Il Fungo Cinese

A partire dagli anni '60 Gioia del Colle ha vissuto una fioritura musicale non solo per la presenza del pluripremiato Concerto Musicale Bandistico, ma anche per un consistente numero di gruppi musicali che hanno allietato serate in Gioia ed in altri Comuni della nostra regione.

Tra questi va annoverato, in modo particolare, il complesso denominato Fungo Cinese.

La sua storia risulta travagliata e complessa. Infatti nel 1963 nasce il Gruppo 63, precursore del Fungo Cinese. La formazione annoverava Franco Iacobellis, che si recò in America, alla chitarra e voce, Pippetto Procino alla batteria e voce, e i fratelli Guido e Alberto De Palma alla chitarra e contrabasso.  A questi  si aggiungono successivamente  Valerio Tango e Sandro Corsi, come musicisti, al posto dei fratelli De Palma, ed Elita Terribile, come voce solista .

Nel 1965 il gruppo cambia nome: da Gruppo 63  in Gli Scacchi.

Nel 1965 nasce a Gioia anche un altro gruppo musicale:  I Profani. Della prima formazione facevano parte Peppe Favale, chitarra e voce, Michele Buttiglione, chitarra solista e hawaiana, Peppe Procino, alla batteria e alla voce, Gino Campanale, cantante, e Leo Pomes, basso, ai quali presto si aggiunse alle tastiere Pino Paradiso. Il repertorio era incentrato sul rock melodico e ballabile. Grazie anche alla introduzione della  chitarra hawaiana di  Michele Buttiglione  i Profani riescono presto ad imporsi all’attenzione di impresari e pubblico divenendo una delle band protagoniste della scena locale degli anni 60. Con il passaggio al Fungo Cinese di Pino Paradiso, Peppe Procino e Peppe Favale nei Profani entra Carmelo Malvaso alla batteria. Il gruppo si riuniva in un locale nei pressi dell'Istituto Tecnico Industriale, chiamato "La Casetta", dove si  incontrava per fare le prove  e parlare di musica.

Dal 1965 il gruppo Gli Scacchi per il suo impegno e per la sua professionalità  inizia a farsi notare anche al di fuori del paese d’origine.

Nel 1965 il componenti del futuro Fungo Cinese partecipano alla  Prima Rassegna Canora del festival gioiese per cantanti e autori "Cantano pure loro" , manifestazione che si svolge nel Teatro comunale di Gioia, in qualità di gruppo musicale di accompagnamento dei cantatnti che partecipano alla gara.

 Nel 1967 il quintetto decide di cambiare stile, immagine e quindi nome diventando il Fungo Cinese, gruppo che resta in attività fino al 1976. Nello anno  la band apre a Gioia nei pressi dell’Arco Cimone uno dei primi locali da ballo, paragonabile alle discoteche che erano operanti nel nord d'Italia: il Piper Club Fungo Cinese.

Dal 1969, però, iniziano a susseguirsi senza significative soluzioni di continuità una serie di avvicendamenti nella formazione. Franco Iacobellis e Elita Terribile abbandonano, arrivano Peppe Procino e Pino Paradiso dai Profani e Sandro Corsi fino ad allora alla batteria riprende a suonare la chitarra e torna a cantare. Nel 1971 la tragica scomparsa di Valerio Tango spinge il Fungo Cinese all’ennesimo cambio, entra un altro ex membro dei Profani, Peppe Favale alla chitarra e alla voce;  poi Pino Paradiso esce dal gruppo, Vanni Procino prende il posto del fratello Peppe alla batteria e Antonio Da Costa vero cognome Pellicoro imbraccia chitarra e sax.
Il chitarrista Valerio Tango, uno dei fondatori del gruppo, muore nel 1971 in un incidente d'auto, mentre gli altri componenti decidono di andare avantii. Entra a far parte del complesso  Beppe Favale, proveniente dal complesso "I Profani", e il gruppo registra il suo unico 45 giri a Roma. La formazione comprendeva il cantante e chitarrista Sandro Corsi, il batterista Peppe Procino e i due nuovi componenti Vanni Procino e Antonio Da Costa (il cui nome all'anagrafe è Antonio Pellicoro). 
Il singolo contiene un brano cantato in inglese e uno in italiano. Il disco, intitolato"In the sky" ; il lato A è caratterizzato da venature piuttosto hard, mentre il retro ha sonorità più tranquille ed è accompagnato dal suono del flauto. Entrambi i brani presentano buone parti solistiche di chitarra. 

