Salviamo il “Rossini”
Di fronte al rischio reale di una involuzione della storia decennale sviluppatasi intorno e nel teatro Rossini, noi cittadini, frequentatori appassionati del teatro, seriamente preoccupati per il futuro di una realtà culturale, divenuta nel tempo riferimento non solo a livello regionale ma anche nazionale, lanciamo un appello affinché quanti condividono questa nostra preoccupazione manifestino la [...]
Di fronte al rischio reale di una involuzione della storia decennale sviluppatasi intorno e nel teatro Rossini, noi cittadini, frequentatori appassionati del teatro, seriamente preoccupati per il futuro di una realtà culturale, divenuta nel tempo riferimento non solo a livello regionale ma anche nazionale, lanciamo un appello affinché quanti condividono questa nostra preoccupazione manifestino la propria adesione e il proprio impegno per salvare e continuare la storia del Rossini.
Le adesioni possono essere inviate al seguente indirizzo e-mail: salviamoilrossini@gmail.com
Si riporta il testo del manifesto di convocazione di una riunione che si terrà mercoledì 15 p.v, alle ore 18,00 nella sala De Deo di Gioia del Colle.
Teatro Rossini, una storia da salvare
"E' stato sminuito il valore della qualità dell'offerta al pubblico in modo che cartelloni delle diverse stagioni artistiche non hanno mai presentato uno standard quantitativo omogeneo di caratura nazionale … costante è stata la tendenza ad allestimenti teatrali minimalisti (compagnie di uno o due attori, apparati scenici inconsistenti, strutture e durata degli spettacoli striminziti …)" – stralcio della delibera di Giunta N° 74 del 08/09/2008 e di Consiglio N° 39 del 16/09/2008.
Il contenuto di queste delibere offende profondamente tutti coloro che hanno frequentato il "Rossini" e soprattutto tutti gli innumerevoli artisti che in questi anni hanno dato lustro al nostro teatro e alla nostra città. Ne citiamo alcuni per memoria di quanti (amministratori e non) non hanno mai messo piede nel teatro "Rossini":
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Franca Valeri, Arnoldo Foà, Turi Ferro, Isa Danieli, Giulio Scarpati, Anna Mazzamauro, Lunetta Savino, Ottavia Piccolo, Marco Paolini, Elena Bucci, Ascanio Celestini, Maddalena Crippa, Licia Maglietta, Beppe Servillo, Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro, Jacopo Fo, Marco Baliani, Moni Ovadia, Carlo Giuffrè, Lina Sastri, Mariangela D'Abbraccio;
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Paolo Rossi, gli Avion Travel, i Radiodervish, la Banda Osiris, Biagio Antonacci, Gianmaria Testa, Nada, Nicola Piovani, Eugenio Bennato;
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Teresa Ludovico, regista nostra concittadina (con Bella e Bestia ha portato il nome del teatro Rossini in tutto il mondo : Grecia, Albania, Giappone, Francia, Germania, Inghilterra, Australia);
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Micha Van Hoeke, eccezionale coreografo di fama internazionale.
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Ecc, ecc, ecc… volendo continuare, l'elenco si farebbe troppo lungo.
Siamo preoccupati che un patrimonio culturale e umano costruito in questi anni venga disperso e sostituito dalla cultura mercificata delle televisioni commerciali.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore le sorti del teatro a dare la propria adesione all'indirizzo internet: http://salviamoilrossini.blogspot.com/ ; nonché a partecipare all'incontro che si terrà mercoledì 15 c.m. alle ore 18,00 presso la sala De Deo.
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Gruppo Promotore "Salviamo il Rossini"
12 ottobre 2008











Non sono stato presente al Consiglio Comunale il 16 settembre scorso. Non ho motivo di dubitare su quanto riportato, in riferimento alla Giunta e al Consiglio, in quanto virgolettato e circostanziato.
Sono, a mio parere, affermazioni pesanti, che non trovano riscontro nella realtà dei fatti.
Devo ricordare che non solo Bella e Bestia, produzione del Teatro Rossini, è andata in giro per il mondo portando alto il nome di Gioia e del Rossini, ma altre produzioni hanno seguito la stessa felice sorte ed hanno ottenuto consenso unanime di pubblico e premi come migliore produzione teatrale. E’ stato ricordato che gran parte di tali successi è dovuto ad una nostra concittadina Teresa Ludovico, regista e sceneggiatrice delle opere messe in scena.
Da non sottacere il felice connubio tra alcuni spettacoli teatrali del Rossini e il magico ambiente di Monte Sannace, che ha permesso di valorizzare e far conoscere a molti forestieri uno dei luoghi più antichi e suggestivi del nostro territorio.
Non ricordo di aver visto nessuno di coloro che oggi denigrano le vecchie gestioni del teatro frequentare il Rossini, anzi per uno spettacolo andato in onda a Gioia e che personalmente non avevo potuto seguire, mi è capitato di vederlo a Bari al kursaal. Lì era presente un politico gioiese che non riteneva degno di attenzione lo spettacolo presentato a Gioia qualche giorno prima, giudicandolo degno di attenzione in un altro contesto cittadino.
Chi oggi critica le vecchie gestioni del teatro non avrebbe diritto a farlo per il solo fatto di non aver frequentato il Rossini, che dall’iniziale impostazione forse troppo sperimentale e unilaterale è passato col tempo ad un cartellone più consono a diverse fasce di pubblico.
Non starò a fare opera propagandistica se faccio riferimento a dati nazionali che mettevano il Rossini tra i primi Teatri del Sud come numero di presenze e come punto di riferimento nel panorama culturale teatrale meridionale.
Per questi motivi condivido pienamente il risentimento di chi si sente offeso da quelle affermazioni che mortificano chi in tempi passati ha avviato un percorso nuovo, e perciò anche suscettibile di errori, ma anche la nostra città, il cui nome è andato fuori dai confini nazionali e i cui operatori hanno ottenuto unanimi consensi e gratificazioni.
Per la voglia del cambiamento per il cambiamento non distruggiamo quanto di buono abbiamo!
