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	<title>Commenti a: Stranieri ed immigrati: i prediletti del Dio di Gesù Risorto.</title>
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	<description>Il portale della comunità  gioiese</description>
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		<title>Di: antonio montenegro</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5642</link>
		<dc:creator>antonio montenegro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 22:03:16 +0000</pubDate>
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		<description>condivido il disappunto di chi non riesce a cogliere &quot;un impegno concreto&quot; ed un &quot;coraggio spirituale&quot; nelle nostre comunità parrocchiali.

Tutto ciò, secondo me, negli ultimi anni non ha fatto altro che dar via libera a tutta una serie di battaglie culturali, ora a favore del divorzio, poi dell&#039;aborto, ad arrivare alla pillola abortiva e poi continuare con i crocifissi negli edifici pubblici, i presepi nelle scuole, eccetera eccetera...fino ad arrivare al raggiungimento di un risultato: 
la religione cattolica ha subito una ghettizzazione ed un ridimensionamento tali, che quelli che trent&#039;anni fà erano i valori e principi insegnati al 100% degli adolescenti nelle scuole ed a quanti (tantissimi) frequentavano l&#039;ACR, oggi non sono più validi semplicemente perchè l&#039;ora di religione nelle nostre scuole è &quot;liberalizzata&quot; e gli oratori sono svuotati...ovviamente per poi lamentarci tutti quanti dell&#039;aridità di valori nei nostri giovani.  

Non dobbiamo sottovalutare il ruolo che l&#039;insegnamento della parola di Dio ha nell&#039;educazione dei nostri ragazzi, così come ritengo importante anche altre esperienze formative come lo scoutismo-

Cordialmente</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido il disappunto di chi non riesce a cogliere &#8220;un impegno concreto&#8221; ed un &#8220;coraggio spirituale&#8221; nelle nostre comunità parrocchiali.</p>
<p>Tutto ciò, secondo me, negli ultimi anni non ha fatto altro che dar via libera a tutta una serie di battaglie culturali, ora a favore del divorzio, poi dell&#8217;aborto, ad arrivare alla pillola abortiva e poi continuare con i crocifissi negli edifici pubblici, i presepi nelle scuole, eccetera eccetera&#8230;fino ad arrivare al raggiungimento di un risultato:<br />
la religione cattolica ha subito una ghettizzazione ed un ridimensionamento tali, che quelli che trent&#8217;anni fà erano i valori e principi insegnati al 100% degli adolescenti nelle scuole ed a quanti (tantissimi) frequentavano l&#8217;ACR, oggi non sono più validi semplicemente perchè l&#8217;ora di religione nelle nostre scuole è &#8220;liberalizzata&#8221; e gli oratori sono svuotati&#8230;ovviamente per poi lamentarci tutti quanti dell&#8217;aridità di valori nei nostri giovani.  </p>
<p>Non dobbiamo sottovalutare il ruolo che l&#8217;insegnamento della parola di Dio ha nell&#8217;educazione dei nostri ragazzi, così come ritengo importante anche altre esperienze formative come lo scoutismo-</p>
<p>Cordialmente</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bello</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5641</link>
		<dc:creator>bello</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 15:59:15 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito di Rosarno e gli immigrati.
A Rosarno, purtroppo i poveri immigrati, amavano fare i loro bisogni per la strada.
Avvertito lo stimolo fisiologico,si calavano le brache e si &quot; liberavano&quot;, anche a cospetto di giovani donne, di anziani e di bambini.
Prima di arrivare allo scontro, sono stati &quot; avvertiti &quot; dagli indigeni calabresi ma, i poveretti, non hanno voluto ascoltare.
Così, quando uno di questi si è accovacciato davanti all&#039;abitazione di un signore poco incline a  guardare certi spettacoli e un pò nervoso, è partito un proiettile di gomma. Da qui la tragedia.