Nel 1973, dopo l'uscita dal gruppo di Pino Paradiso, il complesso già ridotto a quattro elementi ( Sandro Corsi, Peppe Favale, Pippetto Procino e  Peppone Procino) si registra anche  la defezione di Peppe Procino, chiamato a svolgere il sevizio di leva, rimpiazzato da Vanni Procino alla batteria  e Antonio Pellicoro alla chitarra e sax.

Fino al 1976 con questa formazione il Fungo Cinese ha calcato i palchi di tutta Italia, soprattutto sulla costiera amalfitana e su quella romagnola, accompagnando artisti famosi ,come i Pook, Patty Pravo, Jimmy Fontana, Newil  Cameron e Caterina Caselli, suonando in qualità di ospiti in programmi come Miss Italia e la Caravella in RAI incidendo un 45 giri per la RCA In the sky.  Nel1976 il Fungo Cinese si scioglie; una parte dei suoi componenti continua ad impegnarsi nel campo musicale mentre altri scelgono di intraprendere una nuova vita professionale, pur non abbandonando completamente di coltivare saltuariamente il proprio hobby musicale.  

Sandro Corsi continua tuttora a portare in giro il suo blues avendo come uniche bussole anima e passione per la musica, come anche si registra per Antonio Pellicoro, alias Antonio Da Costa.

Il ricordo del Fungo Cinese è ancora vivo a Gioia, nonostante i lunghi anni di inattività e la scomparda di uno dei fondatori storici del gruppo: Pippetto Procino, scomparso prematuramente.

Proprio per non perdere il ricordo di una stagione musicale importante per Gioia del  Colle, nell'anno sociale 2015-16 il Lions Club Monte Johe ha voluto posizionare una targa commemorativa al Fungo Cinese a fianco alla porta d'ingresso della "Casetta" dove il gruppo musicale si riuniva per le prove. La targa riporta la seguente iscrizione: Tra queste mura, un gruppo di giovani gioiesi, animati dal fuoco sacro della musica, diede vita al complesso  IL FUNGO CINESE fulgido ed inimitabile esempio per le future generazioni che ne seguirono l'appassionata scia. In particolare a PIPPETTO che con animo semplice e gioioso ha saputo allietare tante serate di musica e risate. Il Lions Club Monte Johe con affetto al socio fondatore Filippo Procino.

Il fumettista gioiese Roberto Pastore, erede del proprietario dello stabile di cui fa parte anche la "Casetta" non ha voluto far mancare il tocco della sua originalità dipingendo la porta d'ingresso di quelle stanze che furono utilizzate come sala prove dei concerti del Fungo Cinese con un'immagine storica del gruppo musicale Il Fungo Cinese.

 

Incontro con il sindaco Giovanni Mastrangelo

17 Giugno 2019 Autore:  
Categorie: Attualità, Comunicati

Il giorno 17 giugno 2019 l'avv. Gennaro Losito e il prof. Francesco Giannini, dopo richiesta scritta di udienza, hanno incontrato il neo sindaco di Gioia del Colle, avv. Giovanni Mastrangelo, per notiziarlo su alcune proposte presentate nel marzo scorso  al Commissario Prefettizio, dott. Umberto Postiglione, proposte che non avevano ottenuto risoluzione poiché il Commissario  aveva ritenuto essere di competenza della nuova amministrazione comunale.

All’incontro è stata presente anche la Direttrice della Biblioteca comunale, dott.ssa Arianna Addabbo.