Un saluto a tutti.
Franco G.
Mi fa anche piacere vedere che sul blog salviamo il Rossini ,dove le adesioni sono in costante aumento,ci siano nomi di persone che hanno frequentato il Rossini in questi anni. Sono appunto queste persone che hanno tutto il diritto di giudicare,e non si venga poi a dire che sono tutti di sinistra o pro Kismet. Perche’ se si scorre l’elenco ci si accorge di nomi anche illustri di appartenenza allo stesso partito politico del signor sindaco.Questo significa riconoscere senza colore politico quanto di bello si sia fatto in questi anni. Difendere a spadatratta il nuovo progetto fallimentare e disastroso della nuova amministrazione comunale significa, ignoranza, presunzione.
Vorrei sperare che gli Amministratori, sull’onda del cambiamento, non azzerarino completamente l’esperienza voluta dal centrosinistra a riguardo del ” Rossini “.
Mi riferisco in modo specifico all’esperienza decennale del ” Maggio all’infanzia” che qualche tempo fa ha riscosso l’attenzione di uomini di cultura di numerosi paesi europei. Ricordo l’arrivo a Gioia di operatori culturali europei ( Danimarca, Regno Unito, Germania, Svezia…), i quali, attratti dalla nostra esperienza, sono venuti in loco per rendersi conto personalmente dell’inziativa del” Maggio ” per riproporla nei loro Paesi.
Un’altra esperienza da mantenere in piedi dovrebbe essere il ” Teatro per le Scuole ” di ogni ordine e grado, la cui programmazione ha permesso a studenti non solo gioiesi, ma anche a quelli provenienti dai Comuni viciniori, di avvicinarsi ad una esperienza culturale che sicuramente ( e qui parlo per esperienza diretta) ha ampliato il loro curriculum formativo.
Anche per questi motivi l’esperienza teatrale di questi ultimi anni a Gioia non può considerarsi merce di scarto, progetto di ” parte ” e da buttare alle ortiche.
I buoni Amministratori, soprattutto quelli locali, dovrebbero liberarsi dei paraocchi o delle ideologie, che a volte impediscono di guardare al di fuori del proprio orticello, per salvare quello che di buono vi è negli altri.
Nella diversità consiste la ricchezza dell’umanità; pensare che anche in chi è ” diverso ” da noi albergano buoni sentimenti e sane proposte aiuta a creare fiducia nell’altro, a costruire un modo più a misura d’uomo e alla pacifica convivenza.
Nell’attesa di questo incontro chiedo agli organizzatori se sono sicuri che lo stesso sia stato stabilito per mercoledì 15 alle ore 18 presso la sala De Deo. E ciò per il semplice motivo che nello stesso giorno, stessa ora, stesso luogo, mi risulta sia stato organizzato, dall’assessore alle Attività Produttive, un ulteriore “incontro relativo alle problematiche su smaltimento del siero”.
Per cui sarebbe opportuno, per evitare problemi di sovrapposizione, verificare e confermare la data prevista ed evidenziata nel comunicato pubblicato in questo blog.
Un saluto a tutti.
Donato Stoppini
Ieri sera ho partecipato all’incontro c/o la De Deo per capire meglio le ragioni di tali preoccupazioni messi in evidenza dal comitato promotore “salviamo il Rossini”.
Gli interventi, almeno fino a quando ero presente, sono stati fatti prevalentemente da frequentatori del teatro, d’altronde erano quelli che più potevano circostanziare con i fatti la questione.
E proprio da questi ho appreso, io che non sono tra quelli che al teatro ci vanno, che il sindaco nelle dichiarazioni fatte in consiglio comunale, avrebbe espresso giudizi a dir poco offensivi sulle gestioni passate, sulle rappresentazioni fatte, su come venivano gestite, sugli artisti (alcuni dei quali di fama internazionale) e quant’altro.
I dati invece dicono che il nostro teatro in questi anni è stato uno dei maggiori più frequentati a livello regionale e nazionale.
Il fatto è che questi giudizi sono stati espressi SENZA CHE EGLI RISULTA ESSERE STATO UNO CHE FREQUENTA IL TEATRO.
Quindi sorge il dubbio, ma come può il sindaco “denigrare” persone e cose senza averne la certezza vissuta?
Solo per sentito dire?
E sentito da chi?
Dal momento che sembrerebbe che neanche tra gli attuali amministratori risultano esserci frequentatori del teatro?
E ancora, una cosa è voler cambiare le regole di gestione, un’altra è farlo demolendo anche quanto di buono è stato fatto, facendo passare che il cambiamento è dettato dal fatto che bisogna eliminare i costi eccessi di alcune rappresentazioni, riempiendo il cartellone della stagione teatrale con TUTTO ciò che può costare di meno.
Il rischio è di dover assistere al proseguio della pec’r o callarid’ in versione teatrale.
Questa dovrebbe essere, secondo il sindaco Longo, la cultura nel nostro comune, ziared’ a go-go.
Spero, Grillino, tu sia stato presente almeno fino all’intervento di Francesco Dongiovanni, perchè credo che sia stato l’intervento più completo e più esplicativo di quelle che sono le ragioni del perchè è nostro dovere salvare il Rossini.
Teresa Genco
Vorrei chiedere a chi ha avuto il tempo di partecipare all’incontro se era presente l’ex Sindaco Mastrovito e la sua gentile consorte, che mi risultano tra i primi firmatari di questo ammirevole comitato.
Vorrei ricordare, però all’ex Sindaco, che durante il suo periodo sindacale i comitati non erano tanto apprezzati.
Speriamo che Ora si cambia, si smentisca!
muratore@ymail.com segnala problemi reali della città, lo dice anche Piero il Magnifico!
Ciao Gioiesi.
