Lo zampino di Gioia del Colle

All’interno della IV edizione del Palio delle Botti il  3 e 4 agosto 2019, Gioia del Colle ha avuto l’opportunità di riscoprire, grazie alla Pro Loco, un suo prodotto tipico, a lungo tempo dimenticato: lo zampino.

Lo zampino, differente dalla zampina di Sammichele, fu a lungo studiato per individuarne le differenze dallo studioso locale Erasmo Pastore che per diverso tempo ha tentato di far conoscere il prodotto gioiese e di farlo promuovere, al pari della mozzarella e del vino primitivo, per i quali ha lasciato diversi approfondimenti.

È stato il ricordo di un incontro tra il dott. Erasmo Pastore e Alessandro Cortese, attuale Presidente della Pro Loco di Gioia del Colle, a cercare di riportare in auge lo zampino: “Perché  non riproponete tra le sagre quella dello zampino? – Cortese ricorda così un dialogo che ebbe con Pastore –  Una volta a Gioia si faceva. È un tipico prodotto nato a Gioia ben prima della zampina di Sammichele, che oggi  è molto conosciuta, ma molto diverso negli ingredienti. Vedi cosa puoi fare”.

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Primo centenario del Gruppo di Volontariato Vincenziano a Gioia (1919-2019)

Quest’anno ricorre il centenario della fondazione del Gruppo di Volontariato Vincenziano di Gioia del Colle. 

Per ricordare questa ricorrenza l'Associazione ha organizzato degli eventi commemorativi concentrati in tre giorni, a partire dal 26 settembre 2019, come da locandina  a fianco riportata.

Purtroppo la documentazione presente nell’Archivio dell’Associazione e in quello storico del Comune di Gioia è scarsa e si riesce a ricostruire ben poco. Non si può comprendere il perché della nascita dell’Associazione e i compiti che ha svolto e svolge tuttora se non inquadriamo il periodo storico in cui si inserisce l’istituzione di cui quest’anno ricorre il Centenario. Il 1919 segue immediatamente quel 4 novembre 1918, data che segna per l’Italia la fine della Prima guerra mondiale. Una guerra disastrosissima non solo per i vinti, ma anche per i vincitori, che è costata in termini di vite umane un bilancio pesantissimo. La stima del numero totale di vittime della Prima Guerra Mondiale non è determinabile con certezza e varia molto: le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nell' insieme anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919. In via del tutto approssimativa si può calcolare che la Prima Guerra Mondiale costò alla popolazione italiana, tra civili e militari:

     1.280.000 – 1.780.000 morti,  462.800 – 1.300.000 invalidi permanenti.

     Anche Gioia ha pagato un alto tributo, quantificabile in circa 1000 morti, oltre a dispersi e invalidi.

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Presentazione e consegna alla Città di Gioia dei cartelli turistico-informativi PON I.T.T. ‘G. Galilei’

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Il 29 luglio sono stati posizionati due nuovi pannelli turistico-informativi: quello della Chiesa di Santa Maria Maddalena, presso il n. civico 6 dell'omonima strada e quello del Cippo del Primitivo, in contrada Liponti su via dele Carrare.

Martedì 17 settembre 2019, alle ore 18,00,  sarà scoperto il pannello turistico-informativo  della chiesa di Santa Maria Maddalena, sita nell'omonima strada. A seguire, alle ore 19,00, nel chiostro del Comune di Gioia del Colle, nell'ambito delle manifestazioni estive organizzate dall'Assessorato alla Cultura 'Joha aeSTAS 2019' saranno consegnati ufficialmente alla città i 12 pannelli turistico-informativi realizzati dagli studenti dell'I.T.T. 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, coordinati dalla prof.ssa Giuliana Notarnicola e dal prof. Francesco Giannini.

A breve saranno posizionati gli ultimi due pannelli: quello del Molino-Pastificio 'Pagano' su via Paolo Cassano, in prossimità dell'uscita del casello autostradale e quello del Caffeàus, sito in via Padre Semeria, nei pressi della piazzetta intitolata a san Padre Pio.

