“Mandiamoli tutti a casa”, non solo chi fa “porcherie”!
Nel numero sei, mese di maggio 2010, a pag. 3 del periodico “Gioia Lab”, con riferimento all’articolo dal titolo “Ventaglini: Mandiamoli a casa, stanno facendo porcherie”, e all’intervista rilasciata da Vito Ludovico, intitolata: “Chi è stato inaffidabile, fuori dal nuovo progetto”, entrambi inserti nella rubrica “Politica”, a cura di Massimo L’Abbate, restiamo senza parole nel [...]
Nel numero sei, mese di maggio 2010, a pag. 3 del periodico “Gioia Lab”, con riferimento all’articolo dal titolo “Ventaglini: Mandiamoli a casa, stanno facendo porcherie”, e all’intervista rilasciata da Vito Ludovico, intitolata: “Chi è stato inaffidabile, fuori dal nuovo progetto”, entrambi inserti nella rubrica “Politica”, a cura di Massimo L’Abbate, restiamo senza parole nel leggere le argomentazioni di Franco Ventaglini sul comportamento delle forze politiche di centrosinistra, soprattutto quando sostiene che “il centrosinistra sta a dormire mentre questo governo sta facendo delle autentiche porcherie”. Dimenticando quanto è accaduto negli anni scorsi, sia durante l’amministrazione condotta da Vito Mastrovito, che nelle ultime elezioni comunali, soprattutto nel periodo pre-elettorale. Periodi in cui furono messe in atto azioni, anche dalla sua fazione politica, che contribuirono alla caduta della giunta Mastrovito, prima, e alla vittoria della coalizione di centro destra, guidata da Piero Longo, poi. E a nulla serve auspicare che “Povia o De Leonardis, o magari entrambi, prendano l‘iniziativa per mandare a casa al più presto questa amministrazione”, quando, avendo avuto l’occasione di farlo, grazie all’aiuto insperato di 5 consiglieri di maggioranza che l’estate scorsa dimostrarono con un documento di sfiducia ufficiale il loro dissenso sull’operato del sindaco Longo, lui per primo non ha avuto il coraggio di dare a questa amministrazione la spallata decisiva. Così come l’affermazione, nella sua intervista, dell’ex candidato sindaco, Vito Ludovico, che “chi ha dimostrato inaffidabilità in passato non può far parte di progetti futuri”, lascia perplessi. Proprio perché, anche lui è stato un protagonista attivo di “quello che è accaduto nel recente passato, e che è sotto gli occhi di tutti”. E il sostenere che dal prossimo congresso del partito esca “un PD forte, con una guida altrettanto forte ed autorevole, che sia in grado di mantenere armonia interna”, restano e rimangono solo belle parole o inutili speranze, che si infrangono contro una realtà interna del suo partito e della sua coalizione lontana anni luce dai suoi propositi. E l’aver silurato alle scorse elezioni regionali, nel bene o nel male, inconsapevolmente o scientemente, un rappresentante autorevole come Sergio Povia, ne è una riprova. Se poi si inizia a perorare, viste le prossime elezioni a segretario del partito, la causa di candidati che hanno remato contro lo stesso partito, allora crediamo che l’autocritica, oltre che d’obbligo, debba valere per tutti i componenti, storici o meno, del PD, non solo per gli alleati.
23 luglio 2010