Credo che il significato principale dell’incontro del 15 ottobre nella sala De Deo e quindi la formazione del comitato ” Salviamo il Rossini”sia non solo per criticare le scelte di un contenitore nuovo come quello del cabaret al teatro Rossini, ma sopratutto quello di sentirsi dire ma anche scrivere,infami giudizi sulle passate stagioni teatrali . Poi da chi? Da quelle persone mai entrate in un teatro (e non solo il Rossini) !!!!!. Persone che hanno come barboni quest’estate elemosinato a sponsor ,associazioni locali , associazioni musicali , a politici di caratura nazionale per poi farsi belli con le penne del pavone.Quando parlo di politici di caratura nazionale ,mi riferisco all’incontro di Albertazzi tenutosi in un posto ovvero il castello dove la legge priva gli spettacoli a pagamento. Credo che il magnifico come lo definisce qualcuno debba con umilta’ spogliarsi del suo ego e chiedere pubblicamente scusa. Un fortissimo plauso va all’intervento del rappresentante di rifondazione comunista Francesco Dongiovanni dove nel suo intervento ha chiaramento di fatto messo alla luce i motivi di questo risparmio del 30/ (circa 80 000 euro) ,e sono :assenza totale della formazione scolastica,contributo spicciolo per il festival maggio all’infanzia,tagli ai lavoratori ai lori stipendi e ai lori diritti, eliminazione dei teatri amatoriali e del cinema d’autore. Cosi chiunque avrebbe risparmiato!!!!!!
Fra qualche giorno probabilmente lunedi’ sapremo pubblicamente i nomi dei vincitori dell’avviso pubblico della gestione diretta del teatro Rossini.A proposito non so se qualcuno avuto modo di leggerlo.Se vi e’ capitato, vi accorgereste di quanto siano veramente ignoranti in materia di cultura.Per prima cosa il direttore tecnico non e’ assulutamente la figura che il sindaco ha cucito addosso al vincitore,perche’ un direttore tecnico e’ tutt’altro.E’ colui che si occupa della parte tecnica ovvero luci, montaggio, comunicazioni con compagnia,ecc….. Forse quella figura sarebbe piu’ giusto chiamarla direttore organizzativo,amministrativo.Per seconda cosa , vi e’ mai capitato di vedere un direttore “tecnico” guadagnare di piu’ di un direttore artistico?Anzi quasi il triplo? e come dire che se Riccardo Muti fosse direttore artistico del teatro alla scala di Milano, guadagnasse la terza parte del direttore “tecnico”.
libero,
e di che ti meravigli?
Lo vogliamo capire o no che il teatro non servirà per fare Cultura ma per organizzare spettacoli in cui quello che tu definisci direttore tecnico ci sguazzerà a suo piacimento?
E non è tutto.
Se qualcuno ha avuto modo di leggere tutta la documentazione, soprattutto tra le righe, avrà notato che lo stesso non si interesserà solo della parte puramente tecnica (sia mai!), ma anche di pubblicità e pubbliche relazioni, e questo è tutto dire.
In quanto alla disparità dei compensi non credo che il direttore artistico se la prenderà a male. Anche questo era già tutto previsto se non concordato in partenza!
Un saluto.
Donato Stoppini
Signori,
il papocchio è stato consumato.
Il Teatro Rossini da oggi (????) ha ufficialmente sia il nuovo Coordinatore Artistico che Tecnico, oltre che musicale.
I loro nomi?
Nientemeno che i tanto chiacchierati, pronunciati ma mai scritti (a parte me) personaggi in cerca di ulteriore notorietà quali il laureato ma in lettere prof. Vito Marvulli, il diplomato ex impiegato ufficio progettazione Termosud e Nuovo Pignone Giancarlo Castellano e quasi certamente il Maestro Lorenzo Fico, oltre all’assessore alla cultura, nonchè sindaco, Piero Longo, detto anche il Magnifico, di cui la triade, dopo questo ennesimo miracolo di alta trasparenza amministrativa, per ricambiarlo per questa opportunità da lui difesa a spada tratta anche contro l’evidenza, sposerà in toto, anche ad occhi chiusi, la causa in corso intrapresa dai suoi fedeli in cui si tenta di dichiararlo santosubito!
E con questo genere di miracoli, effettuati in modo anche massiccio, non sarà poi tanto difficile da raggiungere.
Un vero en plain (tre su tre) non c’è che dire che sarebbe stato degno di una mega vincita al superenalotto.
Ma questa mattina, a parte la novità delle tre nomination che certificava una certezza acquisita e paventata già da tempo, nell’incontro tenutosi presso il Teatro con l’amministrazione e i responsabili delle associazioni gioiesi si è avuta un’altra certezza.
A detta del sindaco il palcoscenico del Teatro Rossini non sarà più calpestato dalle associazioni locali perchè non ritenuti all’altezza di cotanto onore. Nemmeno gli scolari o gli studenti potranno beneficiarvi in qualità di uditori o spettatori perchè rei di essere troppo maldestri per non dire distruttori di proprietà pubblica, considerati e trattati quasi come dei selvaggi degni eredi degli Unni, degli Ostrogoti o dei Visigoti per colpa della loro vivacità e veemenza.
Per loro, le associazioni presenti sul territorio e i nostri figli studenti spettatori, la nostra amministrazione, sindaco e triade in testa, aveva già previsto come contenitore culturale il cinema della parrocchia di Santa Lucia, lo stesso a suo tempo e per diversi anni dato in gestione all’attuale coordinatore tecnico Giancarlo Castellano, fermo restando che a suo dire se ne potrebbero ricercare o aggiungere altri, ovviamente sempre parrochiali, dal Cine Sacro Cuore a quello dell’Immacolata.
Ma visto che ci siamo perchè il sindaco non ha completato l’opera magari facendo un riferimento anche alla multisala?
Un incontro in cui è venuto fuori tutto quello che ci si aspettava venisse fuori da questa amministrazione. Della considerazione che ha della cultura e quindi dell’utilizzo del Teatro.
Il suo sarà un utilizzo elitario, di classe (politica?), quindi non per tutti, altro che aperto a tutti i gioiesi. E considerando che potrà essere calcato solo da personaggi, si è affermato, di spessore, quindi dagli alti costi, mi chiedo quando e come potranno beneficiarne tutti i gioiesi se già da oggi si iniziano a fare i primi distinguo oltre a sapere che i posti sicuramente saranno ridotti.
