Bernardo Terio

28 dicembre 2009 Autore:  
Categorie: Gioia Nota, Storia

Bernardo TerioNasce nel 1911 a San Pietro Vernotico, in provincia di Lecce, da genitori di origine gioiese.

La sua famiglia dopo qualche anno si trasferisce a Gioia, dove il giovane Bernardo frequenta le scuole elementari, quelle medie, le ginnasiali ed infine le liceali.

Sin dall'infanzia e per il periodo della sua carriera scolastica manifesta interesse per tutte le discipline, ma predilige particolarmente quelle scientifiche. La sua innata inclinazione per le materie scientifiche lo porta, nei momenti liberi, a catturare animaletti di  specie diverse, dei quali osserva attentamente sia  i movimenti che le diverse reazioni alle sue sollecitazioni.

Come  studente si segnala e si distingue per il suo spirito vivace e critico, tanto da essere additato ad esempio agli altri coetanei.

Nel 1937  consegue brillantemente la laurea in Scienze Naturali presso l'Università di Napoli, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la pubblicazione della tesi.

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Tra antico e moderno in onore di Maria

22 dicembre 2009 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

1. Chiesa di S. Andrea, ingressoPer nove giorni di seguito è stato un affrettare il passo, ansioso, giù per le scale di un anonimo condominio, in quella semiperiferia un tempo fuori le mura, solo fino a quarant’anni fa occupata da orti, pozzi d’acqua sorgiva e frutteti attorno ad abitazioni monofamiliari, e poi lungo strade interne, silenziose al primo calar del buio. Verso quale agognata meta? Il cuore del borgo bizantino, l’antica Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Dall’asfalto e dal cemento, che tutto soffocano, alle chianche sulla terra viva tra le case in pietra e tufo, l’impressione di aver percorso a ritroso qualche millennio di storia, con una sosta benefica tra il XVIII ed il XIX secolo, quando nacque e si affermò, per motivazioni spirituali ed assistenziali, uno di quei tanti sodalizi laici, tuttora vivi ed operanti.

Perché mai affannarsi? Per partecipare, assaporandone il gusto fino all’ultimo istante, ad una pia pratica, scoperta quasi “per caso”, in occasione di un lavoro negli archivi confraternali. Non saprei datare quest’antica consuetudine in Gioia. Forse ebbe inizio nel 1721, per iniziativa di colui che istituì la Confraternita dell’Immacolata, il gesuita p. Domenico Bruno? Oppure nel 1780, l’anno del regio assenso alla fondazione e alle regole? O piuttosto nel 1888, quando la “bolla” papale di Leone XIII le conferì il titolo di “Arciconfraternita”?

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Fiere e Mercati a Gioia

21 dicembre 2009 Autore:  
Categorie: Storia

0921_001Le Fiere, sorte in età medievale, erano veri e propri mercati che si svolgevano in occasione di importanti feste religiose e duravano alcuni giorni; gran parte del settore espositivo era riservato alle fiere, cioè agli animali, mentre il resto riguardava attrezzi agricoli. La loro importanza nel passato è attestata dalla circostanza per cui , se durante il loro svolgimento erano in corso delle guerre, queste venivano temporaneamente sospese e durante tale tregua i visitatori godevano di particolari privilegi, come la protezione durante il viaggio, l'esenzione  o la riduzione dei dazi, il diritto di ospitalità o di asilo. I mercati, invece, avevano una durata più breve, una cadenza più ravvicinata nel loro svolgimento e permettevano la vendita di prodotti molto  vari, non limitati al solo settore agricolo.

Anche in Gioia, città medievale, è attestata la presenza di fiere e mercati nei secolo scorsi. 

Nell' Apprezzo di Gioia del 1611 del tabulario Federico Pinto si legge: Nella detta Terra di Gjoia alli otto di settembre vi si fa una Fiera, dove vi concorrono infinite genti con copia d'animali d'ogni sorte non solo dallo lontano, ma anco da lunghe parti.

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Il Macello Comunale

7 dicembre 2009 Autore:  
Categorie: Storia

Fino agli anni che precedono la proclamazione dell'Unità d'Italia era prassi comune in quasi tutti i Macello Comunalepaesi del Sud macellare gli animali nelle pubbliche strade. In tale circostanza i cittadini si aiutavano vicendevolmente e gratuitamente.  Sembrava quasi di partecipare alla celebrazione di un rito sacro, durante il quale le strade erano affollate, pullulanti di un andirivieni di gente, specie di bambini che curiosavano, come se si trattasse della folcloristica celebrazione della festa del Santo Patrono.

Con delibera del 6 novembre 1861, sindaco Antonio Taranto, il Decurionato di Gioia decideva di prendere un locale ad uso del  Macello per uccidere gli animali lontano dalla vista e dalla curiosità delle persone, oltre che per motivi igienici.

Il 25 novembre 1871 Il Consiglio dei Decurioni delibera la costruzione del nuovo Macello nel giardino degli ex Francescani Riformati  e conferisce l'incarico della progettazione all'architetto Giovanni D'Erchia di Monopoli.

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