Per un amico in più.

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Sarebbe scontato dire che Facebook ha invaso le nostre vite.
Storie del tipo: partecipa ad una serata di balera alla Masseria della Chiattona, brindisi post cena con i vecchi colleghi di lavoro, magari ognuno con la sua vita, ognuno con i suoi problemi ma con un unico argomento: Facebook.
 
Sembra che ormai  sia davvero impossibile mangiare una pizza con amici senza che non sia nominato almeno una volta il nome di Facebook. Più che una rete di contatti, il network più famoso del mondo sta diventando un’agenda setting delle nostre vite.
 
Ma qual è la sua vera funzione? Ogni utente che si iscrive al network subisce inizialmente il fascino di questo strumento, tutti vengono improvvisamente assaliti da una morbosa curiosità e da un forte desiderio di voyeurismo: così si iniziano a cercare i vecchi amici, si spiano le foto, i loro profili e dopo qualche giorno si passa ai conoscenti, a quelli che hai visto una volta e non sai neppure bene il cognome. Poi, inseriamo anche sul cellulare l’ormai inseparabile icona di facebook per essere sempre “reperibili” finché anche quest’impellente necessità di conoscere i fatti privati del mondo intero si spegne, e non restano che giochini più o meno intelligenti e una casella di posta in più da controllare.
La Facebookmania ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 50 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine.
 
I Facebook-maniaci sono spesso i nostalgici, i troppo soli, gli insoddisfatti, quelli con l'alter ego, quelli che lo fanno per farsi pubblicità, i cuori infranti e i latin lover virtuali. Non amo categorizzare, ma sono convinto che  Facebook non porti alcun valore aggiunto ad una persona pienamente realizzata. Ciò non toglie che in un mondo di vite frenetiche e tempi interrotti il network resti lo strumento che riempie la nostra solitudine dandoci l’impressione di avere davvero centinaia di amici anche se, alla fine, riusciamo a vederne un paio una volta a settimana.
 
Su Facebook la parola “contatti” è diventata “amici”.  
Su Facebook e nella vita di molti questo valore numerico è diventato il “misuratore” della propria autostima.
Che fine ha fatto l’amico che lo svegli alle tre di notte mette il pigiama e per te prende anche le botte?
 
Ciò che è vero e che manca sempre di più  l’uso consapevole e corretto di uno strumento che non può surrogare i rapporti umani e che può indurre, soprattutto, in noi tutti ad avere una concezione irreale dei legami, quindi a confondere per amicizia, quello che è semplicemente un contatto, il più delle volte con un perfetto sconosciuto, e a credere che anche nella vita, come nelle chat o nei social network, si possa apparire e scomparire a proprio piacimento o nascondersi  dietro false identità per essere quello che si è o che si vorrebbe essere. (stellina)
 
Facebook resta quindi una dolce illusione ma anche un buon business, perché, nonostante sia vietato fare attività di marketing, in Facebook è praticamente impossibile, arrestare una catena che si genera al suo interno. Insomma, una fortuna per gli uffici stampa o per chi vuole far circolare informazioni su un evento attraverso il passa parola. E’ una fortuna anche per i nostri politici che, “astutamente” cercano la nostra amicizia “non certo disinteressata” e creano gruppi e cause per veicolare contenuti “partigiani” , tutti, emulando il Presidente degli States.
 