L'incontro della serata ha per tema: 'Alla riscoperta della Storia di Gioia del Colle. Siti, Uomini, Vicende, Cultura.

Dopo  il saluto del sindaco, avv. Giovanni Mastrangelo e del Dirigente dell'I.I.S.S. 'Marone-Canudo-Galilei', prof. Rocco Fazio, introdurrà l'Assessore alla Cultura, avv. Lucio Romano.

La relazione sul lavoro svolto sarà tenuta dalla prof.ssa Giuliana Notarnicola e dal prof. Francesco Giannini.

Al termine della relazione sono previsti gli interventi del dott. Gianvito Masi, ricercatore presso il CREA e il Direttore del Consorzio Tutela Primitivo Gioia del Colle, dott. Vincenzo Verrastro.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

Gioia del Colle e la famiglia Cassano

La famiglia Cassano, appartenente all’aristocrazia terriera di Napoli, viene in Puglia nel ‘400 e prende dimora a Noci. Nel 1612 un ramo della famiglia si trasferisce a Gioia del Colle e si imparenta con la famiglia Gigante, originaria di Acquaviva delle Fonti, consolidando il proprio patrimonio agrario.

A Noci, infatti, nel 1498 fecero costruire anche una chiesa, quella consacrata a Santo Stefano, che risulta ancora oggi proprietà della famiglia Cassano.

La chiesetta è ubicata nel centro storico di Noci, di fronte alla Chiesa di S. Chiara; secondo Pietro GIOJA (Noci 1801-1865), Conferenze Istoriche sulla origine e su i progressi del Comune di Noci in Terra di Bari, 1839-42, a fondarla "… di rimpetto alla Chiesa di S.Nicolò di Bari fu il cavaliere Nicolò di Bianco alias Cassano. . .", come lo definiva il CASSANO (1662-1753) al S   70 della Ristretta ed erudita narrazione sull'origine e progressi della Terra delle Noci. L'anno di fondazione è il 1498, come si ricava dalle Historiae Cupérsanenses libri tres del Di Tarsia (Mantova 1649) per dimostrare che in quell'anno la Diocesi di Conversano, da cui Noci dipendeva, era retta dal Vescovo Vincenzo Pistacchio, napoletano. Egli scriveva nel lib.3 a pag.1126:

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Partecipanti Al Palio delle Botti 2019. Esito finale.

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Le nove Cantine che in questa quarta edizione hanno partecipato al Palio delle Botti Trofeo "Città del Primitivo" sono le seguenti:

– Tenute Viglione, con la botte dipinta da Mario Pugliese, il cui tema è "Lo sposalizio",

– Cantine Coppi, con la botte dipinta  da Deborah Angelillo, il cui tema è " Dama in mescita", 

– Tenute Nettis, con la botte dipinta da Antonio Milano, il cui titolo è "Grazia",

– Cantine Polvanera, con la botte dipinta da Martina Petrelli, dal titolo " In vino veritas",

– Cantine Tre Pini, con la botte dipinta da Mario Lozito, dal titolo "Calice di rosa",

– Cantine Giuliani, con la botte dipinta da Sergio,Gatti, dal titolo "Baccanali",

– Cantine Varvaglione, con la botte dipinta da Andrea Gatti, dal titolo "Plenilunio su Cantine Varvaglione",

– Cantine Vigna Liponti, con la botte dipinta da  Carlo Casamassima, dal titolo "Pattern di Talento",

– Tenute Chiaromonte, con la botte dipinta da Francesco Ferrrulli, dal titolo "La compagnia di Federico".

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Al Palio "Piccoli spingitori crescono" hanno partecipato due gruppi di alunni degli Istituti Comprensivi San Filippo Neri-Losapio e Mazzini-Carano, con due botti ciascuno, dipinte dagli stessi alunni. Il Palio dei piccoli, disputato il 3 agosto se l'è aggiudicato la squadra della San Filippo Neri, che ha conquistato il Cencio dipinto da Domenico Procino..

