Vito Osvaldo Angelillo in finale nel Festival Internazionale di Regia Teatrale – ‘FANTASIO 11′
28 febbraio 2012 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano
Dopo essersi aggiudicato lo scorso anno il premio per la miglior regia alle eliminatorie regionali ed il terzo posto alle finali nazionali di Genova in occasione del Festival Internazionale di Regia Teatrale – Premio “G. Corradini” e Premio “F. Piccoli” di Trento, il regista ed attore gioiese Vito Osvaldo Angelillo approda alla finale nazionale della 14a edizione della rassegna per la seconda volta consecutiva, pur avendo dedicato a questo complesso progetto teatrale davvero pochi giorni, essendo infatti al contempo impegnato “anima e cuore” nella direzione di un film.
Più di 300 i registi partecipanti da Italia, Spagna, Francia e Germania per portare in scena “Gugliemo Tell” di Friederich Schiller in 18 minuti. Ad una giuria di esperti il compito di valutare le abilità tecnico/teatrali, la capacità di emozionare, armonizzare, gestire gli attori ed altro ancora. Nel gruppo dei finalisti italiani composto da Vito Osvaldo, Giuseppe Gatti, Alfonso Piccirillo, Oscar Strizzi, Marco Zavarise, Giulia Matuzzi e Rino Condecuri passa il turno la 27enne Clelia Notarbartolo, rappresentante lombarda, cui spetterà il compito di rappresentare l’Italia nel contesto internazionale. Continua la Lettura
La vita di San Filippo ( libro II cap. XVI )
28 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
DELLA VITA DI SAN FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XVI
Quanto fosse alieno Filippo da ogni sorte d'ambitione,
Non si mostrò Filippo niente meno staccato da gli honori, e grandezze del mondo di quello, che fosse dalle ricchezze. Viveva egli in Roma con gran concetto di Santità, non solo appresso gli huomini ordinarij, mà ancora appresso i Grandi, & infino da gli stessi Sommi Pontefici era non solo amato, mà grandemente stimato, e riverito; nondimeno frà tante grandezze, & occasioni di andar'innanzi si mantenne sempre con la sua solita humiltà, e disprezzo di se stesso. Rare volte andava à visitare i Sommi Pontefici, Cardinali, & altri Prencipi; ciò facendo solamente per qualche opera di carità, ò benefitio universale. Non volle mai accettare, nè pensioni, nè benefitij, nè dignità di sorte alcuna: Anzi sapendo non esser minor gloria appresso i savij quella, che si riceve nel ricusare le dignità, di quella, che s'acquista nell'accettarle, le ricusava con tanta destrezza, che appena quegli stessi, che voleano dargliele, se n'accorgeano; e pochissimi furono, che ciò penetrassero: onde rifiutando un Canonicato di san Pietro offertogli da Gregorio XIII. si scusò di non saper portare quella veste canonicale; & è cosa certissima, ch'ei ricusò non solo de' primi Canonicati di Roma, e Vescovadi importanti; ma ancora la dignità Cardinalitia. Continua la Lettura
Don Giovanni Ingravallo
27 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioia Nota, Leggi@mo & ..., Storia
Il 20 febbraio 2012, in modo solenne, con la partecipazione dell'Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Francesco Cacucci, del suo Ausiliario, Mons. Domenico Ciavarella, del Vescovo di Monopoli, S.E. Mons. Domenico Padovano e di numerosi presbiteri e il successivo 25 febbraio, in modo più ristretto alla comunità locale, la Parrocchia di Maria SS. Immacolata di Lourdes, di Gioia del Colle, ha commemorato la figura e l'opera di don Giovanni, suo parroco per 44 anni.
Don Giovanni Ingravallo nasce a Mola di Bari il 24 maggio 1917 e lì termina il suo percorso terreno il 25 febbraio 2002.
Dopo aver completato i suoi studi in seminario, è ordinato sacerdote il 20 luglio 1941 nella Chiesa Madre di Mola di Bari, dall'Arcivescovo di Bari, S.E. Mons. Marcello Mimmi, futuro Cardinale di Napoli, il quale, rivestendo quel ruolo, gli invierà il suo saluto e la sua benedizione in occasione della traslazione della salma di don Sante Milano dal Cimitero alla Chiesa dell'Immacolata.
Esercita il ministero sacerdotale a Mola di Bari fino al 1942, quando viene trasferito, in qualità di Vice Parroco, alla Chiesa Madre di Casamassima.
