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	<title>gioiadelcolle.info &#187; Gioia Nota</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Il gioiese Eugenio Macchia vince il prestigioso concorso Flores</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 04:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Losavio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[La Comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dalla Puglia il nuovo vincitore del Concorso Nazionale di esecuzione pianistica jazz" Luca Flores "2010. Si chiama Eugenio Macchia, ha 29 anni, arriva dalla Puglia esattamente da Gioia Del Colle, ed è il vincitore della terza edizione del Concorso Nazionale di Esecuzione Pianistica Jazz "Luca Flores " 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arriva dalla Puglia il nuovo vincitore del Concorso Nazionale di esecuzione pianistica jazz&quot; Luca Flores &quot;2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img align="right" alt="" height="128" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/eugeniomacchia1.jpg" width="200" />Si chiama <strong>Eugenio Macchia</strong>, ha 29 anni, arriva dalla Puglia esattamente da Gioia Del Colle, ed &egrave; il vincitore della terza edizione del Concorso Nazionale di Esecuzione Pianistica Jazz &quot;Luca Flores &quot; 2010. Il &quot;Concorso Luca Flores&quot; &egrave; un progetto ideato ed organizzato dall&#39;Associazione Vacanze Musicali di Firenze. L&#39;idea di realizzare questa competizione di pianoforte jazz, &egrave; nata soprattutto dal desiderio di ricordare un formidabile pianista prematuramente e tragicamente scomparso: Luca Flores, uno straordinario talento del pianoforte, nonch&egrave; compositore di una sensibilit&agrave; fuori dal comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 3 Luglio ore 21 c/o la Sala Congressi dell&#39;Ente Cassa di Risparmio di Firenze si &egrave; tenuta la finale del Concorso, sono stati 7 i finalisti, provenienti da tutta Italia, che si sono contesi il titolo di vincitore di questa edizione e hanno dato vita ad una competizione pianistica senza esclusioni di colpi, dimostrando tecnica, improvvisazione ed interpretazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione composta dal M&deg; Marco Vavolo, pianista, compositore e responsabile artistico del Concorso, da Alessandro Galati, titolare della cattedra di Piano Jazz presso la Scuola Verdi di Prato e da Alessandro Di Puccio, vibrafonista e direttore del CAM di Firenze, hanno ascoltato attentamente le esecuzioni dei finalisti e hanno decretato il vincitore.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Flores, che segue sempre da vicino tutte le fasi del concorso, ha offerto ad Eugenio Macchia, primo classificato, una borsa di studio del valore di 500 euro. Inoltre sar&agrave; un anno intenso per il pugliese in quanto lo attenderanno diversi concerti premio presso il Teatro Metastasio di Prato (Metastasio Jazz), il Teatro del Sale a Firenze, il Lyceum Club a Firenze e Auditorium Parco della Musica di Roma (Roma Jazz Festival). Lo spirito del concorso quindi, non &egrave; stato solo quello di voler ricordare un formidabile pianista come Luca Flores, straordinario talento nonch&egrave; compositore di una sensibilit&agrave; fuori dal comune, ma anche quello di voler essere una vera e propria vetrina per tutti i giovani artisti di talento che hanno voglia di dimostrare quanto valgono. </p>
<p>	www.concorsoflores.it</p>
<p>Ufficio Stampa Concorso Flores 2009<br />
	Associazione Vacanze Musicali, via Bolognese 63 &#8211; 50139 Firenze &#8211; Fi tel: 3474946997</p>
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		<title>Erasmo Pastore</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/04/07/erasmo-pastore/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 00:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dalila Bellacicco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Svelto]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Argento]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Van Westerhout]]></category>

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		<description><![CDATA[Erasmo Pastore nasce il 24 giugno del 1914, le stelle hanno già in serbo per lui progetti ambiziosi. Studente modello consegue il diploma di geometra, esercita e al contempo si laurea in Economia e Commercio con lode e massimo dei voti. Tra i suoi ricordi "scolastici", le lunghe attese nella stazione, il cibo frugale "due robuste fette di pane fatto in casa, unte di olio... fichi secchi con le mandorle" ed una proibitiva passione: il costoso panino "al telefono" venduto da un certo Fileri in via Sparano" negli anni '30, una vera tortura per le papille gustative avvezze a ben altro, frugale cibo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/04/erasmo-pastore.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-10359" height="281" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/04/erasmo-pastore-295x281.jpg" title="Erasmo Pastore" width="295" /></a>Un gattino nero imperversa gioioso in casa&#8230; &egrave; il 2 novembre. Erasmo non si sottrae al gioco, intenerito si china per prenderlo in braccio, &egrave; un batuffolo assetato di carezze, ma il femore imprevedibilmente cede ed inizia il travaglio di un uomo che mai vorrebbe &quot;dar fastidio ai figli&quot;! 95 anni sono tanti, sia pur spesi bene e sorretti da una salute discreta che consente di affrontare con fiducia &quot;incidenti&quot; di percorso ed interventi di routine. Erasmo si riprende in fretta, scherza sulla sua disavventura, non &egrave; superstizioso, ma sui gatti neri si riserva una doverosa riflessione.</p>
<p align="justify">Si approccia con ottimismo contagioso alla riabilitazione, quando una subdola complicazione respiratoria lo rende febbricitante, si insinua una bronchite, il tempo di diagnosticarla ed &egrave; gi&agrave; polmonite. Il 5 dicembre Erasmo si spegne, lucido e consapevole della sua caducit&agrave;, tra la costernazione dei suoi cari che nei ricordi conserveranno per sempre il suo cuore, la sua mente, il suo sguardo.</p>