Oggi si è assistito ad una debacle delle associazioni locali che nonostante le continue offese anzichè alzarsi ed andarsene sono rimaste lì a farsi flagellare da sua santità il Magnifico e dai suoi discepoli, presenti in grande numero, che non lesinavano applausi ad ogni suo intervento e a tutti coloro che lo assecondavano in tutto e per tutto. Mugugnando e lanciando improperi a chi si permetteva di interrompere il suo discorso, che somigliava tanto ad un disco rotto per il continuo ripetere degli stessi concetti.
Signori, che fine ha fatto il vostro orgoglio, il vostro amor proprio, la stima di voi stessi e del vostro lavoro?
Ancora una volta, l’ho scritto, detto e ripetuto più volte anche nel passato, si è assistito al tripudio della democrazia autoritaria dettata dai numeri, in cui chi ha la maggioranza assoluta si riveste di tale e tanta autorità da non avere rispetto per nessuno, nemmeno per chi ha operato per il buon nome del nostro paese, anche rimettendoci di tasca propria.
Una autorità, figliastra della democrazia che si rivela soprattutto in consiglio comunale grazie a questi numeri, che porta anche a voler fare e disfare a proprio piacimento ritenendo che tutto sia lecito e possibile e quindi consentito di fare, anche gare e concorsi pubblici ma su misura, assunzioni, premi e avanzamenti ad personam alquanto inusuali, appalti pilotati e così via.
Un carro dei vincitori su cui in molti oggi ci sono saliti, vogliono o vorrebbero salirci, e una dimostrazione la si è avuta in questo incontro in cui in molti si sono dimostrati più che benevoli, in alcuni casi anche svenevoli, nei confronti di questa amministrazione da cui in tanti sperano, e non soltanto in campo culturale ma anche in campo (in)formativo, di trarne degli immediati vantaggi andando contro anche quelle associazioni dei cui vantaggi ne hanno beneficiato, almeno fino a ieri, fino a quando non sono caduti in disgrazia.
E i problemi degli altri quando li si risolveranno?
Un saluto a tutti.
Donato Stoppini
Signor Stoppini sono daccordo in tutto e per tutto con lei.Questa amministrazione e’ la peggiore che ci sia stata a gioia del colle. Mi fa veramente spavento che questa citta’ sia amministrata da questi soggetti. Anche oggi il sindaco ha continuato a parlare di trasparenza. Probabilmente per loro la trasparenza equivale a dire “illegalita’”.Mi fa anche piacere vedere che comunichi il vincitore del cordinamento “tecnico” senza che ne’ il sito ufficiale del comue e ne’ tantomeno gli altri partecipanti ne siano a conoscenza.Ma come mai il signor Castellano era assente,proprio oggi che finalmente non potra piu’ nascondersi.? A dimenticavo che Castellano non si e’ mai nascosto ,visto che insieme al signor Marvulli entravano e uscivano da teatro già da mesi. Stamani sembrava di essere al solito comizio con la differenza che quando la sua clack non bastava a dargli manforte,lui alzava la voce (nonostante avvesse in mano il microfono) come da autoritario . In questi anni si sono avvicendati tante scuole a teatro ,tra cui anche la scuola dove lavoro io, e’ mai ho sentito di danni fatti alla struttura. e la sua gioiesita dove e’ andata a finire? Visto che studenti gioiesi non andranno piu’ a teatro, le associazioni non vi entreranno neppure dalla porta secondaria, idem per i teatri amatoriali, e idem per le scuole di danza. Forse quando parlava gia da maggio di gioiesita’ si riferiva solamente al Signor Marvulli e al signor Castellano. E come se non bastasse il sindaco al signor Castellano dara’ altro danaro pubblico per far si’ che tutto quello che non sara’ di suo gradimento vi andra’ a finire nel vecchio teatro di proprieta’ di Castellano. Con la speranza che questa amministrazione dia veramente i frutti ai suoi elettori truffati dalle promesse da marinaio fatte in campagna elettorale, mi congedo e vi do’ la buona notte .
allora…che dire ,quello che si diceva a maggio si è avverato
il rossini ai gioiesi,due del settore no? no…il padre padrone del cinema e l’organizzatore di finte abbuffate con sorriso stampato come contorno,poi chi direttore tecnico lo fa di professione viene incredibilmente ecluso,come commissionare ad un fabbro,piuttosto che un ebanista,la creazione di un mobile in legno…
tutto questo per la felicita’ di quei dipendenti comunali che sperano di vedere i propi figli ,o i propi nipoti, lavorare a teatro ,e si perche’ pierolone ha fatto delle promesse quest’estate,alle 4 che hanno prestato volontariato all’estate gioiese è stato garantito di lavorare a teatro…Caro Piero, ti prego, almeno in queto caso dimostrami il contrario,noi tutti sappiamo chi sono le 4,spero di essere smentito,e comunque chiedoa tutte le ombre,che il rossini lo hanno vissuto intensamente,di partecipare a quel bando.
ATTENZIONE PERO’,CARO PIERO,UN MASTER IN BOTTEGHINO NON PUO’ VALERE PIU’ DI 8 ANNI DI ESPERIENZA DIRETTA,SE VINCESSERO LE FIGLIE DEI DIPENDENTI COMUNALI DOVRESTI DARCI PIU’ DI UNA SPIEGAZIONE,ANCHE PERCHE’ QUELLE ,A PARTE MARICA,NON HANNO NESSUNA ESPERIENZA IN QUESTO SETTORE,IO A TEATRO LE HO VISTE POCHISSIME VOLTE ,E SOLO LO SCORSO ANNO,ED IO IL TEATRO LO FREQUENTO DA TANTI ANNI.
