Gesù, il Crocifisso (Riflessioni sulla Passione)

20 aprile 2011 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

mosaico (Monreale, cattedrale)Specialmente nella Settimana Santa, pensando a Gesù, alla Sua terribile “Passione” e morte in croce, almeno una volta nella vita ci siamo chiesti: perché uccidere proprio Lui, che predicava l’amore di Dio e l’amore per il prossimo?

Da un punto di vista strettamente umano ciò avvenne per due motivi, uno religioso ed uno politico. Il motivo religioso presenta molteplici sfaccettature. Innanzitutto Gesù era contrario all’osservanza puramente formale della legge mosaica, come dimostra l’episodio della prostituta salvata dal linciaggio: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”, disse Gesù, rivolgendosi ai presenti, ma nessuno ebbe il coraggio di farlo… Per le sue parole sul Tempio, che avrebbe ricostruito in tre giorni, riferendosi con esse al suo corpo e non al Tempio di Gerusalemme, il luogo sacro degli Ebrei per eccellenza (per cui una tale affermazione appariva loro pari ad una bestemmia). Per il suo atteggiamento, che destava scandalo: frequentava peccatori e mangiava con loro.

In sostanza Gesù con i suoi insegnamenti ed il suo esempio avrebbe capovolto la visione religiosa della gente e abbattuto i privilegi di una ristretta cerchia di persone, che detenevano il potere; andava, dunque, eliminato.

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Daniele e Filippo Petrera

14 aprile 2011 Autore:  
Categorie: Storia

danielepetreraDaniele Petrera fu un personaggio di spicco nel panorama scientifico e politico di Gioia del Colle, di cui ben poco si è detto e scritto proprio dov’egli nacque il 31 marzo del 1839.

Suo padre era un umile sarto, Filippo Petrera junior, nipote del Filippo Petrera che insieme ad altri patrioti gioiesi fu ucciso e bruciato nel rogo di Piazza Castello il 14 febbraio del 1799, reo di aver piantato, insieme a Biagio e Giuseppe Del Re e Donatantonio Losito, l’albero della libertà per propugnare i principi della rivoluzione francese. Daniele Petrera era un fanciullo brillante, grazie agli enormi sacrifici di suo padre, che in lui aveva riposto ogni speranza di riscatto sociale dalla povertà, si diplomò e conseguì la laurea in Medicina presso l’Università di Napoli. In questa città si formò professionalmente e culturalmente, nutrito dai venti patriottici che vi aleggiavano, permanendovi fino al compimento degli studi, aiutato dalla sua famiglia. 

Il versatile ingegno manifestato negli studi, gli consentì di conquistare una borsa di studio che lo portò a perfezionare gli studi di medicina a Parigi. Nel 1866, all’età di 26 anni conquistò la medaglia d’Oro Luigi Settembrini e conseguì l’ambito premio. Tornato a Gioia, sua città natale, intraprese l’esercizio della professione, ma ben altro il destino aveva in serbo per lui.

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Novità dal Museo Nazionale Archeologico di Gioia del Colle

6 aprile 2011 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

AnforaIn occasione della XIII “Settimana della Cultura” (9-17 aprile 2011), che prevede sull’intero territorio nazionale ingressi gratuiti nei luoghi della cultura statali e molteplici iniziative di valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale italiano, è stata allestita nel castello normanno-svevo di Gioia del Colle una nuova mostra archeologica dal titolo: “Agamennone e gli altri. Gli eroi di Omero nella cultura figurativa della Puglia antica”.

Alcune pregevoli ceramiche attiche, importate nella Magna Grecia tra il VI ed il V sec. a. C., ed italiote di V sec. a. C. (vasi a figure nere da Taranto e a figure rosse da Gravina in Puglia, da Gioia del Colle e da Taranto) illustrano il tema della guerra trasferito nel mondo mitico degli eroi, cantati da Omero e dai grandi tragici greci, in particolare il mito di Agamennone, la saga troiana e la loro sopravvivenza in Occidente, ovvero l’adesione al modello greco di stampo eroico da parte delle élites magnogreche e di quelle indigene ellenizzate della Puglia antica.

La mostra, inaugurata il 4 aprile 2011, è visitabile tutti i giorni fino al 30 aprile, in orario continuato dalle 8.30 alle 19.30, con ingresso gratuito esteso alle restanti sale del museo e del castello.

Per ulteriori informazioni: tel. 080 3481305. 

 

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