Sebastiano Tangorre

9 giugno 2010

  • Scuola di Politica

Commenti

10 Commenti per “Per un amico in più.”
  1. avatar Francesco Giannini scrive:

    Caro Nino,
    condividuo quasi a pieno le tue riflessioni sul fenomeno Facebook.
    Non sono un utente non solo perchè faccio parte della fascia over 50, quella in cui, come tu dici, scarseggiano i Facebook-maniaci, ma per un fatto di scelta di vita e di cultura.
    Oggi si fa a gara per ottenere nel proprio palmares il maggior numero di amici virtuali, perdendo di vista il contatto reale, la capacità di guardarsi negli occhi e di cogliere quei moti dell’animo che portano alla nascita di un vero sentimento di amicizia, al rispetto e alla condivisione sincera di gioie e scoperte comuni.
    Con questo non voglio demonizzare un fenomeno di portata globalizzante, nè disconoscere alcuni elementi poitivi, ma i primi sintomi di una sterzata e di una quadratura del cerchio si sono verificati qualche giorno fa attraverso uno sciopero dei Facebbok-maniaci e la loro cancellazione dal social network.
    Stat virtus in medio, sentenziavano i latini; un uso smodato ed esclusivo di una nuova moda non può non recare con sè aspetti negativi e portare a omogeneizzare le coscienze privando l’uomo di un elemento importantissimo che lo contraddistingue: la diversità delle posizioni ed opinioni, dalle quali nasce il dialogo e l’arricchimento reciproco ed il progresso umano e sociale.
    Un caro saluto a tutti.
    F. Giannini

  2. avatar bello scrive:

    Sig. Tancorre. a Gioia si dice:- addò aggir Luc? Atturn u sambuc…-.
    Saluti

  3. avatar gioiesedoc scrive:

    Proposta, apriamo un gruppo su Facebook che raccolga e onori i commenti di bello….secondo me ci sarebbero ondate di fan…

    io piu’ semplicemente penso che facebook sia utilizzato in modo non appropriato ai piu’. Mi spiego.

    Nella mia vita “reale” ho un certo numero di amici e conoscenze, diciamo 100 (e’ un numero, sicuramente sono molto meno…). Persone che quando le incontro le saluto o che quando vado da qualche parte le vado a trovare o che se le incontro in un bar ci offriamo il caffe’ ecc. Be’, per essere in contatto con queste persone non utilizzo facebook. Telefono, scrivo un’email, mi incontro ecc…

    Pero’ nel mondo vi sono moltissime persone che hanno affinita’ con me da vari punti di vista. Quelle le cerco e le contatto via facebook e molti fanno il viceversa. Ecco che si crea una rete di conoscenze che aiuta a confrontarsi e migliorarsi. In alcuni casi, anche a creare nuove amicizie altrimenti impossibili. Certo, se si rimane incollati dietro al computer vivendo facebook e basta…allora non va, ma se si sfrutta facebook per poi incontrare realmente altre persone, io lo trovo assolutamente incredibile.

    Poi c’e’ invece l’aspetto della cosiddetta “piazza virtuale”. Esiste e non va elusa ed e’ un potentissimo e utilissimo ulteriore strumento di confronto attraverso il quale molti riescono finalmente ad esprimersi, a fornire un’opinione. E scusate se e’ poco. Ma su questo aspetto facebook non e’ piu’ innovatore dei forum cosi’ come l’inserimento di un post non e’ piu’ innovatore di un blog.

    gioiesedoc

  4. avatar bello scrive:

    x gioiese…doc(?).
    Faccio mia la tua proposta e propongo di aprire un gruppo sulla piazza virtuale di facebook su di te e sulla tua (purtroppo immotivata) megalomania.
    (Un consiglio: puoi non leggermi o per dirla alla facebook maniera, puoi chiedere di bannarmi. Se può fà.)
    Che facebook sia una piazza virtuale dove molti possono confrontarsi è verissimo, che sia positivo tutto ciò è ( per me ),in dubbio, visto che parecchi naviganti se ne escono con le ossa rotte.
    Non tutti gli internauti, infatti, sono dei personaggi disinteressati, ci sono quelli che, vista l’assenza di privacy che in quel mondo regna sovrana, carpiscono informazioni che poi usano per il loro tornaconto e sono anche capaci di distruggere, in quella piazza, la reputazione di una persona ignara.
    Mi piace, invece, leggere quello che ha scritto il prof. Giannini”…un uso smodato ed esclusivo di una nuova moda non può non recare con sè aspetti negativi e portare ad omogeneizzare le coscienze privando l’uomo di un elemento importantissimo che lo contraddistingue: la diversità delle posizioni ed opinioni dalle quali nasce il dialogo e l’arricchimento reciproco…”
    Ritrovarsi in piazza, vis a vis con un amico, altro che facebook.
    Meglio il reale che il virtuale, altrimenti virtuale si’ ma a pillole!
    Saluti