<p align="justify">&quot;La vita &#8211; ricorda il parroco don <strong>Michele Bianco</strong> che cinque anni prima aveva benedetto i 60 anni di nozze con <strong>Tina Perniola</strong> &#8211; &egrave; stata ricca di gioie e generosa con Erasmo, cos&igrave; come lui lo &egrave; stato verso i tanti che con discrezione ha aiutato.&quot;</p>
<p align="justify"><strong>Erasmo Pastore</strong> nasce il 24 giugno del 1914, le stelle hanno gi&agrave; in serbo per lui progetti ambiziosi. Studente modello consegue il diploma di geometra, esercita e al contempo si laurea in Economia e Commercio con lode e massimo dei voti. Tra i suoi ricordi &quot;scolastici&quot;, le lunghe attese nella stazione, il cibo frugale &quot;due robuste fette di pane fatto in casa, unte di olio&#8230; fichi secchi con le mandorle&quot; ed una proibitiva passione: il costoso panino &quot;al telefono&quot; venduto da un certo Fileri in via Sparano&quot; negli anni &#39;30, una vera tortura per le papille gustative avvezze a ben altro, frugale cibo.<span id="more-9611"></span></p>
<p align="justify">Nel &#39;38 &egrave; chiamato a difender la patria in un reparto scelto, il fisico prestante, ben allenato dagli sport agonistici e dal calcio, lo aiuter&agrave; a distinguersi. Guider&agrave; 200 soldati fino al &#39;42 quando, nel corso della disastrosa campagna sul fronte russo, a Mancheskaia, semi assiderato e disperato nel veder colpire dai cecchini i suoi uomini, si strapper&agrave; la piastrina di riconoscimento dal collo. <strong>Cesare Svelto</strong> avr&agrave; l&#39;ingrato compito di comunicare ai suoi cari che &egrave; disperso, forse gi&agrave; morto, ma altri sono i disegni del destino&#8230; Erasmo giunge fortunosamente a Milano, uno dei polmoni &egrave; compromesso a causa dell&#39;assideramento, si riprende e torna a casa. Di quei terribili giorni non parler&agrave; che negli ultimi anni, affidando i suoi ricordi, imbrigliati in appunti di guerra, agli amici pi&ugrave; cari tra cui <strong>Nicola Guida</strong>. Si sposa con Addolorata, per tutti Tina, la sua fidanzata di sempre, con lei vivr&agrave; serenamente per 65 anni. Nasceranno <strong>Paolo</strong>, <strong>Francesco</strong> e <strong>Rosa</strong> e ben &quot;nove nipoti&quot;, come precisa nel suo &quot;Percorso sessantennale ed oltre&quot;, un vero e proprio patrimonio di memorie e di suoi scritti.</p>
<p align="justify">Consulente agrario, eserciter&agrave; in Puglia e Basilicata con successo, proponendo progetti spesso conformi ed affini, destinati a case coloniche ed aziende. Suo fiore all&#39;occhiello l&#39;aver evitato l&#39;esproprio dei terreni del Marchese <strong>Giovinazzi</strong>, proponendo la sua azienda quale modello, ed aver rivestito di orgoglio e dissetato l&#39;agro di Montursi. Cultore della storia, adorna il suo studio di Laterza di reperti archeologici, ama l&#39;arte, egli stesso si diletta in disegni e &quot;caricature&quot; ed invita <strong>Raffaele Van Westerhout</strong> ad organizzare corsi di pittura. Vi iscrive i figli e nella rimessa nasce un piccolo laboratorio di ceramica&#8230; quanta gioia nel veder la &quot;produzione&quot; artistica dei suoi pargoli! Rosa &egrave; la luce dei suoi occhi, la porta con s&eacute; ovunque, nello studio, in banca, nelle escursioni murgiane, le dedica un suo scritto raccogliendo notizie sul fiore di cui porta il nome, &egrave; un padre amorevole, moderno, aperto al dialogo &quot;la famiglia prima di ogni cosa&quot;, &egrave; il suo insegnamento di vita.</p>
<p align="justify">Insegnamento per altro &quot;rotariano&quot; ed Erasmo del Rotary Club sar&agrave; componente attivo e leader per decenni. Presidente decisionista, pensa in grande, tanto da dover ricorrere ad un segretariato esterno, ed &egrave; sempre e comunque protagonista del suo tempo. Numerose le iniziative annoverate nel corso delle sue &quot;reggenze&quot;: nel &lsquo;77 organizzer&agrave; nell&#39;aeroporto gioiese la commemorazione del sessantesimo anniversario del volo di Cattaro di D&#39;Annunzio, celebrato tra fasti, paracadutisti e le pattuglie acrobatiche delle frecce tricolori. Sua l&#39;idea di istituire, nell&#39;anno di presidenza del Circolo Unione, il <strong>Premio Gioia</strong> che a breve torner&agrave; in auge: prima menzione a <strong>Pietro Argento</strong>, seguiranno <strong>Vito</strong> e <strong>Orazio Svelto</strong>.</p>
<p align="justify">Fondatore e consigliere della Banca Agricola e Industriale di Gioia, si rende garante di prestiti per gli agricoltori in difficolt&agrave;, &egrave; uomo di potere e lo esercita con sagacia e perspicace arguzia. Nel &#39;64 realizza la Sail Latte Perla, &egrave; accanto al professor <strong>Ricchione</strong> nel &#39;78 ad inaugurare la facolt&agrave; di Agraria di Bari, nell&#39;80 si adopera per l&#39;istituzione della Comunit&agrave; Montana, nel &#39;90, nuovamente alla presidenza del Circolo Unione, sostiene il restauro del Teatro Rossini.</p>
<p align="justify">Consigliere comunale del &quot;partito del Castello&quot; ed instancabile promotore di eventi, perseguir&agrave;, non sempre con successo, la promozione &#8211; a suo dire &#8211; dei &quot;vessilli&quot; di gioiesit&agrave;: il vino primitivo (unico ed inconfondibilmente gioiese), la mozzarella (guai a chiamarla fiordilatte), lo zampino e la banda.</p>
