Parte la seconda edizione del “Palio delle botti”

Dopo la prima edizione del ' Palio delle botti ' Gioia si appresta a vivere la seconda edizione della manifestazione nei giorni 19 e 20 agosto 2017.

L'edizione di quest'anno prevede la partecipazione di 12 Cantine produttrici di vino Primitivo: Donvito Tufara, vincitrice dello scorso Palio, Patruno-Perniola, Tenuta Chiaromonte, Cantine Guttarolo, Cantine Imperatore di Adelfia, Azienda Agricola Giuliani, Casa Vinicola Coppi di Turi, Cantine Polvanera, Azienda Agricola Tre Pini, Tenute Nettis, Tenuta Viglione, Vini Plantamura.

Ed è proprio ad Erasmo Plantamura, scomparso recentemente, infaticabile sostenitore della valorizzazione dei nostri prodotti tipici, ed in particolare del vino Primitivo di Gioia, che l'organizzatore della manifestazione, Claudio Santorelli,  ha voluto dedicare questa seconda edizione del Palio.

Altra novità di questa seconda edizione è il Palio riservato ai  piccoli spingitori, con botti ridimensionate e dipinte dagli alunni degli istituti comprensivi Mazzini-Carano e San Filippo Neri-Losapio.

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Iginio Iurilli

Iginio Iurilli nasce nel 1943 a  Gioia del Colle, dove suo padre, sottufficiale dell'A.M., lavorava presso la base aerea del 36° Stormo. Attualmente  vive e lavora a Capurso.

Ha studiato Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.

Conseguito il diploma di scenografia lavora per un anno presso lo studio di due architetti. Nel 1968 si trasferisce definitivamente a Bari dove insegna nel locale  liceo artistico e successivamente all’Istituto Statale d’Arte, nella stessa scuola che aveva frequentato da  alunno.

Inizia la sua attività  artistica come pittore. Nel 1970 espone a Bari presso lo Sporting Club, ma già nel 1977 decide di non far più il pittore. Avverte il disagio di una pittura che si andava facendo troppo conclusa in un formalismo da frigorifero luccicante, come lui stesso afferma.

Passa quindi dalla pittura monodimensionale alla scultura, arte tridimensionale.

Durante i primi anni realizza scenografie per i teatri Petruzzelli e Piccinni di Bari.

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La cantina Fatalone

Uno dei primi produttori ed imbottigliatori del rinomato vino Primitivo di Gioia del Colle è stato ' Fatalone '. Alla fine del XIX secolo  Petrera Nicola decise di costruire la sua dimora al centro dell’azienda e scelse la collina Spinomarino, in quanto la più alta, ariosa e soleggiata di tutta la Gaudella (contrada sud orientale di Gioia del Colle) per coltivarvi il Primitivo. A tale epoca risale la tradizione di vignaioli artigiani dei Petrera.
Vennero eseguiti lavori di disboscamento e scavi per la realizzazione di pozzi che garantissero adeguata riserva d’acqua. Con la pietra estratta fu realizzata l’antica masseria. Il triangolo inciso sulla pietra più alta della masseria, divenuto  emblema dell’azienda e logo dell'etichetta, la identifica come storico riferimento cartografico e fra le più antiche masserie della zona.
L’amore di Petrera Nicola per il Primitivo è stato tramandato di generazione in generazione con queste parole:
"Chi ama e rispetta la natura, ama Dio e se stesso."

La passione, l’esperienza e la tradizione dei Petrera hanno incontrato quelle della famiglia Orfino, attraverso il matrimonio di Rosa Orfino e Filippo Petrera (la quarta generazione) e nel 1988 compare, nella piccola cantina scavata nella roccia, la prima bottiglia annata 1987, marchiata Fatalone.

Il marchio aziendale trae origine da Filippo Petrera (la seconda generazione), figlio di Nicola, e che fu a suo tempo soprannominato Il Fatalone.

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Il vocabolario del dialetto di Gioia del Colle

3 luglio 2017 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia

Sta per essere pubblicata la seconda edizione del ' Vocabolario del dialetto di Gioia del Colle ', da parte del signor Lorenzo Santoiemma, ' il giovane cantore pugliese della sua Gioia del Colle ', come lo definisce Ettore De Nobili, poeta vernacolare barese, nella prefazione al testo.