  5. avatar gioiesedoc scrive:

    e allora, per dirla alla gioiese, apriamone due di gruppi e…a ma sci’ a t’ra’…? :)

    io non ritengo facebook “una moda”. Certo, porta con se molto di quelle che poi diventano tendenze, che spesso si seguono e basta, ma facebook e’ principalmente la rappresentazione di un ulteriore nuovo modo di “socializzare” al di la’ di cio’ che la vita reale puo’ consentire. Non si socializza con un avatar, si socializza con altre persone reali, che vivono in altri luoghi con cui si hanno degli elementi in comune e che quindi possono diventare nuovi punti di contatto nella propria sfera. Oggi la comunicazione attraverso internet riesce a mettere le persone in contatto in un modo che non e’ bollabile semplicemente come “virtuale”. Ripeto, se si utilizza facebook al posto di andare in piazza a chiaccherare con degli amici, allora sono d’accordo, ma piu’ che “sbagliato”, diventa inutile. E’ come usare l’sms per comunicare con un figlio…

    Facebook e’ un mezzo per ampliare la “rete sociale personale”. Sta ad ognuno dare un limite a cio’, definire le dinamiche e scegliere come e quanto esporsi.

    saluti

  6. avatar Sebastiano Tangorre scrive:

    Nei commenti che mi precedono facebook è definito come uno strumento con il quale è possibile “socializzare”.
    Nel quotidiano, per socializzare utilizziamo spesso un argomento neutro quale per esempio le condizioni meteo. In treno o in autobus è frequente aprire una conversazione con una persona sconosciuta seduta accanto, con una frase “anche oggi piove” oppure “che caldo che fa oggi” e da qui si passa al “surriscaldamento del pianeta”, alle “mezze stagioni” ed altro. La conversazione se diventa piacevole, si sviluppa in tanti rivoli attivando un “vero” processo di socializzazione. La socializzazione che si è realizzata, porterà quasi certamente ad una reciproca stima tra i protagonisti, tanto da riconoscenrsi nel futuro e salutarsi cordialmente.
    Socializzare, quindi, significa prendere “autonomamente” l’iniziativa per avvicinarsi ad una persona. Anche un sorriso può essere un invito a socializzare.
    Di questo innato comportamento che la natura ci ha dato, non trovo traccia su facebook. Anzi, a me succede sempre più spesso che su Facebook mi arrivi la richiesta di amicizia di persone che non conosco affatto o che per strada non mi salutano nemmeno: queste ultime, poi, una volta accettata la loro richiesta, continuano ad ignorarmi totalmente, sia virtualmente che nella vita reale.
    E questa la socializzazione di facebook?

  7. avatar bello scrive:

    A ma sci a’ t’ra…Che vuol dire? Che invito è?
    Chiarimenti prego.
    Saluti

  8. avatar Marco Losavio scrive:

    Ciao a tutti,
    innanzitutto buona domenica.

    Se posso intervenire, vorrei dare la mia opinione in merito.

    L’esempio descritto (quello dell’incontro in treno ecc…) e’ un sacrosanto, reale e perenne modo di socializzare, ma e’ uno scenario completamente diverso. I parallelismi tra vita reale e virtuale non vanno mai fatti.