Perchè non si parla anche di questo? Perchè non si parla dell&#039;agguato ad una giovane mamma incinta che viaggiava con il figlioletto e malmenata e picchiata da questi poveri immigrati? Eppure si è visto tutto ciò ( con disappunto dell&#039;allibito conduttore), ad ANNOZERO!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Rosarno e gli immigrati.<br />
A Rosarno, purtroppo i poveri immigrati, amavano fare i loro bisogni per la strada.<br />
Avvertito lo stimolo fisiologico,si calavano le brache e si &#8221; liberavano&#8221;, anche a cospetto di giovani donne, di anziani e di bambini.<br />
Prima di arrivare allo scontro, sono stati &#8221; avvertiti &#8221; dagli indigeni calabresi ma, i poveretti, non hanno voluto ascoltare.<br />
Così, quando uno di questi si è accovacciato davanti all&#8217;abitazione di un signore poco incline a  guardare certi spettacoli e un pò nervoso, è partito un proiettile di gomma. Da qui la tragedia.<br />
Perchè non si parla anche di questo? Perchè non si parla dell&#8217;agguato ad una giovane mamma incinta che viaggiava con il figlioletto e malmenata e picchiata da questi poveri immigrati? Eppure si è visto tutto ciò ( con disappunto dell&#8217;allibito conduttore), ad ANNOZERO!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: enzo cuscito</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5634</link>
		<dc:creator>enzo cuscito</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 16:44:22 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimi Anna Maria, Prof. Ferrara e Prof. Giannini, 
i Vostri interventi hanno spalancato in me sterminati sentieri per nuove riflessioni, considerazioni, provocazioni. E, conoscendomi, rischierei di perdermi in intensi percorsi senza fine.
Il rapporto fede-politica, innanzitutto. Il cristianesimo, con la teologia dell’Incarnazione, “reclama” l’impegno quotidiano e perseverante dal “di dentro” del mondo. Il Regno di Dio, infatti, come proclama sin dal principio Gesù, “è in mezzo a voi” (Marco 1,15), non al di sopra. La fede pertanto non è contemplazione del Cielo e dimenticanza della Terra. Il nascondimento di Dio, “presente assente”(R.Latourelle) nella storia, rientrerebbe, secondo Simone Weil, in un preciso disegno divino volto a non “distrarre” l’uomo dalla cura verso il mondo. “Forse – scrisse la Weil – Egli ha lasciato intravedere di se solo quanto basta perché l’uomo non sia abbagliato dal Cielo al punto di disinteressarsi della Terra”. Questo amore verso l’uomo ed il mondo, in particolar modo verso poveri, discriminati e migranti, è l’anima della “politica” cristiana. Il cristianesimo, infatti, ha ereditato dall’ebraismo il senso escatologico della storia, vista non come semplice tappa di un passaggio verso un&#039;altra dimensione, ma come luogo unico dove l’uomo gioca il senso profondo e la realizzazione della sua vita. Il Regno di Dio, infatti, non è una realtà spirituale, celeste, trascendente, ma materiale, storica, immanente. Fu questa verità a far dire a Romano Guardini che “i cristiani sono gli unici, veri materialisti”. Ma in cosa consiste la “politica” del Regno? Semplicemente, nella conversione (nel senso di un cambiamento di rotta) del mondo e della storia alla luce dell’Amore. In quest’ottica l’influenza del cristianesimo, la politica del cristiano, dovrebbe avere come fine supremo la lotta contro ogni “struttura” economica, politica e sociale che degrada l’uomo, offendendone la sua natura divina. L’amore di Dio verso poveri ed erranti è innanzitutto profezia. I poveri sono prediletti non perché migliori in sé dei ricchi, ma perché segno dell’ingiustizia, pungolo all’uomo affinché converta il suo operato alla solidarietà, alla giustizia, all’uguaglianza fraterna. Se ci sono poveri e migranti, vuol dire che esistono politiche ingiuste, politiche che il credente è chiamato a contestare e combattere. Da questo punto di vista, come insegnava Don Tonino Bello, la “speranza cristiana è pericolosa, è eversiva”, perché aggredisce le logiche egoistiche e lobbistiche che governano il mondo, l’economia, la politica. 

