritroveremo a Roma, nel 1899, implicato in disordini studenteschi, scatenati da alcune discriminazioni del Rettore dell'Università. Angelo pagò a caro prezzo il suo idealismo: prima fu escluso dalla sessione estiva di esami con una delibera del Senato Accademico, poi fu tenuto d'occhio dalla Questura come "anarchico e socialista", finché nell'agosto del 1900, dopo l'assassinio di re Umberto I a Monza ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci, fu imprigionato nel carcere romano di "Regina Coeli". Non si lasciò prendere dallo sconforto, anzi si sforzò di impegnare utilmente il suo tempo: scriveva poesie su frammenti di carta, ma soprattutto chiese libri per continuare a studiare, tanto da riuscire a laurearsi dopo un anno, il 21 luglio 1901, in Medicina e Chirurgia, e con il massimo dei voti! Continua la Lettura
Angelo Signorelli, il medico “ribelle” appassionato d’arte – La famiglia e l’adolescenza
9 febbraio 2010 Autore: Rossana D'Addabbo
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, La Gioia di Ieri, Primo Piano, Storia
Angelo Signorelli (Gioia del Colle, 1876 – Roma, 1952)
Un'originalità che viene da lontano
"Sento perfettamente fuse in me le due nature dei miei genitori, la semplicità, la bontà, la resistenza al lavoro di mio padre e la vivacità, l'impetuosità di mia madre: e l'uno era del nord, e l'altra del sud" (lettera di Angelo Signorelli, 1906).
Con le parole del protagonista introduco, per poi accompagnare nel suo svolgersi, il racconto biografico di un uomo vissuto a cavallo dei secoli XIX e XX, tra Gioia del Colle, Roma ed il resto d'Europa, partendo ab origine, dal matrimonio contrastato dei genitori.
Giuseppe, di origini contadine, era nato nel 1838 a Villongo (BG), nel Regno Lombardo Veneto, sotto la dominazione austriaca. Dopo aver compiuto il servizio di leva a 21 anni (la maggiore età), nel 1861 era entrato nel corpo dei Carabinieri Reali a cavallo: aveva combattuto ad Ancona e nel Meridione nella guerra per l'indipendenza e l'unità italiana, quindi in congedo a Bari nel 1867 si era trasferito a Gioia del Colle, dove conobbe Maria.
Nonostante i meriti guadagnati sui campi di battaglia, quando la ragazza confidò alla madre, Antonietta, d'essersi innamorata di lui, nella famiglia Laera scoppiò lo scandalo: i genitori, proprietari terrieri benestanti, con buona probabilità borbonici, minacciarono di diseredarla, pur di non vederla sposata ad un carabiniere, forestiero, e per giunta combattente per l'Unità d'Italia. Continua la Lettura
Le Confraternite a Gioia Parte II
4 febbraio 2010 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Associazioni, Gioia Nota, La Comunità, La Gioia di Ieri, Storia
Le Confraternite gioiesi attualmente in vita sono sette: Maria SS.ma del Rosario, Immacola Concezione di Maria, Purgatorio, San Filippo Neri, San Rocco, Maria SS.ma del Monte Carmelo, Santa Lucia.
CONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL ROSARIO
La seconda Confraternita, in ordine cronologico di fondazione, è quella del Maria SS. del Rosario; essa viene citata nella Visita Pastorale del 1593. Ha sede nella Chiesa di San Domenico sul cui altare maggiore in una nicchia è collocata una statua lignea della Madonna del Rosario, che viene portata in processione in occasione della solennità del 7 ottobre. Nella chiesa è anche presente una tela che raffigura la Madonna del Rosario, circondata da riquadri in cui sono raffigurati i Misteri.
La prima testimonianza della sua presenza è datata 1593, epoca della Visita Pastorale dell'Arcivescovo di Bari Ricciardi, durante la quale si parla espressamente di una compagnia e confraternita della Madonna del Rosario. In una successiva Visita del 1623 la Confraternita viene nuovamente menzionata. Poiché in epoca successiva non figura tra le confraternite che chiedono il Regio Assenso, si potrebbe ipotizzare che si sia estinta. Questa ipotesi sarebbe suffragata dalla constatazione che in mancaza di autorizzazione la Confraternita non avrebbe potuto continuare a svolgere le attività e i compiti previsti dallo statuto e che solo nel 1883 il re Ferdinando II di Napoli concede alla confraternita il Regio Assenso ed approva lo statuto dell'associazione. Nel 1884 la Confraternita si stabilisce nella Chiesa di San Domenico. Continua la Lettura
Maurizio Di Feo
27 gennaio 2010 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, Primo Piano
Assemblaggi, installazioni, audio, dipinti digitali, video art… codici comunicativi spesso complessi, che si prestano a criptiche, meditative ed esegetiche riletture distanti anni luce dal messaggio iniziale, eppur di pari "spessore" concettuale… Arte che crea a sua volta "velature e vibrazioni" mentali che danno vita a parallelismi interpretativi suggestivi.
Maurizio Di Feo, humus classico-accademico, ed una rara e capillare intuitività del contesto spazio-tempo, ne percepisce l'esasperato, tormentato evolversi.
