Iran: fermiamo la repressione
Cari amici,
Oggi, i cuori e le speranze della gente in tutto il mondo sono con i dimostranti che corrono rischi terribili per le strade dell'Iran. Non importa chi abbia vinto le elezioni, la domanda adesso riguarda i diritti umani fondamentali.
I leader iraniani sono divisi, per cui anche la minima pressione incide. Con proteste [...]
Oggi, i cuori e le speranze della gente in tutto il mondo sono con i dimostranti che corrono rischi terribili per le strade dell'Iran. Non importa chi abbia vinto le elezioni, la domanda adesso riguarda i diritti umani fondamentali.
I leader iraniani sono divisi, per cui anche la minima pressione incide. Con proteste nuove e massiccie imminenti, gli attivisti iraniani fanno appello urgente a una risposta internazionale unita contro la repressione violenta.
Firma la petizione in basso facendo appello a TUTTI i governi per condannare le repressioni e negare il riconoscimento di qualsiasi governo iraniano fino a quando le incertezze elettorali siano risolte pacificamente. Poi inoltra questa email ad amici e familiari — costruiamo una protesta compatta e globale da 1 milione di voci contro la repressione:
http://www.avaaz.org/it/iran_stop_the_crackdown/?cl=264336024&v=3568
Noi consegneremo la petizione direttamente ai leader dei maggiori partner commerciali dell'Iran, all'Organizzazione della Conferenza Islamica, all'ONU e ad altri gruppi internazionali rispettati in Iran. Una risposta internazionale unita smentirà la scusa del regime che soltanto gli Usa e la Gran Bretagna sono dietro le critiche mondiali.
Il potere della gente sta ripulendo la politica mondiale. Ma quando i leader rispondono violentemente alle proteste non-violente, dalla Birmania allo Zimbawe fino all'Iran, la solidarietà mondiale è fondamentale per mostrare ai governi che la repressione indebolisce la loro autorità, anziché rafforzarla.
Avaaz significa "voce" in Farsi, la lingua iraniana. Mostriamo al popolo dell'Iran che, per chiunque abbiano votato, sosteniamo il loro diritto a far sentire le proprie voci. Clicca in basso per firmare la petizione, e fai girare la voce inoltrando questa email:
http://www.avaaz.org/it/iran_stop_the_crackdown
Con speranza e determinazione,
Ricken, Ben, Milena, Paul, Raluca, Brett, Iain, Pascal, Raj, Graziela, Taren, Paula, Margaret, Veronique e l'intero team Avaaz.
PS – Per maggiori informazioni sulle elezioni e le proteste in Iran vedi qui:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=63544&sez=HOME_NELMONDO
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CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229
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2 luglio 2009












Tutti conosciamo certe tipiche scene dei cartoni animati dove ad esempio un gatto raggiunge il precipizio ma continua a camminare, ignorando il fatto che non ha più terra sotto i piedi; poi si accorge dell’abisso, lo guarda e lì comincia a precipitare. I regimi sono proprio così, come un gatto sul precipizio: sta per cadere ma occorre soltanto che gli si ricordi di guardare in basso.
Il regime di Ahmadinejad è quel gatto, ma non solo lui…
In Iran c’è una sollevazione popolare genuina e spontanea che si è accorta di quanto il loro leader/dittatore sia nemico dei poveri islamici e di quanto sia corrotto/fascista/populista (capperi! mi ricorda qualcuno).
E’ insomma una specie di Berlusconi iraniano la cui mescolanza di pose clawnesche e gestione spietata del potere sta causando disagi persino presso la maggioranza degli ayatollah. Distribuisce demagogicamente le briciole ai poveri e dietro di lui ci sono organi di polizia e apparati politici molto occidentali, ci sono anche i nuovi ricchi derivati da una estesa corruzione di regime.
Contro Golia c’è invece Davide, una rivolta giovane, colta, pulita che ha un forte contenuto di liberazione dell’Islam per cercare un “Islam che sia buono”.
Il futuro è incerto, con ogni probabilità chi sta al potere riuscirà a contenere l’esplosione popolare con i sistemi tipici delle dittature che conosciamo tutti e cioè le censure e le repressioni (capperi! mi ricorda qualcuno). Ma… qualunque sia l’esito, nulla sarà più come prima. Ahmadinejad reggerà un governo sempre più autoritario e corrotto e noi terremo sempre a mente che abbiamo assistito a un grande evento di libertà!! Anche l’Iran entrerà nella nuova dimensione che è quella post-democratica che noi italiani abbiamo già conosciuto: non con Mussolini ma con uno ridicolo come lui e che gli assomiglia molto.
Uno (e con lui tanti emuli) che non vuole capire:
1) che in democrazia la maggioranza ha il diritto di governare ma non significa che ha sempre ragione;
2) che in democrazia non significa che la minoranza ha torto;
3) che la minoranza ha il dovere di esprimersi , a voce alta e ogni volta che pensa che la maggioranza ha torto.
Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la Democrazia. Un abbraccio a tutti coloro che si battono per la libertà…quella vera!
Cosa diavolo centrano i cartoni animati e Berlusconi?
Hai poche idee e pittosto confuse!
Cerca di avere più rispetto almeno per i morti nelle strade iraniane.
Ogni tanto prova a chiuderti nella tua stanza ed a vergognarti un po’!
SOLIDARIETA’ AL POPOLO IRANIANO!!!!
VIVA LA LIBERTA’. VIVA LA VITA.
I R A N L I B E R O ! ! !