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Mag 21 2008

Cercasi un Fine - Anno 2008

Autore: Giuseppe Zileni

Per comprendere il fine partiamo da questo nuovo giornale: nasce dal voler dar voce ad alcune esperienze di formazione all'impegno sociale e politico. Ci riferiamo a quanto stiamo realizzando a Massafra, Cassano, Minervino e Bari. Questo primo numero è dedicato a raccontare queste esperienze agli altri corsisti, ma anche a coloro che, in diversi modi, ci sono vicini nel dare senso alla politica; in particolare ci riferiamo ai docenti e a gli esperti da noi incontrati, a coloro che manifestano la loro compagnia a questa testata, agli amici che ci hanno proposto di realizzare lo stesso percorso in altre città pugliesi e a tutti i nostri amici che hanno scelto di impegnarsi direttamente in politica, assumendo cariche istituzionali ad ogni livello. Con tutti loro continuiamo a precisare e far nostro il fine. Questo giornale vuole essere un luogo di ricerca, discussione e confronto.

L'affermazione dei ragazzi di don Milani, che sigla la nostra testata, contiene già una sintesi di cosa intendiamo per fine: «Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte». Ovvero le scelte dei credenti nel mondo che concepiscono l'impegno sociale e politico come servizio, diaconia, amore concreto per tutti, in particolare per gli ultimi. Sono le scelte che hanno ispirato tanti cristiani a non rifugiarsi nel privato, ad evitare forme deleterie di spiritualismo e fuga dal mondo, a prendere le distanze da ogni compromesso e connivenza con i poteri corrotti, a cercare onestamente e ostinatamente tutte le vie per realizzare città a misura di persona umana, nella giustizia e nella pace. Sono le scelte condivise con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che nella diversità delle culture, religioni e tradizioni politiche, sentiamo autentici compagni di strada perché ispirati dai principi fondanti il nostro vivere civile e politico, quelli sanciti dalla nostra Carta costituzionale.

Non può esistere impegno sociale e politico autentico che non sia frutto di formazione. Era Aristotele a precisare come la vita politica è fatta di tre assi portanti: l'amministrazione della casa comune, il quadro legislativo e l'educazione. Non esiste nessuna rinascita di comunità locali e di politica nazionale, come nessun rinnovamento di piccole e grandi classi dirigenti, che può prescindere da questi tre elementi inscindibili, che attuano il loro potenziale solo nella misura in cui sono motivati e fatti conoscere. La coerenza etica di un'istituzione politica, come la sua efficacia ed efficienza, sono il frutto di un buon amministrare, di un giusto legiferare e di una sana educazione.

Ma chi deve educare a questo tipo di politica? Certamente le agenzie educative fondamentali: famiglia, scuola, università, associazionismo, partiti e mondo religioso. Ma esiste anche un ruolo per le associazioni come la nostra. Eccoci, allora, a proporre un percorso di incontri, dibattiti, pubblicazioni, scuole di politica, seminari che possano orientare e formare, con serietà e competenza, alla buona politica: «Quello che più importa - scriveva Giuseppe Lazzati - è dare prova, testimoniare, da parte di tutti, che la politica non è gioco di uomini scaltri tutti protesi all'affermazione di un potere, ma impegno alla difesa e promozione di quei valori nei quali l'uomo si realizza in tutte le sue componenti, fisiche e spirituali, nelle proprie capacità di rapporti interpersonali, sociali, economici, politici, culturali, restando la persona umana il punto di partenza e il fine ultimo dell'attività politica».

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