Nel 1948 viene nominato Parroco di Cellammare, sede in cui resta fino a febbraio del 1952, quando il Vescovo lo nomina Parroco della Chiesa Immacolata di Lourdes di Gioia del Colle, a partire dal 10 febbraio, in sostituzione di don Sante, che era deceduto il 15 settembre 1951. Continua la Lettura
Legature 2012 – Concerto di Leonardo Colafelice
26 febbraio 2012 Autore: Paola Sorrentino
Categorie: Acculturi@moci, Eventi & Tempo Libero, Primo Piano
La vita di San Filippo ( libro II cap. XV )
26 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
DELLA VITA DI SAN FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XV
Quanto Filippo fosse staccato dall'affetto della robba.
All'astinenza, e purità congiunse Filippo lo staccamento dalla robba, e dalle ricchezze; imperoche, se bene non fece voto di povertà, tenne nondimeno l'affetto lontanissimo da quelle, e da ogni sorte di proprio interesse. E oltre à quello, che hanbbiamo raccontato ch'ei fece, mentre era Laico, in non voler le facoltà del Zio; e della povertà, con che visse volontariamente mentre stette in casa di Galeotto Caccia; promosso poi al Sacerdotio, & esposto ad ascoltare le confessioni, essendogli stati più volte liberamente offerti da diversi personaggi di qualità molti donativi, etiandio delle migliaja di scudi, e ciò senza alcun rispetto ad opere pie, ma per darli meramente à lui, non volle però mai, ancorche lecitamente potesse, accettar cosa alcuna, dicendo di non voler ricevere in questo mondo la mercede delle sue opere: quando talvolta havesse preso qualche cosa, impiegava il tutto in servitio, ò della Chiesa, ò de' poveri. Continua la Lettura
Cibo, Ambiente e Terapia Oncologica Integrata
25 febbraio 2012 Autore: La Redazione
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano, Salute
La vita di San Filippo ( libro II cap. XIV )
25 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
DELLA VITA DI SAN FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XIV
Dell'Astinenza di Filippo
Mortificò in oltre Filippo la carne sua con l'astinenza, uno de' principali ajuti per mantenere, e conservare la purità; percioche oltre à quello, che fece in gioventù, come à pieno si è detto nel primo libro, fù solito, fatto Sacerdote, la mattina, ò di non prender nulla, ò ricrearsi solamente con un poco di pane, e vino: e questo per lo più facea passeggiando. La sera poi per l'ordinario se la passava con un'insalata cruda, e con un'ovo, ò un pajo al più. E per ordinario non se gli portava pane, ma mangiava il rimanente di quello, che se gli era portato la mattina per colatione. Vi aggiungeva però alle volte secondo i tempi qualche frutto; anzi si contentava d'una delle sopradette cose; & il Cardinal Baronio in un sermone disse, che il Santo digiunava sempre ogni dì. Non mangiò mai latticinij, nè altro cibo condito con essi, nè minestra; e rare volte pesci, e rarissime carne, se non ò per infermità, ò perche mangiasse con qualche forestiere; si che quando passava pe' macelli dicea: Per gratia di Dio non hò bisogno di queste cose; e stando in S. Girolmo della Carità, se tal volta gli era mandata carne, la solea dare à que'giovinetti, che quivi servon le Messe. Or quantunque fosse così poco il suo vitto, avvertiva però, che sempre gli avanzasse qualche cosa; solito di serbare i pezzi di pane in una canestrella; e quando i suoi penitenti andavano da lui, gli dava loro à mangiare, per mortificarli: benche tal volta li prendessero eglino stessi di nascosto, e distribuissero ad altri per divotione. Continua la Lettura
Presentazione del 15° Concorso Internazionale di Musica “Pietro Argento”
24 febbraio 2012 Autore: Paola Sorrentino
Categorie: Acculturi@moci, Eventi & Tempo Libero, Primo Piano
La vita di San Filippo ( libro II cap. XIII )
24 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
LA VITA DI S. FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XIII
Della purità verginale di Filippo.
