Lug 30 2008
La censura è di chi ha paura. (Donato Stoppini risponde a Enzo Cuscito)
ancora prima che per le belle parole di apprezzamento rivoltemi, vorrei ringraziarti per il gesto di autentica e genuina solidarietà che hai dimostrato nei miei confronti. Sei stato l'unico ad averlo fatto non solo in modo diretto e disinteressato, quanto inaspettato. Inaspettato perché da anni "assuefatto" a constatare comportamenti di "vigliaccheria" cronica dimostrati da chi ha il potere, e non solo, non tanto verso di me, quanto verso ciò che ho rappresentato e "denunciato" nel corso di questa mia esperienza di giornalista "non pubblicista", prezzo da pagare perché questa professione sia davvero libera e non "finalizzata" a un'iscrizione all'albo. Non farò citazioni, né menzionerò illustri sociologi, letterati, scrittori o filosofi, però un dato è certo e inconfutabile. Per questa mia "mania" della "Giustizia", oltre che della verità a tutti i costi, in effetti ho dovuto rimetterci più di una carriera o di un posto di lavoro, anche il così chiamato "posto sicuro", allora esser tra gli aspiranti quadri dirigenziali della Termosud lo era ma, nonostante siano passati tanti anni e nonostante le continue disapprovazioni di parenti e amici, oltre a non pentirmi di averlo fatto, credo che lo rifarei. Ma non per questo mi considero o mi paragono ad un novello Davide, un Pietro Micca o un Don Chisciotte. Né tanto meno, come mi definì un ex dirigente dell'Ufficio Tecnico, un talebano, un hazbollah, un integralista della carta stampata solo perché avevo chiesto, inutilmente, il rispetto di alcune norme che ancora oggi, nonostante l'avvenuto "cambiamento", continuano e probabilmente continueranno a non essere applicate. Ma d'altronde se nulla è realmente cambiato, cosa ci si può aspettare da chi è convinto che nella attuale società riesce a sopravvivere solo il più forte, dove "il pesce più grande mangia sempre quello più piccolo"? Come si può pretendere di combattere la famosa a-legalità diffusa, se della stessa se ne è fatto un tale uso che nel tempo si è trasformato in "abuso"? Solo perché oggi si è dall'altra parte della barricata? Non basta, non è sufficiente, perché il vero ostacolo da superare si chiama "interesse" che è, come molti sostengono, anche alcuni ex sindaco, "trasversale". E dopo tanti anni di "vita" in "comune", trascorsi come "passeggeri" della e sulla stessa barca, è difficile trovare delle differenze sostanziali tra i nostri politici, troppo "uniformati", "allineati", "stereotipati" e "interessati", per sperare che questa lotta possa essere portata avanti proprio da loro. La stessa, in assenza di veri e sostanziali cambiamenti, rimarrà solo una pura e pia intenzione, una delle loro tante promesse mai mantenute ma puntualmente contenute in quei "proclami" chiamati "programmi elettorali". Non saprei dirti se la loro censura derivi dalla "paura della verità" e se nella stessa ci sia "viltà". Un dato è certo, la si pratica costantemente, utilizzando varie forme più o meno trasparenti o consentite, all'occasione anche come "merce" di scambio concordata con gli stessi operatori dell'informazione. Quella praticata nei miei confronti, è stata una censura indiretta, mascherata dalla necessità "di una maggiore penetrazione perchè le vendite erano costantemente in calo", e presentata sottoforma di una nuova "linea editoriale che si inaugura", per cui ti informano che da quel momento, e dopo mesi di solitaria collaborazione h24, "il collaboratore propone e la redazione decide se pubblicare o meno e quando farlo". La classica, quanto poco "convincente", messa in scena per dirti che, da quel momento gli articoli non potranno più essere pubblicati, pur essendo "buoni come i tuoi"! Un modo come un altro per "eliminare" una ulteriore penna "critica", ma soprattutto libera, dal "mercato" dell'informazione. Da allora, nonostante le copie vendute siano nel contempo realmente diminuite, puntualmente e giornalmente, di questa amministrazione, chissà perché, si scrive tanto e solo "bene"! Quello che rattrista è il constatare, però, che nessuno degli operatori del settore o dei politici, che a parole dicevano di "stimarmi", abbia "sollevato" gli scudi in difesa del diritto all'informazione, attestato dal mio allontanamento, compreso il sindaco che, tutti sanno, è giornalista di professione. E se da uno di loro poteva essere più che "prevedibile", proprio perchè in un recente passato era stato autore, sempre nei miei riguardi, di una ingiustificabile censura mediatica, dagli altri francamente non me l'aspettavo, soprattutto considerando le loro violenti critiche rivolte alle amministrazioni del passato o in campagna elettorale sulla mancanza di dialogo e trasparenza. Questo comportamento altro non è che una forma di censura di mercato o di comodo, determinata cioè da convenienze sia di natura politica che economica a cui il "quarto potere", quello dell'informazione, anche a Gioia si è adeguato. Il mio non è solo il coraggio della verità o della Giustizia, ma anche dell'indignazione derivante dalla convinzione che nella vita c'è bisogno di "dignità", amor proprio, rispetto degli altri, soprattutto dei più deboli, di moralità e di onestà. Una vita da vivere a testa alta e senza sottomissioni, costi quello che costi. Gli ideali per cui si dovrebbe lottare, non hanno un prezzo, e questo il "potere" lo sa, tanto da averne paura.