    Facebook, e’ uno strumento che consente di creare contatti con altre persone basandosi su elementi in comune. Accomuna, non aggrega.
    Si puo’ spaziare dal puro marketing, come citato nell’articolo, finanche alle conoscenze personali. Chiedere l’amicizia (parolone comunque eccessivo) per alcuni e’ solo un click, per molti altri e’ magari “prendere autonomamente l’iniziativa”. Si possono attuare anche in questo modo relazioni che poi si evolvono in svariati rivoli. Sta a noi utilizzarlo nel modo opportuno. Non e’ pero’ necessario doversi per forza gia’ conoscere prima per accettare un contatto. Altrimenti a che serve? E’ interessante connettersi con altre persone che non si conoscono cosi’ da confrontarsi, vedere quello che fanno, come si presentano. Se poi non c’e’ interesse, il contatto lo si puo’ sempre cancellare.

    Se si utilizza facebook per “socializzare” col vicino di casa o anche col compaesano, questo lo ritengo sinceramente paradossale. Non ha senso. In quel caso, lo si puo’ utilizzare giusto per scriversi un messaggio, “sfottersi”, condividere qualche commento. Poi quando ci si incontra ci si scherza su. Ma finisce qui. Pero’ dobbiamo pensare che spesso anche il vicino di casa non e’ sempre…cosi’ vicino. Si puo’ essere dall’altra parte del mondo e condividere un pensiero, una foto. In tempo reale altri possono vederla, commentarla, farti “sentire la presenza”. Se si vuole esprimere un’opinione lo si puo’ fare attraverso un “post” o anche la pubblicazione di un video, un link. Non si hanno sempre tutti gli amici o i parenti o i conoscenti intorno e pronti ad ascoltarti, cosi’ come non si e’ sempre dove sono loro. Ecco che quindi facebook diventa anche uno strumento per comunicare con altri velocemente e in modo articolato, dettagliato. Non e’ una sostituzione della discussione di piazza, tra amici, in un dibattito.

    La vita reale non e’ piu’ solo quello che si calpesta con i propri piedi. La vita reale e’ la propria presenza, e’ quello che si e’ e si fa ovunque. In quest’ovunque c’e’ anche internet che e’ diventato un “luogo” nel quale esserci, piaccia o no. Purtroppo si puo’ anche far finta di esserci, o si puo’ credere di esserci fisicamente. Ma sono “effetti collaterali”. Distorsioni. Piu’ intelligentemente pero’, internet si puo’ utilizzare nel modo corretto e arrivare a riunire moltissime persone attorno a principi, idee, iniziative. Molte possono anche avere risvolti reali come manifestazioni, raduni ecc…Il popolo viola e’ nato su facebook. Le fabbriche di Nichi hanno fatto un tam tam straordinario attraverso facebook e internet in genere. Molti contatti si sono poi tradotti in conoscenze e in alcuni casi anche amicizie. E’ un modo per poter guardare un po’ al di la’ del proprio pianerottolo….

    I propri ideali, le proprie convinzioni, si rafforzano se le si vedono accanto a quelle di migliaia di altre persone. Come si potrebbero mai riunire persone cosi’ distanti? Come si potrebbe chiedere l’opinione di tante persone in cosi’ breve tempo, nello stesso spazio, in modo interattivo? Non confondiamo l’incontro durante un viaggio con il “social network”. Sono dinamiche di “socializzazione” differenti. E non sottovalutiamo quanto difficile sia per molti esporsi in prima persona, nella vita reale. Essere dietro una tastiera facilita, rende piu’ coraggiosi. E questa e’ una possibile ricchezza di pensiero che va vista positivamente. Anche se si usa un nickname, non fa niente, l’importante e’ esprimersi.

    Insomma, come tutte le evoluzioni tecnologiche, anche facebook non e’ scevro da difetti e controindicazioni, ma e’ un modo per esserci. Puo’ anche non interessare, sia chiaro, ma va considerata come un’ulteriore possibilita’ sia di ampliamento delle conoscenze di altri verso se stessi che di quelle proprie verso altri. E su facebook, al contrario di un blog classico o un sito, si puo’ scegliere con chi condividere.

    marco

  9. avatar gioiesedoc scrive:

    x bello:
    intendevo “dobbiamo andare a tirare?”…

  10. avatar bello scrive:

    x gioiesedoc.
    A tirare che?

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