Antonio Donvito

Figlio di Giovanni e Maria Domenica Martoscia, Vito Antonio Donvito nasce a Gioia del Colle il 13 agosto 1914, dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza, e dove completa gli studi nel Liceo classico. Dopo aver conseguito  la maturità classica, nel 1936 si iscrive e frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università di Napoli, dove si laurea […]

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Prof. Antonio DonvitoFiglio di Giovanni e Maria Domenica Martoscia, Vito Antonio Donvito nasce a Gioia del Colle il 13 agosto 1914, dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza, e dove completa gli studi nel Liceo classico.

Dopo aver conseguito  la maturità classica, nel 1936 si iscrive e frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università di Napoli, dove si laurea con una tesi in Archeologia, sulla ceramica peuceta, conseguendo il massimo dei voti.

Suoi professori sono stati insigni Maestri e archeologi, come Amedeo Maiuri e Domenico Mustilli. Il primo è stato Direttore del Museo archeologico di Rodi, Sovrintendente agli scavi nel Dodecanneso, Direttore del Museo archeologico di Napoli e degli scavi di Ercolano e Pompei, libero docente di Archeologia e storia dell'Arte  e incaricato dell'insegnamento di antichità greche e romane nell'Università di Napoli. Il secondo è stato titolare della cattedra di Archeologia, nell'Università di Napoli.

Con entrambi ha stabilito e mantenuto legami di studio  fino alla loro scomparsa ( rispettivamente il 1963 e il 1966 ).

Durante il periodo della seconda guerra mondiale, esattamente da 31 agosto 1940 viene inviato in Sardegna, in qualità di sottotenente di artiglieria; vi rimarrà anche a guerra conclusa, e cioè fino al 15 dicembre 1950.

Inizia  la sua attività di docente presso il Liceo " Dettori " di Cagliari.  Lì conosce la donna della sua vita, la futura moglie e si sposa. Coniuga  subito la sua attività di docente con quella di marito e di studioso, approfondendo i rapporti tra la  lingua latina e quella sarda. Il suo amore per gli studi e per le ricerche, però, è orientato su altri fronti.

Infatti nel 1950 fa ritorno nella sua città natale, nella quale poi ha vissuto tutta la vita e ha alternato l'attività di insegnamento con la ricerca archeologica e storica del territorio di Gioia. A questo suo amore, anzi passione,  per l'archeologia non è estranea la vicinanza della masseria paterna alla zona di Monte Sannace, che, probabilmente, accende nell'animo del giovane Antonio la voglia di approfondire la conoscenza di quel sito e dei suoi antichi abitanti. 

E' dapprima docente di scuola media e successivamente di liceo scientifico; svolge per breve tempo anche la funzione di preside.

Ad incoraggiarlo ai suoi studi storico-archeologici sono stati gli insegnamenti e l'incoraggiamento ricevuti dal suo maestro ed amico, l'economista e storico gioiese Giovanni Carano Donvito, morto nel 1949, un anno prima del suo rientro a Gioia; con lui ha condiviso una sentita amicizia e con grande tenacia  ha curato la pubblicazione postuma della sua " Storia di Gioia dal Colle ".

Possiamo senza dubbio affermare che, dopo gli studi storici su Gioia effettuati dal  Carano Donvito, attività di ripiego per l'illustre economista, esercitata  come supplenza al suo forzato esilio accademico, il Donvito è colui che eredita da lui il testimone dell'amore per la nostra storia, impegno e lavoro quotidiano che lo porta alla riscoperta, alla conoscenza e all'approfondimento della storia locale dalle sue origini fino all'età moderna.

L'amico perduto  viene in parte rimpiazzato dall'amicizia e comunanza di interessi per l'archeologia del collega prof. Adolfo ( meglio conosciuto come Armando ) Celiberti, con il quale collabora nelle ricerche sul sito archeologico  Santo Mola e al quale subentra nel ruolo di Ispettore Onorario dopo la sua improvvisa morte, avvenuta nel 1963.

