La cambiale di Matrimonio
Al Teatro Rossini venerdì 22 gennaio era in scena "La cambiale di matrimonio" opera buffa che scrisse Gioacchino Rossini da giovanissimo, diretta qui da Gerardo Spinelli. L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto didattico per l'introduzione dell'opera comprendendo anche seminari, lezioni e guide all'ascolto rivolte espressamente alle scuole, oltre che al grande pubblico. In [...]
Al Teatro Rossini venerdì 22 gennaio era in scena "La cambiale di matrimonio" opera buffa che scrisse Gioacchino Rossini da giovanissimo, diretta qui da Gerardo Spinelli. L'iniziativa si inserisce in un più ampio progetto didattico per l'introduzione dell'opera comprendendo anche seminari, lezioni e guide all'ascolto rivolte espressamente alle scuole, oltre che al grande pubblico. In quest'ambito giovedì 21 gennaio, alle ore 18.30, nel foyer del Teatro la Professoressa Teresa Balacco ha introdotto con una conversazione la farsa giocosa di Rossini andata il giorno dopo in scena.
L'atto unico dell'opera narra la storia di una figlia promessa in sposa per mezzo di una cambiale, la qual cosa è poco gradita alla vittima poiché ella è segretamente già innamorata. Quando il mercante canadese che ha stipulato la cambiale con il padre della ragazza giunge per "ritirare il prodotto" scopre il tutto e viene dissuaso, anzi gira la cambiale a favore dell'innamorato della figlia. La vicenda scorre velocemente e semplicemente con il rapporto tra il padre, il duetto degli innamorati, il mercante e due servi che cercano di aiutare i giovani. I poli d'azione si esprimono anche attraverso le voci e i numeri composti da arie, duetti, terzetti e alcuni vivaci momenti corali.
Se l'interpretazione canora è coinvolgente, forse la resa drammatica di alcune scene poteva essere esibita maggiormente col corpo e la mimica in alcune scene, come quella della minaccia dell'innamorato al mercante. In alcuni punti si potrebbe forse percepire un'esibizione di canto leggermente più statica rispetto ad un concetto di teatralità dell'azione ma probabilmente la messa in scena operistica ha esigenze e motivazioni particolari, legate magari alla valorizzazione del canto. Comunque tra gli interpreti è da notare, tra gli altri, quello del mercante canadese per una riuscita espressività non solo vocale ma anche mimica e corporea da bravo attore – cantante di un'opera.
24 gennaio 2010











