Giacomo Argento

29 maggio 2016 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

2016-04-26 18.12.45Nasce a Gioia il 18 gennaio 1878 e muore a Gioia il 2 marzo 1951.

Lo strumento che suona è il Trombone solista. 

Figlio d’arte, in quanto il padre Francesco  è stato musicante della banda di Gioia ( basso tuba ) ed è padre del direttore d’orchestra Pietro.

Poiché mostra subito talento musicale il padre lo avvia sin da giovane allo studio della musica.  Frequenta a Gioia una  scuola musicale ed è allievo dei maestri della banda Raffaele Breazzano e Giuseppe Chiaia. Frequenta  il Conservatorio S. Pietro  a  Maiella  a  Napoli  dove  si  diploma sotto la guida del maestro Camillo De Nardis. 

Giacomo Argento è stato il miglior flicorno tenore che la banda di Gioia del Colle abbia mai avuto. Guida la banda gioiese nel 1919 in qualità  di capobanda o Vice Maestro.

Insieme a Raffaele Chiaia è stato l’artefice dei brillanti risultati che la Banda di Gioia ha riscosso su tutte le piazze d’Italia.

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Donato Castellano ( detto don Tutuccio )

28 maggio 2016 Autore:  
Categorie: Storia

CastellanoZio di Mimmo Castellano, nasce a Gioia  il 13-1-1905 da Giacomo e da Maria Boscia, penultimo di 10 figli.              

Dopo essere emigrato in Sudamerica  nel 1920  torna in Italia dall’Argentina.

Gioca nella formazione calcistica locale: La Polisportiva ‘ Manzoni’, voluta da don Vincenzo Angelillo e poi con la  Pro Gioia.

Per il suo fisico aitante e per il suo talento  calcistico viene selezionato e successivamente firma il suo primo cartellino con la Pro Italia di Taranto.

Nel 1926  presta servizio militare nell11° Reggimento Bersaglieri  Ciclisti a Gradisca (GO), dove gioca con la locale squadra di calcio: la Polisportiva Itala.

Nel 1927 ritorna in Puglia e firma per la squadra del Bari Football Club (Liberty), trasformatosi nel corso dell'anno in U.S. Bari, disputando 19 partite. 

Grazie anche a lui, per la prima volta  il Bari arriva in serie A.

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Raffaele Chiaia

27 maggio 2016 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Chiaia Raffaele

Raffaele Chiaia è nato a Gioia il 20 novembre 1878 ed è morto a Gioia l’1 aprile 1958. Il suo strumento è la   1^ Cornetta.

Suo padre, Giuseppe, musicante di clarinetto e maestro della banda di Gioia dal 1898 al 1905, già a 12 anni lo inizia allo Il suo talento musicale viene subito apprezzato, tanto che a 14 anni è una famosa cornetta  e dopo qualche anno è scritturato come solista  prima nella banda di Francavilla Fontana e successivamente in quella di Putignano. A Putignano conosce e sposa  Maria Rachele Ponzone. La sua fama si diffonde anche oltre oceano. Infatti dopo il   matrimonio  si   reca  in   America dove riceve una scrittura  nella  banda di Filadelfia. Dopo  sei mesi, però,  preso dalla nostalgia per l’Italia, fa rientro a Gioia.

Conosce il Maestro Falcicchio e da allora fino al termine della sua carriera il suo nome è legato alla banda di Gioia del Colle.

 Raffaele Chiaia continua a suonare la tromba e il flicorno soprano fino all’età di 75 anni circa, anche se non più come solista, ma come suonatore di tromba e di flicorno soprano, sempre con la stessa valentia e bravura.