Dal 1964 al 1979  riveste la carica di Vicepresidente della Pro Loco ( della quale Associazione per qualche tempo è stato anche Presidente ).

Risale a questo periodo il suo impegno, in qualità di Presidente del Comitato che viene istituito per trovare fondi per la pubblicazione del testo di Giovanni  Carano Donvito, La Storia di Gioia dal Colle, che viene dato alle stampe nel 1966.

Dopo questo impegnativo lavoro nel 1976 rispolvera i suoi interessi archeologici, risalenti al periodo della tesi di laurea e riprende e affronta lo studio e la ricerca sulle figure geometriche peucete nei reperti vascolari  e su Monte Sannace e le sue cerchie murarie. Nel 1960-62 le ricerche e gli scavi su Monte Sannace erano stati oggetto di pubblicazione ad opera dell'Accademia  dei Lincei ( Atti della Accademia nazionale dei Lincei, anno CCCLIX, Notizie degli scavi di antichità, serie VIII, volume XVI, fascicoli 1-6, Roma ) .

Dal 1970 si interessa di altri siti archeologici presenti nel territorio di Gioia: Santo Mola, Murgia San Benedetto, Masseria del Porto.  

Il professore Donvito ha rivolto gran parte del  suo impegno ad approfondire ricerche sullo sviluppo urbanistico del centro peuceta di Monte Sannace ( Una quinta cerchia muraria a Monte  Sannace, in Arch. Stor. Pugl., 1968 ) e analizzarne motivi di gusto artistico ( La figura umana nel geometrico peuceta, in " Pensiero ed Arte ", XXIII, 1967 ). Ha altresì scoperto insediamenti e presenze di civiltà preclassiche nel territorio extraurbano di Gioia, ha promosso e potenziato studi più approfonditi e più estesi da parte di specialisti del settore ( Dolmen e tombe a tumulo dolmenico a Masseria del Porto, in Arch. Stor. Pugl.", 1971  ).

E' stato promotore e sostenitore dell'istituzione di un Museo archeologico gioiese e ha diretto anche alcune campagne di scavo a Monte Sannace negli anni '60 e '70, finanziate dalla Pro Loco.

Più impegnativo è stato negli ultimi tempi  il suo contributo alla conoscenza e allo studio dei castelli di Puglia e di quello di Gioia in particolare. Sul nostro monumento il professore Donvito ha esteso l'indagine alla ricerca della sua reale funzione e della sua formazione stilistica ed architettonica nei diversi periodi della sua storia:

Il sistema di fortificazione federiciano e il castello di Gioia del Colle ( in " Annali del Liceo Class. e Scient.  Di Gioia del Colle ", Ediz. Del Centro Librario, Bari/Santo Spirito, 1970 ); 

Il restauro del castello di Gioia del Colle ed i suoi nuclei storici ( in " Arch. Stor. Pugl.", 1975 ); Presenza federiciana nel castello di Gioia del Colle; Opere fortificate della Regione Puglia;

Il Castello di Gioia del Colle ( in Castellum ); 

Schede storiche su 15 Castelli della Puglia ( in Castelli torri e opere fortificate di Puglia, Adda  Edit. Bari 1974, a cura di Raffaele De Vita ).

Il 28 marzo 1977  viene eletto Vicepresidente dell'Istituto dei castelli pugliesi.

Nello stesso anno viene dato alla pubblicazione il volume " Gioia del Colle vista dal pittore Raffaele Van Westerhout ", Tipolitiografia Mare, di Bari, nel quale profonde il suo impegno  in  pagine  introduttive  ai vari argomenti  o temi trattati e in precisi e sintetici commenti illustrativi alle tavole riprodotte.

Nel 1979 pubblica la monografia: "  Il castello di Gioia del Colle  nella storia, nella leggenda e nell'arte ", Schena ed., Fasano, 1979, uno studio  sulla nascita, sullo sviluppo stilistico ed architettonico, sull'utilizzo e sul restauro del monumento simbolo della città di  Gioia.

