Ci scrive Padre Pio De Mattia.

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Abbiamo appena iniziato il cammino quaresimale che ci conduce alla festa di Pasqua. La Resurrezione di Cristo, vincitore del male e della morte, ci dice che anche noi possiamo vincere il male che è in noi e attorno a noi, se accogliamo il Risorto nel nostro cuore. Da soli non possiamo fare nulla, ma con Lui possiamo fare tutto. Quindi, prima ancora di stilare una lista di ?buone opere? da fare durante questa Quaresima, siamo chiamati a reimpostare la nostra vita, centrandola su Cristo Risorto, anziché su noi stessi. In tal modo la grazia, l’amore, la vita, la potenza del Risorto, come per caduta naturale, fluiranno in noi per rinnovarci radicalmente, così come da una sorgente di montagna l’acqua di un ruscello scorre naturalmente verso la valle per rinverdirla e fecondarla. BUONA PASQUA, quindi, nel senso di una vita rinnovata dalla presenza del Risorto.
 
E auguri anche da parte dei miei ragazzi e collaboratori congolesi, che mi chiedono con insistenza quando ritornerò tra loro. Mi dicono che sentono molto la mia mancanza, ed io posso affermare lo stesso anche da parte mia. Fortunatamente il tempo scorre veloce, anche a riguardo del mio anno sabbatico a Londra, che volge ormai al suo termine. Infatti, subito dopo Pasqua rientrerò in Italia per i miei consueti controlli medici, in vista di una nuova partenza missionaria in Africa. Questo continente è in perenne ebollizione. Ai dolorosi problemi dell?Africa nera (Congo, Costa d'Avorio, Nigeria, Sudan, ecc.) ora si aggiungono anche i sanguinosi sconvolgimenti politici del Nord Africa (Tunisia, Egitto, Libia, e altri in arrivo). E? un grande marasma di violenza, di odio e di morte, che, per contrasto, invoca pace, bontà e vita, doni che solo il Risorto può dare in modo certo e duraturo. Portiamo nella nostra preghiera tutte queste situazioni dolorose, perché Cristo versa il suo sangue per salvare il mondo intero e, risorgendo da morte, offre il suo aiuto salutare a chiunque lo invochi.
Di nuovo, cordiali AUGURI di un fruttuoso cammino quaresimale e di una radiosa festa di Pasqua.
 
Ciao a tuti
PioDM
 
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Ecco ora, limitatamente  a questo primo trimestre 2011, qualche notizia telegrafica (con commento minimo ) sul Kivu, ove perdurano quotidiane violenze sulla popolazione (ruberie, stupri, ferimenti e uccisioni) da parte dei gruppi ribelli congolesi, dei gruppi armati stranieri (ugandesi, ruandesi e burundesi) e degli stessi militari governativi.
La situazione, quindi, rimane stabile, sebbene ad un alto livello di gravità.
 
Con l'aggettivo "telegrafico"  desidero significare che intendo solo accennare a qualche esempio recente, giacchè lo schema delle ragioni di tale gravità è lo stesso che ho evidenziato nei precedenti aggiornamenti, ossia essenzialmente economico-finanziarie, dovute all'accaparramento delle immense ricchezze minerarie (e tra breve anche petrolifere), di cui il Kivu trabocca.
La politica del paese e le incessanti azioni armate di ribelli e militari sono in funzione di ciò.
 
Ecco in forma cronologica una lista di alcuni avvenimenti riferiti da siti congolesi ed europei.
 