Il Palio trofeo "Città del primitivo" disputato il 4 agosto se l'è aggiudicato la cantina Tenute Nettis, al cui titolare il pittore Sergio Gatti ha fatto dono di un suo quadro che raffigura la mitologica Aranna, alla cui figura femminile è associato il nome di Bacco. Il Cencio è stato dipinto da Antonella Lozito.

E' stata premiata anche la botte più bella; il premio è stato assegnato da una Giuria a quella dipinta da Carlo Casamassima per Vigne Liponti.

Una Piazza intitolata al prof. Vito Antonio Donvito

5 Agosto 2019 Autore:  
Categorie: Comunicati, Storia

Il Centro Studi V. Antonio Donvito "genius loci" di Gioia del Colle, nelle persone dell'avv. Gennaro Losito e del prof. Francesco Giannini, in data 8 marzo 2019,

– tenuto presente che il prof. Vito Antonio Donvito, nato a Gioia del Colle nel 1914 e morto a Gioia nel 2002, nel corso della sua più che quarantennale missione di docente nella Scuola media e in quella superiore ha contribuito notevolmente a formare ai valori culturali, sociali ed umani, numerose schiere di studenti.

– tenuto presente che con i suoi accurati e preziosi studi e ricerche sulla storia del nostro territorio ha contribuito notevolmente alla conoscenza non solo del nostro paese, ma della Puglia in generale,

– considerato che, per le sue ricerche, che hanno trovato concretizzazione nella stampa di numerosi volumi e di numerose pubblicazioni ad ampio raggio, è stato chiamato a ricoprire importanti cariche a livello regionale in campo culturale,

chiedeva al Commissario Prefettizio del Comune di Gioia del Colle, dott. Umberto Postiglione, di avviare la pratica per l'intitolazione di una strada comunale al nostro benemerito concittadino, prof. Vito Antonio Donvito, che con la sua opera di docente, di archeologo, di studioso e scrittore della storia di Gioia del Colle

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Quarta edizione del ‘Palio delle botti’

“L’Associazione Palio delle Botti col sostegno del comune di Gioia del Colle, il patrocinio della Regione Puglia e la collaborazione del Consorzio Tutela Vino DOC Gioia del Colle presenta la quarta edizione del Palio delle Botti – Trofeo “Città del Primitivo”.

La manifestazione si svolgerà sabato 3 e domenica 4 agosto e, oltre alla gara, comprende un ricco programma di animazione a tema medievale, musica, giochi e teatro. La direzione artistica è di Claudio Santorelli, l’organizzazione del corteo e degli allestimenti storici è di Marilena Limitone e l’appuntamento di apertura è previsto per domenica 28 luglio alle19:30 nel Chiostro del Municipio di Gioia del Colle (P.zza M. di Savoia 10) con la presentazione della manifestazione e delle botti dipinte.

Tra le novità dell’edizione 2019, la partecipazione delle cantine Varvaglione di Leporano, in provincia di Taranto, l’unica azienda esterna al Consorzio che raccoglie l’aerea delle Murge. Si contenderà il cencio con Tenute Nettis, Cantine Tre Pini, Coppi, Chiaromonte, Vigna Liponti, Giuliani, Polvanera e Viglione.

davSabato 3, a partire dalle 18, i mercatini, le aree a tema ed il Museo della tortura animeranno Corso Garibaldi ed il borgo vecchio per accogliere il Corteo Storico. Piazza Plebiscito ospiterà gli spettacoli di falconeria, i combattimenti in arme, gli sbandieratori, gli arcieri, i giocolieri, alle 20:15 il Palio “Piccoli spingitori crescono”, con la partecipazione dei circoli didattici Mazzini-Carano e S. Filippo Neri Losapio, e alle 21:15 le qualificazioni del Palio Trofeo “Città del Primitivo”. Concluderà la prima giornata della manifestazione l’esibizione del Gruppo folk “Cipurridd”, alle 22 in Piazza Plebiscito.