Donato Stoppini
6 Commenti per “La censura è di chi ha paura. (Donato Stoppini risponde a Enzo Cuscito)”
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A questi signori, caro Stoppini, sia di maggioranza che di opposizione ovviamente, si deve ricordare che la loro carica istituzionale non è eterna e che il loro mandato devono esercitarlo continuando ad essere i normali cittadini che fino a poco prima della loro elezione criticavano il “palazzo”, e non divenire invece i sostenitori di quegli interessi “politici” e non, da far dimenticare chi erano e da dove vengono.
Noi cittadini rompi pa..e invece, continueremo a fare loro le pulci cercando di sostenere e contribuire chi “lavorerà” per una politica sana e non per pochi, e contrastando quelle situazioni che nulla hanno a che vedere con il bene comune e sopratutto con la “illegalità”.
Se la stampa locale non vigilerà anch’essa e quindi si asservirà al palazzo, dobbiamo essere in grado che l’opinione pubblica comunque lo venga a sapere.
Purtroppo la denuncia di Donato trova i suoi fondamenti nella realtà, considerando che il proprietario di alcuni dei maggiori quotidiani nazionali è anche Presidente del Consiglio, cosa potevamo aspettarci. L'informazione (almeno quella su carta) è controllata, ma questo è vero dalla notte dei tempi, con governo di destra o sinistra la musica non cambia, è uno dei tanti vizietti italiani. Sul web invece le cose cambiano, ormai l'unico paradiso felice della democrazia, anche se molto esposto al fuoco nemico. Una cosa bisogna dire, ci sono molti giornalisti che costruiscono la loro carriera sull'anti-berlusconismo, più si spara addosso a Silvio Magno più si emerge, magari per vendere qualche libro o trovare spazio su qualche giornale importante. Si dice di tutto quando la destra è al governo, si vede il marcio ovunque, subito si preparano i processi (poi non riescono a concluderli perchè di solito i governi di sinistra cadono con troppa velocità per i tempi della giustizia italiana e ci si ritrova punto e a capo, che stress !), poi vedi quello che è successo alla Regione Abruzzo ti giri intorno e non vedi più nessuno, tutti spariscono, tutti tacciono, e Travaglio dov'è ? Perchè non scrive un libro sulle nefandezze abbruzzesi ? Morale della favola, prima di giudicare gli altri guardiamo cosa facciamo noi, la censura và condannata, ma prima di attaccare qualcuno sfiliamoci la nostra tessera di partito dalla tasca e prendiamo la penna.
Donato è un giornalista che merita stima e che non appartiene a quella categoria di persone cosidette "schierate", e quello che sta subendo non è giusto, anche se non è l'unico purtroppo.