Il sentore di una trasparenza nulla in relazione a questa operazione è stato purtroppo confermato. Questo modo di fare allontana, fa avvertire come un disagio, una sensazione di stridore con quella che è la personale onestà intellettuale. La costruzione del bando pregno di inutili dettagli atti esclusivamente a ritagliare le caratteristiche del candidato sulle persone, le considerazioni “artistiche” di basso profilo (e che denotano una non conoscenza, a dir poco, di quanto si è giudicato) con le quali si è voluto cancellare con un colpo tutto quanto fatto in più di 10 anni, la relegazione della musica ad arte di secondaria importanza prevaricata niente meno che dal “cabaret e dal teatro comico” (che non sono neanche generi teatrali), la solo apparente riduzione della spesa, l’esclusione delle associazioni, l’azzeramento di quanti hanno lavorato al teatro e vi hanno investito del proprio per potersi costruire una competenza prima e poter ambire ad una professione riconosciuta poi. Perchè? Perchè dobbiamo avere dubbi su quanto si sta facendo? Perchè dobbiamo essere messi nella condizione di sospettare? Perchè non dobbiamo poter dire con serenità che abbiamo fiducia in coloro che stanno amministrando?
In quanto ai consulenti “selezionati”, mi sento solo di dire che assumere un ruolo di direttore artistico e di direttore tecnico di un teatro (francamente il titolo è un po’ dissonante con quanto gli competerà) senza aver avuto una comprovata esperienza all’interno di altre strutture analoghe è una responsabilità altissima che si assume sia chi si è candidato e sia chi li ha scelti. Ma il bando era quello e se si antepone un attributo come la gioiesità alla professionalità consolidata, all’esperienza comprovata, vuol dire che non si ha contezza del livello di competenza necessari per questo tipo di attività. Il rischio di ritrovarsi ad andare per strade di montagna con un’utilitaria, navigare i mari con un canotto…c’è, spiace dirlo, ma c’è.
Ovviamente la distanza tra un club, un cinema e un teatro è abissale in ogni aspetto: artistico, gestionale, tecnico…Ma questo credo lo sappiano bene sia il Prof. Marvulli che il Sig. Castellano. Entrambi, nei loro specifici settori, hanno ottenuto eccellenti risultati, ma sono settori non previsti nella gestione di un Teatro Comunale. Hanno accettato una sfida delicatissima e anche se l’istinto suggerisce di pensare ad una scelta non proprio felice, per contro chiudo mostrando fiducia, facendo i doverosi auguri di buon lavoro, e confidando ancora in quella oggi rara e bistrattata onestà intellettuale che spero venga fuori proprio dalle persone coinvolte.
Marco Losavio
Ciò che l’incontro di ieri nel foyer del Teatro Rossini mi ha intristito di più, è stato ascoltare le solite inesattezze per non dire falsità proclamate in pubblico con una cieca convizione che può appartenere solo o agli ottusi o agli ignoranti (liberi di scegliere).
“Il Teatro Rossini è stato un teatro d’elite per 10 anni – Il Teatro Rossini è stato gestito dal colonizzatore forestiero – Il Teatro Rossini forniva ai ragazzi la scusa per saltare l’ora di matematica – Il Teatro Rossini ha proposto spettacoli con una costante tendenza ad allestimenti teatrali minimalisti (compagnie di uno o due attori, apparati scenici inconsistenti, strutture e durata degli spettacoli striminziti …- Il Teatro Rossini ha visto un calo negli abbonamenti con un picco negativo negli ultimi tre anni – Nel Teatro Rossini non si è fatta formazione – …..”
Dichiarazioni ripetute più e più volte già dalla campagna elettorale, urlate per dare maggior forza a quanto si diceva. Per convincere. Ma convincere la gente che non sa ci vuol poco.
Queste frasi mi offendevano e mi mortificavano prima di ieri, ora lasciano posto solo ad una sorta di pena. Si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire….e chi continua a negare i dati numerici vincenti delle scorse stagioni, i nomi nazionali e internazionali che hanno dato lustro al nostro teatro, e la formazione realmente fatta, mi fa pena!
Ieri qualcuno ha preso la parola solo per congratularsi con i neo direttori e per affermare che formazione il kismet non ne ha fatta! Bene, sig.ra si vede che deve farsi cambiare le lenti, altrimenti la sua ostinazione a non voler vedere le persone che hanno acquisito una professionalità, getterà qualche dubbio sulla sua buona vista….
Cosa più triste è vedere i volti di coloro che si sono prestati a questo gioco della trasparenza…io personalmente non conosco il Sig. Castellano e il Sig. Marvulli, ai quali mi sento di augurare comunque un buon lavoro, ma onestamente non credo che i neo direttori abbiano maturato “una comprovata esperienza all’interno di altre strutture analoghe…..Ma il bando era quello e se si antepone un attributo come la gioiesità alla professionalità consolidata, all’esperienza comprovata, vuol dire che non si ha contezza del livello di competenza necessari per questo tipo di attività” Concetto che condivido!
Sono convinta che il Teatro si aprirà, che la stagione ci sarà ma non sarà la stessa cosa! E non è il mio ego a parlare, ma l’esperienza maturata in questi ultimi 7 anni e la conoscenza di tutte le dinamiche personali e professionali del settore che mi consentono di poter parlare con cognizione di causa. Come ho già detto non mi aspettavo che il Sindaco che intendeva restituire?! il Teatro ai gioiesi passasse attraverso “l’azzerramento di quanti hanno lavorato al teatro e vi hanno investito del proprio per potersi costruire una competenza prima e poter ambire ad una professione riconosciuta poi.” La mia onestà intellettuale mi da forza ed entusiasmo, non mi piego ai giochi di potere, e se per arrivare dovrò percorrere la strada più impervia e più in salita, poco importa. Sulla cima sarò la più coerente e la più orgogliosa! A giorni ci sarà l’avviso pubblico delle 4 unità di sala o di supporto allo staff che sarà in forze al Teatro. Già ne ho sentito delle belle….io parteciperò come è giusto che sia. L’esito sarà quel che sarà!
Teresa Genco
per Teresa Genco
purtroppo so che non serve a nulla…ma concordo pienamente con quanto hai scritto.la frase “Il Teatro Rossini forniva ai ragazzi la scusa per saltare l’ora di matematica ” , è quella che più mi lascia davvero senza parole!
caro SINDACO scenda dal piedistallo perchè ora sta davvero esagerando !!!
il mio stato d’animo ora è paragonabile a quello di una persona che sta vivendo un lutto .
aver perso il teatro è questo il mio lutto.
