IL COMUNE: proviamo a capire come funziona – III Parte

Il sindaco: il sindaco con la nuova legislazione se sa gestire nella correttezza ha straordinari poteri. Il sindaco prima di tutto deve essere il garante della correttezza di operato della sua amministrazione, deve essere garante della unità di indirizzo politico di quella maggioranza, deve essere garante della coerenza durante tutto il proprio mandato. Deve espletare [...]

SindacoIl sindaco: il sindaco con la nuova legislazione se sa gestire nella correttezza ha straordinari poteri. Il sindaco prima di tutto deve essere il garante della correttezza di operato della sua amministrazione, deve essere garante della unità di indirizzo politico di quella maggioranza, deve essere garante della coerenza durante tutto il proprio mandato. Deve espletare il mandato con consapevolezza di ruolo che richiede una certa tensione, e deve avere anche il coraggio quando si accorge che vi è un momento in cui si deraglia per ragioni diverse, oppure la maggioranza non è più in grado di attendere eticamente, moralmente e amministrativamente quell'impegno assunto, di andare via.

Il sindaco nelle sue prerogative ha il grande potere di dire: se noi non riusciamo ad assolvere coerentemente i compiti che ci vengono, dall'alto mandato ricevuto, si va via. Questa però può rivelarsi un'accusa da utilizzarsi in termini ricattatori, perché c'è chi lo può utilizzare per esercitare pressioni indebite sulla squadra del sindaco.

Dice l'avv. Gentile: "Io credo che questo è un momento di nobilissimo esercizio di democrazia, e un sindaco perbene quando si accorge che le ragioni per cui è stato eletto, non possono essere più soddisfatte con compromissione del vincolo fiduciario con la popolazione, deve avere questo punto di caduta che secondo me non è un ricatto ma è un alto esercizio di democrazia da parte di un sindaco".

Il sindaco sappiamo è eletto direttamente dal popolo, dura in carica cinque anni, è rinnovabile soltanto una volta, quindi non è candidabile per un terzo mandato consecutivo. Il vincolo del divieto del terzo mandato dovrebbe negli intenti del legislatore, rispondere alla finalità di favorire il ricambio al vertice delle amministrazioni, evitare incrostazioni.

Quali sono le funzioni più importanti del sindaco, tra tutte quelle di sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici, quello di rappresentare la giunta, abbiamo detto presiedere la giunta, convocare le giunte ma sovrintendere al funzionamento dei servizi e degli uffici.

Quella di sovraintendere è funzione che, dice l'avv. Gentile: "Mi è particolarmente cara ricordarla, perché molto spesso i politici dicono: hanno imparato a memoria e la predicano sempre, la separazione tra potere politico e potere gestionale. Allora si dice: noi possiamo fare tutte le porcherie di questo mondo, tanto risponde il gestore della cosa pubblica che è il dirigente. Io ho sempre ritenuto nella mia esperienza che questa competenza, cioè il richiamo della norma a compiti di sovrintendenza del funzionamento dei servizi e degli uffici e alle esecuzioni degli atti, chiama sempre una responsabilità oggettiva del sindaco anche sull'attività dei dirigenti. La mia esperienza personale per scansare sul profilo di responsabilità, è stata sempre quella dì far arrivare periodicamente ai dirigenti ai responsabili della gestione, delle circolari in cui ricordavo alcune priorità programmatiche. Mi è capitato per esempio su un'opera pubblica, cosa che in genere i sindaci non fanno, di mandare al responsabile del procedimento al dirigente, il dettaglio della tempistica prevista dal codice dei Lavori Pubblici, per fargli osservare che scaduto un determinato termine e quell'opera non si fosse realizzata, la responsabilità fosse sua. Io credo che questo mi ha messo al riparo da una serie di rischi. Senza questo modo di operare, penso che non sarebbe semplice per il politico di vertice (il sindaco) potersi difendere in tribunale in caso di difficoltà. Perché la legge dice che tu devi sovrintendere al funzionamento degli uffici e dei servizi e alla esecuzione degli atti, quindi di tanto in tanto sarebbe cosa buona e giusta da parte del sindaco o dell'assessore dire a che punto sta a questo procedimento? Che ne hai fatto? Questo però significa lavorare e non andare in giro a fare altro".

