Padre Giovanni Semeria

28 maggio 2009 Autore:  
Categorie: Storia

padre-semeria_148600In quest'anno, precisamente il 19 ottobre, le Poste Italiane ricorderanno Padre G. Semeria e Padre G. Minozzi con l'emissione di un francobollo commemorativo.

Giovanni Semeria nasce  nel Comune di Colla, che diventerà una frazione di Sanremo con il nome di Coldiroli, il 26 settembre 1867. La sua famiglia era conosciuta con  il soprannome di  "Semeria buon Gesù".

Il padre di Giovanni, anche lui di nome Giovanni, muore qualche mese prima della sua nascita. Prima di morire prega la moglie, Carolina, di far nascere il figlio nel paese natale, richiesta che la moglie esaudisce. 

A 15 anni entra, come novizio, tra i Padri  Barnabiti del Carrobiolo a Monza.  Viene  ordinato sacerdote il 5 aprile 1890, a meno di ventitré anni.  I primi impegni del suo apostolato riguardano: la questione dei rapportiti tra Stato-Chiesa, il confronto-scontro tra Scienza e Fede, il rinnovamento del Pensiero Cristiano, l'attenzione alla popolazione povera del  Mezzogiorno d'Italia, territorio reso ancor più povero e sottosviluppato   a causa dei disastri  causati dalla prima guerra mondiale.

Esponente di primo piano del nuovo pensiero cristiano, diviene uno degli oratori sacri più popolari e più seguiti a Roma.  Nei suoi discorsi ritroviamo un richiamo costante alla speranza coniugato con  l'esigenza di un rinnovamento della società e dei cristiani, posizioni che paradossalmente  incontrano ostacoli proprio all'interno della Chiesa del suo tempo, ma che  in seguito diventeranno un punto di riferimento per molti giovani ed intellettuali.

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La Chiesa di Sant’Angelo

Non abbiamo notizie certe né sull'origine né sull'epoca in cui questa Chiesa è stata fondata.Chiesa Sant'Angelo

L'esistenza di una Chiesa di Sant'Angelo è attestata per la prima volta  in un documento del 1087, in cui si dice che in quell'anno il duca normanno Ruggero d'Altavilla  concede all'Arcivescovo di Bari, Ursone, delle proprietà a Monte Sannace, comprendenti terre ed orticelli che sono presso la chiesa di Sant'Angelo ( concedimus  ecclesiam Sancti Angeli que sita est in monte Ioannacii cum omnibus orti set orticellis suis qui sunt iuxta ipsam ecclesiam et vadit per viam qua itur Ioam ). Si tratta di una chiesa che testimonia la venerazione per questo Santo, ma  che non nulla a che vedere con l'attuale chiesa di Sant'Angelo.

Da alcuni documenti normanni del XII secolo apprendiamo che intorno al 1170 l'abate Arivie avrebbe fatto costruire a sue spese, nei pressi del castello, una chiesa dedicata a santo Stefano. In un successivo periodo questa veniva chiamata chiesa "di San Giovanni".

Il Carano Donvito sostiene che la chiesa di Sant'Angelo era nota come Santa Maria di Costantinopoli. La Chiesa di  Santa Maria di Costantinopoli, a detta di Padre Bonaventura da Lama, fu inizialmente dedicata a San Giovanni e, più tardi, dal nome di Santa Maria di Costantinopoli passò al nome attuale di Sant'Angelo, forse per non confonderla con l'altra Chiesa di S Maria di Costantinopoli (oggi S. Andrea). Con l'abolizione definitiva del rito greco la chiesa viene solennemente riconsacrata e dedicata a S. Maria di Costantinopoli.

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Quando la Poesia vince il silenzio di cinque secoli: Isabella Morra

circolo unione

IL CIRCOLO UNIONE DI GIOIA DEL COLLE

nell'ambito delle manifestazioni culturali avviate dall'attuale Presidenza

 ORGANIZZA

per sabato 23 maggio 2009 alle ore 20,00, nel salone del Circolo,

la presentazione del saggio storico-critico sulla vita della poetessa Isabella Morra, vissuta a Valsinni ( Matera ) agli inizi del millecinquecento, dal titolo:

LE LIRICHE DI ISABELLA MORRA  POETESSA DI VALSINNI ( 1520-1545 ).

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C’era una volta a Gioia … il ” Maggio all’Infanzia “

MaggioIn questi giorni di maggio negli anni trascorsi, mentre le strade, le piazze di Gioia si riempivano del festante vocio dei ragazzi in appassionanti e poliedriche attività  ludiche, il Teatro Rossini ospitava una serie di compagnie che presentavano nuove rappresentazioni per  l'infanzia. 