Mutua questa urgenza, la trasfigura in Arte, ne saggia la consistenza e contrasta il suo paludoso involversi, sperimentando inediti linguaggi digitali. Non rinuncia ad una regia pittorica espressa nei fondali e in porzioni sceniche rigorosamente dipinte a mano, mosaici di schegge per comporre e scomporre, strutturare e destrutturare una grafica melodica su cui lasciar danzare frame di meccanica genialità.
Nasce così una "video art storia", scritta con penna digitale su PVC in 1250 fotogrammi, 1250 consequenziali, potenziali, singoli dipinti. Una storia che narra la magia di un incontro, la sconfitta di un disagio, la scoperta di nuovi orizzonti imprigionati in rugginose scorie cui, inconsapevolmente l'umanità affida il futuro. Voce e colonna sonora un ensemble di rumori in apparente totale dissonanza con le immagini, per suggerire riflessioni metafisiche ed annodare percezioni visive ed uditive all'istante, al qui, adesso, in ciclico, precario, affilato bilico tra passato e futuro. Una storia che si evolve in pensieri, prototipi di futuristica, indotta unicità artistica, essi stessi, inedita "opera d'arte" forgiata dalle energie psichiche dell'artista.
Nello studio di Maurizio Di Feo installazioni enigmatiche, scardinate da ruoli e funzioni, immerse da un amniotico estro in realtà difformi per poi rinascere in contesti assurdi, con lo stesso corpo ma non la stessa anima, assolutamente "vere", vissute, pensate, cercate… Esoscheletri di un primordiale evolversi di indefinite emozioni fluttuanti tra le catene di un passato-zavorra e quelle eteree di un futuro-wireless. Nel tentativo di comprendere e comprendersi nascono opere rebus, le parole "novellano" con le immagini, graffiano, strappano, denunciano, illustrano esse stesse un malessere che, paradossalmente, corrobora e dà forza alla creatività.
Installazioni talvolta minimali, talvolta composite sia nella storia che nella forma, impreziosite da morse, da molle, da legni sbiaditi, da ramate ossidazioni e casuali ombre, dalla patina del tempo, assurgono ad icone di sacralità artistica grazie alla teatrale, sapiente regia di un artista che ha scelto di esecrare sterili provincialismi e confrontarsi con altre realtà.
Dalila Bellacicco
Tratto da "la Piazza" dicembre 2009
C.F.F. e il Nomade Venerabile – 10 anni di LUCIDINERVI
22 gennaio 2010 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota, Primo Piano
Ueffilo. Luci soffuse, offuscate da nuvole di talco. Sul palco disseminato di attrezzature da megaconcerto, un agguato di fili e prese. Al centro uno scatolo di acciaio, unica argentea nota scenica in cui specchiarsi, da accarezzare, su cui lasciare traccia di sé. Su di esso in un nero drappo si ergerà la musa del canto. In basso, imprigionata nella stessa velata crisalide, sboccerà la ninfa della danza. In valigia piume, coltelli e frammenti di stelle, metafore sceniche di vita.
Questa la coreografia ideata dai C.F.F. e il Nomade Venerabile per festeggiare dieci anni di musica vissuta senza compromessi, con coerenza e passione.
Professionalità tanta, nulla è lasciato al caso, eppur tutto è improvvisazione, spontaneità, gestualità. Invano batteria, basso, chitarre e tastiera tentano di intimidire e sovrastare, con la complicità di un'imponente amplificazione, la versatile, poetica e melodica voce di Annamaria Stasi… è lei a condurre il gioco.
Si spegne, si incurva, si inerpica su vette maestose, non teme confronti e domina quella parte di sé che è puro istinto melodico, sperimentando un'altra arte: la danza. Nel movimento lento, nei gesti ispirati ed ispiranti, un ritmo ancestrale. Si insinua nelle membra, nello sguardo, nella mente, possiede anima e corpo, dialoga con la musica, interagisce con le sue vibrazioni. Continua la Lettura
Bernardo Terio
28 dicembre 2009 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Gioia Nota
Nasce nel 1911 a San Pietro Vernotico, in provincia di Lecce, da genitori di origine gioiese.
La sua famiglia dopo qualche anno si trasferisce a Gioia, dove il giovane Bernardo frequenta le scuole elementari, quelle medie, le ginnasiali ed infine le liceali.
Sin dall'infanzia e per il periodo della sua carriera scolastica manifesta interesse per tutte le discipline, ma predilige particolarmente quelle scientifiche. La sua innata inclinazione per le materie scientifiche lo porta, nei momenti liberi, a catturare animaletti di specie diverse, dei quali osserva attentamente sia i movimenti che le diverse reazioni alle sue sollecitazioni.
Come studente si segnala e si distingue per il suo spirito vivace e critico, tanto da essere additato ad esempio agli altri coetanei.
Nel 1937 consegue brillantemente la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Napoli, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la pubblicazione della tesi.
Si avvia subito alla carriera universitaria , insegnando a Napoli in qualità di assistente presso l'Istituto di Istologia, diretto dal Professor Stefanelli. Quando nel 1940 quest'ultimo si trasferisce a Bari, come Direttore dell'Istituto di Istologia e Anatomia comparata della locale Università, anche il professor Terio lo segue e lo affianca nel suo lavoro, segnalandosi soprattutto per le ricerche riguardanti le terminazioni dell'apparato nervoso periferico, studi che ancor oggi sono considerati validi e sono molto apprezzati. Continua la Lettura