1-I richiedenti hanno ricordato al sindaco che in data 8 marzo 2019  il "Centro Studi Antonio Donvito genius loci" aveva presentato al Commissario Prefettizio, dott. Umberto Postiglione, una richiesta per intitolazione di una strada cittadina al prof Antonio Donvito, studioso di storia di Gioia e autore di testi sul Castello Normanno-Svevo, sugli scavi archeologici di Monte Sannace e di numerose pubblicazioni inerenti il territorio di Gioia e dei dintorni. A tale richiesta era stata  allegata una corposa scheda biografica, con l'indicazione degli studi e dei lavori pubblicati nonché degli incarichi ricoperti dal prof. Antonio Donvito, giustificativa di tale proposta.

Il sindaco, preso atto di tale richiesta, e, in virtù dei meriti e dell'impegno costante profuso dal prof. Donvito negli studi e nell'approfondimento delle origini di Gioia e della sua storia nel corso dei secoli, nonché dei meriti acquisiti in diversi campi e dei numerosi incarichi ricoperti, ha aderito a tale proposta e, alla presenza della dott.ssa Addabbo, ha affermato che avrebbe interessato l’ufficio preposto per  avviare gli adempimenti consequenziali al conseguimento dell'obiettivo richiesto.

2-I presenti  hanno altresì ricordato che il "Centro Studi A. Donvito" in data 7 marzo 2019 ha protocollato una richiesta di istituzione di solennità civile il giorno 14 febbraio, in ricordo della data dell’eccidio dei Martiri del 1799, citando la richiesta del Consiglio comunale de 24-11-1898. Tale evento, infatti, portò il Consiglio comunale di Gioia a deliberare in data 24-11-1898 sulle seguenti proposte: 1- Che in Piazza Jovia o Largo Castello, pel giorno 12 febbraio 1899, se sia possibile, sorga un piccolo monumento in marmo, o in bronzo, con una lapide portante i nomi dei Del Re, Losito, Filippo Petrera, Silvio Bonavoglia e don Michele Petrera. 2- Che detta Piazza prenda il  nome di Piazza de' Martiri del 1799, nel giorno del centenario. 3- Che il giorno 12 febbraio 1799 sia solennemente commemorato.

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Il prof. Francesco Svelto nuovo Rettore dell’Università di Pavia

Non finisce di stupirci la famiglia Svelto. Dopo i fratelli  prof. Orazio Svelto, uno dei padri del laser, accademico del Politecnico di Milano e il prof. Vito Svelto, accademico presso l'Università di Pavia, dopo la  sorella, la prof.ssa Maria Svelto, Preside della facoltà  di Scienze Biotecnologiche dell'Università di Bari, dopo il prof. Francesco Svelto, figlio del dott. Cesare, che nel 1988 è entrato a far parte dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), come responsabile del settore delle tecnologie di base fino al 2008, co-leader della squadra di terra che ha seguito le due missioni dello Space Shuttle NASA, dedicate al satellite al guinzaglio  ( TSS ), in cui hanno volato i primi tre astronauti italiani, Franco Malerba, Umberto Guidoni e Maurizio Cheli. Dal 2009 al 2011, responsabile della partecipazione italiana alle attività della Stazione Spaziale Internazionale e in questo ruolo ha coordinato gli esperimenti della missione di Roberto Vittori nel 2011 ed ha rappresentato l’Italia al conferimento del brevetto ESA di astronauta a Luca Parmitano e a Samanta Cristoforetti e ha inoltre coordinato lo storico lancio dello Space Shuttle, in questi giorni è il prof. Francesco Svelto, figlio del prof. Vito, a regalarci gioie e riconoscimenti dal mondo accademico, con la sua recente nomina a Rettore della prestigiosa Università di Pavia. 

A lui le congratulazioni per l'alto incarico ottenuto e l'augurio di continuare nell'opera dei suoi predecessori, volta a portare sempre più in alto a livello internazionale la prestigiosa Università che gli è stata affidata.