Per la prima volta, dal 1998, dopo più di un collaudato decennio di esperienze artistico-teatrali rivolte ai ragazzi della fascia scolastica che va dalle materne alla scuola media, e che in tempi più recenti ha interessato anche studenti delle scuole superiori, Gioia è orfana del " Maggio all'Infanzia ". Si tratta di un vero e proprio festival di teatro per ragazzi, con  laboratori, mostre, concerti, animazioni, nuovi spettacoli, il tutto organizzato dal  Comune di Gioia in collaborazione con il Teatro Kismet OperA di   Bari.  Ci mancano  i colori, i lavori dei ragazzi di scuola che adornavano le strade del paese, la festa,  i sorrisi, la laboriosità e l'allegria che sprizzava dai loro visi e che contagiava  i passanti, preannunciando un sereno scorrere della primavera e della vita.

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La Chiesa Madre o di Santa Maria Maggiore ( Parte II )

17 maggio 2009 Autore:  
Categorie: Senza categoria

Chiesa MadreToccherà al nuovo arciprete, don Franco Di Maggio, di cui  il 26 giugno di quest'anno ricorre il centenario della nascita, riedificare quanto il terremoto aveva distrutto nel febbraio del 1942.

Il 6 novembre 1949 viene nominato arciprete mons. Don Franco Di Maggio, il quale provvede alla ricostruzione del Cappellone di S. Filippo, che viene arredato con l’artistico altare maggiore rimosso dalla Cattedrale di Bari, a seguito dei lavori di ristrutturazione. Nel 1950  viene rifatta, con pietra lavorata, la parte antistante l'ingresso principale della Chiesa e si dà inizio ai lavori di ricostruzione del Cappellone di San Filippo. Nel 1951 viene completato il rustico del Cappellone e del grande salone, sorto sulle macerie della sacrestia e della canonica diroccata. Nel 1952 vengono inaugurati il salone e la nuova canonica con la relativa zona sopraelevata. Nel 1955 viene demolita la vecchie cantoria di legno per costruirne una in cemento, poggiante su colonne di cemento.  Egli fa adornare  la Chiesa con candelabri di cristallo di Boemia. Durante questi lavori per la sistemazione delle fondamenta e per la messa in opera del nuovo pavimento nell’interno della chiesa, vengono alla luce degli  ipogei, che erano adibiti anticamente a luogo di sepoltura.
In queste cripte,  risalenti probabilimente  all’epoca della primitiva fondazione della cattedrale normanna e che la ricostruzione del 1764 aveva lasciata intatta, furono rinvenute numerose tombe gentilizie. La più recente era quella del principe Carlo III De’ Mari, Principe di Acquaviva e di Gioia, la cui salma, deposta il 6 gennaio 1825,  presentava simboli che ne contraddistinguevano il casato.

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La Chiesa Madre o di Santa Maria Maggiore (Parte I)

10 maggio 2009 Autore:  
Categorie: Storia, Turismo

Chiesa MadreL'arciprete gioiese Paolo Catucci intorno al 1772 afferma che la Chiesa più antica di Gioia fu eretta nel 506, come si leggeva su una lapide in marmo che riportava A nativitate Christi 506; tale affermazione è riportata anche da Padre Bonaventura da Lama.

L'abate Francesco Paolo Losapio ( Quadro Istorico-poetico sulle vicende di Gioia in Bari  detta anche Livia )  parla  del 1040 come data di edificazione  della Chiesa Maggiore. Afferma che il Dinasta Riccardo Siniscalco Normanno dopo aver fondato il Castello e la Terra di Gioja, fondò e  dotò in seguito la  Chiesa palatina   di San Pietro,( nome originario della Chiesa Madre ) avvalendosi dell'opera e della direzione   dell’architetto che impiegò Ruggiero nella  costruzione della Chiesa superiore di S. Nicolò di Bari, col medesimo ordine architettonico. Lorenzo Giustiniani… assegna l'epoca del 1040 alla fabbrica della Chiesa di S. Nicolò, di maniera che si può credere ragionevolmente che la fabbrica della nostra Chiesa di S. Pietro dovè essere terminata verso il 1050, ed addette al pubblico culto verso quest'ultima epoca… Lo stesso Riccardo e poi Federico II l'arricchirono e la dotarono di vastissimi feudi serrati, demani aperti e ricche possessioni, facendone una Chiesa Palatina Collegiale, che ben tosto andremo a vederla anche Collegiata insigne, gloriosa e rispettabile.  

Alcuni identificano questa Chiesa con una dedicata a S. Marco ( l'attuale, tra le altre reliquie, conserva un dito dell'evangelista Marco ) o con quella di Santo Stefano; numerose sono le denominazioni che le sono state attribuite nel corso dei secoli: Natività della Vergine, Santa Maria Maggiore o della Neve, S. Pietro. Un diploma normanno del 1180 cita questa Chiesa con il titolo di Santa Maria. Di certo si officiava secondo il rito latino.

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