Havendo infino à quì mostrato quanto grande fosse in Filippo l'amore, e la carità verso Dio, e verso il prossimo, e quanto fosse tenero, e compassionevole di cuore, e dovendosi hora trattar dell'altre sue virtù, prima di ogni altra mi offerisce la sua verginal purità, come quella, che non così facilmente si trova in molti, e che rende la persona più singolare, e maravigliosa nel cospetto degli huomini. Sapendo adunque Filippo quanto piaccia à Dio la monditia di cuore, subito, che cominciò, arrivato à gli anni della discretione, à conoscere il bene dal male, si mise con tutt'il suo potere à far guerra contra la concupiscenza della carne; nè mai cessò infino à tanto, che non riportò di essa la desiderata vittoria: onde, se bene per occasione de gli esercitij, che nel precedente libro si sono raccontati, gli conveniva pratticare con ogni sorte di persone, e perciò se gli porgevano molte volte occasioni di rovina, mantenne nondimeno sempre intatto il dono della verginità.
In prova della quale mi basterà solamente dire, come oltre la testimonianza, che ne hà fatto il Cardinal Baronio suo Confessore, à cui l'istesso Filippo, alcuni giorni prima che morisse, dolendosi dell'ingratitudine verso Dio, l'havea con molta copia di lagrime conferita; oltre à quello, che ne disse il Padre Persiano Rosa, che l'havea confessato, mentre il Santo era anche giovine, & oltre alla publica voce, e fama, che sempre n'è stata tanto in Roma, quanto in Fiorenza appresso tutti quelli, che lo conosceano: ultimamente la Sacra Congregatione de' Riti, Continua la Lettura
La vita di San Filippo ( libro II cap. XII )
22 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
DELLA VITA DI S. FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XII
Della compassione, e tenerezza del suo cuore
Fù poi tale in Filippo la compassione, e tenerezza del cuore, che non potea comportare di veder patire alcuno: e però, ancorche per altro abborrisse le ricchezze; nondimeno haverebbe voluto sempre haver denari per dare a' poverelli, e sovvenire alle miserie loro. Sentì dire, che una donna non usciva di casa per mancamento di veste, e subito si cavò la sottana, e glie la mandò. Se vedea zitelle, ò fanciulli mal vestiti non potendo sofferire quella miseria, procurava quanto prima di rivestirli.
Quando sapea, che alcuno pativa innocentemente, s'inteneriva di tal sorte, ch'era sforzato di far ogni opera per ajutarlo: come occorse nella persona d'un Gentil'huomo Romano imputato à torto d'un'homicidio: per cui, sapendo Filippo l'innocenza sua, s'adoperò così efficacemente col Papa, che n'ottenne la liberatione. L'istesso fece nella persona d'un Sacerdote, che essendo gravemente perseguitato presso de' Superiori, il Santo vi si mise con tanta caldezza per liberarlo, che se bene la parte contraria era potentissima, difese nondimeno il Sacerdote, e fece palese al Mondo la sua innocenza. Un'altra volta intendendo, che alcuni zingari stavano in prigione à torto per esser mandati in galea, mosso à compassione di que' poverini seppe tanto ben fare col Papa, che all'hora era il B. Pio V. di santa memoria, che gli liberò: & al tempo di Sisto Quinto liberò un'altro Gentil'huomo Romano, contra del quale erano venuti da' suoi Castelli moltissimi vassalli per formar processo contra di lui ingiustamente: e questa compassione, unita con la buona giustitia, era quella, che lo faceva esser'offitiosissimo verso di tutti. Continua la Lettura
La vita di San Filippo ( libro II cap. XI )
20 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
DELLA VITA DI S. FILIPPO NERI LIBRO II CAP. XI
Dell' Elemosine, che Filippo facea.
Non solo procurò Filippo con la sua carità d'ajutare il prossimo nell'anima, il che era quello, che principalmente pretendea; mà infin dove si stettero e sue forze, cercò d'ajutarlo ancor ne' bisogni temporali. Per la qual cosa, quando visitava infermi, che fossero poveri, era solito portar loro elemosine non solo di denari, mà ancora di tutte quelle cose, che faceano à proposito per le loro infermità: Nè aspettava di esser chiamato, mà egli stesso procurava d'intendere dove stessero pover'huomini, e povere donne, portando loro molte volte nelle proprie vesti, e nel seno diverse cose da ristorargli, caminando à tutte l'hore, & in ogni tempo, per eseguire quel tanto, che facea bisogno; e più volte portò memoriali al Papa, e fece altre fatiche per poverelli, e persone, che quasi non conosceva.