Questo ultimo lavoro riassume quanto l'autore aveva precedentemente raccolto nei quattro volumetti ' Il piacere di ricordare Gioia ' e si inserisce nel filone tracciato dal prof. Giuseppe Donatone, che ha scritto una grammaticale dialettale gioiese ( Saggio etimologico sul dialetto gioiese ), dal prof. Vito Celiberti che ha raccolto canti popolari e proverbi dialettali gioiesi ( Canti popolari di Gioia del Colle ), da quest'ultimo studioso insieme alla  maestra Seldina Matarrese  ( Il cuore antico di Goia del Colle in proverbi e detti vari ) e per ultimo, ma non di minore importanza dall'amico prof. Pinuccio Romano ( I paròle de tatàranne ).

Lo stesso De Nobili così riassume l'amore di Santoiemma per la sua terra e il suo dialetto: Emigrato da molti anni per motivi di lavoro nella grande metropoli lombarda, Milano, è sempre stata struggente per Lorenzo la nostalgia per il suo paese natìo, dove aveva trascorso gli indimenticabili anni della sua giovinezza. Nonostante il benessere raggiunto e i figli di stampo milanese, a lui mancavano il sole e il mare di Puglia, le voci, i suoni, gli odori, i sapori… e il dialetto del suo paese.

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Le Porte dell’Imperatore e Ricamo a corte

Entra nel vivo la IV edizione  de ' Le Porte dell'Imperatore ' edizione a cura delle Associazioni  ' Lavori in corso ' e Forme di Gusto ', con la ideazione e collaborazione dell'Associazione culturale ' Artensione '.

Nella fase preparatoria i responsabili delle Associazioni  ' Artensione ' e  ' Lavori in corso ' hanno  prioritariamente acquisito la disponibilità di otto proprietari di altrettante  porte d'ingresso di abitazioni,cantine o depositi del Centro storico su cui far operare i pittori e successivamente hanno effettuato  una selezione tra gli artisti che si erano resi disponibili, individuando otto giovani artisti gioiesi.

Costoro si cimenteranno nella decorazione pittorica delle porte, la quale verterà, come per le precedenti edizioni, sul tema di Federico II e sulle vicende legate al suo tempo, alla sua figura e alla sua corte.

Le porte  individuate si trovano  in Via Santa Maria Maddalena, Arco Nardulli, Arco di Costantinopoli, Arco Cimone e Vico Jovia.

Gli otto artisti che si cimenteranno in questa attività sono: Annamaria Cacciapaglia, Filippo Cazzolla, Vito Difilippo, Amatore Ditullio, Sheila Linzalata, Patrizia Mastrapasqua, Samantha Natuzzi, Francesca Pastore.

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Gli 80 anni del prof. Vito Antonio Lozito

21 giugno 2017 Autore:  
Categorie: Gioia Nota

Vito Antonio Lozito nasce a Gioia il 21-6-1937 da genitori gioiesi che operano nel settore dell'agricoltura.

Don Vincenzo Angelillo, rettore della chiesa di S. Francesco e direttore del Convitto Manzoni, avendo intravisto in lui una mente ben dotata e in grado di ben figurare in campo sociale, fine che non avrebbe potuto conseguire a causa delle modeste risorse finanziarie della sua famiglia, lo aiuta e lo sprona a continuare gli studi.

Lozito non tradisce le aspettative del suo mecenate e si laurea il Lettere. Inizia la sua carriera scolastica in giro per l'Italia finché approda a Gioia, dove insegna nella Scuola Media Carano e successivamente nel Liceo Classico, dove termina la sua carriera di docente.

Non smetterà di alimentare l'amicizia, quasi fratellanza, con don Vincenzo Angelillo a tal punto che dopo la sua morte cerca di raccogliere la sua produzione letteraria e pubblicare parti inedite dello studioso sacerdote gioiese e di dedicare alcuni studi sull'approfondimento e analisi delle sue opere. Da ricordare in tal senso  la pubblicazione nel 1896 del volume ' La poesia e la cultura  di Vincenzo Angelilli '.

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Parte la IV Edizione de ” Le Porte dell’Imperatore “

I ' Frammenti dell'Imperatore ', che erano stati riportati su vessilli di stoffa  e avevano arricchito il Centro Storico di Gioia nell'estate scorsa, stanno per trovare collocazione nella loro versione originale  tra le vie del borgo degli Schiavoni o borgo degli Albanesi. 

In questo modo andranno ad arricchire il Centro Storico e a renderlo più vivo con l'arrivo di nuovi turisti.