Per Teresa Genco: piu’ volte ho gia’ mostrato la mia solidarieta’ nei suoi confronti, e continuo a farlo. Avendola conosciuta come una persona precisa, altamente professionale ed educata, le suggerisco nonostante vadano avanti i furbi, i parenti dei dipendenti comunali, di non piegarsi ai soliti giochi di potere. Sicuramente perdera’ il suo posto di lavoro, ma dara’ un lezione di coerenza e onesta’.Qualche commento fa’ qualcuno faceva riferimento ad una probabile futura lavoratrice del teatro ,che se ho capito bene, e’ una persona che con il suo modo di vestire sembrava essere in uno dei tanti festini di carnevale. E’ anche vero che l’abito non fa’ il monaco ma e’ pur vero che in alcuni posti ci vuole un po’ di contegno.Per quanto riguarda i due vincitori sulla carta,non c’e’ che dire. Ormai si e’ detto tutto quello che si poteva dire. Provo solo pena perche’ come al solito penso che queste due persone siano solo burattini del sindaco ,ma che alla fine tutte le decisione li prendera’ il magnifico. Buona cabarettata a tutti.
Riporto un commento inviato alla redazione da aalina@email.it
Perchè mai il sindaco non vuole gli alunni a teatro, perchè a parere suo serve solo per non fare matematica, e poi li manda in piscina a spese del comune?
Vorrei lanciare un’appello ai seguenti signori. All’ex sindaco Sergio Povia, ex assessore alla cultura Pino Dentico, ex sindaco Mastrovito Vito, ex assessore alla cultura Donato Paradiso, ex direttore artistico Carlo Bruni, ex gestore Teatro Kismet. Perche’ non inviate a tutti e dico tutti gli artisti cha hanno varcato il palcoscenico del teatro Rossini, la delibera del consiglio comunale del 16 Settembre? Piu’ che altro,per avere un diritto di replica da parte di quella gente barbaramente denigrata e offesa.Con l’augurio che rispondete a qiesto mio appello vi saluto.
Cari lettori del blog,
vorrei ricordare, solo per rispetto della verità, che il Consiglio comunale, nella seduta del 16/09, ha cassato ogni riferimento alla premessa della delibera di Giunta n. 74/2008, approvando i primi due emendamenti alla proposta di delibera, il primo con 20 voti su 21 (contrario il solo Masi) ed il secondo con 21 voti su 21.
Vorrei ricordare anche che la premessa conteneva la “famigerata” frase riportata nel manifesto del comitato “Salviamo il Rossini”, che su quella frase – ripeto “cassata” dalla delibera di Consiglio comunale – sta montando una legittima, quanto – a mio avviso – strumentale, campagna politica contro l’Amministrazione.
Vorrei ricordare infine che, nel merito, la gestione diretta del teatro era nei fatti già da alcuni anni, ed i dibattiti in consiglio degli ultimi anni facevano emergere un desiderio, condiviso, di rinnovamento.
Chi scrive rispetta profondamente le opinioni altrui, e rispetta del pari l’operoso e produttivo impegno svolto negli scorsi anni dagli operatori teatrali, ed in particolare dall’ass. Dentico. Questo risulta dal mio accorato (e per certi versi doloroso) intervento in Consiglio comunale, come chi avrà la pazienza di leggere il verbale della discussione allegato alla delibera (purtroppo non disponibile sul sito del comune – ma mi impegno a farlo tenere alla redazione di Gioiainfo a breve) potrà constatare.
Ciò non toglie che, difronte ad affermazioni non rispondenti al vero, corre l’obbligo di ristabilire la verità.
L’approvazione di quegli emendamenti testimonia che nessuno dei consiglieri ha mai avuto intenzione di offendere o denigrare i gestori del teatro, l’assessore Dentico, né tantomeno (ci mancherebbe!) gli artisti che hanno calcato le scene del Rossini. Questo va riconosciuto anche dagli oppositori, se c’é onestà intellettuale. Portare la discussione sul piano politico avrà l’unico risultato di distogliere idee e risorse utili per contribuire invece ad una migliore gestione del Teatro.
La scelta dell’Amministrazione è legittima, e ricalca come detto un’ipotesi già largamente condivisa in passato dalla ex maggioranza. Le modalità, le scelte, le affermazioni dei singoli, potranno essere discutibili e discusse, se volete. L’intervento di Marco Losavio è puntuale nel merito.
Ma ora credo sia il momento, per chi ne ha voglia e capacità, di collaborare nei vari organismi di partecipazione previsti, per dare davvero un contributo. Su questo il fronte della sinistra si è diviso, e di questi organismi fanno parte anche esponenti non certo vicini politicamente a quest’Amministrazione. Così come non certo vicini, per storia politica, sono i consulenti individuati.
Questa è la testimonianza che per l’Amministrazione non c’é un teatro di destra da contrapporre a qualcos’altro. Vogliamo provare a dare qualcosa di nuovo, di diverso e, se riusciremo, di migliore alla città.
Ora sento solo il dovere di augurare buon lavoro a chi sta mettendo la testa e l’anima in questa impresa. Per il bene della città.
Mauro Mastrovito
Caro consigliere Mastrovito,
nessuno fin quì ha messo in discussione la leggittimità del provvedimento, ma come è stato fatto, con la solite motivazioni arroganti e di discredito alle persone da parte di alcuni a lei vicino.
Poi francamente sentir dire dal sindaco che “portare al teatro i bambini è far perdere loro un’ora di matematica”, può essere discutibile?
Sull’opposizione poi, sarebbe meglio stendere un velo pietoso visto ciò che ne è rimasto.
Signori,
perchè non si parla e non scrive più di Teatro o sul Teatro?
Cosa è successo nel frattempo? Per caso è cambiato qualcosa in merito alla sua gestione e nessuno degli addetti lo ha evidenziato o, come sempre più spesso accade in queste circostanze, più passano i giorni è più diventa un argomento di scarsa attualità? Come direbbe qualcuno, passato il santo passata la festa?
