Lettera di Eugenio Milano
Caro elettore,
sono Eugenio Milano e sono candidato al Consiglio Provinciale di Bari alle elezioni del 6 e 7 Giugno. In questi giorni di campagna elettorale stiamo assistendo ad una spietata competizione che si articola molto più nella forma che nella sostanza. Arriviamo a temere che il candidato vincente sarà colui che più di tutti avrà [...]
Caro elettore,
sono Eugenio Milano e sono candidato al Consiglio Provinciale di Bari alle elezioni del 6 e 7 Giugno. In questi giorni di campagna elettorale stiamo assistendo ad una spietata competizione che si articola molto più nella forma che nella sostanza. Arriviamo a temere che il candidato vincente sarà colui che più di tutti avrà infranto le regole del buon costume e del rispetto reciproco. Si sta valorizzando in maniera eccessiva la pubblicità, la visibilità a tutti i costi e lo scenario politico sta assumendo i contorni di un teatrino patetico ed incivile. Da questa lotta gli unici a uscire perdenti siamo noi cittadini, perché vengono meno la partecipazione e il coinvolgimento, il confronto politico si trasforma in semplici scontri tra persone o, peggio ancora, in squallidi compromessi.
Da questa analisi emerge un aspetto, che probabilmente è sotto gli occhi di tutti da tempo: la mancanza di autenticità. L'appiattimento ideologico tra destra e sinistra e l'omologazione del modello di uomo politicante hanno trasformato la vita politica in un mestiere, per cui chi meglio impara a raggirare l'elettore, tanto più avrà successo. Probabilmente la perdita degli ideali e delle speranze ha contribuito a tutto questo, ma adesso è finito il tempo della rassegnazione; ancora prima dell'ideologia, dobbiamo riacquisire un elemento senza il quale nessuna ideologia avrebbe senso: l'etica politica. L'idea di farsi carico delle responsabilità collettive e non degli onori è il primo passo per ristabilire serietà in un ambito, come quello della politica italiana, che ha perso ogni valore e spesso si concretizza in vergognosi pettegolezzi.
Per questo ho deciso di candidarmi al Consiglio Provinciale, per portare questi concetti basilari, che la vecchia classe dirigenziale ha perso o dimenticato. Mi candido per portare con me in Consiglio il bagaglio di esperienze e progetti per migliorare Gioia del Colle e il territorio che ci circonda: dalle leggi sull'inquinamento allo smaltimento di rifiuti, dalla formazione professionale più moderna al riassorbimento dei lavoratori in cassa integrazione o mobilità, dagli incentivi per l'agricoltura biologica e artigianato locale alla creazione dei Gruppi di acquisto popolare e locale, dall'affidamento dei fondi per l'edilizia scolastica agli edifici fatiscenti all'ammodernamento delle strumentazioni didattiche, dalla progettazione di percorsi di eco-turismo alla pianificazione delle varie forme di sviluppo sostenibile.
Per tutto questo ti chiedo di inoltrare ai tuoi conoscenti e concittadini questo invito e ti chiedo di votarmi, di votare questo progetto, di votare i Verdi per la Pace al Consiglio Provinciale di Bari, di votare per questo nuovo valore.
Eugenio
4 giugno 2009











Caro Eugenio e cari ragazzi del 2009,
il tuo coraggio nel candidarti è lodevole perché presuppone che tu creda ancora ed abbia voglia di cambiare questi terribili anni in cui ci troviamo a vivere.
Appartengo alla generazione degli anni ‘70, quella che ti ha imbrogliato! Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati e finti giovani .
Quando ero bambina l’aria e l’acqua erano ancora pulite, il traffico era limitato, le famiglie non facevano debiti e io tornavo da scuola da sola e a piedi. Non c’erano ronde padane e i condannati per mafia, corruzione, concussione, falso in bilancio ecc.ecc. ancora non diventavano senatori.
Le imprese erano gestite da imprenditori, è strano dirlo ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende e creare nuovo lavoro.