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Giuseppe Romano ( detto Pinuccio )

Pino RomanoPino, o meglio Pinuccio, come veniva chiamato dai suoi amici, nasce a Gioia il 7-4-1946. Sua madre era casalinga e suo padre svolgeva la funzione di bidello nella Scuola elementare Mazzini di Gioia. Dopo aver  frequentato la scuola dell’obbligo si iscrive al Liceo Classico di Gioia dove consegue la maturità classica.   Perfeziona i suoi studi conseguendo la laurea in Lingue e letterature straniere presso l’Università degli Studi di Bari il 3 dicembre 1971.

A partire dal 1972  svolge  con professionalità e amore il suo ruolo di docente di lingua francese in diverse Scuole della  Basilicata, da San Giorgio Lucano a Montescaglioso, Rotondella, Ferrandina, Policoro e Matera.

Nel 1974  sposa Rosa Angela Mastrangelo; da questa unione nascono i due figli, Gianfranco e Dario, rispettivamente nel 1976 e nel 1983.

Negli anni ‘80 ottiene il trasferimento in provincia di Bari e insegna prima nel Liceo Scientifico di Gioia per completare la sua carriera scolastica nell’Istituto Tecnico Commerciale di Acquaviva delle Fonti.

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Mario Girardi

21 maggio 2016 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Primo Piano, Storia

Mario GirardiIl prof. Mario Girardi è nato l’1-11-1948 ed è venuto a mancare il 15 giugno 2015, in concomitanza  della festa di San Vito, al quale santo ha indirizzato anche alcune sue recenti ricerche storiche.

Diplomatosi nel Liceo Classico e laureato in Lettere classiche, è stato chiamato (2001) dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari ad insegnare, come Professore Ordinario, Filologia ed esegesi neotestamentaria, Storia dell’esegesi patristica, Letteratura cristiana antica (anche per la Facoltà gemmata di Taranto). È stato redattore (dal 1993) della rivista Vetera Christianorum, organo scientifico del Dipartimento di Studi classici e cristiani, e dal 2005 ha condiviso con il collega Giorgio Otranto la direzione della collana di Quaderni di Vetera Christianorum. Ha diretto (dal 2003) le Settimane di Studi patristici, organizzate a Trani dal Dipartimento di Studi classici e cristiani.

Quale «professore invitato» ha tenuto (1981-2001) corsi di Lectio Patrum e seminari di agiografia e metodologia della ricerca in scienze patristiche all’Istituto «San Nicola» di Bari, Facoltà di Teologia della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino in Roma. Dal 1986 ha fatto parte del Consorzio interuniversitario per gli Studi sulla letteratura esegetica cristiana e giudaica antica. È stato membro di Giunta nella Consulta nazionale dei professori universitari di Letteratura cristiana antica ( CULCA ); socio dell’Association internationale d’études patristiques ( AIEP ); dell’Associazione italiana  per lo studio della santità dei culti e dell’agiografia (AISSCA ); del Gruppo italiano di ricerca su «Origene

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Vincenzo Celiberti

Vincenzo CelibertiAnche Vincenzo Celiberti è un giovane gioiese che fa onore alla nostra città, ma   che  lavora in Francia. Per un brevissimo periodo è stato mio  alunno nella Scuola media.

Archeologo preistorico, è  specializzato in paleontologia e primatologia.  La sua passione per l’archeologia lo ha portato a girare per tutti i continenti alla scoperte di tracce della presenza dell’uomo nei tempi remotissimi. E la sua passione lo ha portato, insieme ad altri colleghi  al ritrovamento di numerosi reperti di uomini vissuti  nel periodo preistorico. Uno in particolare è stato strepitoso: il ritrovamento di un’ulna,  osso che dal suo cognome  ha  preso la dizione scientifica.

Ha preso parte a  scavi  in tutta l’Europa meridionale nonché in Etiopia, Cina e Corea del Sud.

E’ archeologo presso il Centre Européen de Recherches Préhistoriques de Tautavel in Francia.