Di seguito riporto un articolo apparso sul settimanale "La Voce del Paese" e sul blog "Gioianet", a cura di Dalila Bellacicco.

E’ con orgoglio che apprendiamo del prestigioso incarico di cui è stato insignito il professor Francesco Svelto, il 29 maggio eletto Rettore dell’Università di Pavia presso cui è docente ordinario di Ingegneria elettronica. In questa stessa facoltà nel 1991 si è laureato ed a giudicare dalle modalità con cui ha raggiunto questo risultato, anche molto stimato ed apprezzato.

Infatti è stato eletto al primo scrutinio con 784 voti. L'altro candidato, Roberto Bottinelli, ordinario di fisiologia al dipartimento di medicina molecolare, ha ottenuto 247 preferenze e sono state 45 le schede bianche. Un record sia per la giovane età, Francesco Svelto ha solo 53 anni, che per l'affluenza registrata del 79,27% (1591 voti), decisamente superiore rispetto alle precedenti elezioni. 

Il rettore, figlio del gioiese Vito Sveltocon suo fratello Orazio e sua sorella Maria tra le eccellenze che vanta Gioia, è nato a Milano ma entrambi i genitori sono gioiesi e le sue radici sono nella nostra città che diede i natali a suo nonno Cesare Svelto. Prorettore uscente alla "terza missione" – si è occupato di "trasferimento tecnologico" e dei rapporti esterni dell'Ateneo -, assumerà il suo nuovo incarico dal prossimo 1° ottobre. Sino a quella data l'Università di Pavia verrà guidata dall'attuale rettore, Fabio Rugge.

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Consegna alla città di Gioia di altri 5 pannelli turistico-informativi

Il giorno 31 maggio, a partire dalle ore 11,15, saranno scoperti altri cinque pannelli turistico-informativi, frutto del  progetto PON-FSE 'Per la Scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento'  Inclusione sociale e lotta al disagio, sottotitolo 'Malum granatum: ritrovare il senso di appartenenza'.

Il progetto, ideato e ammesso a finanziamento europeo, è a meritoria iniziativa della prof.ssa Giulia Notarnicola, docente di lettere dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, che, nonostante gli ostacoli e le numerose  difficoltà  organizzative incontrate durante la conduzione del percorso educativo, ha tenacemente creduto e perseguito gli obiettivi che si era prefissati. La prof.ssa Notarnicola si è avvalsa della collaborazione dell'esperto prof. Francesco Giannini, della prof.ssa Piera De Giorgi, del Liceo Scientifico 'R. Canudo ' di Gioia del Colle, che con la prof.ssa Maria Laricchia dell'ITT 'Galilei'  ha curato la traduzione in lingua inglese delle prime bozze dei testi  e della collaborazione della prof.ssa Rosa Donvito, dello stesso Liceo Scientifico, che ha curato la stesura definitiva e aggiornata in lingua inglese dei testi stampati sulle 12 targhe.

I cinque pannelli, che saranno scoperti alla presenza del Commissario Prefettizio dott. Umbero Postiglione, del Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "R. Canudo" di Gioia del Colle, della prof.ssa Giulia Notarnicola, del prof. Francesco Giannini, degli alunni partecipanti al Progetto e di tutti i cittadini che vorranno essere presenti, sono i seguenti:

Monumento ai Martiri del 1799

Casa Torre

Casa Sala-Buttiglione

Palazzo Tateo De Bellis, ex Scuola Media Losapio e futura Biblioteca comunale

Villa Cassano.

Consegna alla città di Gioia dei primi due pannelli turistico-informativi

Il giorno 24 maggio saranno consegnati alla città di Gioia i primi due pannelli turistico-informativi, a completamento del PON-FSE 'Per la Scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento'  Inclusione sociale e lotta al disagio, sottotitolo 'Malum granatum: ritrovare il senso di appartenenza'.