Con questo commento invito tutti al dialogo e alla riflessione e a dire la vostra senza fare la figura dei "polli" come quella del giornalista e capo redattore di Gioia News, Massimo L'Abate nell'ultimo scandaloso numero in edicola. In questo modo è facile scrivere, e sicuramente non si crea un clima di dialogo e collaborazione, quello che servirebbe per gestire al meglio una città con tante potenzialità come Gioia. Quello che mi ha fatto "accapponare" la pelle sono le considerazioni sugli incarichi di Palmisano al Comune, prive di ogni fondamento, conosco la persona come professionista serio, e da imprenditore condivido la scelta del sindaco di incentivare la persona, se devo avere dei risultati concreti preferisco puntare su chi è già esperto e che ritengo valido per svolgere determinati compiti, questo alla lunga mi porta a dei risultati che sono superiori se avessi optato per assumere dipendenti part-time, o con altre forme di collaborazione occassionale, perchè tra formazione, ambientamento di lavoro e quant'altro avrei solo sperperato soldi pubblici inutilmente. Invito l'Abate a fare le sue considerazioni alla fine del mandato di Longo, quando si tireranno le somme delle scelte fatte dall'amministrazione. Un pessimo esempio di giornalismo da non seguire.
[Web Democracy]
Volete comprendere quale sia il tipo di informazione gradito al Sindaco? Leggete l’ultimo numero di “Azzurra”, il foglio informativo (secondo loro…) di Forza Italia. Ve lo consiglio se avete voglia di farvi quattro risate sulla propaganda vecchio stile… Tra le ‘chicche’ un atto di accusa ai consiglieri comunali di opposizione “rei” di non aver partecipato alla manifestazione di Albertazzi, pur avendo l’invito gratuito. Per quel che mi riguarda considero inaccettabile che si inserisca nell’ESTATE DI TUTTI, uno spettacolo dove possono accedere i privilegiati o coloro che pagano un biglietto salato. Poichè ero un privilegiato ho ceduto il mio biglietto ad un rappresentante dell’informazione e non ci sono andato proprio per un questione di principio. Ma credete che i “faziosi”di Azzurra sappiano cosa sia una questione di principio?
Filippo Donvito
Giuseppe, ti ringrazio per l’attestazione di stima nei miei confronti ma, proprio perchè non appartengo, come ben evidenzi, “a quella categoria di persone cosidette schierate”, pur apprezzando il tuo sforzo di evidenziare le “incongruenze politiche o giornalistiche, devo precisare che io per primo ho avuto da ridere, proprio sul periodico “la Piazza” e precisamente nella rubrica “Curiosando quà e la”, sulla decisione dell’attuale sindaco di “agevolare”, con un più che lauto premio di 1470 euro mensili, un impiegato comunale che è al tempo stesso anche suo amico, dirigente dello stesso partito di appartenenza oltre che suo braccio sia destro, ma a questo punto, da ritenere anche sinistro.
Per cui il tuo commento mi porta a pensare che non avevi ancora letto quanto da me riportato sull’ultimo numero in edicola. Una precisazione doverosa la mia anche perchè ritengo che quanto messo in atto dall’attuale amministrazione esuli dalle tue argomentazioni. 1470 euro non sono pochi perchè corrispondono a più di un ulteriore stipendio, quindi ad oltre otto ore di lavoro al giorno. Ma a parte ciò, considerando la sua carica all’interno del partito, chi ci assicura che quel premio, pagato da tutti noi cittadini, non si riferisce al tempo che “spende” anche per problematiche messe in essere in nome e per conto del partito? Ma questo ufficio stampa quanti dipendenti, e soprattutto, quante ore di lavoro produce al giorno? Attualmente ci sono al suo interno o alle dirette dipendenze 4 dipendenti comunali a tempo pieno (Palmisano, D’Erasmo, Donvito, Capodiferro), uno esterno a tempo parziale, anche se non si sa bene comè stato inquadrato (un certo Ciccio) oltre al sindaco e a tutti quelli che gli girano intorno a vario titolo, anche di altri uffici. Quindi perchè esagerare così tanto quando con quel denaro si poteva dare lavoro ad altri che ne avevano bisogno e che avevano maturato anche l’esperienza necessaria per portarlo avanti? Ma poi ti chiedo quali sono le difficolta presenti in un lavoro alle dirette dipendenze del sindaco? E’ non è pur sempre un lavoro di segreteria? Quali specifiche esperienze sono richieste? Se è vero che, come sostieni, “per avere dei risultati concreti preferisci puntare su chi è già esperto e che ritieni valido per svolgere determinati compiti”, il Palmisano, fino a ieri impiegato nell’Ufficio Tecnico, quando e da chi le avrebbe acquisite, queste stesse esperienze a cui tu stesso “alludi”? Solo perchè abbiamo evidenziato quanto accaduto, sicuramente con finalità e toni diversi, sia io che il L’Abbate non riteniamo di aver fatto la “figura dei polli”, soprattutto se nei confronti del diretto interessato non c’è nulla di personale, così come nei tuoi confronti, almeno per quanto mi riguarda, e lui lo sa meglio di qualunque altro, come te d’altronde .