Mi giunge notizia che i consulenti di questa gestione diretta del teatro, dopo quell’incontro al Rossini, abbiano contattato più di una associazione promettendo loro ciò che il sindaco aveva poco prima e a chiari lettere negato, cioè l’utilizzo del teatro.
Ma chi sta dicendo la verità o una falsità? Si era sbagliato il sindaco o la maggior parte dei presenti aveva frainteso le sue parole? E il Marvulli lì presente perchè ha aspettato la conclusione dell’incontro per rettificare quanto annunciato dal sindaco? Per non contraddirlo o perchè a posteriori ci si è resi conto che si stava sbagliando strada?
E la promessa del sindaco di rendere pubblico il risultato del bando per la nomina dei consulenti che fine ha fatto? Per caso sta seguendo la stessa rotta dello stesso bando visto che non è mai stato pubblicato nè ci sono stati manifesti affissi in giro che lo abbiano pubblicizzato?
E’ questa la tanto decantata trasparenza degli atti che la nuova maggioranza predicava in campagna elettorale in contrapposizione ai metodi adottati dalle amministrazioni che l’avevano preceduta?
Io continuo a nutrire notevoli dubbi in merito e voi?
Un saluto a tutti.
Donato Stoppini
Salve a tutti, il clima si fa rovente … brrr!
Innanzitutto stamane abbiamo assistito all’ennesimo episodio di accondiscendenza del giornalista Massimo L’Abbate, prono a dare un’immagine di innocenza a qualunque ospite. Per L’Abbate anche Totò Rina sarebbe stato difendibile! Riesce a moderare al punto da ammorbidirsi in toni amichevoli, mi sembra di stare al bar dello sport … ops al caffè letterario del Rossini (di cui nessuno sa se aprirà con la stagione teatrale!). Ricordo invece le domande punzecchiati che Filippo Donvito giornalista poneva in quella trasmissione radiofonica e i dibattiti televisivi curati da Donato Stoppini. Ben altro modo di condurre una trasmissione politica. Perchè L’Abbate non ha posto Marvulli nella condizione di confessare il perchè del suo ritorno dall’oblio politico, oltretomba … direi messo in cantina … ops in soffitta! Perchè è stato l’unico a presentare la domanda? Come mai il fratello di costui è grande amico di Piero il Magnifico, con il quale hanno condiviso molti momenti della loro vita pubblica (Echi di Gioia dove scriveva anche L’Abbate)? Come mai il Marvulli prestato al teatro è direttore artistico di un club privato che propone, guarda caso, solo e sempre cabaret (serate mangia e ridi … altro che pupi fritti).
Queste domande le avrebbe fatto qualsiasi giornalista passato da Gioia anche per caso, ma solo Massimo L’Abbate poteva evitare di farle essendo all’oscuro di queste cose … che sa pure un bambino.
Come ha evitato di ricordare il blog, che guarda caso, non ha sfornato nemmeno una domanda … come nemmeno una domanda è giunta via telefono o mail.
Mi viene il dubbio che queste trasmissioni siano dei messaggi autogestiti!
Per quanto riguarda le segnalazioni di IL TUO SILENZIO UCCIDE (chiaramente un ex frequentatore-amministratore) vorrei che mi spiegasse come mai qui sul blog una tale Teresa Genco ne ha dette di tutti i colori e stamane ho appreso che ritornerà in teatro, senza bando e senza selezione. Faccia pure… ha ottenuto quello che voleva.
Per quanto riguarda la famiglia del prof. Buttiglione vorrei segnalare che saranno abbonate anche le sue figlie, sotto ordine del Ministro dell’Istruzione Gelmini, che ha chiamato personalmente a casa del docente di italiano e storia. Speriamo che non porti in teatro la sua immancabile telecamerina. Tale esborso, che per un docente di scuola pubblica è molto oneroso, ha un fine: quello di acquisire, come il suo collega “di scuola media superiore ma in pensione” Marvulli, la qualifica di direttore artistico del teatro Rossini nella stagione 2009/2010. Lui infatti è uno dall’”altezza media inferiore”! Infatti Marvulli nel suo curriculum ha potuto indicare di essere stato tesserato al teatro 1 sola volta due anni fa! A Gioia nessuno poteva batterlo!
Ciao Gioiesi.
Cosi non andiamo da nessuna parte, la barca affonderà… già entra acqua.
muratore@ymail.com per le vostre segnalazioni
Penso sia più giusto che risponda io sig. Muratore, visto che la domanda riguarda me.
Credo sia stato chiaro dall’inizio che la mia lotta era in difesa del mio posto di lavoro, nella convinzione di una qualche preclusione indirizzata alla mia persona. Così come penso siano evidenti i sette anni di esperienza che posso vantare all’interno del Teatro Rossini.
Detto ciò, racconto cosa sia avvenuto: sono stata contattata proprio grazie al mio curriculum, avendo così modo di constatare un’apertura che credevo assente, ho trovato dialogo e chiarezza, pertanto non ho avuto esitazioni ad accettare di lavorare in quella che sento la mia casa, e cioè il Teatro.
Grazie
Teresa Genco
E vissero tutti felici e contenti, perchè soddisfatti e accontetati in tutto e per tutto da sua maestà il magnifico e dai suoi fidati scudieri.
La trasparenza degli atti amministrativi, cioè il rispetto delle regole (norme, leggi e regolamenti) in questi casi diventa una inutile palla al piede. Meglio liberarsene che si corre tutti più veloci verso il raggiungimento dei propri obbiettivi, vero?
Su quella pseudo trasmissione di approfondimento e del suo conduttore non ho nessuna intenzione di ripetermi, confermo quanto detto e scritto nei miei precedenti interventi sull’argomento, è qualcun altro, magari di questa redazione, che, alla luce di quanto accaduto fino ad ora, dovrebbe ricredersi sulla presunta valenza di questo accordo.
Non per nulla lo stesso conduttore, già entrato nelle grazie della triade per i suoi servigi, si è assicurato un posto al sole. A breve entrerà anche nel loro libro paga?