<p align="justify">Tra le attestazioni esibite con orgoglio, quella di &quot;Accademico enogastronomico&quot;, titolo che precede, nella sua autobiografia, quello di Cavaliere della Repubblica. Sempre disponibile a fornire documenti ed informazioni, &egrave; solito attendere l&#39;ospite nel suo studio paterno, a pianterreno della bella casa, in parte ristrutturata, a pochi passi dalla Chiesa dell&#39;Immacolata. Giacca da camera, stile da gentleman e carteggi gi&agrave; pronti in copia. Nell&#39;argomentare sorprende il suo proiettarsi nel futuro, pronto alle innovazioni e a &quot;passar&quot; il testimone ai pi&ugrave; giovani. Nei suoi discorsi un ricorrente intercalare: &quot;Se avessi 20 anni in meno&#8230;!&quot; ed un fluire tumultuoso di suggerimenti, proposte e ricordi, quasi temesse di non aver pi&ugrave; tempo per trasmettere i suoi saperi.</p>
<p align="justify">Affettuosissimo nonno, i nipoti ne ricordano la passione per il bon ton, il galateo ed il rispetto delle regole. &quot;Occorre migliorarsi&#8230; studiate, impegnatevi ma prima di tutto abbiate a cuore la famiglia &#8211; ripete spesso &#8211; e fate sport, non siate pigri!&quot;. Con rigore e puntualit&agrave; continua ad allenar la &quot;mente&quot;, con cruciverba, letture ed un attento e critico ascolto dei programmi in TV.</p>
<p align="justify">Tenta di adoperare il computer, ma poi torna alla fedele macchina da scrivere per riorganizzare appunti, assemblare ritagli di riviste, ricerche e produrre nuovi scritti, un tempo corredati da suoi disegni. Nascono cos&igrave; pagine di storia ed economia, folclore e tradizione, gradevoli ed armonici patchwork editoriali dalle cuciture eleganti.</p>
<p align="justify">Il sorriso pi&ugrave; gioioso nelle foto dei suoi &quot;primi&quot; novant&#39;anni, tra i regali il pi&ugrave; originale di tutti lo riceve dai suoi nipoti: una bottiglia di Primitivo D.O.C. del 1914 con un&#39;etichetta davvero &quot;speciale&quot; per celebrare un &quot;nonno&quot; pi&ugrave; unico che raro che d&agrave; il meglio di s&eacute;, se conservato &quot;al fresco&quot;, da bere con passione in famiglia, accompagnato da carne e zampini alla brace&#8230;</p>
<p align="justify">Mentre si spegne l&#39;eco delle sue battute e degli aneddoti che rallegravano i momenti conviviali, il gattino nero, agile e sinuoso, miagola. Lo sguardo di nonna Tina, perso nei ricordi, lo segue senza vederlo. E&#39; lei che sorride accanto ad Erasmo, nella foto &quot;ricordo&quot; che segue la copertina &quot;artigianale&quot; di una vita vissuta, fino all&#39;ultimo istante, da protagonista.</p>
<p align="right"><em>Dalila Bellacicco </em></p>
<p align="right"><em>Tratto da &quot;la Piazza&quot; &#8211; febbraio 2010</em></p>
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		<title>Nicola Maria Bàrbera</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 01:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Maria Bàrbera]]></category>
		<category><![CDATA[Rotary Club]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso del concerto dedicato ai progetti umanitari di servizio per l&#39;infanzia offerta dal Rotary Club Acquaviva delle Fonti &#8211; Gioia del Colle e dalla sua presidente Margherita Pugliese, il 12 dicembre nel teatro Rossini fu ricordato il socio ed amico Nicola Barbera, gi&#224; direttore della Termosud, nel decennale della sua prematura scomparsa, attraverso un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/nicola-Barbera.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-thumbnail wp-image-10202" height="295" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/nicola-Barbera-295x317.jpg" title="Nicola Maria Bàrbera" width="275" /></a>Nel corso del concerto dedicato ai progetti umanitari di servizio per l&#39;infanzia offerta dal <strong>Rotary Club Acquaviva delle Fonti &#8211; Gioia del Colle</strong> e dalla sua presidente <strong>Margherita Pugliese</strong>, il 12 dicembre nel teatro Rossini fu ricordato il socio ed amico <strong>Nicola Barbera</strong>, gi&agrave; direttore della Termosud, nel decennale della sua prematura scomparsa, attraverso un video, tra la commozione di tanti presenti, virtualmente stretti intorno ad <strong>Anna Martoscia</strong>, ai suoi figli, ad <strong>Angelo Prudentino</strong> ed <strong>Enzo Bux</strong>. &quot;<em>Un gesto d&#39;amore</em> &#8211; dichiar&ograve; Anna con voce rotta dall&#39;emozione &#8211; <em>solo un gesto d&#39;amore spontaneo da parte della sua famiglia per ricordare Nicola con i suoi amici!</em>&quot;</p>
<p align="justify">Nel suo breve saluto il sindaco di Gioia, <strong>Piero Longo</strong>, dopo essersi congratulato con il Club per le meritorie iniziative, annunci&ograve; l&#39;intitolazione di una strada al compianto gioiese. Di seguito un profilo tracciato da <strong>Nicola Castellaneta</strong>.</p>
<p align="right"><em>Dalila Bellacicco</em></p>
<p align="justify">Chi &egrave; stato il geometra Nicola Maria B&agrave;rbera?</p>
<p align="justify">La sua identit&agrave; pu&ograve; sintetizzarsi nel trittico &laquo;Dirigente d&#39;Azienda, Sindacalista e Politico&raquo;, tre differenti anime sempre contemporaneamente presenti e coese nella sua mente e nel suo cuore.</p>
<p align="justify">Come Dirigente d&#39;Azienda, pur sprovvisto di pergamena in un&#39;epoca in cui la stessa costituiva titolo quasi indispensabile per ascendere significativamente nel triangolo verticistico del mondo lavorativo, &egrave; stato, per un triennio, Direttore Generale della Termosud, l&#39;unico capo azienda non mercenario, non di passaggio, pervenuto a quell&#39;incarico per meriti sia aziendali che sindacali ma, anche, per indissolubili rapporti personali. Costru&igrave; pazientemente con consapevolezza e con lungimiranza, giorno dopo giorno, tra luci e ombre, la scalata a quell&#39;ambita posizione, facendolo senza soluzione di continuit&agrave; sin dal 1967, iniziando dal basso blocco di partenza di responsabile del reparto saldatura.<span id="more-9612"></span></p>
<p align="justify">Come Sindacalista &egrave; stato, da impiegato, per un decennio circa, prima rappresentante aziendale e, successivamente, rappresentante provinciale della UILM di Bari. Quindi da dirigente, facendosi apprezzare dai colleghi genovesi, citt&agrave; culla del sindacato italiano, ha iniziato la scalata sindacale a livello aziendale, prima e nazionale, dopo, fino a ricoprire, dopo qualche lustro, la carica di coordinatore nazionale del Sindacato Dirigenti Ansaldo e, contemporaneamente, quella di membro della Giunta Nazionale Dirigenti Industriali.</p>
