Il campetto di via Benagiano
Il campo di calcetto di via Benagiano angolo via Angelillo e Marzabotto, inaugurato qualche anno fa in prossimità del rondò che porta al sottopassaggio ferroviario, struttura pubblica comunaleacquisita a seguito di“un baratto” stipulato con i proprietari dell’Hotel Svevo, cui necessitava l’utilizzo a parcheggio pertinenziale del campo prospiciente, torna oggi a far parlare di sé.
Lungo il [...]

Il campo di calcetto di via Benagiano angolo via Angelillo e Marzabotto, inaugurato qualche anno fa in prossimità del rondò che porta al sottopassaggio ferroviario, struttura pubblica comunaleacquisita a seguito di“un baratto” stipulato con i proprietari dell’Hotel Svevo, cui necessitava l’utilizzo a parcheggio pertinenziale del campo prospiciente, torna oggi a far parlare di sé.
Lungo il perimetro del campetto sorge un vero e proprio orto,ben visibile a ridosso della cancellata. Vi si coltiva di tutto e di più: ortaggi, verdure, erbette aromatiche, pomodorini… è persino dotato di un piccolo impianto di irrigazione, dato insolito ma non necessariamente negativo.
Quel che lascia, invece, perplessi è la gestione privatistica della struttura, affidata non è ben chiaro a chi e a quali condizioni.
A detta del vicinato sia d’inverno che d’estate vi è un continuo via vai di persone che spesso cenano seguendo la Champion su Sky e festeggiano con le famiglie, ovviamente utilizzando struttura ed utenze comunali (condizionatori d’aria, corrente elettrica, acqua…).
“Il campo – sempre a detta di alcune famiglie del vicinato – viene prenotato dai ragazzi non si sa bene come e pagato con una quota di tre euro a testa per partita.”
A conferma di ciò, sulla porta degli spogliatoi, circondati da gazebo e tende da sole, appare un cartello che invita ad effettuare le prenotazioni rivolgendosi ad un signore di cui è indicato nome, cognome e recapito telefonico cellulare.
Ma tutto ciò è legalmente consentito da un qualche ordinamento comunale? Anche ammesso che la custodia del campetto sia stata affidata a rappresentanti della banca del tempo e non ad associazioni sportive, come logica vorrebbe, questo legittima la requisizione, l’utilizzo e la gestione di un bene pubblico a proprio uso e consumo?
Donato Stoppini
Tratto da “la Piazza” – Agosto 2010
Non troverei niente di strano se “l’orticello” fosse curato da chi è stato preposto alla custodia della struttura.
Sarebbe invece intollerabile se la stessa fosse utilizzata ad uso e consumo di parenti e amici per le “uascezz’”, semprechè ricadessero gli oneri sulla collettività.
Un saluto
le “uascezz” ci sono eccome! il gioco “patrun e sott” anche!scorrono fiumi di birra! il campetto è un bene comune, è giusto che ci sia un coordinamento per le prenotazioni delle partite di calcio dei nostri figli…….MA A PAGAMENTO NO! la comunità è già penalizzata dalla carenza di strutture ad uso pubblico ora ci si mette anche quel gentil “signore” (amico di chi?)che estorce denaro ai nostri ragazzi per l’uso di una struttura ESCLUSIVAMENTE PUBBLICA…. “qualcuno” è pregato di provvedere subito a rimettere le cose a posto! la faccia per i nostri ragazzi che dovrebbero essere la forza motrice del futuro!
Qualcuno, bruciando le tappe, ha forse attrezzato l’orticello sapendo che tra via Andrea Benagiano e via G. D’Annunzio questa Amministrazione comunale intendeva sistemare la nuova zona mercatale?
Qualcuno potrebbe dirmi che fine farà la torre-faro adiacente il campo di calcetto?
Buona domenica a tutti.
F. Giannini