Giorgio Perlasca: lo “SCHINDLER” ITALIANO
Venerdì 12 febbraio, presso l'Auditorium del Liceo Scientifico "R. Canudo" di Gioia del Colle con l'ausilio delle librerie "Minerva" e "Arcadia" ed "Un'altra società" – Laboratorio di Legalità e libera informazione, ha avuto luogo la presentazione del libro "Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo", edito dalla collaborazione di Dalbert Hallenstein (giornalista investigativo) e Carlotta Zavattiero (giornalista). Introdotta dalla [...]
Venerdì 12 febbraio, presso l'Auditorium del Liceo Scientifico "R. Canudo" di Gioia del Colle con l'ausilio delle librerie "Minerva" e "Arcadia" ed "Un'altra società" – Laboratorio di Legalità e libera informazione, ha avuto luogo la presentazione del libro "Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo", edito dalla collaborazione di Dalbert Hallenstein (giornalista investigativo) e Carlotta Zavattiero (giornalista). Introdotta dalla professoressa De Giorgi, la conferenza entra prontamente nel merito dell'oggetto-soggetto del libro attraverso un excursus storico nella vita di Giorgio Perlasca a cura della professoressa Tonia Scarnera e approfondito successivamente dagli autori.
Il libro nasce da un'intervista esclusiva che Perlasca rilasciò nel 1992 ad Hallenstein con il tentativo di garantire un risultato obiettivo che scinda da un pensiero politicamente ideologizzato, e di capire quali fossero le condizioni culturali, politiche, sociali ed ideologiche che negli anni hanno collocato Perlasca nel dimenticatoio.
Il ritratto è quello di un uomo dignitoso e carismatico che si abbandona al racconto della sua infanzia e della sua terrificante esperienza, l'esperienza di un eroe che fingendosi diplomatico spagnolo, riuscì a salvare migliaia di ebrei del ghetto di Budapest, ma dimenticato dai fascisti perché contrario alle leggi razziali e rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò, dai comunisti perché iscritto al partito fascista, e da una Chiesa antisemita. Il libro si propone inoltre di modificare l'immagine fotografata precedentemente di Giorgio Perlasca (attraverso espliciti riferimenti alla fiction "Perlasca" 2002) che aveva comportato una manipolazione del personaggio, attraverso la deformazione della realtà che ha le sue radici nelle contrapposizioni ideologiche del tempo, quali il fascismo e il comunismo.
Laura Castellaneta
17 febbraio 2010