Poi ci sono le funzioni del sindaco quale ufficiale di governo, sono tutte funzioni legate alla gestione dei servizi dello stato civile, l'anagrafe, elettorale, statistica perché è chiaro tutti i servizi che riguardano la persona sul territorio sono di competenza del comune, ma sono dello Stato tutti quegli atti che invece riguardano la sfera della sua vita dalla nascita alla morte passando per il matrimonio, perché tutto ovviamente deve essere tenuto sotto controllo dallo Stato.

Altri poteri importanti sono stati assegnati al sindaco dal pacchetto sicurezza, il decreto legge del maggio 2008 convertito nella legge 125 del 24 luglio del 2008.

Che cosa può fare il sindaco come ufficiale di governo in base alle norme sul pacchetto sicurezza? Può emanare atti che gli sono attribuiti da leggi e regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, può vigilare su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico informandone preventivamente il prefetto.

Ovviamente ha il coordinamento in questo contesto della polizia locale con le forze di polizia statale, nell'ambito delle direttive impartite dal ministro dell'interno. Con atti motivati può anche adottare provvedimenti contingibili e urgenti, per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica per la sicurezza urbana.

Su questa norma si sono sbizzarriti tutti i sindaci nell'agosto 2008 a tirar fuori tutta una serie di provvedimenti in materia di sicurezza tali che, molti pensavano di essere diventati all'improvviso degli sceriffi sul territorio e di poter mettere tutti a posto. Su un sito ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e su un sito del ministero degli interni c'è una lunghissima sequela di ordinanze, alcune sono veramente goffa e divertenti, assolutamente inedite.

Il decreto sicurezza ha dato invece in dettaglio una serie di indicazioni per prevenire è contrastare situazioni di degrado urbano e di isolamento, situazioni in cui il patrimonio pubblico era sistematicamente esposto ad atti di danneggiamento all'incuria al degrado, tutto questo è nell'esercizio dei poteri di un sindaco che si arricchiscono con il decreto sicurezza Maroni con questo tipo di ulteriori prerogative.

Ovviamente al prefetto è sempre data la possibilità di disporre ispezioni per verificare che il sindaco svolge questi compiti come ufficiale di governo in maniera corretta.

Potere fondamentale e importane del sindaco è quello di ordinare. Le ordinanze sono divisibili in ordinanze ordinarie e ordinanze contingibili e urgenti. Anche su questo c'è un confine molto labile almeno nell'attuazione pratica dei provvedimenti di questo tipo, perché spesso si ricorre ad ordinanze contingibili e urgenti anche in caso di ordinarietà e viceversa, confondendo il carattere del provvedimento.

Le ordinanze ordinarie sono quelle adottate dal sindaco per imporre determinati comportamenti in osservanze e attuazione di disposizioni di legge o regolamenti o di altre deliberazioni adottate dagli organi collegiali. Le ordinanze contingibili e urgenti previste dal famoso articolo 50 del testo unico 267, hanno come caratteristica la possibilità di ricorrere a questo potere straordinario quando si verificano due presupposti: la contingibilità (ci deve essere un evento di carattere accidentale, eccezionale, nè prevedibile e temporaneo come un pericolo imminente che deve essere incombente ovviamente presente) e la urgenza (cioè deve poter soddisfare una esigenza che non può essere fronteggiata altrimenti con i mezzi ordinari previsti dall'ordinamento).

Nelle ordinanze contingibili e urgenti vi deve essere una motivazione esaustiva e sufficiente, vi deve essere proprio in forza a motivo del carattere transitorio temporaneo, un termine finale.

Il sindaco può dimettersi, ci può essere un impedimento permanente che ne determini la cessazione della carica, quindi non deve essere un impedimento temporaneo. Può essere rimosso, può decadere dalla carica stessa. Con la cessazione della carica di sindaco si scioglie il consiglio comunale, decade la giunta e quindi si va a nuove votazioni.

Le dimissioni presentate dal sindaco sono un po speciali, sono da considerarsi efficaci e irrevocabili, però producono effetto solo al trascorrere di 20 gg. dalla loro presentazione al consiglio. Nei 20 gg. è data possibilità al sindaco di poter ritirare le dimissioni date. Il vicesindaco invece assolve alle funzioni vicario del sindaco soltanto in caso di assenza o un impedimento temporaneo.