Mal si addice, dunque, la parola “moderato” ad un cattolico impegnato in politica. Perché il credente non è chiamato a celebrare compromessi, a moderare, ma a radicalizzare profeticamente lo scontro tra giustizia e ingiustizia, verità e falsità, amore e potere, “Dio e mammona”, sino al dono totale di sé. Gesù non era un moderato. Non dimentichiamolo. Se lo fosse stato, non sarebbe finito in croce. Moderati, invece, erano proprio quelli che lo condannarono, i Sadducei, che operavano una politica di mediazione e di compromesso tra ebrei e autorità romane. L’insegnamento di Gesù era radicale. Ed era soprattutto politico. Non era un buonista, Gesù. Non educava al banale “voleteve bene”. Sapeva piuttosto essere duro, nello stile dei Profeti, contro ricchi e potenti, sapienti e intolleranti. Se il suo insegnamento fosse stato incentrato sul semplice volersi bene, l’avrebbero lasciato predicare. Ma il suo messaggio di condanna contro le discriminazioni, le ingiustizie, gli egoismi, i razzismi della sua epoca, bilanciati dall’invito alla conversione, era vista come una minaccia allo status quo, al sistema radicalizzato di potere, che rendeva sempre più forti i potenti e sempre più schiavi i poveri. E che cos’è questo messaggio se non politica? Non dimentichiamo che la motivazione della condanna, affissa sulla croce, era politica. Sul cartello, infatti, vi era scritto “Questi è Gesù Nazareno, re dei Giudei”. Una definizione indiscutibilmente politica. 

Avete ragione, dunque, quando denunciate lo stato di indifferenza politica che si registra nelle comunità parrocchiali. L’aver ridotto l’impegno ecclesiale all’aspetto liturgico o catechetico, è l’amputazione di un dovere sostanziale del cristianesimo, è il rinnegamento del messaggio che ha condotto Gesù al patibolo. Nelle comunità si parla poco di immigrazione, di ingiustizia sociale, di economia, di ambiente, di politica. Come se appartenessero ad un altro mondo. Eppure è l’insegnamento biblico che chiama il credente a non disinteressarsi di queste realtà. Non occuparsi del mondo (e dunque della politica, che le vicende di questo mondo determina profondamente) significa allora non occuparsi di Dio. 
Termino con le parole del Concilio Vaticano II: “Il Concilio esorta i cristiani, cittadini dell&#039;una e dell&#039;altra città, di sforzarsi di compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del Vangelo.Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano che per questo possono trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno. (…)Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna” (Gaudium et Spes 43).

Come sempre, mi sono spinto troppo oltre.
Avrei voglia di interloquire con il Prof. Gianni anche sull’aspetto che riguarda il rapporto tra cristianesimo-ebraismo. Un desiderio che rinvio ai prossimi giorni, per la consapevolezza di divenire troppo prolisso nelle mie esposizioni. 

Vi saluto con affetto.
Enzo Cuscito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi Anna Maria, Prof. Ferrara e Prof. Giannini,<br />
i Vostri interventi hanno spalancato in me sterminati sentieri per nuove riflessioni, considerazioni, provocazioni. E, conoscendomi, rischierei di perdermi in intensi percorsi senza fine.<br />
Il rapporto fede-politica, innanzitutto. Il cristianesimo, con la teologia dell’Incarnazione, “reclama” l’impegno quotidiano e perseverante dal “di dentro” del mondo. Il Regno di Dio, infatti, come proclama sin dal principio Gesù, “è in mezzo a voi” (Marco 1,15), non al di sopra. La fede pertanto non è contemplazione del Cielo e dimenticanza della Terra. Il nascondimento di Dio, “presente assente”(R.Latourelle) nella storia, rientrerebbe, secondo Simone Weil, in un preciso disegno divino volto a non “distrarre” l’uomo dalla cura verso il mondo. “Forse – scrisse la Weil – Egli ha lasciato intravedere di se solo quanto basta perché l’uomo non sia abbagliato dal Cielo al punto di disinteressarsi della Terra”. Questo amore verso l’uomo ed il mondo, in particolar modo verso poveri, discriminati e migranti, è l’anima della “politica” cristiana. Il cristianesimo, infatti, ha ereditato dall’ebraismo il senso escatologico della storia, vista non come semplice tappa di un passaggio verso un&#8217;altra dimensione, ma come luogo unico dove l’uomo gioca il senso profondo e la realizzazione della sua vita. Il Regno di Dio, infatti, non è una realtà spirituale, celeste, trascendente, ma materiale, storica, immanente. Fu