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Leonardo Antonio Losito, detto Ninnì

30 Luglio 2019 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo

Il 25 luglio è venuto improvvisamente a mancare all’età di 68 anni, a causa di un infarto, il professor Leonardo Antonio Losito, noto agli amici come Ninnì. L’ultimo saluto si è tenuto il 30 luglio alle 16.15 nella chiesa di Santa Lucia a Gioia del Colle.

Nonostante sia vissuto fuori Gioia, anzi fuori dall'Italia per  gran parte della sua vita professionale, tanto che aveva scelto Varsavia come ultima residenza, era molto legato alla sua città natale, alle sue radici, ai suoi affetti. Più volte durante l'anno tornava a Gioia  per salutare i parenti, gli amici, per motivi di lavoro o per una pausa di riposo. Si interssava dei problemi politico-sociali di Gioia, si informava delle novità   del suo paese. Qualche mese fa era stato costretto a rientrare precipitosamente a Gioia dall'Irlanda,  dove si trovava per motivi di lavoro, per la perdita del caro padre, qualche giorno dopo essere stato tra noi e aver avuto contatti legati alla sua attività di studio e di ricercatore. 

Di qualche anno avanti a lui negli studi liceali ricordo ancora lo scherzo goliardico che  organizzò ad una sua professoressa, gesto che gli costò la bocciatura e la voglia di interrompere gli studi.

Ogni volta che ci incontravamo diceva agli amici che l'essere diventato professore, studioso e ricercatore era addebitabile alla mia persona, perché lo avevo incoraggiato a continuare gli studi e gli avevo venduto una antologia di scrittori e poeti greci. Ma lo diceva non per farmene una colpa, come amava  ripetere continuamente, ma con orgoglio e scherzando, quasi per ringraziarmi per avergli indicato la strada da seguire.

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Il maestro Giuseppe Montanarelli dona reliquie e inno di San Filippo Neri

Il giorno 23 luglio 2019 il maestro gioiese Giuseppe Montanarelli, attualmente in servizio nel Comune di Terlizzi, ha voluto far dono alla Confraternita di San Filippo, che opera nella chiesa di Sant'Angelo di Gioia del Colle, di tre reliquie indirette, provenienti dal sepolcro del Santo, ricevute in occasione della sua visita alla Chiesa  di Santa Maria in  Vallicella in Roma, dove sono custodite le spoglie del nostro patrono San Flippo Neri.

Nella stessa giornata il maestro ha donato alla Confraternita  l'Inno a San Filippo Neri, Gloriso Patrono della Città di Gioia del Colle, dal titolo "Gioia Ti Invoca", Inno le cui parole e musica sono dello stesso Maestro Montanarelli. Il Maestro nella serata di presentazione dei suoi doni ha spiegato le motivazioni del gesto e della composizione dell'Inno al nostro Santo Patrono, che era privo di un suo Inno. Infatti quello attualmente in uso è stato adattato sul testo utilizzato per San Nicola di Bari, poiché presumibilmente quello ufficiale del Santo era andato perduto con il crollo del campanile della Chiesa Madre e del Cappellone di San Filippo, evento verificatosi  il 23 febbraio 1942. 