Intorno alle città c’erano ancora prati e non solo palazzi di cemento tutti uguali. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi e c’era solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno.
I giardini pubblici erano fioriti e sorvegliati tutto l’anno e non erano strumentalizzati a scopi elettorali….
Le persone erano più gentili e sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro dove si andava qualche volta il fine settimana che non si chiamava ancora week-end.
L’Italia era una e indivisibile e Bossi , già adulto, aveva appena finito di studiare alla scuola di corrispondenza Radio Elettra…. Si lavorava duro ma i miei genitori potevano risparmiare e la pensione era una certezza.
Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso e ora…non ci resta neppure l’idea di sviluppo!!!
Le generazioni che ti hanno preceduto, caro Eugenio e cari ragazzi/e, meriterebbero un processo da parte tua. Sono colpevoli di averti rubato il futuro.
Loro vivono esclusivamente nel presente e sognano solo la seconda casa. Loro ti governano e usano la Polizia contro gli studenti, i precari e i disoccupati. Loro, hanno ucciso la Democrazia.
Caro Eugenio e cari ragazzi/e, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani.
Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno ma mi rendo conto che ho visto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che deve essere possibile anche per voi. Non arrendetevi mai e a tutti coloro che mi hanno letto fino alla fine e condividono quanto scritto, io dico :”riscattiamoci dagli errori e votiamo chi, pur essendo più giovane di noi è però più preparato, più volenteroso e soprattutto più “pulito! ”
Ocasapiens
(liberamente tratto da un articolo diffuso in internet su un giornale letto da pochi e che fa parte della cosiddetta schiera dell’informazione indipendente)
Hai proprio ragione Eugenio, questa campagna elettorale si è giocata più sulla visibilità che sulle cose da fare.
Proprio oggi ho trovato addirittura sotto la porta di casa, quindi sono saliti per ogni condomino, nonostante la consueta cassetta raccogli volantini sotto il portone, i santini elettorali del sindaco.
Ora non so se il committente abbia dato indicazioni a riguardo, ma francamente voler arrivare quasi nelle proprie case, mi sembra eccessivo.
E purtroppo a questo siamo arrivati, sono scomparsi i comizi in piazza, gli incontri con gli elettori, i veri “faccia a faccia” (quelli per intenderci che le domande vengono poste da persone non vicine al candidato stesso).
Tu parli di etica politica, ma siamo costretti a combattere contro l’etica dell’affarismo, e quì ha ragione “ocasapiens” quando dice che ciò è colpa della sua e mia generazione, che non è riuscita (purtroppo) a svincolarsi dall’uso sempre più dominante del cosiddetto “favore” e non del diritto, del bene comune e non dell’interesse personale.
Dubito molto sul ripristino di questi valori sani, ma penso che fino a quando ci saranno persone che non si lasciano omologare ad uso e costume del pensiero unico, ci potrà essere la possibilità di invertire questa pericolosa tendenza.
In bocca al lupo Eugenio.
E’ però altrettanto vero che i giovani, e non solo quelli dell’ultima generazione, ma per intenderci quelli cha vanno dagli anni ottanta in poi, si sono disinteressati delle vicende politiche e certamente non per colpa dei loro genitori.Per cui, non addossiamoci per intero tutte le colpe di quanto accaduto in questo ultimo trentennio che andrebbero divise, non dico equamente ma responsabilmente, tra tutti gli aventi diritto al voto, giovani compresi. Quindi ricordarsi solo oggi di evidenziare quello che non va solo perchè si è candidati (una candidatura piovuta dal cielo?) lascia il tempo che trova, anche se è sempre meglio tardi che mai. Ma, mi permetto di chiedere, questo interesse verso la politica quanto durerà?
Un saluto a tutti.
Donato Stoppini
Sarà anche una candidatura caduta dal cielo come dice lei Signor Stoppini e ammetto che nemmeno io conosco Eugenio e non ne ho sentito parlare se non da qualche giorno, ma stasera in piazza Plebiscito durante il comizio di chiusura della campagna elettorale della sinistra ha veramente stupito tutti, cittadini ed esponenti politici.