Noi qui a reclamare e loro lì a mang…. alla nostra faccia!
La vita è proprio strana, vero?
Saluti.
Donato Stoppini
Ora Basta. Invito attentamente a leggere l’intervento che mi precede. Il protagonista della “pseudotrasmissione” è il sottoscritto. Il sottoscritto sarebbe anche “già entrato nelle grazie della triade per i suoi servigi” e si sarebbe assicurato “un posto al sole”. L’individuo che ha lasciato il post è lo stesso che cerca di mettermi in cattiva luce da una vita, probabilmente non riuscendoci, visto che continua imperterrito a demolire tutto quello che dico e faccio. Con lui ci rivediamo magari in un aula di tribunale visto che adesso è davvero il caso di mettere insieme tutta la nutrita rassegna stampa contro di me e sottoporla al giudizio di un tribunale per capire se si tratti di pura e gratuita diffamazione o altro. Il diritto di critica è sacrosanto, quello di calunnia no. Vengo trattato dall’individuo in questione alla stregua di un delinquente, di un affarista, di un opportunista. Peccato poi che quando ha voluto, il soggetto in questione ha avuto il coraggio di chiamarmi per chiedermi di condurre trasmissioni su radio planet. La stessa dove campeggia una pseudo trasmissione. Ovviamente gli attacchi si sono arrestati in quel periodo di tempo in cui l’indivuo caldeggiava la cosa. Quando poi ho preferito un giornalista (Maurizio Angelillo di Telenorba) a lui, gli attacchi sono tornati alla grande su un giornale che ha deciso bene di fare a meno di lui. Salvo poi la storiella della censura che poi possiamo anche raccontare per bene.
Magari condotta da lui, la pseudo trasmissione sarebbe stata un successone. (la volpe e l’uva possono ricordare vagamente qualcosa).
Ma andiamo oltre. Quello che non accetto è che questa redazione non filtri interventi di questo tipo. Ricordo che il titolare del dominio di questo blog è l’unico responsabile civile e penale di quello che viene scritto. Ricordo che questo blog non è iscritto al registro della stampa e quindi non è soggetto al regime sulla stampa. D’ora in poi non ammetto più attacchi alla persona che travalichino i confini della dialettica e del diritto di critica.
Al signor muratore che non ho il piacere di conoscere, ricordo che avrebbe potuto fare domande a Vito Marvulli invece di gettare veleno successivamente. Forse anche lui sarà un opinionista in erba visto che gli si può lasciare un messaggio per risolvere un problema, insomma come il riflettore di batman nei cieli di Gotham City. Parliamone in pubblico caro muratore, oppure venga opsite in studio e vediamo di persona se riesce ad aprire bocca. Ne avrà il coraggio?
Il problema è che qui gli opinionisti sono diventati come i CT della nazionale. Tutti abbiamo la squadra delle meraviglie. Purtroppo c’e anche qualcuno che poi il giornalista lo fa di mestiere e che dà un suo contributo alle questioni che ovviamente non potrà mai essere la verità assoluta.
L’esperienza di collaborazione con il blog sta dando i risultati forse da me risaputi. C’è poca gente che vuole sapere come stanno le cose, e ce n’è molta che vuole solo urlare per dimostrare di esistere. Adesso aspetto con ansia l’intervento dei responsabili del blog alla luce di quello che si legge su e mi riservo di rivalutare la collaborazione con un sito che permette la calunnia gratuita senza un minimo di attenzione.
Massimo L’Abbate (direttore di Radio Planet)
Bene. Ora però mi aspetto in merito e per chiarire una volta ma per sempre anche un commento da parte di Filippo Donvito. Lui potrebbe chiarire come sono andate realmente le cose. Magari anche, e perchè no, da parte
di Gianni Valletta, di Vito Ludovico, di Sergio Povia, magari dello stesso sindaco Piero Longo. Ma ne avranno il coraggio? Per il resto Massimo ho anch’io una cassetta da far ascoltare che fino ad oggi ho tenuto in un cassetto. Se vuoi ti seguo fin dove vuoi.
Un saluto.
Donato Stoppini
Ci risiamo con il duetto: stoppini/muratore. quello che non capiamo di questi signori e’ la loro spocchiosita’. Perche’ ingiuriare Massimo? sostengono che e’ un venduto. L’anonimo cita Riina. E bene, se hanno prove dimostrino quello che dicono. Se continua il maledetto costume di usare l’anonimato per ingiuriare allora non si ha diritto ne’ all’ascolto, ne’ di approfittare dello spazio democratico come il nostro sito. Ingiuriare sul nulla significa rinunciare alla comunicazione e quindi alla democrazia. Labbate e’ un giornalista che nonostante lo squallore della vita politica locale riesce a fare informazione. Speriamo quindi di non leggere piu’ commenti inutili e stupidi.
Franco Ferrara e Sebastiano Tangorre
Sicuramente mi sono perso qualche passaggio di questo argomento diventato improvvisamente bollente.
Un invito vorrei fare agli amici del blog, non lasciamoci andare in giudizi che possano danneggiare il blog stesso e chi lo frequenta.
Ben venga da questo spazio la critica, daltronde fino ad ora siamo riusciti a farlo, se non fosse per alcuni “pseudo” frequentatori che l’hanno abbandonato dopo averlo utilizzato a loro uso e costume, e forse è stato meglio così.
Ora però non facciamo il gioco di chi vorrebbe che questo spazio si chiudesse, continuiamo ad incalzare le “eminenze grigie” locali senza prevaricare nell’offesa personale, alcuni di essi, e mi guardo bene dal mettere in mezzo Massimo Labate, sono abili sull’uso di questi mezzi, ritengono sempre che loro ne hanno l’esclusiva.
Andiamo avanti come sempre abbiamo fatto, senza comunque lasciarci intimidire da chi vorrebbe farlo, e mi raccomando sempre vigili sulle opinioni che si esprimono.
Un buon lavoro mi sento comunque di esprimere a Labate, del quale “spesso” apprezzo le sue capacità.
UN RINGRAZIAMENTO COMUNQUE E SEMPRE ALLA REDAZIONE.