<p align="justify">Come Politico, ideologicamente di sinistra pur militante nel centro giacch&egrave; cresciuto ed emerso sotto la referente e propulsiva ala della corrente morotea della Democrazia Cristiana, &egrave; stato, negli anni settanta, nelle Amministrazioni Comunali della nostra citt&agrave; succedutesi all&#39;epoca, prima Consigliere e, quindi, per qualche anno, Assessore all&#39;Urbanistica. Dagli anni ottanta, incapace di frenare quella sua passione, continu&ograve; a far politica locale, senza soluzione di continuit&agrave;, ma dietro le quinte, quando, decapitata la corrente morotea, il suo fiuto, mirato al sodo, ritenne pi&ugrave; opportuno e vantaggioso baricentrarsi, visibilmente, sull&#39;azienda e sul sindacato.&nbsp;</p>
<p align="justify">Barbera, ed &egrave; questa, a mio avviso, la sua particolare specificit&agrave;, ha fatto coesistere contemporaneamente, durante la sua parabola esistenziale, quelle tre anime, quei tre suoi amori, il Dirigente d&#39;Azienda, il Sindacalista ed il Politico, pur potenzialmente antitetici tra loro, riuscendo a coniugarli in un difficile simbiotico ciclo interattivo ed autofertilizzante. L&#39;azienda gli conferiva la visibilit&agrave; per accedere in politica e nel sindacato, la politica ed il sindacato lo aiutavano ad ascendere nel potere aziendale.</p>
<p align="justify">Linfa motrice atta a catalizzare la vivacit&agrave; di questa reazione triangolare era costituita da alcune sue naturali doti assimilabili, fondamentalmente, sia nella rilevante predisposizione a gestire ed aiutare una comunit&agrave;, sia nell&#39;innata propensione ad osteggiare chi deteneva il potere, al quale, paradossalmente, pur ambiva, sia nella spasmodica esigenza di conquistare ampia visibilit&agrave;.</p>
<p align="justify">Riusciva a svolgere contemporaneamente i suddetti tre compiti,&nbsp; interpretandoli egregiamente perch&eacute; dotato da madre natura di indefessa laboriosit&agrave;, di scorrevole dialettica, di fluido scrivere, di flessibile razionalit&agrave;, di estrema sintesi, di pronto intuito e, soprattutto, di viva intelligenza, di idee innovative e di fiuto.</p>
<p align="justify">Non poteva mancargli, ovviamente, l&#39;ambizione, molla dell&#39;essere umano, che lo spingeva a mirare alle posizioni verticistiche aziendali e sindacali ed a quelle di prestigio della vita sociale, quest&#39;ultima insignita dell&#39;onorificenza ufficiale di &laquo;Maestro del Lavoro&raquo;&quot;, forse fra i pi&ugrave; giovani &laquo;Maestri&raquo; d&#39;Italia, e culminata con l&#39;iscrizione al Rotary International, traguardi entrambi tanto anelati.</p>
<p align="justify">Ha fruito, inoltre, del costante e pressante ausilio di sua moglie &nbsp;Anna che, con analoga suddetta linfa motrice, &egrave; stata, quando lui era in vita, attiva consigliera mentre, dalla sua morte, &egrave; stata propellente energico ed indispensabile per tenerne sempre viva la memoria.&nbsp;</p>
<p align="justify">Alla base del comportamento del Barbera c&#39;era anche la determinazione, la costanza ed, a volte, l&#39;irruenza.</p>
<p align="justify">Non demordeva mai, pur di fronte ad ostacoli o a situazioni difficili, incurante sia dell&#39;autorit&agrave; che dell&#39;autorevolezza dell&#39;interlocutore del momento.</p>
<p align="justify">Era la figura antitetica a quella servile di fantozziana memoria.</p>
<p align="justify">&laquo;I tempi dell&#39;&quot;etat c&#39;est moi&quot; sono finiti&raquo; fu la frase con la quale il giovane geometra, un pigmeo nella gerarchia aziendale, essendo, all&#39;epoca di questo episodio, ai primissimi anni settanta, un impiegato di livello intermedio responsabile di un reparto d&#39;officina, riusc&igrave; a tappare la bocca ad un maturo dottore, un gigante nell&#39;organigramma aziendale Termosud, il Direttore Amministrativo, quando costui impose in officina il cottimo per controllare l&#39;attivit&agrave; produttiva. &laquo;Io non parlo con un geometra&raquo;, ribatt&egrave; quel megadirettore, abbandonando il confronto.</p>
<p align="justify">Altra frase, &laquo;Anche se la Termosud realizzasse a costo zero i manufatti di propria competenza, pari al 5% dell&#39;intera commessa, lei non risolverebbe le difficolt&agrave; economiche dell&#39;Ansaldo&raquo;, fu quanto disse, a muso duro, all&#39;Amministratore Delegato Termosud di turno, frase che contribu&igrave; a determinare l&#39;esonero di Barbera dall&#39;incarico di Direttore di Produzione.</p>
<p align="justify">Per la contemporanea gestione dei tre suddetti compiti navigava, ovviamente, in acque procellose e rese anche torbide dal rilevantissimo conflitto d&#39;interessi che, inevitabilmente, le sue diversificate ed, a volte, antitetiche attivit&agrave; gli creavano.</p>
<p align="justify">Non era agevole, al tavolo della trattativa locale, conciliare gli interessi e gli obiettivi della Termosud, da lui difesi in quanto dirigente, con quelli dei lavoratori, sempre da lui rappresentati in quanto sindacalista.</p>
<p align="justify">N&eacute; era facile, al cospetto della megadirezione dell&#39;Ansaldo di Genova, conciliare la propria ferma difesa dei dirigenti, da lui rappresentati in qualit&agrave; di sindacalista, con la personale esigenza di non essere inviso a quegli alti dirigenti, suoi superiori nella gerarchia aziendale, dai quali dipendeva la propria carriera dirigenziale.&nbsp;</p>
<p align="justify">Non era neppure certamente semplice conciliare la riconoscenza per il voto a proprio favore, offerto dai suoi collaboratori d&#39;officina durante le tornate elettorali amministrative gioiesi alle quali partecipava proponendosi in lista, con l&#39;asetticit&agrave; della valutazione sugli stessi collaboratori che doveva pur proporre all&#39;alta Direzione in concomitanza con gli aumenti di merito.</p>