questa verità a far dire a Romano Guardini che “i cristiani sono gli unici, veri materialisti”. Ma in cosa consiste la “politica” del Regno? Semplicemente, nella conversione (nel senso di un cambiamento di rotta) del mondo e della storia alla luce dell’Amore. In quest’ottica l’influenza del cristianesimo, la politica del cristiano, dovrebbe avere come fine supremo la lotta contro ogni “struttura” economica, politica e sociale che degrada l’uomo, offendendone la sua natura divina. L’amore di Dio verso poveri ed erranti è innanzitutto profezia. I poveri sono prediletti non perché migliori in sé dei ricchi, ma perché segno dell’ingiustizia, pungolo all’uomo affinché converta il suo operato alla solidarietà, alla giustizia, all’uguaglianza fraterna. Se ci sono poveri e migranti, vuol dire che esistono politiche ingiuste, politiche che il credente è chiamato a contestare e combattere. Da questo punto di vista, come insegnava Don Tonino Bello, la “speranza cristiana è pericolosa, è eversiva”, perché aggredisce le logiche egoistiche e lobbistiche che governano il mondo, l’economia, la politica. </p>
<p>Mal si addice, dunque, la parola “moderato” ad un cattolico impegnato in politica. Perché il credente non è chiamato a celebrare compromessi, a moderare, ma a radicalizzare profeticamente lo scontro tra giustizia e ingiustizia, verità e falsità, amore e potere, “Dio e mammona”, sino al dono totale di sé. Gesù non era un moderato. Non dimentichiamolo. Se lo fosse stato, non sarebbe finito in croce. Moderati, invece, erano proprio quelli che lo condannarono, i Sadducei, che operavano una politica di mediazione e di compromesso tra ebrei e autorità romane. L’insegnamento di Gesù era radicale. Ed era soprattutto politico. Non era un buonista, Gesù. Non educava al banale “voleteve bene”. Sapeva piuttosto essere duro, nello stile dei Profeti, contro ricchi e potenti, sapienti e intolleranti. Se il suo insegnamento fosse stato incentrato sul semplice volersi bene, l’avrebbero lasciato predicare. Ma il suo messaggio di condanna contro le discriminazioni, le ingiustizie, gli egoismi, i razzismi della sua epoca, bilanciati dall’invito alla conversione, era vista come una minaccia allo status quo, al sistema radicalizzato di potere, che rendeva sempre più forti i potenti e sempre più schiavi i poveri. E che cos’è questo messaggio se non politica? Non dimentichiamo che la motivazione della condanna, affissa sulla croce, era politica. Sul cartello, infatti, vi era scritto “Questi è Gesù Nazareno, re dei Giudei”. Una definizione indiscutibilmente politica. </p>
<p>Avete ragione, dunque, quando denunciate lo stato di indifferenza politica che si registra nelle comunità parrocchiali. L’aver ridotto l’impegno ecclesiale all’aspetto liturgico o catechetico, è l’amputazione di un dovere sostanziale del cristianesimo, è il rinnegamento del messaggio che ha condotto Gesù al patibolo. Nelle comunità si parla poco di immigrazione, di ingiustizia sociale, di economia, di ambiente, di politica. Come se appartenessero ad un altro mondo. Eppure è l’insegnamento biblico che chiama il credente a non disinteressarsi di queste realtà. Non occuparsi del mondo (e dunque della politica, che le vicende di questo mondo determina profondamente) significa allora non occuparsi di Dio.<br />
Termino con le parole del Concilio Vaticano II: “Il Concilio esorta i cristiani, cittadini dell&#8217;una e dell&#8217;altra città, di sforzarsi di compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del Vangelo.Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano che per questo possono trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno. (…)Il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna” (Gaudium et Spes 43).</p>
<p>Come sempre, mi sono spinto troppo oltre.<br />
Avrei voglia di interloquire con il Prof. Gianni anche sull’aspetto che riguarda il rapporto tra cristianesimo-ebraismo. Un desiderio che rinvio ai prossimi giorni, per la consapevolezza di divenire troppo prolisso nelle mie esposizioni. </p>
<p>Vi saluto con affetto.<br />
Enzo Cuscito</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Giannini</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5632</link>
		<dc:creator>Francesco Giannini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:49:03 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Enzo,
oggi più che mai, Giornata della Memoria, sono calzanti i richiami biblici da te riportati. 
