Ago 19 2008
La mia battaglia per la libertà - Memorie - di Hans Kung
Attraverso una narrazione intensa dei primi quattro decenni del suo viaggio spirituale, Kung ci parla degli anni della giovinezza in Svizzera, della decisione di diventare sacerdote, e degli studi nel prestigioso Pontificio Collegio Germanico a Roma.
E, soprattutto, ci offre un resoconto dettagliato sui retroscena del Concilio Vaticano II, cui partecipa dall'interno, per volere di papa Giovanni XXIII.
In questa occasione stringe amicizia con Joseph Ratzinger, che diventerà in seguito uno dei più implacabili accusatori della sua teologia critica.
L'autore ci narra anche, con grande forza, delle personalità incontrate in quegli anni cruciali - da John F. Kennedy a Paolo VI - e del suo conflitto con le gerarchie ecclesiastiche, a causa della sua opposizione al dogma dell'infallibilità papale. Hans Kùng si è dunque sempre battuto contro il regredire e i conservatorismi imperanti all'interno della Chiesa, e a favore di istanze progressiste, o semplicemente umane, civili, ma sempre teologicamente indagate, su temi quali l'eutanasia, il dialogo interreligioso.
Ha compiuto ottant'anni lo scorso 19 marzo, Hans Küng. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell'Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, La mia battaglia per la libertà (Diabasis), non è un punto d'arrivo, e lui non intende "ricapitolare" nulla. "Mettere al centro l'idea di libertà - spiega l'illustre teologo - significa guardare avanti". La vita, continua Küng, scrive sempre le storie più interessanti. E per questo le vicende che racconta sono vere. Uno scorcio manzoniano in queste parole e, forse, non potrebbe essere altrimenti. Squarci d'una religiosità severa, vissuta con austera passione, ma esigente mistica.Libertà, verità: per Küng l'una non sussiste senza l'altra. E gli è stato chiaro fin dalla giovinezza, pur se la libertà è crescita e sviluppo: "All'inizio, per me svizzero di famiglia conservatrice, la libertà si declinava necessariamente con la lotta contro il fascismo e il nazismo". In seguito si è configurata come libertà interiore, ossia della coscienza. Più oltre ancora, è divenuta la libertà del Concilio Vaticano II - "l'evento più significativo nella storia della Chiesa non solo contemporanea, la cui portata dirompente oggi si cerca di ridimensionare" - e infine la libertà della teologia e della Chiesa.
Per comprendere il dono e la successiva banalizzazione del concetto di libertà, Küng ha osservato che le giovani generazioni, alcune delle quali affascinate da nostalgie temporaliste, non si rendono conto di come realmente fosse la cristianità occidentale prima del Concilio. "Era ancora il Medioevo", commenta lapidario.Medioevo che si concretizzava nel gelo d'una liturgia ingessata e immutabile, nei "fedeli" del tutto passivi, ridotti a gregge nel senso deteriore del termine, con un sacerdote-sciamano portatore di un insegnamento incontestabile, cui bisognava solo obbedire tacitamente. L'esaltazione del laicato contro una Chiesa clericale, il dialogo tra le diverse culture e religioni, l'apertura al "mondo" sono passi irrinunciabili che, malgrado i tentativi in tal senso, nessuno potrà mai cancellare. Non dimentichiamo, in questo senso, che anche il papa Pio XII aveva in mente un Concilio: ma, secondo lui, la costituzione La Chiesa nel mondo contemporaneo avrebbe dovuto recare un titolo leggermente ma significativamente diverso: al posto della preposizione, una congiunzione, però con significato disgiuntivo. La Chiesa "e" il mondo contemporaneo, a siglare una differenza e una distinzione incolmabili, un confine tra le due sfere, tra la città di Dio e la città dell'uomo, l'una perfetta e irriformabile, l'altra incompleta e fragile, soggetta al peccato. La Chiesa del Sillabo.
Editore: DIABASIS
Pubblicazione: 04/2008
Numero di pagine: 554
Prezzo NicePrice: € 25,20
EAN: 9788881035588
Hans Kung
La perseveranza di Hans Küng nell'azione per il rinnovamento della Chiesa cattolica romana e il suo impegno per l'ecumenismo e il dialogo tra le grandi religioni sono per il movimento internazionale We Are Church (di cui "Noi Siamo Chiesa" è la sezione italiana) incoraggiamento, ispirazione e incitamento. Grande è la riconoscenza che tutti i movimenti per la riforma della Chiesa cattolica gli devono esprimere in occasione del suo ottantesimo compleanno. Küng è, in particolare, uno dei padri spirituali dell'«Appello al Popolo di Dio» del 1995, da cui nacque il movimento internazionale We Are Church.