Era così grande il lui quest'affetto di carità, che spesso Dio gli facea gratia di veder'in spirito le necessità altrui; onde essendo venuto in povertà un certo Musico di Castel S. Angelo, ogni volta c'havea bisogno, il Santo Padre gli sovveniva, senza che fosse avvisato di cosa alcuna; & il simile fece ad Antonio Fantini, di sopra nominato, à cui, andandosi à confessare secondo il solito, e ritrovandosi in un grandissimo bisogno, diede sedici scudi, senza che esso gli dicesse nulla: come parimente fece ad un Nobile, ridotto in estrema povertà, al quale provvide di vitto, e di vestito per molto tempo. Nè facea Filippo elemosine di poco momento, mà di somme grosse, tanto di denari, quanto di altre cose; che però havendogli una Signora grande donato un paramento di stanze, subito lo fece vendere, e diede il prezzo per l'amor di Dio. Continua la Lettura
Obiettivo puntato su Lucilla Pellegrino
20 febbraio 2012 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Acculturi@moci, Primo Piano
“L’inquadratura non è mai scontata. La luce non è accessoria. Il soggetto non è mai casuale”. Lucilla Pellegrino, ventunenne esperta in grafica e fotografia, punta il suo obiettivo sull’educazione allo sguardo e alla lettura dell’immagine fotografica.
Arte e tecnica si fondono nelle geometrie di immagini “scolpite” di cui si avverte la fisicità, la tensione, dotate di una possente aura. Lo stigma dello “scatto d’autore” è un copy right inciso a fuoco e d’istinto sulle sue foto, che indossano il bianco e il nero con fresca e sobria eleganza, vestendo l’audacia dei soggetti di provocante poesia. Nel “non” colore la determinazione di chi sa di poter “osare”, sfidando ogni ingessata ipocrisia tatuandosi un artistico tatoo – seducente mantra di iconografico disdoro – o ferendosi con impossibili piercing prima ancora che sulla pelle nell’anima. Nel colore tutti i gradienti di una inconfessabile fragilità.
Sconcertanti e sconvolgenti scelte comunicative possono svelare una conflittualità irrisolta tra l’essere e l’apparire, un intimo disagio da esorcizzare sfidando e provocando lo sguardo, per catturare l’effimero, lasciar sbiadire banalità e ovvietà e creare “Arte”. Continua la Lettura
Aggiornamento Osservatorio Ospedale Paradiso
19 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Associazioni, Salute
In data 15 febbraio 2012 una delegazione dell'Osservatorio Permanente Ospedale Paradiso di Gioia del Colle e dell'associazione Cittadinanza Attiva, ha incontrato nel Palazzo Comunale il Commissario Straordinario del Comune di Gioia, dott.ssa Maria Filomena Dabbicco e la Dirigente del Distretto Socio-Sanitario n.13, dott.ssa Lucia Laddaga.
Gli intervenuti, dopo aver ringraziato la dott.ssa Laddaga per la richiesta avanzata alla Direzione generale ASL /BA di istituzione di servizi territoriali a favore di Gioia e del territorio del Distretto, le hanno chiesto di migliorare quelle richieste, con l'aggiunta di altri servizi e PAAC, come suggerito dal Direttore Generale della ASL, durante l'incontro del dicembre 2011 tra il Presidente dell'Osservatorio e la dott.ssa Dabbicco.
Gli intervenuti hanno chiesto al Commissario Prefettizio di convocare una riunione urgente tra loro e il direttore sanitario del Presidio Gioia-Noci-Putignano, dott. Domenico Labate, per conoscere da lui le motivazioni per cui viene rispettato il Piano di Riordino Ospedaliero, pubblicato sul BURP del 18-12-2010, che prevede il trasferimento dell'U.O.di Pneumologia da Gioia a Putignano, mentre non viene rispettata quella parte del Piano che prevede il mantenimento nel Paradiso di 32 posti letto.
Inoltre gli intervenuti hanno chiesto al Commissari Prefettizio di farsi carico di programmare un incontro con l'assessore alla salute della Regione Puglia, dott. Attolini e il Direttore Generale della ASL, dott. Colasanto, per sottoporre loro le proposte, peraltro da quest'ultimo richieste, di riconversione della struttura ospedaliera di Gioia del Colle con potenziamento di servizi territoriali.
Ricordando don Giovanni Ingravallo
19 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Comunicati, Eventi & Tempo Libero
Lunedì 20 febbraio 2012 la Comunità Parrocchiale della Immacolata Concezione di Lourdes ( la Chiesetta) ricorderà don Giovanni Ingravallo nel 10° anniversario della sua dipartita per la Patria celeste.