Per quanto riguarda l'argomento dell'ineleggibilità e dell'incompatibilità ci sono tutta una serie di condizioni che riguardano l'elettorato passivo e quindi la inidoneità a ricoprire cariche elettive.

 La differenza tra le due situazioni sta nel fatto che l'ineleggibilità è un impedimento giuridico all'origine a divenire proprio soggetto passivo del rapporto elettorale, quindi preesistente all'elezione stessa. Una persona che fosse ineleggibile vedrebbe insanabilmente compromessa dall'origine quella elezione.

La incompatibilità invece è una causa minore, e che sta nel fatto che alcuni uffici o cariche pubbliche non possono essere ricoperte allo stesso tempo dalla stessa persona. Quindi non riguarda il momento vere proprio della elezione ma lo svolgimento della carica pubblica.

 Tra le cause di ineleggibilità ci sono tutta una serie di casistiche dettate dall'articolo 60 del testo unico, per esempio non sono eleggibili i dipendenti del comune per i rispettivi consigli, il direttore generale amministrativo della ASL, i legali rappresentanti e i dirigenti delle Spa con capitale superiore al 50% rispettivamente a quello detenuto dal comune, il capo della polizia che opera sullo stesso territorio, queste sono una parte di una serie di figure per cui è prevista l'ineleggibilità.

Ovviamente l'incompatibilità è rimovibile perché è contestabile in consiglio comunale. Si danno dieci giorni a difesa, a beneficio della persona a cui viene contestata la condizioni di incompatibilità e poi sta a lui decidere o meno.

Si possono presentare giustificazioni anche soddisfacendo o ritenute tali da parte del consiglio comunale e rimanere in carica, qui poi dipende da come si gestiscono i rapporti fra maggioranza e minoranza, perché anche su questo si sono utilizzati i numeri non per affermare il diritto ma per affermare arrogantemente la ragione dei numeri, per cui sono state fatte salve in alcune situazioni comunali, condizioni di patente incompatibilità soltanto perché a giustificazione rese, ci sono state maggioranze che si sono assunte anche la responsabilità di dire che l'incompatibilità non esiste.

L'avv. Giuseppe Gentile avviandosi alla conclusione apprezza l'iniziativa delle scuole politiche ed esprime la sua convinzione della necessità di una scuola di formazione della dirigenza dei settori pubblici amministrativi. Queste figure con un adeguato livello di preparazione e con un'adeguata remunerazione sarebbero corteggiati dalle pubbliche amministrazioni (una delle macchine più complesse), e sarebbero in grado di affrontare le difficoltà e le responsabilità degli atti da bravi dirigenti.

L'avv. Gentile dice: "Anche se la legge Bassanini ha conferito al dirigente un potere enorme, non dobbiamo perdere di vista che il loro potere è direttamente proporzionato all'ignoranza del politico. Più il politico non sa, più il dirigente può disattendere gli obbiettivi.

Il prof. Franco Ferrara chiude la lezione evidenziando, nell'esposizione dell'avv. Giuseppe Gentile, la differenza dei tre organi: il consigliere comunale, la giunta e il sindaco. Il presidente del consiglio non viene visto come un organo istituzionale, perché un organo istituzionale deve avere la possibilità di esternalizzare la propria funzione, quindi impegnare l'ente verso l'esterno, mentre il ruolo del presidente del consiglio ha una rilevanza molto interna.

Il prof. Ferrara ci richiama sulla figura del sindaco, perché è il cosiddetto organo bifronte cioè, ufficiale di governo e capo dell'amministrazione, ma il fatto che il sindaco sia una nomina dello Stato centrale, noi come meridionali abbiamo vissuto molto questa derivazione mandando in ombra la nostra autonomia.

Con l'esposizione fatta dall'avv. Giuseppe Gentile, evidenziando la trasparenza degli atti, la consapevolezza della partecipazione, del senso civico e soprattutto del principio di sussidiarietà, cambia l'ottica di approccio all'ente locale, non subordinato e derivato dello Stato centrale ma l'ente dell'autonomia locale. Questo è il principio a cui dobbiamo ritornare.

Un grazie particolare all'avv. Giuseppe Gentile per la sua lezione molto tecnica ma nello stesso tempo comprensibile e illuminante.

18 gennaio 2010

  • Scuola di Politica

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