Con il suo discorso, diretto e impegnato, ha voluto ricordare a tutti che ognuno di noi ha ancora uno strumento per dare una svolta alla politica italiana ed è quella matita che l’elettore utilizzerà ancora una volta in nome della propria “libertà di scelta”. Ha toccato temi che vanno dall’economia verde alle fonti di energia rinnovabile, alla crisi dell’industria che sempre più spesso porta al licenziamento di molti lavoratori, fino alla cultura e al giornalismo contaminato a suo dire dalle tre P: Potere, Pettegolezzo e Polemica. Va anche sottolineato che nel suo discorso non ha avuto bisogno di screditare nessun altro candidato, come qualcun altro invece ha fatto, per raccogliere consensi.
Dunque, un ragazzo deciso e informato, e forse un grande politico di domani.
Infine, colgo volentieri l’invito di ocasapiens : “riscattiamoci dagli errori e votiamo chi, pur essendo più giovane di noi è però più preparato, più volenteroso e soprattutto più “pulito!” ”
In bocca al lupo Eugenio!
I verdi?
Non vanno più di moda!
Frandalex
Scusi sig. Milano che ha deciso di candidarsi con i verdi, ma non c’era Pecoraro Scanio quando Napoli si è coperta di monnezza?
E allora?
Come già avvenuto per la scorsa competizione elettorale, su questo blog, ricordo che siamo in silenzio elettorale.
In relazione alle elezioni europee ed amministrative previste per sabato e domenica 7 giugno 2009 l’inizio del periodo di silenzio elettorale e’ fissato a decorrere dalle 24 di venerdi’ 5 giugno e si concludera’ alle 22 di domenica 7 giugno.
Ciao Gioiesi e Redazione.
E da quando in politica bisogna seguire la moda???
Salve a tutti,
muoio dalla voglia di rispondervi, anche perchè è giusto chiarire alcuni aspetti, alcume perplessità fisiologiche nate da questo “shock” elettorale. Ma le leggi me lo impediscono, almeno fino alle 22: siamo ancora in fase di votazione come giustamente si è fatto notare. Ma subito dopo sarò lieto di fare luce su alcuni punti che voi stessi avere portato all’attenzione di tutti.
Eugenio Milano
Monitorando qua e là i risultati delle elezioni europee, rispondo anche qui, come già anticipato.
Apprezzo veramente chi tramite il portale di Gioiainfo, telefonicamente, per email o di persona ha espresso apprezzamento per le parole pronunciate durante il comizio del 5 sera. Tutto questo mi sprona a continuare su questa strada. Sono diversi anni che mi interesso di politica, che mi informo e durante questo periodo ho elaborato un personalissimo punto di vista, che molti hanno dimostrato di condividere.
Come si è ben detto, pochissimi mi conoscono: non ho ricevuto da mio padre il dono del Cognome rispettato, non ho ereditato il posto da medico o da politicante. Da lui ho ricevuto il regalo più grande che potessi aspettarmi: la possibilità di crescere e maturare in maniera indipendente e così sto facendo.
Perchè i Verdi e non un “partito comune”? Perchè credo che i Verdi per la Pace siano il partito che meglio di tutti ora possa rispondere alle aspettative e alle esigenze delle realtà (intesa come ambiente e abitanti) ed è mio preciso compito quello di lanciare questo messaggio a tutti, soprattutto adesso che la campagna elettorale è terminata.
Per chi invece vede i Verdi un partito fuori moda, rispondo così:
“moda: uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli” da Wikipedia l’enciclopedia libera.
Preferisco affidarmi ad un piccolo partito leale e pulito, piuttosto che lasciarmi trascinare da variegati e scoloriti progetti politici di moda che, effimera per definizione, oggi va bene e domani… chissà!
Sempre disponibile a qualunque chiarimento, Eugenio Milano
… in questo caso solo 1,13% (a Gioia) ha ritenuto, evidentemente, di non seguire la moda!
Il mutevole criterio spingeva altrove!
saluti
Frandalex
P.S: conviene aspettare il prossimo mutamento; auguri.