Tutto scaturisce dal profondo culto e dalla particolare venerazione che da tempo immemorabile il maestro Montanarelli nutre per San Filippo, non solo per  essere da qualche decennio componente del Comitato Feste Patronali di Gioia, ma anche per aver dato il suo fattivo contributo di conoscenze e aver collaborato alla pubblicazione del volume di Francesco Giannini e Sebastiano Lagosante " A tutto tondo San Filippo Neri Patrono di Gioia del Colle 500° Anniversario della nascita 1515-2015" e, come lui ha riferito, per essere stato miracolato da San Filippo Neri. In quest'ultimo senso l'Inno viene a colmare un vuoto  per l'assenza di un canto  di lode e di ringraziamento per il nostro San Filippo,ed è il dono di un fervente imitatore dell'apostolato del Santo nell'apostolato verso i fratelli, ed in particolare per la cura dei piccoli, un Inno il cui testo è pensato soprattutto, ma non esclusivamente, per i piccoli, cioè per coloro che il  Patrono di Gioia prediligeva particolarmente. L'Inno ha il pregio di essere un condendato della vita e delle virtu del Santo che ognuno dovrebbe imitare, per purificarsi già su questa terra delle mancanze e dei peccati che ognuno di noi  quotidianamente compie e vivere in comunione con i fratelli e con Dio: un Inno di lode al Santo, alla Trinità ed un invito a seguire le orme e l'esempio del nostro Patrono.

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Il Fungo Cinese

A partire dagli anni '60 Gioia del Colle ha vissuto una fioritura musicale non solo per la presenza del pluripremiato Concerto Musicale Bandistico, ma anche per un consistente numero di gruppi musicali che hanno allietato serate in Gioia ed in altri Comuni della nostra regione.

Tra questi va annoverato, in modo particolare, il complesso denominato Fungo Cinese.

La sua storia risulta travagliata e complessa. Infatti nel 1963 nasce il Gruppo 63, precursore del Fungo Cinese. La formazione annoverava Franco Iacobellis, che si recò in America, alla chitarra e voce, Pippetto Procino alla batteria e voce, e i fratelli Guido e Alberto De Palma alla chitarra e contrabasso.  A questi  si aggiungono successivamente  Valerio Tango e Sandro Corsi, come musicisti, al posto dei fratelli De Palma, ed Elita Terribile, come voce solista .

Nel 1965 il gruppo cambia nome: da Gruppo 63  in Gli Scacchi.

Nel 1965 nasce a Gioia anche un altro gruppo musicale:  I Profani. Della prima formazione facevano parte Peppe Favale, chitarra e voce, Michele Buttiglione, chitarra solista e hawaiana, Peppe Procino, alla batteria e alla voce, Gino Campanale, cantante, e Leo Pomes, basso, ai quali presto si aggiunse alle tastiere Pino Paradiso. Il repertorio era incentrato sul rock melodico e ballabile. Grazie anche alla introduzione della  chitarra hawaiana di  Michele Buttiglione  i Profani riescono presto ad imporsi all’attenzione di impresari e pubblico divenendo una delle band protagoniste della scena locale degli anni 60. Con il passaggio al Fungo Cinese di Pino Paradiso, Peppe Procino e Peppe Favale nei Profani entra Carmelo Malvaso alla batteria. Il gruppo si riuniva in un locale nei pressi dell'Istituto Tecnico Industriale, chiamato "La Casetta", dove si  incontrava per fare le prove  e parlare di musica.

Dal 1965 il gruppo Gli Scacchi per il suo impegno e per la sua professionalità  inizia a farsi notare anche al di fuori del paese d’origine.

Nel 1965 il componenti del futuro Fungo Cinese partecipano alla  Prima Rassegna Canora del festival gioiese per cantanti e autori "Cantano pure loro" , manifestazione che si svolge nel Teatro comunale di Gioia, in qualità di gruppo musicale di accompagnamento dei cantatnti che partecipano alla gara.

 Nel 1967 il quintetto decide di cambiare stile, immagine e quindi nome diventando il Fungo Cinese, gruppo che resta in attività fino al 1976. Nello anno  la band apre a Gioia nei pressi dell’Arco Cimone uno dei primi locali da ballo, paragonabile alle discoteche che erano operanti nel nord d'Italia: il Piper Club Fungo Cinese.

