Luoghi ritrovati… e occasioni perse

Bilancio "autunnale" di una stagione estiva spettacolarmente "bulimica", tanti, forse troppi eventi, penalizzati da un "orario" non precisato, pubblicizzati in extremis dalle associazioni coinvolte – spesso di corvè nei gazebo – o da "strilloni" di antica memoria, tra coupon fantasma, sedie occupate da borse ed accessi negati in virtù di una sicurezza in antitesi con [...]

Un momento delle manifestazioni "Luoghi Ritrovati"Bilancio "autunnale" di una stagione estiva spettacolarmente "bulimica", tanti, forse troppi eventi, penalizzati da un "orario" non precisato, pubblicizzati in extremis dalle associazioni coinvolte – spesso di corvè nei gazebo – o da "strilloni" di antica memoria, tra coupon fantasma, sedie occupate da borse ed accessi negati in virtù di una sicurezza in antitesi con i provvedimenti posti in essere per garantirla.

La sensazione è che si sia lasciato molto spazio all'improvvisazione, perdendo a tratti il controllo degli stessi eventi, nonostante l'evidente e puntuale impegno dei due direttori Vito Marvulli e Franco Castellano, spesso in piedi da inizio a fine spettacolo, alle prese con (prevedibili) problemi tecnici, meteorologici, organizzativi e "artistico-comunicativi" da stress.

Eventi, per altro, anche di ottima "fattura", promossi da Regione e Provincia, è il caso di "Suoni della Murgia", che ha portato a Gioia artisti di altissimo livello dello spessore di Joana Amendoeira, calda brezza oceanica ed un sorriso d'incanto per dar voce lusitana ad un fado malinconico eppur gioioso. Con "L'Escargot" simpatia ed originalità, pura magia irlandese con Nollaig Casey e Arty McGlynn e vis irruente nella tammorra di Antonio Matrone e nella musica della sua folcloristica "A paranza do' lione".

A conti fatti (e posti occupati fino al termine dello spettacolo), promosso e premiato "a furor di popolo" anche il Cabaret, leggero "quanto basta" per reggere a così alte temperature, su un palco oggetto di impietosi commenti "al vetriolo", nella seriosa cornice "normanno-sveva". Un genere dal gusto "pecoreccio" per i palati fini, non sempre fresco d'annata, con personaggi "fuori mercato" che ancora hanno tanto da dare e dire (esilarante la simpatia di Alberto Caiazza e Nico Salatino) o per soli estimatori (Daniele Raco, Urbano Moffa, Antonio Covatta e Giovanni Cacioppo), scommessa vinta da Vito Marvulli, sul palco per portare avanti una sua personale e condivisibile crociata contro una "TV spazzatura" che diseduca lo spettatore e ripudia professionisti della "cultura popolare" per lanciare mode e talenti effimeri.

Un momento delle manifestazioni "Luoghi Ritrovati"Un avvicendarsi di luoghi (buona l'idea, non sempre oculata la scelta, in virtù dei generi proposti) e di eventi (la titanica festa federiciana in primis, organizzata dall'associazione "Petali di Pietra") che hanno divertito ma anche generato più di una perplessità tra i "cultori della cultura", disorientamento per pubblicità ambigue (vedasi manifesti e comunicati stampa sulla Notte di San Lorenzo) e cocenti polemiche sulla scarsa etica "organizzativa" e gestionale di sagre ed eventi affini, è il caso di Amedeo Minghi, pagato dal Comune, da imprenditori "precettati" tramite lettera e da ben 40 sponsor in brochure in "carico" ad  Estatissima 2009, eclissata da una Sagra della Mozzarella orfana dei suoi storici organizzatori. Infine ricordiamo i Dirotta su Cuba, relegati nella Distilleria (distante dalla città e praticamente inaccessibile ai più, per scarse possibilità di parcheggio) e Tony Esposito, anch'essi "dono estivo" della Provincia.

Scendere nei particolari richiederebbe spazio e competenze "critiche" di cui non disponiamo, pertanto abbiamo pensato di puntare i riflettori su ciò di cui si è meno parlato e scritto sui mass media locali, scelta forse discutibile, di certo provocatoria… Un plauso, infine, a tutte le associazioni e le realtà gioiesi, operosissime in questa estate, che hanno davvero dato tanto, spesso in "cattività" e a titolo gratuito, a fronte di un impagabile impegno.

Notte di San Lorenzo… e Notte bianca del Primitivo

Scelta infelice e dicotomia poco costruttiva ai fini della fruibilità, la scelta di due location – il centro storico e la Distilleria Cassano – prive di collegamento "navetta", per  proporre degustazione di vini e musica popolare in entrambi i luoghi. Uno "scollamento" poco elegante che ha finito col penalizzare l'evento in sé, "dividendo" letteralmente coscienze e città.

In centro la "gioiesità" della Pro Loco nei canti in vernacolo dei Lariulà, la freschezza musicale degli Shining, i colori "estemporanei" di Artensione, le fiabe ispirate alle stelle di Atrebilteatro, gruppo scritturato a Lecce per animare Calici di Stelle, ed ancora i poeti gioiesi ricordati da Teatralmente Gioia, le foto proiettate da Città Nuova, le danze del Laboratorio di Movimento di Mirella Resta, il mercatino dei giocattoli usati e gli stand gastronomici gioies D.O.C.: zampini, salsiccia, polpette di pane, calzone di cipolla, mozzarelle e primitivo. Di tutto ciò, inspiegabilmente, nessuna traccia sui manifesti affissi dal Comune per pubblicizzare l'evento.

In contemporanea, presso la Distilleria Cassano, con il supporto di un battage pubblicitario di prim'ordine,  "La Notte bianca del vino D.O.C. di Gioia del Colle" con conferenza del presidente della Assoenologi Leonardo Palumbo, giornalisti e curatori del settore, degustazioni verticali ed orizzontali dei vini premiati a "Radici 2009", (ingressi per le degustazioni da 10 e 20 euro, versati a discrezionalità), slow food, canto e musica popolare a cura della compagnia stabile di Alberobello ed infine esplorazione del cielo stellato con i cannocchiali dell'osservatorio astronomico di Cassano.

Un evento che avrebbe meritato scena totale con protagonisti "anche gioiesi" – dispiace dirlo – "sprecato" per l'infelice connubio di eventi e l'inesistente coordinamento. Una bella occasione… persa!

Dalila Bellacicco

Tratto da "la Piazza" ottobre 2009

13 ottobre 2009

  • Scuola di Politica

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