Cortometraggio della S.F. Neri “Nasceranno uomini migliori”

Regia di emozioni nel cortometraggio "Nasceranno uomini migliori", ideato per il concorso nazionale "I giovani ricordano la Shoa" ed in corsa anche per "Filmare la storia 7", ma destinato al ruolo di pietra miliare del progetto interculturale e di educazione alla legalità, avviato dal I Circolo San Filippo Neri. Una novità "metodologica" di altissima valenza [...]

La scuola elementare S. Filippo Neri di Gioia del Colle (Foto Gianluca Di Giuseppe)Regia di emozioni nel cortometraggio "Nasceranno uomini migliori", ideato per il concorso nazionale "I giovani ricordano la Shoa" ed in corsa anche per "Filmare la storia 7", ma destinato al ruolo di pietra miliare del progetto interculturale e di educazione alla legalità, avviato dal I Circolo San Filippo Neri. Una novità "metodologica" di altissima valenza didattica non solo esperienziale, che ha coinvolto gli alunni di V E ed i loro docenti Tina Grieco ed Antonio Grimaldi, davvero "magistrali" nell'ordire una tessitura storica, scenica, registica, tecnica e di montaggio di estrema qualità. Nel filmato che il concorso ha "blindato" in soli 15 minuti, la sintesi ad altissimo peso specifico del dramma di un popolo… Alto anche il coinvolgimento delle famiglie, vicine nelle fasi di registrazione e "figuranti" in alcune scene, sorprese dalla rilevanza del progetto e commosse dalla spontaneità dei bambini.

Un "gioiello" di regia, creatività, passione e condivisione di cui Mara Luongo, da pochi mesi alla dirigenza della San Filippo Neri, non può che esser fiera . "…E'un'esperienza davvero significativa – dichiara con commozione la dirigente – un'occasione di riflessione profonda che aiuterà i nostri bambini a diventare uomini migliori. E che dire delle famiglie? Sono state davvero splendide, disponibili ed attente. Un grazie di cuore a loro, ai piccoli attori, veri protagonisti del progetto, ai docenti Tina Grieco ed Antonio Grimaldi che sono riusciti a coinvolgere proprio tutti ed hanno così ben trasmesso entusiasmo e competenze… ".

Va sottolineato che i due docenti, non sono solo ottimi e creativi "registi"ed educatori attenti, scevri da protagonismi (non compaiono in "nulla" se non nei titoli di coda), ma anche eccellenti coordinatori editoriali.

Sfogliando il quaderno "Per non dimenticare" – appunti di viaggio redatti a corredo del progetto – si scopre una raffinata e significativa produzione scolastica sulla Shoa che delinea un percorso di ricerca approfondito non solo dal punto di vista storico – letterario. Vengono, di fatto, esplorati con intenti "empatici" diversi ambiti ed arti: poesia, (i tanti versi e disegni dei bambini di Terezin), letteratura e cinematografia (con Anna Frank e il suo diario e brani di Primo Levi), leggi razziali, simbologia, documenti socio economici (abitazioni, alimentazione, lavoro), foto, testimonianze di storia internazionale, nazionale e locale (deportazioni di ebrei presso il Mulino Pagano, con foto e testimonianze documentali), inserti di cronaca (la profanazione della scritta di Auschwitz), testimonianze tratte dal TG 1 (Shlomo Venezia) ed altro ancora…

Argomenti non solo "sfiorati" attraverso ricerche, ma analizzati, commentati, profondamente compresi ed interiorizzati a livello valoriale dai ragazzi. Questa sorta di imprinting, di full immersion nel tema, ha donato loro una preziosa consapevolezza, una serietà recitativa che trapela nell'interpretazione e commuove tanto quanto le piccole incertezze dettate dall'emozione.

Colonne sonore del cortometraggio, la poesia da cui è tratto il titolo e brani melodici di Allevi molto suggestivi che si dissolvono sulle voci e sulle immagini. La scuola ed i suoi colori, la gioiosità di un'esplorazione del territorio in orario scolastico ed in flash back storico e seppiato, dietro un cancello arrugginito (talvolta anche i ritardi nelle manutenzioni tornano utili), un tappeto di foglie secche e sguardi colmi di tristezza. Miriana dà voce ad una corale voglia di ricordare, di costruire pace. Anna Frank scrive al lume di candela, i suoi pensieri "fuori campo" incantano, così come il volto di Annamaria ed il suo sguardo assorto, di cui la ripresa cattura la non comune intensità. Ripreso anche il Mulino Pagano, l'intervista al dottor De Bellis, la "liberazione" con suggestivo cigolio di catene ed abbracci ed il giocoso, dissonante girotondo, conclusosi con una foto di gruppo "stellata" da effetti speciali e raggi di luce scaturiti dall'aura dei bimbi e dai colori della bandiera della pace. Magia nel canto finale dell'inno israeliano di Enrico, solo voce ed emozioni da brivido impossibili da tradurre in parole.

Dalila Bellacicco

Tratto da "la Piazza" febbraio 2010

21 febbraio 2010

  • Scuola di Politica

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