Alle ore 18,00 si terrà una concelebrazione, presieduta dall'Arcivescovo di Bari-Bitonto, S.E. Mons. Francesco Cacucci. Al termine la benedizione di una targa con cui si intitola il Teatro Parrocchiale a don Giovanni e l'inaugurazione di una mostra fotografica sulla presenza a Gioia di don Giovanni Ingravallo.
A seguire, nel Teatro Parrocchiale si terrà un commemorazione del Sacerdote, riguardante l'aspetto di Pastore, di educatore e di uomo, tenuta rispettivamente da don Antonio Serio, ex Vice Parroco dell'Immacolata, del prof. Vito Mastrovito, parrocchiano e responsabile di A. C. al tempo di don Ingravallo e da Angela Quaranta, nipote del defunto sacerdote.
Il giono 25 febbraio, data dell'anniversario della morte, al termine della messa vespertina la figura di don Giovanni sarà ricordata in un ìncontro aperto a tutta la cittadinanza, con testimonianze di amici e conoscenti.
La cittadinanza è invitata ad unirsi nella preghiera e a partecipare a queste due cerimonie commemorative in onore di don Giovanni, che per per 44 anni ha guidato la Comunità dell'Immacolata di Lourdes di Gioia del Colle.
La vita di San Filippo ( libro II cap. X )
19 febbraio 2012 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Acculturi@moci, Leggi@mo & ..., Storia
Filippo libera molti da malinconie, e scrupoli; e quanto fosse suo proprio il consolare.
Fu in oltre Filippo singolarissimo in toglier via le malinconie, e gli scrupoli; cosa tanto difficile da curarsi. Stava ritirato un nobile Romano nel Convento di S. Gregorio per conto d'una questione; & occorse, che un giorno fù portato à sepellire in quella Chiesa un morto, dietro à cui andava uno spiritato: e finite l'esequie si mise il gentil'huom per curiosità ad interrogare quello spiritato; il quale dopo alcuni ragionamenti, con un modo straordinario, e spaventevole, gli disse in faccia: Sei spiritato ancor tu. A queste parole entrò così fiera paura, e malinconia addosso à quel gentil'huomo, che dubitando di non esser veramente spiritato, si ridusse à farsi scongiurare; e talmente gli s'impresse quell'humore, che domandato da chi lo scongiurava come di chiamasse, rispondea con diversi nomi di demonij, secondo che gli veniva in fantasia; dando anche molti altri segni, che sogliono dare gli spiritati: sì che dal Sacerdote, che lo scongiurò alcune volte, fù giudicato, che veramente havesse gli spiriti addosso. Ma perche con lo scongiurare cresceva il suo male, aumentandosi l'humor malinconico, si mise poi in mano di quattro Medici de' principali di Roma; li quali, ancorche gli facessero moltissimi rimedij per purgargli dell'humore, & in particolare per fargli tornar il sonno, per difetto di cui, come per altri accidenti, si era ridotto, che non havea se non la pelle, e l'ossa; nondimeno non fù mai possibile di trovar cosa, che gli giovasse. Ond'esso lasciati da parte i Medici, andò un giorno à Torre di specchi, à visitare una sua Zia, che stava in quel Monasterio, e le raccontò tutt'il successo della sua infermità; e quelle Madri lo persuasero à consigliarsi col Santo Padre. Ma perche era giovine di mondo, e non ardiva andare da lui, sua Zia insieme con un'altra di quelle Madri pregarono il Santo, che per gratia volesse trasferirsi infino alla casa del parente. Filippo adunque andato da lui, con ogni libertà gli disse, che non era altrimente spiritato, e lo fece cantare un pezzo col P. Antonio Gallonio per diviarlo da quella fantasia, comandandogli appresso, che si lasciasse rivedere alla Chiesa nuova, come fece; e'l Santo con le solite carezze lo prese per la testa, e se l'accostò al petto, dicendogli: Come ti senti? & egli sentendosi consolare; rispose: Padre, son guarito. Gli fece poi fare una confessione generale: e perche quando il gentil'huomo dimorava con Filippo stava allegro, e contento, cominciò ad andar da lui ogni giorno, e trattenersi seco le hore intiere, co'l qual mezo à poco à poco, senza altri rimedi di medicine, ò di scongiuri, diventando persona di spirito, ricuperò la pristina sanità, seguitando dapoi con molto affetto gli esercitij dell'Oratorio. Continua la Lettura