Il progetto, ideato e ammesso a finanziamento europeo, è a meritoria iniziativa della prof..sa Giulia Notarnicola, docente di lettere dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, che si è avvalsa della collaborazione dell'esperto esterno, prof. Francesco Giannini.

I due pannelli, che riguardano i due Enti che sono stati compartecipi del Progetto, l'TT "Galileo Galilei"  e il Comune di Gioia, saranno sistemati sul prospetto dell'Istituto Tecnico Tecnologico e del Palazzo Municipale alla presenza del Commissario Prefettizio, dei professori e degli alunni coinvolti nel Progetto e dei cittadini che vorranno parteciparvi.

Presentazione pannelli turistici di Gioia del Colle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno 17 maggio 2019 alle ore 9,30  nell'Aula Magna del Liceo Classico 'P. V. Marone' di Gioia del Colle saranno presentatie12 targhe turistico-informative che saranno apposte su altrettanti siti del Comune di Gioia del Colle.

Tali cartelli costituiscono la conclusione di un PON-FSE 'Per la Scuola, competenze e ambienti per l'apprendimento'  Inclusione sociale e lotta al disagio, sottotitolo 'Malum granatum: ritrovare il senso di appartenenza'.

Il progetto, ideato e ammesso a finanziamento europeo, è a meritoria iniziativa della prof.ssa Giulia Notarnicola, docente di lettere dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia del Colle, che, nonostante gli ostacoli e le numerose  difficoltà  organizzative incontrate durante la conduzione del percorso educativo, ha tenacemente creduto e perseguito gli obiettivi che si era prefissati. La prof.ssa Notarnicola si è avvalsa della collaborazione dell'esperto prof. Francesco Giannini, della prof.ssa Piera De Giorgi, del Liceo Scientifico 'R. Canudo ' di Gioia del Colle, che con la prof.ssa Maria Laricchia dell'ITT 'Galillei'  ha curato la traduzione in lingua inglese delle prime bozze dei testi  e della collaborazione della prof.ssa Rosa Donvito, dello stesso Liceo Scientifico, che ha curato la stesura definitiva e aggiornata in lingua inglese dei testi stampati sulle 12 targhe.

Al progetto hanno partecipato circa 30 alunni, frequentanti in diverse classi dell'ITT 'Galileo Galilei' di Gioia e  residenti a Gioia e in  diversi  paesi limitrofi.

Obiettivo del progetto: La riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa, attraverso interventi di sostegno agli studenti con particolare fragilità. Il tutto finalizzato all'acquisizione nei giovani di competenze sociali e civili che riguardano la capacità di impegnarsi in modo efficace con gli altri nella sfera pubblica, di mostrare soladarietà e interesse per risolvere i problemi che riguardano la collettività locale e la comunità allargata.

Il progetto gode dela collaborazione del Comune di Gioia del Colle, che ha creduto nella bontà dell'iniziatica educativo-culturale e, tramite il Commissario Prefettizio, dott. Umberto Postiglione,  ha sottoscritto  l'accordo di partenariato  che prevede il contribuito economico necessario per la realizzazione delle dodici targhe.

I siti su cui saranno installati i pannelli sono i seguenti:

– Palazzo Tateo-De Bellis, ex Scuola Media Losapio, prossima Biblioteca comunale, in Piazza Umberto I

– Casa Torre, in via Fontana

– Chiesa di Santa Maria Maddalena, in via Santa Maria Maddalena

– Caffeaus, in via Padre Semeria

– Cippo del Primitivo, in via Le Carrare, contrada Liponti

– Il Monumento ai Martiri del 1799, nell'omonima Piazza

– Il Molino-Pastificio Pagano ed ex Campo di concentramento, in Via Paolo Cassano

– Il Museo della Civiltà Contadina, in Via Di Vittorio

– L'ex Monastero di San Domenico, Municipio Comunale, in Piazza Margherita di Savoia

– Il Palazzo Sala-Buttiglione, in Via Bartolomeo Paoli

– La Villa Cassano, in Via Roma

– L'ITT 'Galileo Galilei' ex Lanificio Lattarulo, in Via Mazzini.

