Bilancio della missione in Libia: Mai più guerre !
L’aggressione della Nato in Libia tende a trasformarsi in occupazione permanente. L'uccisione di Gheddafi, che per modalità sembra opera di uomini senza scrupoli, finora determina non solo un ulteriore drammatico epilogo della guerra in Libia ma mette in definitivo risalto un intervento che non ha giustificazione dal punto di vista del diritto internazionale, perché in [...]
L’aggressione della Nato in Libia tende a trasformarsi in occupazione permanente. L'uccisione di Gheddafi, che per modalità sembra opera di uomini senza scrupoli, finora determina non solo un ulteriore drammatico epilogo della guerra in Libia ma mette in definitivo risalto un intervento che non ha giustificazione dal punto di vista del diritto internazionale, perché in contrasto con la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu che si limitava all'imposizione della “no-fly zone”.Il bilancio della guerra evidenzia un prezzo altissimo di 30.000 morti, 8 mesi di combattimenti e non ci sono i presupposti affinché rimangano gli ultimi. Università, case e ospedali distrutti.
Popolazione in ginocchio per la carenza di risorse idriche, alimentari e di medicinali.
L’applicazione del piano “no-fly zone” sui cieli libici sono costati circa 200 milioni di euro allo Stato italiano, senza contare i costi supplementari, quelli aggiuntivi del mese di ottobre e dei prossimi a venire.
L’Italia, da sola, ha speso 12 milioni di euro (10 per l’aviazione) nella prima settimana di combattimenti. La cifra erogata dal governo per i primi sei mesi di guerra ammontava a 142 milioni, seguiti da 60 milioni per sostenere il rifinanziamento delle operazioni da luglio fino a settembre.
Dalla coalizione, solo nei primi due mesi di guerra, sono stati spesi 6 miliardi di euro, in pratica 140 milioni al giorno: 2 miliardi sostenuti dagli alleati, 1 miliardo circa dai ribelli e 3 miliardi sborsati dallo stesso Gheddafi per il suo esercito.
In totale, peggio di noi, la Gran Bretagna con 2 miliardi di euro. L’unico risparmio sarebbe arrivato proprio da Gioia del Colle: nella base aerea italiana i militari britannici sono stati “ospitati” dalla Nato.
Tutto questo mentre il nostro paese si appresta a subire delle misure economiche durissime che metteranno sotto tiro le pensioni, i lavoratori, i precari ed il futuro delle prossime generazioni italiane.
Ancora una volta è confermato: gli avvoltoi guerrafondai si arricchiscono, le popolazioni del mondo soffrono e si impoveriscono. MAI PIÙ GUERRA! UN’IMPERATIVO CHE SPETTA AI POPOLI APPLICARE.
Il Comitato per la Pace di Gioia del Colle, nella Settimana ONU del Disarmo, auspica in una crescita di consapevolezza pubblica verso il disarmo e l’autodeterminazione dei popoli come scelta di fondo della politica internazionale.
7 novembre 2011