Il teologo svizzero, noto in tutto il mondo, nominato perito ufficiale del Concilio Vaticano II (1962-1965) da papa Giovanni XXIII, nonostante il successivo isolamento ecclesiale, ha dato un contributo decisivo alla formazione di una teologia ecumenica e al dialogo interreligioso, e continua a lavorare in modo attivo e creativo ai progetti a cui ha dato vita. La sua tesi di dottorato, scritta nel 1957 e dedicata al problema della giustificazione nei lavori del teologo evangelico Karl Barth, fu lodata anche da Joseph Ratzinger, che insegnò a Tubinga insieme a Küng fino al 1968. Con opere di grande significato (Die Kirche, 1967 [La Chiesa, tr. it., 1972]; Christ sein, 1974 [Essere cristiani, tr. it., 1976]; Existiert Gott?, 1978 [Dio esiste?, tr. it., 1979]), ben presto Küng ha non solo diffuso tra l'opinione pubblica puntuali idee riformatrici, ma ha dato loro, scrivendo opere di rilievo, densi fondamenti di carattere biblico e sistematico.
Con il suo impegno ecumenico, Küng ha contribuito in modo determinante, nel 1999, alla nascita della dichiarazione congiunta tra cattolici e luterani sulla dottrina della giustificazione. L'Ospitalità Eucaristica, a favore della quale si è espresso anche l'Institut für Ökumenische Forschung [«Istituto per la ricerca ecumenica»] di Tubinga, da lui fondato nel 1963, in occasione dell'Ökumenischer Kirchentag [raduno ecumenico delle Chiese in Germania] del 2003, è per Küng un passo nella direzione giusta. Hans Küng, come nessun altro nel nostro tempo, ha riaperto e tenuto desta la questione della verità nel cristianesimo. Dopo il Concilio, e in misura più marcata in occasione dell'enciclica, pubblicata nel 1967, sul celibato e dell'enciclica Humanae vitae del 1968 sulla regolazione delle nascite, Küng, nel suo libro apparso nel 1970, Unfehlbar? Eine Anfrage [Infallibile? Una domanda, tr. it., 1970], ha posto il problema dell'infallibilità del magistero pontificio.
Per questo, il 18 dicembre 1979, sotto il pontificato di papa Giovanni Paolo II, fu privato della licenza ecclesiale all'insegnamento universitario, la cosidetta missio canonica. Ma Küng non ha ritrattato le sue affermazioni, teologicamente fondate, sul discusso dogma dell'infallibilità del 1870, mostrando così che quando si tratta di opporsi alle arroganze di Roma virtù non è solo l'obbedienza, ma anche la resistenza. Nel 1968 ha redatto la dichiarazione Für die Freiheit der Theologie [«Per la libertà della teologia»], rielaborata da Yves Congar, Karl Rahner e Edward Schillebeeckx e infine sottoscritta da 1360 teologhe e teologi cattolici di tutto il mondo, tra cui anche Joseph Ratzinger. Nel 1989 Küng era tra i firmatari della Kölner Erklärung [«Dichiarazione di Colonia»], che si espresse a favore di una cattolicità aperta e contro l'allargamento indiscriminato dell'autorità pontificia.
Hans Küng è uno dei padri spirituali della Initiative Kirche von unten (IKvu) [«Iniziativa per una Chiesa dal basso»] oltre che dell'«Appello al Popolo di Dio» del 1995.Il secondo volume della sua autobiografia, Umstrittene Wahrheit [«Una verità controversa»] offre una fondazione storica e sistematica delle richieste di We Are Church (Noi Siamo Chiesa), che si sono delineate con chiarezza già a partire dal Concilio Vaticano II e per cui Küng ha combattuto, facendole sue, già negli anni sessanta e settanta del Novecento.
Il fatto che le richieste di Küng al papato nella sua forma attuale non abbiano trovato alcuno sbocco è comprensibile se si considerano, da un lato i conflitti sempre più forti tra Roma e le Chiese locali e dall'altro la paralisi della collegialità episcopale. Il celibato obbligatorio, l'ordinazione delle donne e il riconoscimento dell'Eucarestia ed altre riforme, malgrado tutti i divieti di Roma, restano all'ordine del giorno.
Nel corso dell'inatteso incontro, nel settembre 2005, con papa Benedetto XVI, il suo precedente collega professore Ratzinger, vennero esclusi fin dall'inizio temi relativi alle riforme interne alla Chiesa. Ma anche dopo questo colloquio Hans Küng ha continuato e continua, come sempre, a impegnarsi a favore degli desideri di riforma di We Are Church e di un rinnovamento della Chiesa dalla base.
Oggi Küng è fortemente impegnato nel dialogo interreligioso, tema sul quale egli stesso ha pubblicato tre grandi opere, sull'ebraismo (1991), sul cristianesimo (1995) e sull'islam (2004). Dal 1990 si dedica al Progetto per un'etica mondiale, che dal 1995 porta avanti nella Stiftung Weltethos [«Fondazione per un'etica mondiale»]. E va considerata una pietra miliare la Dichiarazione per un'etica mondiale, approvata nel 1993 dal Parlamento delle religioni mondiali a Chicago, che ha portato alla creazione di una rete globale di relazioni interreligiose.
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