Nel 1982 dà alla luce un'altra approfondita monografia: Monte Sannace. Archeologia e storia di un abitato peuceta, Schena, Fasano, fondamentale opera di base per qualsiasi studioso che volesse cimentarsi su tale argomento.

Quando la Pro Loco avvia una serie di conferenze sulla storia di Gioia il professor Donvito collabora con numerosi saggi che vengono pubblicati, sempre a cura della Pro Loco, nella trilogia: Gioia. Una città nella storia e civiltà di Puglia.

A sottolineare la poliedricità degli interessi del professore nel 1987  giunge la pubblicazione del saggio " I Medici in Terra di Bari ". Tale presenza era stata avvalorata in passato con l'arrivo a Gioia della famiglia De'  Rossi, signori al servizio dei Medici, alla quale è intitolata la torre più alta del Castello di Gioia, quella posta a sud-ovest.

Questo suo  spaziare in vari ambiti culturali lo ritroviamo in numerosi altri saggi sulla storia locale : L'abolizione della feudalità e la formazione della piccola e grande proprietà terriera a Gioia del Colle  ( in Gioia. Una Città nella storia e civiltà di Puglia, vol I, Schena, Fasano 1986 ); Da Ioha a Gioia: Evoluzione storica e fonetica di un toponimo;  Cultura e civiltà scrittoria in epoca sveva: lo scriptor Iohensis ( in Gioia una città nelle storia e civiltà di Puglia, vol. II, Schena, Fasano1988 )

Nel 1988 su richiesta dell'editore fasanese Schena  si dedica ad uno studio che esula dall'ambito territoriale gioiese, e pubblica la prima ricerca completa  e sistematica sugli scavi di Egnazia, dal titolo: Egnazia. Dalle origini alla riscoperta archeologica.

Nel 1992 l'Istituto di Storia Patria per la Puglia, sezione di Gioia, lo acclama  Presidente onorario.

Il professor Francesco Maria De Robertis, Presidente del Centro Studi  di Storia Patria, per questo suo poliedrico impegno gli assegna l'appellativo " Genius Loci ".

La carica più prestigiosa che gli è stata assegnata è stata la Presidenza dell'Istituto Nazionale dei Castelli, Sezione Puglia, negli anni 1980 e 1981: Si dimette, però, da tale incarico per motivi familiari e di studio, che lo portano a dimorare per un lungo periodo  a Firenze.

Nel 1992 pubblica  Santo Mola. Un insediamento peuceta inedito nel territorio di Gioia (  In Gioia una città nelle storia e civiltà di Puglia, vol.III, Schena, Fasano ).

Ha pubblicato altri saggi:

  • Presenza federiciana nel castello di Gioia del Colle, in " Studi di Storia Pugliese in onore di G. Chiarelli ", vol. I, Galatina 1972;
  • La documentazione archeologica del territorio di Gioia del Colle, in Annali del Liceo Classico e Scientifico " Virgilio " Gioia del Colle 1954-1969, Edizioni del Centro Librario, Bari/Santo Spirito,  1970, pagg.66-81;
  • Città fortificate della Puglia preistorica;
  • Monte Sannace. Una zona archeologica fra le più interessanti e suggestive di Puglia;
  • Murgia di Gioia del Colle e Castellaneta. Le tombe dolmeniche della Masseria del Porto.

Un'altra sua  piccola pubblicazione, Monte Sannace ( Thuriae? ), zona archeologica di Gioia del Colle, corredata da disegni di Raffaele Van Westerhout  è stata edita dalle Arti Grafiche De Robertis di Putignano a cura della Banca Agricola Industriale di Gioia del Colle.

Mai  geloso del  suo " sapere ", il prof. Donvito ha contagiato  molti  studenti con  la  sua carica  e  la   sua voglia  di " fare  ", di operare in campo archeologico; ad essi non ha mai fatto mancare il suo apporto e la sua esperienza, sempre disponibile com'era a dare consigli e a condividere con loro  il frutto delle sue ricerche.

