Lug 12 2008

Disastroso incendio tra Gioia del Colle e San Basilio

 E' divampato nel pomeriggio di oggi e  tutt'ora le forze della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco con 3 mezzi aerei ed il Corpo Forestale dello Stato stanno tentando di domare le fiamme, che spinte dal vento non sembrano soffocare. L'area interessata è una vastissima fascia boscata tra Gioia del Colle e San Basilio. Proprio quella risparmiata e salvata dalle fiamme dell'estate dello scorso anno. In quell'occasione, buona parte dei boschi adiacenti a Gravina S. Croce andò distrutta ed in tempi non sospetti la nostra associazione lanciò l'allarme del pericolo speculazione su un'area che tanto fa gola ad imprenditori, costruttori edili, amministrazioni e proprietari terrieri. Oggi, la sistematicità e la precisione con la quale è divampato l'incendio, non lascia dubbi all'ipotesi dolosa e conferma le preoccupazioni inascoltate lanciate la scorsa estate. Il fuoco sembra essere stato appiccato in più punti, nei pressi di Casino del Duca sulla strada provinciale 23, in direzione Castellaneta. Il perimetro del fuoco è incredibilmente quello della parte boscata ad altissimo valore ecologico, che lo scorso anno fu risparmiata dalle fiamme. Basta osservare la cartina che alleghiamo a questo comunicato stampa per rendersene conto. Tale aspetto inquietante non lascia dubbi sulla volontà di qualcuno di radere al suolo boschi inseriti all'interno di ben due Siti d'Interesse Comunitari (SIC) ed in Zone di Protezione Speciale. Forse gli interessi edilizi e commerciali, forse i vincoli per pastori e agricoltori o forse ragioni che sfuggono alla ragione hanno spinto la mano di qualcuno a distruggere sistematicamente, anno dopo anno, una delle aree più belle del nostro territorio ove ancora sopravvivono specie rare, come il Cerambice delle Querce, i coleotteri del genere Lucanus, numerose Orchidee, l'Arum apulum, etc. Un patrimonio di biodiversità sul quale la nostra associazione aveva riversato una parte predominante degli studi nell'ambito del progetto di Biomonitoraggio del patrimonio naturale locale e che, ora, vede svanire in un'immensa colonna di fumo un luogo che se valorizzato e tutelato avrebbe consentito un vasto sviluppo sostenibile della zona, con prospettive turistiche e sarebbe diventato scrigno segreto per la sopravvivenza delle specie in via d'estinzione. Ora, invece resta solo cenere, frutto dell'ignava ingordigia umana, della dilagante ignoranza e dell'impunità di cui gode molto spesso chi devasta interi territori in cambio di favori o concessioni. L'epilogo di una vicenda assurda e scandalosa è arrivato oggi.

Gli ambientalisti spesso si portano dietro la semplicistica etichetta del catastrofismo. A volte, o come noi crediamo quasi sempre, quella che sembrava solo una esagerata provocazione si concretizza ed allora sono tutti pronti a chiedersi come mai. Adesso non ne vale più la pena. Ciò che restava è andato via. Tornerà. La Natura ritorna sempre. Ma lo farà fra decine d'anni, forse quando un'uomo migliore sarà pronto ad accoglierla ed a rispettarla. Forse quando qualcuno, avvisato per tempo dai "catastrofici ambientalisti" farà davvero qualcosa. Agirà per far ciò per cui viene pagato. Smetterà di poltrire sotto la dolce ala protettrice della legge che punisce severamente chi sbaglia inavvertitamente e coccola, incentiva, promuove chi sistematicamente compie gravissimi reati contro l'umanità.

In due estati abbiamo, tutti, perso un pezzo di noi stessi. Un territorio che si poteva salvare, che si poteva tutelare. Un territorio che si è lasciato distruggere. Non scriviamo questo comunicato per il principio del "ve l'avevamo detto", scriviamo per esprimere tutta la nostra rabbia e indignazione per coloro che hanno compiuto questo gesto, per coloro che sapevano e non hanno detto, per coloro che potevano e non hanno fatto. Tutti loro, questa ex meravigliosa terra, non la meritano. Ma chi ritiene di meritarla deve alzare la voce. Chiedere giustizia.

Invieremo a tutte le Procure e le Forze dell'Ordine competenti invito ad approfondire le indagini sugli incendi che sistematicamente colpiscono quest'area. Speriamo, che stavolta le indagini le facciano davvero.

Altrimenti la prossima estate sappiamo già dove divamperà l'incendio!!!

 

Con viva preghiera di diffusione e pubblicazione,

WWF ITALIA ONLUS

sez. locale di Gioia del Colle ed Acquaviva delle Fonti

 

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