<p align="justify">Era novello Giano, elevato, per&ograve;, a trifronte!</p>
<p align="justify">Barbera, precursore, forse, dell&#39;oggi tanto biasimato conflitto di interessi, determinato dalla sua triplice posizione ricoperta, per di pi&ugrave; a buon livello, di Dirigente, di Sindacalista e di Politico, riusc&igrave; gradito, nell&#39;esplicare i suoi tre compiti, a buona parte dei suoi interlocutori istituzionali, lavoratori, direttori aziendali, dirigenti sindacalisti e dirigenti politici, per le sue capacit&agrave; di astuto mediatore e di ottimo navigatore sociale.</p>
<p align="justify">Con questa molteplicit&agrave; ed antiteticit&agrave; di mansioni era ovvio che in Termosud, a volte, impattasse superiori e colleghi i quali, con mentalit&agrave; tendente precipuamente ed esclusivamente all&#39;interesse dell&#39;azienda, considerassero inutili alla stessa, anzi dannosi, quel suo camaleontismo operativo, quel suo non ortodosso esempio nel ricevere sovente in ufficio personaggi politici locali per elaborare strategie del tutto estranee ad attivit&agrave; aziendali, quell&#39;officina Termosud fertile serbatoio durante le tornate elettorali per il potenziale innesco del destabilizzante &laquo;do ut des&raquo;, quelle numerose lettere anonime pervenute, coinvolgenti pesantemente l&#39;azienda, diffuse dai suoi avversari politici.</p>
<p align="justify">Nell&#39;ambito sociale il geometra era ben accettato da tutti per la sua cordialit&agrave;, per la sua capacit&agrave; aggregante ed accattivante, per il suo facile e piacevole introdursi, per l&#39;apertura del suo viso, ancorch&eacute; oscuro di carnagione ma illuminato dai suoi occhi neri, intelligenti e penetranti, per il suo essere amico di quasi tutti, attribuendo nel dialogo, senza indugi, la confidenziale seconda persona, il &laquo;Tu&raquo; politichese, piuttosto che il distaccato &laquo;Lei&raquo;, pur quasi obbligatorio all&#39;epoca, soprattutto in azienda.</p>
<p align="justify">&quot;Basta resistere un minuto di pi&ugrave;&quot;, questo, da politico navigato, il suo credo, il suo motto costantemente esplicitato nei momenti difficili, anche e soprattutto in azienda, che costitu&igrave; la sua bandiera, issata e portata a vessillo con ferma convinzione su tutti i campi di battaglia delle sue tre campagne, quella aziendale, quella sindacale e quella politica, riuscendo, alla lunga, sempre vincitore in tutte.</p>
<p align="justify">Fu costretto ad ammainarla una sola volta quell&#39;invitta bandiera, alla fine di una brevissima quarta campagna, l&#39;ultima, quella della&nbsp; vita, la pi&ugrave; importante, quando dovette cedere irreversibilmente ad un nemico subdolo. Gli fu fatale!</p>
<p align="justify">Si spense, purtroppo, con l&#39;amara consapevolezza di non aver potuto sottrarre la Termosud all&#39;irreversibile declino cui le inesorabili leggi del mercato e la volont&agrave; della casa madre l&#39;avevano condannata.&nbsp;</p>
<p align="justify">La sua versatile figura costituisca per i giovani un valido esempio di impegno indefessamente e costantemente profuso sia nell&#39;ambito aziendale che in quello sociale e politico.</p>
<p align="justify"><em>Chapeau</em>!</p>
<p align="right"><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Nicola Castellaneta</em></p>
<p align="right"><em>Tratto da &quot;la Piazza&quot; febbraio 2010</em></p>
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		<title>Antonio Donvito</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 01:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acculturi@moci]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Figlio di Giovanni e Maria Domenica Martoscia, Vito Antonio Donvito nasce a Gioia del Colle il 13 agosto 1914, dove trascorre l&#39;infanzia e l&#39;adolescenza, e dove completa gli studi nel Liceo classico.
Dopo aver conseguito&#160; la maturit&#224; classica, nel 1936 si iscrive e frequenta la facolt&#224; di Lettere presso l&#39;Universit&#224; di Napoli, dove si laurea con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/donvito.jpg"><img align="right" alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9898" height="237" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/donvito-295x237.jpg" width="295" /></a>Figlio di Giovanni e Maria Domenica Martoscia, Vito Antonio Donvito nasce a Gioia del Colle il 13 agosto 1914, dove trascorre l&#39;infanzia e l&#39;adolescenza, e dove completa gli studi nel Liceo classico.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver conseguito&nbsp; la maturit&agrave; classica, nel 1936 si iscrive e frequenta la facolt&agrave; di Lettere presso l&#39;Universit&agrave; di Napoli, dove si laurea con una tesi in Archeologia, sulla ceramica peuceta, conseguendo il massimo dei voti.</p>
<p style="text-align: justify">Suoi professori sono stati insigni Maestri e archeologi, come Amedeo Maiuri e Domenico Mustilli. Il primo &egrave; stato Direttore del Museo archeologico di Rodi, Sovrintendente agli scavi nel Dodecanneso, Direttore del Museo archeologico di Napoli e degli scavi di Ercolano e Pompei, libero docente di Archeologia e storia dell&#39;Arte&nbsp; e incaricato dell&#39;insegnamento di antichit&agrave; greche e romane nell&#39;Universit&agrave; di Napoli. Il secondo &egrave; stato titolare della cattedra di Archeologia, nell&#39;Universit&agrave; di Napoli.</p>
<p style="text-align: justify">Con entrambi ha stabilito e mantenuto legami di studio&nbsp; fino alla loro scomparsa ( rispettivamente il 1963 e il 1966 ).<span id="more-9636"></span></p>
<p style="text-align: justify">Durante il periodo della seconda guerra mondiale, esattamente da 31 agosto 1940 viene inviato in Sardegna, in qualit&agrave; di sottotenente di artiglieria; vi rimarr&agrave; anche a guerra conclusa, e cio&egrave; fino al 15 dicembre 1950.</p>