Il monito di questa Giornata è che non si abbiano più a ripetere manifestazioni come quelle che oggi ricordiamo, le quali rendono l&#039;uomo più vicino alle belve che ai suoi simili.
E&#039; la storia di un popolo senza terra, un popolo migrante dopo la diaspora, popolo che ha avuto il torto di mandare a morte un Figlio della propria terra, un popolo che, secondo alcuni, paga il fio di quel misfatto, con un genocidio senza precedenti per ferocia e barbarie.
Oggi il mondo civile ricorda quel  genocidio, ma chiude gli occhi ad altre stragi e ad altri genocidi annunciati o perpetrati sotto i riflettori dei mass media.
Non ci si accorge che due millenni or sono un Uomo fu venduto per 30 denari per essere mandato al patibolo, mentre oggi anche per molto meno una caterva di disperati  cercano di approdare sulle coste europee e, se hanno avuto la fortuna di sfuggire alla furia della natura, rischiano di morire per mano di un altro uomo.
E tutto ciò per il colore della loro pelle, per la loro cultura, per la loro religione, perchè emigranti in cerca di una terra ospitale.
Ma la Terra e quanto essa contiene non è stata creata per tutti gli uomini?
&quot; E Dio li ( maschio e femmina ) benedisse e disse: Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra &quot; (Genesi 1,28 ).
Se così è, sforziamoci di trovare ciò che ci unisce non ciò che ci divide e andremo nella direzione giusta. Lavoriamo per il bene comune, per il bene della terra e dei suoi abitanti non per la supremazia dell&#039;uomo sull&#039;altro uomo, perché la vita sia pienamente degna di essere vissuta.
In questa direzione, secondo me, va la manifestazione che proprio stasera si celebra: la presentazione del calendario di tre religioni, una manifestazione di alto valore culturale, sociale, umano e religioso perché unisce autoctoni e immigrati, uomini di diverse etnie e religioni, in una fratellanza sovranazionale. 
E&#039; la prova  che nessuno deve sentirsi straniero in terra straniera e che la Terra è un bene dell&#039;umanità intera e non del singolo e che tutti devono condividere la responsabilità di servirsene e di rispettarla.
Un fraterno saluto a tutti.
F. Giannini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Enzo,<br />
oggi più che mai, Giornata della Memoria, sono calzanti i richiami biblici da te riportati.<br />
Il monito di questa Giornata è che non si abbiano più a ripetere manifestazioni come quelle che oggi ricordiamo, le quali rendono l&#8217;uomo più vicino alle belve che ai suoi simili.<br />
E&#8217; la storia di un popolo senza terra, un popolo migrante dopo la diaspora, popolo che ha avuto il torto di mandare a morte un Figlio della propria terra, un popolo che, secondo alcuni, paga il fio di quel misfatto, con un genocidio senza precedenti per ferocia e barbarie.<br />
Oggi il mondo civile ricorda quel  genocidio, ma chiude gli occhi ad altre stragi e ad altri genocidi annunciati o perpetrati sotto i riflettori dei mass media.<br />
Non ci si accorge che due millenni or sono un Uomo fu venduto per 30 denari per essere mandato al patibolo, mentre oggi anche per molto meno una caterva di disperati  cercano di approdare sulle coste europee e, se hanno avuto la fortuna di sfuggire alla furia della natura, rischiano di morire per mano di un altro uomo.<br />
E tutto ciò per il colore della loro pelle, per la loro cultura, per la loro religione, perchè emigranti in cerca di una terra ospitale.<br />
Ma la Terra e quanto essa contiene non è stata creata per tutti gli uomini?<br />
&#8221; E Dio li ( maschio e femmina ) benedisse e disse: Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra &#8221; (Genesi 1,28 ).<br />
Se così è, sforziamoci di trovare ciò che ci unisce non ciò che ci divide e andremo nella direzione giusta. Lavoriamo per il bene comune, per il bene della terra e dei suoi abitanti non per la supremazia dell&#8217;uomo sull&#8217;altro uomo, perché la vita sia pienamente degna di essere vissuta.<br />