Ha partecipato a numerosi Convegni sull'archeologia della Magna Grecia.

Schivo come sempre e lontano dai riflettori del palco della vita, si spegne nel 2002 all'età di 88 anni, qualche settimana  dopo una pubblica manifestazione, svoltasi il 7 giugno 2002 nel Municipio di Gioia, nella quale in Consiglio comunale  viene consegnato ai suoi parenti un attestato di merito per la sua opera di educatore e di profondo cultore  di studi locali. In tale circostanza il professor Donvito è annoverato tra i suoi figli illustri e additato come luminoso esempio di " Memoria storica della città  ".

A quella cerimonia il professore era assente per motivi di salute, a causa di una malattia che poco dopo, esattamente il 14 luglio 2002,  doveva portarlo al meritato riposo dalle fatiche terrene.

Il Comune di Gioia ha voluto onorare la sua figura intitolandogli una sala della Biblioteca civica.

E' stato Ispettore Onorario della Soprintendenza ai  beni architettonici e archeologici  del Comune di Gioia.

Non ha mai smesso di studiare, di ricercare, di lavorare; trascorreva molto tempo tra carte antiche delle biblioteche per ricercare documenti onde rischiarare l'orizzonte e conoscere chi erano  gli antichi abitanti di Gioia, da dove proveniva il gioiese contemporaneo. 

Ha coltivato l'amicizia oltre che con i suoi alunni anche con i coetanei. Insieme ad alcuni amici, dopo gli impegni professionali, culturali, artistici era solito trascorrere  alcune serate nella sua cantina che si trovava in via Spada, nel centro storico, come momento conviviale e di condivisione delle sue fatiche e consolidamento dei reciproci legami di amicizia.

Una serie di impedimenti fisici non gli ha consentito di portare a termine molte altre ricerche che aveva avviato, sempre inerenti alla storia e alla cultura di Gioia. L'eredità che lui consegna, luminoso esempio di coerenza e di impegno per le giovani generazioni, è quella di continuare nel solco da lui tracciato per andare alle radici del nostro passato storico e quindi alle radici dell'uomo stesso e del gioiese in particolare.

Il suo zelo e l'amore per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio artistico del nostro Paese lo hanno portato anche a chiedere l'intervento della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici della Puglia  anche per  mettere un fermo ai lavori nelle adiacenze di monumenti  del passato  non propriamente " archeologici ", come una Coffee House, ubicata  nei pressi del vecchio Campo sportivo comunale.

Nel dicembre del 2009 ha preso avvio la costituzione di una Associazione Culturale intitolata al professor Antonio Donvito, " Genius Loci ", con lo scopo non solo di ravvivare il ricordo dell'uomo, dello studioso e del docente, raccogliendo in un Corpus tutte le pubblicazioni e saggi sparsi o inediti, ma anche di portare a compimento i lavori da lui avviati e non conclusi e di avviare e affrontare ulteriori studi di storia locale, che permettano di conoscere aspetti non ancora noti della nostra comunità e di riscoprirne le antiche origini e radici.

Un appassionato e sentito ricordo di Antonio Donvito, uomo, docente, archeologo, umanista  è stato tracciato dal professor Mario Girardi, suo amico, confidente e storico, oltre che collega, dalla dottoressa Angela Ciancio, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Gioia, dal professore Antonio Lozito, studioso, poeta e meridionalista e dal dottor Giuseppe Andreasi, già Soprintendente  per i Beni Archeologici della Puglia, durante una conferenza-incontro nel Circolo Unione di Gioia il 16 gennaio 2010. In tale circostanza è stata formulata la proposta all' Amministrazione comunale di Gioia di intitolare una strada cittadina al prof. Antonio Donvito.

La foto del prof. Antonio Donvito è stata gentilmente concessa dall'avv. Gennaro Losito.

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1 Comment To "Antonio Donvito"

#1 Comment By V.Donvito On venerdì, 19 marzo 2010 @ 10:03

Grazie per questo ricordo di mio padre

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19 marzo 2010

  • Scuola di Politica

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