Incontri nel foyer del Rossini con Dina Montebello

"Il comico nelle tradizioni popolari" di Dina Montebello, altro scenario, stesso luogo, il foyer del Rossini, musica e letture di esilarante anedottica per tracciare il profilo di una comicità popolare dal gusto agrodolce. L'accurata regia della relatrice ha reso preziosa la conversazione, ingioiellata da inserti dialettali, canti, poesie, letture, e offerto sfaccettati spunti di riflessione [...]

Dina Montebello"Il comico nelle tradizioni popolari" di Dina Montebello, altro scenario, stesso luogo, il foyer del Rossini, musica e letture di esilarante anedottica per tracciare il profilo di una comicità popolare dal gusto agrodolce. L'accurata regia della relatrice ha reso preziosa la conversazione, ingioiellata da inserti dialettali, canti, poesie, letture, e offerto sfaccettati spunti di riflessione su tematiche che si prestano a più ampie disamine.

Ironia, satira, sarcasmo e bonomia velano disagi e problematiche, sofferenze sociali e dissenso espressi attraverso un sorriso, una sagace battuta, un doppio senso. Un malessere che a tratti diviene irriverenza, ed è il comico a dar voce e sottolineare "il richiamo al senso comune e al buon senso", ad indossare la maschera e lanciarsi in sperticate e grottesche lodi del potente di turno, dardi più pungenti di una graffiante invettiva. Ed è ancora il comico a rifugiarsi nell'aneddotica per denunciare la fatica del bracciante che trova finalmente conforto e riposo tra le rocce incandescenti dell'inferno, dopo una vita di stenti e durissimo lavoro. La stessa disperata povertà che costringe a fingersi morti per eludere i creditori o a perpetrare inganni "genetici", macellando pecore prive di intestino e fegato.

Nell'excursus piacevolmente interrotto dagli inserti musicali dei Lariulà, (in "delegazione" Ninnì Flavio, Giuseppe Magistro, Dino Tramacere e Mimmo Milano, voci Teresa Benincasa e Adele Tramacere), gruppo folcloristico "germinato" nella Pro Loco grazie alle iniziative del presidente Gianfranco Amatulli e di Pino Romano, e dalle letture di brani tratti da breviario, facezie e "cunti" di Papa Galeazzo, estroso arciprete salentino del 16° secolo, di fatto sagace e beffardo "cafone", cui si addebitano intemperanze e insolenti e scurrili facezie che così ben delineano la comicità popolare.

Letture splendidamente "interpretate" dai giovani della Pro Loco: Cristina Ferulli, Giovanna Greco, Gianfranco Romano e Monica Lasorella, plasmati in un corso di Rocco Chiumarulo ed iscritti all'Accademia Unika: tanto entusiasmo, classe ed un ventaglio di  progetti e attività di promozione teatrale in itinere.

Dalila Bellacicco

Tratto da "la Piazza" aprile 2009

6 giugno 2009

  • Scuola di Politica

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