Dal 1969, però, iniziano a susseguirsi senza significative soluzioni di continuità una serie di avvicendamenti nella formazione. Franco Iacobellis e Elita Terribile abbandonano, arrivano Peppe Procino e Pino Paradiso dai Profani e Sandro Corsi fino ad allora alla batteria riprende a suonare la chitarra e torna a cantare. Nel 1971 la tragica scomparsa di Valerio Tango spinge il Fungo Cinese all’ennesimo cambio, entra un altro ex membro dei Profani, Peppe Favale alla chitarra e alla voce;  poi Pino Paradiso esce dal gruppo, Vanni Procino prende il posto del fratello Peppe alla batteria e Antonio Da Costa vero cognome Pellicoro imbraccia chitarra e sax.
Il chitarrista Valerio Tango, uno dei fondatori del gruppo, muore nel 1971 in un incidente d'auto, mentre gli altri componenti decidono di andare avantii. Entra a far parte del complesso  Beppe Favale, proveniente dal complesso "I Profani", e il gruppo registra il suo unico 45 giri a Roma. La formazione comprendeva il cantante e chitarrista Sandro Corsi, il batterista Peppe Procino e i due nuovi componenti Vanni Procino e Antonio Da Costa (il cui nome all'anagrafe è Antonio Pellicoro). 
Il singolo contiene un brano cantato in inglese e uno in italiano. Il disco, intitolato"In the sky" ; il lato A è caratterizzato da venature piuttosto hard, mentre il retro ha sonorità più tranquille ed è accompagnato dal suono del flauto. Entrambi i brani presentano buone parti solistiche di chitarra. 

Nel 1973, dopo l'uscita dal gruppo di Pino Paradiso, il complesso già ridotto a quattro elementi ( Sandro Corsi, Peppe Favale, Pippetto Procino e  Peppone Procino) si registra anche  la defezione di Peppe Procino, chiamato a svolgere il sevizio di leva, rimpiazzato da Vanni Procino alla batteria  e Antonio Pellicoro alla chitarra e sax.

Fino al 1976 con questa formazione il Fungo Cinese ha calcato i palchi di tutta Italia, soprattutto sulla costiera amalfitana e su quella romagnola, accompagnando artisti famosi ,come i Pook, Patty Pravo, Jimmy Fontana, Newil  Cameron e Caterina Caselli, suonando in qualità di ospiti in programmi come Miss Italia e la Caravella in RAI incidendo un 45 giri per la RCA In the sky.  Nel1976 il Fungo Cinese si scioglie; una parte dei suoi componenti continua ad impegnarsi nel campo musicale mentre altri scelgono di intraprendere una nuova vita professionale, pur non abbandonando completamente di coltivare saltuariamente il proprio hobby musicale.  

Sandro Corsi continua tuttora a portare in giro il suo blues avendo come uniche bussole anima e passione per la musica, come anche si registra per Antonio Pellicoro, alias Antonio Da Costa.

Il ricordo del Fungo Cinese è ancora vivo a Gioia, nonostante i lunghi anni di inattività e la scomparda di uno dei fondatori storici del gruppo: Pippetto Procino, scomparso prematuramente.

Proprio per non perdere il ricordo di una stagione musicale importante per Gioia del  Colle, nell'anno sociale 2015-16 il Lions Club Monte Johe ha voluto posizionare una targa commemorativa al Fungo Cinese a fianco alla porta d'ingresso della "Casetta" dove il gruppo musicale si riuniva per le prove. La targa riporta la seguente iscrizione: Tra queste mura, un gruppo di giovani gioiesi, animati dal fuoco sacro della musica, diede vita al complesso  IL FUNGO CINESE fulgido ed inimitabile esempio per le future generazioni che ne seguirono l'appassionata scia. In particolare a PIPPETTO che con animo semplice e gioioso ha saputo allietare tante serate di musica e risate. Il Lions Club Monte Johe con affetto al socio fondatore Filippo Procino.

Il fumettista gioiese Roberto Pastore, erede del proprietario dello stabile di cui fa parte anche la "Casetta" non ha voluto far mancare il tocco della sua originalità dipingendo la porta d'ingresso di quelle stanze che furono utilizzate come sala prove dei concerti del Fungo Cinese con un'immagine storica del gruppo musicale Il Fungo Cinese.

 

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