18 gennaio: naufragio dei diritti dell'uomo in Congo. E' quanto ha dichiarato l'ambasciatore francese a conclusione di alcuni giorni di visita nel Kivu.
21 gennaio: 65 donne stuprate a Fizi (Sud Kivu), nostra missione. Intanto più di un migliaio sono quelle stuprate tra dicembre e  gennaio nel Nord Kivu.
24 gennaio: denunzia internazionale del fatto che i militari governativi non sono pagati e mancano di cibo. E' il messaggio che Andrew Shapiro, Segretario aggiunto di Stato Americano, ha inviato alle autorità congolesi, al termine della sua visita ufficiale in Congo. Ha anche aggiunto che i militari dovrebbero rispettare i diritti dell'uomo nei loro rapporti con la popolazione e che gli ufficiali responsabili di gravi crimini non dovrebbero ricevere delle promozioni nelle forze armate.
7 febbraio: L'ONU esprime ancora una volta la sua preoccupazione per la situazione preoccupante del Kivu. Le violenze e la violazione dei diritti umani riguardano soprattutto donne e bambini.
7 febbraio: a Goma, un aereo di contrabbandieri di oro viene bloccato al suolo. Queste persone trasportavano diversi milioni di dollari per una transazione illegale relativa all'acquisto di minerali preziosi, soprattutto di oro. La polizia aeroportuale ha arrestato questi trafficanti ma un emissario militare del generale Bosco Ntaganda (un ex ribelle filoruandese, promosso alla direzione nazionale delle forze armate congolesi, pur essendo ricercato dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l'umanità) non solo ha impedito che si controllasse il contenuto di una valigia ma ha  trasferito tutte queste persone nella residenza di Ntaganda. Il giorno dopo un gruppo di militari ha caricato sull'aereo nove casse metalliche, ovviamente piene di minerali preziosi. Questo esempio, uno tra mille, fa capire quale enorme corruzione avvolga il commercio dei minerali preziosi congolesi.
27 febbraio: fallito tentativo di colpo di stato a Kinshasa. Più di un centinaio di militari ha assalito la residenza del presidente Joseph Kabila, ma sono stati respinti dal corpo speciale che difende il presidente. Significativo è il fatto che tale corpo speciale non sia composto da militari congolesi bensì da militari ruandesi;  questo fa capire quali collusioni, non  proprio segrete, intercorrano tra il presidente congolese e quello ruandese, compagni di guerra e di massacri al tempo della prima invasione milirare del Congo nel 1996.
3 marzo: Eni, Exxon e Total all'arrembaggio del petrolio nell'Est del Congo; per il momento si tratta di prospezioni e di trattative per ottenere le autorizzazioni governative. La quantità di petrolio congolese, con riserve stimate a molti miliardi di barili, non è da meno di quello dell'Arabia Saudita.  Quello che tutti temono è che questa nuova ricchezza del sottosuolo faccia diventare ancora più grande la tragedia del popolo congolese, finora legata ai soli minerali preziosi.
9 marzo: Wikileaks rivela progetti di balkanizzazione del Congo. Questa idea, molto cara al Ruanda, desideroso di annettersi il nostro Kivu, e ai paesi occidentali che lo sostengono, ritorna periodicamente a galla in importanti meetings internazionali. Quanto rivelano i documenti di Wikileaks riguardano il generale Olusegun Obasanjo, ex presidente della Nigeria, il quale avrebbe scritto che Paul Kagame, presidente del Ruanda, è l'uomo indicato per dirigere il Congo. E dire che alcuni anni addietro Obasanjo fu mediatore (?!?) nella crisi politico-militare tra il governo congolese e il CNDP, movimento ribelle filoruandese. Purtroppo l'idea di Obasanjo è sostenuta da diverse potenze occidentali, secondo cui il Congo potrà ritrovare la pace solo quando sarà suddiviso in diverse repubblichette, che tali potenze internazionali potranno manipolare comodamente senza litigare troppo tra di loro.
12 marzo: Più di 7.000 ragazzi-soldato smobilitati nel Kivu; molti erano in servizio anche nelle forze armate governative.
15 marzo: proibizione ai militari di dedicarsi all'attività mineraria. Questa decisione del presidente Joseph Kabila deriva dal fatto della sempre più frequente implicazione di generali e gruppi militari in enormi frodi ed altre attività illegali legate ai minerali preziosi. Tutto ciò è causa di tanti crimini contro la popolazione, spesso obbligata a scavare da veri schiavi .
1 aprile: Nella sola zona di Shabunda (è una nostra missione), più di 100.000 sfollati, da tempo privi di qualsiasi assistenza umanitaria. Quello di Shabunda è uno tra le centinaia di masse di sfollati sparsi in tutto il Kivu, gente che scappa per sfuggire alle violenze di militari e ribelli vari.
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Questa breve rassegna per invitare a pregare per il popolo congolese, la cui tragedia senza fine viene costantemente sottaciuta dai massmedia occidentali.
La Resurrezione di Cristo, inizio di una nuova umanità, ci invita a sperare operosamente in tempi migliori per il Congo e per tutti i paesi del mondo. Di nuovo, BUONA PASQUA.

15 aprile 2011

  • Scuola di Politica

Commenti

1 Commento per “Ci scrive Padre Pio De Mattia.”
  1. avatar Cokola Bayoya Christian scrive:

    Merci pour votre lettre Très Cher PIO DE MATTIA. Notre pays a toujours le même problème: ENVIE DU POUVOIR. Cokola Christian

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