Frutto dell'inventiva di giovani artisti, che avevano risposto entusiaticamente al concorso voluto dall'Associazione artistico- culturale Artensione ( vedi ' Frammenti dell'Imperatore ' pubblicato  su questo sito ) ha prodotto numerose tavolette pittoriche legate alla figura e al mondo  di Federico II di Svevia.

Le tavolette, raggruppate in numero da sei a nove, fissate su un supporto ligneo, saranno poste sulla parete di alcune abitazioni site nelle vicinanze della chiesa di Sant' Angelo.

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Donato Leo

2 giugno 2017 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo

Donato LeoDonato Leo, 76enne, Maresciallo Maggiore " aiutante " carica speciale, dei Carabinieri, in pensione da oltre 24 anni è nato a Gioia del Colle.

Dopo aver girovagato l'Italia, in Toscana durante l'alluvione di Firenze, in Calabria, ha fissato la sua residenza in Sicilia, a Rocca di Capri Leone ( Comune di circa 4.500 abitanti in provincia di Messina ) .

Si è avvicinato alla poesia nel dicembre del 2008. Ha scritto oltre 700 poesie ed ha pubblicato sei libri. Nel 2010 ha pubblicato " Ricordi di gioventù ", nel 2012 il volume " Pensieri ed espressioni dell'animo, nel 2013 " Inno all'amore e al dolore ", nel 2014 è la volta di  " Le parole del cuore ", nel 2016 pubblica " Melodie in versi " e " Emozioni e sentimenti ".

Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, nazionali ed internazionali, e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: Targa di merito ed attestato per l'opera " il Vuoto " dell'Accademia  dei Bronzi di Catanzaro, nel 2013, pergamena e pubblicazione sul premio per aver partecipato al concorso " Premio Nazionale 2013 terza edizione Poesia edita " Leandro Polverini " in Anzio, ha conseguito il secondo posto nella sezione Poesia Sperimentale, targa di merito ed attestato per l'opera " Mezzo secolo d'amore " alla terza edizione Accademia dei Bronzi di Catanzaro.

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L’Inferno in dialetto gioiese

1 giugno 2017 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo

Dopo aver perso il ' Paradiso ' Gioia ritrova l' ' Inferno '. 

Fuor di metafora, Gioia dopo aver assistito alla chiusura dello storico Ospedale ' Paradiso ' si ritrova con l'Inferno dantesco. 

L'idea di tradurre l'Inferno nel vernacolo gioiese è venuta ad un nostro concittadino, classe 1935, che vive a Milano, dove risiede da molti anni. L'autore non ha mai dimenticato le sue origini gioiesi, le proprie radici e con cura costante si adopera per  mantenere vivi gli usi e i costumi del paese natio.

E' lo stesso autore a indicarci le motivazioni di questa sua scelta, che ha riportato nell'introduzione che precede  la traduzione in vernacolo Gioiese.

Tutto nasce dall'esigenza, terminata l'attività lavorativa, di tenere in esercizio e sempre attiva la scatola della memoria che, se s'inceppa, ahi! son guai.

E così dopo essermi impegnato a scrivere i quattro volumetti del " Piacere di ricordare Gioia ", il " Vocabolario del dialetto di Gioia del Colle " ed alcune poesie in dialetto gioiese inviate ad un concorso di poesie in vernacolo, che fare mi son detto, oltre che leggere e fare altro per tenere in esercizio la mente?

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I pastifici Nettis

7 marzo 2017 Autore:  
Categorie: Prodotti Locali, Storia

La tradizione Nettis, il cui primo pastificio fu fondato da Pasquale Nettis agli inizi degli anni  ’40, continua ancora oggi.

Pasquale, figlio di un proprietario terriero, dopo aver frequentato le scuole e approfondito gli studi tecnici si arruola nell’esercito tra i ‘Carabinieri a cavallo’. Ottiene una medaglia al valore militare ed è fatto prigioniero in Grecia.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale fonda a Gioia il Mulino e Pastificio Nettis. Subito dopo apre una fabbrica di ghiaccio a Gioia ed un’altra a Martina Franca.
Ottiene l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Ha ricoperto numerosi incarichi tra i quali: membro del Consiglio Direttivo del Banco di Roma,  assessore nel Comune di Leverano, tesoriere del Rotary Club di Gioia, Confratello della Chiesa di S. Francesco.

Il mulino si articolava in quattro reparti:
– impianto di macinazione del grano tenero
– separatore della farina dalla crusca
– servizi igienici

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