In questa direzione, secondo me, va la manifestazione che proprio stasera si celebra: la presentazione del calendario di tre religioni, una manifestazione di alto valore culturale, sociale, umano e religioso perché unisce autoctoni e immigrati, uomini di diverse etnie e religioni, in una fratellanza sovranazionale.<br />
E&#8217; la prova  che nessuno deve sentirsi straniero in terra straniera e che la Terra è un bene dell&#8217;umanità intera e non del singolo e che tutti devono condividere la responsabilità di servirsene e di rispettarla.<br />
Un fraterno saluto a tutti.<br />
F. Giannini</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: anna maria longo</title>
		<link>http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5616</link>
		<dc:creator>anna maria longo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:16:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gioiadelcolle.info/2010/01/23/stranieri-ed-immigrati-i-prediletti-del-dio-di-gesu-risorto/#comment-5616</guid>
		<description>Cari Enzo e Franco,
la mia impressione è che i cattolici sembrano lobotomizzati in questo momento storico. Nel nostro paese,nelle parrocchie, non si fa altro che parlare, pensare e darsi da fare per l&#039;organizzazione delle celebrazioni liturgiche e tutto ciò che riguarda la vita spirituale(e magari si facesse bene!)della comunità frequentante. Ma la vita vera, quella che vediamo in televisione,con gli occhi e la prospettiva di chi ce la fa vedere e non certo critica e reale,quella non ci riguarda. Non ci sono incontri dibattiti momenti di riflessione su chi siamo noi cristiani e su qual è il nostro ruolo in questa vita, fuori dalle mura della nostra parrocchia. Mi permatto di dire questo perchè lo vivo e lo osservo in prima persona: la nosta fede dovrebbe riempirsi di santità e coraggio spirituale nelle parrocchie per riflettersi in azione e impegno fuori : preghiera e testimonianza attiva.
Non è la difesa di un crocifisso in aule pubbliche (tra l&#039;altro da me assolutamente appoggiata) che fa di un Governo o di un partito un esempio di cristianità da seguire chiudendo gli occhi e le orecchie per non vedere e sentire le &quot;bestemmie&quot; continue che vengono perpetrate nei confronti di quelli per cui Gesù è venuto a morire su questa terra.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Enzo e Franco,<br />
la mia impressione è che i cattolici sembrano lobotomizzati in questo momento storico. Nel nostro paese,nelle parrocchie, non si fa altro che parlare, pensare e darsi da fare per l&#8217;organizzazione delle celebrazioni liturgiche e tutto ciò che riguarda la vita spirituale(e magari si facesse bene!)della comunità frequentante. Ma la vita vera, quella che vediamo in televisione,con gli occhi e la prospettiva di chi ce la fa vedere e non certo critica e reale,quella non ci riguarda. Non ci sono incontri dibattiti momenti di riflessione su chi siamo noi cristiani e su qual è il nostro ruolo in questa vita, fuori dalle mura della nostra parrocchia. Mi permatto di dire questo perchè lo vivo e lo osservo in prima persona: la nosta fede dovrebbe riempirsi di santità e coraggio spirituale nelle parrocchie per riflettersi in azione e impegno fuori : preghiera e testimonianza attiva.<br />
Non è la difesa di un crocifisso in aule pubbliche (tra l&#8217;altro da me assolutamente appoggiata) che fa di un Governo o di un partito un esempio di cristianità da seguire chiudendo gli occhi e le orecchie per non vedere e sentire le &#8220;bestemmie&#8221; continue che vengono perpetrate nei confronti di quelli per cui Gesù è venuto a morire su questa terra.</p>
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