<p style="text-align: justify">Inizia&nbsp; la sua attivit&agrave; di docente presso il Liceo &quot; Dettori &quot; di Cagliari.&nbsp; L&igrave; conosce la donna della sua vita, la futura moglie e si sposa. Coniuga&nbsp; subito la sua attivit&agrave; di docente con quella di marito e di studioso, approfondendo i rapporti tra la&nbsp; lingua latina e quella sarda. Il suo amore per gli studi e per le ricerche, per&ograve;, &egrave; orientato su altri fronti.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti nel 1950 fa ritorno nella sua citt&agrave; natale, nella quale poi ha vissuto tutta la vita e ha alternato l&#39;attivit&agrave; di insegnamento con la ricerca archeologica e storica del territorio di Gioia. A questo suo amore, anzi passione,&nbsp; per l&#39;archeologia non &egrave; estranea la vicinanza della masseria paterna alla zona di Monte Sannace, che, probabilmente, accende nell&#39;animo del giovane Antonio la voglia di approfondire la conoscenza di quel sito e dei suoi antichi abitanti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; dapprima docente di scuola media e successivamente di liceo scientifico; svolge per breve tempo anche la funzione di preside.</p>
<p style="text-align: justify">Ad incoraggiarlo ai suoi studi storico-archeologici sono stati gli insegnamenti e l&#39;incoraggiamento ricevuti dal suo maestro ed amico, l&#39;economista e storico gioiese Giovanni Carano Donvito, morto nel 1949, un anno prima del suo rientro a Gioia; con lui ha condiviso una sentita amicizia e con grande tenacia &nbsp;ha curato la pubblicazione postuma della sua &quot; Storia di Gioia dal Colle &quot;.</p>
<p style="text-align: justify">Possiamo senza dubbio affermare che, dopo gli studi storici su Gioia effettuati dal&nbsp; Carano Donvito, attivit&agrave; di ripiego per l&#39;illustre economista, esercitata&nbsp; come supplenza al suo forzato esilio accademico, il Donvito &egrave; colui che eredita da lui il testimone dell&#39;amore per la nostra storia, impegno e lavoro quotidiano che lo porta alla riscoperta, alla conoscenza e all&#39;approfondimento della storia locale dalle sue origini fino all&#39;et&agrave; moderna.</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;amico perduto&nbsp; viene in parte rimpiazzato dall&#39;amicizia e comunanza di interessi per l&#39;archeologia del collega prof. Adolfo ( meglio conosciuto come Armando ) Celiberti, con il quale collabora nelle ricerche sul sito archeologico&nbsp; Santo Mola e al quale subentra nel ruolo di Ispettore Onorario dopo la sua improvvisa morte, avvenuta nel 1963.</p>
<p style="text-align: justify">Dal 1964 al 1979&nbsp; riveste la carica di Vicepresidente della Pro Loco ( della quale Associazione per qualche tempo &egrave; stato anche Presidente ).</p>
<p style="text-align: justify">Risale a questo periodo il suo impegno, in qualit&agrave; di Presidente del Comitato che viene istituito per trovare fondi per la pubblicazione del testo di Giovanni&nbsp; Carano Donvito, La Storia di Gioia dal Colle, che viene dato alle stampe nel 1966.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo questo impegnativo lavoro nel 1976 rispolvera i suoi interessi archeologici, risalenti al periodo della tesi di laurea e riprende e affronta lo studio e la ricerca sulle figure geometriche peucete nei reperti vascolari&nbsp; e su Monte Sannace e le sue cerchie murarie. Nel 1960-62 le ricerche e gli scavi su Monte Sannace erano stati oggetto di pubblicazione ad opera dell&#39;Accademia&nbsp; dei Lincei ( Atti della Accademia nazionale dei Lincei, anno CCCLIX, Notizie degli scavi di antichit&agrave;, serie VIII, volume XVI, fascicoli 1-6, Roma ) .</p>
<p style="text-align: justify">Dal 1970 si interessa di altri siti archeologici presenti nel territorio di Gioia: Santo Mola, Murgia San Benedetto, Masseria del Porto.&nbsp;&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Il professore Donvito ha rivolto gran parte del&nbsp; suo impegno ad approfondire ricerche sullo sviluppo urbanistico del centro peuceta di Monte Sannace ( Una quinta cerchia muraria a Monte&nbsp; Sannace, in Arch. Stor. Pugl., 1968 ) e analizzarne motivi di gusto artistico ( La figura umana nel geometrico peuceta, in &quot; Pensiero ed Arte &quot;, XXIII, 1967 ). Ha altres&igrave; scoperto insediamenti e presenze di civilt&agrave; preclassiche nel territorio extraurbano di Gioia, ha promosso e potenziato studi pi&ugrave; approfonditi e pi&ugrave; estesi da parte di specialisti del settore ( Dolmen e tombe a tumulo dolmenico a Masseria del Porto, in Arch. Stor. Pugl.&quot;, 1971&nbsp; ).</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; stato promotore e sostenitore dell&#39;istituzione di un Museo archeologico gioiese e ha diretto anche alcune campagne di scavo a Monte Sannace negli anni &#39;60 e &#39;70, finanziate dalla Pro Loco.</p>
<p style="text-align: justify">Pi&ugrave; impegnativo &egrave; stato negli ultimi tempi&nbsp; il suo contributo alla conoscenza e allo studio dei castelli di Puglia e di quello di Gioia in particolare. Sul nostro monumento il professore Donvito ha esteso l&#39;indagine alla ricerca della sua reale funzione e della sua formazione stilistica ed architettonica nei diversi periodi della sua storia:</p>
<p style="text-align: justify">Il sistema di fortificazione federiciano e il castello di Gioia del Colle ( in &quot; Annali del Liceo Class. e Scient.&nbsp; Di Gioia del Colle &quot;, Ediz. Del Centro Librario, Bari/Santo Spirito, 1970 );&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Il restauro del castello di Gioia del Colle ed i suoi nuclei storici ( in &quot; Arch. Stor. Pugl.&quot;, 1975 ); Presenza federiciana nel castello di Gioia del Colle; Opere fortificate della Regione Puglia;</p>
<p style="text-align: justify">Il Castello di Gioia del Colle ( in Castellum );&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Schede storiche su 15 Castelli della Puglia ( in Castelli torri e opere fortificate di Puglia, Adda&nbsp; Edit. Bari 1974, a cura di Raffaele De Vita ).</p>