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Roberto Cazzolla Gatti

Roberto Cazzolla GattiNativo di Gioia, dopo aver completato gli studi superiori presso il Liceo scientifico di Gioia, tra attivismo nelle associazioni ambientaliste e volontariato presso i centri di recupero della fauna selvatica, si è laureato col massimo dei voti in Biologia ambientale ed evolutiva presso l’Università degli Studi di Bari discutendo tesi (triennale) in Ecologia Marina (“Il monitoraggio delle risorse demersali del Mediterraneo”) e (specialistica) Antropologia (“Il sistema visivo dei primati e la stereoscopia”).

Ha conseguito un Dottorato di ricerca in Ecologia Forestale, presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, studiando le foreste tropicali africane e la loro biodiversità (Ph.D. in Tropical Forest Ecology), discutendo una tesi dal titolo “The anthropogenic impacts on tropical forest ecology and dynamics”.

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Gino Donvito

Gino DonvitoGino Donvito nasce a Gioia il 23-9-1954 e vive e lavora a Gioia del Colle, nella sua casa di campagna  immersa  nella Murgia barese. Dopo una formazione da autodidatta avvenuta tra Firenze e Parigi negli anni Settanta, decide di ritirarsi a Gioia, nella sua Puglia, che da sempre è una delle più affascinanti ispiratrici della sua arte  e della sua creatività. La luce particolari di questi luoghi, l’incantevole bellezza degli ulivi secolari, segno di un laborioso e centenario passato, e lo spirito libero  e ancora incontaminato di queste zone hanno continuamente ispirato la sua fantasia, rafforzando in lui la convinzione di trovarsi in uno tra i luoghi più suggestivi al mondo. Nella numerose mostre che ha tenuto, l’artista ha presentato i temi più svariati, da Ulisse e gli eroi omerici a Federico II e le dame dell’Imperatore, dalla giostra  medievale della Quintana ascolana fino ad esplorare la misticità del tema sacro. Appassionato conoscitore e cultore della storia medievale, nelle sue opere celebra continuamente miti e leggende legati al Medioevo.

Un lungo ritiro spirituale presso l’Abbazia della Madonna della Scala di Noci  nel 1994 lascia in Gino Donvito un segno indelebile che porta ad una svolta nella sua attività lavorativa. Da quel momento l’artista lascia la tela e i colori ad olio e sperimenta l’utilizzo del legno come supporto pittorico e l’acrilico come tecnica. Non troviamo più  la sua firma sui suoi quadri, che d’ora in poi saranno contrassegnati da un trifoglio di ulivo, che conferisce all’opera oltre che un significato ecoreligioso un valore affettivo. Infatti il trifoglio di ulivo ci rimanda al Tau francescano e alla Croce e ci ricorda uno dei prodotti della nostra terra.

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Donato Boscia

Donato  BosciaDonato Diego Maria Boscia nasce a Corato il 6 novembre 1957 da genitori gioiesi:  Angela Eramo e Vito Boscia, medico veterinario di Gioia del Colle. Donato nasce a Corato perché i nonni materni, il nonno notaio Diego Eramo e la moglie Angela Mastroviti, entrambi di origine gioiese, risiedevano a Corato per esigenze lavorative e, come costume dell’epoca, poiché le nascite avvenivano in casa, sua madre aveva espresso il desiderio di vivere la nascita del primo figlio (Donato Boscia) a casa dei propri genitori, dove si sentiva più tranquilla, visto che il marito Vito Boscia, Medico Veterinario, per la sua professione  era costretto a stare fuori casa gran parte della giornata.

Alcuni giorni dopo il parto i genitori rientrano a Gioia e prendono dimora in un’abitazione in via Roma, dove risiedono per 14 anni. Si trasferiscono successivamente in quella che un tempo era chiamata via Principe Amedeo, oggi via Donato Boscia, residenza della famiglia Eramo-Boscia.

Donato frequenta a Gioia la Scuola elementare Mazzini, la Scuola media Losapio ed il Liceo scientifico R. Canudo.

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