“Gioia del Colle – Storia politico sociale dalle origini alla fine del ‘700. Gioiesi eminenti. I soprannomi”, SUMA editore, di Giuseppe Milano
Un'ode, un melodico comporre attraverso una narrazione agile, con trama e ordito strettamente intrecciati ad una storia nutrita da robuste e competenti radici che pur non cede alla tentazione "accademica" di celebrare se stessa ed i suoi saperi, in "Gioia del Colle – Storia politico sociale dalle origini alla fine del ‘700. Gioiesi eminenti. I [...]
Un'ode, un melodico comporre attraverso una narrazione agile, con trama e ordito strettamente intrecciati ad una storia nutrita da robuste e competenti radici che pur non cede alla tentazione "accademica" di celebrare se stessa ed i suoi saperi, in "Gioia del Colle – Storia politico sociale dalle origini alla fine del ‘700. Gioiesi eminenti. I soprannomi" di Giuseppe Milano, edita SUMA.
L'opera, pur inseguendo le vicende e i trascorsi dei secoli passati in un serrato dialogo con la memoria, si distende e conserva un suo più ampio respiro, affidando a brevi note a margine, farraginosi orpelli e zavorre documentali. Questo le consente di conquistare ed avvincere i giovani, senza deludere gli avventori più esperti, inebriati dalla raffinata poesia dei ricordi ricamati sul suo tessuto narrativo.
Tra gli intenti ravvisati, l'urgenza di fornire alle nuove generazioni gli strumenti e le competenze necessarie per strutturare un proprio patrimonio storico-letterario, coinvolgerle e catalizzarne l'attenzione, ricordando che oggi più che mai sono "orfane" di quei vissuti familiari, un tempo capitalizzati attraverso la capillare rievocazione delle proprie origini.
Giuseppe Milano si cimenta per metà opera in una ardita sintesi delle vicende storiche dalle origini di Gioia a fine ‘700. Rapide ed essenziali incursioni per tratteggiare epoche, dominazioni, regimi, personaggi che hanno "segnato" il territorio, talvolta con "ferite" crudeli, talvolta celebrando la propria grandezza. A tratti il letterato parrebbe smarrirsi in dettagli minori: annoda concetti, privilegia il "colore"… In realtà tesse la sua tela narrativa avvalendosi di punti di riferimento che per esperienza rimandano ad altre pagine di storia, tentando di comporre una visione d'insieme che stimoli l'approfondimento senza perdersi nei meandri delle singole vicende. Compone un mosaico con tasselli in cui sedimentano esperienza didattica, passione storica, seduzione poetica ed i pigmenti di uno stile narrativo armonioso, originale e brillante.
Nella seconda parte l'approccio narrativo diventa biografico, Milano cesella indimenticabili profili di gioiesi, attori del proprio tempo, con toni resi più intensi dai vissuti diretti. Le loro gesta riecheggiano ancor vivide ed attuali, danno origine a soprannomi, dettano pagine di attualità economica e sociale, roride di prossimità.
Si intravede sia in questa ultima fatica che nella precedente, "Gioia del Colle nell'800 e nel ‘900 – Storia politica e sociale", anch'essa edita SUMA, l'urgenza di riordinare i propri ricordi ancor tersi, nitidi e intatti, difesi dalle insidie del tempo da una mente limpida ed agile e da una distanza che non genera oblio ma ne cristallizza il profumo ed i colori.
Desta ammirazione una così viva attenzione al territorio, dissetata da affetti ed amicizie, ed ancor più una vivace curiosità che il passar degli anni non riesce a sedare, la stessa che suggerisce all'autore di comporre ghirlande letterarie sorrette dal fil di ferro della storia e della memoria, frutto del fecondo intreccio di anni di studio, ricerca e attaccamento alle proprie radici, per offrire un prezioso e gradito omaggio a Gioia: nuove pagine di storia scritte con la mente ed il cuore.
Dalila Bellacicco
Tratto da "la Piazza" ottobre 2009
8 dicembre 2009










