La Puglia verso l’autosviluppo

Per comprendere a che punto è la crisi, esplosa negli USA lo scorso anno 2008, mi sono posto due domande. La prima è scaturita dalla rilettura dei testi di Claudio Napoleoni scritti durante la crisi petrolifera degli anni '70 ( " Il futuro del capitalismo",Laterza,1976). In quell'opera Claudio Napoleoni ha riletto il rapporto tra scienza [...]

Per comprendere a che punto è la crisi, esplosa negli USA lo scorso anno 2008, mi sono posto due domande. La prima è scaturita dalla rilettura dei testi di Claudio Napoleoni scritti durante la crisi petrolifera degli anni '70 ( " Il futuro del capitalismo",Laterza,1976). In quell'opera Claudio Napoleoni ha riletto il rapporto tra scienza economica e crisi del sistema capitalistico, attraverso gli economisti: (Ricardo,De Sismondi, J. Stuart Mill; J. M. Keynes, A. Hansen, J. Shumpeter, J. Galbraith, J. Strachey, J. Robinson), i quali ciascuno secondo le proprie elaborazioni concludevano che "il capitalismo debba, prima poi, giungere alla fine". Nell'attuale congiuntura della crisi mondiale ha senso la tesi di Claudio Napoleoni?. Personalmente credo di sì. Come credo che all'orizzonte non vi è alcun "sistema socialista", né tantomeno "comunista", nonostante la follia di  Chavez,  esempio della "tentazione" del dominio eterno. Ma è un demone che in tempo di crisi gira molto nel mondo del potere. Gli ultimi incontri G20 e G7-UE non lasciano sperare che il sole dell'avvenire stia per spuntare dall'orizzonte della storia.

La seconda domanda riguarda la Puglia. Questa regione ha vissuto le diverse stagioni della politica economica nazionale ed europea. La Puglia degli anni '60, fu definita da Aldo Moro "locomotiva del Mezzogiorno". Oggi reagisce alla crisi con interventi miranti a renderla una Regione vivibile, capace di auto sviluppo e in grado i rispondere alle sfide globali. L'attuale Governo regionale è impegnato a rimuovere il precedente modello sviluppo, prodotto da scelte nazionali. I "poli di sviluppo" (Taranto,Brindisi, Bari) si sono rivelati un grande disastro, e illusorio si è rivelato il  "distretto del salotto". Disastri ambientali ma anche personali. La Puglia si ritrova dopo 50 anni di politiche economiche con un ecosistema sconvolto e con uno scarso "capitale sociale produttivo"perché  inchiodato nello schema  clientelare, al posto di un "capitale sociale" che crea inclusione. I passaggi generazionali hanno visto  crescere il cimitero delle imprese familiari. L'emigrazione giovanile degli anni'90 ha determinato di fatto un impoverimento sia dell'"ethos" (comportamenti collettivi) che del "nomos" (regole valide per tutti). Il Governo attuale regionale reagisce nella giusta direzione con interventi che si muovono nel solco tracciato dalle grandi programmazioni europee. Il sistema del sostegno alla piccola e media impresa , con interventi anche per alle infrastrutture, sono state pensate per fronteggiare l'attuale crisi in profondità. Poiché non si tratta di trasferimenti, ma di sostegno alle idee e alle capacità personali . Tra le misure figura anche il contrasto all'usura assunto come obiettivo per non farsi travolgere dalla crisi. La lotta  alla criminalità non è un accessorio ma un  prerequisito per fare della Puglia una regione con lo sguardo al futuro. Una chiave di volta del cambiamento è il "sistema di welfare" che nell'arco di un triennio non solo ha cambiato volto ma è stato allineato ai sistemi di welfare europeo, superando le impostazioni classiche: "meritocratica" e "risarcitoria" per far posto al "welfare dei servizi", per questo sono necessarie energie partecipative per costruire gli strumenti della programmazione in modo da bloccare il formarsi di rapporti neo-clientelari sempre in agguato. Certo permangono i guasti ereditati dalla Puglia dei "poli" e dell'"intervento straordinario". La nuova Puglia è quella della tutela dei paesaggi salvati dalle devastazioni dell'abusivismo; dell'internazionalizzazione per la promozione all'estero de prodotti agroalimentari  e manifatturieri, della nuova rete turistico-alberghiera; è quella dei laboratori di quartiere, della programmazione dei servizi alla persona; dell'accoglienza e dell'integrazione per chi arriva, è quella del contrasto alla criminalità organizzata.

La Puglia che emerge dalle ceneri della crisi non è quella del "socialismo vendoliano"ma è la Puglia che riprende a sperare mentre intorno cadono le macerie del capitalismo oramai senza futuro.

Febbario 2009

                                                FRANCO FERRARA

                                                               Presidente Centro Studi Erasmo

5 marzo 2009

  • Scuola di Politica

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