La festa appena cominciata è già finita?
Il sipario si chiude, i giochi sono fatti, rien ne va plus. Anche queste elezioni sono finite. Come sempre accade in politica, nessuno dichiara di aver perso. Il PDL guadagna piccole percentuali di punti, canta vittoria, ma in fondo non è soddisfatto. Il PD perde terreno ma non come credeva e perciò canta vittoria. Entrambi [...]
Il sipario si chiude, i giochi sono fatti, rien ne va plus. Anche queste elezioni sono finite. Come sempre accade in politica, nessuno dichiara di aver perso. Il PDL guadagna piccole percentuali di punti, canta vittoria, ma in fondo non è soddisfatto. Il PD perde terreno ma non come credeva e perciò canta vittoria. Entrambi mostrano poca attenzione verso coloro che crescono. Era fin troppo facile prevedere cosa avrebbero raccolto da questa tornata elettorale i due grandi partiti. Più difficile era prevedere se e di quanto sarebbero cresciuti i partiti cosi detti "gregari" quelli che i grandi considerano "usa e getti" subito dopo le elezioni.
Sono loro che hanno davvero vinto e, i partiti più forti, quelli che "vincono sempre" dovranno cominciare a porre maggiore attenzione verso coloro che, pur non vincendo la gara, stabiliscono "record personali".
Gli italiani sono stanchi di un PDL monocratico e di un PD amorfo, di un bipolarismo che non assicura molte delle regole di una democrazia condivisa e la tanto auspicata stabilità di governo ?
Nasce il terzo polo che rilega in soffitta il bipolarismo?
Io credo e spero di si. Non rimane che attendere il referendum o, meglio, una nuova legge elettorale. Una legge elettorale che, mi auguro, non sia "ad personam" ovvero fatta su misura per i due partiti più grossi. Una legge autenticamente seria potrà essere unicamente: o puramente proporzionale o puramente maggioritaria. La prima ipotesi è probabilmente al di là da venire. La seconda sarebbe quasi a portata di mano se passasse il SI" al referendum del 21 giugno. Dico quasi perché il sistema delle preferenze bloccate rimarrebbe inalterato e non vi sarebbe alcuna introduzione di collegi uninominali soppressi dal 2005.
Passando sul "locale" c'è da notare:
- che la presenza a Gioia del Colle di Vulpio a soli 4 giorni dalle elezioni, per presentare i suoi lavori letterari non ha influito minimamente sulle coscienze dei gioiesi che non sono diventati in due ore "Dipietristi" . Sono stati smentiti coloro che hanno accusato gli organizzatori di aver "architettato" l'evento quelli, per intenderci, che ritengono ancora oggi, utile, la pausa di riflessione che consente all'elettore di formulare la propria "idea politica" a sole 24 ore dalle votazioni.
- che il ROI della politica del fare a Gioia vale 6000 voti.
- che la politica dei DeLeonardiis fa miracoli. Sono da considerarsi tali le "ricette" che prescrivono a soluzione dei disagi che quotidianamente ricadono sui più bisognosi non appena essi utilizzano i servizi pubblici di prima necessità. Eliminare quindi i bisogni per eliminare questo modo di far politica? Perché non provare?
- che i partiti ci hanno privato di poter beneficiare delle eccellenti professionalità della società civile, pur di guadagnare, con l'immagine e nel più breve tempo possibile, quel consenso elettorale che in tempi passati si guadagnava con i programmi e le idee. Mi riferisco al prof. Schittuli e al magistrato De Magistris della cui professionalità ne rimane orfana la comunità pugliese e non solo.
Di Divella e della suoi assessori, tutti non eletti, non ci resta l'amaro in bocca.
Nell'attesa delle elezioni regionali previste per il prossimo anno, in occasione delle quali prevedo una forte "scossa" nel PD locale, la politica nazionale cambia colore. Da grigia a rosa shocking ;)
E' l'inizio della fine?
19 giugno 2009












Mi scusi signor Tangorre ma per ROI intendiamo http://it.wikipedia.org/wiki/Return_on_investment
E’ meglio scriverle certe cose chiaramente per noi comuni mortali!
A parte tutto, non capisco perchè la vs. organizzazione meritoria abbia portato Vulpio a Gioia proprio nella settimana pre-elettorale… casualità ma anche un segnale che vi è costato l’espulsione all’ultim’ora dalla sede “comunale” oggi auditorium della LUM dei Degennaro…
Ne vogliamo parlare?
Questo significa portare una università privata a Gioia? Gli spazi per i confronti, i dibattiti, le assemblee civiche dove dovrebbero avere sede naturale?
E intanto le plance elettorali con il supermanifesto del nostro sindaco, mai strappato, sono state ri-tappezzate con un nuovo titolo in testa…coda!
Ciao Gioiesi.
In effetti la “referente” della LUM (quella del gemellaggio, dei corsi di formazione, delle forniture di prodotti informatici, consulenza, ecc…) che aveva concesso la sede comunale l’ha dovuta revocare all’ultimo minuto per l’indisponibilità del custode. In fondo è stato meglio così perchè abbiamo avuto l’occasione di parlare di trasparenza e lotta alle mafie nella casa di tutti, il palazzo municpale.