Analisi della PUA (di Marianna Nicastri)
L' affermarsi della rete in questione si colloca in un contesto sociale in cui le priorità da realizzare riguardano:
I bisogni di una popolazione anziana in crescita;
I nuovi bisogni legati all'accoglienza e all'integrazione di fasce svantaggiate di popolazione che spesso vengono a configurarsi come vere e proprie emergenze (nuove povertà, immigrazione, nomadi);
I bisogni e i disagi [...]
L' affermarsi della rete in questione si colloca in un contesto sociale in cui le priorità da realizzare riguardano:
I bisogni di una popolazione anziana in crescita;
I nuovi bisogni legati all'accoglienza e all'integrazione di fasce svantaggiate di popolazione che spesso vengono a configurarsi come vere e proprie emergenze (nuove povertà, immigrazione, nomadi);
I bisogni e i disagi delle famiglie, in particolare a basso reddito, nell' accudimento e nella educazione dei figli e nella cura quotidiana delle persone anziane non autosufficienti e delle persone disabili;
I differenti modelli di intervento richiesti per contrastare le nuove dipendenze patologiche che si manifestano sempre più in forme differenziate fra individui e gruppi sociali.
Per quanto riguarda il primo punto si rileva un aumento della popolazione anziana. Infatti la fascia relativa agli ultra sessantacinquenni, rappresenta il 19% della popolazione ( 20% nel Comune di Gioia del Colle, 15% a Casamassima, 23% a Sammichele di Bari e il 21% a Turi. I dati riferiti agli anni 2001-2002 e 2003 sembrano confermare la tendenza ad un progressivo invecchiamento della popolazione, soprattutto nei Comuni di Turi e Sammichele più esposta a fenomeni migratori dei giovani.
A fronte delle esigenze rilevate e delle finalità programmate e realizzate, la Pua inerisce 12 disabili e di 40 anziani, rispetto una popolazione di 63.000 persone stimata nel 2003.
La coordinatrice della Pua, giustifica il gap esistente tra il n° di anziani presenti nel territorio e il n° delle richieste pervenute al Pua, attraverso le innumerevoli assistenze già consolidate attraverso la Sad e Ads.
Inoltre, nel prospetto di rendicontazione presente nel medesimo piano di zona si evince che nel Comune di Gioia del Colle, 52 sono gli anziani fruitori del soggiorno termale per finalità terapeutiche, di svago e di socializzazione, mentre la spesa prevista per l'assistenza domiciliare rivolta a 3 disabili ammonta a 10.000 euro.
Il comune di Casamassima prevede per 7 disabili l'istituzione di un servizio di trasporto, l'inserimento presso una Cooperativa di tipo B di disabili e persone affette da disagio mentale, con lo scopo di favore l'inserimento delle persone svantaggiate e la loro autonomia.
Per quanto riguarda gli anziani è stato previsto un centro polifunzionale, un servizio di assistenza domiciliare, un soggiorno climatico, un servizio di mensa a domicilio su richiesta per garantire la permanenza presso il proprio domicilio e l'inserimento presso strutture residenziali.
II centro polifunzionale oltre a fungere da osservatorio permanente, assolve un ruolo propulsore delle attività in favore degli anziani per consentirne la permanenza nel proprio ambiente di vita, evitando, fin dove possibile, l'emarginazione e l'isolamento di persone anziane in condizione di malattia o invalidità.
Il Comune di Sammichele ha istituito un servizio di trasporto e una colonia estiva rivolto ai disabili e la consegna a domicilio dei pasti per gli anziani.
È stata stanziata una somma paria 432.579 euro per il progetto "A casa con Cura", per interventi di Sad e Adi e si sta ancora procedendo ad indire una gara pubblica per l'affidamento dei servizi . L'Asl Ba 4 non ha ancora garantito l'apporto delle figure professionali sanitarie per l'assistenza sanitaria domiciliare mentre manca ancora l'assegnazione ai 4 Comuni dell'ambito dei fondi comunali per l'inserimenti di persone anziane in Istituti assistenziali.
Quanto detto per il progetto di sad per gli anziani, vale anche per i disabili.
Inoltre la Pua mira a organizzare la domanda e l'offerta dei servizi, ad accogliere, selezionare e inviare le domande all'Uvm.
Tutte queste funzione richiedono nella gestione dei servizi socio sanitari, la predisposizione di percorsi formativi comuni fra operatori di area sanitaria ed operatori di area sociale, la predisposizione di strumenti per una valutazione interdisciplinare del bisogno e di strumenti per la valutazione comune di efficacia dell'intervento. Come descritto nel piano di zona, sarà necessario attivare da subito un flusso continuo tra gli Uffici di Servizio Sociale dei quattro Comuni per un funzionale livello di "accoglienza della domanda" e per la valutazione unitaria dei livelli essenziali di assistenza.
Il flusso continuo di informazioni ed incontri programmati consentiranno di garantire un'azione completa ed unitaria sulle aree dell'integrazione sociosanitaria, secondo i principi dell'unitarietà dell'intervento, della valutazione multiprofessionale del bisogno, del progetto personalizzato.
Pertanto, in base alle premesse esposte la durata del Pua rispetto alle finalità per cui è stata dotata risulta insufficiente.
Inoltre il servizio è stato avviato da un anno e richiede ancora una fase di rodaggio. Non è ancora stato attivato l'Adi e sono ancora in attesa di attivazione dell'area disabili, l'Adi e delle istanze del Sim rivolte ad anziani di età> ai 65 anni.
Nonostante tutto, godono di procedure uniformi sul territorio, Svam informatizzate, modulistica e rappresentano il modello per le altre realtà territoriali, a cui chiedono informazioni e procedure per la realizzazione integrata del servizio.
A mio parere è necessario rafforzare la rete preesistente, estendendola anche a quelle privata, in modo tale da non privilegiare la tutela dei soggetti svantaggiati ai soli servizi preesistenti, quali la Sad o l'Ads.
Marianna Nicastri
16 febbraio 2009