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Alla presentazione dei pannelli interverranno: il prof. Rocco Fazio, dirigente dell'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "R. Canudo" di Gioia del Colle nonché del Liceo Classico "P. Virgilio Marone" di Gioia del Colle e dell'Istituto Tecnico Tecnologico "Galileo Galilei " di Gioia del Colle, il Commissario Prefettizio del Comune di Gioia del Colle, dott. Umberto Postiglione e il Presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano, imparentato con la famiglia Lattarulo, alla quale è dedicato uno dei pannelli, che parlerà della "Famiglia Lattarulo: un esempio di imprenditoria illuminata a Gioia del Colle".

Poiché molto resta ancora da studiare ed approfondire su Gioia del Colle, si spera che altre iniziative simili possano essere messe in campo da Istituti scolastici o Associazioni turistiche e culturali, in modo da  valorizzare la conoscenza di altri luoghi storici significativi di Gioia non solo ai nostri concittadini, ma anche ai turisti che, spesso, associano il nome di  Gioia solamente alla presenza del Castello Normanno-Svevo, del Museo Archeologico e degli scavi archeologici di Monte Sannace.

 

Don Luigi Tosco nel 70° anniversario della morte

13 Aprile 2019 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Don Luigi Tosco

Quest'anno ricorre il 70° anniversario della morte di don Luigi Tosco, un sacerdote  non  gioiese di nascita, ma che  ma si può considerare tale per  adozione.

Don Luigi  Tosco ricopre il ruolo di arciprete di Gioia dal 15-11-1934 al 12-05-1949. Succede a don Francesco Paolo Giove, che era stato arciprete dal 18-02-1900 al 5-01-1934. Questi nel 1924 era stato colto da paralisi e costretto fino all'immobilità permanente e a non poter uscire più di casa.

All’arciprete Giove, nato a Santeramo il 1° dicembre 1859 e morto a Gioia  il 3 febbraio 1935, si deve l’acquisto dell’effigie di San Rocco, quando fu nominato direttore spirituale dell’omonima Confraternita, poiché  la chiesa possedeva solo una statua in pietra del Santo, che non si poteva portare in processione. Durante la sua arcipretura si adoperò per una migliore conoscenza e venerazione dei due Patroni: Santa Sofia e San Filippo.

Gli ultimi difensori del culto di S. Sofia a Gioia furono l’arciprete Andrea Giove che nel 1871 scriveva  al Vicario Generale della Curia di Bari per fornire questa chiesa dell’uffizio proprio della Santa, e l’arciprete Francesco Giove, che nel 1906 si recò a Roma per un viaggio informativo su notizie della vita e sulla leggenda di S. Sofia  Continua la Lettura

I 150 anni del Circolo Unione di Gioia del Colle

Il Circolo Unione di Gioia del Colle,  per ricordare i 150 anni (1868-2018) della sua fondazione, sabato 13 aprile 2019 propone una conversazione con il prof. Francesco Giannini sul tema “Il Circolo Unione: Centocinquanta anni nella storia di Gioia del Colle”.

L’incontro, che  si terrà nel salone del Circolo Unione alle ore 18,30, prevede la proiezione di immagini e documenti che illustrano la storia del Circolo Unione negli anni della sua lunga vita, con riferimenti a risvolti nella vita sociale, economica e politica di Gioia del Colle durante la sua presenza nel nostro Comune. Una Storia nella Storia, che mira a recuperare il nostro passato e le nostre eccellenze sia in termini di risorse umane sia di sviluppo culturale e di positività nei vari settori della vita del nostro paese.

La cittadinanza è invita a partecipare.