<p style="text-align: justify">Il 28 marzo 1977&nbsp; viene eletto Vicepresidente dell&#39;Istituto dei castelli pugliesi.</p>
<p style="text-align: justify">Nello stesso anno viene dato alla pubblicazione il volume &quot; Gioia del Colle vista dal pittore Raffaele Van Westerhout &quot;, Tipolitiografia Mare, di Bari, nel quale profonde il suo impegno&nbsp; in&nbsp; pagine&nbsp; introduttive&nbsp; ai vari argomenti&nbsp; o temi trattati e in precisi e sintetici commenti illustrativi alle tavole riprodotte.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1979 pubblica la monografia: &quot;&nbsp; Il castello di Gioia del Colle&nbsp; nella storia, nella leggenda e nell&#39;arte &quot;, Schena ed., Fasano, 1979, uno studio&nbsp; sulla nascita, sullo sviluppo stilistico ed architettonico, sull&#39;utilizzo e sul restauro del monumento simbolo della citt&agrave; di &nbsp;Gioia.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1982 d&agrave; alla luce un&#39;altra approfondita monografia: Monte Sannace. Archeologia e storia di un abitato peuceta, Schena, Fasano, fondamentale opera di base per qualsiasi studioso che volesse cimentarsi su tale argomento.</p>
<p style="text-align: justify">Quando la Pro Loco avvia una serie di conferenze sulla storia di Gioia il professor Donvito collabora con numerosi saggi che vengono pubblicati, sempre a cura della Pro Loco, nella trilogia: Gioia. Una citt&agrave; nella storia e civilt&agrave; di Puglia.</p>
<p style="text-align: justify">A sottolineare la poliedricit&agrave; degli interessi del professore nel 1987&nbsp; giunge la pubblicazione del saggio &quot; I Medici in Terra di Bari &quot;. Tale presenza era stata avvalorata in passato con l&#39;arrivo a Gioia della famiglia De&#39;&nbsp; Rossi, signori al servizio dei Medici,&nbsp;alla quale &egrave; intitolata la torre pi&ugrave; alta del Castello di Gioia, quella posta a sud-ovest.</p>
<p style="text-align: justify">Questo suo&nbsp; spaziare in vari ambiti culturali lo ritroviamo in numerosi altri saggi sulla storia locale : L&#39;abolizione della feudalit&agrave; e la formazione della piccola e grande propriet&agrave; terriera a Gioia del Colle&nbsp; ( in Gioia. Una Citt&agrave; nella storia e civilt&agrave; di Puglia, vol I, Schena, Fasano 1986 ); Da Ioha a Gioia: Evoluzione storica e fonetica di un toponimo;&nbsp; Cultura e civilt&agrave; scrittoria in epoca sveva: lo scriptor Iohensis ( in Gioia una citt&agrave; nelle storia e civilt&agrave; di Puglia, vol. II, Schena, Fasano1988 )</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1988 su richiesta dell&#39;editore fasanese Schena&nbsp; si dedica ad uno studio che esula dall&#39;ambito territoriale gioiese, e pubblica la prima ricerca completa&nbsp; e sistematica sugli scavi di Egnazia, dal titolo: Egnazia. Dalle origini alla riscoperta archeologica.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1992 l&#39;Istituto di Storia Patria per la Puglia, sezione di Gioia, lo acclama&nbsp; Presidente onorario.</p>
<p style="text-align: justify">Il professor Francesco Maria De Robertis, Presidente del Centro Studi&nbsp; di Storia Patria, per questo suo poliedrico impegno gli assegna l&#39;appellativo &quot; Genius Loci &quot;.</p>
<p style="text-align: justify">La carica pi&ugrave; prestigiosa che gli &egrave; stata assegnata &egrave; stata la Presidenza dell&#39;Istituto Nazionale dei Castelli, Sezione Puglia, negli anni 1980 e 1981: Si dimette, per&ograve;, da tale incarico per motivi familiari e di studio, che lo portano a dimorare per un lungo periodo&nbsp; a Firenze.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1992 pubblica&nbsp; Santo Mola. Un insediamento peuceta inedito nel territorio di Gioia (&nbsp; In Gioia una citt&agrave; nelle storia e civilt&agrave; di Puglia, vol.III, Schena, Fasano ).</p>
<p style="text-align: justify">Ha pubblicato altri saggi:</p>
<ul>
<li>Presenza federiciana nel castello di Gioia del Colle, in &quot; Studi di Storia Pugliese in onore di G. Chiarelli &quot;, vol. I, Galatina 1972;</li>
<li>La documentazione archeologica del territorio di Gioia del Colle, in Annali del Liceo Classico e Scientifico &quot; Virgilio &quot; Gioia del Colle 1954-1969, Edizioni del Centro Librario, Bari/Santo Spirito,&nbsp; 1970, pagg.66-81;</li>
<li>Citt&agrave; fortificate della Puglia preistorica;</li>
<li>Monte Sannace. Una zona archeologica fra le pi&ugrave; interessanti e suggestive di Puglia;</li>
<li>Murgia di Gioia del Colle e Castellaneta. Le tombe dolmeniche della Masseria del Porto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Un&#39;altra sua&nbsp; piccola pubblicazione, Monte Sannace ( Thuriae? ), zona archeologica di Gioia del Colle, corredata da disegni di Raffaele Van Westerhout&nbsp; &egrave; stata edita dalle Arti Grafiche De Robertis di Putignano a cura della Banca Agricola Industriale di Gioia del Colle.</p>
<p style="text-align: justify">Mai&nbsp; geloso del&nbsp; suo &quot; sapere &quot;, il prof. Donvito ha contagiato &nbsp;molti &nbsp;studenti con &nbsp;la &nbsp;sua carica&nbsp; e&nbsp; la&nbsp;&nbsp; sua voglia&nbsp; di &quot; fare&nbsp; &quot;, di operare in campo archeologico; ad essi non ha mai fatto mancare il suo apporto e la sua esperienza, sempre disponibile com&#39;era a dare consigli e a condividere con loro&nbsp; il frutto delle sue ricerche.</p>
<p style="text-align: justify">Ha partecipato a numerosi Convegni sull&#39;archeologia della Magna Grecia.</p>
<p style="text-align: justify">Schivo come sempre e lontano dai riflettori del palco della vita, si spegne nel 2002 all&#39;et&agrave; di 88 anni, qualche settimana&nbsp; dopo una pubblica manifestazione, svoltasi il 7 giugno 2002 nel Municipio di Gioia, nella quale in Consiglio comunale&nbsp; viene consegnato ai suoi parenti un attestato di merito per la sua opera di educatore e di profondo cultore&nbsp; di studi locali. In tale circostanza il professor Donvito &egrave; annoverato tra i suoi figli illustri e additato come luminoso esempio di &quot; Memoria storica della citt&agrave;&nbsp; &quot;.</p>