Un caro saluto.
Donato Stoppini
Quello che volevo evidenziare è la tendenza a vedere sempre cose negative (anche se la nostra classe politica non ha dimostrato il contrario fino ad ora, è questo purtroppo è un dato indiscutibile), a meno di prove certe, non sparerei subito su un gruppo di persone che stanno cercando di fare le cose bene (almeno spero).
Lo so, sono un povero ragazzo ingenuo che crede ancora nei miracoli, ma che posso farci, ho ancora molte illusione da consumare.
Per quanto riguarda l’incarico a Palmisano, preciso con un esempio, se ho un certo lavoro da fare che mi deve dare dei risultati immediati, prendo un dipendente che ritengo all’altezza di tale compito gli aumento lo stipendio, o gli dò un premio, supponiamo 500 Euro, e lo faccio lavorare subito, se alla fine non ho quello che volevo, tiro le mie conclusioni, se invece lo faccio fare ad uno nuovo appena assunto, non avrò sicuramente lo stesso effetto, e non potrò neanche pretendere chissà cosa.
Nell’amministrazione Pubblica le cose funzionano un tantino diversamente, ma il concetto è lo stesso, questo è il mio pensiero.
Poi se c’è un giro di poltrone e incarichi, questo non lo so e non mi stupisce neanche, è una cosa vecchia purtroppo.
Ma quello che mi preme sottolineare è che solo quando si tirano le somme possiamo veramente dire quello che pensiamo con prove certe.
Donato io non ho nulla di personale nei tuoi confronti, ci mancherebbe, sei una persona seria, però non giudichiamo il lavoro altrui senza saperlo.
Giuseppe, non ti ho mai ritenuto un ingenuo, anzi. Ma proprio perchè non ti ritengo tale ti invito a vedere le cose in modo più distaccato. Non ti chiedo di “tirare” immediatamente le somme del loro “operato” ma nemmeno di chiudere gli occhi di fronte all’evidenza. All’interno del “gabinetto” del sindaco cosa è cambiato rispetto alla passata amministrazione? Quale ulteriore mole di “lavoro” rispetto al passato potrebbe aver giustificato un così alto premio da attribuiire ad un singolo dipendente anzichè a tutti e quattro i collaboratori di cui il sindaco si è circondato? Ai tempi di Povia ce n’erano soltanto due, così come quando governava Mastrovito, perchè oggi, nonostante la forza lavoro dell’ufficio si è più che raddoppiata, e pur avendo la presenza di un sindaco giornalista professionista, quindi con una pluriennale “esperienza” nel settore acquisita stando al “servizio” di un noto parlamentare gioiese, si ricorre “abitualmente” e giornalmente agli straordinari?
Vedi, Giuseppe, il fatto che l’amministrazione sia ricorsa ad un “premio” di 1470 euro fissi al mese, per 12 mesi, la dice lunga sul perchè di questa loro scelta, e sai perchè? Perchè per contratto sarebbe stato difficile arrivare a quella cifra mensile inserendo in busta paga gli “straordinari” fatti, che, come ben tu sai, non possono superare un certo numero di ore annue, quindi giornaliere o mensili, per cui, secondo me, quello che è stato dato a Palmisano più che un premio sarebbe da considerare un vero “regalo”. Trasformatosi in uno schiaffo a tutti gli altri dipendenti comunali oltre che a tutti i disoccupati gioiesi.
Ma in quell’Ufficio Stampa che fanno? Oltre che prepararli i comunicati, o i manifesti, li stampano anche? Da operatore del settore ritengo che gli addetti di cui è stata dotata la segreteria del sindaco siano più che “abbondanti” se non addirittura eccessivi.
Su una cosa sono comunque d’accordo con te, “nell’amministrazione Pubblica le cose funzionano un tantino diversamente” dal privato, mi permetto di aggiungere, e quanto accaduto ne è una evidente testimonianza, una riprova che determinati comportamenti non possono dare adito a dubbi di sorta, tanto da convincermi a tirare le somme prima del previsto. Somme che purtroppo per loro sono con il segno “negativo”!
Ciao a tutti.
Donato Stoppini