L’UTE di Gioia presenta ‘La Passione e il Servo di Jahvè’

Come è consuetudine da alcuni anni il 17 aprile prossimo, in preparazione alla ricorrenza della Pasqua,  l’Università della Terza Età e del Tempo libero di Gioia del Colle presenta una rievocazione della Passione di Gesù sul tema ‘ La Passione e il Servo di Jahvè’, tratta da ‘ Il Vangelo secondo Matteo’ di P.P. Pasolini, ‘ Mathaus Passion’ di J.S.Bach, ‘Profeti’ dell’Antico Testamento.

I testi sono elaborati da Vito Mastrovito, che ne cura la regia.

La rappresentazione si terrà nel Chiostro del Comune di Gioia del Colle alle ore 19,00  e vedrà il coinvolgimento di  molti iscritti ai corsi UTE e che frequentano: il laboratorio corale con il prof. Francesco Lorusso, il laboratorio teatrale con il docente Ugo Maurino  e il corso di fotografia con il docente  Giovanni Addabbo.

Accompagneranno la rievocazione, al violino  la prof.ssa Vincenza Romano e al violoncello la prof.ssa Rossella Tinelli.

Consulenza e allestimento scenico a cura di Giovanni Addabbo e Francesco Giannini.

L’iniziativa messa in campo dall’UTE di Gioia si inserisce nell’alveo degli obiettivi educativi che sono peculiari dell’Università e ha preminentemente lo scopo di offrire alla città una valida occasione di riflessione durante la Settimana Santa, in preparazione alla ricorrenza della  Santa Pasqua.

L’evento, che gode del  patrocinio del Comune di Gioia del Colle, è offerto alla cittadinanza nel ricordo di don Vito Marotta, sacerdote gioiese, nella ricorrenza del decennale della sua morte, avvenuta il 2 aprile 2009.

L’ingresso è libero ed aperto a tutta la cittadinanza.

Ricordo di don Vito Marotta a 10 anni dalla morte

28 Marzo 2019 Autore:  
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia

don Vito Marotta

Il 2 aprile 2019 ricorre il decimo anniversario della morte di un nostro illustre concittadino: il sacerdote don Vito Marotta, il quale  nasce a Gioia del Colle il 4 maggio del 1955.  E’ un percorso insolito quello di don Vito prima abbracciare la scelta sacerdotale, scelta maturata in età adulta, come è confermato  dalla data dell’avvenuta ordinazione a trenta anni; infatti  viene ordinato presbitero il 17 ottobre 1985.  Dopo aver completato gli studi superiori sceglie di mettersi al servizio del prossimo per curare il corpo, le malattie fisiche, iscrivendosi alla facoltà di medicina. Dopo aver frequentato quel corso di studi per quattro anni  comprende che la sua missione è quella di prendersi cura dell’uomo, ma in particolare della sua anima, del suo spirito, delle sue sofferenze morali e della sua povertà, ad imitazione dell’insegnamento  di Gesù, mite e umile di cuore, dedicando la sua vita a diffondere il messaggio salvifico di Cristo e donando  se stesso a Lui, alla Chiesa  e ai fratelli.  

L’Arcivescovo di Bari, mons. Mariano Magrassi lo nomina parroco  della parrocchia di Sant’Agostino di Modugno, paese alle porte di Bari, che si stava espandendo  per la presenza di una vasta area industriale e perché  sede preferita dei baresi che avevano scelto di risiedere in periferia piuttosto che nel capoluogo. Dopo sei anni di pastorale nel paese di Modugno  l’arcivescovo mons. Francesco Cacucci, conoscendo le sue doti umane e la sua profonda carica di fede, lo nomina responsabile della parrocchia di Loseto, una frazione alle porte di Bari, priva di servizi e persino di una chiesa. Don Vito si mette subito al lavoro e riusce a far costruire la chiesa, progettata  dall’architetto Renzo Piano, che diviene non solo luogo di preghiera, ma anche centro di aggregazione di giovani e adulti, luogo di condivisione di problematiche  e di necessità di una comunità che voleva uscire dall’isolamento e dall’emarginazione in cui era stata confinata. Continua la Lettura

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