<p style="text-align: justify">A quella cerimonia il professore era assente per motivi di salute, a causa di una malattia che poco dopo, esattamente il 14 luglio 2002,&nbsp; doveva portarlo al meritato riposo dalle fatiche terrene.</p>
<p style="text-align: justify">Il Comune di Gioia ha voluto onorare la sua figura intitolandogli una sala della Biblioteca civica.</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; stato Ispettore Onorario della Soprintendenza ai&nbsp; beni architettonici e archeologici&nbsp; del Comune di Gioia.</p>
<p style="text-align: justify">Non ha mai smesso di studiare, di ricercare, di lavorare; trascorreva molto tempo tra carte antiche delle biblioteche per ricercare documenti onde rischiarare l&#39;orizzonte e conoscere chi erano&nbsp; gli antichi abitanti di Gioia, da dove proveniva il gioiese contemporaneo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Ha coltivato l&#39;amicizia oltre che con i suoi alunni anche con i coetanei. Insieme ad alcuni amici, dopo gli impegni professionali, culturali, artistici era solito trascorrere&nbsp; alcune serate nella sua cantina che si trovava in via Spada, nel centro storico, come momento conviviale e di condivisione delle sue fatiche e consolidamento dei reciproci legami di amicizia.</p>
<p style="text-align: justify">Una serie di impedimenti fisici non gli ha consentito di portare a termine molte altre ricerche che aveva avviato, sempre inerenti alla storia e alla cultura di Gioia. L&#39;eredit&agrave; che lui consegna, luminoso esempio di coerenza e di impegno per le giovani generazioni, &egrave; quella di continuare nel solco da lui tracciato per andare alle radici del nostro passato storico e quindi alle radici dell&#39;uomo stesso e del gioiese in particolare.</p>
<p style="text-align: justify">Il suo zelo e l&#39;amore per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio artistico del nostro Paese lo hanno portato anche a chiedere l&#39;intervento della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici della Puglia&nbsp; anche per&nbsp; mettere un fermo ai lavori nelle adiacenze di&nbsp;monumenti&nbsp; del passato&nbsp; non propriamente &quot; archeologici &quot;, come&nbsp;una Coffee House,&nbsp;ubicata&nbsp;&nbsp;nei pressi del vecchio Campo sportivo comunale.</p>
<p style="text-align: justify">Nel dicembre del 2009 ha preso avvio la costituzione di una Associazione Culturale intitolata al professor Antonio Donvito, &quot; Genius Loci &quot;, con lo scopo non solo di ravvivare il ricordo dell&#39;uomo, dello studioso e del docente, raccogliendo in un Corpus tutte le pubblicazioni e saggi sparsi o inediti, ma anche di portare a compimento i lavori da lui avviati e non conclusi e di avviare e affrontare ulteriori studi di storia locale, che permettano di conoscere aspetti non ancora noti della nostra comunit&agrave; e di riscoprirne le antiche origini e radici.</p>
<p style="text-align: justify">Un appassionato e sentito ricordo di Antonio Donvito, uomo, docente, archeologo, umanista&nbsp; &egrave; stato tracciato dal professor Mario Girardi, suo amico, confidente e storico, oltre che collega, dalla dottoressa Angela Ciancio, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Gioia, dal professore Antonio Lozito, studioso, poeta e meridionalista e dal dottor Giuseppe Andreasi, gi&agrave; Soprintendente&nbsp; per i Beni Archeologici della Puglia, durante una conferenza-incontro nel Circolo Unione di Gioia il 16 gennaio 2010. In tale circostanza &egrave; stata&nbsp;formulata la proposta all&#39; Amministrazione comunale di Gioia di intitolare una strada cittadina al prof. Antonio Donvito.</p>
<p style="text-align: justify">La foto del prof. Antonio Donvito &egrave; stata gentilmente concessa dall&#39;avv. Gennaro Losito.</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; consentito l&#39;uso del contenuto di questo articolo <strong><u>per soli fini non commerciali</u></strong>, citando la fonte e il nome dell&#39;autore.</p>
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		<title>&#8220;I fanove de San Geseppe: &#8216;ngere &#8216;ngere &#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 01:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi & Tempo Libero]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Nota]]></category>
		<category><![CDATA[Falò]]></category>
		<category><![CDATA[San Giuseppe]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici,
	venerd&#236; 19 alle ore 19,30 la Pro Loco insieme all&#39;Associazione Culturale &#34;Le vie dell&#39;arte&#34; e Patatrac, vi aspetta numerosi in Arco Cimone per festeggiare San Giuseppe, come tradizione vuole. 
	&#160;
Intorno al fal&#242; intrattenimento con musiche popolari, ambientazioni scenografiche, giochi del passato e sapori della tradizione.
Degustazione: fave bianche, focaccia, ceci e crostata.
Pro Loco Gioia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/braciere.jpg"><img align="right" alt="" class="alignnone size-full wp-image-10145" height="133" src="http://www.gioiadelcolle.info/public/2010/03/braciere.jpg" title="braciere" width="200" /></a>Cari amici,<br />
	venerd&igrave; 19 alle ore 19,30 la Pro Loco insieme all&#39;Associazione Culturale &quot;Le vie dell&#39;arte&quot; e Patatrac, vi aspetta numerosi in Arco Cimone per festeggiare San Giuseppe, come tradizione vuole. <br />
	&nbsp;</p>
<p>Intorno al fal&ograve; intrattenimento con musiche popolari, ambientazioni scenografiche, giochi del passato e sapori della tradizione.</p>
<p>Degustazione: fave bianche, focaccia, ceci e crostata.</p>
<p>Pro Loco Gioia del Colle</p>
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