La plastica differenziata finisce nel termovalorizzatore?

Mercoledì 2 dicembre 2009 sul sito internet del Comune di Gioia del Colle è stato pubblicato, a cura dell'Assessorato all'Ambiente, un resoconto informativo sui risultati e sulle finalità del progetto "La carta che fa la differenza".
Iniziativa condivisibile e degna di nota se non fosse che la stessa informativa risulta essere caotica e fuorviante, a tratti [...]

Sito del ComuneMercoledì 2 dicembre 2009 sul sito internet del Comune di Gioia del Colle è stato pubblicato, a cura dell'Assessorato all'Ambiente, un resoconto informativo sui risultati e sulle finalità del progetto "La carta che fa la differenza".

Iniziativa condivisibile e degna di nota se non fosse che la stessa informativa risulta essere caotica e fuorviante, a tratti anche incomprensibile.

Il resoconto, infatti, pur informando che "sono stati raccolti 7.538,59 kg di carta e 852,02 kg di plastica", con annessa classifica, non indica alcun elemento per risalire alla data in cui la stessa sia stata effettuata. Riguardava l'appuntamento del 4 ottobre, dell'8 novembre o era un riepilogo complessivo?

Inoltre, pur sostenendo che, "con questo progetto si intende avviare un cambiamento e stimolare, soprattutto nelle coscienze dei ragazzi, una maggiore responsabilità ambientale"; che "obiettivo dell'Assessorato all'Ambiente è quello di sensibilizzare le famiglie e gli istituti scolastici al tema del risparmio energetico, così da poter condividere la presa di coscienza del problema energia a partire dai consumi di luce, gas e acqua in ambito domestico e scolastico"; e che "l'Amministrazione Comunale di Gioia del Colle premierà gli istituti scolastici più virtuosi, ridistribuendo, parte dei risparmi conseguiti, con l'acquisto di materiale didattico", nel resoconto finale e nella stessa classifica, sono inseriti nominativi vari, persino un'associazione, "non partecipanti alla classifica", che nulla hanno a che vedere con gli studenti o gli istituti scolastici.

E nel momento in cui, in una nota esplicativa del progetto, si evidenzia che "attraverso i termovalorizzatori, si può trasformare in energia la plastica recuperata", la richiesta di incentivare la raccolta differenziata della plastica, più che al suo recupero, a cosa è finalizzata? Alla sua totale distruzione? In quale termovalorizzatore?

E l'accordo stipulato con la Granarolo che prevedeva lo scambio di 1 litro di latte per ogni 3 kg di plastica, che fine ha fatto? Assessore, considerando che il vetro, si dice, non viene più ritirato dalla locale vetreria, può riferire dove lo stesso va a finire? E gli sforzi profusi dai cittadini nel differenziare i rifiuti, a cosa servirebbero?

Donato Stoppini

Tratto da "la Piazza" febbraio 2010

26 febbraio 2010

  • Scuola di Politica

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