Ristampa di “Storia di Gioia dal Colle” di Giovanni Carano Donvito

Storia nella storia
E' già storia la presentazione nel 1966 di "Storia di Gioia dal Colle" di Giovanni Carano Donvito. Un manoscritto di centinaia di fogli "cuciti" con rafia bianca e ricamati con parsimoniosa, serrata, elegante grafia e un filo d'inchiostro sbiadito dai lustri che ancora conserva fragranze di papaveri e resina. In esso racchiusi anni [...]

La serata dell'Evento al Castello Normanno SvevoStoria nella storia

E' già storia la presentazione nel 1966 di "Storia di Gioia dal Colle" di Giovanni Carano Donvito. Un manoscritto di centinaia di fogli "cuciti" con rafia bianca e ricamati con parsimoniosa, serrata, elegante grafia e un filo d'inchiostro sbiadito dai lustri che ancora conserva fragranze di papaveri e resina. In esso racchiusi anni di amorevole impegno ed appassionata ricerca per dar vita alla prima, completa storia di Gioia, un dono di inestimabile valore per la città. "Giovanni Carano, tenace ed allor giovanissimo professore – ricorda Ruggero Messere, nipote dello studioso – inaugurò agli inizi del novecento la battaglia sulla "Questione meridionale". Le sue opere e le pubblicazioni di Massimo Paradiso e Sergio D'Onghia sulla straordinaria valenza del suo pensiero comparato a quello di Einaudi, Salvemini, Gobetti, Fortunato, Nitti ed altri… hanno restituito l'economista gioiese a quella giusta collocazione culturale che l'ambiente un po' dimentico e chiuso della provincia gli avevano precluso."

Dopo aver rifiutato prestigiose cattedre in tutta Italia pur di non abbandonare la sua terra, l'11 maggio del '33, viene dispensato dall'insegnamento di Scienza delle Finanze e Diritto Finanziario presso l'Università di Bari per idee e concetti in contrasto con il regime fascista. Da quel momento il nostro liberale riverserà ogni energia "letteraria e culturale" nei suoi scritti con "il puntiglio dell'economista, il rigore del giurista e la sintesi finale dello storico", a detta del sindaco Piero Longo entusiasta fautore in tempi da record della ristampa, intrigato dalla sfida lanciata da Ruggero Messere di donare al Comune l'archivio bio – bibliografico del nonno, "solo se si è realmente intenzionati a trovare una adeguata collocazione". Trasferire l'archivio su supporto multimediale, tra l'altro, si è rivelata una decennale impresa titanica con il solo aiuto di Sergio D'Onghia.

Una attitudine all'impegno ereditata dal Carano Donvito, studioso di grande quantità e versatilità il quale amerà troppo la sua terra per non coglierne le profonde contraddizioni endemiche ed ancestrali che, oggi come allora, albergano nello spirito dei meridionali. Nelle sue opere ed in particolare nella storia di Gioia riaffiorano orgoglio, appartenenza, consapevolezza… ad esse è oggi affidato, a quasi sessanta anni dalla sua morte, il riscatto del letterato abiurato per aver conservato un pensiero libero in periodi di censura e regime, pensiero che si è rivelato "sorpassato e classista" quando lo statalismo ha avuto il sopravvento, condannandolo ad un ingiusto oblio.

Ma la storia nella storia incontra uomini volenterosi in grado di modificarla e a 16 anni dalla morte del Carano si costituisce un comitato che curerà la stampa di "Storia di Gioia dal Colle". Sono in venti, tra di loro imprenditori, professionisti, docenti… Gennaro Losito e Cesare Svelto, presenti sul palco dei relatori, li ricordano con affetto. A loro donna Luisa Ricciardi e sua figlia Carmela Carano in Messere affideranno il prezioso manoscritto che Antonio Donvito, alunno del Carano trascriverà e correggerà nell'arco di un anno. Nel '66 presso il cinema Smeraldo, al cospetto di autorità (prefetto, presidente della Corte di Appello, magistrati, giuristi e rappresentanti delle Forze Armate) il Magnifico Rettore Pasquale Del Prete presenterà l'opera. Nella stessa giornata l'allora sindaco e componente del comitato Tommaso Surico, intitolerà la strada che ospita il palazzo natio a Giovanni Carano Donvito scoprendone l'iscrizione lapidea. Il 60% delle copie sono acquistate su ordinazione e spedite "per posta" anche alle biblioteche (in questo caso con richiesta di acquisto) dai componenti del comitato, previsto anche un pagamento rateale per studenti, un successo annunciato!

"Solo una minima percentuale, il 4 o il 5% delle copie fu acquistato in libreria – ci confida Gennaro Losito – per il resto ci sono noti tutti gli acquirenti ed in breve i due volumi divennero introvabili. La stampa fu possibile perché ci attivammo in prima persona per trovare i fondi. Nel '44 Carano tentò di far pubblicare la sua opera chiedendo collaborazione al sindaco Bruno, ma le priorità in quel periodo erano altre, vi era tanta disoccupazione… Tra le opere che avremmo voluto pubblicare negli anni in cui presiedevo la Pro Loco, vi era quella di Paolo Losito, un manoscritto che vidi in casa dell'avvocato Petrera e che finì prima in soffitta, poi smarrito a seguito di traslochi e vicissitudini varie di famiglia. In futuro mi auguro di portare a termine un progetto cui tengo molto, una raccolta dei saggi di Vito Antonio Donvito, nostro "Genius loci", opere da valorizzare e molto apprezzate da luminari come Damiano Fonseca."

Molto interessanti, nel corso della presentazione della ristampa nel cortile del Castello, le riflessioni del sindaco Michele Emiliano, nipote di Ruggero Messere, presenti la sua mamma e l'ottuagenario papà, Giovanni, centravanti della Pro Gioia, su un Meridionalismo che ha di fatto costruito l'unità di Italia con il sacrificio dei contadini, delle risorse economiche che dal Sud sono state trasferite al Nord, "un'intera generazione di meridionali si è sacrificata nel corso della prima guerra mondiale per completare il disegno risorgimentale dell'unità d'Italia – commenta Emiliano – mi chiedo come oggi Carano renderebbe più competitivo il Mezzogiorno alla vigilia del Federalismo". Propone, quindi, la nascita di una fondazione intitolata al Carano Donvito, l'istituzione di borse di studio per gli studenti che approfondiranno nelle loro tesi le tematiche relative alla Questione Meridionale e l'istituzione di un museo multimediale sul Meridionalismo, attingendo agli 11 miliardi di euro stanziati dai fondi europei per infrastrutture culturali globali.

Tratto da "la Piazza" ottobre 2008

19 ottobre 2008

  • Scuola di Politica

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